Il fattore umano e l’empowerment come investimenti sul futuro: dalla collaborazione pubblico-privato al social bonus
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Il fattore umano e l’empowerment come investimenti sul futuro: dalla collaborazione pubblico-privato al social bonus
Un dibattito sul potere dell'empowerment come investimento sociale, tra collaborazioni pubblico-privato e il ruolo delle fondazioni.
Eccoci, buongiorno, benvenuti a questo seguito, non stop del Festival dell'Economia, qui nello spazio del Museo di Ocesano, che è uno spazio che a me piace molto perché al Museo di Ocesano facciamo sempre degli incontri molto particolari e ve lo dice già il titolo che ci siamo dati, Fattore umano e empowerment come investimenti sul futuro, dalla collaborazione pubblico privato al social bonus. Sono con me Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation, fondazione di impresa del gruppo Leggo, così vado più veloce, fondazione di impresa del gruppo Only the Brave e Laura Biancalani, direttrice generale dell'Andrea Bocelli Foundation. Grazie a entrambe di aver accolto il nostro invito, le cose di cui dobbiamo parlare sono tantissime e quindi io farò una premessa brevissima che riguarda proprio il titolo che ci siamo date, perché pur avendo ciascuna di voi profili e rappresentando qui realtà che hanno molta affinità ma vedremo anche molte differenze, l'elemento in comune che ho notato è proprio questo tema dell'empowerment, empowerment è una parola da un certo punto di vista bellissimo, dall'altro un po' impalpabile, un po' difficile da definire e quindi che due grosse realtà come le vostre si occupino di lavorare su una parola come questa e di renderla concreta mi sembra particolarmente interessante perché apparentemente empowerment è un investimento sulla fiducia e la fiducia è qualcosa che spesso manca, la fiducia nel fatto che le persone ce la possono fare, ce la possono fare da sole se sono messe nelle giuste condizioni. L'altro tema dell'empowerment è che sembra un investimento di lunghissimo corso, uno investe oggi, pianta un seme oggi e poi lo raccoglierà non domani ma fra anni e invece credo che entrambi smentirete questa mia ipotesi e la terza e ultima pensiero che mi vediva ad associare alla parola empowerment è che in qualche modo non solo i risultati si vedono dopo tempo ma i risultati sono anche difficili da misurare e anche qui lo dico apposta per farmi contraddire perché se ci sono due cose su cui da una parte OTB Foundation e dall'altra è difficilissimo dirlo con le sigle scusatemi io le dirò per esteso e dall'altra Andrea Bocelli Foundation fanno è proprio di rendi contare una cosa fascinante come appunto aiutare le persone a farcela da sole, rendi contare e fare le cose velocemente. Allora vediamo come si fa però prima di vedere come si fa presentiamo le due protagoniste quindi io comincio da Rihanna Lessi rigorosamente in ordine alfabetico ma comincio da Rihanna Lessi perché ha una formazione economica e siamo al festival dell'economia un passato un inizio di carriera nel settore bancario se non sbaglio e CEO di ben tre realtà del grande gruppo appunto OTB ma qui investe di vicepresidente appunto di OTB Foundation quindi questa cultura di impresa no che è una cultura economica forte come incide e come orienta il lavoro all'interno invece di una fondazione che si occupa sostanzialmente se devo proprio semplificare poi entriamo nel merito di arrivare alle persone di aiutarle di dare potere forza aiuto cultura ma anche aiuti molto concreti alle persone. Allora a piacere a tutti sono contenta di essere qui ed essere state invitati a tenere un panel che dovrebbe essere prettamente economico e secondo me non è un caso come diceva lei prima perché ormai gli Entino Profit sono considerati soggetti economici lo abbiamo visto in tutti i momenti di emergenza lo vediamo ormai day by day per cui oggi io rappresento la OTB Foundation che fa parte del gruppo OTB ed è per volontà appunto del presidente Renzo Rosso che ha come core dell'idea della creatività dice la sostenibilità ma per lui un altro pilar è assolutamente l'impatto sociale che riesce ad avere sia nelle comunità sia all'interno delle aziende e da qui l'idea di creare una fondazione una vera e proprio una fondazione di impresa quindi io ho la fortuna di poter lavorare in un ente no profit all'interno di un'azienda ecco questa cosa qui mi dà avendo anche cariche al di fuori del gruppo come all'interno di altre realtà profit mi dà l'opportunità di vedere le differenze tra le due e di notare in questi ormai dieci anni in cui sono all'interno tutte le somiglianze che sono venute a crearsi per cui quello che posso dire che quello che noto negli ultimi dieci anni ma io posso dire anche quindici anni perché già prima di lavorare nell'entrino profit comunque avevo a che fare con gli enti no profit ho visto una radicale differenza di come erano strutturate chiamiamo le leon lus in generale gli enti no profit in generale a come siamo arrivati oggi cioè sono diventati talmente soggetti economici importanti per l'italia e sono fortunati averne tanti in italia che danno un supporto agli pubblici amministrazioni per la loro flessibilità di azione perché quando c'è un'emergenza abbiamo la possibilità di entrare subito in azione cosa che la burocrazia per motivi burocratici ci mette più tempo e rispetto anche i privati che sono magari distratti o alle prese con le loro attività quotidiane ecco quindi questo è un place e ahimè purtroppo vedendo tutti anche i tagli che sono stati fatti nei settori importantissimi lo vedete dalla sanità all'istruzione all'aiuto nella povertà ai aiuto agli anziani ecco se non ci fossero tutti i volontari che lavorano all'interno degli enti no profit saremmo veramente coi piedi per terra oggi perché sono diventati una realtà fondamentale e di supporto nell'economia italiana e quindi per questo secondo me è giusto che siamo chiamati anche noi a parlare in un contesto economico perché veramente siamo anche noi un motore economico ecco non generiamo i nostri profit che sono di reinvestiti all'interno dell'azienda ti smentisco in quello che detto prima cioè nel senso che noi poi con la mentalità appunto da finanziaria io devo da mentalità finanziaria nei fin dal primo giorno che sono entrato in azienda quando renzo mavo posto di entrare e tu guarda che io arrivo da tutto altro mondo non so cosa sia un ente no profit per me lo voglio fare proprio metterci come fosse un investimento cioè ogni progetto per noi viene considerato e valutato come un investimento noi siamo una grant foundation cosa vuol dire siamo un ente che finanzia gli operatori partner che poi in loco fanno l'attività aiutano le persone che ne sono disagiate ecco noi ci mettiamo tantissimo a selezionare partner con cui collaborare a differenza di altre realtà noi spaziamo c'è ne trattiamo da bambini giovani donne tutto l'imparamento della donna aiuti alla donna cento antiviolenza casa e rifugio aiutiamo poi gli immigrati attraverso il lavoro in italia progetti di integrazione in ogni senso c'hanno i progetti di prevenzione all'interno delle scuole quindi abbiamo deciso di avere di ampliare in base alle esigenze e alle emergenze che vediamo man mano crescendo quindi poi li creiamo l'incontro col partner che definiamo il riferimento lavoriamo in italia anche molto all'estero e poi da lì supportiamo e creiamo insieme al partner quindi aiutiamo il partner se non è già strutturato quindi sono grandi partner come poteva essere a fondazione boccelli altri mori meno strutturati a creare una sorta di budget perché lavoriamo proprio con la mentalità ziendalistica cioè cosa dobbiamo costruire questa cosa quanti soldi serve ok questo è il budget noi ti diamo totto tu devi muoverti a raccogliere altrettanto perché noi ci siamo non devi contare che ci saremo anche domani è una cosa per noi fondamentale perché aiuti anche lente a strutturarsi che è fondamentale questa cosa qui e poi chiediamo una rendi incontazione che è bimestrale ottimistrale cioè se tu non mi presenti i conti io non ti finanzio il progetto lavoriamo a sal come si dice no quindi o mi presenti il progetto e mi dici quanta gente può aiutare e veramente puoi contare quanta gente può aiutare perché se io parlo faccio un esempio gli empori solidali che per chi non sapessi sono dei centri dove la gente può andare a andare a fare la spesa senza gratis praticamente noi lavoriamo con i servizi sociali quelle ci sono la lista delle persone in need che hanno lise basso e posso andare con un credito al mese a fare la spesa abbiamo fatto però dei centri polifunzionali cioè diciamo abbiamo un centro antivolenza un centro dove diamo lavoro alla terza volta troviamo lavoro non puoi più mettere piede da noi perché noi siamo vogliamo essere di supporto non vogliamo essere fare assistenzialismo puro per quello ci sono altri enti da cui deve andare non siamo noi e quindi questa realtà qui per esempio ci possiamo avere la rendi incontazione esatta di quante persone stanno andando ad oggi stiamo aiutando cinque empori solidali ecco siamo oltre 5000 famiglie calcolate che ogni dietro ogni 5000 famiglie vuol dire che ci sono quattro persone dietro ogni famiglia di media delle tre alle quattro persone e rispetto all'anno scorso siamo mille famiglie in più quindi abbiamo esempio già il sentore di come sta andando l'economia di quanta gente quanta povertà sta arrivando a chiedere aiuto quindi queste cose qui sono importanti da sapere perché ci attivano poi l'idea di creare un altro progetto ecco come vedete il discorso sembra teorico appunto il no profit sembra un'universal parte invece è veramente ormai parte integrante e non solo mi piace moltissimo sia la velocità con cui hai enumerato alcuni dei progetti ma sono tanti di più ho controllato perché mi ero segnata l'appunto sono 380 i progetti di cui finora vi siete occupati in vent'anni l'anno prossimo in vent'anni devo dire non tutti non sarebbe credibile rispetto al discorso che stavi facendo perché appunto se bisogna seguirle bene le cose anche perché siamo in tre in tre ragazze e noi ci appogliamo ecco come fondazione imprede abbiamo la fortuna di potersi appoggiare a un gruppo che vuol dire poterci appoggiare dei dipendenti dell'azienda che ci danno supporto quindi è una cosa importante da dire che i soldi che raccogliamo vengono tutti tutti destinati ai progetti che raccogliamo quindi un euro che viene donato un euro che viene veramente dato al progetto cosa di cui ci vantiamo e siamo orgogliosi poterlo dire a differenza di altre realtà che non fanno altrettanto ecco passo a dare la parola a Laura Biancalani perché appunto ho detto che avremmo evidenziato affinità e differenze bella la prima ovviamente grande affinità e esattamente nei due temi che abbiamo evocato fin dall'inizio no il tema della rendicontazione quindi diamo i numeri diamoli precisamente facciamo capire che il no profit è non solo serio ma appunto rendi contabile ancora e persino di più appunto del profit e il tema del tempo e del tempismo del fare che davvero accomuna molto queste due realtà che pure sono molto diverse fra di loro allora ci proviamo perché sono temi importanti allora do dei tratti rispetto a chi siamo per gli ascoltatori che non lo sanno allora la fondazione andrea bocelli nasce nel 2011 per volontà dell'unico fondatore appunto andrea bocelli e quindi questa è sicuramente un'affinità con otb nasce come una fondazione di famiglia eravamo allora in tre il maestro bocelli veronica berti bocelli moglie del maestro ed io abbiamo fatto un cammino molto molto importante lo tratteggio brevemente perché non siamo più una fondazione di famiglia grazie a un gruppo di un team su cui il maestro ha deciso di investire nel 2015 un team capeggiato dal nostro presidente che oggi è qua dove stefano verza e abbiamo siamo riusciti a mettere in moto l'empower in people in communities che è la nostra missione e che vuol dire lavorare su qualcosa di non troppo immateriale che è il potenziale dell'essere umano siamo riusciti a lavorare sull'innovazione sociale e a creare un team che dà vita a progetti piloti innovativi che possiamo dire aiutano il terzo settore aiutano non profit a essere protagonista abbiamo bisogno che non profit sia protagonista perché la creatività e come diceva rianna la tempestività nel trovare soluzioni è tipica del non profit ma in un mondo in cui anche dopo la riforma e vedo qui anche gli attori della riforma sono un attimo imbarazzo per questo gabriele sepio che ci guarda la riforma molto spesso non ci ha dato un trampolino di lancio per lavorare come sappiamo fare perché ci ha dato dei limiti ci ha dato dei limiti che noi dobbiamo superare dobbiamo rompere e quindi molte cooperative sociali molte organizzazioni lavorano sotto costo lavorano a sal ma non quelli delle fondazioni erogative e questo ha ucciso la creatività gli uffici io sono a 50 anni e sono cresciuta negli uffici ricerca sviluppo delle cooperative sociali le cooperative e il mondo del terzo settore in generale non ha più questo smalto questo slancio e quindi la filantropia questo compito ha quel al compito di ridare la possibilità al terzo settore di essere protagonista attraverso il lavoro sulla ricerca di obiettivi strategici processi e rendi contazione e trasparenza aiutare a fare questo anche dando al terzo settore soldi in anticipo non più strozzando il terzo settore con gli 8 euro l'ora dei servizi e allora porterà davvero a far sì che la riforma del terzo settore quella che parla anche di coprogrammazione coprogettazione possa far la differenza nel nostro paese e tornando ai tempi della fondazione bocelli noi siamo conosciuti e ci siamo conosciuti con arianna e renzo durante il terremoto del 2016 nelle marche un giorno renzo e arianna sono arrivati a casa di andrea veronica ci hanno seduto e ci hanno detto che avrebbero voluto superare le barriere della burocrazia in italia e costruire ricostruire una scuola del terremoto con programmi pedagogici innovativi perché noi ci occupiamo di appunto potenziale lavoriamo prevalentemente nell'area dell'educazione e ci hanno detto ricostruite una scuola educativa una scuola innovativa nell'area del terremoto in 150 giorni ci siamo preoccupati ma ci hanno messo a disposizione tutte le risorse e allora ci siamo messi a lavorare ce l'abbiamo fatta non solo una volta ce l'abbiamo fatta tante volte nell'area del terremoto e poi abbiamo cominciato non solo a ricostruire spazi ma a pensare di andare a lavorare sullo spazio sulle relazioni e sui tempi perché appunto lo spazio è semplicemente una parte dell'ecosistema che poi crea il substrato per far fiorire il potenziale delle persone tu sei venuta all'inaugurazione del nostro global hub noi abbiamo cominciato la ricostruzione abbiamo ricominciato a utilizzare i sistemi della coprogrammazione coprogettazione che è la nuova riforma del terzo settore ci da proprio nell'area del terremoto abbiamo cominciato a cercare di andare a utilizzare degli strumenti giuridici in un modo diverso e a mettere seduti funzionari comuni il commissario per la ricostruzione il mondo della scuola con una nuova prospettiva educativa perché perché noi siamo convinti che educare voglia dire esducere tirare fuori e i nostri sistemi educativi sono ancora molto orientati al nozionismo e allora volevamo creare una scuola dove si potesse tirar fuori la creatività e il talento dei bambini e abbiamo cominciato a lavorare forse una delle prime organizzazioni in italia nel 2018 sulle competenze trasversali all'interno della scuola pubblica abbiamo creato un modello di gestione di scuola pubblica orientata alle competenze trasversali e poi abbiamo costruito degli spazi per fare questo e la prima occasione che è stata appunto la prima collaborazione con fra otib e fondazione boccelli è stata a sarnano dove appunto in 150 giorni attraverso degli strumenti giuridici che già esistevano abbiamo creato un nuovo modello di coprogrammazione coprogettazione abbiamo utilizzato l'allora articolo 20 del testo unico degli appalti che permetteva ai soggetti privati di poter sostituire sostanzialmente il pubblico ci siamo mossi con tanti funzionari incerti tanti sindaci che non volevano rinunciare ai fondi del terremoto che gli erano stati dati perché noi promettevamo qualcosa che non sapevamo se sapevamo meno fare e ce l'abbiamo fatta ce l'abbiamo fatta sostanzialmente per un motivo perché abbiamo firmato noi quelle carte e ci siamo tirati dietro tutti ma abbiamo creato anche dei modelli nuovi da un punto di vista di impostazione giuridica della relazione fra pubblico e privato e questo è solo uno dei primi modelli perché l'altro l'abbiamo poi creato a san firenze san firenze che è un bene storico. Un attimo per san firenze perché siccome appunto questo è veramente quello di cui parlavi post terremoto è un progetto che avete fatto insieme mi piaceva avere anche il racconto dal punto di vista appunto di OTB perché avete sposato allora voi vi occupate in origine vi occupavate di tre aree no prevalenti che erano bambini ragazzi diciamo donne e immigrazione poi avete sentito il bisogno di aggiungere il fattore emergenza e credo che dentro appunto la rapidità di reazione in caso di emergenza stia al cuore del perché vi siete trovati però volevo appunto chiosare il racconto che ci ha fatto Laura con il punto di vista invece della vostra fondazione. Confermo i 150 giorni che sono state rispettati perché sono qui arrivavano cantate vere se non ce l'avevamo fatta ed è stato un bellissimo progetto che ci ha visto per la prima volta noi coinvolti in una cosa così importante grande avvicinarsi al mondo della scuola e da lì noi siamo per esempio proseguiti con progetti di prevenzione all'interno delle scuole in giro per l'italia dove veniamo a parlare di violenza sulle donne bullismo save bullismo e violenza di genere affettività tutte tutte tematiche che sono molto molto attuali bisogna implementare l'esperienza è stata importante ed è per quello che oltre temi sopra abbiamo deciso appunto di mettere quest'altro ultimo pillar che è l'emergenza il primo esperimento che esperimento poi riuscito è stato quello che diceva la ora prima c'è questo sistema di copo agitazione col pubblico che abbiamo visto che ha funzionato difficoltoso laburioso però alla fine volendo ci siamo riusciti abbiamo portato a termine si può fare si può fare se trovi anche però delle realtà pubbliche che te lo permettono di fare che non è sempre così no ne abbiamo visto in giro per l'italia non è sempre così però siccome siamo tenaci poi ci chiamiamo abbiamo anche un nome holiday brave dobbiamo un attimo coraggiosi noi ci proviamo siamo andati avanti e quindi da lì con l'emergenza siamo andati avanti coi terremoti sapete in emilia-romania poi quando sono stati in turchia in siria e quando ci sono stati noi siamo molto operativi in afghanistan da diversi anni con diversi progetti di impaavent quando c'è stato all'arrivo dei talibani sono stati tra le associazioni che hanno partecipato a fare arrivare al più di 500 afghani in italia organizzando degli aerei da kaboul a quaid city da quaid city a roma e progetti del genere poi non so quando si vengono i terremoti appunto anche in italia per esempio quando è stata l'alluvione noi siamo le persone che vanno a chiedere nei comuni cosa serve veramente cioè siccome sappiamo che arrivano i soldi no perché succede un evento del genere catastrofico lo stato dice ok arrivano 30 miliardi domani ok noi siamo andati nei comuni a chiedere cosa vi serve domani scusate quante cucine vi servono nel comune di forlì ok ne avete raccolto già 100 che ve ne sento 25 che quelle 25 ve le andiamo a comprare noi ma siamo andati a prendere comprarle montarle conoscere le famiglie che siamo così ecco noi siamo quel tipo di realtà lì che nell'emergenza facciamo così forse è stato il covid anche nel covid abbiamo collaborato insieme insieme abbiamo subito comprato all'inizio appena è apparito il covid una grande partita di dpi in america dove l'avevamo comprato in cina stavamo la notte con in vitalia perché in vitalia ci piaceva entrare le cose nostre solo se noi davamo l'elenco dei fornitori che trovavamo esatto quindi quel periodo che la gente stava a casa a me cercava dentro le quinte di dare una mano anche lì abbiamo lavorato tantissimo veramente abbiamo aperto un centro covid dove state vaccinate 120 mila persone in meno di 15 giorni abbiamo preso una struttura sistemata fatto 20 postazioni e via a vaccinarle persone per il covid abbiamo fornito dpi prima i piccoli ospedali perché guardando la tv vediamo solo i grandi ospedali che venivano che venivano intervistati pensavamo noi mettiamo bassa del grappa il nostro piccolo ospedale tutti i piccoli comuni non ci pensa nessuno allora da là abbiamo iniziato noi a rifornire i piccoli ospedali poi ci siamo ritrovati durante la pandemia a rifornire anche i grandi ospedali c'è milano ha fatto bene fratelli abbiamo spinto dpi a bergamot a brescia che poi si dice di notte che veramente ci sono i messaggi del pronto soccorso dai dottori ci sono se domani mattina non mi arrivano i calzari i miei infermieri non mi entrano queste sono cose vita vissuta poi c'è stata la guerra in ucraina noi stiamo per esempio la prima azienda di moda che dopo pochissimi giorni che dalla della guerra tutti erano fermi nella moda non possiamo fare qualcosa per aiutare ci chiedevamo con renzo perché camera modice o no non ci mettiamo contro la russia no perché un mercato importante perché ci sono anche tutte queste tematiche quando stiamo a una fondazione di impresa no per me quando sei all'interno di un'impresa ci devi fermarti un secondo e riflettere no poi dici e li ho avuto abbiamo chiamato ci sono due a far qualcosa aiutarli a qua parliamo di umanità parliamo di aiutare gente che non ha bandiera non ha niente e allora mi ricordo che chiamai e disse ma dovete partecipare siamo in tanti mettiamoci insieme nella moda siamo stati la prima azienda e detto perfetto abbiamo lanciato noi un primo progetto con un hcr di pocket money cioè dare i soldi alla gente in ucraina per scappare i primi giorni di soldi per scappare poi abbiamo inviato decine e decine di pulma nel confine della polonia per portare da noi in veneto abbassano il grappa vicenza 446 tra donne e bambini di cui il 60 per cento erano minorenni cioè pagina queste mamme mi ricordo l'arrivo dei pulman che scendevano con una mia mamma con una bambina un sacchetto di plastica col google translator mi chiese dove siamo c'è pensate anche lì la forza io ho avuto modo di vedere la forza della donna anche glino per cioè dove siamo non sapevano dove stavano andando abbiamo trovato posto casa alloggio trova le scu inserite nelle scuole nelle attività sportive ancora adesso ci prendiamo cura di alcuni di loro tante sono rientrate ma tante rimangono qua ecco dopo un mese abbiamo avuto le prefetture locali che ci ha chiamato ci ha chiesto cosa possiamo fare però se non ci fossimo attivati subito ecco queste persone come le portavamo in italia e quindi anche lì e qui da lì abbiamo detto ok un tema per noi è l'emergenza quando succede l'emergenza noi diamo una mano adesso se per esempio siamo a casa stiamo lavorando con medici senza frontiere dove abbiamo stiamo supportando questo progetto di ospedali gonfiabili dove ci sono questi ospedali che vengono confiati in 22 24 e 48 ore ospedali interi veramente ospedali c'è la sala chirurgiche le sale le stanze per i degenti e ci si spostano perché sapete che a gaza ogni settimana decidono che le zone di bombardamento vengono modificate quindi questo ospedale viene smontato e smontato ogni due tre giorni e questo è l'ultimo progetto che abbiamo lanciato ecco non è che guardiamo le bandiere andiamo dove possiamo e riusciamo diciamo che la la la diciamo la forza che oggi la nostra fondazione che diciamo una fondazione di impresa però diciamo che il 65 per cento dei fondi arriva dal gruppo però il 35 per cento dei fondi arriva da imprenditori esterni ad esempio per me è un gol molto importante mi ricordo all'inizio questo è molto interi infatti vorrei prendere alcuni perché sono e bellissimo no la quantità di cose da dire sono tante e quindi anche la voglia di raccontarle però vorrei tirare qualche filo importante che è emerso e perché credo valga la pena di valorizzarlo e soffermarci un attimo intanto appunto prima laura parlava di filantropia e sicuramente le due fondazioni hanno alle spalle due personaggi molto forti molto riconoscibili molto amati anche molto conosciuti che sicuramente hanno rappresentato il punto di partenza di tutto questo ma che hanno la forza anche di coagulare altri imprenditori o altri artisti e quindi non soltanto di dare del loro che è già tantissimo ma di attrarre capitali l'altro filo che veniva fuori fortissimo appunto da tutti i tuoi discorsi e tuoi esempi concreti di cui ti ringrazio moltissimo perché poi il bello è far vedere no che cosa che cosa succede però l'altro filo importante è che vero si fanno tante cose quando si hanno tanti soldi a disposizione ma sì e no perché poi quei soldi vanno gestiti e come e come organizzare quindi anche qui la competenza del privato coniugata con quella del pubblico può dare moltissimo anche in questa direzione riporto terzo filo e ridò la parola Laura perché anche questo è venuto fuori molto anzi arianna lessi probabilmente neanche accorgendo se ne ma dando appunto una sequenza temporale ha alternato esempi vicinissimi proprio sotto casa no il dalla spesa per chi non la può fare ha appunto esempi invece internazionali questi ospedali immobili ecco anche questo di saper essere una risposta all'emergenza sotto casa subito e poi di guardare a lunga distanza e un'altra delle caratteristiche che accumuna le vostre fondazioni anche qui declinate diversamente quindi ti ridò la parola in questo tentativo di tirare i fili e togliere meno spazio possibile a voi perché le cose da raccontare sono tante ti rilancio il filo del locale localissimo e invece dell'internazionale per tornare appunto a firenze perché lì c'è un progetto specifico che lavora su una realtà non è piccola per niente ma perdonamila apparentemente piccola territorialmente piccola e che però è un modello che poi lavora allo stesso modo in altri progetti ti ridò la parola e anche tu facci questo elenco meraviglioso di cose che fate perché poi è la concretezza che rende viva no allora torno torno a quello che abbiamo fatto insieme e vi faccio vedere un po di immagini in maniera tale che possiate capire che 150 giorni non si fanno delle cose come dire poco carine allora questa è no io volevo le immagini delle scuole se è possibile questo è il nostro questa è la nostra sede palazzo san firenze la collaborazione pubblico privato di cui parlavamo prima è stata consolidata all'interno dell'area del terremoto dove abbiamo costruito un intero ciclo scolastico pubblico e poi abbiamo realizzato un altro modello di collaborazione pubblico privato di amministrazione condivisa a firenze proprio dietro palazzo vecchio pensate che questo luogo creato da san file poneri per l'educazione era stato abbandonato dal ministero di grazia e giustizia e gli ultimi 200 anni sono stati è stato un tribunale abbandonato in pieno centro città la piazza san firenze era diventata la piazza dello spaccio di firenze subito dietro appunto il comune e questo palazzo quando siamo entrati noi con ancora il maestro zeffirelli che con noi ha deciso di qualificarlo era il regno dei piccioni io lo chiamo lo chiamavo e abbiamo sognato abbiamo sognato che potessimo restaurare questo palazzo e raggiungere il brecchieven nella gestione con un progetto sulle soft skills quindi le competenze trasversali dei giovani 16 25 anni abbiamo cominciato con il covid i ragazzi erano 48 adesso i nostri corsi sono seguiti da circa 1700 ragazzi l'anno e come vedete un palazzo barocco è diventato un luogo per ragazzi giovani dove che cosa si fa sostanzialmente si impara a sognare si prendono le proprie passioni le proprie caratteristiche guidate da un team multidisciplinare fatto di artisti e psicologi pedagogisti pir quindi molto vicini all'età dei ragazzi si impara a realizzare il proprio progetto di vita e succedono cose assolutamente incredibili lavoriamo con due target di età 16 19 anni e lì lavoriamo proprio nella creazione del progetto di vita 19 25 anni in orientamento e inserimento al lavoro fatto però in una maniera come vedete totalmente innovativa quindi con linguaggi che sono quelli dell'arte della musica e del digitale è esattamente quello che facciamo anche dentro le scuole pubbliche arte musica e digitale non utilizzati come materie di studio ma utilizzati come linguaggi che aiutano a capire chi si è e come si può arrivare a creare e realizzare poi il proprio progetto di vita come abbiamo realizzato tutto questo perché sono 4500 metri quadri di bene storico vincolato dello stato dove insistono due sovrintendenze 5 uffici pubblici del comune non è stato facile ovviamente ma grazie ai due strumenti messi a disposizione dalla riforma quindi il primo coprogrammazione coprogettazione siamo riusciti a utilizzare a mettere a servizio del progetto quelle che si chiamano le concessioni di valorizzazione e accanto alla concessione di valorizzazione delle convenzioni culturali questo che vuol dire vuol dire pianificazione perché per prendere un bene pubblico e farselo dare gratuitamente in cambio del restauro devi dimostrare che quello che farai nei prossimi trent'anni è quello che il pubblico non perde niente ma tu dai al lente pubblico qualcosa in più quindi non solo il progetto di restauro deve essere pianificato e devi dare loro tutti gli strumenti per comprendere quanto quant'è la valorizzazione di quello che farai ma anche il progetto sociale quindi abbiamo lavorato su un progetto sociale innovativo abbiamo creato una proiezione di trent'anni quindi quanti ragazzi possiamo colpire che cosa facciamo qual è l'impatto e ogni anno andiamo a dare al comune di firenze e alla sopraintendenza un libro di 140 pagine dove attraverso i p.i che abbiamo condiviso all'inizio portiamo i risultati dell'impatto e come dicevi sembra un impatto immateriale allora noi abbiamo sviluppato per questo delle tassonomie interne che vanno a misurare che cosa succede nei ragazzi prima durante e dopo la nostra azione nel breve periodo e nel lungo periodo sono tassonomie interne quindi mentre i p.i quantitativi sono esattamente quelli classici quindi riusciamo a misurare tutto quello che facciamo al centesimo i p.i qualitativi sono sinceramente basati su delle tassonomie che abbiamo realizzato noi ma siccome siamo matti stiamo creando un gruppo di lavoro accademici società di consulenza fondazione boccelli proprio per andare a creare un p.i internazionale che misuri la qualità del lavoro che si può fare sulle soft skills perché pensiamo che il lavoro sulle competenze trasversali sia il futuro non non si ognino ma valorizzazione di chi sei. Torniamo quindi al discorso di partenza no anzi in realtà quale proffitto programma a 30 anni. Si Nicoletta possiamo far vedere le foto. Si ma fammi però fammi si le foto le facciamo se mi date un minuto perché questa risposta perché quando tu hai detto una pianificazione trentennale a trent'anni sono tanti io vorrei capire quale azienda fa una pianificazione trentennale per cui siamo di nuovo punto a capo il punto da cui Arianna è partita in fondo ci sono competenze che il no profit forse può passare al profit anche nella gestione cioè proprio nella parte che sembra la skills più forte del profit invece. Come dicevo all'inizio come io ho visto l'evoluzione in questi dieci anni come adesso questa riforma permesso secondo me a chi è potuto diventare ente del terzo settore o soggetto filantropico a poter rientrare in questi albi quindi come vere e proprie società ha fatto uno screening importante per prima c'erano degli enti che erano opacchi diciamo così quindi riuscire a dare una mano a strutturarli ma quello fa sì che si vedono oggi delle realtà importanti anche se piccoli comunque importanti serie intendo quando dico importanti se serie locali anche non è che bisogno che siano grandi però che si sono strutturate perché come dicevo sono soggetti economici cosa vuol dire colta fare loro bacio i propri conti in tasca cioè ok devo raccogliere i soldi a cosa mi sembra quanto li devo investire per quanto tempo ogni progetto dura tre anni e che parlava di contazione pensate al lavoro che danno anche queste persone perché tanti sono volontari ma le grandi organizzazioni c'è hanno dipendenti quindi diamo anche lavoro alle persone quindi proprio un soggetto economica tutti e fa dei comuni società veri e proprie quindi sono contenta che il governo ne abbia sia reso conto dell'importanza e che abbia dato questa struttura qui per cui per me importante questa cosa fondamentale perché si dà anche lavoro cioè si la lavoro in quel caso di sernano facciamo un esempio pensa quanta gente abbiamo dato lavoro per quella solo per quella scuola e in tutti i periodi che facciamo cioè noi paghi grazie a dio ci sono i volontari però devi pagare anche le persone che lavorano per questo tipo di attività quindi aumenta anche la professionalità richiesta le grandi realtà hanno bisogno di avere veri e propri fundraiser perché tu puoi sì avere dei nomi importanti dietro però io mi ricordo difficoltà andare a chiedere soldi all'inizio adesso arrivano perché noi abbiamo aziende che vengono a dire vogliamo farla nostra fondazione come possiamo fare io gli spiego che è un gran casino tener in piedi una fondazione si bloccano di che è perfetto li diamo a voi perché voi siete un po' tipici prima fate il progetto per cogliere soldi per implementare il progetto e allora siamo ancora più credibile concreti ma poi gli fai vedere l'abbiamo fatta la scuola l'avete vista e la possiamo fare altre cose quindi poi ci seguono no questa è la forza secondo me di avere un grande nome che ti può dare aiuto nel raccogliere i fondi e poi la serietà di come vai anche a rendi contare le cose grande nome e anche appunto delle case istorie come quella che adesso andiamo a vedere nel senso che nel momento in cui c'è un progetto fatto in 150 giorni e così e veniamo a vedere le foto non me ne sono dimenticata e ti chiedo mentre scorno due cose oltre a quello che vorrai raccontarci che di nuovo si legano intanto mi fa piacere di nuovo fare una sottolineatura perché questo festival dell'economia sta mettendo quest'anno più che mai perché il ventennale sta mettendo l'accento sui giovani abbiamo voluto lasciare molto più spazio ai giovani tu hai parlato di formazione di empowerment fatto proprio anche su fasce d'età molto importanti ecco l'idea che il no profit diventi anche una prospettiva occupazionale credo vada valorizzata ancora di più e questo è un punto che ci tenevo appunto a riprendere l'altro che ti rilancio e che mi colpisce tutte le volte che vengo a vedere un vostro progetto e la leva della bellezza perché questi non sono solo progetti che funzionano che aiutano che si occupano di fare cose dall'alto valore sociale ma sono belli e lavorano con strumenti belli la musica l'arte quindi davvero esiste un'economia della bellezza e c'è una fondazione che è un'emanazione invece di appunto di un di un grande gruppo che produce moda quindi di nuovo bellezza ecco questo tema della bellezza che è anche buona no e che è un tema che mi sta molto a cuore allora intanto stiamo vedendo alcune delle nostre scuole dico nostre per affetto ma queste sono tutti edifici pubblici realizzati grazie a coprogrammazione coprogettazione con enti locali e con il questo con il commissario della della ricostruzione del governo tutte costruite in 150 giorni e tutte costruite con con grande pianificazione grande attenzione ai budget grande attenzione a lavorare in tandem appunto raccolta fondi e sorveglianza del budget e costruzione quindi tutto va avanti contemporaneamente e tutto va avanti con il coinvolgimento degli attori locali quindi diciamo che una delle nostre dei nostri segreti per lavorare in 150 giorni è il coinvolgimento che è rimasto 150 è assolutamente il coinvolgimento delle comunità in realtà poi vi spiegherò che non sono più 150 in alcuni casi il coinvolgimento della comunità il coinvolgimento dei donatori nel momento in cui si fa un progetto si crea un un budget si cercano i donatori il donatore diventa elemento essenziale insieme alla alla fondazione insieme alla comunità si crea una sorta di patto sociale fra di noi che rimane questa è la comunità è quella che ti garantisce il risultato in 150 giorni le aziende sono tutte locali i bambini dalle case o dalle scuole ci mandano le letterine la flavia che lavora nella nostra comunicazione era una delle delle bambine allora che mandavano le letterine quando costruivamo la lettera di sarnano e ci dicevano gli operai lavorano anche con la neve quindi c'è una sorveglianza del territorio un attaccamento del territorio che rimane perché la fondazione bocelli queste sono le scuole di aiti la fondazione bocelli rimane all'interno della scuola perché lo spazio non è la sola dimensione su cui lavoriamo noi vogliamo creare nuovi ecosistemi noi facciamo innovazione sociale non vogliamo rimanere lì quindi creiamo innovazione pedagogica portiamo all'interno di scuole pubbliche arte musica e digitale come nuovi linguaggi per destrutturare il paradigma della scuola basata sulle nozioni i bambini in un periodo di continuo cambiamento hanno bisogno di scoprire chi sono e adattarsi a questi continui cambiamenti perché poi c'è google che ti dice la capitale dell'uganda e campala quindi c'è bisogno di ragionare in una maniera diversa per fare questo che di che cosa c'è bisogno di lavorare con linguaggi nuovi e lavorare in un ecosistema quindi soggetti viventi e non viventi comunità bambini e spazi che contaminano la tua creatività che sviluppino chi sei e se metti un bambino in un luogo brutto non potrà scoprire quanto bello è se metti il bambino in un luogo bello potrà scoprire quanto è bello e stimolare se stesso e la comunità in questa scoperta di se stesso e arte musica digitale bellezza a contorno sono quegli elementi dell'ecosistema che permettono all'approccio pedagogico che abbiamo sviluppato e che regaliamo all'ente pubblico noi abbiamo ormai da 5 anni una protocollo di intesa con il ministero dell'educazione dell'istruzione e del merito che ci permette di lavorare nelle scuole pubbliche noi abbiamo ricostruito nelle marche un intero ciclo scolastico e possiamo lavorare all'interno grazie a questo accordo portando il nostro approccio pedagogico basato su arte musica e digitale ma che fondamentalmente fa quello che ti stavo dicendo cioè cerca di tirar fuori di lavorare sulle competenze trasversali del bambino per proiettarlo nel suo futuro nella maniera migliore possibile arianna laura ha detto è importante proprio un cambiamento di linguaggio e se c'è una caratteristica di otb e parlo di otb gruppo in questo caso è stato proprio di essere disruptive sul linguaggio di aver fatto della comunicazione il cuore quanto di quell'esperienza ricade positivamente anche nella cultura della fondazione e se sì come il nostro pensi che la comunicazione sia fondamentale nella nostra fondazione ma per ogni fondazione no come ho prima noi come fondazione di politica facciamo vediamo il progetto la realtà ad esempio ecco all'interno nelle scuole abbiamo visto convincere con i progetti di prevenzione abbiamo raggiunto 75 mila ragazzi e abbiamo visto che il problema del disagio di ragazzi adolescenti stava crescendo ancora tre anni fa abbiamo avuto un progetto che si chiama only the brave chiama lice destravo 10 ore gratuite di supporto psicologico ai ragazzi dai 12 e 25 anni quindi anche un minorenne può chiamare per la prima volta poi in caso di emergenza viene subito attivato il servizio oppure si chiede poi si chiede l'autorizzazione genitori ecco questo per dirvi che noi creiamo il progetto dall'emergenza e scusate il tema diciamo la mia domanda era disrapi modo la comunicazione è utile rispetto al progetto stavo arrivando lì per dirvi che noi abbiamo creato il progetto l'abbiamo fatto funzionare dopo che una volta che abbiamo visto che funzionava abbiamo visto quanti ragazzi che ci cercavano e chiedeva un aiuto aiuto quante esigenze e quante ragazze avevamo in lista d'attesa abbiamo aumentato le chieste di aiuto e li abbiamo cominciato a comunicarlo quando lo comunichi e dici guardate l'ho fatto questi sono i ragazzi che ci chiedono aiute queste sono le zone eccetera eccetera abbiamo visto quanta gente poi ci ha seguito quindi la nostra filosofia è creiamo il progetto lo facciamo testiamo che funzioni e dopo di che lo comunichiamo perché comunicarlo è fondamentale è importante perché ti dice che la solidità della concretezza e anche che è efficiente già il progetto l'abbiamo già testato l'abbiamo già provato quindi chi poi ci dona va solo che ampliare questo progetto che già funziona quindi per noi una cosa importante la comunicazione è sì fondamentale perché poi ci seguono perché è vero che quando dai un bel esempio che funziona e che guarda casa in questo momento particolarmente tocca tutte le famiglie direttamente o indirettamente poi ti raggiungono ti raggiungono con le donazioni ti raggiungono con 5 per mille ti raggiungono come possono però per noi è con il nostro concetto di comunicazione è comunicare dopo che abbiamo già creato il progetto per noi è fondamentale questa cosa essere concreti essere sempre percepiti come concreti e tempestivi arrivare nel momento giusto al posto giusto ecco allora ho preso in mano un orologio perché come sempre il tempo è tirando in questi incontri in realtà si toccano tanti temi e per poi tenersi viva la voglia di approfondirli e di andare ancora ad allargarli io se riusciamo appunto a dirlo in maniera estremamente stretta perché appunto i tempi dei festival sono molto precisi perché appunto gli spazi si avvicendano e anche a me i relatori io devo correre adesso in un'altra destinazione per il prossimo incontro ma vi riporto al tema di questo festival dell'economia che in realtà è un tema difficile scelto dal nostro direttore fabbio tamburini e proprio il tema invece della crisi no però il tema della crisi che come tutte le crisi è un tema di svolta visto che in fondo quello che voi avete raccontato e che siete operatori della crisi perdonatemi anche qui ancora una volta la semplificazione ecco mi piacerebbe chiedere a voi non farla io una chiusa a questo nostro dibattito rispetto a come appunto ogni volta che c'è una crisi appunto lì ci si può agganciare per innescare una svolta e lascio a chi delle due prima vuole parlare lascio in una battuta veramente a entrambe di darci in questo senso rispetto al bivio a cui siamo no si può scegliere se andare dritti da una parte o dall'altra ecco che svolta vedete dal vostro punto di osservazione la crisi è sempre qualcosa di estremamente generativo non a caso noi lavoriamo sull'empowerment proprio nei momenti di crisi dobbiamo seminare e questo non è il momento di raccogliere è il momento di seminare è il momento di investire di cingere no come ci ricorda vuol dire la parola etimologicamente la parola investire quindi io credo che il motivo per cui entrambi lavoriamo sulle sull'empowerment è proprio questo perché è un momento di il momento di dover seminare e riprendo quello che mai avevi chiesto prima e non ho terminato di dire relativamente a il lavoro che diamo è importante seminare non solo cioè fare empowerment a diversi livelli non solo sui beneficiari ma anche sulle persone che possiamo far crescere abbiamo necessità di professionisti del terzo settore fondazione bocelli è nata con tre persone in questo momento non è più fondazione di famiglia è una fondazione a maggioranza nel cda a maggioranza di indipendenti è una fondazione che ha oltre 40 fra dipendenti e collaboratori e in tutto con i partner locali che abbiamo in tutto il mondo siamo 143 persone che ogni giorno lavorano la formazione il well-being aziendale il fatto di dare l'opportunità a tanti giovani di sperimentarsi di sperimentare l'innovazione sociale è molto importante seminare anche quello è empowerment grazie a loro a quella semina e grazie all'investimento in quelle persone in quelle tante persone che ora siamo che noi possiamo fare questo per il pubblico e poi troveremo il futuro allora seminare proprio nei momenti di crisi arianna lessi invece il se ne è già il nome che ci che abbiamo che è coraggiosi ecco noi ci piace entrare momenti di crisi ma che crisi vogliamo esserci durante e anche dopo noi per esempio ultimamente siamo molto attenti e vogliamo parlare sempre di afghanistan che è un tema ed è un paese di cui si parla poco in questo momento non so se per motivi forse per motivi politici economici penso però è un tema dove per esempio le donne li hanno per parlare di empowerment hanno zero diritti zero possibilità di fare qualsiasi cosa ecco li per esempio nella crisi noi che abbiamo lavorato prima che ci fosse erano sempre messi in un benissimo però meno bene un po' meglio i talibani diciamo così non abbiamo mai mollato ecco perché noi nelle situazioni di crisi vogliamo comunque sempre vedere la positività la possibilità è poter cambiare cose abbiamo viato il primo progetto di impresa femminile con pink chattel con 8 chattel che giravano guidati dalle donne per le donne arrivati i talibani ce l'hanno sequestrati le abbiamo convertiti durante il covid in ambulanze che andavano a raccogliere le donne perché le donne vengono lasciate per terra portate non portate in ospedale e abbiamo poi ci hanno chiuso anche quella adesso abbiamo convertito nell'aiuto abbiamo aperto in due orfanotrofi prima per i maschi 50 bambini poi siamo riusciti rompendo alle scatole continuamente tenacino mollare in un paese di crisi all'aprile uno fanotrofo finalmente per bambine dovete sapere che queste sono bimbe che non sono offere ma sono bambine che venivano nell'altro fanotrofo le mamme ci diano per favore prendetemi e dateli una seconda possibilità per le donne li non possono fare niente però anche li si vede per esempio l'empowerment della donna ad esempio è un tema che sta particolarmente a me a cuore abbiamo visto quanto prima fino a poco tempo fa le donne non potevano lavorare manco in casa adesso si sono resi conto che dato che l'economia è colamente bloccata li hanno dato la possibilità alle donne di lavorare in casa da quanto sono importanti perché poi se noi guardiamo anche gli aspetti sociali nelle crisi c'è sempre la donna che rinasce perché da lì rinasce poi tutto no e allora le donne adesso possono lavorare in casa allora cosa abbiamo pensato abbiamo pensato di creare un bus guidato da quattro ragazze afghane che girano e insegnano arti e professionelle all'interno delle case e si stanno creando dei piccoli distretti dove c'è l'apicoltore la piccoltrice che insegna la vicina di casa come fare il miele poi si sposta il bus va da un'altra parte insegna come fare il cucito quindi compremo le macchine da cucire si sposta come c'è a fare i sottaceti e si stanno creando guardate abbiamo avviato il progetto agosto dell'anno scorso siamo oltre 2000 micro imprese più o meno ognuna è formata da tre ragazze da tre donne poi ogni donna aiuta l'altra donna quindi piccoli distretti si stanno formando nella zona di cabù quindi anche noi nelle per dire le crisi non vogliamo mollare anzi vogliamo accendere ancora di più il riflettore provare a dimostrare che comunque si dai la speranza no perché poi alla fine è quella che dai noi che tiene in vita le persone allora nei momenti di crisi nei momenti di svolta bisogna seminare di più e bisogna investire sulle donne o meglio credere sulle donne e mai smettere di sopportare le nostre istituzioni io ci tengo perché il nostro fondatore ci tiene e il nostro presidente ce lo insegna noi dobbiamo come dire essere a fianco delle istituzioni ora abbiamo degli strumenti ne abbiamo due abbiamo il l'amministrazione condivisa coprogrammazione coprogettazione combattiamo per poterla realizzare all'interno degli antipubblici abbiamo il social bonus che è un'altra delle leve che noi possiamo attivare a giovallazione fiscale ripeto per persone fisiche 65% privati 50% l'abbiamo attivato per la prima volta su san fiorenze sul progetto che avete visto quindi è una leva importantissima affinché possiamo aiutare il pubblico a rigenerare parti di città e dare un orizzonte un valore sociale per 30 anni per un periodo grande quindi fuori dalla politica a quelle che sono le nostre realtà e le nostre attività io ringrazio mi scuso con il pubblico che non lascio spazio per le domande ma come vede come vedete scusate come vede il pubblico come vedete l'entusiasmo è alla base alla base di entrambe le fondazioni e quindi veramente i temi e la quantità di cose che sono rimaste da dire sono tantissime io consiglio a chi ha appunto raccolto questo seme di entusiasmo di andare a veramente visitare entrambi i siti perché farete moltissime scoperte di cose che abbiamo appena appena accennato qui io ringrazio moltissimo a rianna lessi e laura biancalani ringrazio anche renzo rosso di essere stato qui con noi in rappresentante del gruppo tv ma in realtà per supportare appunto la fondazione e grazie a tutta l'andrea boccelli foundation della presenza corposa qui grazie a voi che ci avete ascoltato
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