Tecnologia: alleata per innovare o nemico imbattibile?
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Tecnologia: alleata per innovare o nemico imbattibile?
L'importanza della formazione multidisciplinare e della regolamentazione per affrontare la rivoluzione dell'intelligenza artificiale, con focus su Italia e UE.
Primo di un'altra parte del video Primo di un'altra parte del video non sono però tutti ingegneri o computer scientist, ma ha tantissimi profili, proprio un team multidisciplinare e dal 2016 promuove anche l'educazione critica sulle AI nelle scuole. Dal 2024 entra in Accenture per diventare il centro italiano di eccellenza per le AI e la generativa AI. Ora, ho parlato fin troppo, quindi adesso lascio veramente la parola agli nostri panelist e diciamo come prima domanda, vorrei rivolgerla a Chiara Ghidini, sull'importanza della formazione, cioè siamo in mezzo a una rivoluzione e cosa possiamo fare come formatori? Grazie, grazie. Grazie della domanda anche perché credo che l'importanza della formazione sia uno degli stimoli che mi ha fatto tornare in università dopo tanti anni in FBK. Avevo proprio voglia di ricominciare ad insegnare agli studenti, quindi sento questa domanda come molto importante. Io credo che dobbiamo partire dall' istruzione, proprio è un verbo desueto, ma se vogliamo pensare a intelligenza artificiale, istruzioni per l'uso, dobbiamo in un certo senso essere istruiti. L'istruzione ovviamente avviene a livelli diversi, c'è l'istruzione per i tecnici, diciamo chi fa le IAI. In Italia abbiamo fatto come associazione italiana per intelligenza artificiale, diciamo monitoriamo quello che è la situazione dell'insegnamento dell'intelligenza artificiale in Italia e ci sono al momento più di 160 curricula che erogano corsi di intelligenza artificiale. C'è un programma di dottorato nazionale di intelligenza artificiale e quindi diciamo che tutto sommato stiamo agendo abbastanza bene, stiamo formando delle persone che sanno di intelligenza artificiale e questo lo possiamo fare anche perché, diciamocelo, come ricerca in Italia in intelligenza artificiale siamo molto forti. Di nuovo, se guardate la strategia italiana per l'intelligenza artificiale viene riportato che i ricercatori italiani sono i settimi al mondo come produzione di articoli scientifici in campo intelligenza artificiale, che non è male, considerato poi tutti i vari problemi che la ricerca ha. Siamo un po' meno bravi ogni tanto a portarla nel mondo produttivo, però possiamo fare formazione. Ma la formazione non si deve fermare agli specialisti, deve fare un passo in più. Il passo in più, anzi, sono due passi in più. Uno per specialisti di altri settori. Ormai l'intelligenza artificiale non si studia più solo nei corsi di computer science, ma se un medico, come diceva Michela, deve utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per, diciamo, supportare le diagnosi, deve sapere un minimo di cosa sta facendo. E quindi nei corsi di medicina si insegna intelligenza artificiale, nei corsi di sociologia ormai si insegna moltissimo intelligenza artificiale, proprio per quell'aiuto che l'intelligenza artificiale può dare nel definire politiche, nell'analizzare i dati. La facoltà di legge si è parlato molto di giustizia predittiva, piuttosto che di aiuto dell'intelligenza artificiale nel campo legale. Quindi gli avvocati di domani, i giudici di domani, dovranno sapere qualcosa di intelligenza artificiale, ma tutti noi dovremmo sapere qualcosa di intelligenza artificiale. Michela parlava di addestramento dei dati e credo che questo possa essere fatto in modo molto intuitivo. Noi tutti siamo molto coinvolti adesso in dibattiti col pubblico e insegnare cosa vuol dire che l'intelligenza artificiale, per diciamo quello che va alla grande adesso impara dai dati, lo si può fare senza scrivere nessuna riga di codice e neanche un simbolo matematico. Quanti di voi sanno cosa vuol dire che l'intelligenza artificiale è a bias, a pregiudizi? Qualcuno, bene. Però anche questa è una cosa che si può insegnare in modo molto intuitivo e sono nozioni che tutti noi dovremmo avere. Dovremmo avere perché l'intelligenza artificiale la dovremo usare, ma perché l'intelligenza artificiale, e qui chiudo, la dovremo anche, diciamo, normare in qualche modo. Vorrei fare un accenno che secondo me va di pari passo alla formazione, è che il fatto che ad esempio in Europa, l'Unione Europea ha promulgato l'AI Act, che è una prima forma di regolamentazione europea che dice, per esempio, che noi abbiamo il diritto di sapere se stiamo parlando con un agente virtuale oppure con una persona, perché ormai l'intelligenza artificiale ci mima così bene che potremmo parlare con un agente AI e non lo scopriamo, ok? Perché passano il cosiddetto test di touring. Ora, essere istruiti come società, come pubblico, come persone normali, è quello che ci permette di apprezzare la normativa e anche di decidere che intelligenza artificiale vorremmo nelle nostre società e quali intelligenze artificiali vorremmo. Vorrei dire che non tutto quello che si può fare si deve fare. Questo l'abbiamo visto in altri campi, l'abbiamo visto con l'energia atomica, l'abbiamo visto con le scienze genetiche. La società a un certo punto si interroga su che cosa vuole portare nella società della tecnologia. Questo dovremmo farlo anche con l'intelligenza artificiale. Chiudo perché, appunto, ad esempio, è giusto generare fake news o fake video di persone che poi ingannano e creano opinione pubblica? Oppure, e questo è molto attuale, non lo toccheremo qui, ma è molto attuale, è giusto avere armi intelligenti autonome? Vogliamo normarlo o non vogliamo normarlo? Conoscere, sapere è un primo modo di poter intervenire nel dibattito pubblico dal mio punto di vista. Benissimo Chiara, veramente hai toccato un sacco di punti molto interessanti. Uno di questi, diciamo, questa multidisciplinarità che si sta, diciamo, affacciando all'istruzione, all'educazione, all'istruzione sull'intelligenza artificiale, ma anche proprio alla costruzione di sistemi intelligenti. Passo un attimo la parola Fabio, proprio perché prima dicevo che voi avete un team multidisciplinare, no? È davvero così importante questa multidisciplinarità? Ma dal mio punto di vista sì, tanto grazie a Chiara per tutti gli spunti, provo anche io forse a portare nel contraddittorio altri punti di vista e l'esperienza di questi ormai dodici anni di applicazione dell'intelligenza artificiale nelle imprese, in Italia anche all'estero, e vorrei dividere tre livelli dell'importanza di portare la multicultura, cioè cultura umanistica nel mondo della tecnologia oggi. E tre livelli, il primo a livello globale, perché è importante? Perché negli ultimi anni siamo ormai schiacciati da due culture tecnologiche fortissime ed è quella, diciamo così, gli Stati Uniti, dove la cultura del dato diventa la cultura del business, ogni persona genera dati, ogni dato è business, e la cultura più asiatica, dove ogni persona genera dati e i dati sono a uso coercitivo sulle persone di controllo. Noi siamo schiacciati tra queste due culture tecnologiche, sempre di più la tecnologia non è neutra a livello culturale perché incarna le culture che hanno i paesi, stiamo vedendo anche adesso gli Stati Uniti, piuttosto la Cina, quanto diventa strategico stare vicino alle big tech e influenzare a livello culturale? E quello che per noi, caso mai, può essere bias come europei, non lo è, caso mai, per americani, immigrati o così, quindi molta attenzione su questi temi e contemporaneamente l'Europa schiacciata tra queste due potenze culturali tecnologiche propone solo normative, che ok, è utile, ma dal mio punto di vista è un approccio molto zoppo, perché proporre normativa senza una cultura è un approccio miope e lo stiamo pagando, perché tanto noi importiamo le tecnologie o asiatiche o americane, quindi che hanno già delle culture diverse della nostra, in un territorio dove non la pensiamo così, non abbiamo questo stesso approccio. L'Europa è latitante per questioni di business, per questioni di soldi, per questioni di vestimenti e così via, è latitante a livello tecnologico, c'è qualcosa, l'Italia siamo i settimi, però non abbiamo le risorse economiche che hanno altri paesi, non siamo all'avant-guard della costruzione di modelli matematici che possono competere con le altre culture, quindi questo è un tema, l'importanza è di portare multiculturalità, perché in questi paesi, americhe e soprattutto l'asia, esprimono una cultura tecnologica molto forte, perché questi algoritmi non sono neutri. Poi c'è un secondo livello ed è quello forse più dell'applicazione, quando applichiamo questi modelli in campo cosa succede? Oggi le persone si sentono un po' schiacciate da questi modelli, perché chi ha studiato, chi fa il lavoro transazionale, fondamentalmente il lavoro lo possiamo riassumere in leggiamo, riassumiamo, parliamo, scriviamo, tutti i lavori alla fine, a un certo punto di vista, si possono riassumere con queste operazioni. E l'EI ci racconta oggi che interviene proprio su questi temi, è a un livello di una maggiore efficienza rispetto a noi e le nostre organizzazioni sono orientate sull'efficienza, su premiare le persone sull'efficienza, sulla produttività e non sulla creatività, sulla singolarità, su cosa possiamo apportare. Quindi anche il modello culturale che hanno le imprese, anche italiane, è basato sulla efficienza, ma l'efficienza oggi se le misuriamo sulle performance, le AI, o ci arriva vicino a noi o ci passerà breve e quindi sarà una competizione persa e soprattutto forse ci potremmo iniziare a rendere conto o porci delle domande che il nostro lavoro in fondo, che oggi facciamo, non ha valore, perché si può essere sostituito un algoritmo che valore ha il nostro lavoro e quindi c'è un problema culturale anche in quel ambito e quindi non basta una cultura tecnologica anche a livello dell'applicazione ma servono le scienze umane, servono tante altre discipline che ci aiutino a valorizzare la nostra peculiarità, la nostra identità e la nostra unicità e distinguerci degli algoritmi perché altrimenti noi competeremo con qualcosa che sarà più bravo di noi leggere, a scrivere e riassumere, a parlare. E' questione solo di anni. E poi c'è un terzo livello, dopo la smetto, attenti, uccido tutti, e il terzo livello è proprio come è costruita l'intelligenza artificiale. Noi uomini ragioniamo in modo deterministico, cioè abbiamo dei dati, delle informazioni, abbiamo costruito delle equazioni di fisica, di qualsiasi disciplina per descrivere la natura che ci circonda, sono equazioni perfettibili, noi questi dati li mettiamo dentro queste equazioni e passo passo abbiamo un risultato, abbiamo un approccio deterministico, descriviamo un percorso. L'intelligenza artificiale è un approccio stocastico, dai dati va a inferire un risultato, quindi non c'è una spiegabilità fisica come noi abbiamo costruito il sapere ad oggi. E quindi quando gli uomini mettono dentro dei dati, noi umani mettiamo dentro dei dati questi algoritmi e interpretiamo i risultati, sia nell'introduzione dei dati che nell'interpretazione dei risultati, c'è uno scontro, un confronto di informamentis, diciamo così, la nostra informamentis deterministica nelle selezionari dati, l'algoritmo stocastico e noi reinterpretiamo i risultati in modo deterministico e quindi ci sono proprio dei punti di connessione che sono deboli, dove noi uomini non riusciamo a capire cosa accade dentro, anche se ci spiegassero domani cosa c'è dentro l'algoritmo, sfido chi riesce a capire cosa fa l'algoritmo per arrivare al risultato e quindi la vera complessità è qui e quindi nuovamente le scienze umane ci tornano utili per contestualizzare i dati, gli aspetti dell'antropologia e la psicologia ci aiutano a tutto a fare quello che l'uomo oggi è in grado di fare e che l'algoritmo non è in grado di fare, cioè che cosa? Contestualizzare a livello culturale e sociale un fenomeno. L'algoritmo oggi non è in grado di contestualizzare a livello culturale, sociale, personale, emotivo un fenomeno che accade e noi invece sì. Quindi potenziare le scienze umane che ci aiutano a esprimere a tutti questi tre livelli la nostra identità europea, cioè dove il senso civico è molto diverso dal senso del business degli americani o dal senso coercitivo asiatico, a livello più di applicazione dove la nostra identità la valorizziamo grazie alle scienze umane, alla cultura del bacino mediterraneo che ci appartiene rispetto ad altre culture tecnologiche, perché abbiamo detto che questi algoritmi non sono neutri, ma hanno già un'etica intrinseca, ed è l'etica di chi li ha progettati. Quindi noi parliamo tanto oggi di etica dell'EI, ma in realtà già usiamo dell'intelligenza artificiale che ha un'etica e dell'espressione etica dei programmatori, delle aziende o degli stati che producono quella tecnologia. E poi c'è della comprensione, del dialogo. Noi dialoghiamo in modo non efficace con questi algoritmi, con questi agenti matematici e quindi le scienze umane che ci appartengono ci possono aiutare su tutti questi tre livelli a trovare la nostra identità, la nostra identità europea, la nostra identità nel lavoro e la nostra comprensione dell'interazione con questi modelli. Grazie, grazie molte per questo intervento. Federico, quando parliamo di contraposizione insomma tra esseri umani e sistemi di intelligenza artificiale, macchine, ci viene subito in mente la questione della coscienza e quindi abbiamo qui addirittura un approccio scientifico alla coscienza. Siamo super curiosi di sentire di che cosa si tratta. Benissimo, mi sentite in fondo? Allora il problema dell'intelligenza artificiale è un problema fondamentale per l'umanità perché oggi l'intelligenza artificiale riesce a dimitarci al punto che non riusciamo più a distinguere se un certo prodotto è fatto da una macchina o dall'uomo e questo è gravissimo, gravissimo perché fino a qualche anno fa era possibile farlo adesso uno ci può e poi noi siamo molto legati oggi a sistemi informatici quindi è molto più facile imbrogliare con internet che non se siamo in presenza, chiaramente in presenza l'intelligenza artificiale farebbe fatica a non essere visibile che non è l'uomo o una donna, mentre con i sistemi informatici noi viviamo sul telefonino internet e così via, quindi questo scontro che sta avvenendo, come poi avviene anche con una valenza molto forte di dirci che l'intelligenza artificiale è meglio di noi, ci supererà, noi siamo macchine, cioè tutto questo, tutte queste cose che ci dicono è in un contesto di una cultura che ci descrive come macchine, cioè lo chiamo scintismo, lo scintismo è la scienza che diventa religione, diventa religione e ci dice noi siamo macchine quando la macchina si rompe hai bisogno di un meccanico che si chiama medico che viene e ti ripara e quando poi non si può più riparare noi non ci siamo più e quindi dove andiamo noi? Siamo veramente macchine o no? E se siamo macchine chiaramente possiamo essere superati da un'altra macchina, ma se invece noi siamo di più di una macchina allora magari possiamo usare l'intelligenza artificiale senza preoccuparci e tutte queste domande che ci facciamo oggi lo scintismo non ha risposte anzi ci dice che siamo macchine quindi accettiamo che le macchine saranno meglio di noi se non ora fra dieci anni o cinque anni e quindi i giovani poi che sono abituati ai telefonini che ormai preferiscono fare texting invece di parlarsi con voce umana anche quello riduce moltissimo il significato dell'informazione oggi si parla di informazione senza capire che l'informazione dei computer non ha niente a che fare con il significato dell'informazione, l'informazione del computer, l'informazione nella fisica è definita come il collogaritmo della probabilità che un simbolo oppure un evento si manifesti nello spazio tempo, indipendentemente dal significato del simbolo per noi l'informazione è il significato portato da un simbolo, cioè un qualcosa che non ha significato non è nemmeno un simbolo, noi partiamo dal significato e diciamo l'informazione è il significato che otteniamo da eventi o da simboli ecco questa inversione di comprensione fondamentale non ci accorgiamo neanche di averla ci hanno indottrinato, quello scientismo ci ha indottrinato in questo modo quindi noi siamo condizionati ad accettare un intelligente artificiale che prima o dopo ci supererà, c'è poco da fare non ti che non ce la raccontiamo questo e questo ci come dire ci riduce ci toglie la nostra umanità, ci toglie le capacità di agire anche di informarci di cercare di capire chi siamo e io dico da un pezzo che dico se noi pensiamo di essere macchine l'intelligenza artificiale sarà come somma di tutti i benefici e non benefici sarà negativa un effetto negativo nella società se noi invece sappiamo che siamo di più delle macchine noi siamo esseri coscienti abbiamo libero arbitrio noi non siamo il corpo noi siamo un campo quantistico che controlla il corpo e questo ci vorrebbe un'ora per spiegarlo o un'ora ma se leggete i libri che ho scritto potete capire quello che dico quindi noi quando il corpo muore noi conteniamo ad esistere questo ce l'hanno detto le religioni del passato e le religioni oggi sono abbastanza discreditate basta entrare in chiesa non ci sono molte persone in chiesa tipicamente sono persone anziane noi e questo lo dico come scienziato come una persona che per 37 anni ha studiato la natura della coscienza la natura del libero arbitrio la natura della realtà e vi dico noi non siamo macchine e se noi accettiamo questo lo capiamo lo sviluppiamo potremmo usare l'intelligenza artificiale come un enorme beneficio con un enorme beneficio perché perché la sapremo più lunga dell'intelligenza artificiale perché l'intelligenza artificiale richiede buon senso per essere usata bene richiede una persona che capisce che l'intelligenza artificiale è solo simbolica quello che ci dice può essere giusto può essere sbagliato quando io uso l'intelligenza artificiale per esempio nelle cose che so mi dice delle cose banali perché le so già ma ne so dieci mila volte di più di quello che mi dice se chiedo una chiedo una risposta in cose che non so dico ma però ma la sà la sà bene sembra che sappia queste cose ma sa queste cose solo perché io sono ignorante di queste cose ma le cose che io so ma scherziamo l'intelligenza artificiale dice delle delle banalità capite ma se noi siamo condizionati a dare come dire a dire ah sì grazie mamma mia che bello che ci ma guarda come ci dice bene diventiamo sempre più stupidi sempre più ignoranti ci diventeremo diventeremo una una parte di quella una parte di una macchina e noi invece siamo di più quindi mi fermo qui ma vi invito veramente a capire queste cose perché soltanto se capiremo queste cose troveremo che l'intelligenza artificiale ci potrà rendere molto più produttivi in quello che sa che facciamo ci renderà più intelligenti ma solo se accetteremo sempre partiamo già con quel presupposto se partiamo col presupposto che siamo macchine che non che saranno superate dell'intelligenza artificiale che chi vuole venderci l'intelligenza artificiale ci sta dicendo noi diventeremo schiavi dell'intelligenza artificiale un sacco di spunti veramente interessantissimi uno uno uno su cui vorrei soffermarmi un attimo è la questione proprio del significato perché di effetti diciamo questi agenti conversazionali diciamo c'è gpt gemini lama eccetera sono tutti sembra che veramente funzionino molto bene ma la cosa diciamo che è importante capire per poi utilizzarle in modo critico è che non capiscono nulla di quello che ci dicono quindi il significato effettivamente non ce l'hanno che cosa fanno sostanzialmente ci indovinano qual è la parola più probabile che segui una conversazione senza capire assolutamente nulla del significato della conversazione senza capire nulla di quello che stanno generando e senza capire nulla neanche del fatto che ci siano le cose diciamo giù che stiano dicendo una cosa giusta una cosa sbagliata quindi in effetti diciamo questo è una cosa molto molto importante tenere in considerazione questa cosa proprio per utilizzarli in modo critico e per utilizzarle in questo modo tra l'altro appunto se noi arriviamo a questa visione diciamo di usare l'intelligenza artificiale non da macchine possiamo veramente applicare il termine diciamo augmente di intelligence più che artificiali intelligence perché l'intelligenza che aumentano questi strumenti è la nostra perché in effetti di intelligenza nel fatto di indovinare la parola più probabile che segui una conversazione non c'è tantissimo invece la nostra intelligenza può essere aumentata può essere aiutata da questi strumenti ovviamente trattandoli e diciamo lavorandoci in un modo in modo come posso dire cosciente in qualche modo però diciamo oltre a questi questi strumenti tipo ciò gpt quindi questi agenti conversazionali eccetera l'intelligenza artificiale è un qualcosa di più no cioè diciamo l'intelligenza artificiale nata nel 1956 quindi non è che sono tre giorni o un annetto che ci si sta lavorando raccontaci qualcosa chiaro proprio su questa questione dei grazie grazie della domanda e sì c'è io rubo una frase di un mio collega che dice che più che intelligenza artificiale noi dovremo parlare di intelligenze artificiali perché le tecniche di intelligenza artificiale sono molte e non sono tutte basate sull'apprendimento automatico e sull'apprendimento dai dati una piccola parentesi prima di passare a questo vorrei dire che c'è un grosso driver anche economico del farci usare un certo tipo di strumenti si sta provando a diversificare ad esempio di modelli linguistici e agenti conversazionali se ne sta producendo anche uno in italia allenato su modelli e testi in italiano e questo potrebbe anche produrre diciamo un intelligente delle intelligenze artificiali un po più meno legate a dei modelli culturali statunitensi piuttosto che cinesi ma detto questo c'è un'intelligenza artificiale o ci sono delle intelligenze artificiali che mirano a imitare se vogliamo diciamo seguire la metafora imitativa imitare quelli che sono i nostri processi di ragionamento esplicito ora quelli di voi che hanno fatto un po di studi classici conosceranno il ragionamento diciamo il sillogismo aristotelico ari ari stotte le aveva studiato come noi ragioniamo e ha detto beh se io ipotizzo che tutti gli uomini sono mortali e poi socrate è un uomo allora posso inferire con una regola che socrate è mortale noi ce l'abbiamo abbiamo tutto studiato in filosofia allora noi abbiamo una conclusione che deriva da due premesse e sappiamo perché abbiamo fatto questa inferenza questi metodi diciamo che si chiamano metodi di intelligenza artificiale simbolica non sono giochini come il sillogismo aristotelico ma possono permetterci ad esempio di fare della pianificazione automatica io do alla macchina un obiettivo e la macchina mi dice ok basandomi su regole esplicite che ho ti do dei piani per raggiungere questo obiettivo questo è particolarmente importante ad esempio in scenari dove ad esempio non posso istruire un pianificatore sui dati se io mando un robot su marte col cavolo che faccio un motore di pianificazione basato sui dati perché il primo robot che va su marte sicuramente non ne ha degli altri da cui imparare se io faccio la pianificazione diciamo la schedulazione di attività per un'evacuazione efficace in uno scenario catastrofico beh non posso basarmi tanto sulle altre eruzioni che ci sono state del Vesuvio da cui imparare un piano efficace efficiente questo l'intelligenza artificiale ce lo può fare se io voglio verificare vedendo cose più vicine a quello che faccio io quante traiettorie di pazienti che passano in ospedale sono compliant si dice cioè soddisfano quelle che sono le linee guida mediche che vengono date le buone pratiche beh questo lo devo fare con dei metodi che sono diciamo basati su intelligenza artificiale simbolica perché io posso andare dentro e vedere ok questo lo ho detto che lo segue per questo questo questo motivo e quest'altro c'è un piccolo problema questo tipo di sistemi spesso sono un po' rigidi cioè noi esseri umani siamo più bravi sappiamo ragionare a seconda del contesto sappiamo che ci sono delle regole che valgono quasi sempre però ci sono delle eccezioni e tutte queste cose qua l'apprendimento automatico è molto più bravo a trovare questi pattern nascosti e stocastici allora qual è l'idea che c'è adesso nella comunità e qual è il prossimo passo il prossimo passo è proprio quello di combinare questi due mondi c'è diciamo tutta un'attività che adesso ferve su quella che si chiama hybrid AI o intelligenza artificiale neurosimbolica che cerca di iniettare delle regole di conoscenza esplicita nei sistemi che sono basati sull'apprendimento automatico guardate che questo è estremamente importante perché se io voglio fare ad esempio predizione in campo ospedaliero e aiutare un medico nel supporta alla diagnosi vedendo l'evoluzione di un paziente si va bene aprendo dai dati però c'è un sacco di conoscenza che io ho questa conoscenza è importante a perché magari non riesco a imparare dai dati e b perché a volte è prescrittiva cioè due farmaci assieme non si possono dare e io non posso avere un AI un po generativa che in qualche modo poi mi suggerisce di fare questa cosa adesso l'esempio è stupido e il medico se ne accorgerebbe probabilmente ok però diciamo ci sono dei vincoli che io voglio proprio stampare dentro il mio sistema di intelligenza artificiale e questo è quello che diciamo i ricercatori stanno cercando di fare in questo momento. Grazie, grazie Chiara perfetto. diciamo parliamo un attimo di interazione Federico interazione tra esseri umani e macchine no diciamo co-operazione verso competizione che cosa che cosa ne pensi allora la discorso di prima implicerebbe che basta la ragione ma non è così noi abbiamo intuizione e ragione e l'intuizione è un fenomeno puramente della coscienza la ragione è un fenomeno della mente meccanica soprattutto naturalmente supervisionata della coscienza che deve capire perché la coscienza è quella che ci permette di capire e le idee creative vengono della comprensione cioè della coscienza non dal rimescolamento di pezzi che già si conoscono ed è proprio lì ed è per esempio qui lavora nell'intelligenza artificiale oggi si sono un po montati la testa del successo di ciacci piti di questi di questi di questa e ai generativa perché in effetti hanno usato lo scivile umano il miglior scivile umano che esiste per addestrare queste reti neurali quindi è lo scivile questo scivile umano è coerente e quindi e quindi è possibile poi anche algoritmicamente creare delle frasi che sono sensate ma adesso hanno finito tutto quello che sappiamo che è di buona qualità se loro aggiungono aggiungono cose di poca qualità nei dati che sono usati per l'addestramento l'intelligenza artificiale farà peggio di prima non meglio di prima e nei problemi che non abbiamo mai risolto e quindi non ci sono esempi come faceva diceva chiara prima questi esempi è l'intuizione che ci permette di avere un'idea creativa che non esisteva prima non ci sono pezzi da rimescolare quindi quindi questa idea che a tanto domani adesso faremo tutto come cioè usano l'esempio del successo di ciaggpt per per prognosticare il successo di qualcosa che richiede quello che non è stato richiesto in ciaggpt e questo è molto molto disturba no perché vogliono vendere in sostanza ed è ora di smetterla perché io facevo intelligenza artificiale 40 anni fa e 40 anni fa c'erano tutti gli elementi per fare quello che si è fatto oggi occorrevano però molti più dati occorrevano computer molto più veloci e con questi abbiamo visto quello che è successo ma però l'essenza di cosa può fare cosa non può fare l'intelligenza artificiale era chiara 40 anni fa e solo che adesso se ne stanno dimenticando addirittura jeff inton che è uno dei tre scienziati che hanno preso il premio nobel l'anno scorso per l'intelligenza artificiale che tra l'altro era nel consiglio scientifico della sinat della sinaptics all'inizio del quando lavoravo negli anni in queste cose una persona in gambissima ma è arrivata la conclusione che lei ha i di oggi è cosciente sta dicendo che lei hai è cosciente questo dimostra quanto lo scientismo sia sbagliato perché una persona di questo calibro che si è convinto che basta imitare che l'imitazione della realtà è la realtà è veramente un problema molto grave che abbiamo davanti e se queste persone sono quelle persone a cui noi crediamo noi veramente saremo come dire deviati dalla via giusta perché la via giusta come ho detto è di usare la nostra intuizione e la ragione tutte e due il problema problema è che da un lato dal punto di vista della scienza l'intuizione è buttata giù come dire ma l'intuizione vi inganna ma non si deve pensare non bisogna fare così non bisogna in realtà chi è che ha creato le equazioni fondamentali della fisica l'intuizione delle persone più avanzate che c'erano nel mondo va bene dopo di che gli altri fanno il meccanico no se hai le equazioni allora lì basta la ragione ma chi è che ti crea le nuove equazioni solo le persone che hanno visto dentro e quella la vera intelligenza quindi io metto in guardia tutti a questa faciloneria con cui oggi ci raccontano che nel futuro le macchine faranno predizioni di tutto e tutte queste cose qua perché è proprio lì dove ci sono esempi dove le casca l'asino esatto assolutamente per esempio per esempio no le macchine posso imparare a fare un gioco ma il gioco è facilissimo perché il gioco alle regole e le macchine non possono barare noi bariamo allora come fai a corgeti che tu hai barato la macchina non capisce niente ma capite quindi avendo le regole un gioco dove ci sono le regole è la cosa più facile da imparare e a fare meglio dell'uomo perché una persona non ha il cervello con la velocità e con lo storage cioè la memoria sufficiente a contrastare una macchina ma questo lo sapevamo già una macchina fa triglioni di moltiplicazione secondo io ne faccio uno in tre minuti allora sono deficiente sono molto meno della macchina ma capite noi dobbiamo pensare dov'è il valore e il valore non è nelle cose che fa la macchina il valore nelle cose che facciamo noi che sono più di quello che fanno le macchine e ora che ci svegliamo assolutamente Fabio guarda voglio partire un attimo da questa questa bellissima espressione che ha di Federico rimescolare quello che già si conosce ok secondo te diciamo questo rimescolamento di cose che già si conoscono ti porta poi un po' anche interagendo con questi sistemi a un'omologazione dei concetti in qualche modo assolutamente questo bisogna portare Federico in tutte le scuole d'italia d'europa del mondo e spero che adesso che è tornato in italia giri su tutte le scuole perché i ragazzi devono sentire questa voce devono sentire questo pensiero perché girando molto nelle scuole anche nell'azienda e andando a spiegare che cosa è l'intelligenza artificiale i suoi limiti e sui potenzialità stiamo vedendo una omologazione veramente dei concetti dei valori perché non c'è un pensiero con quello di Federico dietro che viene proposto ha insegnato ai ragazzi fatto vedere ma c'è l'applicazione tecniche se siete delle macchine dovete dovete rendere e c'è un algoritmo che rende più di voi quindi usatelo ma questi algoritmi proprio rimescolando quello che sanno portano una forte omologazione ma è un qualcosa che abbiamo rivisto no perché c'è stata nella rivoluzione prima industriale siamo arrivati alla omologazione degli oggetti poi c'è stata una rivoluzione informatica fino ai 90 inizio 2000 che ha portato a una omologazione tutti i sistemi informatici tutte le aziende ormai oggi siamo un'omologazione dei concetti che fosse molto più rischiosa e dei valori molto più rischiosa molto più pericolosa rispetto ai precedenti è un appiattimento noi stiamo vedendo proprio questo aspetto e quando andiamo nelle aziende ci rendiamo conto che introdurre questi agenti oggi porta sicuramente un'efficienza puntuale porta un cambiamento ma tendere portare un cambiamento molto grande diverso e bisogna quindi ripensare l'organizzazione modo di organizzarsi di strutturarsi il modo gerarchico anche l'università anche le scuole dovranno ripensare un modo di riorganizzarsi perché ci chiede come giustamente federico ci ha fatto presente una presa di coscienza con gioco di parole molto forte questa presa di coscienza non può rimanere ancorata a un modo di lavorare o di studiare o di apprendere dove ci hanno messo negli ultimi anni dagli ultimi 50 anni essere sempre più produttivi sempre più bravi a imparare le cose sempre più bravi a fare una certa operazione il nostro cervello non è portato neanche a fare quello cervello ad eritimi e sinusoidità cioè a alti e bassi e quindi il nostro modo di apprendere le nostre peculiarità la nostra fantasia l'immaginazione sono tutti aspetti che vanno ripensati sia nelle organizzazioni lavorative che nelle scuole noi vediamo proprio quando le aziende iniziano a cambiare il modo di organizzarsi e cosa vuol dire nel concreto cioè mettere i giovani davanti quindi ribaltare le piramidi aziendali perché oggi la competenza c'erano i giovani l'energia c'erano i giovani l'intuizione per capire che loro sono particolari hanno delle la conoscenza tecnica ma possono anche portare un'idea nuova sui giovani e quindi ribaltare le aziende le organizzazioni e mettere i giovani al centro si parla tanto di mettere l'uomo al centro o le intelligenze artificiali al centro ma qui bisogna mettere i giovani al centro i giovani hanno molta più coscienza di noi anche nel non dire sempre la solita banalità dobbiamo mettere l'uomo al centro da mio punto di vista è una banalità che ormai è ottocentesca è passata tutte le volte che l'uomo è stato al centro ha fatto i disastri lo vediamo adesso nella scienza nella tecnica nella matematica l'uomo si mette al centro crea un disastro o meno per fortuna c'è federico e ma avviso cosa i ragazzi cosa ci esortano a mettere al centro oggi cosa la loro urgenza le intelligenze le intelligenze non artificiali ma quelle degli animali delle piante nell'ambiente hanno tutte intelligenze diverse l'intelligenza umana e anche l'intelligenza artificiale tutte in dialogo tra di loro e quindi non c'è un'esclusività l'uomo al centro o la tecnica al centro ma i ragazzi ci invitano a mettere le informe di intelligenze diverse ambientali animali piante uomini intelligenze artificiali in dialogo è una visione totalmente diversa e può arrivare da un punto di vista come federico ci esorta a ripensarci a riprendere coscienza di chi siamo a tornare all'origine di un attimo ma chi siamo prendere coscienza in contesto in cui siamo e quindi vedo questo nelle scuole si trovano delle energie volte uniche e c'è poi la società sopra che li frena l'università piramidale le aziende piramidali sono ormai anacronistiche con quello che deve accadere se vogliamo sopravvivere da mio punto di vista volevi commentare un attimo a federico si vorrei dire un'idea no per darvi un senso di come si può usare bene l'intelligenza artificiale perché se si parla in generalità non uno se può immaginare ma se io ho un problema e io chiedo un intelligente artificiale che mi descriva la soluzione a questo problema l'intelligenza artificiale mi darà una risposta che è ok ma non è non è granché ma allora io capendo quello che dice capendo dove manca qualcosa di faccio un'altra domanda allora l'intelligenza artificiale mi dà un'altra un'altra rimescolamento delle stesse cose poi ah ma allora faccio un'altra domanda perché siccome io capisco l'intelligenza artificiale non capisce e io devo essere di più dell'intelligenza artificiale con 4-5 domande che stessi triangolano mi viene un'idea cioè cioè l'intelligenza artificiale mi ha dato un modo di fare un balzo intuitivo che prima non potevo fare quindi l'intelligenza artificiale aiuta a potenziare quello che solo noi possiamo produrre e questo è fondamentale questo nessuno ve lo racconta perché perché la gente non capisce niente della coscienza del libero arbitrio dell'intuizione della comprensione non si parla mai gli scienziati cognitivi parlano solo di simboli parlano solo di informazione e non menzionano nemmeno il significato del simbolo perché non si può parlare del significato del simbolo perché è solo il simbolo ma capite e noi ci stiamo rincoglionendo veramente rincoglionendo perché non abbiamo preso atto di chi siamo e della differenza tra noi e le macchine perché lo scintismo come filosofia e come religione fondamentale oggi domina il nostro pensiero. Questo questo questo siamo veramente molto d'accordo sul fatto proprio di questo aumento di intelligenza era proprio aumento di intelligenza proprio in quella direzione cioè aiuta noi a diciamo aumentare eventualmente la nostra vita tra l'altro nella nella creatività moltissimi artisti sostengono che proprio nell'interazione con le macchine partono in percorsi creativi che altrimenti non avrebbero avuto questo in effetti è proprio l'uso di cui si deve fare dell'intelligenza artificiale. Ma anche in un mondo semplice come quello dei giochi ci sono esperienze di giocatori di go che utilizzando diciamo sistemi di intelligenza artificiale hanno trovato delle nuove strategie di gioco che però interrazzendo con altri esseri umani non venivano mai esplorate e quindi siamo perfettamente d'accordo cioè è veramente questo uso interattivo integrativo diciamo ma non è quello che ci raccontano no no ma quello non è quello che raccontano e quello il problema no noi dobbiamo prendere la prima risposta che ci dà l'intelligenza artificiale via certo e allora in questo modo qua diventeremo sempre più deficienti assolutamente io a questo punto chiederei se abbiamo ancora una decina di minuti se per caso dal pubblico ci sono domande curiosità se volete cioè rigenerato scusate volevo solo chiedere io il professor fagin lo sto seguendo da lontano ma non so se posso dire che le voglio tanto bene ma così al livello diciamo di scienze cognitive insomma non sono vorrei e quindi spero che sia registrata perché mio marito non è potuto venire io vengo dalla sardegna però avrei piacere che la sentisse non solo mio marito ma tutto il regno di sardegna vediamo grazie anch'io faccio un piccolo appunto personale che le voglio bene anch'io da quest'estate che mi sono imbattuto per caso in un suo libro ci ho capito molto poco perché tutta la parte di fisica quantistica però sono anche stato un po' rassicurato da amici che studiano fisica che mi hanno detto che pure i fisici stessi fa fatica a capire la fisica quantistica quello che mi piace e spero di portarmi a casa con maggiore come dire desco rinfrancato perché faccio l'architetto e un po' anche l'illustratore l'artista e vignettista per cui mi viene da pensare che almeno il mio lavoro possa essere salvo io ho una paura fottuta che l'intelligenza artificiale mi freghi la parte che mi piace del lavoro e penso che dobbiamo difendere le nostre vite e pensare che tutto ciò debba aiutarci a stare meglio a vivere una vita degna di quello che è e questo che lei ci sta portando mi sembra e quindi l'umorismo e l'estetica per me per la mia vita sono molto importanti se lei mi fa tornare a casa con queste due cose salve le voglio ancora che le salvo tutte perché no ma perché è proprio così cioè cioè è proprio in questo modo che l'intelligenza artificiale diventerà un asset diventerà una cosa potente per ciascuno di noi se la usiamo in questo modo ma la mia paura è che uno come uno come oggi i ragazzi si fanno fare il tema dell'intelligenza artificiale va bene quei ragazzi se non capiscono che facendo così diventeranno sempre più meno intelligenti invece che più intelligenti e meno utili alla società se non capiscono questo è quello il problema gravissimo e purtroppo però pochi dicono le cose che sto dicendo io e io sto dicendo invece di come si può si può usare l'intelligenza artificiale per potenziare ciò che solo noi abbiamo è proprio lì e nessuno fa leva su questo tutti parlano a babà babà babà babà babà ma andiamo al solo no cioè dove dove mettiamo il dito dove la cosa che è importante da prendere in considerazione e sono queste le cose da prendere in considerazione sì se posso complementare velocemente credo che diciamo paragonati te alle altre rivoluzioni tra virgolette a volte si dice della rivoluzione industriale delle hai le altre gli altri tipi di rivoluzioni spingevano naturalmente l'uomo ad andare verso lavori meno meccanici e più intellettuali la rivoluzione dell'intelligenza artificiale in un certo senso toglie questo tipo di narrativa perché la narrativa che sta passando in parte e anche che va a colpire i lavori più creativi in questo senso è molto importante che diciamo apriamo un dibattito pubblico di consapevolezza su questo tipo di cose senza accettare questa narrazione in modo così opaco e passivo giù una nota fa solo quello più negativo quindi non mi vorrà bene la cosa che fa paura però che sono aziende che stanno investendo miliardi per invece per andare a cercare di automatizzare sempre di più questo di rubar di somma di andare a passare una volta questo tempo di velocizzare queste capacità che noi abbiamo noi umani e il sentivo poco fa che molti grandi investitori attualmente hanno già visto l'intelligenza artificiale come un qualcosa che già partito come business e stanno investendo tutto su quello che sembra la frontiera tra 15 anni cioè quando li hai sarà per loro incredibilmente potente e quindi le interfacce neurali perché dicono gli uomini non saranno più ad altezza di dialogare con le ai e quindi dobbiamo potenziare la nostra crea delle interfacce neurali perché l'uomo riesca a dialogare su questo altrettanto incredibile fa paura ma stanno investendo dai l'urmask a tanti altri miliardari stanno andando in quella frontiera dicendo le hai sta crescendo ci ruberà anche il lavoro quello classico noi dobbiamo crescere l'uomo non ce la fa col suo cervello e quindi potenziano del uomo questa non è una mia visione ma è quello che si vede dagli investitori dai miliardi che sono collocati oggi in queste ricerche ma penso che felico conosca molto meglio questo questo è portare al parossismo quello che chiamo scintismo cioè noi siamo macchine quindi la macchina è molto meglio di noi quindi dobbiamo migliorare noi mettendo un pezzo di macchina nel nostro cervello ma queste sono follie ecco i nostri governanti dovrebbero proibire queste cose sul nascere se per esempio gli stati uniti avessero impedito a google a facebook di usare la nostra informazione senza il nostro consenso per far soldi su quello che gli davamo noi perché questo non è etico non è etico questa è la situazione in cui ci troviamo oggi non sarebbe successa invece non hanno fatto nulla non ho guardato dall'altra parte perché molti dei nostri politici sono messi a fare il lavoro per proteggere noi da chi invece vuole fare le cose che stanno facendo e quindi abbiamo un problema gravissimo oggi proprio perché chi i ricchi vogliono essere sempre più ricchi cioè da tre parte se uno pensa di essere che la sopravvivenza del più adatto è l'unica ragione della vita che è quello che dice lo scintismo lo scintismo dice la ragione per la vita è la sopravvivenza del più adatto cosa vuol dire io faccio fuori te e io sopravvivo io sono il più adatto di te cioè il ricco ha più soldi quindi più adatto ma capite questo è la sanzione lo scintismo che sancisce la competizione sfrenata che vediamo oggi nel mondo guerre tutto il resto sono tutte partono tutte da questo principio e questo principio giustifica o addirittura è la legge quando invece noi siamo parti intero di uno la totalità di ciò che esiste noi siamo campi creati dal campo unificato che è l'universo questo è quello che siamo noi e allora dobbiamo lavorare insieme la nostra il nostro futuro è nella cooperazione nel lavora insieme nel fare qualcosa di potenziare questa capacità che abbiamo di lavorare insieme e questo invece non se ne parla nemmeno perché vogliamo che i ricchi ci dicono di cooperare ma scherziamo divide e impera e sappiamo anche lo sapevano anche i romani no che è il modo in cui uno può controllare e diventare sempre più potente quindi scusatemi mai così. Allora grazie innanzitutto perché è sempre un piacere sentire parlare delle fonti così con tantissime prospettive differenti almeno parlo da giovane per me di forte ispirazione volevo chiedere allora io sono d'accordo che l'ai può diventare sicuramente uno strumento valido per poi esprimere anche la creatività però c'è un problema di fondo secondo me cioè per esempio già in un contesto come quello della scuola o quello scolastico al di là dell'avvento dell'ai io vedo già una fortissima omologazione a quello che è l'industria cioè stiamo praticamente creando e omologando studenti senza portarli a un pensiero critico creativo a trovare una propria essenza insomma quindi io vedo lei ai come ovviamente un rischio in più sotto questo punto di vista però di fatto forse ci vorrebbe un attimo un passo indietro e un po' più di riflessione verso queste tematiche oltre il fatto che purtroppo la famiglia secondo me è ancora un altro tema importante cioè nel senso scuole famiglia in questa parte giocano un ruolo fondamentale come la vedete so che una domanda un po' troppo ampia forse però ma la tua riflessione che condivido in parte veramente vedo molto anche io questo che accade nelle scuole forse in compito della famiglia e delle scuole di fare emergere la vocazione di ogni singola persona cosa ha evocato una persona cosa è chiamato è diventata sempre di più c'è un parallelo nell'industria della scuola quindi il performance i voti il rendimento e anche c'è gpt o gli elementi o large language model simili non fa n'altro da un punto di vista che andare a esasperare questa omologazione questa corsa anche lì non come purtroppo racconta federico ma il contrario cioè devi fare più velocemente un tema devi fare più velocemente matematica devi fare e quindi i ragazzi si affidano a quello per essere sempre più performanti vedono in quel sistema qualcosa di più performante rispetto a loro non capiscono che non conosceranno più la scienza ma affidano a loro e quindi la competizione è già accesa molto difficile per quello dicevo su me quello che sto vedendo nella scuola e anche un po nell'azienda che introducono la matematica in modo anche a volte inconscio perché a scuola non sanno neanche come adottarla come usarla se mettere la al bando o integrale ne diventa un problema diventa un qualcosa che accelera e quindi sono sistemi ormai anacronistici quello scolastico e quegli aziendali che vogliono innovare ma mantenendo una struttura forse non più adatta a questo modo di apprendere di relazionarsi e di scoprire soprattutto se stessi cioè di rimettere quei valori che servono nel primo a capire cosa sono le emozioni cosa è il pensiero critico e da poco a mai questi strumenti invece questi strumenti arrivano senza nessun lavoro su se stessi sull'identità sulle capacità di apprendimento il senso critico posso solo un secondo dire che sono abbastanza d'accordo dipende appunto da come intendiamo la formazione se la scuola se l'università di fen diventano la stessa idea del tempo è cambiata adesso se non ti laure in tre anni alla diciamo sei fuori non vai bene io ci ho messo il tempo che ci ho messo perché dovevo come dire approfondire le cose quindi questa è una riflessione giustissima quando io dico che dobbiamo discuterne collettivamente come società perché dovremmo prima o poi regolare queste cose inclusi chi possiedono incluso diciamo le organizzazioni le companies che possiedono adesso i mezzi di produzione suona molto marxista se volete o marxiano ma siamo in qualche modo diciamo di nuovo a un conflitto tra chi possiede grandi mezzi e chi viene visto in parte anche come uno strumento io condivido l'ottimismo di michela nel senso che io lavorando su tecniche di intelligenza artificiale vedo le possibilità che l'intelligenza artificiale ha per stimolare gli studenti appunto anche solo un piccolo sistema di pianificazione automatica e fare capire come una ragione una macchina può far aiutare uno studente a riflettere su come io diciamo ragionò in modo anche meccanico perché oltre all'intuizione appunto abbiamo tutta questa cosa ci sarebbero molti modi di fare entrare l'intelligenza artificiale nelle scuole come strumento strumento creativo se l'introduzione delle scuole dell'intelligenza artificiale diventa l'introduzione di ciò gpt allora abbiamo perso penso veramente che abbiamo perso secondo me la problema fondamentale è che purtroppo è sempre più difficile raddrizzare il problema fondamentale che le scuole invece di educare istruiscono io faccio una differenza molto molto forte tra educazione nel senso di capire comprendere che quello che la nostra coscienza fa invece che istruire che vuol dire ripetere quello che uno ripete cioè istruire uno sa come si fa ma meccanicamente ripete quello che ha letto nel libro ecco negli stati uniti per esempio tipicamente si non si fa neanche un esame orale si fa un esame con un test quiz dove uno deve scegliere una delle cinque risposte va bene se non è un imbecille già già senza neanche studiare risponde alle cose giuste perché le cose se sa che se capisce se è intelligente se invece non è intelligente no ma il problema è che oggi per usare bene l'intelligenza artificiale bisogna saperla più lunga ho detto ma non saperla più lunga come istruzione saperla più lunga come comprensione e quindi le scuole devono insegnare a capire andare a fondo purtroppo i primi che non hanno imparato andare a fondo sono i nostri insegnanti e se i nostri insegnanti non hanno capito andare a fondo e si aspettano semplicemente una ripetizione della lezione senza capire e non e non approfondire per approfondire se la persona capisce o no ci vuole molto intelligenza cioè l'insegnante deve chiedere fare domande triangolate in modo come se io suggerisco di fare con l'intelligenza artificiale per vedere se il ragazzo la ragazza si comportano come ciò gpto come una persona umana e quindi e quindi e quello lì e dovrebbe essere ma quello lì un programma che deve trasformare le scuole in in in officine di di comprensione più che di istruzione perché poi i dati e le informazioni si trovano dovunque adesso perché uno deve imparare a memoria assolutamente va bene io vi ringrazio moltissimo per essere stati con te ringrazio tantissimo federico faggina capi ferrari chiara ghedini grazie a tutti voi per essere stati qua no
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