Scalare l’AI col supercalcolo. L’impronta digitale di Leonardo
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Scalare l’AI col supercalcolo. L’impronta digitale di Leonardo
L'Italia si conferma leader europeo del supercalcolo con 14 supercomputer, tra cui il Davinci Uno, e punta su AI e intelligenza artificiale per innovare e competitività globale.
L'Italia ha una tradizione del supercalcolo che risale appunto alla fine del secolo scorso, gli anni 80 del secolo scorso. Oggi il nostro Paese è il terzo al mondo per potenza di calcolo installata e primo in Europa. Secondo gli analisti, secondo gli addetti dei lavori, a giugno potrebbe scalare ancora di una posizione e quindi diventare il secondo Paese al mondo con maggior potenza di calcolo installata dopo gli Stati Uniti e davanti al Giappone che attualmente è invece al secondo posto. Questi rapporti di forza sono certificati dalla classifica top 500 che è la classifica che censisce i 500 supercomputer più potenti del mondo e che viene aggirnata ogni sei mesi. L'Italia è presente in questa classifica con 14 supercomputer e uno di questi è il Davinci Uno di Leonardo che è un supercomputer in grado di eseguire 5 milioni di miliardi di operazioni al secondo e che breve sarà anche potenziato ulteriormente, vedremo anche questo nell'incontro di oggi. Quindi a maggior ragione possiamo fare di questo incontro un incontro molto interessante perché parte da uno dei nodi italiani, uno dei centri che rappresenta un nodo italiano dell'Italia del Supercalcolo che è appunto Leonardo. Fatta questa brevissima introduzione, direi di coinvolgere subito i nostri graditi ospiti. Parlavo prima dell'intersezione tra Supercalcolo e intelligenza artificiale. Questa è la frontiera su cui i molti stanno lavorando, non ultimo Leonardo, che all'interno dell'azienda ha recentemente dato vita alla nascita di un nuovo centro di eccellenza, che è appunto l'Advanced Cognitive Solution, che è una sorta di AI Factory che riunisce tutti i laboratori digitali di Leonardo e che ha il compito di indagare l'incrocio tra questi due potenti strumenti, l'innovazione tecnologica, l'intelligenza artificiale e il Supercalcolo. Io partirei da qui se Greta ci puoi spiegare che cos'è questo centro, come è strutturato e quali sono le sue finalità. Intanto buon pomeriggio a tutti. Sì, credo che per rispondere alla domanda forse parto da una premessa. Noi abbiamo avuto la fortuna di godere un po' della vision del nostro amministratore delegato, che in tempi forse ancora non sospetti, perché il digitale corre molto rapidamente e avrete visto come c'ha GPT, la generativa AI, hanno un po' accelerato ancora di più negli ultimi anni. Però già cinque anni fa aveva un po' intuito come il digitale sarebbe entrato in maniera preponderante anche in un settore come il nostro, dove quando uno pensa a Leonardo magari pensa più agli elicotteri o agli aerei, quindi a delle piattaforme fisiche. Chiedo scusa, l'amministratore delegato di Leonardo è Roberto Cingolani, che tutti voi conoscerete, che è stato direttore dell'IT di Genova, di Istituto Italiano e Tecnologia, poi ministro e attualmente amministratore delegato di Leonardo. Chiedo scusa per l'introduzione. No, no, ci mancherebbe. E quindi in tempi non sospetti aveva deciso di investire nel digitale anche in un'azienda come Leonardo, creando di fatto due anime principali che poi si parlano fortemente. Quella più fisica del supercomputer, quindi per poter fare calcoli avanzati, poter elaborare tanti dati e gestire modelli molto complessi, ovviamente necessario poi avere anche un'infrastruttura, quindi un computer estremamente potente. Chiamiamo gli HPC, quindi questi supercomputer che possono gestire questa tipologia di calcolo. E dall'altra abbiamo creato di fatto un centro che racchiude un centinaio di ricercatori, quindi ragazzi come Antonio, che poi vi racconterà un po' la sua esperienza, che hanno dei background ovviamente, diciamo, tecnologici, in particolare in ambito anche di tecnologie digitali, quindi AI, quantum computing, simulazioni, digital twin, e che hanno costruito il nostro secondo asset in qualche modo, che è quello della competenza. Quindi siamo riusciti in qualche modo a far partire questi due filoni, che oggi, come poi magari ne parliamo più in dettaglio, però hanno di fatto costituito da un lato una sorta di AI Factory, quindi abbiamo un centro d'eccellenza dove questi ragazzi sono messi al servizio di Leonardo e non solo, e dall'altra abbiamo continuato a sviluppare il nostro supercomputer, che adesso anche in termini di capacità computazionale manteniamo costantemente in crescita. La nostra AI Factory ha di fatto un duplice obiettivo, da un lato quello di supportare ovviamente Leonardo e tutte le sue divisioni, quindi, ogni tanto scherzando il laboratorio, probabilmente il jet di domani è di fatto un supercomputer con le ali, perché la quantità di tecnologia di intelligenza artificiale che ci sarà al suo interno per poter aiutare i piloti a capire la situazione e prendere rapidamente le decisioni è ovviamente in continua crescita. Questo è il nuovo centro, che ovviamente come dicevamo prima, tutto questo non si potrebbe fare senza avere a disposizione potenza di calcolo. Voi avete in realtà più di un supercomputer, alcuni sono classificati ovvero sono segreti per ragioni militari, però quello noto al pubblico è il Davinci Uno. Quindi, se ci puoi, sempre per aiutarci a entrare nell'argomento, aiutare a capire come è strutturato questo Davinci Uno, ma soprattutto dirci quale sarà l'evoluzione che prevedete per il futuro di questa infrastruttura. Sì, come anticipavo prima, sono delle infrastrutture che sono in continua crescita, perché la fame in qualche modo di capacità computazionale, quindi la tipologia di modelli e la quantità di dati che lavoriamo all'interno di Leonardo stesso sono in continua crescita. Quindi, ad oggi abbiamo un'infrastruttura che in termini tecnici ha una capacità di circa sei petaflop e che entro la fine dell'anno pensiamo quasi di raddoppiare, quindi abbiamo attivato un investimento, siamo già in fase di fatto di installazione, quindi arriveremo a circa 15 petaflop. L'idea di poter continuare a supportare l'innovazione tecnologica dei nostri prodotti, oltre ovviamente poi non nego anche aiutare un po' ai nostri processi in qualche modo, perché come potete immaginare poi, e magari lo vedete anche in altri settori, l'intelligenza artificiale poi consente in qualche modo anche di snellire, di efficientare tanti processi, adesso lo banalizzo però dal fare un draft in automatico di una mail che magari mi fa risparmiare quei due minuti. Se lo vediamo dal punto di vista industriale, questo può anche significare per esempio di poter ottimizzare la supply chain, quindi poter produrre di più in meno tempo, o magari, diciamo grazie al supercomputer, fare un gemello digitale della mia catena produttiva e quindi poterla ottimizzare al meglio prima ancora di aver speso il primo euro per strutturarla. Quindi sicuramente l'idea è quella di continuare ad investire in questa direzione con l'obiettivo di continuare ad inseguire questa crescita che nel digitale sta continuando ad avvenire e che sempre di più poi vediamo ribaltata in primis nei prodotti, ma anche chiaramente poi nei nostri processi e nella nostra vita e tutti i giorni. E che come racconta la storia della vostra azienda è in grado di abilitare l'innovazione profonda, cioè la nascita di nuove soluzioni che altrimenti non si potrebbero sviluppare. Tu prima hai dato il dato dei 15 petaflop che sarà la potenza ulteriore che verrà aggiunta, che si aggiunge quindi ai 5 petaflop del DaVinci Uno. Questo vuol dire 20 petaflop che tradotto per i non adetti ai lavori vuol dire un computer capace di eseguire 20 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Questo numero in effetti rispetto a petaflop magari è un po' più chiaro, però resta comunque un numero difficile da comprendere anche solo da scrivere. Quindi io direi se ci può aiutare con qualche esempio a dirci cosa si può fare con un computer che è in grado appunto di eseguire 20 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Parto da una premessa, l'obiettivo del super computer di fatto è consentire di fare cose molto più complesse, quindi per esempio modelli molto complessi o elaborazione di tantissimi dati, più di quelli che tipicamente riesce a fare con il computer a disposizione a casa in minor tempo. Quindi vi faccio un esempio, poi abbiamo preparato un video con anche qualche immagine per carriaggigraficamente qualche immagine. Però diciamo il sogno un po' dei nostri ingegneri è che per esempio quando usano il super computer per fare il disegno, tutte le simulazioni aerodinamiche per disegnare il prossimo velivolo, hanno la possibilità ovviamente di poter fare calcoli e ricevere una risposta in termini di minuti invece di utilizzare magari delle ore o dei giorni. Quindi giustamente la traduzione di PetaFLOp poi in qualche modo si traduce nel quanto velocemente riesco a fare calcoli ancora più complessi di quelli a cui ero abituato. Quindi nel nostro caso un esempio è questo, quindi simulazioni aerodinamiche, arriviamo fino a costruire dei veri e propri di gemelli digitali di fatto dei prodotti su cui fare in versione totalmente digitale tutti i test per arrivare fino al design del prodotto. Un altro esempio di quello che i supercalcolatori stanno permettendo di fare, che magari è anche vicino poi alla vita di tutti i giorni, è quando pensate al meteo. Le previsioni meteo sono la combinazione di dati estremamente pesanti perché quando si dice che un battito d'ali di una farfalla dall'altra parte del mondo può cambiare in qualche modo le previsioni, stiamo dicendo che stiamo guardando a dei fenomeni che sono estremamente correlati e quindi si deve andare a prendere dei punti sperimentali praticamente su tutto il globo per andare a correlarli e più io sono preciso, più punti ho e più ovviamente la mia previsione meteo risulta precisa. Quindi, in nuovo, è una quantità di dati che devono essere correlati e elaborati che senza un supercomputer sarebbe impossibile fare. Faccio magari qualche altro esempio. Noi siamo recentemente impegnati molto nell'ambito spazio e un'altra delle attività che stiamo facendo con i nostri ragazzi e facendo leva sul nostro supercalcolatore è andare a prendere tutte le immagini satellitari, per esempio potete immaginare la quantità di immagini che si possono rilevare del globo e andare a elaborarle in maniera anche abbastanza rapida e precisa per poter tirare fuori delle informazioni che diventano poi di valore. Per esempio, per andare a fare monitoraggio di infrastrutture critiche, quindi andare a controllare in qualche modo se ci sono stati per esempio degli spostamenti su un ponte. Potete immaginare altre applicazioni per andare a scovare magari delle infrastrutture che sono anomale rispetto al contesto e quindi possono essere utili nel controllo del territorio. Altri esempi che possiamo immaginare, parlando di modelli, poi Antonio vi farà qualche altro esempio però noi ci stiamo molto impegnando anche sulla parte di modelli foundationals e un'altra applicazione è creare dei modelli che siano sufficientemente complessi e trainati per esempio per poter da immagini due-dimensionali andare a ricostruire di fatto un CAD dell'oggetto 3D. Questo di nuovo se immaginate anche in termini di competizioni tra aziende o chiaramente in ambito difesa l'idea di poter avere da alcune immagini due-dimensionali che io posso scattare con semplici fotocamere, andare poi ad avere il modellino 3D con tanto di dimensionamento degli oggetti che io sto andando a guardare. Sì, poi vediamo prima, spesso e volentieri succede che le immagini prese da una videocamera in determinati contesti non sono neanche così ad alta risoluzione, non sempre almeno, quindi vediamo prima delle immagini in cui prima c'era un discorso di super resolution, quindi cercare di passare da un'immagine sgranata a un'immagine molto più nitida e poi magari conseguentemente si può anche ricostruire il 3D di quell'immagine perché chiaramente da un'immagine sgranata poi andiamo a vedere e andare a ricostruire tutta la scena circostante è più complesso e quindi insomma calcoli che si sommano a catena e che sicuramente senza una potenza computazionale come quella magari del Da Vinci sarebbero, magari si potrebbero fare ma richiederlo veramente più che giorni-mesi quasi. Magari non ultimo aggiungo che questo probabilmente lo avrete visto anche in altri settori, come dicevo prima il velivolo inizia a diventare in qualche modo un supercomputer che vola quindi la possibilità di usare l'intelligenza artificiale per fare awareness, quindi analizzare la situazione circostante, determinare quindi quali sono gli scenari di quello che sta accadendo e suggerire o comunque supportare il pilota nel rapidamente capire quali potrebbero essere le azioni da compiere e quali potrebbero essere diciamo le conseguenze di ciascuna, questo ovviamente è un supporto al decision making che diventa fondamentale mano a mano che l'evoluzione avanza, tanto più se pensiamo a situazioni complesse come magari più velivoli insieme che si stanno muovendo, quindi c'è bisogno anche di coordinare tra loro dei diversi velivoli o diversi oggetti. In questo senso la divisione di Cotter è sempre stendo molto anche su un'analisi sullo stress cognitivo dei piloti, ad esempio nelle situazioni critiche, un modo per rendersi conto immediatamente che il pilota potrebbe avere delle difficoltà e quindi con degli assistenti virtuali immediatamente fornirli soluzioni più facili, più pratiche, più immediate per uscire da quella situazione. Senza ulteriormente generare stress e difficoltà a una situazione già abbastanza critica. Per capire quanto sono avanti non hanno neanche bisogno del moderatore per condurre questo panel e quindi complimenti anche per questo. Tra gli esempi c'è anche quello del convertiplano che è un velivolo eccezionale, diciamo decolla come un elicottero e può volare invece su lunghe percorrenze molto più di un elicottero, quindi ha una versatilità molto importante e che Leonardo ha sviluppato grazie anche al supercomputer, forse qualche immagine. E' una serie di simulazioni condotte sul Da Vinci 1 e che sarà quello di Leonardo il primo ad avere la licenza per il volo civile oltre che militare, quindi anche qui un primato. Non so se sul convertiplano, a me affascina molto quindi non so se volete spendere due parole su questo velivolo. No, di aggiungo, questo è esattamente quello che dicevo prima come primo esempio sulle simulazioni. Ecco i fatti. Abbiamo, come potete immaginare visto il business, abbiamo più di 2000 ricercatori, ricercatori scusate, ingegneri, oltre a 200 ricercatori che oggi sono utenti attivi del supercomputer e la maggior parte dei nostri ingegneri ovviamente sono impegnati nelle simulazioni che poi portano a questi nuovi prodotti. Questo è un altro dato importante, Leonardo oggi impiega 60.000 persone in tutto il mondo, 17.000 sono impiegati in attività di ricerca e sviluppo e al momento appunto come ci ricordava Greta, 2.000 hanno accesso al Da Vinci 1 quindi a potenza di calcolo di questa macchina. Antonio tu sei un giovane ricercatore ma nonostante le età hai un curriculum già molto ricco, hai studiato fisica alla Sapienza di Roma, dopo neuroscienze computazionali presso l'Università di Bologna quindi hai il profilo ideale per quello che potrebbe essere un cervello in fuga. Proprio l'altro giorno su un nostro giornale abbiamo pubblicato la statistica relativa agli ultimi 10 anni, sono 97.000 i giovani laureati che negli ultimi 10 anni hanno lasciato l'Italia, 26.000 sono negli ultimi 2 anni. Tu invece sei rimasto in Italia e hai specialist in Leonardo, quindi se ci puoi raccontare cosa fai in questo nuovo centro di cui Greta ci ha parlato ti chiederei anche di spiegare, sempre per aiutarci a capire, anche nell'uso dei termini cercate di andare oltre di segnare nuove frontiere, per nominare questo centro non avete utilizzato il termine intelligenza artificiale come ci saremmo potuti aspettare ma avete utilizzato il termine cognitive. Passaggio su questo che mi sembra significativo perché anche questo è innovativo, anche le parole sono importanti soprattutto quando si tratta di definire cose nuove e poi raccontarci quello che fai e perché sei rimasto in Italia. Il rischio c'è stato per parte di quei 97.000, allora insomma ha introdotto molto bene e io ho fatto un percorso inizialmente più accademico e poi c'è stata l'opportunità di venire Leonardo e l'ho colta abbastanza al volo perché mi sono reso conto che c'era la possibilità non solo di fare ricerca fino a se stessa ma di vedere uno sviluppo verso un prodotto di passare dall'innovazione iniziale ma vedere tutte le fasi del processo. Cosa che inizialmente non sapevo, io ero uno di quelli che ha iniziato guardandosi intorno all'università e fondamentalmente cercavo di tenermi più porte aperte possibili però non avevo un target predefinito. Dalla magistrale mi sono avvicinato al mondo dell'intelligenza artificiale e mi sono reso conto di queste potenzialità che aveva l'intelligenza artificiale di essere applicata a qualunque campo della vita moderna, veramente dallo scrivere una mail a sistemi di difesa, ai elicotteri, ai velivoli, alle neuroscienze nel mio caso perché il dottorato che ho fatto era principalmente sulle neuroscienze. Quindi secondo me in questo senso il gruppo Advanced Cognitive Solution era l'occasione giusta per me perché cognitive vuol dire imparare, nel gergo diciamo, nella teoria della cognizione quindi a livello neuroscientifico la cognizione è l'apprendimento che in particolare l'uomo ha tramite l'esperienza ma non solo in teoria. Anche tramite il contesto e l'ambiente circostante e quindi il feedback che l'ambiente ti dà ti aiuta a migliorare le tue capacità e in questo senso l'intelligenza artificiale è un po' l'esperienza perché tutti i modelli noi li addestriamo con enormi quantità di dati che sono appunto l'esperienza che forniamo al modello. Ma non sempre poi i ruoli di AI specialist vengono intesi in un contesto più ampio, rimane un studio sulle performance del modello. Nel nostro caso invece noi andiamo a applicarle a diversi contesti, quindi inseriamo la cognizione all'interno dell'intelligenza artificiale, quindi dei feedback dati dall'ambiente e l'ambiente può essere rappresentato da un qualunque altro settore e sicuramente con le spalle coperte dal Da Vinci, anche le performance poi risultano migliorate enormemente. E questo era il succo, quindi se dovessi dare un consiglio a chi adesso si approccia alle facoltà STEM è quello di tenersi sicuramente le porte aperte, guardare diversi aspetti, non focalizzarsi solamente su un ambiente. Purtroppo questa cosa in Italia il dottorato è visto un po' in questo modo, però per fortuna ci sono aziende come Leonardo che lo valorizzano perché non lo vedono come hanno. Lui sarà un ricercatore affermato solamente in quel settore lì con difficoltà in un campo aziendale, come mi sono sentito dire magari durante un sacco di colloqui. Ma invece viene premiata la capacità del dottorato di fornire uno spirito critico e fornire le capacità veramente di innovare perché se durante l'università impariamo quello che hanno fatto gli altri, durante il dottorato invece innoviamo noi, quindi iniziamo ad avere quello spirito critico che ci permette di trovare qualcosa di veramente nuovo. D'altra parte il tema delle competenze è centrale come sempre e forse più che mai, anche perché nell'era dei supercalcolatori la differenza la fanno sempre le persone. Da questo punto di vista Leonardo siete vantaggiati, abbiamo già ricordato Roberto Cingolani. A me piace ricordare qui magari una figura meno nota che è Carlo Cavazzoni che è il responsabile di tutta la divisione HPC per il supercalcolo e che è tante cose. Però per semplificare in poche parole è la persona che ha progettato Leonardo che è un ex ricercatore del Cineca, ha progettato intorno al 2022 Leonardo che è attualmente il supercomputer più potente d'Italia. Nella sua attività la Sista di Trieste ha contribuito allo sviluppo del Quantum Espresso che è il software per simulazioni, quello che ci spiegava prima Greta, più utilizzato al mondo. In Cina, Stati Uniti, magari sono più amanti per quanto riguarda l'hardware, hanno magari i supercomputer più potenti, ma è il software che poi quello che permette di sfruttare tutta questa potenza di calcolo, software che utilizzano per far girare queste macchine, è un software nato dalla ricerca italiana, anche qui in questo caso il nodo è Trieste. E Carlo Cavazzoni era uno dei protagonisti di questa storia. Visto che abbiamo parlato di competenze, Greta se vuoi, io prima non l'ho fatto, magari potrebbe essere bene farlo adesso, se vuoi raccontare anche qual è la tua formazione, il tuo percorso formativo, Greta ha anche lei un curriculum d'eccellenza, è stata in presenza all'IT, aveva lanciato una startup dedicata al Grafene, magari dice anche due parole sulla tua formazione, sul tuo percorso formativo anche perché qui in sala e anche collegati ci sono molti giovani, quindi come ha fatto Antonio, potremmo anche cogliere l'occasione per dare qualche consiglio di orientamento al percorso di studi e anche per introdurre il tema delle competenze STEM di cui Leonardo ha una fame assoluta. Sino a volentieri, io intanto confermo quello che dicevi su Cavazzoni, ogni tanto dico il nostro terzo asset, c'è Davinci, i ragazzi del nostro AI Factory e Carlo in qualche modo è il papà di tanti HPC perché era il papà di Leonardo, quindi l'HPC di Cineca e oggi è di fatto il fondatore del Davinci, quindi il nostro HPC ed è sicuramente una figura di riferimento a livello internazionale su queste tematiche, quindi sicuramente il nostro terzo asset. Io sono un ingegnere fisico con un dottorato in fisica che a un certo punto, come Antonio, cercava un po' la giusta via di mezzo tra la voglia di innovare, di esplorare, al tempo stesso però trovare in qualche modo delle applicazioni e quindi un impatto su quelle che poi sono la vita di tutti i giorni e quello che ci circonda. Quindi ho avuto la fortuna di rientrare dopo alcuni anni all'estero all'Istituto Italiani di Tecnologia che in qualche modo dava questa possibilità di guardare anche più vicino al mondo industriale e mi sono occupata di una startup e lì ho avuto un po' la sensazione del forse mi manca qualche competenza anche lato più business. Per lavorare effettivamente in una startup e quindi ho fatto qualche anno in consulenza per poi adesso rientrare sul mondo industriale, sul Leonardo, di fatto con una veste di innovazione. Quindi sono un po' forse anche la dimostrazione che si può variare nel percorso e come diceva Antonio poi a un certo punto trovare un equilibrio tra quella che la voglia di esplorare e quello che può essere più la tecnologia che viene come background da un percorso di un dottorato e dall'altra parte magari una realtà molto pragmatica, molto concreta, industriale come può essere quella di un dottorato. Come giustamente anticipavi siamo sempre affamati di risorse stem con profili a volte anche inaspettati nel senso che mentre magari in questo momento è molto chiaro anche ragazzi che l'intelligenza artificiale è qualcosa su cui si sta investendo moltissimo. C'è tantissima fame sia dal punto di vista della ricerca fino ad arrivare a aziende Leonardo ma anche aziende più verticali su queste tematiche. Magari è meno evidente invece che esistono poi dei profili un po' più particolari ma che stanno crescendo moltissimo nel nostro centro d'eccellenza accanto a profili come quello di Antonio che è molto verticalizzato sui modelli di intelligenza artificiale. Abbiamo gruppi di ragazzi che invece sono più vicini a come adattare i codici per farli funzionare al meglio su dei computer come il Da Vinci, dei supercomputer. Come giustamente citavi tu c'è questo strato intermedio su cui Cavazzone aveva parlato tanto e che poi rende possibile effettivamente quello che Antonio fa. Ci sono queste competenze un po' più deep, un po' più profonde sugli strati tecnologici su cui noi stiamo investendo molto. Ci sono stanno nascendo alcuni master, tipicamente master HPC, che sono magari un po' meno famosi in questo momento rispetto chiaramente ai profili AI ma su cui crediamo ci sarà grande richiesta in futuro che in qualche modo diventeranno la prossima mosca bianca. Quindi invitiamo tutti anche a guardare in ottica orizzontale magari su quelli che sono le competenze non per forza solo strette sul mondo delle AI ma anche un po' più orizzontali sulle capacità cognitive in generale. Anche perché l'HPC, cioè il calcolo ad alte prestazioni, diventerà sempre più importante e anche per questo Leonardo ha deciso recentemente di lanciare una nuova divisione che anche in questo caso è coordinata, guidata da Greta. Ed è una divisione che ha questo compito di sfruttare gli asset relativi alle intelligenze artificiali, al supercalcolo sviluppati negli anni da Leonardo come abbiamo visto nell'ambito della difesa per offrire servizi anche in altri settori. Questo vuol dire ovviamente anche generare nuovi ricavi, una nuova linea di business, Leonardo conta di generare ricavi per 230 milioni di euro nell'arco del piano che ha appena iniziato, il piano industriale. Ma soprattutto dal mio punto di vista, o dal nostro punto di vista, la cosa che forse potrebbe essere più interessante, permetterà di dare le ricadute di questa innovazione profonda anche in altri settori della società. Questo forse è l'augurio che ci facciamo tutti, ovviamente sviluppare sistemi di difesa è una necessità, però da questi sistemi storicamente sono nate tecnologie che poi hanno cambiato la società a 390 gradi. L'esempio classico che si fa sempre, l'esempio di internet che come sappiamo è nato in ambito militare e poi sappiamo come è andato a finire. Quindi magari abbiamo ancora un po' di tempo, Greta se vuoi raccontarci questa nuova linea di business, quali sono le finalità e quali sono le ricadute, soprattutto da quali settori inizierete a contaminare con questa innovazione soluzioni prodotti. Sì, diciamo che una volta resi conto di come poi eravamo riusciti in qualche modo a creare asset e competenze, il challenge successivo che Cingolani ha posto è stato bene, proviamo a metterlo a disposizione anche di chi non è il Leonardo, quindi facciamolo diventare un asset che possiamo offrire anche sul mercato. E su questo con Carlo abbiamo cercato di strutturare quindi una nuova linea di business, dove l'obiettivo è quello di mettere a disposizione le competenze, gli asset, quindi il potere computazionale che abbiamo a disposizione noi all'interno di Leonardo, ma anche le competenze, quindi poter aiutare aziende terze nel mettere su del proprio potere computazionale e nell'utilizzarlo al meglio. E abbiamo creato questa nuova avventura, questa nuova unità di business. Come giustamente citavi, chiaramente spesso nell'ambito della difesa si corre molto e quindi l'obiettivo in qualche modo, almeno speriamo una delle ricadute, sarà anche quella di questo traino che c'è stata e questa accelerazione sul mondo computing, sul mondo intelligente artificiale e poi renderlo in qualche modo disponibile anche per gli altri settori. Qui possiamo veramente spaziare, però per farvi qualche esempio citava prima Antonio il tema del mondo farmaco per esempio, potete immaginare quante simulazioni sono necessarie per ideare una nuova molecola, un nuovo farmaco. Chiaramente potere computazionale significa avere a disposizione il potere immaginare tante composizioni diverse, poterle testare in digitale prima ancora di aver fatto in qualche modo il primo test dal vero. Quindi apre lo spazio delle possibilità e riduce il tempo di analisi. Al tempo stesso avrete magari letto tutti citavi prima il tema Eny ma solo per darvi un'idea diciamo di un'altra applicazione. In quel caso vengono utilizzati i supercomputer per andare a fare delle analisi con immagini del suolo per poter identificare quali sono le zone per esempio più adatte a certi tipi di interventi che loro che loro devono fare. Quindi di nuovo un'analisi di una quantità di dati estremamente elevata e che deve essere fatta in poco tempo. L'idea davvero quella di cercare di il più possibile ampliare il nostro spazio, il campo di gioco. E in qualche modo per la prima volta per Leonardo uscire da quello che è il settore chiave in cui fino ad oggi ci siamo sempre sempre mossi. Non da ultimo potenzialmente anche il settore finanziario delle assicurazioni potete immaginare per tutti i modelli che possono andare da un lato a stimare il rischio sia da un punto di vista potenzialmente legato alle assicurazioni sia rischi finanziari e quindi collegato più al mondo del sistema bancario. Quindi diciamo c'è solo il limite in qualche modo dell'immaginazione in questo momento e chiaramente del far crescere le competenze da parte di questi settori che magari in alcuni casi sono meno a vezzo da avere a disposizione questo tipo di potenza computazionale. C'è molta richiesta da parte del mercato, che reazione avete avuto? Ormai è partita quasi da un paio di mesetti forse. Comunque immagino che fosse in pentola già da un po quindi puoi già darci un primo feedback magari. Devo dire c'è tantissimo interesse e per questo devo dire probabilmente aiuta molto il momento storico. Da un lato ovviamente c'è stata un'accelerazione pazzesca in ambito intelligenza artificiale e quindi c'è una fame veramente forte di potere computazionale per poter sempre di più crescere questi modelli e poterli utilizzare in diversi contesti. Dall'altra abbiamo avuto anche l'aiuto forse del Cineca e dell'ecosistema italiano perché come giustamente citavi sono tanti anni che dal punto di vista di ricerca e sviluppo il Cineca ha messo a disposizione potere computazionale per le aziende, per la ricerca, per iniziare a esplorare in qualche modo quelle che sono le opportunità collegate all'aver un HPC a disposizione, i modelli che si possono generare e quindi questo in qualche modo ci ha fatto da traino per poter poi dare uno strumento anche per poterli utilizzare poi nel day by day questi modelli dopo averli sviluppati e testati in un contesto più di ricerca e sviluppo. Quindi devo dire... Immagino magari possiamo chiudere su questo sul binomio HPC e intelligenza artificiale. Antonio, se vuoi dire qualcosa tu su questo, che sviluppi vedi in futuro? Se tu dovessi tracciare cos'è che stai vedendo arrivare o che state vedendo arrivare su cui state puntando di più intendo come nuove frontiere magari cose di cui ancora oggi non si parla che possono essere abilitate da questo supercalcolo, scalato con le AI come recita il titolo di questo incontro. Sì, è difficile pensare a dove si potrà arrivare nei prossimi anni perché comunque io durante la magistrale mi ero approcciato all'intelligenza artificiale, era prima del Covid, prima di ciò GPT, ne vedevo le potenzialità, mai mi sarei aspettato in cinque anni di vedere un'app sul mio telefono che rispondesse a tutte le mie domande, ecco, insomma fruibile così per tutti. È stato veramente un processo, una vera e propria rivoluzione e forse Internet e telefoni erano state le ultime recenti della portata dell'intelligenza artificiale e ora iniziamo a vederne qualche limite, qualche difficoltà a livello di calcolo e sicuramente la HPC può ridare forza a questo filone prepotentemente, ma adesso non lo so, una cosa su cui è magari un po' più di nicchia che forse potrei vedere nei prossimi anni potrebbero essere i foundations model ad esempio, modelli che hanno l'ambizione di essere adattivi, adattabili a diverse situazioni, bastano piccoli retrain ma veramente poca cosa e il modello cambia a strategia da una parte all'altra, da settori diversi con un unico addestramento grosso puoi avere tutta una serie di modelli diversi a tua disposizione che si adattano a seconda della situazione, qualcosa abbiamo visto, ancora poco, però le potenzialità sono grandi e sicuramente con la HPC questi potrebbero fare un salto importante. Greta, tu su questa visione sul futuro hai qualcosa da aggiungere in chiusura? No mi stresso le parole di Antonio perché giustamente come anticipavo all'inizio la velocità dell'evoluzione tecnologica in questo momento, soprattutto nell'ambito digitale è impressionante, quindi è veramente complicato riuscire a immaginarci come i prossimi anni potranno evolvere, sicuramente quello su cui stiamo cercando di lavorare anche noi è un po' cercare di essere il più pronti possibile e rimanere in qualche modo sempre a livello più continuamente in esplorazione e in innovazione, questo è un po' l'obiettivo che ci siamo dati nel nostro centro di eccellenza per essere sempre pronti e cercare di catturare le opportunità che mano a mano arrivano e surfare l'onda invece che essere travolti. Bene, un passo avanti al presente. Abbiamo scoperto che col supercalcolo in Leonardo riescono a comprimere il tempo, cioè riescono a fare in pochissimo tempo operazioni che richiederebbero anni, non sono ancora riusciti a dilatarlo quindi il nostro tempo purtroppo a disposizione è finito. Io però nel salutarvi ringrazio di nuovo Greta e Antonio e così una brevissima chiusa, abbiamo secondo me in questo panel toccato diversi punti ma quello forse più importante abbiamo dimostrato che anche come dicevo prima nell'era dei supercalcolatori dei computer capaci di fare calcoli che noi umani non potremmo mai eseguire, la differenza la fanno sempre le persone e due di queste le abbiamo qui con noi. Grazie ancora e buon lavoro.
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