Nuove generazioni, nuove imprese: il futuro passa attraverso la responsabilità sociale d’impresa
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Nuove generazioni, nuove imprese: il futuro passa attraverso la responsabilità sociale d’impresa
Un dibattito su responsabilità sociale d'impresa e impatto sui giovani, con dati e prospettive aziendali.
aynı Buongiorno, benvenuti, io mi presento sono Giovanna Mangini del Sole 24 ore e per la relazione mi occupo di imprese quindi sono qui a moderare questo convenio, questo panel chiamiamolo così che proprio di imprese parla ma di un aspetto particolare che è quello che potete vedere che è la responsabilità sociale di impresa legata al tema dei giovani perché lo vedremo oggi poi presenterò in relatori un tema questo della responsabilità sociale di impresa molto caro alle nuove generazioni e vedo molti giovani seduti qui e mi fa molto piacere sicuramente un tema che vi interessa passo però a presentare i relatori di questo panel che sono la viceminista del lavoro delle politiche sociali Maria Teresa Bellucci benvenuta Nicola Corradia accanto a me che è media externa relation no scusate che ha due media externa relation di barilla group e poi invece Stefano Granella accanto a me sia del gruppo dell'omiti energia e Gaia Melita Frankina responsabile appunto delle public affair di JETN che ha organizzato questo panel quindi comincerei subito con Gaia che ci presenta sia JETN un po per capire chi siete che lavoro fate e in particolare perché avete voluto organizzare questo panel. Si sente? Si ok. Allora innanzitutto buongiorno a tutti e grazie per la parola data io sono Gaia Melita Frankina responsabile dell'area public affairs di JETN allora che cos'è JETN che cos'è la nostra realtà è l'acronimo di Junior Enterprise Trento cosa sono le Junior Enterprise sono di fatto degli enti del terzo settore che si occupano di colmare quello che è il divario tra il mondo accademico e il mondo lavorativo come in vari modi organizzando ad esempio determinate formazioni sul territorio per la comunità studentesca per i nostri associati ovviamente a titolo gratuito ovvero ancora fornendo servizi appunto alle imprese e quindi in generale noi diciamo abbiamo molto a che fare ci interfacciamo molto con quello che è il mondo imprenditoriale è il mondo giovanile perché appunto le Junior Enterprise sono composte da solo studenti delle varie università in questo caso appunto dell'università di Trento essendo la Junior Enterprise di Trento quindi appunto interfacciandoci molto con il mondo imprenditoriale il mondo giovanile ci siamo di fatto resi conto quanto il tema della sostenibilità sia sentito dalla nostra generazione sia la sostenibilità intesa appunto come sostenibilità ambientale sia è intesa come responsabilità sociale sia è intesa come welfare aziendale questo perché perché nasce sostanzialmente da la nostra idea di azienda l'azienda non è vista più solo come un ente capace di far profitto ma è vista proprio come un vero e proprio attore politico sul territorio che quindi oltre appunto a far profitto può anche apportare valore aggiunto alla sua comunità di riferimento al suo territorio e in questo caso ovviamente a noi studenti che facciamo parte di questo territorio quindi noi vogliamo recuperare questo che è il valore aggiunto che può apportare l'azienda sul territorio e vogliamo incentivare questo modello di business vogliamo promuovere queste politiche imprenditoriali che quindi non guardano solo e meramente al profitto ma si occupino anche di tematiche sociali che sono appunto particolarmente rilevanti infatti io volevo leggervi qualche dato per farvi capire la valenza diciamo del nostro discorso e quanto sia importante è un pochettino andare a contrastare quella che un po la dicotomia che spesso si dice che l'azienda può guardare soltanto al profitto perché investire su tematiche sociali non è profittevolo e non è conveniente eccetera noi abbiamo fortunatamente delle aziende che smentiranno quanto quanto detto infatti stando anche a quanto scrive uno studio della bar della harvard business review le aziende che si assumono la propria responsabilità sociale rappresenterebbero tassi di turnover inferiore al 50% oltre ad avere meno difficoltà ad assumere e mantenere nuovi collaboratori inoltre sempre secondo un altro studio della harvard business school ricercatori hanno confrontato per 18 anni un campione corrispondente di 180 aziende 90 delle quali sono state classificate come impresa ad alta sostenibilità e queste ultime secondo appunto lo studio della del harvard business school sovraperformano rispetto alle altre sia sotto il profilo dei risultati contabili sia sotto il profilo dei risultati ovviamente in borsa rispetto ovviamente a quelle prive di percorsi di csr inoltre il costo del capitale di rischio si riduce all' aumentare del livello di sostenibilità delle aziende questo ovviamente per una maggiore credibilità che acquisiscono le aziende che investono in questa tematica sociale e inoltre perché è particolarmente importante per noi giovani lo dimostrano anche alcuni dati dell' istat i quali appunto assumono che il 66 per cento dell'agenzia è più provenzo a investire e a rimanere in un'impresa sostenibile ebbene il 70 per cento di essi è più incline ad acquistare prodotti e servizi da un'impresa classificata come sostenibile quindi ecco ecco perché noi crediamo così tanto e vogliamo incentivare questo questo modello di business che sostanzialmente il modello di business nel futuro ed è per questo che abbiamo scelto questo tema e vogliamo aprire questo confronto con il rappresentante del mondo istituzionale che appunto ringraziamo e due aziende che ci faranno appunto da testimoni insomma grazie grazie gaya anche perché mi faciliti il lavoro nel senso che avrei voluto io presentarvi questi dati è già stato fatto per voi grazie effettivamente posso confermare no perfetto perché mi ha dato mi ha dato proprio la il gancio per arrivare anche un punto molto importante anche io parlo quotidianamente con le aziende ed effettivamente è quello che viene fuori soprattutto il tema della gen z è fondamentale nel senso che alcuni criticano dico che pretese hanno questi giovani quando vengono a fare i colloqui vero dopo di che uno dice il futuro è vostro per cui forse siamo noi che dobbiamo adattarci a quella che è la vostra richiesta e non viceversa quindi è un tema fondamentale per attrarre i famosi talenti e trattenerli che è un altro tema altrettanto importante penso che ci confermeranno le due aziende qui presenti soprattutto in quei territori magari meno facili perché c'è una tendenza a spostarsi verso le grandi città andare all'estero tantissimo lo sappiamo è uno dei grossissimi temi del nostro paese quindi poter offrire determinati servizi di welfare determinate garanzie ma soprattutto un modello di business differente attraente per i giovani è fondamentale lo dimostrano appunto alcuni dati che posso invece aggiungere io su quanto si è aumentato l'investimento delle aziende italiane nei temi di csr e in generale anche i sg comunque tutti i temi che riguardano la responsabilità sociale intesa come ambientale appunto welfare e anche di governance ovviamente quindi temi dell'inclusione e anche altrettanto importanti sono appunto aumentati del 17 per cento nel giro di pochi anni dal pre covid al post covid la media investita dalle aziende a mio parere non è proprio elevatissima siamo sui 280 mila euro ovviamente la media del pollo quindi insomma vale quello che vale per un totale più o meno di 2 miliardi ecco passo adesso la parola alla viceministro sono numeri forse non ancora altissimi cioè il fatto che il 96 per cento delle aziende lo faccia mi sembra un bel segnale significa che quasi tutte ormai hanno capito che sono temi importanti forse non investono ancora abbastanza magari non sanno nemmeno dove investire o con quali strumenti e quindi qui arriviamo alle istituzioni che possono in qualche modo almeno all'inizio incentivare aiutare a giovolare questo passaggio ecco ci spiega un po la visione del governo e quali sono gli strumenti a cui possono fare riferimento le imprese buongiorno a tutti innanzitutto ringrazio il festival dell'economia di trento ringrazio junior enterprise trento in particolare gaia per aver organizzato questo panel e per averlo pensato ritengo in una maniera sapiente perché lo sviluppo sostenibile la responsabilità d'impresa sociale non è un tema unicamente aziendale non può essere un tema unicamente in predatoriale noi crediamo fermamente come governo che ci sia necessità e questo quello che alimentiamo di un modello tripolare un modello tripolare che si basa su un impatto sociale tra istituzioni imprese mercato e terzo settore e qui c'è una bellissima rappresentanza perché prima gaia presentandosi e presentando la junior enterprise trento l'ha definita come un ente del terzo settore qua ci sono due aziende e qua c'è l'istituzione che io rappresento in questo caso il ministero del lavoro delle politiche sociali allora sarò molto concrete arriverò al punto io credo che la sostenibilità sociale lo sviluppo sociale e quindi anche la responsabilità sociale d'impresa abbia visto oggi certamente un attivismo da parte delle aziende ma ritengo anche che le aziende da sole non possono interpretare questo ruolo e che in alcuni casi l'abbiano fatto con la difficoltà di individuare ciò che era più utile e aveva senso in particolare c'è stata una spinta sulla g notevole e quindi sul grin e più su una sostenibilità ambientale che non sociale e credo che questo non faccia bene a uno sviluppo sostenibile perché uno sviluppo sostenibile è sostenibile soltanto se mette al centro la persona l'uomo quando lei diceva questi giovani chiedono di più una responsabilità sociale d'impresa perché sono più attenti a ciò che è etico a ciò che è di valore a ciò che è di senso beh puntano l'accento su una visione antropocentrica che mette prima di tutto al centro la persona e poi certamente le altre transizioni che sono quelle digitali e quelle ambientali allora se si deve fare un passo in più è perché si deve fare il paradigma e su questo noi abbiamo un tema che sia europeo e italiano credo che l'impegno dell'europa debba essere legato a abbandonare una visione meramente ideologica che ha portato ad incentivare la g e quindi il grin e quindi il grin deal per invece inserire un'attenzione marcata al social deal e quindi a una transizione che sia sociale e demografica perché oggi il tema tra tutti i temi e soprattutto nell'occidente ad economia avanzata è la transizione demografica noi oggi siamo in italia abbiamo un invecchiamento della popolazione che ci fa essere i primi in europa per numero di anziani i secondi al mondo dopo il giappone con un tema legato ad adenatalità che fa sì che noi oggi si sia arrivati all'ennesimo record cioè i 370 mila nati con un rapporto negativo nati e morti e abbiamo una responsabilità particolare perché l'italia essendo la prima nazione per numero di anziani ha da affrontare il tema della sostenibilità del welfare un welfare che non può essere più un welfare state ma che deve essere un welfare integrato che deve puntare su welfare aziendale in una visione tripolare e allora questi sono temi importanti che ci fanno essere e ci possono fare essere un modello non soltanto in europa ma nell'occidente nelle economie avanzate che affronteranno questo tema e lo stanno per toccare come parliamo anche degli stati uniti noi siamo un modello perché attualmente abbiamo il 24 per cento della popolazione over 65 perché abbiamo 23.500 ultracentenari perché nel 2050 arriveremo a 78 mila ultracentenari e quegli ultracentenari ovviamente sarete voi soprattutto sarete voi e l'italia oggi ha una responsabilità strategica quella di andare a definire un modello partire dalla concretezza dei dati cioè dalla dall'esistenza di un ecomissistema concreto che fa sì che possa sperimentare oggi un modello di sviluppo a partire da una partnership che vede le aziende le istituzioni e il terzo settore unito un terzo settore che fra l'altro abbiamo solo noi in europa e devo dire anche nel mondo e poi sul sul terzo settore mi interessa molto per cui torneremo poi magari in un secondo giro vediamo prima le aziende che invece comunque hanno introdotto delle delle innovazioni in questo senso in chiave appunto di responsabilità e comincierei io sto chiesto accanto a me con Stefano Granella una presentazione rapidamente magari non tutti conoscono giustamente il gruppo Stelomedia Energia ci racconta un po chi siete quanti siete visto che parliamo di persone anche ci interessa avere anche un po il numero e capire quindi sono i vostri dipendenti dove operate e che cosa fate nello specifico immagino dato quello che fate l'energia avrete molto molto accento appunto sulla sostenibilità ambientale come diceva il viceministro che è stato finora forse il focus ma anche su altri ambiti no grazie grazie per per l'occasione insomma di di presentare il gruppo e quello che stiamo facendo no la parola responsabilità è una parola che in qualche modo insita un po nel nostro dna no essenzialmente per due motivi primo motivo è che noi siamo una società che è a oltre il 50 per cento con controllo pubblico quindi con azionisti pubblici quindi come posso dire è chiaro che noi dobbiamo fare l'azienda e estrarre valore dalle attività che facciamo però dobbiamo farlo in maniera molto sostenibile perché ovviamente i nostri azionisti ci tengono non tanto ai dividendi no ma tengono che l'azienda si muova sul territorio e in generale in maniera sostenibile e che aiuti e mi è piaciuto tantissimo l'intervento della viceministra aiuti no il territorio e questa tripolarità no a svilupparsi ovviamente abbiamo capacità dall'altro lato abbiamo una responsabilità pesante perché noi siamo sicuramente la più grande azienda del territorio abbiamo oltre 1600 dipendenti 2 miliardi di fattorato abbiamo chiuso il 2024 con quasi 700 milioni di bidda quindi risultati importanti 2024 abbiamo investito quasi 600 milioni di euro quindi un'azienda che da un lato cresce ma che in qualche modo deve deve essere sempre in questa è una responsabilità che abbiamo molto pesante deve essere sempre d'esempio no perché dobbiamo in qualche modo dare sempre l'esempio dall'altro lato è una responsabilità che viviamo tutti i giorni perché noi svolgiamo tutta una serie di servizi pubblici essenziali quindi la distribuzione del gas distribuzione energia elettrica cioè oggi mentre io parlo qua ci sono centinaia di nostri colleghi che raccolgono la spazzatura in giro per il trento oltretutto oggi in questi giorni c'è uno sforzo molto importante come vieni ben immaginate forniamo no quindi le luci continuano a essere accese quindi ci sono tanti colleghi che sono di turno di giorno di sabato di domenica di notte quindi il tema responsabilità è un tema che in situ nel nostro dna no e quindi in qualche modo è un tema che ci interessa molto dall'altro lato siamo un gruppo che sta crescendo molto ma che dall'altro lato e qua tocco mi ricollego all'intervento della viceministra un gruppo che sta in questo momento vivendo anche un'evoluzione quindi abbiamo tantissime persone che vanno in pensione c'è un cambio generazionale importantissimo tanto per darvi un'idea negli ultimi due anni sono entrati in azienda più di 500 persone su 1600 quindi sicuramente c'è un aumento netto delle persone ma c'è una rivoluzione c'è un terzo delle persone in tre anni sono cambiate no nei prossimi nel nuovo piano strategico nel 2030 arriveremo ad avere più di 2000 colleghi e questo prevede un ulteriori assunzioni fra ripristini e nuove assunzioni oltre le mille persone e qua apriamo apriamo quello che secondo me è la vera criticità del nostro piano no quando uno fa un piano strategico deve sempre capire quale è l'elemento di rischio del piano il nostro elemento di rischio di piano sono le persone i giovani no cioè l'osservazione del ministro è assolutamente pertinenze noi stiamo vivendo un calo demografico è difficile trovare i giovani e portarli a casa soprattutto in un territorio come quello del Trentino che è sicuramente un territorio fortunato privilegiato un territorio molto ricco quindi con tante opportunità per i ragazzi quindi in qualche modo noi dobbiamo essere attrattivi pensiamo di esserlo e stiamo investendo moltissimo in welfare in trovare un compromesso fra la vita lavorativa e la vita personale i ragazzi quando quando vengono a fare colloqui direi che i due elementi su cui vogliono avere chiarezza è uno come riuscirò a coniugare la mia vita personale con la mia vita lavorativa due se l'azienda è sostenibile i ragazzi ci tengono molto a dare il loro contributo in questa evoluzione che il mondo sta facendo sul secondo tema sulla sostenibilità penso poi ci ritorneremo siamo dei campioni quindi su questo basta vedere la classifica che è uscita i risursi le 24 ore quindi su questo poi ne parliamo ma mi sento molto molto tranquillo insomma sul primo punto è chiaro che coniugare e trovare gli strumenti per coniugare la vita personale con la vita lavorativa è molto importante dall'altro lato dobbiamo garantire ai nostri ragazzi un percorso di crescita che non vuol dire solamente un percorso di crescita di carriera di economica ovviamente comporta anche quello ma proprio un percorso di crescita di competenze di know-how che vogliamo dare ai ragazzi martedì abbiamo avuto la nostra convention di presentazione del nuovo piano strategico e io l'ho chiusa con una così con una notazione su cui sono molto convinto no noi investiamo ovviamente tanto in energia rinnovabile siamo il più grande player di sola energia rinnovabile in italia abbiamo più di 1700 megawatt e freddo elettrico e olico e fotovoltaico quindi siamo un player importantissimo e direi leader nel settore però la vera nostra energia rinnovabile sono le persone sono le persone a cui dobbiamo dare gli strumenti per poter crescere poi ovviamente la crescita si fa in due noi in azienda quindi c'è l'azienda e poi c'è il singolo collega che si deve mettere no sempre in qualche modo fuori dalla propria area ma coerente tra gli strumenti anche di welfare di attrattività c'è proprio il tema del maggior coinvolgimento dei dipendenti adesso si stanno anche diffondendo questi pad i piani di azione a dato diffuso su un modo anche per rendere più partecipi dipendenti anche sui risultati delle aziende quindi più coinvolti forse anche nel progetto questa è una cosa che non c'era adesso senza andare a fantozi però un po scopo le nostre generazioni si sono alimentate di quell'idea del dipendente che stava in azienda giusto il tempo necessario per avere il proprio reddito della sopravvivenza mentre adesso appunto noi generazioni chiedono di più che non di sentirsi partecipi di un progetto questo è non facile perché soprattutto in un'azienda con 1600 dipendenti immagino non lo sia però è un tema che dovete in qualche modo affrontare no no ma assolutamente va fatto e va fatto anche con molta trasparenza perché questo è l'altro elemento che è molto importante di nuovo un piccolo aneddoto quando sono arrivato io sono poco che sono in azienda, circa un anno che sono nel gruppo e ovviamente quando sono arrivato i sindacati mi hanno avuto incontrare con tutte le loro richieste e era abbastanza chiaro che il 2024 sarebbe stato un anno assolutamente da record e quindi ovviamente i sindacati giustamente ognuno recita proprio ruolo dico beh l'anno scorso c'è stato un premio straordinario che il suo predecessore ha voluto riconoscere dipendenti ci aspettiamo che anche quest'anno lei in qualche modo lo voglia riconoscere dipendenti e la mia risposta gli ha fatto da un lato gelare e dall'altro capire che probabilmente l'approccio era completamente diverso e gli ho detto no ma cioè io non darò nessun premio straordinario cioè adesso noi ci sediamo e troviamo un meccanismo in base al quale se effettivamente l'azienda farà dei premi straordinari ci saranno risultati ma non è una decisione dell'amministratore legato è un accordo che viene fatto fra l'azienda e tutti i lavoratori e devo dire e c'è questo questo premio ed è stato proprio in qualche modo codificato perché e questo è l'altro elemento c'è bisogno di trasparenza quindi penso in tutte le aziende c'è bisogno di trasparenza in modo che tutti i colleghi sappiano dove stiamo andando e qual è il loro contributo e cosa possono ottenere dal loro contributo questo ovviamente è faticoso come come come sempre in azienda in aziende così grandi essere trasparenti è una presa anche questa di responsabilità sociale ma perché essere trasparenti può essere in qualche modo in certi momenti non comodissimo però bisogna uscire dalla propria area di comfort e affrontare anche queste tematiche quindi lo stiamo facendo lo faremo stiamo affrontando un percorso che permetta poi alle azionisti di decidere anche se effettuare o meno la quotazione è chiaro che se ci fosse la quotazione è molto più semplice gestire tutta una serie di strumenti che in questo momento oggettivamente sono complicati bene grazie se fu una granella passiamo a nicola corradi e a barilla group azienda molto grande molto nota settore completamente diverso ma possiamo dire un esempio di quello che diceva prima gaia ovvero che le aziende che da tempo applicano strumenti appunto di csr hanno anche degli ottimi risultati quindi non è vero che non si può fare profitto se si dà maggiore attenzione a queste cose che ci racconta un po barilla group grazie innanzitutto barilla group oggi è un gruppo che è un'azienda che nasce da parma come come piccolo negozio di pane e pasta ormai quasi 150 anni fa perché il negozio viene aperto nel 1877 quindi ormai sono quasi 150 anni e oggi un gruppo che conta più di 9.000 persone è un gruppo che conta 22 marchi abbiamo 30 siti produttivi di quei 15 in italia e 15 all'estero è un'azienda che è presente in oltre 100 paesi quindi insomma ha avuto un'espansione internazionale di un certo tipo che è partita ormai quasi 30 anni fa negli anni negli anni 90 con le prime acquisizioni internazionali e poi la costruzione di siti produttivi all'estero e giustamente prima del dottor granella parlava di responsabilità e mentre parlava di responsabilità mi è venuta in mente una una frase che pietro barilla che era il padre degli attuali fratelli guido luca e paulo che oggi sono alla guida dell'azienda una frase che pietro barilla ripeteva spesso alle persone dell'azienda cioè barilla è un'azienda che fa appunto beni di prima necessità se vogliamo dire no fa pasta fa biscotti e fa sugi e pietro alle sue persone diceva voi dovete dare agli altri ciò che dareste ai vostri figli e perché quando sei alla guida di un'azienda alimentare che produce beni di prima necessità in un certo senso hai un rapporto con le persone abbastanza intimo abbastanza personale perché tu sei nelle tavole di queste persone sei forse la prima cosa che le persone trovano la mattina quando si svegliano perché magari mangiano un biscotto sei la cosa che hanno sulle tavole al pranzo della domenica quando ci si trova tutti insieme in famiglia magari si mangia un piatto di pasta e quindi credo che da questa presa di coscienza parta poi una responsabilità che oggi come dicevi giustamente si traduce in una responsabilità sociale cioè nel rendersi conto che le persone che lavorano per te sono delle persone rendersi conto che le persone hanno delle esigenze ed è giusto dato che queste persone ti danno il loro tempo ti danno la loro passione ti danno il loro lavoro riconoscere questo impegno faccio due esempi su tutti barilla oggi ha completamente annullato il gender pay gap quindi in tutto il mondo in tutti i paesi in cui è presente la retribuzione salariale tra dipendenti uomini e dipendenti donne è la stessa ovviamente la parità di lavoro e poi ha stabilito che in caso di maternità noi abbiamo un parental living di 12 settimane per tutti i due componenti della coppia indipendentemente da come la coppia sia costituita quindi se è un uomo o donna uomo uomo donna donna indipendentemente vengono date 12 settimane questi sono due esempi magari piccoli che però nella vita delle persone effettivamente nella vita di tutti i giorni hanno un impatto e questo ovviamente poi si va a sommare a tutte quelle quelle prese di posizione quelle decisioni che l'azienda fa dal punto di vista della responsabilità ambientale barilla è un'azienda che non è quotata in borsa e che quindi ha la fortuna forse il privilegio di poter fare degli investimenti che vanno molto a lungo periodo e che spesso magari non tengono in considerazione il ritorno organico dell'investimento perché non gli investimenti che l'azienda fa non devono per forza portare indietro dei numeri nel breve termine un esempio su questi è il fatto che qualche anno fa la famiglia l'azienda hanno deciso di costruire una rotaia che dal porto della romagna arriva porta un treno direttamente nel nostro stabilimento noi lo stabilimento più grande del gruppo è quello di parma quello che potete vedere quando passate per l'autostrada la parma quello è uno stabilimento costruito nel 1969 e che oggi è ancora il più grande pastificio del mondo e questo pastificio è alimentato da un treno che parte dal porto della della della romagna arriva direttamente in stabilimento portando il grano perché è stato fatto perché l'idea è stata se noi abbiamo un treno che ci porta il grano ma sapete quanti camion togliamo dalle autostrade sapete quanti mezzi pesanti togliamo dalle strade togliendo dell'inquinamento togliendo del traffico togliendo degli incidenti anche e questo è un modo che ovviamente il treno di per sé non porta nessun ritorno tangibile a livello economico nel breve periodo però è un modo che l'azienda ha adottato per dire noi ci teniamo al fatto che l'ambiente venga preservato noi sappiamo che possiamo fare delle cose essendo un grande gruppo per portare dei benefici all'ambiente proviamo a fare qualcosa proviamo a fare qualcosa anche se il ritorno non sarà immediato anche se magari ci vorranno anni anche se magari quell'investimento non ritornerà mai non avremo mai un numero che ci dirà che quell'investimento ha portato un guadagno e questo è il modo in cui ad oggi l'azienda lavora e per cui siamo molto soddisfatti molto orgogliosi bene grazie e grazie a questa testimonianza interessante poi sperando col tempo un po tiranno però vorrei tornare anche proprio su queste piccole iniziative che invece sono piccole ma fa la differenza soprattutto nel legame con il territorio che diventa ancora più importante su quel tema di tenere trattenere i giovani anche nella provincia e anche nelle zone meno facili ora è di partire adesso un secondo giro dalla viceministra perché abbiamo accennato al fatto del tema del terzo settore su cui l'italia è non solo all'avanguardia ma insomma proprio una portatrice di bandiera e di recente proprio l'europa in qualche modo ce l'ha riconosciuto su questo visto che avete appunto la delega anche sul terzo settore volevo una battuta da lei e anche come dire in che modo il terzo settore così come direste anche le aziende possono contribuire a valorizzare proprio il territorio e torniamo un po al punto fondamentale che è quello della transizione demografica adesso si parlava di incentivi anche nel welfare ovviamente tenere conto anche in qualche modo di agevolare la natalità che altro tema macro che allora come con delle comunità di pratica essendo molto pratici come dicevo è soltanto attraverso un'alleanza tra istituzioni impresa e terzo settore che si può pensare di poter arrivare a soddisfare i bisogni dei cittadini e quindi a costruire un welfare sostenibile per fare questo l'italia ha un pilastro in più il nostro pilastro sicuramente sono e devono essere delle istituzioni credibili e questo governo ha una chance potentissima che si sta giocando che è la stabilità del governo noi siamo il quinto governo per le giovita da all'inizio della repubblica italiana quindi da oltre 68 anni siamo il quinto governo su 68 governi che sono esistiti in italia e se arriviamo a cinque anni e ci arriveremo diventeremo il primo governo per longevità nessun'impresa funziona se non attraverso un investimento di medio e di lungo periodo nessun governo può pensare di fare qualcosa di buono con una vivita troppo breve sono indispensabili cinque anni per dare credibilità forza e stabilità una nazione ed essere un partner interessante per le altre nazioni qui gli ultimi accordi che il nostro presidente del consiglio ha fatto per esempio con gli stati aeree uniti 40 miliardi di investimento da parte degli stati aeree uniti o il primo partner del mediterraneo attraverso l'accordo con la turchia cioè quando il presidente meloni va all'estero e fa politica estera e le si dice che si occupa troppo degli elementi sovranazionali in realtà chi lo dice sta sbagliando il nostro presidente del consiglio sta facendo una politica interna perché la politica estera oggi è competitività è crescita è aumento è benessere e quindi è coesione sociale questo da un lato dall'altro abbiamo il mondo delle imprese per la prima volta giorgio meloni quando si è insediata in aula ha parlato di welfare aziendale il primo presidente del consiglio che ha parlato di welfare aziendale non era mai successo prima in un discorso di insediamento capovolge il paradigma della visione di uno stato statalista che fa tutto da tutto e pensa di dare tutto e poi fallisce perché è un ideale ideologizzato distante dalla realtà welfare aziendale che cosa significa l'avete detto prima significa come abbiamo investito nei frange benefit e nei premi di produttività dei tassandoli e aumentandoli nel caso del frange benefit fino a 5000 euro con una particolare attenzione alle famiglie e a chi ha figli e aumentandoli in maniera significativa ma significa anche ovviamente stare vicino a quella partecipazione ecco noi abbiamo varato l'approvazione di una legge in cui crediamo moltissimo che è la partecipazione dei lavoratori alla gestione di impresa in modo non obbligatorio e anche lì è stato un modo per creare coesione ma come una scelta volontaria ma una scelta di valore una scelta di visione che fa sì che i lavoratori possano partecipare con trasparenza e autenticità insieme coesi perché è vero che tu devi dare ai tuoi figli quello che daresti anche agli altri e viceversa ma è vero anche questo ce lo insegnavo olivetti che non c'è comunità al lavoro senza lavoro e ci insegnava mattei che non c'è il lavoro senza energia e allora è sempre attraverso un patto che noi riusciamo a stabilire un percorso di crescita e di coesione e di aumento del benessere arrivo al terzo settore beh questo governo si è assunto la responsabilità di rafforzarlo ma di raccontare questa storia all'europe che cos'è il terzo settore è il mondo dell'associazionismo è il mondo che fa sì che dei liberi cittadini come dei liberi imprenditori decidano di unirsi per rispondere ai bisogni di benessere quali sono i benessere quali sono i bisogni di benessere beh per esempio prendersi cura dei figli oppure prendersi cura degli anziani oppure prendersi cura delle persone disabili oppure per rendersi cura di una regenerazione urbana per esempio mettendo a posto un parco dotandolo di struttura accessibili il terzo settore italiano prende le mosse nel medioevo nelle società di mutuoaiuto prende le mosse da quella cultura del lavoro che fa sì che il lavoratore abbia il desiderio di rispondere attraverso un'attività volontaristica non soltanto ai bisogni sociali ma ai bisogni di senso della propria esistenza perché la felicità si raggiunge soltanto attraverso l'incontro con l'altro voi lo conoscete benissimo questo tema i giovani lo conoscono di più i soldi fino a se stessi non ti danno la felicità è così perché perché l'essere umano biologicamente antropologicamente da un punto di vista psicologico e relazionale ha una gratificazione primaria che passa per la relazione per l'empatia per l'incontro con l'altro e questo è un tema economico è un tema di sviluppo è un tema di inclusività io sono una psicologa una psicoterapeuta ma ho un grande amore per l'economia credo che l'ultima designazione dei premi nobel per l'economia del 2024 tracci una data una via bellissima e in italia in questo non è seconda a nessuno perché quei tre premi nobel e quindi ace moglu perché turco e il nome magari l'ho sbagliato nella pronuncia ma si chiama a c'è moglu johnson e robinson dicono una cosa fanno uno studio bellissimo sulla questione delle istituzioni inclusive ed estrattive e condati alla mano sostengono come le economie le istituzioni inclusive cioè quelle che chiamano a raccolta e diffondono una cultura del benessere sia quelle che poi sostengono la crescita lo sviluppo in senso economico nel profit e quindi nel guadagno e nella crescita nella nazione le nazioni invece le istituzioni estrattive cioè quelle che fanno delle polisi per dare delle risposte a pochi in luogo dei molti sono quelli che poi costruiscono il proprio declino il proprio peggioramento della completi competitività l'annullamento della crescita economica sono delle economistiche lo dicono si sposano con una visione antropole eccentrica si sposano con una visione psicologica con una visione di senso dell'esistenza umana e allora sì che rafforzare il terzo settore importante perché ce l'abbiamo solo noi quelle società di mutuo aiuto che nascono nel pentio evo che negli anni si stratificano facendo nascere oggi la unora enterprise 30 insieme a oltre 300 mila organizzazioni nel terzo settore ce l'abbiamo noi in europa e nel mondo noi abbiamo le società benefit ma non abbiamo solo quello gli altri fanno una filantropia soprattutto ma non conoscono questa solidarietà e questa generosità che nasce dal basso che cosa abbiamo fatto abbiamo presentato la questione in europa per la prima volta nessun governo italiano l'aveva fatto prima nonostante avesse previsto per legge un'autorizzazione europea alle agevolazioni fiscali del terzo settore perché il terzo settore ricevono delle agevolazioni fiscali precipue e specifiche diverse e distinte da quelle del mondo profit siamo andati in europa perché quella legge del 2017 aveva sostenuto che per continuare ad avere quelle agevolazioni fiscali l'europe doveva dire sì nessuno l'aveva fatto prima quindi significa dal 2017 al 2022 alla fine del 2022 2023 quindi il mondo del terzo settore ha vissuto nell'incertezza nella possibilità che venisse cancellato dopo 100 anni centi una diciamo una cultura centenaria noi ci siamo presentati in europa con che cosa con la consapevolezza di una cultura antropocentrica di una cultura giudaico-cristiana di una cultura dell'umanesimo che nasce qui noi possiamo imparare molto da tanti ma su alcune cose possiamo insegnare moltissimo e presentandoci alla commissione competition quella che si occupa di concorrenza si occupa di mercato e che è così diffidente per le regolamentazioni speciali degli stati membri e chi conosce l'europa il concesso europeo lo sa bene abbiamo prodotto una quantità di documenti a statuti bilanci attività di interesse generale che vengono generate dagli enti del terzo settore e che creano coesione sociale e dopo tutta questa mole di informazioni a partire dalla prima domanda della commissione competition che è stata ma che cos'è terzo settore sorpresa cioè noi non lo conosciamo cioè non sappiamo proprio che cosa fa cioè voi che cosa fate eravate sconosciuti dal terzo settore nel concesso europeo a partire da questa informazione devo dire che l'abbiamo sorpresi entusiasmati e fatti anche un po' innamorare in qualche modo di un'economia mi faccio finire poi davvero è di un'economia sociale che oggi ha una via italiana perché la commissione competition che cosa ha detto che quelle agevolazioni fiscali non sono aiuti di stato non è profit non è mercato ma è no profit e l'impresa oggi quando vuole dare risposte oltre ovviamente alla sostenibilità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e quindi al modo in cui si può sostenere la maternità e sostenere la pari dignità uomo donna può fare anche un'altra cosa rispondere ai bisogni sociali di cura di assistenza e quindi di promozione del benessere anche per le categorie più fragili poggiandosi su associazioni di promozione sociale organizzazioni di volontariato che fanno assistenza domiciliare che fanno raccolta aiuti alimentari che arrivano le persone più fragili e più umili e che portano quindi ad un'inclusione tutto questo l'azienda non lo può fare da solo ha bisogno di un altro pilastro lo stato non lo può fare da solo ha bisogno di altri due pilastri insieme possiamo portare uno sviluppo sostenibile istituzioni inclusive e quindi essere competitivi nel mondo in senso di profitto grazie e sovrei tornare a puntaglia meglita frankina proprio per parlare il terzo settore perché voi come diceva la vice ministro siete un rappresentante del terzo settore e quindi soprattutto come dicevamo prima come vi rapportate anche col territorio visto che siete declinati in questo caso ovviamente su trento chiederei a tutti un po di sintesi perché mi piacerebbe lasciare almeno un 5 minuti a domande eventuali grazie si sente sì allora io vorrei recuperare appunto quanto detto dalla vice ministra sulla valenza appunto degli enti del terzo settore noi siamo un intero settore appunto un'organizzazione no profit ciò significa che pur svolgendo attività commerciale non vi è distribuzione degli utili quindi sostanzialmente tutte le nostre entrate tutto ciò che ricaviamo magari dall'organizzazione di eventi e sponsor finisce il patrimonio associativo con vinculo distribuzione però appunto con scopo sociale sostanzialmente e noi di chi abbiamo cura come appunto accennava la vice ministra noi abbiamo cura della comunità studentesca perché di base noi appunto siamo un'associazione di studenti tutti i giorni che entro fra sono semplicemente associazioni di studenti e poi ovviamente abbiamo cura del territorio cosa facciamo noi di concreto come ci spendiamo allora dal punto di vista potremmo dire della responsabilità sociale noi di base ad esempio organizziamo delle formazioni di una certa valenza di un certo di un certo spessore perché spesso chiamiamo anche esperti del settore nella tematica appunto prescelta totalmente a titolo gratuito per la comunità studentesca per noi appunto associati che facciamo parte dell'associazione ad esempio mi viene in mente che prossimo semestre insieme ai ragazzi del carlo alberto che sono una scuola di eccellenza di torino stiamo organizzando delle formazioni in tema di educazione finanziaria e verranno appunto qua trento professori di torino questi studenti dell'università del carlo alberto che ci porteranno la loro esperienza e sono appunto formazioni gratuite che noi organizziamo per per gli studenti per la comunità studentesca oppure noi organizziamo un sacco di eventi sul territorio tra cui anche ovviamente il panel al festival dell'economia di trento e in generale organizziamo tantissimi eventi che di fatto possono mettere in contatto gli studenti con realtà imprenditoriali con diverse aziende appunto per incentivarli per rimedgerli ancora di più all'interno del mondo del lavoro e anche questi sono totalmente a titolo gratuito la maggior parte di essi e poi di fatto appunto estendo un'organizzazione no profit tutto quello che facciamo tutto il nostro lavoro ovviamente per puro spirito volontaristico perché noi non riceviamo alcun alcun compenso se non appunto la gratificazione e far qualcosa per la comunità a cui appartieniamo per il territorio a cui apparteniamo dal punto di vista invece potremmo dire del wealth per aziendare recupero quanto appunto detto da sefano granella su quanto sia importante includere le persone all'interno dei progetti noi diciamo ci spendiamo molto su questa tematica non siamo un'impresa non siamo un'azienda quindi non ovviamente abbiamo le gerarchie che ci possono essere in un'azienda però strutturalmente siamo molto simili abbiamo il board abbiamo i responsabili delle varie aree i vice responsabili e noi teniamo molto a includere ciascun associato all'interno dei progetti appunto che portiamo avanti e oppure teniamo molto al avere un certo clima di steso all'interno della nostra realtà della nostra associazione che ovviamente non è sempre semplice essendo ormai 90 associati e cosa abbiamo fatto qual è la risposta ad esempio a questo problema noi abbiamo ideato il cosiddetto badi program che è di fatto un programma che viene gestito dai ragazzi delle e char con cui sostanzialmente si affianca un associato delle e char a ciascun'area in modo tale che si possa avere una figura di riferimento a cui potersi affiancare nel caso in cui ci siano appunto di sidi ci sono delle controversi in associazione per poterle risolvere e quindi per poter lavorare il più serenamente possibile oppure organizziamo tantissimi momenti di team building dove appunto ci confrontiamo facciamo i momenti di brainstorming cerchiamo di costruire dei progetti insieme progetti che ci interessano che possano interessare gli studenti e oppure ancora dal punto di vista della responsabilità ambientale noi stiamo cercando soprattutto negli ultimi anni di adottare tutta una serie di politiche per minimizzare quello che è il nostro impatto negativo sul territorio anche banalmente ripeto sempre il nostro piccolo perché non abbiamo ovviamente le disponibilità economiche le risorse che può avere una grande azienda però banalmente ad esempio eliminando la distribuzione di gadget di plastica inutili durante gli eventi oppure eliminando tutte quelle promozioni degli eventi che vengono fatte con lo candine flyer eccetera cercando di essere da questo punto di vista il più sostenibili possibili oppure organizziamo sempre formazioni su queste tematiche per aumentare appunto la la consapevolezza è spesso appunto anche questo anche questo fa tanto in questo settore e quindi sono diciamo molto orgogliosa di di rappresentare gdn e le junior enterprise perché appunto recuperando il discorso della ministra gli enti del terzo settore possono fare davvero tanto anche se sono appunto associazioni no profit e penso appunto che sia una un settore particolarmente rilevante un ferre all'occhiello potremmo dire dell'italia appunto come sozzoneaz dalla dalla vice ministra grazie grazie e anche complimenti devo dire perché fate moltissime cose tornerei a stefano granella per un ultimo brevissimo giro voi non siete un ente del terzo settore siete un'azienda ma cosa fate voi per le di chi vi prendete cura in qualche modo con le vostre azioni anche magari appunto per il territorio per la comunità ma io penso questo un'azienda come la nostra proprio per il suo dna no per avere questa componente pubblica importante per il tipo di attività che fa ha una responsabilità adesso dico una parola grande ma alla fine ci credo ovviamente nel nostro piccolo di lasciare il mondo meglio di come l'ha trovato e ovviamente siamo favoriti perché appunto gestiamo una serie di business che impattano in maniera importante no sulla sulla transizione in questo momento c'è una transizione che è partita con una transizione ecologica poi è diventata in realtà una transizione che coinvolge tutto no quindi è chiaro che noi abbiamo le politiche di welfare abbiamo le largezioni liberali sono tutte cose che continueremo a farlo ma l'obiettivo è quello di investire ed è questo il nostro obiettivo perché poi alla fine noi siamo un'azienda dobbiamo fare l'azienda investiamo nei prossimi anni investeremo più di 2 miliardi di euro proprio da un lato per migliorare la sostenibilità della nostra produzione ricordo noi produciamo solo da energia rinnovabile lo facciamo lo facciamo di nuovo in maniera trasparente anche maniera inclusiva quindi faccio un esempio noi adesso in questo momento abbiamo 5 cantieri aperti per la realizzazione di tre nuovi impianti odici e due impianti fotovoltaici nelle prossime settimane avvieremo una campagna di campanje sull'impianto di greci che nella penino meridionale in cui i nostri clienti potranno investire nella realizzazione dell'impianto quindi vogliamo in qualche modo coinvolgere i nostri clienti nella transizione che stiamo facendo perché è inutile che noi operatori ci lamentiamo è difficile ottenere autorizzazioni territorio così bisogna trovare un modo di dialogare col territorio di coinvolgere e quindi la cosa migliore è essere in qualche modo abilitatori non solamente investendo ma investendo in maniera diversa in maniera inclusiva lo facciamo con i clienti lo facciamo per esempio il governo qualche mese fa a fronte della della crisi di prezzo energetica si è inventato un meccanismo devo dire posso dire geniale che l'europe ci sta convivendo che l'energi release cioè dare la possibilità agli energivori di avere energia a prezzo più basso in cambio di un obbligo a investire nuovi impianti rinnovabili è chiaro che è una storia bellissima secondo me perché chi consuma tanto è giusto che in qualche modo sia tutelato ma è anche giusto che in qualche modo siccome consuma tanto debba investire in nuova energia rinnovabile bene noi abbiamo partecipato a questo meccanismo in maniera molto importante come aggregatori cioè abbiamo aiutato le aziende a dire guarda ti aiuto io a gestire il meccanismo ti aiuto io poi a ottenere l'obbligo dei nuovi impianti proprio in una logica di essere abilitatore cioè la piccola azienda manifatturiera con con cento dipendenti non sarebbe stata in grado da sola di permettersi di accedere al meccanismo ecco questo è quello che noi intendiamo responsabilità di business ogni giorno è chiaro che lo facciamo perché abbiamo ovviamente anche un profitto ma l'obiettivo è aiutare in questo caso l'italia al nostro territorio a evolvere e avvolvere in maniera in qualche modo inclusiva senza lasciare indietro una serie di soggetti che per mille motivi hanno fragilità di sistema che non possono permettersi di andare alla velocità a cui il mondo sta galloppando grazie ecco concluderei con nicola corradi verbarilla un po già c'è scena prima peraltro barilla produce in tanti paesi cosa fate nei vari paesi di chi vi prendete cura voi ma io volevo ricollegarmi a ciò che ha detto il viceministro perché ho particolarmente apprezzato e condiviso ciò che diceva riguardo la il rapporto che le aziende devono avere con le associazioni cioè che per per riuscire ad avere dei risultati bisogna fare in modo che le imprese collaborino con le associazioni e volevo portare due esempi che secondo me sono sono significativi di come l'azienda barilla abbia interesse a restituire qualcosa verso le comunità in cui opera cioè l'azienda non è un castello non è una rocca forte chiusa su se stessa che produce e non ha contatti con le persone nelle comunità in cui lavora io faccio due esempi uno che credo spieghi bene come l'attività aziendale possa essere messa accanto all'attività di aiuto delle comunità e risale allo scorso weekend c'è stato il gran premio di formula 1 a imola il gran premio del made in italy barilla da quest'anno è sponsor del circuito di formula 1 abbiamo una partnership pluriennale con loro ecco quindi noi eravamo ovviamente presenti a imola quindi presenti con i nostri log i nostri prodotti al gran premio parallelamente abbiamo attivato una collaborazione che noi tra l'altro abbiamo già da diversi anni con banco alimentare ma una collaborazione specifica con la sezione di banco alimentare di imola a cui abbiamo donato migliaia di pacchi di pasta per arrivare alle persone della comunità che la sezione di banco alimentare di imola aiuta banco alimentare è un'associazione che si occupa di in qualche modo cercare di risolvere il problema dell'accesso di cibo che è un problema molto grande perché è un problema che colpisce molte persone barilla da anni è il primo contributore in italia per volumi donati a banco alimentare ma credo che l'esempio della settimana scorsa renda proprio evidente come ha un'attività puramente aziendale che è una partnership si possa affiancare anche un'attività di devoluzione alimentare e il secondo esempio che mi è venuto in mente è un'altra collaborazione attiva che barilla ha con la protezione civile voi vi ricorderete due anni fa in migliaia romagna c'è stata una devastante alluvione nella zona della romagna e barilla ha donato alla protezione civile una colonna mobile che cos'è una colonna mobile è una serie di mezzi che si attivano che hanno all'interno una cucina mobile che si attivano a chiamata arrivano direttamente nel luogo in cui c'è stata una calamità naturale si attivano in un'ora sono in grado di operare e consegnano se riescono a cucinare e a consegnare 600 pasti all'ora ora immaginate la presenza di una di una colonna mobile del genere in un momento ad esempio quelli in romagna in cui c'è l'alluvione in cui le persone sono sfollate in cui le persone sono fuori di casa non sanno se potranno rientrare non sanno cosa dovranno fare nei giorni successivi al meno dare a loro un piatto di pasta caldo almeno dare a loro il comfort del cibo per noi è fondamentale producendo noi generi alimentari e questa con la collaborazione con la protezione civile fa in modo che anche persone barilla i volontari della protezione civile non sono solo appunto volontari della protezione civile ma spesso sono anche persone barilla che avendo saputo che l'azienda ha questa partnership in corso dicono ma anche io voglio fare la mia parte anche io voglio aiutare sia ruolano in protezione civile e poi aiutano in situazioni come queste quindi niente volevo portare questi due esempi perché credo che siano due due storie concrete di quello di cui abbiamo parlato oggi e di quello a cui faceva riferimento anche il viceministro grazie sono d'accordo mi sembra appunto due ottimi esempi lascerei la parola a voi se c'è qualche domanda da parte del pubblico lì c'è una mano alzata mi sentite si buon pomeriggio grazie per questo panel molto interessante vorrei chiedervi non so se volutamente o meno però non si è dato molto spazio a una variabile un po importante diciamo che è la produttività perché sappiamo che la tendenzialmente le aziende con una produttività maggiore tendono ad avere sistemi di welfare aziendale o comunque responsabilità sociale più elevate penso ad esempio la settimana corta possono permettersela principalmente chi ha una produttività elevata in azienda dunque vorrei chiedervi come si coniuga la produttività alla responsabilità sociale di impresa e parlo della produttività anche perché magari vendendo soprattutto in italia la serie storica degli ultimi anni l'andamento della produttività non so se si può dire però un po' preoccupante quindi volevo chiedervi cosa ne pensate di questo binomio produttività e responsabilità sociale impresa grazie grazie si si può dire io fare parlare due aziende chi dei due o brevemente anche tutti e due volete rispondere come si coniuga la produttività è vero effettivamente sono poi soprattutto le grandi aziende quelle che al momento almeno stanno investendo di più su questi temi le piccole fanno un po' più difficoltà ma no è un tema un tema importante ma diciamo che la risposta è banale sotto certi punti di vista ma molto complessa cioè la produttività si raggiunge motivando le persone perché poi alla fine non è tanto importante quanti ore lavorano le persone ma come lavorano e come e come lo fanno e quindi la mia risposta è bisogna motivare le persone bisogna coinvolgerle nel percorso che le aziende fanno nella strategia nella condivisione dei risultati nella condivisione del percorso e farle sentire parte di una squadra ecco questo è complicato noi ci stiamo investendo molto in questo momento io anche a livello personale ci sto investendo molto penso che sia questo l'abilitatore più importante poi che bisogna lavorare 4 giorni o 5 giorni diciamo è un po' un aspetto più burocratico che sostanziale ecco l'aspetto importante che noi dobbiamo motivare le nostre persone motivarli e farli sentire in qualche modo parte dell'evoluzione che stiamo facendo noi ci crediamo molto e penso che anche le nostre persone ci stiano iniziando a credere chiaramente sono d'accordo cioè sono d'accordo che le persone si debbano sentire coinvolte sono d'accordo anche con la con la domanda nel senso che ovviamente più le aziende crescono più le aziende sono fatte da persone più queste persone magari sono in diverse parti del mondo è più è difficile rendere tutti coinvolti perché ovviamente ad esempio un gruppo come barilla deve far sentire coinvolta la persona nello stabilimento in aiua così come quella negli uffici in giappone così come quella a parma nel nella nostra fabbrica di pedrignano io credo che questo sia possibile quando le persone che sono all'interno dell'azienda che sono coinvolti nei processi aziendali sentono loro la storia dell'azienda in cui sono presenti è molto importante che io ovviamente parlo nel caso nostro che un'azienda come barilla racconti la propria storia racconti il fatto che da 150 anni ci sono dei valori che sono sempre quelli granitici che guidano l'azienda penso che rendere le persone partecipi di questa storia di questa narrativa di questo racconto e soprattutto far sentire le persone orgogliose del prodotto che fanno cioè l'idea è che se una persona barilla arriva in un supermercato vede i pacchi di pasta barilla così come vede i biscotti molino bianco così come vede i sugi e dice io sono orgoglioso perché questo pacco di pasta l'ho fatto io anche se magari lavora come me nelle relazioni esterne quindi io non faccio un pacco di pasta però quando vado al supermercato dico questa cosa in un certo senso l'ho fatta anche io sono orgoglioso del prodotto che le persone stanno comprando sono orgoglioso di quello che la mia azienda fa ecco quando riesce a instillare nelle persone l'orgoglio di ciò che la l'azienda in cui lavorano fa e riesce a renderle partecipi della tua storia allora lì secondo me la produttività ovviamente aumenta perché quando le persone sono coinvolte lavorano meglio sono più felici e insomma credo si risolvano tanti problemi. Sì, io vorrei aggiungere anche ricollegandomi anche un po' quello che stavamo dicendo la valenza del terzo settore nel senso che è ovvio che un'azienda con determinati capitali con una certa produttività potrà avere un impatto molto più significativo rispetto a imprese più piccole o rispetto ad esempio a ientel terzo settore che è di base a noi che abbiamo tutte queste disponibilità economiche ma il tema è proprio questo non avere disponibilità economiche o comunque non avere così tante disponibilità economiche comunque non ti esonera dalla tua responsabilità non ti esonera dal cercare di minimizzare quelle che sono le esternalità negative che tu azienda che tua associazione che tu ente del terzo settore apporti sul territorio quindi il tema è proprio questo la nondirresponsabilizzazione rispetto a questa tematica solo perché ci si fonda sul capitale che si può investire o meno posso diciamo affermare con una certa con un certo orgoglio che proprio gli enti del terzo settore con capitale praticamente pari a zero rispetto alle grandi imprese fanno tanto in questo settore perché si assumo la responsabilità con quello che possono di minimizzare il loro impatto negativo e massimizzare il loro valore aggiunto sul territorio grazie mille altre domande un'altra poi davvero dobbiamo chiudere perché siamo fuori già di quasi dieci minuti grazie io avevo una domanda in realtà più una richiesta di giudizio per la viceministro si parla appunto di responsabilità sociale si parla di welfare e sono temi bellissimi sono temi a cui noi giovani teniamo per il futuro e la volevo unire a un discorso super attuale ci tengo che questa non sia una presa di posizione e vorrei anche proprio togliere l'aspetto politico quindi più come lei interessata tecnica del di queste come viceministro del lavoro quindi ovviamente si parla di ciò tra a breve avremo un referendum l'otto e il nove giugno tolto il quinto quesito su cui andremo a votare gli altri quattro riguardano il lavoro il mondo del lavoro quindi volevo proprio sapere da parte sua però ripeto non non la pesa di posizione politica perché quello ormai lo sappiamo bene stiamo a destra questa la sinistra volevo proprio sapere se secondo lei un'eventuale vittoria un eventuale si ai quattro quesiti sarebbe un passo in avanti riguardo alla responsabilità sociale al welfare perché poi spesso sì le imprese private possono partire dal basso e promuovere delle azioni di welfare ma può anche arrivare dall'alto dalla legge quindi ecco volevo avere una una un suo giudizio sì grazie no invece la ringrazio per la domanda no ritengo che una vittoria del sì non sia un passo avanti in termini di diritti per i lavoratori in termini di coesione sociale in termini di sviluppo sostenibile perché nel nel merito ritengo che quei quesiti non migliorino la qualità della vita delle persone in italia dei lavoratori anzi in alcuni casi aumentano gli aspetti di incertezza penso per esempio ai limiti sulla indennità indennità delle piccole aziende quelle sotto i 16 dipendenti togliere quella soglia significa dare nelle mani al giudice la definizione di quell'indennità non è detto che la sentenza poi porti a l'utilicorro scimento maggiore quindi lascia maggiori intertezze ma lascia anche incertezze l'azienda la piccola azienda che se si dovesse trovare invece a fare i conti con un riconoscimento di indennità troppo oneroso rispetto a quello che ha pianificato evidentemente non riuscirebbe a diventare sostenibile nella sua possibilità anche di continuare a garantire il lavoro allora io credo che il tema lavoro io sono viceminista al lavoro alle politiche sociali e ci tengo perché lavoro e politiche sociali sono due interfacce che hanno una grande importanza nella possibilità di aumentare la qualità della vita delle persone e la responsabilità sociale di impresa si occupa di questo e ritengo che il tema lavoro sia un tema importante che abbia bisogno di tanta attenzione in italia e di ancora maggiore intenzione rispetto a tutta quella che abbiamo dato e adesso ovviamente qua non aprirò altri minuti ma ritengo che questo si debba fare cooperando insieme e individuando i correttivi gli integrativi migliori in termini di legge insieme istituzioni parti sociali parti datoriali in tavoli di lavoro estremamente competenti perché i livelli in italia del diritto del lavoro non sono bassi sono anche alti è ovvio che non va tutto bene che va migliorate ma ci vogliono le persone migliori ci vogliono le migliori competenze ci volete anche voi e il mondo delle università che possono fare tantissimo per formare persone competenti a fare che cosa a declinare quella che prima dicevate la produttività in senso di benessere sociale e viceversa ogni materia all'università dovrebbe avere una sua applicazione in termini di sostenibilità sociale in qualsiasi facoltà qualsiasi cosa io studio dovrebbe avere la declinazione della sostenibilità sociale per poter imparare voi e avere quindi un università in grado di insegnarvi su come si declina il benessere comune collettivo è una cosa seria e è una cosa che va fatta in un tavolo di lavoro congiunto dai massimi esperti perché uno non è uomo lo sapete perché state studiando ognuno si differenzia sulla base della propria storia e del proprio percorso di crescita d'approfondimento però dobbiamo partire tutti dalla stessa linea con le stesse opportunità e questo lo possiamo fare se siamo coesi se non abbiamo come fine ultimo il profitto ma il benessere collettivo come fonte di progresso come dicevano i premi nobel fonte di progresso economico e quindi anche produttivo e quindi c'è bisogno di persone esperte capaci motivate che studi a no io non conosco altra cultura che la cultura dello studio e del lavoro è dura è in salita è faticosa ma è l'unica che ti apre a orizzonti più alti e ti fa vedere una vista più bella grazie anche dobbiamo veramente chiudere mi dispiace sono già siamo fuori di dodici minuti vi ringrazio davvero voi che ci avete seguito con attenzione fino alla fine i relatori tutti anche questo messaggio finale positivo studiate studiamo tutti quanti e buona giornata
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