Made in Italy: le strategie dell’Italia
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Made in Italy: le strategie dell’Italia
Un evento globale per promuovere il Made in Italy, con focus su collaborazioni internazionali e strategie per raggiungere obiettivi di esportazione.
Mi sentite? Sì, buon pomeriggio. Ecco sì. Il Commissario Vattani, ecco con pomeriggio, è appena terminato il video di introduzione dell'evento. Ringrazio tutti i partecipanti, chi è in sala, chi è collegato da remoto, come potete vedere, come può vedere chi è in sala, questo è un appuntamento molto particolare perché vedete solo me qui seduto al tavolo, ma gli intervista, io sono Giuseppe Chiellino, sono giornalista del Sole 24 Ore, faremo questa conversazione facendo un piccolo, un grande giro del mondo, un vero giro del mondo perché voi vedete in video il Commissario generale per Italia Expo 2005 a Osaka, Mario Vattani, che ci parla da Osaka appunto. Poi ci sposteremo dall'altra parte del globo in Messico dove avremo altri due interlocutori, Matteo Zopas, Presidente dell'ICI, l'Istituto per il Commercio Estero e poi il Vicepresidente del Consiglio e il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il tema, l'avete letto, l'avete visto, è il Made in Italy e le strategie dell'Italia per rafforzare il Made in Italy nel mondo. Si parlerà di questo e secondo me si parlerà anche di altro, ma poi vediamo nel corso della chiacchierata. Dottor Vattani, l'export italiano è arrivato a 630 miliardi circa nel 2023, il Governo di Roma ha un obiettivo di arrivare a 700 miliardi entro la fine della legislatura, poi chiederemo al Vicepresidente del Consiglio, ma io intanto a lei chiedo, perché l'Italia e Expo 2025 è uno strumento che serve anche a raggiungere questo obiettivo, in che modo? Beh, intanto bisogna pensare che queste sono occasioni preziose, noi ci confrontiamo per sei mesi su un palcoscenico globale con più di 160 paesi che hanno ciascuno il loro padiglione, ciascuno dà il meglio di sé, ciascuno si racconta, ma poi ci aspettiamo 30 milioni di visitatori, ma non è solo questo, è anche il fatto che per raggiungere quei traguardi di export bisogna comunque affacciarsi su nuovi mercati, è chiaro che l'Italia è presente in Asia e senza altro presente in Giappone, abbiamo un interscambio che è raggiunto 13 miliardi, ma non è abbastanza, il nostro potenziale è molto più grande, noi in mercati asiatici pensiamo all'ASEAN, stiamo parlando di 600 milioni di abitanti, mercati poi in forte crescita, classi medie che aumentano e che si affacciano per cercare nuovi prodotti e dove cercano, dove guardano, guardano mercati di riferimento come per esempio in Giappone. Noi tra l'altro ci presentiamo con un padiglione che è un vero strumento di diplomazia della crescita. Ecco, la interrompo per dire a Chienzala che lei ci sta parlando proprio dal padiglione Italia a Expo Osaka. Non so se vedete, alle mie spalle abbiamo l'Atlante Farnese che è uno dei pezzi forti del nostro padiglione e cosa fa questo atlante? Non solo attira il pubblico, perché avere un'opera originale di 2.000 anni fa naturalmente in Asia significa veramente tirare l'attenzione, ma noi attraverso l'Atlante raccontiamo la tecnologia italiana nel settore dell'aerospazio. Noi in Giappone abbiamo una quantità di collaborazioni con i giapponesi, è bene farci conoscere in Asia usando questa piattaforma per un semestre. Poi dall'altra parte abbiamo Boccioni, che dialoga con tutto il nostro racconto delle infrastrutture, trasporti, mobilità, anche l'energia. Poi abbiamo un collegamento naturalmente con le Olimpiadi di Milano-Cortina. Quindi questi collegamenti che si vedono qui in questa grande sala, che poi naturalmente prosegue, tra l'altro noi per la prima volta abbiamo la Santa Sede nel padiglione che ha portato un caravaggio, l'unico caravaggio che hanno i musei vaticani. Noi, portare queste cose significa attirare appunto, come dicevo prima, l'attenzione non solo del pubblico, ma anche dei media. A quel punto noi possiamo usare ancora meglio questa piattaforma e qui noi abbiamo anche gli spazi per incontri che sono sì certamente dedicati alla cultura, al territorio, ai prodotti di altissima qualità del Made in Italy, ma sono soprattutto incontri di business. Noi facciamo B2B giornalmente, noi in poche settimane pensate abbiamo organizzato più di 80 eventi, sono più di 120 le aziende che si sono incontrate qui in questo padiglione, quindi immaginate nei prossimi mesi come questo accelere. Lo facciamo anche perché, e lavoriamo con il sistema Italia, adesso poi sentirete Matteo Zopas, il presidente del Lice, Lice è un nostro partner, così come SACE, Simest, CDP, naturalmente ci appoggiamo anche alla rete del Mae, abbiamo l'ambasciata qui, un'importantissima ambasciata a Tokyo e un consolato generale, ma il sistema delle Regioni ci aiuta tantissimo, l'Italia si presenta sempre in modo diverso, ogni settimana il padiglione cambia, noi abbiamo uno spazio intero dedicato alle Regioni che loro allestiscono, dove loro si raccontano e per raccontarsi usano gli stessi metodi che usiamo noi, quindi è sempre un riferimento alla cultura, alla storia, al Made in Italy, ma anche alla ricerca, al sistema universitario, come sapete è distribuito in tutto il Paese. Ecco, e devo dire che pensate su 20 Regioni, 18 hanno sposato questa linea e hanno aderito al nostro progetto. Ecco, Dottor Vattani, questo evento di rilevanza globale avviene in un momento molto particolare per il commercio internazionale, da questo punto di vista come incide questo clima sugli incontri di cui lei ci ha parlato, che si sono tenuti in questo primo mese, che prospettive si possono aprire anche per reagire alla guerra commerciale scatenata dagli annunci della amministrazione americana. Beh, ci sono due aspetti, ma sicuramente diciamo sullo sfondo c'è, si percepisce un'accelerazione, l'Asia guarda di più all'Europa, sicuramente ai grandi protagonisti dell'Europa, soprattutto quando si parla del settore manifattoriero, quindi sicuramente la Germania, sicuramente l'Italia e noi stessi invece, e si vede questo anche su come operano le nostre aziende e quei che interesse hanno le nostre aziende a essere qui in questo periodo, c'è una ricerca di nuove partnership, c'è anche uno sforzo per farci conoscere meglio, per raccontarsi meglio, devo dirvi che ho notato che anche il modo in cui il nostro sistema produttivo si racconta è molto modernizzato, anche nell'immagine che si vuole dare, nel modo in cui ci si presenta, quindi questo senz'altro c'è una percezione di questo, ma comunque devo dire che c'è anche il lato dell'attrazione degli investimenti che è importantissimo, cioè presentarsi come partner, quindi non solo esportare prodotti, ma presentarsi come un partner soprattutto in settori dove la partnership è necessaria, per l'aerospazio abbiamo detto prima, ma noi qui parliamo anche molto di subacquea, queste sono tutte le nuove frontiere dell'esplorazione nessun paese può pensare di farcela da solo, quindi presentarci come un partner ad alta tecnologia, ad alta capacità di innovazione è fondamentale e dicevo l'attrazione degli investimenti, pensate noi, e questo è veramente trovo una best practice che abbiamo messo insieme grazie al ministero dell'Impresa e del Made in Italy, cioè ogni regione che si presenta si presenta anche con dei testimonial, delle grandi aziende, in questo caso giapponesi, che hanno investito in Italia, presentarsi in Asia come partner e con la presenza di investimenti importanti giapponesi, conoscendo il benchmark giapponese, la prudenza con cui investono i giapponesi all'estero, ci assicura una visibilità come potenziale a punto, territorio di investimento e di attrazione investimenti stranieri anche nel resto dell'Asia e quindi questa è un'operazione, io non ho visto prima, io sono un diplomatico, ho fatto spesso, l'ha detto, cioè il responsabile dell'ufficio commerciale all'estero, insomma io vedo un paese che si muove veramente in sinergia ed è raro vederlo ma per fortuna abbiamo anche gli strumenti. La ringrazio moltissimo, vediamo il padiglione vuoto ma dico un'ovvietà a quest'ora il fuso orario non ci aiuta quindi magari ci saranno altre occasioni per vedere per qualcuno magari di persona il padiglione. No scusi, sono giusto per dire sì, ha ragione, è chiaro che il padiglione è chiuso ormai da due ore e mezzo ma guardate noi abbiamo una fila qui dalla mattina, dalle prime ore, appena apre Expo fino a sera siamo il padiglione più menzionato sui social, il video dell'inaugurazione dello spazio della Regione Lazio che ha portato un'opera di Michelangelo da Bassano Romano a pochi ore ha raggiunto più di un milione di visualizzazioni, c'è una grandissima attenzione e questo era anche il nostro lavoro, lo dico perché il nostro lavoro era anche creare una piattaforma di grande visibilità perché solo così poi riesci ad avere dei risultati quindi grazie. Grazie a lei Dottor Mantani, la lasciamo andare a riposare perché immagino che queste siano giornate intense e faticose come del resto anche per noi qui a Trento. Buon lavoro, come dicevo adesso ci spostiamo dall'altra parte del globo e il collegamento è già... aspetta, devo prendere tempo per fare in modo che si possa attivare il collegamento con Matteo Zopas che è il presidente dell'ICE, l'Istituto per il Commercio Estero, uno degli enti pubblici nazionali che appunto promuove gli interscambi, promuove le nostre imprese all'estero, è di diplomazia e non solo commerciale. Matteo Zopas è il presidente dell'ICE da due anni, poco più di due anni, si trova appunto in Messico dove è in corso una missione guidata dalla vicepresidente Taiani proprio con questi obiettivi. Abbiamo delle novità? Non ancora? Ecco stiamo cercando di attivare perché doveva collegarsi dieci minuti prima, avevamo almeno questa informazione che avevo io. Intanto dovrei intrattenervi, ma non è facilissimo. Ecco magari anticipo qualche altra piccola riflessione, dicevamo prima dell'export che è cresciuto fino a 630 miliardi al 2019 al 2023 con una progressione abbastanza consistente, l'anno scorso complice la situazione geopolitica, il clima di incertezza via via crescendo, questa crescita si è arrestata, però il governo proprio per questo ha messo appunto il piano export con l'obiettivo di arrivare a 700 miliardi entro la fine del 2027 come dicevo prima. Ci sono varie iniziative, alcune sono proprio quelle di cui parliamo oggi. Mi dicono che il collegamento con Matteo Zoppas c'è, il dottor Zoppas? Io mi sento molto bene, buongiorno a tutti. Buongiorno, anche se qui è pomeriggio, è metà pomeriggio, abbiamo fatto un salto, siamo andati da Osaka, lei è a Città del Messico vero? A Città del Messico ero due settimane fa ad Osaka, ormai per la seconda volta ci sarò tre dieci giorni per la terza. Bene, quindi conosce benissimo anche quella realtà. Allora la prima banda che le faccio è cosa ci fa in Messico? Allora, Messico è uno dei paesi che è stato scelto come essere tra i paesi del piano export della Farnesina, dopo ne parlerà sicuramente meglio, più approfonditamente il ministro Taiani. Siamo in Messico per questo business forum dove portiamo le aziende importanti e anche le aziende che vogliono trovare delle opportunità, non per forza grandi, ma anche le piccole e medie aziende a contatto con delle interfacce messicane creando delle situazioni cosiddette di business matching, i famosi B2B, dove oggi faremo un'apertura con il ministro e con le aziende di riferimento, anche quelle che hanno già investito nel territorio e quindi che hanno dei sedimenti produttivi, ma poi noi che siamo istituto al commercio estero agevoliamo anche l'incontro tra domande ed offerte in modo tale da innescare quei rapporti, quelle relazioni che aiutano poi a iniziare un processo di internazionalizzazione delle aziende che parte soprattutto dal fatto di trovare prima un cliente in loco, cominciare a espandere la propria presenza nel Messico, in questo caso nel Messico ma poi lo facciamo in tutto il mondo, e quando poi i volume raggiungono una certa dimensione poi si trasformano in quelli che sono delle centri commerciali, uffici commerciali che hanno le aziende nei paesi remoti e quando poi il volume cresce ancora di più normalmente ci mettono ancora nel sedimento produttivo. Il Messico è particolare perché ha una posizione geografica strategica per poter fornire prima di tutto gli Stati Uniti e il posto dove quando si sono spostate la maggior parte delle aziende multinazionali che andavano a servire gli Stati Uniti dall'Europa tanti dei fornitori si sono dovuti spostare seguendole qui in Messico, questo stiamo parlando degli anni 90, quindi ci sono molti sedimenti produttivi europei, specialmente anche italiani, che poi vanno a rinforzarsi e ancora oggi trovano la convenienza, come dicevo prima, tra qualità e competenza della monodopera e anche naturalmente il prezzo che consente di essere competitivi con qualità importante e qualificata per andare poi a fornire gli Stati Uniti. Oggi questo forum è un forum che deriva anche da una spinta voluta da questo piano export della Farnesina che ha avuto molto presto i tajani, che si occupa con il modo importante della difolmazione della crescita, che vede tutto il sistema a paese messo a, come posso dire, fatto a squadra, dove lavoriamo in squadra, i CSAC e il CESIM, Cassa dei Posti di Presti, siamo tutti presenti oggi qua in Messico, per andare a colmare quel gap del numero di cui sentivo che stava parlando mentre mi sono collegato, che c'è tra i 623 miliardi di euro di export del Made in Italy del 2024, per raggiungere quei 700 miliardi dove dobbiamo andare a intervenire sia in America, negli Stati Uniti, dove ci sono delle difficoltà dovute da questi annunci di dazi che ancora non si capisce bene dove andranno a finire, ma naturalmente nelle prossime settimane ci dovranno essere delle risposte precise, sia anche a recuperare questa defaianza attraverso nazioni straniere estere e quindi ci sono altre 14 nazioni tra cui il Messico, su quale si va a puntare, di nuovo lo ripeto, come squadra, tutti insieme, i CSAC e CESIM, Cassa dei Posti di Presti, ma non solo, tutti i ministeri sono concentrati insieme e al fianco degli imprenditori per riuscire a compensare eventuali defaianze che si stanno già un po' presentando, perché c'è un po' di atteggiamento wait and see, sia per quanto riguarda investimenti, sia per quanto riguarda approcci sui mercati eccetera eccetera e questo lo facciamo anche insieme a tutti gli altri ministeri, ripeto, in primis il ministero degli affari esteri, ma anche il ministro del ministero del Made in Italy che sta mettendo in piedi delle manovre importanti per creare quelle condizioni di competitività che partono dall'Italia per le aziende, per poter essere più competitive sui mercati esteri e poi lavoriamo anche molto con il ministero dell'agricoltura per tutto quello che riguarda la filiera agro-elementare, sapendo che il nostro business all'estero del Made in Italy, che ripeto 623 miliardi di euro è scomposto sulle tre F principali, Food, Fashion e Forniture, ma anche Automotive che contano l'automotive circa 80 miliardi di euro, Fashion 70 miliardi di euro, scusate il Fashion 80 miliardi di euro, il Food la filiera agro-elementare 70 miliardi di euro, l'Automotive un po' più in basso, tra l'altro circa 60 miliardi, tra l'altro calata di 14% quest'anno 2024, che è un po' in crisi e il Messico è una di quelle opportunità proprio come porta verso gli Stati Uniti vale il fatto per esempio che da 2022-2023 l'esportazione italiana verso il Messico hanno contato circa 7 punti percentuali arrivando 6,6 miliardi ma dal 2019 ad oggi contano circa una crescita del 73% quindi è ancora molto in crescita soprattutto per quanto riguarda i macchinari, i macchinari per l'agro-elementare, i macchinari per la filiera dell'agro-elementare, qui è molto presente tutto ciò che è rappresentato da Federuna Poma, che è la generazione dei macchinari utilizzati per l'agricoltura, ma non solo sempre di più sta tirando il Fashion e Food e quelle che sono le componentistiche per l'Automotive che vengono prodotte in Italia per la componentistica da usare in Messico per gli Stati Uniti ma anche gli sedimenti italiani che vanno poi negli Stati Uniti. Sì, ha dato un quadro molto dettagliato e completo però come giustamente ha detto lei questa missione si inquadra in un contesto di guerra commerciale che guarda caso colpisce, ha colpito il Messico tra i primi paesi proprio. Quindi io le chiedo ma che situazione avete trovato lì e soprattutto quali sono dal vostro punto di vista, che è un punto di vista specifico, avete un termometro molto diretto e sensibile con le imprese immagino, per capire quali sono finora le conseguenze al di là dell'incertezza che è cresciuta per tutti ma per le imprese ci sono già delle conseguenze specifiche, c'è qualche settore che sta soffrendo più di altri e il Messico che appunto come diceva lei è una piattaforma per esportare poi negli Stati Uniti, è un Paese che ci può dare delle opportunità oppure è un Paese che ha più difficoltà di noi? Beh guardi tutto dipende da quello che sarà il vero risultato di queste tariffe, lo stiamo vedendo che ricordate 5 di aprile, 4-5 di aprile le tariffe dovevano essere ben definite, erano già partite poi c'è stato una marcia indietro sia nella quantità che nella tempistica che nei valori, nelle percentuali. L'incertezza adesso c'è, tutto ciò che succede ora è figlio veramente dell'incertezza, questa incertezza porta soprattutto a un blocco degli investimenti perché ritorno sugli investimenti che fanno le varie aziende come calcolo per decidere se aumentare o non aumentare unità produttive se continuare a stare in un mercato oppure no dipenderà tutto da questi numeri. Ieri era stato ridotto la quantità del dazio dal 25% al 15% se non vado errato comunque diminuito per quanto riguarda alluminio e acciaio che erano le cose importanti, diciamo le materie importanti, è rimasto un dazio importante sulle automobili importate in America ma hanno tolto, poi almeno per il momento vedremo poi cosa succederà, per il momento hanno tolto i dazi sulla componentistica anche perché tanti produttori americani hanno detto che senza le componenti e le componentistiche fuori dall'America si bloccherebbe il mercato di produzione americano, hanno fatto un po' collosti come si suol dire. D'altra parte ancora non sappiamo quali e quando saranno questi dazi, le aziende qui stanno comunque spingendo, le aziende italiane per l'America comunque anche loro stanno avendo una situazione chiamiamola fisa armonica perché a seconda dei momenti e delle annunci si decide di scaricare o scaricare i magazzini in attesa di, faccio un esempio, lontani da 5 aprile che non si sapeva quale sarebbero state le modalità del dazio, si era cercato di spingere quindi all'inizio dell'annuncio dei dazi mesi prima si era cercato di spingere, sotto dazio non si sapeva come sarebbe stato applicato il dazio per cui c'è stata una frenata nelle exportazioni, addirittura alcuni importatori americani verso l'Italia hanno detto fermatevi perché non sappiamo chi era il dazio come, poi c'è stata una situazione diciamo utile perché c'è stato ed eravamo presenti al Vinitali quando il dazio si era annunciato e concluso nel senso dichiarato definitivamente come inizio il 5 di aprile, inizio il Vinitali 5 aprile, insomma giorno dopo era 4-5 ma giorno dopo e li erano presenti produttori e acquirenti buyers quindi è stata subito un campo di battaglia per capire dove sarebbe andati a parare, una prova insomma sul campo di come sarebbe andato a parare e quello che è uscito subito è stata innanzitutto una volontà da parte di entrambe le parti produttori e acquirenti di non perdere il mercato che avevano costruito in decenni e quindi il light motive è stato portiamo il meno possibile sul prezzo il dazio cerchiamo di capire come spartircelo al giorno 1 c'era il propagoiotuto che era un atteggiamento di negoziazione, c'è uscito alla fine con cerchiamo di spartircelo 50-50 poi si sa che ci sono 4-5 passaggi in alcuni casi della catena commerciale quindi 20% diviso 4 facciamo 5% che equivale un po' all'insieme dell'inflazione e dell'aumento del prezzo medio quindi si è avuto un atteggiamento di negoziazione ma con la voglia comunque di uscirne bene questo non significa che i dazi sono benvenuti al contrario i dazi non ci devono essere comunque spostano sulla sull'anticonpetitività e soprattutto più un distributore importatore guadagna più incentivato a spingere i medi in italia quindi insomma il messaggio è che i dazi non ci vogliono ma sono anche una questione momentanea più delle volte quindi un po' difficile la risposta alla sua domanda in modo conclusivo perché siamo ancora in un momento di estrema incertezza sicuramente noi dobbiamo augurarci che le dinamiche che ci sono state dopo il 5 aprile che già hanno portato a un'interruzione dell'applicazione dei dazi per 90 giorni o comunque una mitigazione siano un percorso che possa ulteriormente affievolire questo atteggiamento abbastanza canito da parte della amministrazione americana che nel frattempo ha ricevuto degli altri segnali porti che li hanno portati a mitigare di più sulla cina a trovare un accordo mitigato sul regno unito e sappiamo che noi abbiamo due entità molto competenti per la trattativa sui dazi che sono naturalmente il nostro premier Giorgia Meloni che ha un buonissimo rapporto riconosciuto bilaterale da parte degli Stati Uniti e che quindi sta avendo un ruolo importante sappiamo però che è un tema europeo e quindi bisogna essere uniti come Europa questo è stato dichiarato un po' da tutti e li abbiamo la seconda chiave importante che è il ministro Tagliani tra l'altro nella sala qua accanto poi interverrà con voi che penso che nessuno in Italia più di lui conosca la macchina europea e come intervenire sulle trattative per i dazi per tutelare interessi italiani per cui dovunque si vada a finire credo che abbiamo gli strumenti giusti se così possiamo chiamare gli strumenti nel senso buono del termine delle persone molto autorevoli che sapono portare a casa il massimo dei risultati per noi grazie chiaro che c'è una questione di tenuta del Made in Italy che va detta dal 2019 al 2022 il Made in Italy ha subito due contraccolpi critici importantissimi che sono stati l'aumento dei trasporti per la post pandemia e tutti i lockdown e l'aumento delle energie che ci sono stati quando c'è stato l'inizio conflitto bellico siamo comunque aumentati del 30% nonostante queste cose dai 480 miliardi 2019 ai 620 del già 2022 Ecco ancora una domanda sulla questione dazi dal suo ragionamento mi pare di capire che i rischi sono tanti in questo momento siamo in una fase di incertezza che impedisce di vedere anche a breve periodo il punto di caduta ma lei e le imprese con cui l'ice lavora vedete anche qualche opportunità o solo rischi? Guardate le opportunità sono secondarie perché come dicevo quando c'è un dazio di mezzo va a erodere nella catena del valore va erodere comunque delle marginalità che se non vanno all'impresa vanno alla catena distributiva e si dice spesso tra le aziende che anche il corpo intermedio della catena distributiva deve guadagnare altrimenti non è motivato a spingere quel prodotto o quei prodotti quindi bisogna spongiurare al massimo il dazio perché bisogna avere sempre dei motori che tirano verso il risultato e la catena distributiva è la prima che se non è tutta allineata interrompe il ciclo di sviluppo del prodotto questo è un concetto fondamentale che non tutti hanno capito tanti imprenditori cercano di lucrare sulla catena distributiva e non si rendono conto che quando invece la catena distributiva ci guadagna è lei a spingere sul prodotto e quindi il risultato viene non dico da solo ma con più probabilità c'è un'opportunità probabilmente che è quella del riposizionamento perché sappiamo che prima o i dazzi potranno scendere e se io riesco in quel caso però stiamo andando un po' contro al concetto di prima ma ci potrebbe essere una positività ad alzare il prezzo senza perdere i volumi se si riesce a parlo e in quel caso sia un riposizionamento del prodotto ne rischiano sicuramente le commodity ma non rischiano i prodotti che hanno invece un valore che può essere riconosciuto dal mercato. Adesso vedo con me anche il ministro Tagliani che saluto credo che se non ci sono altre domande lascio volentieri la parola a lui. Benissimo, sì sì sì benissimo. Vicio presidente Tagliani è in collegamento. Grazie. Grazie a lei. Dottor Zopas. Buongiorno, buongiorno sono a 5 metri da Zopas perché siamo entrambi a Città del Messico per questo importantissimo business forum etanomessicano. Noi stiamo lavorando tantissimo per continuare ad esplorare i nuovi mercati e per rafforzare le presenza nei mercati dove già lavoriamo bene. Il Messico è uno di questi ma ci attendono circa 800-900 imprese tra italiane e messicane. Siamo convitti che in questa fase serva lavorare ancora di più per rinforzare il commercio internazionale del nostro Paese. Abbiamo visto anche sul quanto riguarda la produzione industriale. Sappiamo bene che ci sono delle difficoltà ma il commercio internazionale può essere lo strumento migliore per sostenere le nostre imprese ad ogni livello. Io sono convinto che potremo fare molto. Non so se Zopas l'ha detto nel corso di sui interventi ma l'obiettivo che ho dato a Alicia e a Sim e a Stasci è quello di arrivare a 700 miliardi di beni esportati entro la fine della legislatura. Partiamo da oggi, siamo a 623.5, voglio essere preciso se poi Zopas mi correggia. Stiamo facendo veramente un grande lavoro, io sono grato a Alicia e Sim e Stasci per lo straordinario lavoro di accompagnamento delle nostre imprese sui mercati internazionali. Ma per fare tutto questo, al di là delle iniziative concrete, stiamo organizzando business forum in tutto il mondo. Abbiamo in questi ultimi due mesi, siamo stati in Giappone, siamo stati in India, siamo stati in Croazia, abbiamo fatto business forum con il Giappone e in Italia, abbiamo fatto prima quello con gli olandesi, il Vavitelli forum. Stiamo lavorando tantissimo proprio per dare alle imprese il sostegno necessario. Io non credo che lo Stato debba fare l'imprenditore, io credo però che lo Stato debba essere protagonista del sostegno e l'accompagno alle imprese. Ecco perché ha voluto fortemente la riforma del Ministero degli Esteri, che è anche il Ministero della Cooperazione Internazionale ma anche del commercio internazionale. È la riforma che ha approvato il Consiglio dei Ministri con il sostegno dei miei colleghi, che ha già passato il vaglio della Corte del Consiglio di Stato e adesso arriverà per un'opinione al Parlamento, prevede un Ministero che abbia un Ministero bicapite, cioè che abbia due teste, una testa politica e una testa economica. Quindi far sì che il nostro Ministero possa concretamente aiutare tutte le imprese italiane che operano nel mondo, far sì che nessuna impresa, anche quelle piccole, si senta abbandonata o non sappia come muoversi quando cerca di internazionalizzarci o di esportare prodotti. Nell'elenco di paesi che lei ha citato, i paesi su cui l'Italia vuole puntare e sta puntando anche con il piano export e la farnesina, se non sbaglio non ho sentito il nome della Cina. Ecco, con la Cina il legame è particolare, molto importante. Qual è la situazione in questo momento? Quali sono le prospettive? È un legame da rivedere? È un rapporto da riequilibrare? Siamo usciti dalla via della Seta, però abbiamo ottimi rapporti. L'accordo del 2004 che viene firmato da Berlusconi lo stiamo implementando, tant'è che ci sarà un grande evento a Venezia, proprio commerciale, subito dopo la pausa estiva. Quindi abbiamo lavorato per promuovere il volo Venezia-Shanghai e stiamo lavorando per vedere se si possono fare altri voli per la Cina, quindi per collegare il nord d'Italia alla Cina. Quindi da un punto di vista commerciale le relazioni sono più che positive, continueremo a esplorare quel mercato, ma non possiamo affermarci a quello. L'India ha una popolazione maggiore a quella della Cina e dobbiamo guardare con grande attenzione all'America Latina, dobbiamo guardare con grande attenzione alla Turchia, dobbiamo guardare con grande attenzione all'Africa, a tutti i paesi dell'estremo oriente, dall'Indonesia al Vietnam, grande attenzione, ma anche la Corea del Sud per non parlare poi delle Filippine, poi nell'Indo Pacifico sempre Australia e Nuova Zelanda, ma anche al Sud Africa. Quindi noi siamo a 360 gradi lavorando, modernizzando anche la nostra politica estra, che sarà sempre più una politica commerciale oltre al lavoro di pace, partendo poi dal principio che là dove passano le merci non passano le armi, quindi anche questo è dedicata alla nostra azione per la pace. Lavorare per sviluppare i commerci e far sì che tutti quanti possano sfruttare di questo benessere, l'Italia possa esportare la propria altissima qualità, io ricordo che siamo il paese che ha la più vasta varietà merciologica, soltanto la Cina è in grado di avere più prodotti da esportare, quantità è diversa ovviamente, ma dico come tipo di prodotto, noi siamo quelli che sono in grado di esportare il numero maggiore, quindi credo che proprio questa nostra vocazione debba essere valorizzata e il governo debba fare tutto ciò, io lo considero una attività primaria, non secondaria del mio ministero. Ecco Ministro, lei ha citato i percorsi di pace, in queste ultimissime settimane, ultimi giorni stiamo assistendo a qualche segnale di sgeilo, io cerco di essere ottimista, voglio essere ottimista, qual è il suo punto di vista? Lei pensa che si possa davvero realizzare un negoziato tra Russia e Ocraina, magari in Vaticano, Roma, cosa ci può dire? Io sono per carattere ottimista, non è facile, registriamo qualche segnale positivo, certamente la disponibilità del Santo Padre ad accogliere in Vaticano le due parti, magari con l'Europa e gli Stati Uniti, rappresenta certamente un messaggio forte di pace, perché io ricordo il suo discorso sempre sulla pace, che ha una visione molto spirituale, superiore al cessato il fuoco, quindi credo che questo suo messaggio possa e debba essere raccolto da tutti. Bisogna lavorare intensamente, bisogna costruire giorno per giorno la pace, le dichiarazioni, le manifestazioni servono a poco. Stiamo lavorando tantissimo anche per il Medio Oriente, l'Italia svolge un ruolo centrale, ho appena finito di parlare prima di collegarmi con voi con il ministro degli esteri dell'OMAN, che è arrivato a Roma poco fa per avviare la mediazione tra Stati Uniti ed Iran sul nucleare. Il fatto che queste trattative vada avanti, che sia stata scelta Roma come sede di dialogo è molto simbolico e molto importante. Io garantirò tutto il sostegno e il supporto all'OMAN per questa iniziativa e mi auguro che si possano a Roma in questi giorni, in questa fine settimana raggiungere altri obiettivi per arrivare poi ad una soluzione positiva, perché parte la questione nucleare anche delle tensioni e delle difficoltà che il mondo vede in Medio Oriente. Troppi morti, troppe ritorzioni, troppo odio, oggi piangiamo, i diplomatici israeliani assassinati a Washington piangiamo. La cronaca ha fatto bene lei ad andare, le ha rifatto la domanda, quanto è successo a Washington nelle ultime ore, la preoccupa come la vedete dal punto di vista del governo? Mi preoccupa non soltanto per le tensioni in Medio Oriente e questo è un aspetto, c'è una guerra, è chiaro che si è cercato poi di colpire lontano dal Medio Oriente i rappresentanti diplomatici di Israele, ma non vorrei che questo poi si trasformasse in un crescente odio antisemita, perché un conto è contestare il governo israeliano, un conto è criticare il governo israeliano, un conto è dar vita ad una nuova campagna antisemita nel mondo, perché sono due cose ben diverse, si può dissentire da scelte politiche, ma odiare per una questione di razza un popolo e cercare di colpirlo, e purtroppo i segnali ci sono anche in Europa, noi dobbiamo impedire naturalmente che ogni europeo di regione ebraica se ne vada perché ha paura di essere aggredito, ecco rigurgiti di antisemite non possono essere accettati, dobbiamo fare di tutto, quando vediamo per esempio che viene offesa la senatrice Seger e noi dobbiamo ricordare cosa è stato lo causto, 6 milioni di ebrei assassinati 80 anni fa, non 5000 anni fa, e noi dobbiamo tenere presente le sofferenze del popolo ebraico, detto questo io l'ho detto, l'ho ripetuto, credo che sia giusto che il governo di Israele ponga fine agli attacchi a Gaza e si schieri per cessare il fuoco immediatamente e naturalmente Amas deve liberare subito tutti gli ostaggi, perché ricordiamo che la causa di tutto ciò che sta accadendo oggi si chiama Amas, noi vogliamo far sì che la Palestina possa essere uno stato, dobbiamo dare un sogno da realizzare ai palestinesi, ma quello stato non può essere uno stato in contrapposizione a Israele, deve essere uno stato che riconosce Israele e che sia riconosciuto da Israele e questo significa costruire la pace, il resto sono slogan, è chiaro lo slogan è più facile mettersi una kefi in testa e dire io sono per la pace e voglio aiutare il popolo palestinese è molto più facile che dover poi lavorare giorno per giorno, io ricordo che l'Italia ha fatto tantissimo per il popolo palestinese, l'altro giorno abbiamo fatto uscire dalla striscia di Gaza alcune decine di palestinesi che avevano bisogno di cure, abbiamo portato in Italia dei nostri migliori ospedali pediatrici, 130 bambini palestinesi con tutte le loro famiglie e questo ci ha portato anche la gratitudine di tanti che si occupano di questi bambini in Palestina, anche la chiesa palestinese ci ha aiutato, ci ha dato le indicazioni di bambini da portare in Italia, tanti bambini che sono stati curati dalla nave vulcano della nostra marina militare in Egitto, quello che sanno gli ospedali italiani al Cairo e ad Amman, noi facciamo tanto, adesso contiamo di portare in Italia alcune studentesse, alcuni studenti che hanno borse di studio nelle nostre università e quindi seguiamo giorno per giorno, la nostra ambasciata a Ten Aviv e il nostro Consulato a Giosraeme sono impegnati 24 ore su 24 per aiutare la popolazione civile palestinesi, i nostri carabinieri sono presenti al valico di Rafat, sono presenti in Cisjordania per aiutare la formazione, della polizia palestinese che poi deve garantire la sicurezza del popolo di Cisjordania, quando abbiamo dovuto essere fermi con Israele lo siamo stati sapendo bene che siamo amici ma come ho ribadito ieri abbiamo anche convocato alla farmesina, all'ambasciatore di Israele per dire che non si può continuare né con le minacce ai diplomatici né con bombardamenti che stanno provocando migliaia e migliaia di morti. Amas non può essere il futuro della Palestina, non può essere la guida della Palestina, anzi Amas è la causa dei mali che sta soffrendo il popolo palestinese oggi e quindi la Palestina libera, noi crediamo tanto nella autorità nazionale palestinese, non c'è stata mia visita in Israele che non sia stata accompagnata da una visita a Ramalla, sono in costante contatto con il primo ministro Mustafà con i quali ha ottime relazioni, ricordo che il primo viaggio in Europa del primo ministro palestinese Mustafà è stato fatto proprio a Roma, quindi ha iniziato il suo percorso venendo qui da noi perché abbiamo ottime relazioni, ricordo che in due consigli dei ministri fa abbiamo prorrogato lo stato di emergenza per la Palestina, abbiamo stanziato nuovi soldi per aiutare il popolo palestinese che soffre perché o conto il popolo palestinese un conto è Amas, non dobbiamo mai far coincidere le due cose e lo abbiamo ripetuto sempre i nostri amici israeliani. Ha detto che Amas non può essere il futuro della Palestina, le faccio una domanda, ma Netanyahu è il futuro di Israele? Il futuro di Israele si vota, c'è la democrazia, uno può non essere d'accordo con Netanyahu, saranno israeliani a decidere chi sarà il prossimo primo ministro, voteranno come hanno sempre fatto e quindi sceglieranno loro, Amas è un'organizzazione terroristica, poi si può ripeto non essere d'accordo con le azioni militari di Netanyahu, l'abbiamo detto, l'abbiamo ribadito, l'abbiamo ripetuto, fin dall'inizio abbiamo chiesto una reazione proporzionata, ricordo la mia prima visita, fu il primo ministro degli esteri ad arrivare a Israele dopo l'orribile attacco del 7 ottobre e chiesi all'allora ministro degli esteri una reazione proporzionata e non sproporzionata, perché Amas voleva proprio una reazione violenta per interrompere il percorso degli accordi di Abramo e poi per isolare Israele, Israele non deve cadere nella trappola politica di Amas perché non deve isolarsi e non deve continuare a bombardare la popolazione civile, ha vinto la guerra con Amas, ora è il momento del cessare il fuoco per arrivare poi a una tregua, naturalmente Amas deve accettare anche le condizioni, le proposte che vengono dagli Stati Uniti e deve assolutamente in tempi brevissimi liberare tutti gli ostaggi. Grazie Vicepresidente Taiani della disponibilità, del tempo che ci ha dedicato, la lasciamo alla sua missione in Messico e speriamo di risentirci anche in momenti più tranquilli per il nostro pianeta, per il nostro continente e il nostro pianeta. Io ringrazio anche chi è in sala e vi lascio agli altri appuntamenti.
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