Lo sport, l’economia e il sistema dei valori
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Lo sport, l’economia e il sistema dei valori
Il discorso esplora come lo sport e l'economia si intersecano attraverso i valori, evidenziando investimenti in eventi sportivi come la Coppa America e il loro impatto sociale. L'obiettivo è riconoscere lo sport come fattore di sviluppo e coesione sociale.
Buon pomeriggio e benvenuti. Siamo con il Ministro per lo Sport e i Giovani, che ci tiene tanto, a cui tengo molto. Ecco, Andrea Bodi. Buon pomeriggio. Siamo a Trento, il Festival dell'Economia. E oggi, questa chiacchierata, proviamo a delineare un perimetro che parte dallo sport attraverso l'economia e va su quello che è il punto di ricaduta perfetto, secondo me, nel connubio tra sport ed economia, e cioè i valori. Allora, da dove vediamo per esempio? La relazione che non sempre riusciamo a fare emergere. A volte si pensa che i due aspetti possono viaggiare anche in parallelo, ma non c'è economia senza valori, non c'è economia senza reputazione, credibilità. Quindi sta a noi cercare di trovare una sintonia sistematica, costante, quotidiana, proprio per affermare il principio che la catena del valore dipende dalla catena dei valori. Prima, qui c'era seduto al suo posto il Ministro Luca Cordero di Montezemolo e raccontava in termini di geopolitica come l'Italia fosse ferma e immobile e non avesse una visione del futuro. E ha citato poi in realtà alcuni paesi, come gli Emirati e l'Arabia, dove questa visione, questa costruzione del futuro è passata anche attraverso lo sport. E sta passando anche attraverso lo sport. In questa fase in cui in Italia però c'è una nuova sensibilità, almeno io la noto, innanzitutto verso i grandi eventi. E di pochi giorni fa la notizia che Napoli ospiterà la finale di Coppa America. Ci sono stati molti interventi del governo in questi mesi da la famosa pista di Bob, che poi in realtà è uno sliding center, quello di Cortina, gli investimenti sui giochi del Mediterraneo, quelli che hanno ulteriormente impreziosito il foro italico piuttosto che a Torino e per gli altri EP Finals. C'è un fil rouge, non è un caso che si stia investendo su questi grandi eventi. Partiamo da qui. Intanto di nuovo buon pomeriggio a tutti, a chi ci è presente da remoto. Il piacere di tornare a Trento, cosa che ho fatto alcune volte in questi anni, è una città che ha una sua vivacità, che dimostra di saper apprezzare la qualità della vita, nella quale ho trovato comunque un'interlocuzione con le istituzioni di grande soddisfazione, che per quanto mi riguarda sono rappresentate dalla figura di Francesca Gerosa, che da vicepresidente e assessore anche allo sport ha dimostrato presenza, contenuti, competenza, passione, che per me sono un fattore imprescindibile del modello di collaborazione. Perché è un modello che in qualche maniera rappresenta la concretizzazione di una visione. Quando parliamo del modello, che cos'è il modello? A qualche tempo fa il modello è stato il medagliere, o meglio l'indicatore principale è stato determinato dalle vittorie, dalle grandi competizioni, dai grandi atleti, le grandi atlete, qualche sconfitta, perché c'è anche quella. Cose sicuramente molto importanti, perché rappresentano un fattore di misurazione della competitività di un Paese attraverso lo sport. Siamo sicuramente vincenti? Vuol dire che c'è talento, che ci sono delle scuole, che ci sono non soltanto degli atleti, ma c'è un tessuto connettivo determinato proprio dalle società, le associazioni, i dirigenti, i volontari, i tecnici, gli atleti, le famiglie. Però non ci siamo accontentati. Da due anni e mezzo, da quando questo Governo è iniziato ad operare, abbiamo cercato di allargare un po' la visione, trovando anche un equilibrio nuovo tra la competitività e la dimensione sociale dello sport. Credo che il passaggio dello sport in Costituzione rappresenti proprio questo, cioè l'affermazione di principio, che dobbiamo declinare poi nelle azioni quotidiane, in quanto sia importante non solo per la Repubblica come termine alto, ma proprio per tutti noi il valore educativo, sociale, di promozione del benessere, psicofisico, dell'attività sportiva in tutte le sue forme. Non sempre la Costituzione trova attuazione e tante volte ce lo domandiamo. Noi stiamo cercando in questo ambito di praticarlo, facendo in modo che alla visione risponda una strategia, alla strategia delle politiche che fanno leva su degli strumenti che sollecitano risorse pubbliche e private e che poi si scaricano a terra attraverso una serie di opportunità. Per collegarci a questi discorsi, per rendere pratico, prima di addentrarci, io precedo quella che è l'obiezione che ci sarà sui social o in generale all'opinione pubblica, e cioè si sprecano dei soldi con tutti i problemi che abbiamo, pensiamo alla Coppa America, allo sliding center, ma vogliamo far capire perché è importante in un grande evento e poi arriviamo all'altro pilastro. Perché abbiamo un'idea della differenza sostanziale che c'è tra il costo e l'investimento? E perché abbiamo un'idea anche di come gli investimenti abbiano un rendimento che deve essere valutato, deve essere misurato e deve essere comunicato? Nel momento in cui le risorse non sono illimitate, anche se questo è un tempo nel quale le risorse possono anche emergere, ciò che conta è di indirizzarle in modo produttivo. Noi stiamo facendo investimenti, investimenti che produrranno effetti di carattere sociale, a partire anche dal tema culturale e della salute, dal punto di vista educativo. Tutti questi fattori ci consentono di dire che gli investimenti che stiamo destinando allo sport per i grandi avvenimenti, per le infrastrutture, di tutti i tipi, dallo stadio all'oratorio, per i programmi che riguardano comunque le attività sportive, dalla scuola a quelli per la terza età, sono investimenti sociali. E l'errore più grande è quella di metterli in competizione, di fare in modo che qualcuno possa dire perché qui e non qua. Possiamo fare questo e quello, la nostra capacità si deve manifestare proprio nel dimostrare l'utilità sociale. Un evento come America's Cup, così come lo è stato Ryder Cup per certi versi, su target apparentemente equivalenti, anche se in contesti diversi, uno caratterizzato dal verde e l'altro caratterizzato dal blu, hanno un sottostante che va spiegato. America's Cup è educazione del mare, economia del mare, che è economia anche industriale, è promozione turistica. In questo caso lo è ancora di più un elemento di premialità e non soltanto per il territorio, ma che sul territorio produce un effetto immediatamente visibile. La velocizzazione del processo di recupero e di rigenerazione urbana di bagnoli, un luogo rimasto sospeso nel tempo, che improvvisamente, per scelta del Governo, in collaborazione con l'amministrazione del territorio locale, quindi il Comune di Napoli e il Sindaco Manfredi in modo specifico, insieme al collega Foti e con gli strumenti operativi di Invitalia e Sport e Salute, ritorna ad essere un luogo di vita, che attraverso America's Cup ha un destino certo, nell'arco di un anno e mezzo lì riprenderanno attività. Quello che succederà dopo è che quel luogo bagnoli sarà disponibile e per un'ampia serie di servizi sportivi, e per altre attività di carattere ricettivo e anche commerciale, che consentiranno la ricuscitura di uno strappo che da decenni ha determinato comunque una frattura a livello urbano. Oltretutto, noi cerchiamo, così come è successo a Caivano, di investire su dei prototipi, che oltre a produrre effetti in quel luogo, a partire da quel momento, possono essere utilizzati per altri luoghi che hanno caratteristiche equivalenti. Abbiamo fatto un'agenda dei luoghi abbandonati e incompiuti. Ci sono 500 luoghi dove, in particolare lo sport, è rimasto sospeso, è venuto meno come servizio sociale, oppure luoghi dove non si sono mai completate le opere. Torvergata con Calatrava è un altro esempio plastico, cioè di un luogo apparentemente meraviglioso che è diventato soltanto scenografia dell'orrore o per la cronaca o per le serie, che peraltro sono quantomeno discutibili perché sono messi a disposizione di una cultura criminale che non è cultura. Quindi noi dobbiamo un po' sovvertire il paradigma che ci si debba rendere all'idea dell'abbandono, dell'abbandono che non è soltanto infrastrutturale dal punto di vista materiale, ma anche immateriale, e poi diventa abbandono sociale, con tutte le evidenze della cronaca nera, alle quali noi spesso, in passato, abbiamo risposto con lo sdegno e noi invece rispendiamo con l'impegno. Facendo raccontare lì delle storie di sport e non delle storie di malavita. Le hai citato il blu, il verde, aggiungo il bianco perché siamo in area, diciamo, di Milano-Cortina. Los Lading Doors è un esempio di quello che poteva rovinare tutto e che per fortuna abbiamo evitato che si rovinasse perché andare a chiedere ospitalità, poi magari ognuno può avere le sue idee, ma chiedere l'ospitalità per un evento delle Olimpiadi ospitata in casa sarebbe stato oltremodo dannoso. Ovviamente non si tratta di buttare via risorse pubblico ma anche lì di operare nella logica dell'investimento e di dare una prospettiva futura a quell'intervento. Mi sembra, tra l'altro, in termini di ministri che non parlano solo ma operano, lei ci ha anche andato su quella pista, l'ha anche provata? Sì, è stata un'esperienza, io dico sempre che è stata un'esperienza meravigliosa dopo, nel senso che durante quel minuto mi è sembrato infinito, però l'ho fatto coscientemente, l'ho vissuto incoscientemente quel minuto. Ritenevo che fosse giusto anche per dimostrare anche un po' a me stesso che quella cosa esisteva e che l'avevamo realizzata, o meglio l'avevano realizzata perché io ho semplicemente accompagnato, così come il ministro Salvini, c'è stato un cantiere meraviglioso che andrà avanti ancora perché la pista è pronta, come avete visto, è stata preomologata, sta vivendo tutti gli steppe intermedi per l'accreditamento. Le federazioni internazionali, le due federazioni internazionali hanno dato riscontri molto positivi, gli atleti e le atlete delle tre discipline, Bob, Skeleton e Slittino, sono entusiasti, però il cantiere deve ancora vivere e ancora per 5 o 4 o 5 mesi dovrà determinare quella ricuscitura ambientale che consentirà di vedere quell'infrastruttura perfettamente inserita nel tessuto. Ma mi piace anche dire che noi abbiamo simmetricamente contribuito in modo decisivo attraverso l'agenzia Torino 2006 e anche qui dopo ragionevolmente 12-13 anni alla decisione di smantellare la pista di Cesana e anche lì ripristinare in qualche maniera la natura nella pienezza della sua efficacia. Quindi io credo che sia sempre la visione che ispira le persone, poi è chiaro che il modo con il quale noi interpretiamo il nostro ruolo, anche nella collaborazione tra i vari livelli istituzionali, fa la differenza. Prendersi un impegno e rispettarlo, promuovere comunque la collaborazione tra tutti i soggetti che appartengono a questo meraviglioso mondo e anche oltre, perché quando ti parla di olimpiadi e paralimpiadi, io penso che tutto il Consiglio dei Ministri dà il suo contributo. Il CIP, tanto Presidente, buon lavoro, il piacere di continuare questo percorso, il riconoscimento della qualità dell'apporto, della vivacità progettuale che sovrasta anche le nostre rispettive piccole debolezze, che è l'unica cosa che dovrebbe orientarci. Il riconoscimento dell'apporto, il riconoscimento degli interessi nostri, il beneficio semplicemente alla collettività, alla comunità del lavoro comune. E' felici di fare questo mestiere, dovremmo sorridere sempre come fai tu. Quando hai la visione, vedi le cose assieme, non sono elementi disarticolati. La pista di Cortina, che sarà un'eccellenza mondiale e che avrà caratteristiche dal punto di vista ambientale evolute, perché abbiamo superato la vecchia concezione dell'ammoniaca che alimenta la ricerterazione, gli glicole, ci sarà una centrale unica che servirà non soltanto la pista ma anche lo stadio del ghiaccio, ci consente di dire che quella diventerà un elemento di attrazione non soltanto per una nuova stagione delle tre discipline in Italia. Perché voglio dire che ci sono poche decine di atleti, ma senza impianto non è che uno può fare il bob da qualche altra parte, lo slittino o lo skeleton. I nostri atleti, invece di mandarle in giro per l'Europa, se non addirittura per il mondo, potranno rimanere e ospitare atleti delle altre nazioni. E quella pista, come ho dimostrato io, potrà essere utilizzata anche per divertimento, controllato in sicurezza, in una situazione ambientale per la quale sono stati rimossi 800 alberi, in parte malati o addirittura morti, con 8000 alberi. E' possibile che non si guarda mai in modo non ideologico, in modo pragmatico? In Italia, in Italia, mi domando, perché in caso della pista di Bob Slittino, di Cortina, se sia posto il problema degli alberi, si sta ponendo un problema degli alberi a Pietralata, a Roma, per lo stadio. Non si è capito ancora se c'è un bosco o non c'è un bosco lì a Pietralata, tu che sei di Roma non so se... Questo mi serve per agganciarmi a un altro dei temi che voglio confrontare. Da un lato è legittimo anche che ognuno esprima il suo parere, siamo in una condizione, se Dio vuole, privilegio della libertà, dico privilegio perché dobbiamo saperlo apprezzare, difendere. Perché quello che ci è stato dato dai nostri padri in termini di libertà e democrazia non è assodato, non è assoluto, non è perpetuo, ma tutto questo deve trovare una sua sostanza, anche nell'onestà intellettuale, con la quale si apre e si porta avanti il dibattito politico. Perché questo è il senso della democrazia. Questo è un Paese che spesso ha fatto emergere la logica del non qui, non nel mio giardino, indipendentemente poi degli approfondimenti tecnici. Ecco quando io dico ne togliamo 800 o meglio bonifichiamo per 800 alberi e ne piantumiamo 8000 forse... Per calcolo matematico... Oppure il modello di gestione non va bene perché ci sono 700 mila euro di saldo negativo ogni anno per la gestione di questa pista e si ha una visione parziale, mi dispiace fatta peraltro da una primaria società di consulenti. Perché non sono state contabilizzate le partnership con le aziende, le entrate da attività di fan, di divertimento, non sono state quantificate adeguatamente le contribuzioni delle delegazioni straniere. Non è stato compreso un modello di sussidiarietà che mette insieme alla pista anche altre posti attive che sono state realizzate da Simico proprio in funzione delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. E che serviranno in parte anche a sostenere economicamente una pista che oggettivamente da sola non basta. Ma questa è la logica della sussidiarietà degli asset perché la visione è unitaria e perché questi asset gli sta pagando lo Stato ma ne diventa proprietario il comune di Cortina. Ed è un valore come viene spesso considerato in maniera superficiale quello che è il valore di una Olimpiadi diffusa che utilizza siti che già esistevano, che li migliora, che li dota di know-how che è quello dell'organizzazione di grandi eventi e che quindi crea ricchezza per il territorio. Posso dare un ultimo dato? Per il 2006 e quindi diciamo ragionevolmente i primissimi anni 2000 sono stati investiti più di 110 milioni. Per la pista di Cortina ne sono stati investiti meno di 100 e sono passati 25 anni. Allora nessuno ha detto niente e oggi invece qualcuno... E non c'era il tema dell'aumento del costo delle materie prime, non c'erano temi molto delicati? Sì, ma tornerei, citavo prima Pietralata per arrivare al tema stati perché tra i grandi eventi ce n'è anche uno come quello di Europeo il 2020-32 e dobbiamo dare alla UEFA un dossier con 5 stati e aprire i cantieri in tempi rapidi considerando la nostra burocrazia. Io sa che la incalzo su questo per sapere quando sarà varato il decreto con la procedura commissariale che dovrà portare a avviare progetti. Noi siamo come dico sempre campioni del mondo di rendering plastici e quindi è il momento di arrivare ai cantieri. Ne siamo consapevoli perché abbiamo iniziato diversi anni fa, dico insieme ma spesso ci siamo trovati. Beh ha fatto carriere o no, ma va beh questo è un altro pari. Questo è un dettaglio. Dipende poi da come porterò a termine il mio mandato perché conta soltanto quello che uno riesce a fare e abbiamo fatto anche decine di convegni e anche qualche cinquina di interviste. Però adesso la cosa sta cambiando verso. Ancora una volta il governo presiduto dal presidente Meloni con la collaborazione di tanti ministri a partire dal ministro dell'economia Giorgetti e non solo, avrà una strategia ancora qui ispirata dalla visione. Quindi noi settimana prossima, credo massimo perché faremo un consiglio anticipato lunedì, quindi è probabile che non ne faremo un altro. Quindi si va la prima di giugno. Barrieremo un decreto, peraltro in modo interessante combinato sport e mef, che quindi dà forza anche ancora di più alla componente sportiva. E uno degli elementi qualificati di questo decreto è proprio la promozione della piattaforma commissariale, che è uno dei pilastri della strategia. Perché il secondo pilastro è il portafoglio delle opportunità finanziarie che stiamo configurando con il mef, poi come tu sai, perché tanto ci possiamo concedere il tu, con cassa deposite prestiti, impimit, sasce, istituto per il crito sportivo e culturale e sport e salute, informando poi la federcalcio. Perché credo che dobbiamo anche noi non mettere a disposizione fondo perduto, ma mettere a disposizione comunque strumenti che possano contribuire alla composizione del quadro economico degli investimenti che i privati devono fare in collaborazione con le amministrazioni comunali. Ci sono se non sbaglio 12 progetti stadio che si stanno muovendo, due cantieri aperti, uno a Firenze e uno a Venezia. Venezia molto silenzioso ma molto peroso, perché il progetto Bosco che prevede anche la realizzazione dell'arena sta andando avanti molto bene e io fra una decina di giorni, infatti d'accordo con il sindaco Brugnaro, vado anche a portare i miei saluti, quindi il governo a chi opera nei cantieri, perché comunque donne e uomini dei cantieri vanno in ogni caso sempre ringraziato, e quello che ho cercato di fare in questo anno nel quale velocemente è stata realizzata la pista di Bob Scheletro Neslittino, ma poi abbiamo Firenze, Cagliari, Empoli, Parma, c'è Milano che ormai diciamo ha scelto una strada, Roma, Palermo, Napoli, C'è una prospettiva certa con altri due progetti stadio che potrebbero aprire i cantieri a cavallo tra il 2025 e 2026, arriveremo all'appuntamento di ottobre 2026 in stretto collegamento con l'UEFA insieme alla Federcalcio con le 5 opzioni, è una competizione, tre città più o meno sono state definite, Roma, Milano e Torino, fermo restando che l'unico stadio già pronto è quello di Torino della Juventus, a proposito secondo me succederà qualcosa anche per lo stadio del Torino, perché è decaduta l'ipoteca, lo stadio di Torino sponda a Torino, l'Olimpico Grande Torino, è decaduta l'ipoteca e quindi adesso noi abbiamo fatto la nostra parte, l'amministrazione comunale e il club potranno discutere anche in termini di diritto di superficie, quindi ulteriori investimenti che miglioreranno lo stadio che è stato poi riqualificato, rigenerato per le Olimpie del Torino e il 2006. Stiamo parlando comunque di investimenti visto che sei uomo di numeri e hai bisogno anche nei prossimi giorni di rappresentarli sempre di più di diverse miliardi, con benefici non soltanto per le casse dello Stato, ma benefici soprattutto per le città perché sono tutti i progetti non puntuali limitati all'infrastruttura, ma di rigenerazione urbana dei quali beneficerà il contesto, saranno secondo me in alcuni casi anche delle piccole e positive scariche per lo sviluppo delle città che hanno... Io dico sempre che siamo talmente in ritardo rispetto agli altri che ora potremmo... Possiamo solo fare bella fine. E soprattutto possiamo avvantaggiarci per i prossimi vent'anni perché gli altri gli Stati li hanno fatti, non è che li fanno subito e noi potremo avere gli Stati migliori e più moderni da qui a prossimi vent'anni. L'importante è che siano Stati, al di là degli aspetti architettonici che hanno la loro importanza, accessibili, funzionali, energeticamente sostenibili, anzi a saldo attivo di energia, io vorrei che fossero tutte comunità energetiche e lo Stadio Olimpico anche di Roma che è un stadio di proprietà di sport e salute che il 100% Ministro dell'Economia sta lavorando anche in questa direzione, a me preme sottolineare ancora una volta l'accessibilità, devono essere Stati a misura di persone che poi abbiano anche tutte le altre caratteristiche compresa quella tecnologica e quindi la connettività che consentirà una migliore e maggiore socializzazione digitale, perché oggi gli Stati italiani non sono quasi mai questi elementi messi assieme, quindi stiamo parlando di 3,5 miliardi o 4 miliardi di investimenti solo per le infrastrutture, ma il Commissario una volta affrontato questo tema che riguarda la parte alta affronterà anche il tema degli Stati delle categorie che sono sotto la serie A, perché è opportuno che il sistema nel suo complesso migliori con modalità differenti a seconda delle caratteristiche della città, del club, della consistenza anche delle proprietà, e dopo gli Stati lavoreremo sui palazzi dello sport e ai palazzi dell'entrattenimento, poi abbiamo un progetto che riguarda l'economia del golf per lo sviluppo immobiliare turistico del golf soprattutto al sud e come fattore proprio di sviluppo e di presidio del territorio, abbiamo un'idea complessiva. E' questo che volevo sottolineare, che mi fa piacere sottolineare anche perché la sensazione in questi anni è sempre stata quella di una certa disattenzione nei confronti dello sport, non lo sport viene alla ribalta al di là del campo o quando ci sono grandi vittorie e tutti sono pronti a salire sul classico carro, oppure quando ci sono scandali e complicazioni, e a proposito di scandali e complicazioni siccome noi tendiamo a non farci mancare niente, e non voglio entrare nei dettagli delle singole fattispecie sulle quali ci sono indagini in corso, e insolutamente ci saranno indagini in corso, però c'è un tema che si lega a quella parolina abusata che è sostenibilità, rispetto al quale evidentemente quest'anno sono tornati a esserci molti problemi di carattere economico che hanno attraversato tanti sport, e quindi non si può fare il calcio professionistico, e qualcuno ha cercato magari di ricorrere di escamotage, poi sarà stabilito chi ha truffato, chi ha cercato di truffare o chi è stato truffato, ma al di là di questo lei ministro è stato lungimirante, è stato anche attaccato per questo, quando ha voluto individuare il tema di un'agenzia indipendente che facesse controlli preventivi importanti, che arrivasse anche dove gli attuali organi di controllo interni alla federazione non riescono ad arrivare, cioè per esempio banalmente a capire chi è l'effettivo proprietario di una squadra di calcio, perché noi parliamo sempre di aziende, quindi qualcosa che è una proprietà privata, io sostengo appunto che la peculiarità di questo mondo è che dietro quelle realtà, quelle aziende private c'è un bene pubblico, perché quei club appartengono alla comunità, e quindi c'è bisogno di un presidio pubblico di poteri che protegga le comunità, che quando spariscono le squadre spariscono sentimenti, storie, appartenenza, territorio, anche qui qualcuno però sottolinea come questa agenzia stia arrivando in ritardo, come i tempi siano lunghi, però è evidente che questo presidio serve. Allora intanto grazie, sottoscrivo ogni parola, anche le virgole, perché questo è stato lo spirito, io mi ricordo alcuni titoli, Figuraccia Mondiale, semplicemente perché ho cercato di dire, ora si cambia, anche perché sinceramente, a di là della coscienza, che si è formata anche con l'esperienza, io non vorrei un giorno essere colpevolizzato del fatto di non aver compreso il fatto, e quindi siccome ho consapevolezza del problema, mutuando anche esperienze a livello europeo, a partire dall'Inghilterra, che sta percorrendo esattamente la stessa strada, anzi, addirittura forse con maggiore intensità, ho ritenuto che l'indipendenza e l'atersietà, non che non ci fosse, probabilmente, anzi, sicuramente sì, ma dovesse manifestarsi un po' con la logica della moglie di Cesare, non basta esserlo ma bisogna anche sembrarlo. Non è stato un percorso semplice, la norma si è consolidata a fine luglio del 2024, non è un tempo lunghissimo per un organismo nuovo che nasce su quei presupposti, dove erano pochi favorevoli, ma io ho tirato dritto, anche perché per fortuna ho avuto il Governo vicino, il Presidente del Consiglio vicino, e quindi mi sono sentito confortato, al di là del fatto che le battaglie si fanno se c'è convinzione personale in ogni caso, non sono solo portatore di pensieri altrui, sono portatore di convinzimenti personali. A settembre abbiamo aperto il bando per la composizione della Commissione, l'abbiamo chiusa a novembre, a fine gennaio abbiamo finito la selezione delle persone, delle personalità, abbiamo dovuto fare poi delle scelte, perché ne sono arrivate tante, e avevamo necessità di qualificare la Commissione sulla base della qualità tecnica, quindi non è che siamo in ritardo clamoroso. Ho inviato ai Presidenti delle Camere, ieri, fatalità, la lista dei nomi, perché devono essere sottoposti alla valutazione vincolante delle due Commissioni, delle due settime Commissioni di Camera e Senato, e quindi io mi auguro che nel giro di due settimane ci possa essere via libera. Nel frattempo abbiamo lavorato su il regolamento di prima attuazione, di avviamento di questa agenzia, abbiamo scelto il luogo dove andare, dovrebbe essere ragionevolmente, almeno in una prima fase, lo Stadio Olimpico, e adesso inizieremo anche a costruire la struttura vera e propria, massimo 30 persone che devono far funzionare questa macchina. Io sono convinto che abbiamo margini di miglioramento, soprattutto nella trasparenza, perché la regola di Coviso che è stata quella di una tutela della privacy che è necessaria, ma noi dobbiamo non soltanto dimostrare l'efficacia, ma anche l'intellegibilità della nostra azione, quelle che sono le informazioni sensibili, rimarranno sensibili, ma la gente deve sapere quello che facciamo è il risultato, anche nell'ottica di fare proposte per migliorare il modello che resta, nel rispetto dell'autonomia affidato al Consiglio federale, il modello di regole che devono essere rispettate, gli indicatori economici, ma questo è un meccanismo che deve essere sempre in evoluzione per cercare di evitare di trovarsi in corso di stagione, poi con società che entrano in difficoltà. Lo dico non perché debba mettere le mani avanti, il nostro lavoro lo faremo senza guardare il colore delle maglie, perché ogni dimensione ha diritto comunque al rispetto delle regole comuni. Non possiamo immaginare che ci siano narrazioni per le quali ci si accanisca sui piccoli e poi si diventi accondiscendente con i grandi. È vero che la grande realtà sportiva rappresenta un patrimonio anche umano, sociale e rilevante, ma questo deve responsabilizzare i club e non deve assolverli rispetto ai inadevimenti. Credo che ci sia anche un grande equivoco quando si affronta il tema dei club, il tema dell'economia calcistica e della rilevanza dei club sul territorio. Veniamo da una settimana in cui per la prima volta un tribunale ha messo sotto amministrazione giudiziaria un club di calcio per la presenza, le pressioni di criminali e ci sono inchieste aperte sulle infiltrazioni di organizzazioni criminali nelle curve, dove non parliamo di fenomeni di delinquenza o violenza, ma parliamo di infiltrazioni che puntano al cuore economico. Questo perché evidentemente c'è una rilevanza dei club economica, ma di potere anche sociale sul territorio e quindi di una necessità che questi club siano sani economicamente per poter rispondere a queste aggressioni. Ed è un tema molto rilevante soprattutto nella serie C. Allora io personalmente fino a prima della pandemia ero per l'abolizione della serie C, perché era economicamente... E sembra un po' traumatico. Lo so, ma io avevo il piacere di avere posizioni drastiche. Durante la pandemia, come poi penso di essere una persona abbastanza intelligente, quindi studio le cose, ho capito che la presenza e la realtà della serie C sul territorio è indispensabile. Molto importante. Allora il tema qual è però? Che non è detto che quella roba lì che perde mediamente 100-120 milioni ogni stagione e che comporta sacrifici dei proprietari, che nel momento in cui hanno i soldi e li mettono, altrimenti andiamo verso questo tipo di situazioni. Allora è evidente che bisogna avere il coraggio di affrontare il tema delle riforme per rendere economicamente sostenibile quei progetti. Progetti sportivi che vanno di più legati ai territori, a cui va data un contenuto sociale. Il fatto di essere magari un hub sul territorio per la formazione non solo sportiva dei ragazzi. Ma tu stai dando già la risposta. Sì, io tendo a fare domande e darmi risposta. Esattamente così. Bisogna avere la capacità comunque di darsi degli obiettivi anche in un tempo breve, perché non siano traumatici ma siano una chiara linea di indirizzo. La riforma dei campionati anche per queste ragioni deve andare avanti. Questa è la ragione che parte dal basso. Poi c'è la ragione dei calendari internazionali che impongono in ogni caso una riflessione anche sulla serie A. La serie A poi liberamente valuterà sulla base dei suoi appunto interessi. Io ritengo che l'intraprendenza sicuramente eccessiva dei calendari internazionali che gratificano pochi e penalizzano molti deve far riflettere in ogni caso sulla necessità anche di far venire voglia di calcio che invece l'eccesso di offerta rischia di mettere a repentaglio, con rischi di non poter recuperare partite per qualsiasi avvenimento, una compressione comunque della stagione che diventa un problema anche per la qualità del prodotto e per il valore del prodotto campionato che noi dobbiamo cercare di preservare e per il valore in quanto tale e per la funzione dell'economia della serie A rispetto alla mutualità di sistema. Quindi le risorse che la serie A mette a disposizione delle altre categorie e per l'incidenza dell'economia della serie A nel contributo pubblico allo sport. Perché io ricordo sempre che lo sport italiano viene finanziato grazie alla riforma che è stata fatta alla fine del 2018, quindi la legge finanziaria del 2019, con il 32% dell'anno precedente. Quindi è il concetto della catena del valore sulla quale il governo italiano reinveste per far crescere il sistema sportivo dal basso, quindi l'attività e il ruolo alla funzione sociale dello sport. Più cresce la serie A, evidentemente, più cresce... Io ricordo sempre che i 30 milioni che la Juve dava a Cristiano Ronaldo si trasformavano in circa 30 milioni di imposte pagate. E ancora una volta, tu sei stato antesignano, ma noi abbiamo seguito comunque buone pratiche, la valutazione dell'impatto, quello socio-economico, fa capire i fenomeni da una chiave di lettura più profonda, meno superficiale, meno da bar con tutto il rispetto di chi si incontra al bar per parlare di sport e di calcio. E tra l'altro consente in ogni caso di comprendere ancora meglio questo modello che è unico nel suo genere nel mondo ed è unico naturalmente anche in Italia nei vari settori. Non c'è nessun settore nel quale il Governo reinveste ciò che quel settore genera. Mi sembra che questo sia un fatto non secondario. Voglio dare degli indicatori economici. Quando siamo arrivati il 22 ottobre del 2022, la parte variabile, sopra i 410 milioni, si attestava tra i 40-50 milioni massimo. Gli ultimi due anni, l'altro anno 154 milioni, più che triplicato, e quest'anno 185 milioni, ancora di più. Che vuol dire? Vuol dire che il Governo è generoso. Vuol dire che lo sport sta esprimendo tutto il suo potenziale, anche dal punto di vista dell'economia sociale. Ha fatto emergere anche da zone di penombra aspetti che riguardavano per esempio il lavoro sportivo con tutti i contraccolpi per il datore di lavoro, mi rendo conto. Stiamo mettendo troppo... Io... Parli più... Ma proseguiamo? Sì, in realtà dobbiamo proseguire fino a stasera, ma c'è qualche impegno, diciamo, stasera. Abbiamo tantissimi temi. Questo si ha percepito. Cioè, ogni elemento fa parte della progressione, dalla visione, alla strategia, le politiche, gli strumenti, le risorse. E questo secondo me non è mai successo. E lo dico con tutta l'anzianità di carriera, diciamo, perché sono capitato per caso, ma sono 42 anni che mi occupo del tema. E l'esperienza che ho maturato è il frutto intanto di relazioni umane, poi di relazioni sociali, e poi della capacità comunque di preservare l'esperienza nel tempo. Io non ho mai visto da tutte le prospettive dalla quale ho guardato e vissuto lo sport un modello così integrato. Un modello che peraltro collabora sistematicamente con le regioni, con le provincie autonome. E Francesca Gerosa ancora una volta è testimone oculare di questo modello che per la prima volta nella storia repubblicana, o meglio, per la prima volta dopo la riforma del titolo quinto della Costituzione, nell'articolo 117, considera la materia concorrente sportiva come strumento per concorrere all'obiettivo e non per concorrere tra vari livelli istituzionali. È un salto di qualità culturale che mi auguro sia di aiuto per gli altri. Il salto di qualità culturale è una cosa che non succedeva da un po' e che succederà tra qualche giorno, è una cosa che mi piace molto. Ci saranno, dopo tanto tempo, a Roma le finali di giochi della gioventù. Verebbe da dire che è solo l'inizio. Sì, è emozionante nella misura in cui, Paola lo sa meglio di me, 8 anni fa questo grande progetto sociale, educativo, si era sostanzialmente spento nell'indifferenza di tutti. È rimasto nella memoria di Chiara qualche anno in più. Per me è stato un motivo di qualificazione anche delle linee di indirizzo del mio mandato quando le ho presentate alle commissioni congiunte. Ho trovato la piena corrispondenza del Parlamento Tutto all'unanimità, con una norma che è stata approvata in tempi ragionariamente brevi, ripeto, con il concorso di tutti. È partito in collaborazione col Cone e con il CIP per la prima volta, perché ci sono anche attività che riguardano il paralimpismo con la logica delle competizioni anche integrate. Quindi quest'anno è il basquin. È diventato l'emblema, quest'anno è iniziato con 6 discipline, alcune della tetrica leggera, la ginnastica, la pallavuolo, la palacanestro, il tennis con il pickleball e poi il basquin, ma è evidente che ogni anno aggiungeremo e saremo anche più rumorosi. La cosa più affascinante è che accompagniamo questo confronto sportivo, educativo e sociale di tutte le scuole italiane, quarta e quinta elementare e le scuole medie e inferiori, le accompagneremo con tematiche civiche e l'accordo con altri 4 ministri, perché io il ministro Valditara, il ministro Valditara per definizione perché è il titolare del tema istruzione e merito, ma abbiamo comunque il ministro Locatelli, il ministro Schillaci, Pighetto Fratin e Lollo Brigida, adesso si associeranno anche la cultura al ministro Giuli e il ministro Locella con le pari opportunità e la famiglia, perché questi sono tutti i temi che si incontrano e faremo in modo che il programma sportivo sia accompagnato da contenuti di interesse generale, a supporto anche dell'impegno della scuola per ripristinare l'educazione civica. Faremo in modo anche che la prima e la seconda e la terza elementare inizino a giocare, che non vuol dire competere, comunque a divertirsi attraverso lo sport sempre sotto le insegne di giochi della gioventù, saranno giochi all'insegna di Giulia Onesti che comunque per noi è culturalmente un riferimento che dovremo cercare di promuovere di più e meglio, perché se oggi siamo quello che siamo è grazie alla sua visione e al suo impegno e a quello degli uomini e delle donne di quel tempo, che spesso dimentichiamo, e poi è lo strumento attraverso il quale noi consolidiamo l'agenda sport e scuola, che peraltro ho il piacere di declinare con tutti i colleghi di governo, non ce n'è uno che non abbia una cointeressenza relativamente alle infrastrutture, i programmi didattici, la formazione dei formatori, il rapporto tra la scuola e il territorio, le società, le associazioni, le palestre scolastiche che si aprono al pomeriggio. Il mio sogno personale di una scuola come in Slovenia, dove ai ragazzini viene data la possibilità di provare tutti gli sport e poi possono, in base a quello per il quale sono più portati o sono più predisposti, provare a fare il vero agonismo. Noi stiamo sognando con te, però sono convinto che un pezzo del tuo sogno ci realizzerà. Io di questo sono molto contento, del fatto che ci sia quantomeno più percezione dell'importanza e della sensibilità che lo sport rappresenta. Io volevo chiudere questo incontro, che prima siamo alla conclusione, siccome siamo partiti da sport, economia e sistema dei valori, per arrivare a, è brutto dire modello, perché i modelli sembrano sempre cose finte, ma l'esempio Caivano che forse ci riporta esattamente a questo cerchio che abbiamo provato a tracciare oggi? Esempio da una parte simbolico, dall'altra emblematico, dall'altra pratico, concreto, oppure in tutti i suoi risvolti umani. Siamo partiti da Caivano proprio nella logica della evoluzione, dello svegno che diventa impegno. Questo è stato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il 31 agosto 2023, dopo la cronaca nera di due bandine violate, ha detto, ora basta, andiamo giù, ha cercato di capire quale fosse la situazione sociale, disperata, per certi versi disperante, non è il tipo che si dispera troppo, e quindi ha detto, adesso cambiamo ritmo. Lo dico anche qui, perché anche a queste latitudini si comprenda quale fosse la situazione di fronte alla quale nessuno ha fatto niente. 12 anni fa, 13 anni fa, da due balcani hanno lanciato due bambini, Fortunè e Antonio, sono stati uccisi per ragioni di malavita, di criminalità, lì le cose si risolvono in maniera molto pratica, ci risolvevano, così come abbiamo saputo che dal campo sportivo, che poi era di fatto abbandonato da 12 anni, alla parrocchia di Don Patricello, nel frattempo avevano ammazzato per strada 5 persone, ma era tutta cronaca, forse qualche istituzione era andata nel frattempo ai funerali, forse qualche dichiarazione c'era stata, ma tutto era rimasto come prima e ogni giorno leggerava, nonostante l'impegno comunque degli uomini e delle donne delle Forze dell'Ordine, ma si era un po' in una consuetudine quasi normalizzante, so che è un minuto e dodici ma io devo finirsi questo discorso. No, no assolutamente, noi siamo... Allora noi abbiamo detto, ora basta, ora basta, partendo dallo sport, ma non limitandoci allo sport, voi lo sapete perché lo abbiamo detto in tante maniere, tutti i ministri sono andati, tutti i ministri hanno continuato perché non c'è stata una comparsata, c'è stata un'assunzione di responsabilità, quando il Presidente Meloni ha detto ad agosto, entro la primavera, questo luogo ritroverà la sua vita, sembrava anche una sfida complicata perché lì c'erano solo macerie, grazie al genio militare, grazie comunque al Commissario straordinario siciliano, grazie a Sport e Salute, grazie ai Carabinieri forestali, grazie a tutti quelli che si sono messi a disposizione alla fine di maggio, prima della fine della primavera, quel luogo lo abbiamo recuperato, adesso 1500 persone usufruiscono di quei servizi, per molti versi anche gratuitamente, abbiamo risolto anche un problema con la regione Campania perché non era previsto il voucher per quelle società che gestivano impianti ma che venivano da altre regioni, pensate un po' alle fiamme oro, ma l'abbiamo risolto e adesso metteremo comunque in piena operatività un'altra misura che è il dote famiglia che riguarda le famiglie con i 6 sotto i 15.000 euro, e poi abbiamo lavorato sulle palestre scolastiche, abbiamo fatto un playground in tre mesi sotto i balconi di Fortuna e Antonio, gli abbiamo dedicato a questo impianto, stiamo realizzando un nuovo campo di calcio con la pista di atletica e ancora e poi abbiamo detto, anzi lei ha detto, lo faremo e lo rifaremo, Quarticiolo, Rozzano, Scampiè e Secondigliano, San Ferdinando, Orto Nuova, a Catania, a Palermo, a Foggia, altre repliche del modello che vanno, altri investimenti, altri impegni in un tempo breve, questa idea che oggi lo diciamo e chissà quando succede non succederà più per quanto ci riguarda, quello che mi fa piacere poter dire con piena consapevolezza è che adesso, se diciamo che fra un anno succede, succede magari un giorno prima, io penso che questo sia un fattore di garanzia, in un modello di relazione tra il cittadino e le istituzioni che non può passare soltanto per una logica di appartenenze ideologiche, ma di comunione ideale rispetto al ruolo nobile che la politica deve poter riassumere, deve poter esercitare con pieno senso di responsabilità, indipendentemente che sia maggioranza o opposizione, questo responsabilizza ancora di più ognuno di noi nel nostro ruolo, ancora di più cercare la collaborazione preventiva, che poi qualcuno lasci strada facendo, voci di sottofondo anche un po' sgraziate che se ne assumano responsabilità, noi abbiamo il piacere di coltivare l'armonia. Anche per questo ringrazio il Ministro per lo Sport e Giovani Andrea Bodi per le sue parole e per essere stato qui. Grazie mille. Grazie mille. Grazie mille.
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