L’Europa e la sfida italiana delle riforme
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L’Europa e la sfida italiana delle riforme
Il dibattito sui limiti dei mandati per i leader regionali, il potere e la responsabilità politica, con riflessioni personali e confronti tra esperienze regionali.
Settotitoli creati dalla comunità Amara.org e che si fa. Buongiorno benvenuto ministro Lucchiaciriani al Festival dell'Economia di Trento ben trovati a tutti voi e ministro del Paese nel paesello mi vien da dire no con un nome tra l'altro importante un pezzo di fiume mi viene da dire e che poi ha fatto il consigliere regionale fino a diventare assessore vicepresidente regione e poi parlamentare infine ministro il il terzo ministro della storia del Friuli e io devo farla tornare per un istante consigliere regionale per chiederle ma lei avrebbe chiesto un terzo mandato da vicepresidente della Giunta regionale del ma eh le posso dire che per esperienza personale eh nella Regiazione francese Giulia esisteva non so se esiste ancora lo introdusse Illi il presidente Illi limite rimandato anche per i consigliere regionale e quindi proprio in forza di quella norma io fui costretto diciamo così abbandonare il consiglio regionale e trovai poi per fortuna per merito non lo so posto nelle liste delle politiche del duemila e diciotto All'epoca mi sembrava di di fare una scelta diciamo controproducente anche che fosse una violenza tra virgolette nei miei confronti quelli dovevano abbandonare il consiglio regionale posso dire a posteriori con la massima sincerità che è stata la scelta migliore della mia vita ecco io credo che due mandati fatti i massimi livelli siano sufficienti per fare un programma in dieci anni e a realizzarlo dopo lì che rispetto naturalmente le opinioni di chi ne vuole tre quattro e cinque però a quelli che dicono che i parlamentari consigliati possono fare tanti mandati molti bicarli fino a rimanere in parlamento vent'anni o trent'anni devo dire che però signora il fatto che i poteri sono molto diversi il potere che ha un sindaco che è un presidente della regione un potere inimmaginabile nessun consigliere comunale o consigliere provinciale o regionale ha il potere che ha un organo eletto direttamente quindi secondo me ma come insegnano tutte le roncrazie occidentali il limite dei mandati è intrinseco nelle elezioni diretti che io eh ho sempre condiviso l'idea delle elezioni diretti, l'episidenzialismo ma è porta con sé naturalmente direi naturalmente intrinseccamente il limite dei mandati tanto potere per un tempo limitato poi credo anche che da punto di vista personale ma questo ragionamento è solo mio cambiare area dopo un po' sia un po' più che io. E come mai all'improvviso è diventato così caldo questo dibattito fino a qualche anno fa non c'eravamo posto no? Il il tema del terzo mandato che poi in alcuni casi è il quarto perché c'è chi è stato come presidente Zaglia eletto prima della riforma e poi ha fatto due mandati da governatore nome che a me non piace molto. No che non esiste. Evoca stati federali americani che non ci sono. Chiamiamoli presidenti. Presidenti. Ma come è mai è diventato così caldo adesso? Per questioni interne No perché i i governatori cioè questa nuova figura che abbiamo governatori giornalisticamente i presidenti di regione come correttamente dice lei eh che hanno svolto un ruolo importante nella politica nazionale che hanno assunto un ruolo importante sono arrivati al limite dei mandati prima prima non è stato così o al meno non avevano il potere che c'era prima una serie di fattori di carattere personale di carattere politico hanno prodotto diciamo questo diciamo così corto circuito quindi chiamiamolo per semplificare e e quindi c'è chi è presidente vorrebbe farlo in eterno vorrebbe continuare a fare questo lavoro lo fa sicuramente anche mosso da intenti sinceri la volontà di di rendersi disponibile dal consenso che ha presso i cittadini noi abbiamo maturato come partito eh la volontà di dire che due mandati sono sufficienti proprio per le ragioni che ricevo prima perché a tanto potere dover corrispondere un limite un limite temporale altri hanno sensibilità diverse fanno ragionamenti diversi però ritorno su quello dicevo prima quando sento qualcuno che dice deve decidere il popolo io voglio voglio anche ricordare che sono sono poteri molto diversi sono questioni molto diverse sul piano sul piano pratico e quindi non è un capriccio quello del limite dei due mandati non è un'invenzione per fare danno qualcuno non è una cosa che ci siamo inventati in danno di Fugatti in danno di Zaya in danno che ne so di Marsiglio, presidente della Brusa e fratelli d'Italia è una cosa che esiste eh nella nella disputa della della politica da sempre e quindi si può discutere ma non si può accusare chi è favorevole al limite di farlo contro la volontà dei cittadini contro le regole democratiche o violando la costituzione eh io rispetto le idee degli altri però sul limite dei mandati credo che si debba rispettare anche chi come noi pensa che i due limiti siano due mandati siano sufficienti dopodiché in Italia esiste la Corte Costituzionale che si è già espressa sulle regioni ordinarie si esprimerà tra qualche mese non so quando anche sulle regioni di studio speciale e lì potremo discutere ma immagino che di questo parleremo ancora nel corso della nostra checchierata se può consolarla ieri un contrario anche al limite dei mandati da direttore di giornale insomma il mio editore non era d'accordo e le faccio però una domanda sulla questione del potere visto che ci fa capire che quando uno si abitua a fare il governatore o il presidente come piace dire a me poi si affeziona aveva ragione Andreotti quando diceva che il potere logora chi non ce l'ha? Cioè così bello stare al potere? Ai tempi sicuramente era vero perché il potere era un potere concentrato nel pentapartito con il consensitivismo del PC ma questa è un'altra storia io credo invece forse questo la stupirà che il potere logora anche chi ce l'ha nel senso che è molto difficile soprattutto adesso governare perché governare è faticoso e ti spinge a fare delle scelte difficili se vuoi governare bene e se non vuoi fare soltanto comunicazione che è un'altra cosa se vuoi governare affrontare i problemi soprattutto quelli più emergenti più difficili fra i scelti popolari e scegliere vuol dire dividere quindi avere qualcuno che è a favore o qualcuno che è contrario quindi proprio perché sono convinto che la responsabilità del potere sia pesante sulle spalle di chi lo interprete in maniera seria costruttiva con senso di responsabilità credo che anche per questo il limite è mandatelo a una cosa corretta. Io lei ha avuto la bontà di ricordarlo vengo dal Friuli Venezia Giulia ma in Friuli come Trentino Alto Agis è il Friuli e c'è la Venezia Giulia è guai a confondoli perché succede il finimondo. Ecco io sono Friulano lei ha detto che da trent'anni più di tante anni non c'era un ministro Friulano io anche se può sembrare retorico ma sono sincero io sento veramente la responsabilità di essere all'altezza della storia del popolo Friulano che è un popolo straordinario che ho vissuto il terremoto che è rinato che si è creato da solo che non ha mai pianto non si è mai lamentato sembrava avanti quindi sento veramente questa responsabilità e devo dire che ogni tanto questa è una responsabilità che un po' ti schiaccia quindi il potere non è soltanto un lustrino una televisione un'intervista le belle cose che ci riempiono di susistrazione che non dire a carezza nel nostro narcisismo e anche la responsabilità e questo secondo me logora soprattutto chi c'è. A proposito di logoria di responsabilità lei fa il ministro dei rapporti col Parlamento che è il lavoro più complicato che ci sia in questo Paese immagino visto che il Parlamento dice che la Presidente del Consiglio non si fa vedere che le cose passano sopra la testa del Parlamento e come passano le sue giornate a chiamare tutti i segretari e chiamare i capigroupi tra l'altro non le manca l'esperienza da capogruppo acquisita però è un ministero magari invisibile per alcuni ma fondamentale per altri soprattutto in questo momento in cui si tende a considerare i presidenti gli unici noi siamo ancora in una terra dove ci sono tre poteri no? Legislativo esecutivo sono due cose diverse poi certo c'è il giudiziario invece si tende a pensare all'esecutivo legislativo come se fossero la stessa cosa. Sì è un mestiere difficile e tra volte anche un po' ingrato in cui bisogna lavorare tanto e parlare poco forse per questo che mi ha scelto la Presidente Meloni perché io essendo frullano e anche avendo un indole abbastanza poco cialiera tendo a parlare poco e se posso lavorare di più mi sono dato come moto quello di lavorare dieci e parlare uno e quindi non sono un tipo televisivo non sono un grande oggi sta violando tutte le regole lo so però è così questi quaranta cinque minuti sono una botta di vita. No no nel senso che eh credo che la politica sia anche lavoro responsabilità e anche impegno anche studio e anche difficoltà di capire talvolta anche l'umilità di studiare per capire quello che succede. Il ministro del politico del Parlamento deve fare andare avanti il lavoro il programma del governo in Parlamento è l'ambasciatore del Parlamento presso il Parlamento ed è il sindacalista del Parlamento presso il governo cioè deve tenere insieme le due facce della medaglia perché il Parlamento è fondamentale perché senza Parlamento non vanno avanti però bisogna anche tenere in conto in considerazione la sensibilità di chi fa il parlamentare di chi è eletto dei territori di che comunque al di là dello strapotere dei governi di tutti i governi ha la necessità di fa sentire la sua voce di portare a casa tra virgolette qualche risultato e quindi l'equilibrio non è sempre facile perché il governo ha il diritto dovere di realizzare il proprio programma i gruppi parlamentari anche loro hanno il diritto dovere di fa sentire la propria voce in più c'è il problema delle opposizioni le opposizioni devono essere ascoltate non possono essere schiacciate devono essere anche bisogna cercare di capire anche la volontà che muovono le opposizioni io ho fatto praticamente opposizione due terzi della mia vita politica è stata opposizione all'inizio era solo opposizione quasi nicchia era un partito immaginato per usare un termine edulcorato eravamo straccizzati demonizzati era il movimento sociale è giusto per parlarsi chiaro e quindi mai mai immaginato che il mio carriere avrebbe portato ad essere al governo del paese quindi ho interiorizzato come posso dire l'esigenza di essere rispettato da chi governa quindi io cerco di capire chi è l'oposizione cerco di capire le sue necessità le sue battaglie l'esigenza ogni tanto come dico io in parlamento non di farsi approvare una legge ma il diritto di farsela bocciare in parlamento cioè di dire io porto questa cosa qua e tu me la bocci però intanto io ho avuto l'occasione di parlare di discutere quindi il tempo per le opposizioni il tempo per discutere loro proposte io cerco sempre di rispettarlo e cerco anche di rispettare quando chiedono la presenza che non sia strumentale chiaramente la presenza del governo dei vari ministri per discutere dei temi l'ordine del giorno questo è quello che io cerco di fare garantire che il governo vada avanti rispetto al proprio programma e che lo possa realizzare senza schiacciare le opposizione è un mestiere molto complicato perché tutti i parlamenti non stando quello italiano soffrono molto rispetto allo strapotere dell'esecutivo perché questa è una tendenza di tutta la politica moderna. E quando fa il sindacarista come come si approccia Giorgia Meloni? E non è facile che ti devi far vedere Giorgia. Dico che bisogna fare bisogna in certi giorni essere presenti in Parlamento lo dico anche i ministri lo dico e sottosegretari bisogna rispettare il Parlamento se c'è un dibattito importante bisogna che i ministri siano presenti bisogna che siano disponibili a rispondere alle question time alle informative e cerco anche nel limite possibile di accogliere qualche ammendamento che viene da le opposizioni perché non è un segreto che il gioco democratico soprattutto in commissione si svolge anche su questo cercando nel limite possibile anche di accogliere qualche ammendamento dell'opposizione se sono cose argomenti che possono essere approvati non stravolgono il programma elettorale siccome il Parlamento si occupa di tutto lo scibile umano sicuramente c'è qualche pezzo di questo di questo confronto in cui si può trovare d'accordo e in commissione in espattino inaspettata ma spesso avviene quando si discutono delle cose concrete si trovano convergenze impensabile su questo ogni tanto è giusto dare ragione anche all'opposizione adesso torno un po' al titolo all'Europa e la sfida dei riformi italiane prima riforma devo chiedere perché è a Trento per cui le chiedo la questione dello statuto su anche punto siamo lei la seguita direttamente questa riforma è una riforma strategica per questo territorio ma che è anche un po' impensierito perché poi sullo sfondo c'è il tema della riforma delle autonomie differenziate la chiamo il plurale perché poi sono davvero differenziate non c'è una autonomia sola e qualcuno addirittura temeva sul territorio che si perdesse qualcosa a favore delle altre regioni per esempio sui questioni dell'orso e il lupo senza citare due protagonisti che non sono presenti in sala ma che le assicuro sul territorio sono molto presenti però per la favola selvatica anche io vengo in un territorio del Friuli della Piedmontana in quel tema è molto sentito c'è proprio la previsione di una competenza speciale dedicata soprattutto la provincia di Trento sul tema della fauna selvatica ma al di là di questo aspetto che sicuramente è interessante ma non è l'unico nel principale noi abbiamo lavorato in collegamento con i due presidenti delle Province Autonome per la riformulazione dello statuto del Trentino e dell'Alto Adige perché l'abbiamo fatto? Perché la riforma del titolo quinto voluto dal centro-sinistra ai tempi paradossalmente ha creato un rallentamento e un restringimento dell'autonomia perché ha creato una serie di contenziosi presso la Corte Occupazionale che hanno finito in maniera spero involontaria ma sicuramente verificabile un restringimento dell'autonomia dalle due provinze quindi abbiamo lavorato per riportare l'autonomia ai livelli degli anni 90, 1992 per allargarla e per rafforzarla dal punto di vista tecnico-giuridico ci sono tutti i testi per chi li volesse prendere in mano però è innegabile che questa è stata la volontà peraltro espressa nelle dedicazioni programmatiche della nostra Presidente Belloni e questo è importante per una serie di motivi, è importante per il dentino, è importante per l'Alto Adige, è importante perché segna un cambio nella politica della destra e centrodestra secondo me rivoluzionario perché io venivo da queste parti già in realtà venivo a Bolzano quando ero ragazzo per difendere Bolzano italiana. C'è ancora un onorevole mitolo immagino il signatore Mitolo, Andrea Epietro insomma. Io ricordo tutta questa storia e fortunatamente le cose sono cambiate adesso a Bolzano, centrodestra e la destra governano insieme la sud-tiro allo Spartacus. Quindi l'attenzione all'autonomia non è finta, è reale e concreta però l'autonomia voglio dire anche questo non è un liberi tutti, l'autonomia vale anche per i Friuli, vale per la Sicilia, per la Sardegna, non è faccio quello che voglio, mi alzo la mattina e mi invento che ho una competenza che non ho. L'ha detto il Presidente Mattarella non voglio strumentalizzare il Presidente però le sue dichiarazioni a Venezia l'altro giorno sono cristalline l'autonomia all'interno dell'unità nazionale nel rispetto della Costituzione. E torno al tema di prima esiste un accordo equizionale che farà chiarezza sui quali sono i limiti e i poteri delle regioni speciali e delle regioni ordinari e sul terzo mandato non so se ho già risposto in maniera sufficientemente chiara sul terzo mandato noi in Consiglio Ministro non abbiamo preso una decisione politica contro qualcuno, abbiamo fatto una scelta tecnico-giuridica secondo me inevitabile perché i rischi di una impugnativa indiretta, incidentale di quella norma sono altissimi perché né in Trentino né in Friuli si vota domani mattina tra molto tempo e c'è tutto il tempo a disposizione perché si faccia chiarezza e chi deve fare chiarezza la consulta. Se il Trentino come il Friuli come Valdahosta ha buone ragioni e è convinto di avere buone ragioni nel sostenere la sua competenza la consulta sicuramente non ignorerà queste ragioni ma fino a quel momento la scelta nostra è stata una scelta di buon senso inevitabile e fatta sul piano strettamente tecnico-giuridico perché la nostra vicinanza eh al tema dell'autonomia della sensibilità autonomistica l'abbiamo dimostrato riformando uno statuto che era fermo lì da più di vent'anni. Esatto. Il ministro visto che mi parla del Consiglio dei Ministri, cioè come fate poi come dire litigare ma stare così sempre compatti? Cioè avete un segreto. No, non ci sono le telecamere. Ah non ci sono telecamere? Questo aiuta molto probabilmente e c'è solo il sottosegretario la presidenza. Cioè un unico testimone, l'unico posto dove non entrano nemmeno i funzionari. È quello che aiuta? No no faccio una battuta perché mi era proprio me l'ha messo su un piatto d'argento e quindi quando non ci sono le telecamere si dicono le cose vere. No chiaramente la politica che che ne dicono i grillini che volevano fare lo streaming ha i suoi riti tra cui anche la parte pubblica e la parte privata come tutta la vita. Ci sono le dichiarazioni pubbliche e c'è la trattativa privata che è giusto che rimanga privata e personale tra i leader e tra i partiti perché questo è la realtà della vita senza essere ipocriti. Consigli ministri però io ho sempre avuto e ho un rapporto molto buono con tutti i Ministri e tutti i partiti anche perché il mio mestiere devo rappresentarli devo devo aiutarli a provare i decreti disegni di legge. Il clima è così sempre molto buono, molto cordiale anche questa discussione sul terzo mandato si è svolta in un clima dire quasi di disputa accademico in cui c'era il ministro Calderoli che sosteneva le sue tesi in Valle di Rit, la ministra Casellati che sosteneva sulla base di altri sentenze tutto si è svolto ma è molto cordiale senza urla grida stepy t e quindi questo per dire che il governo è solido andrà avanti e supererà anche queste queste questioni che sono sono rilevanti per noi perché in realtà il terzo mandato non è una questione c'è la però la forza della coalizione della leadership e del programma prevale su tutto. I cognomi a volte aiutano, no? Avete detto si salvini chi può a un certo punto perché c'è una fuggatti in avanti. No il sul tema del Trentino visto che siamo a Trento ribadisco quello che ho detto prima e io credo che nella vita come in politica la correttezza sia essenziale, la correttezza sia essenziale e quindi anche la trasparenza. Non credo di vivere in un mondo come dire un mondo ideale perché so come è fatta la vita il mondo, le persone, la politica è fatta di tante cose anche negative di tra di me, di colpi alla schiena, di fregature, di amici che deventano nemici e viceversa però noi siamo stati leali sempre stati leali siamo noi il partito e fratelli d'Italia è un partito di centro destra e abbiamo sempre invocato la coerenza di essere soltanto nel centro destra non abbiamo governato col PD, non abbiamo governato quei cinque stelle eramo il più piccolo partito della coalizione e ci siamo comportati da partito più piccolo della coalizione chiedendo quel pochissimo che ci aspettava. Quando le proporzioni del voto dei consensi sono rovesciate qualcuno ha messo in discussione i principi fondamentali della politica cioè che si governa anche in baso ai consensi e questo è una cosa che francamente postupisce per parlare di Trenton avevamo un patto e questo patto dove essere mantenuto la realtà dove essere mantenuto non possono esserci come dire ripicche legate alle questioni che conosciamo perché non c'entrano nulla quello che ha avvenuto il consiglio dei ministri è una scelta ribadisco tecnico-giuridica inevitabile e sacrosanta per mettere a riparo la legge da eventuali impugnative in via incidentale ci aspettiamo altrettanta realtà e altrettanta altrettanta chiarezza questo è semplicemente quello che vorrei ribadire oggi qui a Trenton. Tornano le riforme, sta andando in porto riforma della giustizia c'è il tema della separazione del carriere c'è il tema del sorteggio che riguarda i magistrati componenti del CSM ma anche i membri laici, sorteggio che fa discutere una parte della magistratura c'è il tema dell'alta corte. Questa mi pare comunque la prima riforma destinata ad arrivare in porto. Noi abbiamo discusso animatamente questo sincapigroup al Senato qualche giorno fa con l'opposizione perché vorremmo portare in seconda lettura in Senato in aula il bisogno di legge di separazione di carriere anche senza il mandato relatore, qui vi dovrei annoiare che usare questa cosa qua tecnica il mandato relatore ma è una cosa che per chi fa politica in Parlamento è una cosa piuttosto importante. Vorremmo realizzare il programma di riforme della giustizia ma c'è una forte opposizione direi ostruzionistica da parte del Centro Sinistra. Però su questo intendiamo andare avanti in tutti i modi. Perché è importante la riforma della giustizia? Perché la credibilità della giustizia in italiana è scesa sotto il livello di credibilità dei partiti italiani e questo dovrebbe spaventare soprattutto chi amministra la giustizia, cioè i magistrati. Perché c'è questa bassissima considerazione della magistratura? Perché la magistratura ha dato troppe dimostrazioni di essere parziale, partitica, politicizzata, divisa per correnti. Il caso Palamara non ce lo siamo inventato noi. Quando sono uscite le chat dei magistrati di Palamara, quando si è uscito il libro si è dovuto mettere mezza magistratura italiana. Quindi qual è la malattia mortale della magistratura? La divisione per correnti partitiche. Questo lo puoi superare soltanto con il sorteggio. Bello brutto che sia, ma non esiste altro strumento che il sorteggio. E la separazione delle carriere, che non sarà il toccasana della giustizia in Italia, ma è un principio fondamentale perché secondo noi introduce criteri di pari distanza tra chi accusa e chi difende. Cioè rende terzo il giudice e rende secondo noi più indipendente anche il giudizio finale. Quindi si creano due CSM e soprattutto, come ricordava, si crea una Corte che deve amministrare la giustizia e anche le sanzioni disciplinari nei confronti dei magistrati. E' di tutto evidente che la magistratura è molto condiscendente nei confronti di chi sbaglia al proprio interno. Anche su questo noi pensiamo che sia il caso di cambiare. La magistratura rimane autonoma e è strano vedere magistrati che erano combinati di onigiene, la cui carriera continua in perterita. Voglio ricordare tortura, ma gli esempi sarebbero tanti. Però la riforma della magistratura è essenziale per questo motivo e concludo dicendo che ho assistito in prima persona allo sciopolo e alla protesta alcuni magistrati dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e questi magistrati sventolavano la riforma di giudiziaria. E' un strumento che prevede la costituzione, non stiamo facendo un colpe, stiamo facendo una legge che era prevista nel programma del centro-destra, che ha vinto le elezioni anche per questo motivo, anche in forza di questo programma. Ci sarà sicuramente al 100% un referendum confermativo e il popolo nel nome del quale si amministra la giustizia deciderà se questa riforma è giusta o è sbagliata. Ma se non si preveva magistratura solo magistrati destra o solo magistrati sinistra, per il paradossus, cioè il sorteggio è per definizione random, non potrebbe pescare ovunque. Ah sì certo, è un rischio, ma ogni rischio che noi possiamo affrontare ipotetico nel futuro è meno rischioso, è meno dannoso di quello che abbiamo visto nel presente e nel passato. Rileggetevi il caso Palamara, rileggetevi come le correnti che si sono organizzate in quale si sono organizzate nelle zone procure, nelle sedie dei tribunali, insomma. E come la amministratura in forza di questo sia organizzata intorno a correnti che hanno organismi, che hanno, diritto, fanno dei congressi, non è possibile perché lei si metta nei panni di un cittadino di sinistra che deve essere giudicato, faccio esattamente il contrario di quello che lei ha fatto, è un magistrato che appena è loggiato su un giornale, parlo di fantascienza, il governo Meloni dicendo quanto è brava la Meloni che finalmente manda gli immigrati in Albania. Questo magistrato che si è esposto sui giornali e loggiando il governo, loggiando la politica migratoria del governo, deve giudicare un ragazzo dei centri sociali di qua di Trento. Questo sicuramente si troverebbe nell'elgitimo sospetto di non essere indipendente, deve anche sembrare indipendente e autonoma. Quindi sicuramente autonoma ma sicuramente anche imparziale. Questo è quello noi vogliamo arrivare. La perfezione non esiste perché non è degli uomini però la separazione delle carriere e la riforma che noi abbiamo in mente secondo noi ci avvicina a una giustizia meno politicizzata. Ho apprezzato la parte della fantascienza perché effettivamente c'è stata una discreta polemica di quanto ha detto. Detto di questa riforma, poi a chi tocca? Tocca al premierato, tocca all'autonomia differenziata, c'è un accordo per portare comunque avanti questi tre pilastri della vostra legislatura? E dobbiamo riuscire a fare tutto quanto insieme, il tempo ancora c'è perché abbiamo ancora due anni davanti di legislatura, il premierato è in seconda lettura in commissione alla camera e l'autonomia differenziata, il giorno in cui abbiamo impugnato la legge del terzo mandato del tentino, però abbiamo anche approvato sempre in tema di sensibilità autonomistica, la legge delega di calderoli sui LEAP, cioè sui livelli essenziali delle prestazioni che sono essenziali per l'autonomia differenziata. Da un ministratore friulano, non ho nessun problema sull'autonomia differenziata, è una possibilità che si offre alle regioni ordinarie. Sembra che funzioni ancora. È qualcosa che si aggiunge a chi lo vuole ma non toglie nulla agli altri, quindi se qualche regione vuole avere livelli di autonomia più ampia e un bene, il maggior di responsabilità non toglie nulla agli altri, quindi regionalismo differenziato, autonomia differenziata, il premierato e la giustizia vanno avanti insieme, il premierato si qui potrebbe parlare mezz'ora, ma il tempo è poco, è fondamentale per una questione di cui parlavamo prima, la stabilità dei governi e attenzione, nel premierato c'è limite dei mandati. Mi ha prevenuto, questo è per dire, ma c'è il terzo mandato nel premierato? Così dire che c'eravamo dimenticati e in sede di commissione l'abbiamo inserito, proprio perché il limite dei mandati anche nel premierato è essenziale, quindi nella riforma del premierato c'è il limite, uno può fare il premier diretto solo due volte, non tre, questo per dire come il tema sia importante e non sia una fantasia di qualcuno che s'è inventato per dare fastidio a qualcun altro. Perché è importante il premierato? Perché introduce, introdurrebbe nel nostro paese il tema della stabilità dei governi. Noi veniamo, a parte questo governo, che è eccezionale anche da questo punto di vista, perché fa eccezione, e veniamo da 50 anni di governi che duravano 10 mesi, 12 mesi, 14 mesi. La presidente Meloni alla prima incontro con il presidente di opposizione disse in termini del premierato al G7 o al G20, me l'ho detto, ma chissà se nel prossimo G7 ci sarei ancora tu o ci sarà un altro presidente del Consiglio. L'Italia era il paese dei governi che duravano 12 mesi. Questo è un problema non solo politico, è un problema di credibilità internazionale, ma è un problema economico. Perché? Perché i governi che durano poco, che non sono stabili, non attraggono investimenti. L'investitore internazionale vuole sapere che il suo interlocutore politico sarà lì anche quando il lavoro sarà finito, non soltanto quando deve iniziare, perché altrimenti va da qualche altra parte. Ma poi c'è un problema che forse voi che lo avete amministrato, se non degli amministratori, possono vivere in prima persona. I governi che durano poco fanno cattiva spesa, perché è spesa elettorale, sostanzialmente. Perché le guardi il caso del governo Conte, uno e due. Il governo Conte e i grillini, di cui io penso molto male, si era un po' colto, si era un po' male, è la logica del gratuito, la casa te la paga lo Stato, il lavoro non serve, stai a casa, te la paga lo Stato. Questa è logica di spesa, di debito, una spesa che non serve a nulla, è spesa elettorale. Perché la fai? Perché devi crearti di consenso? Perché le coalizioni sono ballerine? Perché un particolo partito ti può far cadere domani mattina per una ripicca? E allora, per tenere insieme tutto quanto, qual è il collante di coalizioni che non stanno insieme, di governi deboli? La spesa pubblica, che infatti in Italia è esplosa, esplosa. Il debito pubblico italiano è figlio di questa situazione qui. Quindi quando i governi sono deboli, fanno tanta spesa, fanno spesa corrente, pochi investimenti e pessima spesa. Quindi non è un caso, secondo me, che anche ieri le agenzie di rating, che devono essere il nostro avversario principale, quelli che avrebbero cacciato la Meloni dal governo con lo spread, con Reddy, anche ieri Moody's ha cambiato l'autolike in positivo. Come mai, nonostante tutti i problemi che abbiamo economici, perché la stabilità del governo rende più facile prevedere che la crisi economica possa essere superata e che il Pil possa crescere? Questa è una legge fondamentale, in Italia nessuno ha mai osservato perché i governi duravano 12 mesi. Quindi il premierato serve essenzialmente a questo, a governare con stabilità, 5 anni, 10 anni e poi c'è il cambio. Romano Prodi, che è uno dei protagonisti di questo festival dell'economia, infatti racconta spesso di questo primo incontro che ebbe con Helmut Kohl, il quale Kohl sorrideva e diceva, ne ho già visti 7, vediamo chi arriverà dopo di te. Per cui l'ha ucciso come dire da questo primo incontro come se niente fosse. E' un rischio di indebolire i poteri del capo dello Stato insieme al premierato? No, perché in realtà la nostra prima versione della riforma ilzionale, quella che nel nostro programma di Toro parlava del presidenzialismo. Cioè un presidenzialismo o americano o alla francese in cui, vorrei dire, anche lo stesso cancellerato tedesco quasi annulla la funzione... quasi annullerò. Sà chi è il capo del governo in Francia? Sì, esatto. La nostra prima versione era una versione che oggettivamente avrebbe ridotto a funzioni notarie del Presidente Repubblico oppure l'avrebbe istituito come Presidente Repubblico e letto direttamente, ma senza entrare troppo nel tecnico. Il premierato è già una forma di mediazione rispetto a quelle proposte precedenti perché è vero che il primer dura in carica 5 anni, è vero che viene letto direttamente, ma tutte le altre facoltà e tutti gli altri poteri del Presidente Repubblico vengono conservati, perché si è ragionato, rispetto al fatto che in Italia, con la storia che ha questo Paese, il Presidente Repubblico come espressione dell'unità nazionale è bene che rimanga. Quindi non solo non l'abbiamo voluto cancellare, ma abbiamo conservato quasi tutti i poteri che attualmente il Presidente Repubblico ha. Chiaramente se non si fa una elezione diretta, non conferisce l'incarico, perché l'incarico sarebbe troppo tecnico. Però, quello che vorrei dire senza annoiare quei dettagli tecnici di carattere costizionale è che abbiamo voluto come dire, deliberatamente, volontariamente conservare i poteri del Presidente Repubblico per avere domani, in un futuro, se il referendum lavorasse, se il Parlamento lavorà, un premier si avverrà detto direttamente come sindaco, come Presidente della Regione, con un Presidente della Repubblica che ha funzione di garanzia dell'unità nazionale e del rispetto della Costituzione. Mi tolga una cosiddetta, Ministro, ma come è che non c'è riuscito Berlusconi e voi ci state riuscendo? Adesso l'ha tolta la melone crurale. La parola Berlusconi ha indotto il microfono a spegnersi per un attimo. No, Berlusconi ci ha provato. Probabilmente le condizioni politiche erano diverse. Non lo so. Posso dire che il nostro è un governo che ha stupito tanti per la durata, per la compattezza, perché stiamo per diventare, non so se il quarto, il quinto governo più longevo della storia. Ministro, non era così difficile, però ciò è. No, no, no, viste precedenti, i primi scalini abbiamo superato il risalancio, però arrivare ai primi 4 o 5, insomma, ci vuole un po' di difficoltà. E ce l'ha fatta perché la maggioranza è molto compatta, è molto compatta. Dopo 11 anni di governo di centro-sinistra e del centrodestra ha ritrovato la sua unità. E perché, io credo che tutti i leader del centrodestra, non vedo nulla delle differenze che ci possono essere, ci sono, perché altrimenti saremo un unico partito, sentono forte la responsabilità di continuare a governare fino alla fine della legislatura, perché i cittadini ce lo chiedono. Il consenso intorno al governo sta crescendo, anziché diminuire dopo due anni e mezzo di governo. I cittadini hanno fiducia in noi, quindi sarebbe un delitto, una follia pensare di metterlo in crisi. Quindi questa unità, questa compattezza, il fatto che sia una leadership forte, una coalizione forte, un programma condiviso, rende possibile fare quello di cui per anni si è soltanto parlato, come la riforma della giustizia e la riforma del premiierato. Però attenzione che poi c'è il referendum confermativo e c'è il punto di domanda che ci daranno i cittadini. Teniamoci gli ultimi minuti per l'Europa, ministro. Il lavoro non facile, quello di Giorgio Meloni in Europa, perché si muove su un fronte come quella che potrebbe fare il ponte con gli Stati Uniti di Trump, dall'altra qualche difficoltà con Macron, anche con Starmor, che si sta un po' riaffacciando all'Europa. Poi ci sono i sovranismi da conciliare con invece il desiderio di tenere un'Europa unita e più larga. Penso alla difesa comune europea, ma penso anche a questo importante dibattito sul riarmo. Sì, diciamo che il mio partito, Giorgio Meloni, viene outo una tradizione che i nostri avversari hanno definito euroscettica o contraria addirittura all'Unione Europea. Non è vero. Continuiamo a immaginare un'Europa diversa da quella che purtroppo abbiamo conosciuto e che anche questa ha registrato un calo di consensi, di attenzione, di considerazione da parte dei cittadini, molto molto preoccupante, perché ha passato come un grande gigante burocratico, senza un'anima, senza una prospettiva, e assente quando c'è bisogno d'Europa e presente quando uno non sente la necessità. Quindi, la questione fondamentale è anche difficile da risolvere. Qual è il rischio in più che abbiamo adesso? Il problema è che con le elezioni di Donald Trump l'America ha riscoperto uno spirito isolazionista che farà altro fa parte della sua storia. Quindi gli Stati Uniti ci stanno dicendo, noi abbiamo badato, pagandola noi alla vostra difesa per tanti anni, abbiamo creato la NATO, l'abbiamo alimentata noi, abbiamo trattato anche grande vantaggio politico, perché è così. Il melone dice spesso, se tu vuoi la libertà te la devi pagare perché altrimenti chi paga per la tua difesa poi comanda su di te, e questo sta poverendo meno. Cioè, l'America ci sta facendo capire, in maniera anche molto brusca talvolta, che l'ombrello protettivo potrebbe chiudersi del tutto, o chiudersi in parte, e che quindi noi dobbiamo fare la nostra parte anche da punto di vista economico e finanziario. Questo è il problema che abbiamo di fronte, e anche assumersi la responsabilità geopolitica che ne deriva. La politica estera del governo credo sia stata molto molto lineare. Abbiamo difeso l'Ucraina, abbiamo condannato l'aggressore russo, l'abbiamo sempre ribadito, abbiamo approvato l'invio di armi a difesa del popolo ucraino, abbiamo continuato ad essere un paese filo atlantico e filo americano. Adesso il compito principale che si pone la Presidente Giorgio Meloni è quello di evitare che si spacchi la NATO, si distrugga l'Alleanza Euro-Atlantica, che le due sponde dell'Atlantico possono andare ognuno per i fatti suoi, sarebbe un disastro. Noi siamo l'Occidente, l'Occidente è Stati Uniti e Europa, e dobbiamo rimanere insieme per motivi militari, per motivi politici, per motivi economici, per motivi culturali. Sono molto affezionato all'idea di questa Alleanza Euro-Atlantica, mi sembro profondamente italiano, mi sento profondamente europeo, ma credo di far parte di questo mondo occidentale che si è riunito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Qualcuno immagina di spaccare questo fronte e tenere l'Europa da una parte e l'altra, secondo me è una prospettiva deleteria. Il lavoro che stiamo facendo, nonostante le minacce di DAS, nonostante tutto questo, è tenere insieme Stati Uniti e Europa. In questo, Giorgio Meloni è pontiera, il suo rapporto personale con Donald Trump è molto forte, credo che nessuno mai come la Meloni abbia mai svolto un ruolo di politica estera così forte e così autorevole, io non ne ricordo di così forti e così autorevoli. Usiamo questa forza per tenere insieme l'Europa e gli Stati Uniti, evitando una guerra di DAS, una guerra commerciale, da cui te non usciremo con le ossa rosse. Come il ministro Colombo, di solito torno all'ultimo sulla scena del delitto e le dico, doveva aprire la caccia l'orso o Fugatti ha aperto la caccia la gerosa? Le parla? Parla con lei, parla con lui? Credo che la gerosa sia più combattiva dell'orso, credo che vincerà. E quindi è una bella lotta. Nominiamo anche il capo della forestale Trentina. Io ripeto che le ripiche in politica non si fanno, perché si mescolano piani locali con piani nazionali, cose che non stanno insieme. Noi abbiamo un'alleanza, abbiamo fatto un'alleanza insieme, abbiamo sottoscritto un patto insieme. Questa piccola o grande vendetta giocata a Trento per una opzione del terzo mandato francamente non ha ne capo ne coda. Noi siamo stati, il badisco ancora una volta, alle ali e concreti con la revisione dello statuto del Trentino-Alto Adige. Abbiamo sempre come dire, ma lealmente, perché fa parte del nostro programma seguito il ministro Calderoli nel regionalismo differenziato, perché io personalmente anche ci credo che sia una buona cosa da fare, non capisco perché si devono mescolare i piani e perché si debba vivere in questa maniera così irrespettosa una questione che tecnico-giuridica. A costo di essere noioso, se il Trentino, se la provincia autonoma di Trento, se lo statuto della provincia autonoma di Trento è così forte da poter considerare anche un terzo mandato diversamente dalla Regione Ordinaria, diversamente dai sindici, eccetera, eccetera, lo stabilare alla consulta. La consulta deciderà e sicuramente se il Trentino ha delle buone ragioni queste buone ragioni verranno accolte. Però c'è tutto il tempo per farlo. Questa accelerazione, questa ossessione del terzo mandato, io francamente non la capisco perché se potevamo fare le cose con calma avremmo ragionato tutti quanti insieme saremmo tutti quanti intorno alla stessa tavola a governare insieme questa provincia. Chi si è assunto la responsabilità di spaccare tutto, poi ne pagherà anche le conseguenze. Grazie Ministro Ciriani, grazie a tutti voi che ci avete ascoltato. Il festival continua. Buon pomeriggio. Buon pomeriggio. Buon pomeriggio. Buon pomeriggio. Buon pomeriggio. Buon pomeriggio.
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