L’economia nelle nuove frontiere dell’Occidente
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L’economia nelle nuove frontiere dell’Occidente
Un dibattito su come l'economia mondiale si stia trasformando, con sfide geopolitiche e una crescente incertezza.
La Fondazione è una fonte di livello internazionale di Q&A Grazie per l'invito al direttore del Solio 24 ore, Fabio Tamburini Abbiamo un appuntamento molto interessante con due super protagonisti dell'economia una grande imprenditrice che è il regolamento dell'economia che è il regolamento dell'economia che è il regolamento dell'economia una grande imprenditrice che è Emma Marcegaglia che è presidente e amministratore del gruppo Marcegaglia facciamo un applauso spontaneo io adoro gli applausi spontanei, sono la cosa migliore è un bravo, ormai con una esperienza pluriennale ministro che è Adolfo Urso anche per lui il benvenuto il benvenuto siamo qui numerosi l'argomento è interessante in realtà come vedrete è molto sfaccettato passeremo da un punto all'altro del globo per parlare di quella che è l'economia delle nuove frontiere dell'Occidente poi che è il nostro spazio vitale quello che in qualche maniera definisce noi tutti se fossimo su un altro unisfero e avessimo un'altra storia non saremmo certamente l'Occidente saremmo qualcosa di diverso saremmo probabilmente i rappresentanti, i protagonisti del secolo dell'Asia per esempio o così pure del grande sviluppo dell'Africa o naturalmente con definizioni diverse anche di quello che è una nuova stagione storica dell'Impero americano io partirei proprio da come si usava a fare nei congressi di partito quando i partiti erano molto grandi e sviluppati e ambivano a disegnare la storia in che scenario viviamo? Inizio con Emma Marcegaglia, con l'imprenditrice tanto grazie per l'invito, è un piacere, un onore essere qui ringrazio anche il ministro Urso per essere qua con noi intanto, recentemente quando mi ha detto come definiresti la geopolitica attuale scusate la cosa, io ho detto un grande casino mi sembra come inizio, ecco perché? Perché è un mondo completamente vado veloce perché sono cose che conosciamo tutti è un mondo che abbiamo davanti molto diverso da quello che abbiamo visto fino a alcuni anni fa quello di prima era il mondo dei mercati aperti era il mondo di una geopolitica tutto sommato abbastanza ordinata dove stavamo un po' tutti dalla stessa parte con gli Stati Uniti che chiaramente erano i leader mercati aperti, una percezione del rischio molto bassa dal punto di vista dell'impresa e tutti noi abbiamo organizzato negli anni passati le nostre catene del valore andando là dove c'era le migliori condizioni andavamo a compravamo in Cina se costava meno andavamo a investire in Cina o in Viena ma se era meglio insomma, diciamo, un mondo di questo tipo poi abbiamo avuto la prima, come dire, la crisi del 2008 dove abbiamo cominciato a capire che il mondo era diverso che c'erano dipendenze complicate è cominciato un po' il protezionismo sull'idea una globalizzazione eccettiva poteva colpire il ceto medio poi abbiamo avuto il Covid, le guerre e adesso Trump e allora il mondo è cambiato perché? perché oggi siamo in un mondo dove prima cosa la geopolitica è molto complicata abbiamo due guerre, una guerra sostanzialmente in Europa un'altra vicino all'Europa poi magari il Ministro potrà essere più più capace di me di definire questa cosa ma non mi sembra di vedere grandissimi passi avanti comunque ci sono due guerre molto pesanti è un momento in cui la diplomazia fa fatica cioè non si parla, non c'è più multilateralismo è un mondo dove, per quanto ci riguarda, c'è un crescente protezionismo lo c'era già prima ma adesso lo c'è ancora di più c'è un mondo dove, come ho detto prima, si è capito che come c'eram organizzati prima non andava bene perché abbiamo creato dipendenze eccessive dalla Cina, dalla Russia dalla Russia per il gas, dalla Cina per le materie prime critiche e oggi è un mondo in cui con Trump, che arriva dopo tutta questa carrellata di eventi sembra che anche, come dire, la grande alleanza transatlantica è in discussione il protezionismo, le tariffe, diventano la più bella parola del mondo usando le parole di Trump, già come siamo adesso non al 25% ma al 10% di dazi in questa situazione ancora sospesa siamo comunque al livello di dazi più alti dal 1930 in poi quindi un mondo complesso, incerto perché è chiaro che questa situazione di dazi messi poi tolti crea moltissime incertezza, un mondo dove sembra difficile parlare ci sono le guerre, ci sono le tariffe, queste sono le risposte è un mondo che ha delle caratteristiche molto diverse da prima dove c'è un rischio di crisi, di riduzione della crescita e soprattutto si fa fatica a parlarsi Allora, e chiudo, è un mondo complesso, incerto, molto diverso non è la fine del mondo, questo bisogna dirlo chiaramente è un altro mondo, le aziende si devono adeguare l'Europa ha preso questo calcio molto forte nella pancia deve reagire, vediamo anche gli Stati Uniti dove arriveranno non è ancora chiaro quale sarà la loro politica finale Non è la fine del mondo, è un mondo diverso, bisogna adeguarsi bisogna, come sempre, cogliere anche opportunità là dove ci sono situazioni difficili, soprattutto per l'Europa ma immagino ne parleremo dopo Bene, come avete visto, la visione dell'imprenditore è sempre interessante perché poi alla fine che cosa emerge dal discorso che ha fatto dall'intro che ha fatto Marcegaglia che non è la fine del mondo e quindi c'è l'ottimismo sempre dell'imprenditore nel confrontarsi con la realtà e nel cercare soluzioni Ministro Urso, lei viene da una storia di partito che in fondo alcune di queste cose che sono arrivate oggi le avevate viste, no? Sì, perché noi guardiamo la realtà per quella che essa è senza paraocchi ideologici e per questo per prima abbiamo visto quale fosse la realtà che dobbiamo affrontare in Europa e a livello internazionale è finita l'epoca della globalizzazione è fallita la governance della globalizzazione Io stesso ero al governo quando nel novembre del 2001, poche settimane dopo l'11 settembre al vertice ministeriale del WTO a Doha nel Qatar mentre gli aerei dell'Alleanza sorvolavano per colpire il terrorismo internazionale di Al-Qaeda in Afghanistan il mondo decise, l'Occidente decise di accogliere la Cina nell'organizzazione del commercio mondiale dopo la caduta del Merlino che aveva aperto l'Oriente In quel momento si lanciò la riforma dell'Uniazione Commercia Mondiale prendendo atto del fatto che non era più per nostra scelta un'organizzazione occidentale dei paesi che condividevano i valori e la civiltà della democrazia e del libero mercato rispetto all'Oriente che era stato dominato dall'ideologia comunista e rispetto anche all'Oriente in Europa e nell'accogliere la Cina e poi gli altri soggetti di quel mondo si decisi lanciare quello che fu chiamato non a caso Doha Round che cos'era? Un processo di riforma delle regole del commercio mondiale che doveva tenere conto delle nuove condizioni cioè che entravano nell'organizzazione e quindi nel nostro mondo soggetti che venivano da un'altra cultura e da un'altra ideologia, quella comunista e con condizioni diverse quel processo di riforma, è come una proposta di riforma, lo dico ai giovani che sono qui presenti che deve essere approvata poi dai singoli parlamenti, in quel caso dagli stati che aderiscono al WTO quel processo di riforma non si è mai concluso e ne sono passati dal 2001 ad oggi 24 anni Nel frattempo il WTO poi è come defunto appunto, è defunto perché le regole che si sovrintendono al commercio mondiale sono ancora quelle preesistenti quando la Cina era un paese in via di sviluppo e alcuni altri paesi in via di transizione ed oggi invece sono i principali attori industriali mondiali e quindi non poteva tenere ed è collassata, è collassato il multilateralismo l'ideologia della globalizzazione e dobbiamo prenderne atto personalmente, scusate se lo dico, l'ho compresa già in quegli anni quando chiesi a Pascalla Mila, allora comissario europeo e disse all'Unione Europea, alla commissione come titolare del commercio con l'estero che non dovevamo aggrapparci solo all'ideologia del multilateralismo come faceva allora l'Europa perché già eravamo resi conti nel 2004-2005 che quella door round non si riusciva a chiudere e per questo incalzammo la commissione a realizzare accanto al percorso del multilateralismo che l'Europa voleva perseguire comunque ad ogni costo, ostinatamente anche i primi accordi bilaterali il primo dei quali fu sottoscritto nel 2005 col Cile e in quel contesto noi, per esempio, chiedemmo alla commissione che fosse inserito il primo accordo reciproco sull'indicazione geografica e su rispetto reciproco alle indicazioni geografiche e da quel momento in poi è contenuto sull'indicazione che demma allora la commissione in tutti gli accordi bilaterali di libero scambio sottoscritti nel frattempo col Canada, col Giappone, con la Corea del Sud ora è necessario prendere atto della realtà e con velocità realizzare altri accordi di libero scambio bilaterali soprattutto con coloro che condividono il nostro sistema di valori e il nostro sistema di tutela dei diritti delle proprietà e dei cittadini e quindi delle comunità tra gli altri... Alt, alt, alt, alt, alt, alt, alt Allora, perché... Ritmo, ritmo, ritmo La pausa a te che mi hai bloccato, eh Certo No, perché mi dà il destro, solleva la palla in questo caso per fare non dico una schiacciata, ma quando proviamo, serve in volley ma Trump, la faccio a tutti e due, a Marcegaglia e a Urso quindi prima Marcegaglia Trump condivide quei valori dell'Occidente di cui stiamo parlando e che il ministro Urso accennava o il fondo in un'altra America che noi non capiamo E lo troviamo Domanda complessa, diciamo che... distinguiamo un attimo tra Stati Uniti e Trump per un secondo Io penso che gli Stati Uniti rimangono un grande paese forte culla della democrazia, dei valori di mercato quindi su questo io non ho dubbi Trump è un personaggio un po' particolare è molto diverso anche dai precedenti presidenti degli Stati Uniti è diverso anche dal Trump 1, è un'altra cosa Molto diverso Il Trump 1 probabilmente era lui, però i repubblicani erano ancora forti c'era una situazione diversa Oggi Trump su alcuni accenni però anche qui l'uomo è ancora da comprendere bene e quando dice noi dobbiamo conquistare la Groellandia magari useremo anche le armi ma è un po' di paura, me la mette poi lo dice perché vuole ottenere qualcosa in cambio, possibile, non lo sappiamo Quando dice che vuole, non dice, l'ha scritto controllare le grandi università che hanno peraltro attenzione fatto grande gli Stati Uniti al di là del tema dei valori e della libertà commette un grande errore perché se dovesse depotenziare le grandi università americane da cui sono nate le grandi scoperte, le grandi innovazioni, le grandi ricerche crea un problema da solito Quindi io non sono oggi in grado di dare un giudizio vedo alcuni segnali un po' preoccupanti però continuo a pensare che alla fine c'è una cosa che anche Trump condivide che è il mercato e l'economia Se il mercato e l'economia, i treasury, comunque il t-bond cominciano ad avere un tasso troppo alto se il dollar si scarica di più, se perde la tripla A con Moody's abbiamo visto che ogni volta che il mercato dà un segnale di emergenza c'è un passo indietro rispetto a queste cose quindi alla fine, io penso che siccome alla fine Trump è un businessman oltre a un certo livello non andrà perché ha ben chiare quali sono gli elementi del mercato però una cosa voglio dire rispetto a quello diceva il Primo Ministro secondo me Trump, a differenza di quello che è stato fatto precedentemente dagli Stati Uniti perché non è che gli Stati Uniti, c'è sempre una cultura un po' isolazionista e protezionista nel Stato Unito, Trump ovviamente l'ha portato a l'ecercia però diciamo che i precedenti governi americani avevano detto, soprattutto il precedente, il nemico è la Cina colpiamo la Cina e cerchiamo, come dire, di in parte allearci anche con gli altri anche se poi abbiamo visto che con il famoso Inflation Reduction Act ha buttato fuori un po' tutti ma diciamo c'era la volontà di fare un po' quello che diceva il Primo Ministro Urso teniamoci tra noi che abbiamo gli stessi valori e colpiamoli in questo caso con la sua, almeno questa che vediamo oggi nel mercato volontà di colpire coi dazze, con le tariffe tutti, amici, nemici quelli che hanno gli stessi valori, quelli che non li hanno sembra dire American First, a me quello che interessa è che l'America sia forte e tutto il resto, vediamo, anche questa è un po' idea un po' malsana che se gli americani comprano merce italiana è colpa degli italiani che vogliono vendere i più, è un po' bizzarra quindi insomma, io trovo che questo approccio è un approccio un po' pericoloso mi auguro che alla fine i negoziati arriveranno, ne ha fatto uno con l'UK spero che ne faccia anche uno intelligente con l'Europa però ecco, è importante, io sono d'accordo col Ministro che il multilateralismo ha dimostrato di essere troppo complesso, però bisogna continuare ma è quello che ha detto il Ministro, non è finita però i mercati aperti secondo me in un equilibrio diverso con la sicurezza economica e con l'autonomia strategica che sono essenziali, però i mercati aperti con gli strumenti di difesa forti perché noi non possiamo farci invadere adesso dalla Cina e tagliata fuori dall'America, sarebbe un disastro però attenzione, noi, l'Europa, l'Italia, noi siamo grandi esportatori non dobbiamo nemmeno andare in una direzione in cui i mercati si chiudono ma ripeto, non è quello che ha detto il Ministro, quindi dobbiamo trovare un nuovo equilibrio tra autonomia strategica, sicurezza economica e mercati che comunque con gli strumenti giusti devono rimanere aperti Ministro Urso Sì, eh, quando... No, scusi, scusi, le domande le facciamo dopo, le farò anche parlare quanto vuole Sì, va bene, va bene Quando, dopo hai previsto la domanda, dopo le faccio la domanda che vuole, adesso no Sarà dato un microfono perché non la sento e potrà esprimere liberamente quello che pensa Certo, la facciamo tranquillamente, si siede, con disciplina e facciamo tutto Così capisco quello che dice, perché senza microfono sento soltanto urlare Quando Obama si candidò contro McCain, in America aveva un grande dibattito Obama riteneva che l'America dovesse spostare il suo assetto dall'Atlantico al Pacifico in crescita Per realizzare un duopolio con la Cina e condividere il mondo McCain, che aveva combattuto in Vietnam, era stato anche torturato Riteneva invece che l'America dovesse avere e rimanere fermo il saldo l'asse nell'Atlantico E propose un'area di libero scampio euro-atlantica, cioè un'area in cui paesi democratici Condividevano la stessa economia, vinse Obama E il segretario di Stato americano fece il suo primo viaggio, Hillary Clinton, a Pechino Per condividere con la Cina il duopolio mondiale, in Asia e dall'Asia, o meglio dal Pacifico Nel secondo mandato, circa sei anni dopo, cambiò l'assetto della Cina Per scelte della Cina Obama si rese conto in riuscire a realizzare un governo del mondo basato sul Pacifico con la condivisione cinese E rifluì E l'America in quel momento cambia strategia Dal tentativo di condividere il mondo con la Cina al contrastare la Cina E lo fanno in modo diverso, ma con la stessa rotta, tutte le amministrazioni americane L'ultimo Obama, il successivo Trump, Biden sempre nella stessa direzione Il nuovo Trump accelera e svela l'ipocrisia globale Noi dobbiamo comprendere la realtà per quella che essa è E io prima dicevo, e non a caso, che l'Europa deve, certamente, e comunque, da una parte sviluppare una serie di accordi bilaterali Per esempio, col Consiglio di Cooperazione del Golf, con l'area della Peninsula Arabica Emirati, Qatar, Oman, la Bia Saudita, che sono per noi un grande mercato E a noi si vogliono le gare, come dimostrano le missioni recentemente fatte in Italia E i vertici bilaterali su cui Giorgio Meloni ha puntato sin dall'inizio dell'Isratura Con gli Emirati, con l'Arabia Saudita, con gli attori veri del grande Medio Indio Perché noi sappiamo dove vogliamo andare, qual è il mondo, a differenza degli altri Con l'India, e non a caso Giorgio Meloni ha puntato su Modi Fino al punto che hanno coniugato un neologismo, Melodi, per identificare la sintonia tra due grandi leader mondiali che hanno capito dove va il mondo E poi lungo quest'asse, tra il Mediterraneo, il grande Medio Oriente, l'India, l'Indo Pacifico La Valle, l'Indonesia, la Filippina, la Vietnama, certamente anche l'Australia, dove aver fatto l'accordo con la Nuova Zelanda E quello è l'asse di crescita del mondo che può essere condiviso attraverso accordi bilaterali Che devono essere ovviamente fatti in modo da tutelare appieno le nostre condizioni E dall'altra parte, con il Mercosur, tutelando la produzione agricola, va finalizzato al più presto E certamente con gli Stati Uniti, perché l'asse strategico deve essere il Mare Italo Quando il mare è in tempesta, c'è chi si smarisce e finisce fuori rotta E c'è chi guarda la bussola, cioè i valori fondamentali e le direttrici, e persegue la rotta, anzi accelera sulla rotta In questo caso la rotta è riunire l'Occidente, non certo dividerlo Puntare a un negoziato che come ha fatto la Gran Betagna, l'ho detto in Parlamento qualche giorno fa Deve puntare a ridurre per quanto possibile in questa fase d'azzi, non certamente auspicare attraverso un meccanismo di ritorzione su ritorzione Una guerra commerciale tra le due sponte attranti che si propagherembero il mondo Ridurre la tensione, ridurre i dazzi, per poi quando ci saranno le condizioni, il mio auguro prima possibile Realizzare quella che è la visione strategica, che allora ha proposto da un grande leader della destra americana, McCain Zero dazzi, zero, tra le due Europe, l'Europa che è cresciuta nel nostro continente grazie all'Italia E l'Europa che è cresciuta fuori dal nostro continente grazie agli italiani Cioè le Americhe Zero dazzi, zero tra le due sponte atlantico, significa creare il più grande bacino commerciale economico produttivo e tecnologico del mondo Che divenderebbe il vero grande motore della crescita per le prossime generazioni coinvolgendo anche gli altri continenti Fermo là, sugli altri continenti, perfetto Io ovviamente sono d'accordo, mi auguro che, come dire, noi dobbiamo essere capaci di fare questa negoziazione Bisogna essere chiari, Trump è l'America Guida la più grande democrazia del mondo, dal punto di vista demografico è l'India Trump è stato votato dagli americani in libere elezioni, non è un usurpatore con un consenso quale mai prima si era avuto Ed è quindi con lui che l'Europa deve trattare, perché è lui l'espressione delle democrazie americane Ma questo non è in dubbio, secondo me ci sono due punti ministro Uno è se l'Europa segue questo disegno prima di tutto, bisogna vedere se c'è coerenza su questo Secondo è se il disegno dell'America, di questa amministrazione, più che degli Stati Uniti, è quello Perché la mia impressione è che se devo dare retta per esempio a quanto scrive Fornina Affairs, che non sempre ci piglia Comunque bisogna tenere in considerazione quello che dicono il think tank, ecc. Insomma siamo alla formazione di un nuovo mondo che somiglia molto al vecchio mondo con nuove vecchie sfere di influenza Quindi Xi Jinping, Putin, Trump e pochi altri, Marcegaglia Eh beh, ripeto, secondo me non è ancora chiaro, io mi auguro che abbia ragione il ministro Urso Che anche questa è dimostrata un po' fastidio verso gli europei sia momentanea sia negoziale Non è che ci abbia dimostrato grande amore No vabbè, ma voglio dire, siamo ragazzi maturi, non è che abbiamo bisogno dell'amore di Trump L'importante è che non ci ammazzi Ecco, non è ancora chiaro secondo me, ci sono alcuni messaggi, come dicevo prima, che fanno pensare a un nuovo mondo Come dire dove c'è l'America, c'è la Cina e tutto il resto non è Ci sono anche però ripeto dei pragmatismi che come dicevo prima nascono anche dal fatto che poi i mercati saranno determinanti nel definire anche secondo me anche le politiche commerciali dell'amministrazione Trump Quindi non è ancora chiaro, questo non è ancora chiaro Io credo e sono d'accordo che l'Europa deve cercare di perseguire un accordo, un buon accordo Non sarà semplice, ma dobbiamo farlo tassativamente perché i numeri, signori li conosciamo tutti, guardiamo solo l'Italia Per noi gli Stati Uniti sono il 10,4% del totale delle esportazioni, abbiamo su Plus molto importante Noi vendiamo a loro l'80% di tutte le merci prodotte in tutti i diversi settori Quindi per noi è una cosa molto importante, è vero che ci sono tanti altri paesi, io sono d'accordo che dobbiamo in parte anche andare a cercare E però quello è il mercato La meccanica, la farmaceutica, le auto, i trasporti, il vino, l'alimentare, tutto Quindi noi dobbiamo assolutamente per cercare di perseguire un buon negoziato, chiaramente un buon negoziato bisogna farlo in due Non possiamo neanche, secondo me, subire un negoziato drammatico, ma non credo che sia questo Io penso che se ci muoviamo nel modo giusto lo possiamo ottenere Nel frattempo però dobbiamo fare anche altre cose, dobbiamo andare a vendere in altri mercati Quindi apri, mercosur, india, australia e tutto quello che è stato detto E dobbiamo migliorare l'Europa Cioè quello che ha detto il Fondo Monetario, che con la nostra burocrazia, con il non mercato interno fatto È come se noi ci autoponessimo 45% di tariffe interne sui manufatti e 100% sui servizi Qui dobbiamo agire subito, cioè il modo migliore per rispondere a Trump che dice che noi siamo dei parassiti Lo dice e poi lo smentisce qui E' dire che noi ci muoviamo velocemente e creiamo un mercato unico forte Cioè avere, secondo me, una dipendenza del PIL europeo al 50% dal commercio estero è una debolezza Cioè è una forza da una parte Dobbiamo avere più domande interne, quindi dobbiamo rendere più attrattiva l'Europa Dobbiamo semplificarla, sburocratizzarla, fare il mercato unico, andare avanti con l'integrazione Non fare più le follie del grand deal Cioè dobbiamo rafforzare l'Europa, dobbiamo avere una difesa comune forte Cioè, questo bisogna dirlo, quello che non ha riuscito a fare la guerra in Ucraina di 3 anni L'ha fatto per mettere in moto un meccanismo almeno in cui si ragiona su difesa comune Trump in 3 mesi Quindi qualcosa di buono secondo me Trump l'ha fatto Bello questo intervento Aspetta, aspetta, aspetta Ma anche un giorno lei vuole fare il Ministro? Perché io ho fatto un po' dei giri lì dentro, so che ogni tanto c'è bisogno Di fare l'imprenditore in un modo decente No, perché ha fatto un programma perfetto, io ho detto aah, era perfetto Ma non è un programma, è il buon senso, è il buon senso di gente come noi o come il Ministro che sta come dire coi piedi per terra e vede quello che va fatto L'Italia con l'Europa deve fare 4 cose o meglio l'Europa con l'Italia deve fare 4 cose Sono già tante, vediamo Quattro cose che devono essere fatte insieme e con determinazione e con tempi veloci Quale il mondo richiede oggi La prima cosa, concludere al meglio è negoziato con gli Stati Uniti come ha fatto la Gran Bretagna riducendo i dazi Non certo innescando un'aspirale di ritorzione che si propagherebbe come un'esplosione in tutto il pianeta E su questo Giorgia Meloni ha indicato la strada quando è andato nella missione a Washington e poi anche recentemente a Roma La seconda cosa preparare misure di salvaguardia del continente europeo Ove altrettanto non si verificasse negli altri negoziati Perché? Anche se si concludesse favorevolmente il negoziato come noi ospichiamo E non si concludesse invece altrettanto favorevolmente il negoziato con la Cina per esempio Ma posso anche aggiungere l'India piuttosto che il Vietnam Cioè anche se si concludesse favorevolmente il negoziato tra noi Ma gli altri negoziati non fossero conclusi positivamente Quindi si alzerebbero le barerie tarifari, quali peraltro erano già state alzate nei confronti della Cina dagli Stati Uniti Le conseguenze sull'Europa sarebbero devastanti Perché le merci asiatiche, le sovrapproduzioni asiatiche che non potrebbero più essere riversate nelle America Si riverserebbero inevitabilmente nel mercato aperto e più ricco che quello europeo Già sta succedendo, certo E consapevole di quello che questo accade, perché accade già un'altra volta E l'Italia quell'anno riusciva a indirizzare l'Europa Perché accade nel 2004, io era al governo, quando cadde l'accordo multifibre Un accordo ultraidecennale che tutelava i mercati in quota per il testo delle calzature Che non poteva più essere rinnovato E allora il ministro delegato al commercio con l'estero consigliò Pascal Lamy A realizzare un sistema di monitoraggio preventivo alle frontiere Che potesse certificare se quello che noi sapevamo essere nelle depositi vietnamenti e cinesi Che stavano accumulando merci e calzature e test in attesa della fine dell'accordo multifibre Per riversarlo sul mercato europeo si stesse verificando E avendo chiesto e ottenuto il monitoraggio alle frontiere Dopo poche settimane, tre mesi, si aclarò che era in atto un'invasione anomala di prodotti Tali da spezzare le catene produttive europee Che secondo le norme del WTO consentivano allora come oggi alla commissione Di realizzare delle misure daziarie o di quota a tutela del mercato e della produzione interna A fronte dell'invasione anomala di prodotti che potesse spezzare Per questo l'Italia ha preservato un sistema e una produzione di filiera Nella moda, nelle calzature, nel tessile che oggi ci consente di diventare la fabbrica del lusso del mondo Perché per tre anni furono realizzate quelle misure E poi quando tornai al governo riuscì a farle prorogare per altri tre anni Misure di salvaguardia? Se il negoziato con noi andasse bene e andasse male con gli altri Occorre comunque predisporre le misure di salvaguardia europee per titolare La produzione interna all'invasione è come un maremoto C'è il terremoto in Asia ma l'ondata travolge le fabbriche d'Europa Terza misura necessaria, comunque in ogni caso, perché il mondo è cambiato Gli accordi di libero scambio che prima citavo con altri attori Così d'allargare e di favorire le nostre imprese soprattutto nei mercati in crescita Che già oggi dimoscono di essere quelli più promettenti E quarta cosa fondamentale, realizzare finalmente una politica energetica industriale e commerciale europea Prendendo atto che il Green Deal è morto con la globalizzazione Insieme alla globalizzazione Perché il Green Deal era stato ideato quando il mondo sembrava piatto In cui non c'erano montagne, fiumi, mari, non c'erano le guerre E non possono mantenere un'ideologia che era nata in un mondo che non c'è più In un mondo che è cambiato E in cui le catene di approvvigilamento sono state spezzate dalle guerre e dal protezionismo Ed è per questo che l'Italia, per prima in Europa già da due anni, dice che occorre cambiare Per giungere, per esempio, a zero burocrazia in Europa E liberare le menti e le mani delle imprese italiane che sono soffogate dalla burocrazia europea Ed è per questo che abbiamo presentato sette proposte di riforma delle regole europee Da quelle sulla semplificazione, a quelle che riguarda le revisioni del SIBAM A quelle che riguarda il settore della sidurgia, della chimica, della microelettronica, dello spazio E l'Italia che sta guidando consapevolmente e con una visione strategica La revisione della politica energetica e industriale europea Perché l'Europa deve recuperare il ritardo che si è gravemente accumulato sia con gli Stati Uniti Sia soprattutto con la Cina su settori strategici come quelli della tecnologia green e della bomilità elettrica E lo deve fare, e l'ho detto ieri al vicepresidente della commissione europea, la Ribeira Non nell'arco di anni, nell'arco di quest'anno Perché non c'è più tempo da perdere se non vogliamo soccombere di fronte alla nuova realtà mondiale Che ormai determina il prevalere di altri continenti Fermo là, fermo così, perfetto Su questo io sono totalmente d'accordo Ecco arrivavamo a questo, su questo è d'accordo totalmente No ma non so, ma sono d'accordo anche su quasi tutto quello No attenzione, dico una cosa ancora più in là Perché allora la decarbonizzazione che comunque va fatta Nessuno qui sta dicendo che non c'è un tema di decarbonizzazione, di lotta al cambiamento climatico Il tema c'è, punto, io sono una che segue la scienza Se il 99% degli scienziati del mondo dice che c'è un tema di cambiamento climatico che può avere impatti drammatici Io ci credo, quindi la decarbonizzazione va fatta Voglio dire questo perché è molto importante secondo me Cioè la decarbonizzazione se voi ci pensate almeno dal mio punto di vista di imprenditore E forse questa è la rivoluzione industriale più difficile Perché tutte le rivoluzioni industriali, diciamo, nella storia hanno aggiunto Avevano più emissioni Hanno aggiunto, qui noi dobbiamo ripensare tutto, quindi è una cosa complicatissima Se non è ora che la precedente commissione abbia fatto di una giusta rivoluzione industriale da portare avanti E come tale, mettendo insieme mezzi, risorse, mercati, tecnologie Ne abbia fatto un disegno politico ideologico È stato un errore gravissimo perché è una cosa enorme, difficilissima Quindi non la puoi fare solo con regole Senza non solo dire devi andare là E ricordiamoci che poi gli obiettivi sono diventati sempre più sfidanti nel tempo Prima era 33, poi è diventato 41, poi è di metà Dicendo anche devi usare quelle tecnologie Tu devi fare una rivoluzione industriale, tu dici, impresa, tu devi arrivare là Ma tu usa tutte le tecnologie che puoi Metti a disposizione le tue tecnologie, investi in tecnologie insieme al pubblico Inizialmente si è detto solo l'auto elettrica, non il nucleare Poi sono cambiate le cose, fortunatamente, grazie al forte supporto e alla grande posizione del governo italiano Però oggi noi ci troviamo in una situazione in cui dobbiamo fare questi sforzi Faccio un esempio, nel mio settore Trasformare un milione di tonnellate da produzione di alto forno a produzione di forno elettrico Per un milione di tonnellate ci vuole un miliardo di euro Dove vengono i soldi? Chi li mette i soldi? Sono le imprese impossibili Gli Stati hanno dei limiti, lo stanno facendo Non vogliamo però fare gli Eurobond per questo Dov'è il mercato? Noi abbiamo detto entro 2035 solo auto elettriche Piccolo dettaglio, i consumatori non vogliono le auto elettriche E allora come fai a fare una roba così se poi nessuno vuole le auto elettriche? Devi creare il mercato, il green deal, tutti noi stiamo cercando di fare il green deal Non c'è il mercato del green deal, devi crearlo Devi crearlo inizialmente come abbiamo fatto col fotovoltaico Anche con dei sussidi, col public procurement che dice Una quota dell'acciaio deve essere green deal Quindi abbiamo fatto una cosa senza senso Adesso io sono d'accordo con il ministro, questa cosa va a rivista Purtroppo quello che vediamo però adesso è buoni documenti Dove tutta una serie di iniziative anche portate avanti al governo italiano Ci deve essere l'execution e fino adesso quello che vediamo è Spostiamo di tre anni le cose, no alcune cose vanno proprio riviste Quindi su questo io credo che però partendo dal governo italiano Oggi forse abbiamo un governo tedesco che mi pare possa essere più attento a questo C'è la Polonia, ci sono tanti altri stati, ci sono già le anzie che il ministro urso ha creato Anche finalmente tra imprese perché lo dico Cioè sull'auto elettrica qualche errorino l'hanno fatto anche i produttori di auto elettrica Adesso mi sembra che è chiaro questo tema come diceva il ministro Adesso però bisogna mettere in execution e non da qui alla fine della legislatura Di questa commissione ma nel prossimo anno Tanti hanno detto, alcuni produttori importanti hanno detto L'auto ma non solo l'auto, la siderurgia, tutto si gioca nelle scelte che faremo quest'anno Auto e siderurgia, al resto con Marcegalli un attimo Sono due settori intrecciati ovviamente perché con l'acciaio poi ci fai le automobili Ma l'acciaio è un tempo che si diceva, senza acciaio non c'è una grande potenza Ovviamente sono d'accordo Anche io, ma parecchio d'accordo, basta andare a vedere poi i numeri dei produttori eccetera La domanda è chiara, Ilva Marcegalli Ilva, vedo un accenno di reazione già di Urso ma aspettiamo Marcegalli Io dico, è noto che l'azienda della mia famiglia è da sempre il primo cliente di Ilva L'Ilva dal 2012, non voglio andare indietro, c'è stato un esproprio fatto a una famiglia di imprenditori Ci sono state varie cose, però voglio dirlo ma non lo dico perché c'è quel ministro L'ho dichiarato pubblicamente, l'ultimo commissariamento fatto dal ministro I commissari scelti, persone competenti e serie, i nuovi direttori generali, direttori di stabilimento L'ilva, ma lo dico proprio da vita vissuta, avevano ripristinato una capacità dell'Ilva di produrre Due altoforni, di fare la qualità, di noi ci dicevano ti consegno 50.000 tonnellate nel mese di maggio Nel mese di maggio consegnavano 50.000 tonnellate, quindi si era ripresa un'attività normale, buona C'era ancora un tema finanziario perché non era sufficiente, bisogna andare avanti C'era, ma questo lascio la parola al ministro, non aspetta me, e c'è ancora, mi auguro, una trattativa con un player che è interessato ad andare avanti E questo è positivo, con un progetto di decarbonizzazione interessante Poi c'è stato il famoso incidente, sequestro dell'altoforno, questo lo dico da una che conosce queste cose Con danni molto importanti all'altoforno, perché quando tu hai il fuso dentro e lo blocchi lì e non hai la possibilità di... Poi serve la dinamite per farlo, quindi c'è questo tema, c'è il tema del sequestro, c'è il tema dell'AIA Allora, se qui dobbiamo fare una scelta, il ministro l'ha detto molto chiaramente, se noi vogliamo ancora una produzione siderurgica in Italia Che in un grande paese trasformatore, manufatturiero, come è l'Italia, è essenziale, perché come dicevi tu, auto, difesa, meccanica, energia, tutto Però allora dobbiamo fare un'AIA normale, come quelle che fanno negli altri paesi europei, che già sono le più stringenti di tutte Noi non possiamo fare un'AIA dove ci sono investimenti da un miliardo e che scusa, se c'è il vento non puoi far andare l'altoforno Serve un'AIA seria e serve la nave gasiera. Mi pare, ma lascio la parola al ministro Urso, che ne sa molto più di me, che finalmente dopo un momento di shock Perché bisogna sempre arrivare al momento in cui si arriva quasi al limite dove stai per cadere nel baratro, mi pare che adesso, per questo deve essere una scelta del sistema Italia Finalmente si sta a rimetterne. Noi non possiamo perdere la produzione di accia. Mi sembra che adesso, grazie anche soprattutto a quello che sta facendo il ministro Urso Forse le cose si stanno rimettendo in moto, ma lascio al ministro che ne sa molto più Autosiderurgia e poi arriva l'Ilvia. Perché autosiderurgia e poi arriva l'Ilvia? Perché noi ogni cosa che facciamo, la facciamo sulla base di una visione strategica Di una chiara politica industriale. Non è frutto della pesca delle occasioni o delle necessità Autosiderurgia. In ogni auto c'è microelettronica, acciaio, chimica ed alto Il che vuol dire è che quando si ferma, come si è fermata, in procinto del collasso l'industria dell'auto europea, si ferma o entra in crisi la microelettronica, la chimica e l'acciaio Ed è per questo che noi abbiamo chiesto alla Commissione, attraverso il nostro documento strategico, di cambiare la politica sull'auto, per renderla sostenibile La Commissione ha già accolto le due condizioni nostre, peraltro votate una anche dal Parlamento Europeo, che sono le condizioni per fare La prima, quella di rimuovere l'ostacolo infernale delle multe, che per primo ho denunciato in Europa e nel Parlamento Italiano, quando nessuno aveva ancora capito il meccanismo Che avrebbe comportato una penalizzazione di 17 miliardi di euro per le imprese europee, proprio per i medeni che devono fare gli investimenti Peraltro, a vantaggio delle imprese extra europee da cui avrebbero comprato le quote, pensate quale meccanismo infermale avessero realizzato E questo è stato tolto anche col voto del Parlamento Europeo, con una sistema che ha spalmato ciò in tre anni La seconda, anticipare la revisione già prevista nel regolamento sulla CO2 per la fine del 2026, a subito, ed è stata accolta Cioè la revisione non inizierà alla fine del prossimo anno, quando tutto ormai sarà finito, e rivedere quello che è finito non sarà nessuno Ma è stata anticipata al terzo trimestre di quest'anno, un anno e mezzo prima, perché giunga in tempo Ora gli ho detto ieri alla beira, è importante che si chiudano per presto la revisione e che all'interno ci sia il merito della questione Che è la piena neutralità tecnologica, gli investimenti sulle gigafatture, sulla tecnologia d'avanguardia, perché sia chiara a tutti Così come il gas russo era fondamentale a produrre energia più basso costo alla Germania e anche a qualche altro paese E che è stato spezzato dalla invasione della Russia in Ucraina Nello stesso modo la batteria elettrica è fondamentale per l'auto elettrica, il 40% del valore di un'auto elettrica E se la batteria elettrica non viene realizzata in Europa, con la tecnologia europea, ma è realizzata in Cina e importata in Europa Noi passiamo dalla dipendenza al gas russo a una dipendenza strategica ancora più grave alle scelte del governo cinese Tutte le gigafatture in Europa sono state fermate, la più grande azienda multinazionale europea, Northvolt, che produceva batteria elettrica è fallita E ho detto alla Ribea, mi spieghi come raggiungi l'autonomia strategica nel 2035, se obblighi l'Europa a andare soltanto con le macchine elettriche Non mi garantisci che l'Europa a quel punto possa realizzare pienamente nel suo territorio, con la sua tecnologia, con le sue materie prime critiche Le batterie a chi serve? Sidorurgia Italia è il paese più avanzato in Europa, nella produzione di acciaio green E siamo l'unico paese che ha prospettato la piena decarbonizzazione e che lo sta dimostrando con i fatti Tutte le accerie del nord producono una tecnologia green, e io stesso ho partecipato all'inaugurazione di due nuove linee produttive negli scorsi mesi I progetti che il governo sta portando avanti a Terni con l'accordo di programma e il contratto di sviluppo che sarà sottoscritto nei prossimi giorni Grazie al contributo anche della regione Umbria e del comune di Terni con Arvedi, prevede acciaio green A Pionbino, dove non si produceva acciaio da anni e dove gli operari erano in casa integrazione da oltre dieci anni per il fallimento degli altri governi Noi abbiamo prospettato la rinascia del polos idereurgico basato sugli investimenti finalmente attraverso un contratto di sviluppo che abbiamo già sottoscritto con gli indiani di Jindal per l'ammodernamento del treno Rutaie, estremamente importante per fornire le Rutaie all'Italia, all'Europa e domani all'Ucraina Ieri abbiamo finalizzato l'intesa per il contratto di programma e l'accordo poi successivi, finalmente con Metinvest per realizzare cosa a Pionbino? Due forni elettrici Così che Pionbino torni ad essere uno dei principali polisi di ruggi italiani ed europei pienamente green Quindi il percorso è chiaro, determinato e progressivo E abbiamo presentato per l'IVA di Taranto un progetto che prevede, nei tempi congrui necessari perché noi siamo consapevoli di che significa realizzare un forno elettrico, un DRA e degli anni che ci vogliono Nei tempi congrui necessari la piena decarbonizzazione del sito siderurgico di Taranto E a quel punto, quando avremo finito questo processo, l'Italia sarà l'unico Paese in Europa e nel mondo a produrre siderurgia green pienamente compatibile con le più alte regole ambientali e sanitarie Ed è per questo che non a caso abbiamo presentato il non paper sul SIBAM Che prevede di rivedere il SIBAM, che così come oggi non funziona, per consentire all'impresa siderurgica green, ma anche alla chimica green, di poter produrre in Europa per il mercato interno europeo tutelato dall'invasione di prodotti non green di altri continenti E per essere in condizione, attraverso le subvenzioni all'osperitazione di prodotti in chai o green, di essere competitivi anche nei mercati in cui non valgono le nostre regole Noi abbiamo una visione strategica chiara da realizzare in Italia e in Europa E io per questo ho apprezzato ieri che il governatore Emiliano si gli ha detto favorevole al riga stificatore Perché? Perché senza gas non c'è acciaio green, sia chiaro? Perché per fare il DRI a Taranto, e noi ne vogliamo fare più di uno in progressione col percorso verso i forni elettrici, la società pubblica DRI Italia, controllata interamente da Invi Italia, ha bisogno del gas Perché il DRI è alimentato a gas? E quindi la rinavere i gasificatrici e domani con raddoppio delle capacità di trasporto del TAP direttamente con il TAP Che fortunatamente mentre alcuni non lo volevano è stato realizzato, altrimenti avremo di peso Perfetta, va benissimo perché dobbiamo fare delle domande Chiudo? Perfetto, il gas serve al DRI, serve anche a fornire all'energia elettrica gli stabilimenti quanto non potranno più con le chiusura progressiva degli alti forni realizzare l'energia che gli serve dai fumi degli alti forni perché non ci saranno più Quindi il gas è fondamentale per il DRI e quindi per i relativi impianti di cattura di CO2 previsti con i DRI e per lo stabilimento che via via realizzerà man mano che andranno a chiusura in progressione tempistica i tre forni elettriche porteranno nell'arco del tempo necessario alla piena decarbonizzazione di tanto Quanto anni ci vogliono? Se tutte le autorizzazioni vengono concesse in tempi rapidi attraverso l'accordo di programma che vogliamo sottoscrivere con tutti gli enti locali che è alla base della disautorizzazione integrale ambientale e che sarà recepita dalla disautorizzazione integrale ambientale che sarà la più avanzata d'Europa Se questo avverrà, come voi sapete, per realizzare un DRI ci vogliono tendenzialmente tra autorizzazione e realizzazione fisica a 3 anni, per realizzare un forno elettrico tra autorizzazione e realizzazione fisica a 4-5 anni dai tempi, fatevi il conto cosa significa fare in progressione Se vogliono fornire 3 forni elettrici con 3 DRI e 3 impianti di stoccaggio della CO2, DRI che forniranno sia il sito siderogico di Taranto, sia altri siti siderogici nazionali, e perché è fondamentale DRI, conclude il razzgordo, perché rottame ferroso che l'Italia utilizza non è sufficiente E ogni volta che rottame ferroso circola nei forni elettrici è sempre più sporco, quindi non produrrà mai quell'acciaio pulito che serve alle carrozzerie dell'auto, all'industria della difesa e dell'elettrodomestico, che invece può essere garantito solo dal preridotto realizzato dal DRI che quindi consente anche esso l'acciaio pulito, è chiaro ora? Chiarissimo, ok, ce l'abbiamo fatto. Voi non sapete quanto è duro a moderare, domande? Lei non sa quanto è duro a governare? Lo so! Domande? Chi c'era? La signorina? Grazie per lo spazio, è stato molto preciso negli ultimi dati che ha dato, quindi sono sicura che saprà aiutarmi. In due parole, nel 2022 è stata approvata una legge che vede all'abbattimento dei pulcini maschi, stiamo parlando di 30 milioni di individui che vengono uccisi a poche ore della nascita perché considerati inutili dall'industria delle uova. La legge c'è ma mancano i decreti attuativi e questa legge dovrebbe entrare in vigore ento dicembre dell'anno prossimo. Oggi sono qui con Animal Equality, a Onlos che rappresento, perché tra gli agenti che possono portare la legge a non rimanere solo su carta c'è il Ministero dei Medinitali, dell'Agricoltura e della Salute. Noi abbiamo saputo che le linee guida sono alla firma, ma da mesi chiediamo delle tempissiche, quelle che ha dato poco fa per altre questioni che le riguardano, quindi vogliamo sapere quando i decreti mancanti saranno approvati, se è previsto che effettivamente come insomma da disegno legge entro la fine dell'anno prossimo le strutture si adeguino. Si tratta di una tecnologia ovo sexing che permette di comprendere il sesso dell'uovo, del feto prima che questo provi dolore, quindi semplicemente si va a distruggere le uova dei pulcini maschi e quindi non vengono generati inutilmente 30 milioni di individui per ucciderli. Quindi brevemente, quando firmerà i decreti? Grazie. Come le sa, noi non siamo il Ministero proponente, però contribuirò a fare il prima possibile e come credo che l'ESAPI a Badastara va a andare su internet, io sono particolarmente e personalmente impegnato nella tutela degli animali. Perché quando ero delegato al commercio con l'estero, realizzai delle misure specifiche, in quel caso riguardando i piccoli di foca e l'utilizzo di carni, di pelli di animali domestici, utilizzando una pregorrogativa commerciale, perché ero al commercio estero, per il quale poi non era richiesta e mi ha fatto molto piacere nelle successive elezioni, fui considerato dall'associazione animaliste che lottavano in questo campo come uno da indicare ai loro iscritti. Quindi, per quando mi riguarda, per le mie competenze, la tutela degli animali e il loro utilizzo, certamente, quando necessario per la ricerca, deve sempre corrispondere al fatto che aricare il meno danno possibile e comunque il meno dolore possibile. Grazie. Altre domande? Non dipende solo dal ministro, come diceva. Dov'è? Spetti, arrivo da lei. Faccio finta di essere atletico. Ah, gliel'ha nogato. Quello è più svelto di me. Ho partecipato con molta attenzione al vostro dialogo, è stato molto interessante per produrre le macchine, dicevate che c'è bisogno dell'acciaio, ma vi salta una parola, l'energia. E allora? Purtroppo il tasto dolente, penso che la dottoressa Marcia Galli ne sa qualcosa. Punti. Poi le salta un'altra parola che non ho sentito in modo approfondito, le terre rare. E qua compete le cave in Italia, se esistono, se c'è la possibilità di attivali, perché altrimenti le batterie non si possono fare. Quindi io chiedo al ministro e anche alla Marcia Galli cosa ne pensano del sistema, del mix energetico come politica industriale, che è politica industriale sul fatto dell'energia e sul fatto delle terre rare. Cosa, dove sono i vostri obiettivi? Quali sono le vostre funzioni e quali sono le politiche economiche espansive di bilancio eventualmente con spesa pubblica, con spesa aggiuntiva e non con spesa sostitutiva? Come vi muovete voi per dare una risposta nella geografia mondiale, politica, economica? Grazie. Un attimo una sola cosa, sentivo il ministro che parlava di accordi bilaterali, ma sappiamo benissimo che gli accordi commerciali competono in base al trattato dell'Unione Europea di Lisbona. Trattare le tariffe sono in dominio, competenza primaria, alla commissione. Come si muove anche l'Italia con il resto d'Europa, no, io non voglio discutere però, è una competenza primaria che tocca. Io dico solo una cosa velocizza, poi al ministro. Per noi come Confindustria l'abbiamo dichiarato in tutti i modi, il tema del costo dell'energia elettrica e del gas è una emergenza nazionale. Quindi questo per noi è molto chiaro. Ci sono una serie di proposte, l'energy release che deve partire, il gas release, bisogna disaccoppiare il costo dell'energia elettrica dal gas, bisogna avere più fotovoltaico, purtroppo il decreto agricoltura le ha ridotte, bisogna andare nel lungo termine avanti col nucleare. Le cose da fare sono molto chiare e secondo me bisogna veramente farle perché c'è un tema che riguarda gli energy intensive ma riguarda tutte anche le piccole medie imprese. Sulle terrerarie io sono molto d'accordo, anche la gente deve capire, se vogliamo essere più autonomi strategicamente non possiamo fare in modo che la Cina abbia il monopolio non solo delle terrerarie ma della raffinazione. Perché noi diciamo, ci sono le terrerarie, noi non vogliamo vedere niente, lasciamo che le faccia la Cina e poi le importiamo. No, bisogna riaprire le miniere, questo credo che bisogna farlo. E' chiaro, ma l'ho detto sempre, essendo consapevole per la primecente esperienza politica. Cosa abbiamo fatto per l'energia? Perfetto. La nostra visione è chiara, l'Europa deve raggiungere nel tempo congruo possibile la piena autonomia strategica nella produzione di energia come hanno fatto gli Stati Uniti con determinazione dopo l'attacco delle tori gemelle. Quando hanno capito che non potevano più dipendere dal petrolio di altri continenti che peraltro stavano diventando pericolosi per il fondamentalismo islamico. E oggi gli Stati Uniti esportano energia e mi auguro che li esportino anche sempre più verso l'Europa. Per garantire la piena autonomia strategica nella produzione energetica d'Europa noi abbiamo due strade che dobbiamo percorrere insieme. L'energia rinnovabile e lo stiamo facendo. Il piano transizione 5.0 che ha difficoltà di attuazione si basa tutto sull'energia rinnovabile. Perché derivano le risorse del capitolo Repower EU e quindi pannelli solari sui tetti degli edifici e dei capannoni degli industriali per fornire energia a più basso costo per l'autoconsumo industriale che produca anche una riduzione di consumo. Ed è per questo che vorremmo sviluppare Trisane in Europa, cioè quella che può diventare la più grande azienda produttrice di pannelli solari se riusciamo a sconviggere la concorrenza saleale di altri continenti in Europa. Ma l'energia rinnovabile non è sufficiente perché quando non c'è il vento e non c'è il sole le fabbriche hanno comunque bisogno di energia. C'è bisogno di accoppiare all'energia rinnovabile un'energia continuativa a costi sostenibili e prevedibili nel tempo. Oggi gran parte dell'energia è fornita dal gas, ma non lo sarà nel tempo perché se vogliamo arrivare effettivamente a una piena decarbonizzazione come noi vogliamo dovremo rinunciare da qui a qualche anno, direi decennio, anche al gas. A quel punto per avere energia industriale non resta che il nucleare ed è per questo il Governo ha presentato un disegno di legge a Parlamento per rendere possibile produrre i reattori nucleari nel nostro Paese e produrre energia nucleare nel nostro Paese. Ed è per questo che il Governo ha realizzato una società, Enel, Ansaldo Energia, Leonardo, che produrrà in Italia i reattori nucleari di terza generazione avanzata, i small reactor, che vengono realizzati su base industriale, in un'industria, su commissione dell'imprese, dei distretti italiani o di altri continenti e poi trasportati dentro un contesto. In questo modo, il Governo ha realizzato un container, perché un reattore entra in un container, laddove verranno installati. Ed è per questo che il Governo contribuirà allo sviluppo di un'altra azienda, Nucleu, che realizzerà i reattori di quarta generazione avanzata, cioè quelli che non saranno più raffreddati ad acqua ma a piombo, tali da poter essere installati per esempio in una fregata, in una nave commerciale, in una nave passeggeri. Ed è per questo che il Governo con l'ENI sta insistendo anche sulla fusione nucleare. Ma sono tre fasi in sequenza, la prima e la terza generazione avanzata, small reactor, la seconda e la quarta generazione, quella finale della fusione. Succur Italia, la scienza, la ricerca e le imprese italiane sono impegnate in prima linea a livello mondiale, ma che ovviamente per essere realizzati ci vuole una tempistica che in alcuni casi di 8-10 anni. Bene, peraltro, se questo è possibile, non vorrei continuare a divindicare, ma qualcuno ricorderà che nel 2001 Ansaldo Nucleare vinse una gara per realizzare un reattore a Cernovoda in Romania. Il precedente Governo non ha dato il consenso perché l'azienda attenesse l'assicurazione sacce. Me la ritrovai al tavolo come primi atti del Governo del 2001 e io dopo un parere del Consiglio di Stato, dieti parere favorevole. E se Ansaldo Nucleare ha mantenuto una capacità di ricerca di tecnologia e di realizzazione sull'ambito nucleare è dovuta grazie a quel provvedimento. Se l'Enel ha perseguito la capacità di lavorare sul nucleare, tale da oggi essere alla guida di questa nuova società, e perché in quegli anni in Parlamento riuscimmo a creare una norma interpretativa dei tre referendum precedenti che vietamano all'Enel di operare sul nucleare, facendo capire che l'Enel era diventata nel frattempo società per azioni e quindi si limitò questo obbligo all'Italia ma non all'operatità all'estero e di conseguenza l'Enel ha potuto acquisire, grazie allora, Endesa in Spagna. E se la Spagna ha un'energia più basso costo dell'Italia è perché ha l'energia nucleare che oggi viene prodotta in Spagna dall'Enel e contemporaneamente in Slobacchia. E quindi avendo noi preservato questa intelligenza, questa capacità, queste imprese, questa ricerca, grazie a quello che facevamo in quel governo, oggi noi possiamo riprendere la strada sul nucleare di nuova generazione. Materie prime critiche. Nella prima vertice trilaterale che ho ottenuto con APEC e Le Mere in Germania nel giugno dello scorso del 2023, deliberammo di indirizzare la Commissione Europea al regolamento sulle materie prime critiche che poi è stato approvato. E nel frattempo ho fatto il decreto legge in Italia che consente in Italia di realizzare quel regolamento, cioè di riaprire o di aprire le miniere. Abbiamo 16 delle 34 materie prime critiche che servono alla transizione digitale, la transizione green in questo territorio. Abbiamo litio a Sufficienza, Cobalto, Manganese e quant'altro. Il decreto è stato convertito in legge dal Parlamento, abbiamo creato un fondo soprano per un miliardo in modo da aiutare tutto questo. E nel contempo abbiamo fatto partitare le nostre imprese al primo bando della Commissione sulle materie prime critiche, quattro imprese italiane hanno vinto, sull'ambito del riciclaggio. Perché l'Italia è prima in Europa e credo leader nel mondo sul riciclaggio e quindi per noi è più facile riciclare il litio, il manganese, il cobalto, piuttosto che estrarlo. Ma noi lo estraremo anche perché il nostro progetto è quello di rendere l'Italia e l'Europa autonomo in maniera strategica sulla estrazione in Italia, in Europa o anche in altri continenti. Di qui l'accordo con l'Arabia Sudita, con gli Emirati, con il Canada e con altri che stiamo sottoscrivendo, affinché l'Italia, con le sue imprese, in questo caso con l'ENI, può guidare un percorso di estrazione mineraria e poi di lavorazione in Italia di materie prime critiche che servono al nostro Paese e al nostro continente e certamente di riciclo delle materie prime critiche fondamentali, secondo una visione strategica che noi abbiamo chiara, rendere autonomo il nostro continente rispetto agli altri su tutto ciò che serve nella filiera che ci deve portare a governare, a vincere la sfida della transizione ambientale e di quella digitale. Non è un Paese che deve fare del presenze dell'Italia, non un Paese recettore di tecnologie altrui, ma un Paese che sviluppa qui in Italia le tecnologie che servono al mondo, perché noi siamo la terra degli scienziati. Lo dobbiamo capire e ricordare a tutti. Bene, ce l'abbiamo fatta. 11 minuti e 48 secondi ci siamo presi. Grazie a tutti. Grazie a tutti.
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