Le PMI e i liberi professionisti in Italia ed in Europa: internazionalizzazione e digitalizzazione dei servizi professionali
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Le PMI e i liberi professionisti in Italia ed in Europa: internazionalizzazione e digitalizzazione dei servizi professionali
Il discorso esplora le sfide legislative e fiscali per le professioni libere, sottolineando l'importanza dell'aggregazione per affrontare i cambiamenti del mercato e la necessità di una normativa unica.
Buon pomeriggio a tutti, benvenuti, grazie per la partecipazione a questo ennesimo evento di Conf Professioni, Conf Professioni Trentino, siamo qui al Festival dell'Economia, visto che questo è il terzo appuntamento, io posso dire di aver coperto il 100 per cento insomma come conduttrice di questa iniziativa quindi sono molto molto contenta. Vedo tantissimi volti amici, molte persone interessate al mondo del lavoro autonomo, quest'oggi cercheremo di declinare alcune informazioni che riguardano le categorie professionali in generale quindi non soltanto nell'area Trentino e poi avremo una rappresentanza parlamentare che ci racconterà quali possono essere sulla base degli stimoli che arriveranno da questo primo tavolo eventuali correttivi da parte del mondo della politica. Io saluto e ringrazio Barbara Lorenzi, Presidente di Conf Professioni Trentino, Avvocato, le chiedo cortesemente di prendere il microfono perché cerchiamo un po' di inquadrare l'alvio delle libere professioni stando appunto ai rapporti che la vostra confederazione Conf Professioni va a stilari ogni anno, prego. Grazie, buon pomeriggio a tutti, allora i dati che adesso vi esporrò sono appunto tratti dal rapporto sulle libere professioni che il nostro osservatorio che è una fondazione che fa capo a Conf Professioni redige ogni anno a livello nazionale poi abbiamo anche declinato su base provinciale anzi regionale i dati diciamo annuali. Io vorrei darvi tre numeri importanti perché sono veramente tanti, il rapporto è questo, è abbastanza corposo quindi vi invito a leggerlo, è scaricabile dal nostro sito quindi è a disposizione di tutti. I tre numeri importanti sono questi innanzitutto vi dico che in Italia siamo un milione e 340 mila professionisti quindi una bella squadra e abbiamo un indotto lavorativo di 6 milioni di persone, che significa che tra collaboratori e dipendenti copriamo una parte importante del mercato del lavoro in Italia e produciamo il 14% del pil nazionale quindi siamo effettivamente una parte importante del motore economico del nostro Paese e questo lo dico alla politica, lo dico alla società civile però lo dico anche a noi professionisti perché noi dobbiamo essere consapevoli orgogliosi di far parte di questo corpo intermedio sia sociale che onomico che contribuisce in questa maniera al nostro Paese. Ovviamente il nostro tema di oggi sono le sfide che il mondo professionale e le piccole e medie imprese si trovano a dover affrontare e secondo noi con professioni sempre in prima linea ritiene che il modo diciamo migliore per affrontare queste sfide sia quello dell'aggregazione. In Italia gli studi professionali sono polverizzati in centinaia di migliaia di piccoli studi spesso artigianali e individuali che però non riescono a stare al passo con tutte queste modifiche che il mercato e questi cambiamenti che il mercato ci pone davanti, il rischio è estinguerci. Abbiamo già delle norme che ci consentono di fare le aggregazioni, le società anche di capitali tra i professionisti anche interdisciplinari e multidisciplinari però purtroppo ci sono dei limiti e ci sono dei limiti legislativi e quindi qui approfittiamo della presenza della politica per espoglierli. Il primo è un limite fiscale, non ci sono incentivi fiscali, spesso chi si aggrega ed è in regime forfettario perde la possibilità di continuare ad avere il regime forfettario quindi per queste persone, questi professionisti, aggregarsi significa perdere un beneficio fiscale anziché acquisirlo e poi abbiamo il problema previdenziale perché tutte le nostre casse previdenziali vanno in ordine sparso sul discorso della contribuzione previdenziale per cui una cassa applica il contributo previdenziale integrativo sulla società, altri sui singoli soci quindi insomma andiamo in ordine sparso, abbiamo bisogno di una norma unica che consenta di non penalizzarci e poi c'è un problema solo per la categoria degli avvocati perché noi avvocati siamo rinchiusi in un recinto che è quello delle società tra avvocati, noi possiamo solo stare nelle società tra avvocati, non possiamo entrare nelle altre società e questa è una gravissima menomazione per la nostra categoria professionale. L'ultima cosa che vorrei far presente è che accanto a tutte queste diciamo questi limiti legislativi c'è anche un limite personale spesso perché la cassa avvocati ha commissionato il rapporto census dal quale sono emerse delle cose per me veramente molto molto curiose ossia il fatto che l'aggregazione degli studi professionali non ha appeal tra gli avvocati perché gli avvocati primo motivo hanno difficoltà nel determinare la percentuale del profitto tra i partner, il secondo motivo è incertezza sui costi e sull'investimento iniziale. Io ho la pella caponata perché significa che gli avvocati non sanno che cos'è una programmazione finanziaria, non conoscono le basi dell'economia e scusate gli avvocati come tutte le altre categorie professionali gestiscono degli studi professionali che sono aziende e quindi se non riusciamo a capire che numeri hanno le nostre aziende io sono veramente preoccupata quindi dico al mio presidente nazionale Marco Natali facciamo formazione finanziaria ai professionisti. Io direi che sono rimasta nei tempi? Non soltanto se è rimasta nei tempi ma credo che comunque tu abbia fornito una serie di spunti interessanti quest'ultimo particolarmente rilevante fra l'altro all'interno del rapporto che citava Barbara Lorenzi di Cassaforenze e census si evidenzia come in Italia ci siano oltre il 70% dei vostri colleghi che sono monotitolari di studio soprattutto al sud quindi quando noi parliamo costantemente dell'invito all'unione e fa la forza soprattutto per i giovani però ci rendiamo conto che sono una serie di resistenze fiscali previdenziali culturali probabilmente geografiche anagrafica una serie insomma di questioni che comunque riguardano la vostra categoria e non solo. Allora come potete vedere il titolo è davvero multiforme di questo nostro convegno per questo ci sentirete parlare di vari argomenti Io qui accanto ho il piacere di avere Claudia Ecker che è un avvocato ma è anche membro laico del CSM quindi ci può dare una visione abbastanza ampia. Si parla avvocato di internazionalizzazione e digitalizzazione dei servizi professionali per quel che riguarda la parte di internazionalizzazione uno sguardo che va anche verso l'Europa dal suo osservatorio che cosa ci può dire? Innanzitutto vi ringrazio molto per questo invito sono veramente contenta e lieta di essere vicino a Barbara Lorenzi che è una carissima collega una stimatissima collega e devo a lei l'invito di questo pomeriggio. Nella mia esperienza come componente del CSM io sono un componente laico sono stata eletta due anni fa ho riscontrato come la stessa magistratura è molto attenta a costruire network e parlo di network internazionali perché loro hanno capito la necessità di condividere le esperienze professionali e fare rete. Devo dirvi che oggi sappiamo tutti che la giornata della legalità ricorre il 33esimo anno della strage di Capaci ma lo ricordo per un fatto molto particolare perché io considero l'attività del magistrato di collegamento la figura professionale che opera per facilitare tutto quello che riguarda i rapporti di cooperazione giudiziaria internazionale tra diversi paesi la figura più importante in questa opera di internazionalizzazione e a chi dobbiamo la creazione e l'intuizione di creare un magistrato di collegamento? La dobbiamo a Giovanni Falcone. Giovanni Falcone prima di morire ebbe quest'intuizione che fece scattare nella magistratura questo atto di grandissimo diciamo orgoglio e anche di senso di cooperativismo e si creò questa figura di magistrato di collegamento che cosa fa il magistrato di collegamento che nomina il CSM perché in tanti paesi europei ma non solo europei anche extra europei c'è questa figura di magistrato di collegamento. Il magistrato di collegamento garantisce che le leggi europee e anche quelle internazionali vengano applicate correttamente. Io in questa figura di magistrato di collegamento vedo un ponte ideale anche con la figura degli avvocati perché il magistrato di collegamento è comunque un personaggio che un professionista che fa parte del corpo della magistratura italiana che viene distaccato si chiama fuori ruolo qui parlo anche ad un pubblico molto elevato c'è anche il procuratore Raimondi che ringrazio moltissimo per la sua presenza quindi voglio dire parlo di cose che magari tanti di voi conoscono e quindi mi perdonerete ma diciamo che questo ruolo di magistrato di collegamento è un ruolo cruciale nel superare quelle che sono le barriere linguistiche, giuridiche, culturali che possono in qualche modo ostacolare l'efficacia e la collaborazione tra le autorità giudiziali di diversi paesi. Quindi c'è un'altra commissione di cui vorrei parlarvi perché la commissione del CSM ci sono 10 commissioni nel CSM però c'è una commissione che è la nona commissione che si occupa nello specifico e principalmente dei rapporti istituzionali internazionali e la sua attività è quella di approfondire i termini internazionali. Allora la resistenza che c'è nel mondo delle libere professioni è una resistenza che io chiamo fisiologica. Sappiamo che ci sono due articoli del trattato della funzione dell'Unione Europea che permettono anche i professionisti, l'articolo 49 magari dirò delle banalità e l'articolo 36 del trattato del funzionamento dell'Unione Europea che permettono a un avvocato di aprire uno studio, di stabilirsi all'estero insomma ci sono varie possibilità. Allora questo magistrato di collegamento che molto spesso ha la sua sede all'interno delle ambasciate, a volte anche degli uffici estrani all'ambasciata, è comunque quel soggetto di collegamento che può anche aiutare nella conoscenza del sistema giuridico straniero. Io mi sono molto occupata di questo perché credo molto nell'internazionalizzazione, credo molto nel network, credo molto nel fare rete e nelle nomine che abbiamo fatto al CSM su questi magistrati di collegamento abbiamo sempre cercato di valorizzare proprio la conoscenza del sistema giuridico estero. Poi c'è un'altra questione che vi vorrei porre così vi do degli input. Noi abbiamo Eurojust. Eurojust è stata costituita con una legge del 2005 che ha sede a Laia ed è l'agenzia dell'Unione Europea per la cooperazione giudiziaria. La cooperazione giudiziaria nel settore penale dove le autorità giudiziarie nazionali collaborano in maniera sinergica e anche molto stretta per combattere quelle che sono le gravi forme di criminalità frontagliera. E devo dare atto e lo cito con grande piacere l'attività della procura di Trento. L'attività della procura di Trento, io sono stata eletta al CSM e quindi io rappresento il Trentino Alto Adige, devo dire che la procura di Trento è sempre stata un fiore all'occhiello sotto questo profilo. Allora questa Eurojust con il quale procuratore nei mondi si è molto interfacciato è anche questo, diciamo, è composta da un procuratore, un ufficiale di polizia, per ogni stato membro formano un collegio. Allora io dico questo, se il corpo della magistratura che in questo momento sono 10.000 magistrati ordinari, più abbiamo tutto il comparto degli onorari che sta diventando la magistratura nella magistratura sono altri 9.000, se queste 20.000 persone hanno capito e hanno compreso la necessità di andare oltre frontiera, adesso noi per esempio voi l'avete letto tutti sui giornali, c'è la questione dell'Albania, noi abbiamo nominato il magistrato di collegamento in Albania. Allora io dico questo, abbiamo un'occasione storica, abbiamo la possibilità finalmente con l'internazionalizzazione e la globalizzazione di uscire, di applicarci anche in maniera transfrontaliera, in maniera europea, di confrontarci con i competitor. Se lo ha capito la magistratura, se lo fanno i magistrati, penso che lo potremo fare con grande successo anche noi liberi professionisti. Grazie, grazie mille a Claudia Ecker, anche per questa visione tutto sommato inedita, insomma io lo dico perché mi capita raramente di avere dei magistrati durante i convegni, quindi insomma cercare di comprendere un professionista calato all'interno di un organo come il CSM, quello che può dare sicuramente estremamente interessante, insomma quindi la ringrazio. Luca Iannettone è invece un commercialista, quindi andiamo verso un'altra professione, tesoriere dei ConfProfessioni Trentino, con Luca invece in realtà parliamo della parola digitalizzazione, perché insomma la vostra categoria è una categoria che costantemente si cimenta con quelli che sono gli strumenti tecnologici nel bene o nel male, insomma con vantaggi e con svantaggi. Con tutto questo discorso che ultimamente diventa una sorta di tam tam sull'intelligenza artificiale e sui suoi, anche in questo caso, utilizzi positivi o negativi, quello che mi farà piacere sapere appunto, è da Iannettone, che tipo di attività la vostra, che tipo di attività è la vostra alle prese appunto con lo sviluppo tecnologico e quali sono eventuali nei che si sono presentati. Grazie Simona, vado dritto al punto. Tre concetti, condivisione, investimenti e infrastrutture. Allora, ovviamente parliamo dell'intelligenza artificiale, ma proviamo a fare una premessa, cosa è l'intelligenza artificiale oggi? Oggi l'intelligenza artificiale è un bambino o una bambina se volete, che è stata adottata da miliardi di persone. Cosa fa questo bambino super intelligente? riceve informazioni da tutti noi, le magazina, le elabora con una potenza di calcolo statistico sinceramente non misurabile a parole meno che mai numericamente e le condivide. Quindi il perno dell'intelligenza artificiale è stata quella di condividere informazioni con delle potenze di calcolo sotto che consentono di farlo in maniera velocissima e anche quasi inimmaginabile tempo fa. Però è un bambino e al momento non distingue la realtà dalla fantasia, non distingue l'ambito lavorativo da quello che non lo è, come ha detto un giudice di Firenze in una sua sentenza, alle allucinazioni, cioè inventa. Ma siccome è un bambino molto intelligente, prodigio, le bugie le dice bene, per cui ci rilascia degli output e dei risultati che sembrano credibili e quindi bisogna stare al momento molto attenti nell'utilizzo, ma ha una caratteristica questo bambino che ha una crescita rapidissima esponenziale e siccome siamo al festival dell'economia, cosa ci dice? Che quando c'è un fenomeno che è una crescita esponenziale sotto ha dei capitali importanti e lo sentiamo dei giornali, lo leggiamo sul giornale, lo sentiamo nella televisione, l'intelligenza artificiale questi capitali, sottostante ce l'ha tanti belli masticci, per cui è un aggiornamento tecnologico che sicuramente non si fermerà e sarà molto rapido, per cui sostanzialmente noi oggi lo trattiamo, ci stiamo approcciando, ci giochiamo proprio come se fosse un bambino, usiamo maldestramente il suo prompt, i tecnici ci hanno avvisato per cortesiano scrivete grazie quando vi dà una risposta, perché quel grazie costa qualche milione di euro, qualche milione di dollari di potenza di calcolo che moltiplicato per significa come dire che la gentilezza sull'intelligenza artificiale costa quasi come una finanziaria di un peso europeo, quindi i tecnici ci hanno detto grazie non serve alla fine, quindi ci stiamo cercando di trovare un linguaggio comune, qual è la prospettiva? Che nel giro di 3-4 anni questo bambino diventerà un adulto, immaginiamoci un trentenne che però sarà super istruito, super addestrato, super intelligente, super performante e super strutturato, cioè comincerà a dare le risposte corrette, comincerà a contestualizzare le nostre richieste, perché ci conoscerà benissimo e quindi sarà veramente quello strumento che sinceramente oggi non so cosa aspettarmi, sono curioso, so che lo vedrò perché l'avanzamento tecnologico è molto veloce, però sarà un adulto. Alessia come ti avevo annunciato vado in modalità polemica on. Simona, lo so che io ho il patronimico, sono Simona, anche quando mi sono proclamata all'università, quando mi proclamavano per la laurea, mi volevano chiamare Alessia e mi amava e lanciò un urlo ai tempi, quindi insomma lo dico. Abbiamo detto quindi condivisione, investimenti e infrastrutture che sono tre elementi che al momento nel digitale in Italia nel miglior dei casi è carente per non dire che quasi inesistente. Il digitale cos'è? Il digitale sono le app che abbiamo sui telefonini, dove c'è un'app che ha un'infrastruttura con capitali importanti sotto dove vengono condivisi una serie di informazioni. Il digitale in Italia l'abbiamo un po' fin ad ora ipotizzato come prendere il foglio che prima portavamo nell'ufficio pubblico di turno, trasformarlo in un file elettronico con un formato di fantasia per poi spedirlo alla pubblica amministrazione con una sola mandata senza ritorno senza condivisione attraverso le software maldestrie e anche a volte malfunzionanti con un sistema telematico ridondante. Questa è più o meno quello che sta inteso la digitizzazione in Italia. Allora siamo nell'epoca, siamo nell'era di che andiamo su Marte, ok? I razzi atterrano in verticale, io me lo ricordo nei cartoni animati degli anni 70, arriva il super ibrido che ci permetterà di fare migliaia di chilometri senza consumare carbon fossile e in Italia invece cosa accade? Che il 16 maggio alle 10.04 del 2025 tutti i sistemi dell'agenzia delle entrate vanno in crash. Non si è capito perché, forse è importante sapere perché. In realtà io mi immagino che su quelle piattaforme telematiche che abbiamo sulle app e che abbiamo sul telefono mi immagino che ci sono un numero di accessi sempre superiore a quelli che ci sono sospite all'agenzia delle entrate. Allora con questa con questa prospettiva nonostante questa prospettiva tornando ai professionisti io so che c'è un nucleo di professionisti in maniera trasversale o sono tra quelli che nel breve investirà nell'intelligenza artificiale nello studio. Ovviamente immistriremo risorse nostre e quindi probabilmente saremo più saremo meno stressati, avremo più tempo, saremo più felici e alcune attività le industrializziamo però lo facciamo con la consapevolezza nel breve periodo di dover tenere su una scrivania, in una stanza dello studio, una macchina da scrivere perché per la parte del lavoro che ci costringe a interfacciarci con la pubblica amministrazione noi al momento dovremo utilizzare l'equivalente di una macchina da scrivere. Il messaggio qual è? Che se i professionisti vogliono fare questo salto ma in realtà se il paese vuole fare questo salto, questo avanzamento tecnologico che è veloce c'è bisogno di investire a livello di pesi in infrastrutture, metterci dei capitali e soprattutto immaginare una digitalizzazione che non è solo trasformare un foglio di carta in un documento ma che sia impostata su una concezione di diffusione e di condivisione del dato. Grazie. Grazie a Luca e a Annettone che ha fornito ulteriori spunti. Sapevo che avresti citato il giorno maledetto del crash del titolo dell'Ascencia delle Entrate. Ecco gli utenti non lo sanno, era un giorno particolare per l'amor di Dio, c'erano scadenze particolari, aprivano le gabbie. Era il giorno della pre-compilata che tutti quanti la potevano vedere. Ecco non è stata una bella giornata. Allora io vi ringrazio, tutto volevo mi dispiace moltissimo, mi sono arrivati dei messaggi perché non sono riuscita ad entrare molte persone, fra cui la presidente dell'Aiga di Trento Giulia Galvani, mi dispiace molto, purtroppo gli hanno detto che non c'era posto però volevo salutare le persone che vedo, non me ne vogliano tutti, Barbara Giordano, la presidente di ConfProfessionale al Toadige che è lì dietro e Pasquale Mazza, il consigliere nazionale dei commercialisti che è lì dietro. Non ve ne vogliano gli altri, sicuramente rivedrò molti esponenti del mondo professionale che solitamente seguono questo evento. Io vi ringrazio tutti e tre i relatori, vi chiedo cortesemente di accomodarvi, facciamo un applauso a Lorenzi, Giannettone e Decker. Grazie e chiedo cortesemente di raggiungermi sul palco al presidente nazionale di ConfProfessioni Marco Natali, all'onorevole Andrea De Bertoldi della Lega, all'onorevole Sara Ferrari del PD e all'onorevole Marta Schifone di Fratelli d'Italia. Accomodatevi come volete, le 16 sono per tutti. La quota rosa è maggiormente rappresentata, osservo in questo caso. Quindi per le riprese mettiamoci tutti quanti abbastanza vicini. Chiedo cortesemente a Marco Natali di prendere il microfono che è lì perché cerchiamo di dare una sorta di segnale importante su quello che ConfProfessioni, a crolluce di quello che abbiamo detto, ha piacere di comunicare anche per stimolare il dibattito con la politica. Grazie, buon pomeriggio e davvero grazie a tutti per questo invito che, come sapete, fa molto piacere ovviamente a ConfProfessioni grazie a Barbara che ha organizzato insieme alla provincia tutto questo. Tutto questo evento. Come sapete, all'onore di rappresentare ConfProfessioni, un ruolo di cui vado orgoglioso. Come diceva Barbara prima, indosso la maglia di un'associazione di rappresentanza e tutela degli interessi dei professionisti, di quasi un milione e mezzo di professionisti, che sviluppa un comparto produttivo che rappresenta il 14% del PIL. Quindi siamo una voce importante di quella che è l'attività. Siamo il cuore pulsante insieme alle imprese di questo Paese, ma partiamo da qui, dal ruolo delle PMI e dei liberi professionisti. Le piccole e medie imprese e i liberi professionisti costituiscono l'ossatura economica e produttiva dell'Italia e di gran parte dell'Europa. Le piccole imprese nel nostro Paese, in Italia, rappresentano il 90% del tessuto economico e i professionisti contribuiscono in modo rilevante al PIL, come abbiamo già detto, alla fiscalità generale e alla coesione sociale. Svolgiamo un ruolo cruciale anche nella diffusione di competenze qualificate nei servizi alle imprese, nella costruzione tecnica, giuridica e contabile. Non sempre però questo ruolo ci viene riconosciuto. Noi siamo la forza intellettuale di questo Paese, non dei tecnici dei servizi giuridici ed economici, non siamo solo tecnici, anzi, siamo gli apripista per le imprese a tutti i livelli, siamo i guardiani della legalità. Ieri ha un convegno a Napoli con avviso pubblico. Faremo bene a ricordarlo ma soprattutto a ricordarcelo. Digitalizzazione, ne parliamo da tempo e ormai dovremo saperlo tutti. L'adozione di strumenti digitali consente di automatizzare i processi, ridurre i tempi di risposta e migliorare la qualità delle prestazioni professionali. Tuttavia molte micro imprese e studi professionali, è già stato detto, faticano a sostenere gli investimenti necessari anche a causa della scarsetta di competenze digitali. L'Europa, attraverso il piano d'azione per la digitalizzazione delle PMI e il programma Digital Europe, promuove l'accesso a tecnologie avanzate alla formazione. In Italia il PNR e le misure di fondi strutturali sostengono percorsi di digital transformation ma serve maggiore coordinamento, che è quello che manca prevalentemente, tra istituzioni, ordini, professioni, associazioni di categoria. Un ecosistema digitale accessibile è essenziale per la crescita del settore. Con professioni, su questo fronte, è impegnata da anni anche attraverso la formazione continua, come diceva giustamente Barbara, ma si può anzi si deve fare meglio. Sull'internazionalizzazione, mercoledì abbiamo fatto il terzo evento sull'internazionalizzazione nel mondo delle professioni, viviamo una stagione in cui le relazioni internazionali sono ormai diventate pane quotidiano. Finalmente siamo entrati in una dimensione globale nonostante le molte spinte protezionistiche a trazione USA. Fino a poco tempo fa l'estero era relegato a una dimensione di diplomazia. Oggi è il centro della nostra contemporaneità. Per questo dobbiamo spingere su questo tasto e rendere l'internazionalizzazione dei servizi professionali il pane quotidiano delle piccole e medie imprese. Non più cosa di pochi, ma sempre più dimensione di molti. Restano aperte ovviamente molte questioni, tra cui il riconoscimento delle qualifica nei vari Paesi UE per dirne una. Non tanto dal punto di vista della legalità, ma è proprio per l'attuazione pratica. Ma anche la mobilità dei professionisti è un tema cruciale che andrebbe regolato e uniformato. Avere rapporti solidi e sempre più efficaci con i partner europei e con tutti gli altri Paesi a livello mondiale richiede anche una maggiore capacità linguistica, conoscenza dei mercati, conoscenza delle contesti esteri, incentivi mirati e i progetti di rete possono favorire la presenza dei professionisti italiani all'estero, valorizzando competenze spesso molto apprezzate ma poco esportate. Politiche PNRR. L'Unione Europea ha messo in campo una ricca cassetta degli attrezzi per sostenere la digitalizzazione e l'internazionalizzazione delle PMI e dei professionisti, come il programma COSME, Horizon Europe, Digital Europe. A livello nazionale, come non ricordare il PNRR, i fondi Bay e le politiche per innovazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tutte insieme, queste sono levi cruciali. Tuttavia, l'efficacia delle politiche dipende dalla capacità di semplificare l'accesso alle misure, ridurne la frammentazione normativa e coinvolgere gli attori del territorio. Vado a concludere con un auspicio. Gli ordini professionali, le associazioni, le istituzioni, le camere di commercio, la politica, devono diventare veri hub di innovazione e internazionalizzazione ma è anche necessaria una strategia di sistema per rafforzare la cultura imprenditoriale tra i professionisti e favorire sinergia tra PMI e studi professionali. Solo con una visione integrata si può cogliere a pieno il potenziale competitivo delle professioni italiane ed europee in un contesto globale. Grazie. Grazie, grazie a Marco Natali. Per i pochi che non lo sapessero, l'esperimento di COSProfessioni è unico nel suo genere perché è l'unica confederazione che state in grado di raggruppare decine di associazioni di categorie professionale distinte tra di loro perché si va dalle categorie economico-juridiche a quelle sanitarie a quelle tecniche ed è un modo per far coabitare tantissime istanze e per far veicolare il più possibile al meglio idee proposte e anche perché no fare una serie di specifiche domande alla politica finché vengano realizzate. Quindi io credo che siano affiorati tantissimi elementi. L'onorevole Marta Schifone per il suo partito per Fratelli d'Italia si occupa proprio principalmente di libere professioni. Abbiamo citato, onorevole, innanzitutto prima i nodi concernenti le aggregazioni professionali, la necessità comunque che ci sia un'ulteriore facilitazione dal punto di vista fiscale affinché si costituiscano. Però da quello che ha detto adesso il presidente di COSProfessioni sono arrivati anche a pelli a cercare il più possibile di far maturare la classe professionale cercando appunto di organizzarla proprio al meglio come sono fatte in buona parte le imprese del nostro Paese. A la luce di questo che tipo di informazioni sente di darci? Prego. Grazie intanto, grazie per l'invito, grazie a COSProfessioni. Temma molto sfidante, ne avete toccati vari dalla multidisciplinarità, la digitalizzazione, all'internazionalizzazione e però mi piace ritornare anche su quello che ha detto il presidente Natali perché anche sul tema della comparazione con le professioni europee dobbiamo ricordare, dobbiamo essere orgogliosi come professionisti, io sono una professionista, di essere dei professionisti italiani, il maggior numero di professionisti in Europa e noi rappresentiamo un unicum come modello intanto. Avevo letto una frase che mi era molto piaciuta, mi aveva molto colpito, i professionisti italiani sono, diciamo stressando il concetto, hanno come natura una natura giuridica mentre diciamo nel resto di Europa e anche soprattutto diciamo sulla parte anglosassone abbiamo delle associazioni privatistiche quindi diciamo sono per esteso di natura economica questo che cosa vuol dire? Che si danno dei servizi sicuramente, ci sono delle competenze, ci sono delle consulenze ma quello che cambia, quello che dà secondo me poi il plus dei professionisti in Italia è appunto il fatto che il professionista italiano tutela la fede pubblica, il professionista italiano fa parte di un ente pubblico non economico e a tutti gli effetti un pezzo di stato e questo è una particolarità, è il nostro unicum perché noi rappresentiamo la pietra angolare nel mercato del lavoro italiano che ci dà la differenza, il nostro modello è un modello incredibile ed esportabile quindi diciamo scusatemi per questo cappello al quale tenevo e tengo molto e ogni volta che si parla di Europa ogni volta che si parla di professioni europee di comparazione mi piace sempre ricordarlo perché dobbiamo sapere che abbiamo davvero un quid in più penso alla sussidiarietà che insomma è la funzione classica della si è parlato anche di pubblica amministrazione quindi essendo di natura pubblicistica c'è questa vocazione forte alla sussidiarietà e anche quindi alla supporto di tutte quelle che sono le politiche pubbliche vado sull'internazionizzazione non mi voglio sottrarre, i professionisti diciamo l'internazionizzazione può essere considerata ad ampio spettro sia quella del professionista stesso che va fuori quindi si parlava di qualifiche che è un tema fondamentale in un mercato unico in un mondo che è assolutamente interconnesso integrato ma anche il supporto della competenza che il professionista dà all'azienda per internazionalizzare e in questo mi permettete di ricordare insomma non faccio un'autocitazione però ci tengo particolarmente abbiamo portato a casa la modifica del 24 07 che ha firmato anche il mio collega Andrea De Bertoldi che è stata diciamo un secondo me un punto fondamentale per quello che riguarda la responsabilità dei professionisti perché avere una governance solida è la cosa fondamentale per una nazione quando si deve esprimere tutta la forza economica la capacità della leva di sviluppo e di crescita di una nazione la prima cosa che si guarda è appunto la solidità della stabilità anche economica e quindi andare con questa azione di rafforzamento della responsabilità si è cambiato il modello come sapete ci siamo diciamo rifatti a dei modelli europei che già c'erano quindi questo è andato a rafforzare naturalmente questa posizione dell'Italia e della sua della sua corporate governance e poi le tre criticità sono già avanti con il tempo però permettetemi dei flash le tre criticità che noi dobbiamo andare a combattere e devo dire il governo Meloni ha messo in campo molto in questo senso sicuramente il divario territoriale c'è ancora un grande gap tra sud e nord anche per quello che riguarda le liberi professioni penso al dl coesione 5 miliardi sono stati messi in campo per la per esempio dei contribuzioni totale per il rafforzamento del resto al sud soprattutto per le zone appunto del del mezzogiorno grande conquista aver inserito all'interno delle quote anche le quote per le liberi professioni e arrivo al divario di genere che è la cosa insomma che mi sta particolarmente a cuore l'osservatorio del di cof professioni ha fatto davvero un lavoro eccezionale lo ringrazio io ogni anno prendo sempre spunti dalle loro ricerche che sono davvero dettagliate e molto molto interessanti e è emersa una cosa diciamo che mi ha davvero lasciata perplessa quando si è parlato si è fatto il conteggio grazie all'ausilio delle casse che hanno dato i loro dati delle indennità di maternità la percentuale delle indennità di maternità e quindi delle nascite delle professioniste evidentemente donne del nostro paese è davvero sconfortante e questo diciamo ci fa capire anche quanto sulle politiche della conciliazione vita lavoro in modo particolare sulle professioni bisogna andare ad agire non posso spoilerare ma stiamo lavorando su davvero un bellissimo provvedimento proprio in questo campo tanto è stato fatto naturalmente sul tema delle donne e del lavoro dal governo meloni noi pensiamo ad una società che deve essere una società che permetta alle donne di essere libere soprattutto al contrario di non doversi mai trovare di fronte ad una scelta e cioè di dover scegliere tra la maternità e l'ambizione professionale chiudo con le competenze non posso non accennarli vado velocissimo il divario generazionale noi siamo stati insomma il governo che ha portato a casa l'eco compenso quindi più di noi su giovani professionisti diciamo è un po difficile e poi naturalmente il tema della promozione della valorizzazione delle stem noi siamo in un momento di grande sfida transizionale e ogni salto tecnologico richiede delle nuove competenze la chiave e la parola chiave del futuro è appunto competenza a maggior ragione all'interno delle professioni e quindi diciamo le due direttrici sono sicuramente la formazione continua diceva bene il presidente diciamo del pezzo del mercato del lavoro che attualmente è in campo ma soprattutto l'orientamento delle nuove generazioni specie su pezzi di mercato del lavoro che sono i più carichi di opportunità per costruire le professioni e professionisti del futuro grazie grazie grazie onorevole schifone il riferimento alla componente femminile delle libere professioni mi permette di dare il la all'onorevole sara ferrari prenda pure il microfono cortesemente perché l'onorevole ferrari tra le attività che svolge fatto che componente della commissione sul femminicidio tra lato insomma quindi le tematiche di genere le sono particolarmente a cuore so che anche a livello locale avevate comunque messo in campo una serie di iniziative a tutela delle libere professioniste insomma le chiedo insomma un po di ricordarci di cosa si tratta perché sono comunque il wellfare è un'altra parola che conf professioni tiene sempre in grandissima considerazione per aiutare le libere professioniste e poi anche alla luce di quello che ha sentito fino ora insomma che tipo di appoggio ulteriore si può dare allo sviluppo di questo così importante segmento produttivo prego grazie grazie a tutti grazie per l'invito ma io se devo seguire il titolo di questo incontro vorrei dire che noi possiamo immaginare internazionalizzazione investimento in innovazione da parte dei professionisti quando la realtà professionale l'attività è un'attività solida e sta bene e invece in questo momento la categoria non sta molto bene la riduzione del potere d'acquisto e del guadagno anche dei professionisti sta subendo evidentemente le difficoltà universali e generali che ci sono in questo momento storico e a farne le spese evidentemente dentro la categoria nel complesso ci sono i soliti due gruppi sociali che soffrono maggiormente che sono i giovani e le donne allora per quanto riguarda il sia gli uni che gli altri noi continuiamo a credere che lavorare sul welfare universalistico e quindi creare condizioni di contesto che consentano anche in una situazione di riduzione di potere d'acquisto di avere però il welfare pubblico che supporta il benessere sostanzialmente dei lavoratori delle lavoratrici delle famiglie è assolutamente indispensabile quindi oggi pensare che le donne professioniste possano ancora stare in una condizione di guadagno che è il 50% di quello che guadagnano i loro colleghi uomini è spesso legato sicuramente al tema della maternità e quindi noi crediamo che investire in fare diciamo una norma che porti avanti il congedo paritario e i dati dell'osservatorio che sono stati ricordati poco fa ci confermano che la divisione del lavoro di cura è quello che poi pesa in realtà sulla possibilità lavorativa la scarsa divisione del lavoro di cura nelle famiglie ma anche davvero la possibilità di avere gli asili nido il pnr non è stato completamente adempiuto anzi si sono ridotto il governo ha ridotto i numeri degli obiettivi di asili nido in questo paese sicuramente al momento le nostre proposte che riguardano il congedo paritario non stanno andando avanti quindi quell'accenno di prima alle innovazioni che ha fatto il governo meloni per le donne quello della prima donna come era madre cristiana noi ne abbiamo ancora visti attendiamo con fiducia ma fino a questo momento noi abbiamo visto solo riduzioni e il rifiuto di fare questi passi avanti sicuramente noi possiamo immaginare che abbiamo bisogno di queste misure per le donne madri ma in realtà le lavoratrici donne guadagnano meno anche quando non sono madri quindi c'è tutto un tema culturale di superamento di stereotipi che ancora oggi negano alle donne la parità di di guadagno anche dentro e tra le professioniste quindi c'è tutto un lavoro culturale che le relazioni che sono state citate prima sollecitano i giovani i giovani spesso si trovano nel a far parte delle professioni non ordinistiche che non sono ancora sufficientemente riconosciute tutelate ci troviamo di fronte a fuga di cervelli perché prima si parlava di ecocompenso ma l'ecocompenso è stato sicuramente normato ma l'anno scorso è stato istituito l'osservatorio che deve monitorare l'applicazione dell'ecocompenso quell'osservatorio si è ritrovato alcune volte adesso è fermo da cinque mesi ma non ha ancora partorito alcuna soluzione ha soltanto registrato che ci sono ancora difficoltà negli appalti pubblici nelle commesse pubbliche a riconoscere obbligatoriamente l'ecocompenso e si lavora ancora per il minimo invece quindi noi sostanzialmente crediamo che ci siano investimenti da fare a correzione soprattutto di queste categorie più fragili che possono essere protette da lo elfare universalistico sul quale bisogna continuare a investire ma poi ci sono anche da mettere in pratica da scaricare a terra norme che sono state che sono state già approvate noi ci abbiamo approvato nella provincia autonoma di Trento 15 anni fa abbiamo iniziato a lavorare su misure che andavano a sostenere la maternità per promuovere evidentemente natalità nel nostro territorio e abbiamo inventato questo strumento che si chiamava co manager all'inizio e che adesso si chiama in tandem che sostanzialmente prevede che a carico di agenzia del lavoro una persona qualificata e riconosciuta attraverso la certificazione delle competenze che sta in un registro di persone che sono state registrate per le loro competenze possano sostituire la professionista la libera lavoratrice la professionista l'imprenditrice in un periodo per un anno che volesse dedicare al suo lavoro di madre sia alla nascita del bambino ma fino ai dodici anni di vita del figlio della figlia e la persona la sostituisce in part time o in full time evidentemente in alcune professioni sappiamo perfettamente che non si può sostituire la professionista però la si può affiancare e quindi a carico del pubblico c'è questo affiancamento per consentire il ruolo materno sostanzialmente è stato un unicum fino ad oggi purtroppo mi rendo perfettamente conto che la scala provinciale e la particolarità della provincia tonoma di Trento consente queste misure però noi siamo convinti che possano essere best practice anche applicabili mutatis mutandis in altri contesti geografici e che questo si possa fare i nostri risultati sono risultati positivi quindi speriamo che questo possa essere d'aiuto anche per altre donne professioniste si sente adesso sì grazie grazie onorevole ferrari tra l'altro chi come me ha la possibilità di scartabellare spesso i documenti delle casse di previdenza nota che anche in categorie tra virgolette solide questa disparità reddituale uomo donne sempre sempre molto forte io appunto vedo tanti avvocati vero tanti dottori commercialisti la vostra è sicuramente un'isola felice ogni volta che noi leggiamo noi che veniamo da sotto la linea gotica le classiche statistiche sulla qualità della vita e sul redditi alti leggiamo le città di bolzano vedo barbara appunto giordano leggiamo trento però è pur vero che anche qui questo dimezzamento cioè il fatto che le donne guadagnino letteralmente meno della metà rispetto ai professionisti in meno è comunque qualcosa di evidente onorevole andrea de bertholdi della lega si è parlato di tantissime tematiche che di certo insomma affollano un po il tavolo dei tanti parlamentari che si occupano di libere professioni dal punto di vista delle aggregazioni professionali sappiamo che si potrebbe fare molto di più sarebbe utilissimo insomma lo evidenziato insomma anche prima barbara lorenzi quanto sia importante cercare di investire per promuoverle il più possibile ma questo comunque è un momento nel quale il fermento come ci ha detto prima natale potrebbe riguardare tante altre tematiche incluso anche il pnr che cosa ci dice innanzitutto un velocissimo saluto a tutti perché vedo il cronometro che già è sotto i 5 minuti quindi cercherò davvero di andare in pillole e la mia pillola è ovviamente un ringraziamento un saluto a confrussioni al presidente nazionale natali e alla presidente territoriale barbara lorenzi e un saluto e un ringraziamento alle autorità presenti anche quale parlamentare del territorio detto questo cerco di entrare nel merito e lo vorrei fare spero non dilungandomi troppo prendendo a spunto un convegno di due giorni fa a roma alla quale ho partecipato su iniziativa della fondazione in arcassa e della fondazione dei gasperi quindi cercherò umilmente di farmi accompagnare anche dal nostro grande statista trentino nell'analizzare i problemi delle professioni e allora io ritengo che nel momento in cui si definisce dei gasperi noi trentini lo sappiamo è colui che non ebbe bisogno di definirsi riformista per essere però il più grande riformatore e allora barbara quando io interpreto quello quando tu hai parlato dell'avvocatura del limite che avete per la società che non possono inglobare altri professionisti cioè quelle problematiche che investono tante professioni di essere ancora troppo ancorate ogni tanto al passato al guardarsi indietro con piacere di quello che eravamo e dall'altra parte abbiamo però un'esigenza di innovazione ecco noi dovremmo avere la capacità come politici tutti trasversalmente di lavorare assieme per le professioni non dimenticando quanto di importante siamo stati nel passato quindi non dobbiamo dimenticare i nostri valori della professione nel passato ma sapere anche proiettarci nel futuro quindi non abbiamo bisogno di essere riformisti ma dobbiamo sicuramente essere dei grandi riformatori se vogliamo stare al passo dei tempi allora nel merito nello specifico io cosa credo credo che le risposte che dobbiamo dare sui vari temi li tocco intanto guardo il cronometro e dobbiamo darle prima di tutto in un modo molto trasversale non dobbiamo essere partigiani non dobbiamo essere di parte di partito di area politica quando ci occupiamo di professioni dobbiamo essere trasversali qui sul tavolo ci sono esponenti della maggioranza io e l'amica collega Schifone c'è l'amica Sara dell'opposizione ecco io vorrei che sempre più su questi temi che riguardano noi professionisti riusciamo a cogliere la trasversalità io ho un vanto se c'è nella politica di essere riuscito nella scorsa legislatura a realizzare la legge sulla malattia e l'infortunio del professionista sono un po il papà di questa legge che della quale vado molto fiero ma l'ho realizzata non da solo l'ho realizzata dall'opposizione coinvolgendo la loro maggioranza questo è il percorso che dobbiamo fare perché se noi guardiamo solamente al recinto di interesse proprio non andremo mai a conquistare dei grandi traguardi per le professioni allora andiamo avanti con il welfare che è la prima risposta anche all'inverno demografico ai problemi di crescita nel mondo giovanile delle professioni facciamolo e guardo sempre il cronometro sul tema dell'intelligenza artificiale ne abbiamo parlato anche qui sul lago maggiore con il collega gusmeroli e la forza zionale commercialisti l'intelligenza artificiale è la quarta rivoluzione industriale noi dovremmo esserne protagonisti e non subirla dobbiamo parlarne sul tema ad esempio delle tariffe professionali sono 12 anni che i parametri perché dopo le insolate di bersani non abbiamo più le tariffe ahimè e lo dico a voce alta perché le tariffe proteggevano i più deboli i più piccoli proteggevano le donne proteggevano i periferici però abbiamo ancora dei parametri di giustizia che ci però sono vecchi di 12 anni dobbiamo aggiornare questi parametri dobbiamo sicuramente intervenire anche alla luce di modifiche che ci sono state penso per noi commercialisti ad esempio ai nuovi compiti sulle contributi pubblici che abbiamo nelle attività di revisione e di sindaci quindi ho chiesto in un nascorso provvedimento nel decreto pubblica amministrazione con un emendamento che in quest'occasione non sono riuscito ancora a far approvare di adeguare le tariffe professionali mi ripropongo anche con l'ausilio spero di marta e di sara di presentare in un prossimo provvedimento una un emendamento una procedura che permetta al governo di rivedere le tariffe professionali è un passo importante non tanto per l'interesse del singolo professionista ma per l'interesse del contribuente ho ancora 15 secondi in quanto la qualità della prestazione che deve essere il merito lo strumento il fine primo del professionista è ancorata alla tariffa è ancorata al prezzo se giochiamo a ribasso la qualità va a ribasso non dobbiamo farlo mi concedi dieci secondi per concludere e allora sempre ricorrendo a degasperi ricordo a noi stessi che se per degasperi tra lo stato e il mercato c'era la comunità cioè la dottrina sociale della chiesa la dottrina di leone tredicesimo ricordiamoci però molto più umilmente più in basso che tra lo stato tra la pubblica amministrazione le imprese ci stiamo noi professionisti siamo il volano di trasmissione siamo orgogliosi proiettiamoci nel futuro da riformatori e sicuramente avremo dei risultati grazie grazie grazie onorevole de bertholdi allora in realtà il mio orologio segna ancora due minuti che erano quelli che volevo dare al presidente marco natali per una chiosa una chiosa che comunque parte sicuramente dalle tante affermazioni che sono state fatte dalla disponibilità ad affrontare alcuni argomenti prenda pure il microfono visto che che lì insomma ha ricevuto insomma qualche stimolo utile grazie ringrazio tutti gli onorevoli perché gli stimoli sono tanti partirei dall'onorevole schifone quale ha ripreso due aspetti importantissimi la valorizzazione delle competenze che io dicevo noi siamo molto bravi ad essere valorizzati ci vengono riconosciute non siamo bravi ad esportarle qui abbiamo bisogno di crederci noi e crederci soprattutto come categoria professionale la formazione è importante le materie stem sono importanti ma lo diciamo ma dipende proprio dalla struttura della scuola però qui abbiamo una crisi di vocazioni nel mondo delle libere professioni perché non è più redditizio ma anche la scuola non non sta dando una mano da questo punto di vista anche se stiamo cercando di lavorare con le università velocissimamente l'onorevole ferrari effettivamente il potere d'acquisto addirittura delle libere professioni abbiamo appena pubblicato uno studio sempre dell'osservatorio con l'Istat in cui il potere d'acquisto del lavoratore dipendenti dal 2018 al 2024 è calato dell'8% quello dei liberi professionisti è calato del 9,6 e guarda caso le categorie sempre più colpite sono sempre i giovani e le donne quindi anche lì però stiamo lavorando sia con il nostro sistema che con contratto abbiamo avviato un welfare anche per il mondo dei professionisti quindi anche per i datori di lavoro cosa anomala al canal abbiamo avviato con tutti gli altri la parte relativa all'ISGRO per dare una mano alle professioni non ordinistiche che fanno parte delle venti abbiamo alcune professioni non ordinistiche che fanno parte di comprofessioni quindi abbiamo sempre una nottevole attenzione al mondo femminile perché perché l'85% dei collaboratori degli studi sono donne io sono qua perché ho quattro ragazze bravissime studio le chiamo ragazze ma sono delle donne molto in gamba che mi consentono di andare in giro per l'Italia e nello stesso tempo lo studio va avanti comunque chiudo con l'onorevole de Bertoldi sicuramente siamo non solo il volano siamo la cerniera siamo la trasmissione siamo quelli che mettono a terra e il sapere e saper fare non dico nulla su The Gasperi perché inutile non è commentabile la capacità se abbiamo una comunità europea dico che Schumacher, Adenauer e un tale The Gasperi hanno avuto questa visione se non riusciamo a gestire insieme ma il percorso io l'ho imparato da degli amici titantini che mi dicevano in montagna se vuoi andare lontano vai in compagnia se invece vuoi arrivare prima vai da solo ma per andare lontano si va in compagnia e questo è lo spirito con cui la comprofessioni gestisce il rapporto con tutte le con tutti gli associati e con i professionisti quando impareremo ad andare insieme andremo sicuramente molto lontano ed era l'appello che facevo prima tutti gli attori del sistema grazie grazie grazie davvero a tutti i nostri relatori e a voi per essere stati così attenti ho visto moltissimi volti interessati quindi credo che un buon obiettivo lo abbiamo raggiunto buon proseguimento di festival e grazie ancora
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