Le infrastrutture del futuro
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Le infrastrutture del futuro
Matteo Salvini analizza le tensioni commerciali con Trump, le trattative UE e i progetti infrastrutturali italiani, sottolineando l'importanza di accordi efficaci e controlli rigorosi.
La Vittoria di Amara.org Buongiorno, buongiorno, bentrovati! Ed è davvero un grandissimo piacere a essere di nuovo in questo teatro e con questo pubblico. Oggi ho il piacere di presentare l'intervista al vicepremier ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini. Tantissime cose, tantissime cose di cui parlare, c'è l'imbarazzo della scelta, è una scelta. Però io comincerei con la notizia di ieri, quella per cui Donald Trump, che se non sbaglio, ha una certa stima da parte sua, ha deciso di aumentare di nuovo i dazi al 50% per l'Europa, dal 1° giugno. Perché? Perché dice che le trattative in corso non stanno andando da nessuna parte. Ma 15 giorni fa aveva detto che invece c'erano 18 paesi in fila per fare trattative con lui. È un po' complicato fare delle previsioni su Donald Trump, ministro. Sì, lo hanno eletto gli americani. Quindi in democrazia per 4 anni sarà presente gli Stati Uniti d'America. Io di mio accoglierò in Italia a metà giugno il mio omologo ministro dei trasporti con cui faremo il punto sui temi dell'auto, dei trasporti, delle infrastrutture, dell'alta velocità ferroviaria. Quindi i miei canali sono sui dossier che sto seguendo, così come stiamo preparando una missione negli Stati Uniti con imprese italiane che possano investire negli Stati Uniti. Perché l'alta velocità italiana al sistema del ferroviario dell'Italia è un modello non solo negli Stati Uniti, ma anche in altri paesi. Ma che Trump usi l'annuncio di dazi per aprire trattative, mi sembra evidente, l'ha fatto col Canada, col Messico, con la Cina, con la Gran Bretagna, con cui ha chiuso un accordo che riduce al 10% i dazi, conto che ci sia qualcuno che a nome dell'Unione Europea stia trattando come stanno trattando cinesi, indiani, canadesi, messicani e come hanno trattato i britannici chiudendo un accordo. Mi sembra assolutamente utile per entrambi, il problema è chi sta trattando, evidentemente non un singolo paese, purtroppo per fortuna non sta a me dirlo, e quindi conto che a Bruxelles qualcuno abbia la linea telefonica diretta, perché altrimenti sarebbero problemi. Chi si cerchiamo in Europa? Se arriva un accordo perfino con la Cina, con l'India, con Canada, Messico, Gran Bretagna e rimane fuori dal pacchetto solo l'Unione Europea, probabilmente il problema non è solo il suo modo di trattare, e ormai abbiamo capito come procede, ma è anche la mancanza di un'interlocuzione seria e univoca a Bruxelles. Non so se il Commissario Slovacco, piuttosto che la Presidente della Commissione o chi altro stia trattando, l'impressione, e per l'Italia sarebbe una pessima notizia che non ci sia nessuno a far da contraltare le richieste americane a Bruxelles. Per quello che mi riguarda, io nei dossier di mia competenza difendo e difenderò sia sul versante italiano che nella missione americana le nostre imprese e la competitività delle nostre imprese. Devo dire che gli imprenditori che ho incontrato anche ieri si lamentano non degli ipotetici dazi di Trump, ma delle regole burocratiche, dei limiti, dei divieti, delle tariffe, delle imposizioni, che l'Europa si è autoimposta negli anni. Quindi non sono solo preoccupati da imposte tarifarie paventate da Trump del futuro, ma sono assolutamente bloccati nello sviluppo dal suicidio economico, ambientale, commerciale, sociale e industriale che l'Europa si è autoimposta. A proposito di accordi e di sue competenze, è vero che le ferrovie dello Stato hanno siglato un accordo con Starlink di Elon Musk per garantire che sui treni delle ferrovie dello Stato e soprattutto sui freccia rossa si possa utilizzare finalmente i nostri cellulari, tablet e quello che serve per lavorare? È vero che una delle mie prime richieste ai vertici di F.S. vecchi e nuovi era quello di rendere possibile il lavoro e la connessione durante l'intera tratta dell'alta velocità, che è quella che frequento io, ad esempio, come centinaia di migliaia di altre persone fra Milano e Roma. È vero che F.S. in totale autonomia ha scelto due soggetti con cui sta sperimentando la copertura satellitare, uno dei due Starlink, non perché gliele abbia chiesto io, ma perché uno dei pochissimi soggetti in grado di garantire questo servizio. Leggevo che alcuni parlamentari del PD mi rimprovererebbero di fare dei regali a Elon Musk, e se Musk si aspetta che a fargli dei regali sia Salvini, è messo male, temo che al massimo possa essere il contrario. Mio interesse è garantire a chi viaggia sulle linee ad alta velocità in Italia una connessione che oggi non c'è. Se poi la rete satellitare sarà francese, tedesca, americana o di altra natura lo decideranno in autonomia a ferrovidere lo Stato, se lo fanno come lo stanno facendo sperimentalmente e se la sperimentazione andasse a buon fine, sarò il primo sostenitore di un accordo con Starlink. Come è questa sperimentazione? È una sperimentazione di tre settimane con due soggetti che è già operativa. Quindi se si rivelasse positiva, assolutamente sarei favorevole a che dalla sperimentazione si arrivasse a un accordo. A proposito sempre di Andrea Stroppa, che è il braccio destro di Elon Musk in Italia, secondo Andrea Stroppa c'è una persona che ha il possibile chance di dialogare con Trump sui dazi e sarebbe Giorgia Meloni. Secondo lei ci sono chance? Mi sembra che lo stia già facendo e aver portato allo stesso tavolo, quanto meno telefonico, Stato Unito e Unione Europea sia un primo importante passo. Poi ripeto, noi possiamo avere il governo più autorevole, stabile, serio e internazionalmente riconosciuto e il fatto che dopo vent'anni Moody's questa mattina ci aumenti l'outlook in positivo, ne è un riconoscimento anche da parte dei famosi mercati, è chiaro che l'entità che dovrebbe trattare si chiama Unione Europea. C'è, non c'è, è sufficientemente credibile, strutturata, è un interlocutore riconosciuto oltreoceano, questo problema non lo possiamo risolvere ne Io ne Giorgia. Ci sono state nei giorni scorsi dei botte e risposta con il Quirinale perché il Colle ha stoppato la procedura speciale sui controlli antimafia che era prevista per il Ponte sullo stretto nel decreto infrastrutture. Vi siete sentiti con il Quirinale? A che punto è la distensione su questo tema con il richiamo che il Presidente della Repubblica ha fatto? Ho letto che c'è una nota del Ministero per cui raccoglierete i preziosi suggerimenti del Quirinale. Ne ha parlato anche con Giorgia Meloni? Sì, ne stiamo parlando da due anni e mezzo. Il botte e risposta è giornalistico. Il botte e risposta sono sul Corriere, sulla Repubblica o sulla stampa. Non c'è nessun botte e risposta. C'è la più grande opera pubblica in progettazione e in lavorazione in fase di approvazione in Europa, da 13 miliardi e mezzo, che come tutte le opere pubbliche coinvolgerà migliaia di imprese in tutta Italia dal Trentino alla Sicilia, 120 mila unità lavorative, quindi lavoratori in tutta la Penisola. Quindi è ipotizzabile che possa suscitare anche appetiti e interessi malsani da parte di organizzazioni criminali, come c'è in qualunque cantiere. E quindi è mio e nostro interesse avere il massimo del rigore dei controlli e della trasparenza possibile, tanto che la norma che il Ministro dell'Interno aveva proposto di mettere nel decreto andava ad aumentare e potenziare questi controlli. Ragionamenti tecnici hanno fatto preferire di lasciare al Parlamento la discussione della norma. Figurati, io sono sicuro che il Parlamento ci sosterrà nella richiesta di avere controlli stringenti, puntuali, precisi, come ci sono sui cantieri delle Olimpiadi Milano-Cortina, come ci sono stati per Expo, come ci sono per i cantieri per la ricostruzione post-terremoto, quindi avere tutto il censimento, l'anagrafo e l'antimafia, chiunque partecipi anche per un euro al Progetto Ponte dovrà avere tutte le certificazioni. Il badge sul cantiere per avere anche certezza di chi entra e chi esce dai cantieri, andrò personalmente in prefettura, sia a Messina che a Reggio Calabria, perché ci sono centinaia di esproprio a fare. Quindi per avere certezza che le prefetture sono sicure, a meno che qualcuno politicamente metta in discussione l'efficienza e la moralità delle prefetture e del Ministero dell'Interno, e spero di no, perché se uno mette in discussione la capacità antimafia del Viminale, qua siamo in un'altra categoria. Quindi io ho semplicemente chiesto che le prefetture, le Forze dell'Ordine, i Carabinieri, i Sindacati, le associazioni industriali, i commerciali, tutti ci aiutino a tenere il più lontano possibile eventuali malintenzionati, senza ovviamente sconfinare nei poteri di intervento della magistratura. Cosa è stato quindi? È stato un misunderstanding con il Quirinale? Vi parlerete nei prossimi giorni? No, ma certo, l'interlocuzione è diretta. Ogni volta che c'è un decreto ci sono decine di riunioni prima, durante e dopo l'approvazione del decreto. Il decreto comincerà il suo percorso in aula a giorni, e quindi il mio obiettivo è che sia il massimo del rigore e il massimo del controllo possibile, andando anche oltre alle regole antimafia. Quando si parla di deroghe dell'attuale normativa antimafia, si parla di deroghe per andare oltre, per fare qualcosa in più rispetto a quello che hai già previsto, perché essendo denaro pubblico, è mio interesse da Vicepresidente del Consiglio che questo denaro pubblico finisca nelle tasche delle imprese e dei lavoratori giusti. Sono convinto che il Parlamento troverà la formula che andrà bene, sia a noi che al Quirinale, che a Chigi, che agli interni, per garantire che ci sia il massimo della trasparenza, della prevenzione, del controllo. Poi l'autorità giudiziaria fa il suo mestiere, giustamente ricordo solo che stiamo parlando di cantieri che non sono ancora partiti. Quindi è un ponte indagato prima ancora di essere cominciato. Ci sono esposti in procura a Roma contro i gnoti che vogliono il ponte. L'ignoto è qua a Trento stamattina, assolutamente sì, ma come stia lavorando alla circunvalazione di Trento, all'alta velocità fra Brescia a Verona Vicenza e alla Roma a Napoli-Bari, alla diga di Genova, al Tava, al tunnel del Brennero, all'OMP di Elmose. Io sono a favore di qualunque opera pubblica. È chiaro che se qualcuno dall'altra parte dice, e qualcuno purtroppo lo dice, anche sindacalmente, no però, Salvini, non fare queste grandi opere in Sicilia, in Calabria, perché c'è la mafia. A parte il fatto che purtroppo ormai la malavita organizzata c'è ovunque dalla Valle d'Aosta alla Sicilia. E poi la seconda potenza industriale dell'Europa che dice non posso portare lavoro in due delle province più affamate di lavoro d'Italia perché c'è la mafia, sarebbe la resa dello Stato. Quindi io mi auguro che siano tutti insieme dalla parte dell'allegualità ma anche dello sviluppo. D'altronde anche a Trento c'era chi non voleva la circunvalazione di Trento, il bypass di Trento e non vuole mai nulla, non voleva le Olimpiadi, non voleva il Mose. Il Mose ha alzato più di 100 volte le sue barriere difendendo Venezia d'acqua alta. Pensate ai danni ambientali, culturali, economici e sociali di 100 acque alte in San Marco e Venezia e c'era qualcuno che diceva che il Mose era una spesa inutile, non sarebbe servito, non avrebbe mai funzionato. Come c'è qualcuno che dice che gli ingegneri lo stanno disegnando su una faglia dove il terremoto lo tira giù o in una zona dove il vento te lo fa chiudere. Io immagino che gli ingegneri italiani che sono i fra i migliori al mondo abbiano disegnato un progetto che ha un arco di vita in 200 anni fatto per resistere al vento e ai terremoti e mi certificano che è assolutamente così. Ministro, restiamo qui, localmente a Trento da dove la Lega sta continuando a combattere la sua battaglia per il terzo mandato dei governatori. Ieri proprio qui al Festival dell'Economia Roberto Calderoli ha detto giù le mani dalle Regioni a Statuto Speciale e quindi ha definito legittima la legge del Trentino e ha invitato gli alleati di governo a studiare la Costituzione. Intanto però il presidente Maurizio Fugatti che era qui pochi minuti fa con lei ha rimesso mano alle deleghe della sua giunta e ha depotenziato la sua vice Francesca Gerosa di Fratelli d'Italia. Diciamo che ci sono delle tensioni a livello locale tra la Lega e Fratelli d'Italia. Come pensate, come pensa di risolverle? Sono vicende locali che osservo con interesse e rispetto da convinto autonomista, quindi figurati. Vengo da alcuni incontri elettorali dove in diverse realtà, in quasi tutte le realtà il cento destra è unito, mentre la sinistra è divisa, penso a Genova, che è la città più grande che va al voto domani. Sono tutti uniti a Genova però da AVS e Renzi. Sono candidati sindaci più a sinistra che ritengono la Salis, troppo poco di sinistra e quindi c'è un ventaglio di sinistre per tutte le sfumature non di grigio ma di rosso, però saranno i genovesi a scegliere. In altre situazioni penso a Taranto e il centrodestra, a essersi diviso, però non è che Taranto o Trento siano un caso nazionale. Qua c'è una rivendicazione legittima di autonomia da parte di una provincia autonoma che può legiferare autonomamente su tutto compresa la legge elettorale. Ricordo ai milanesi come me che ad esempio la scuola qua è gestita a livello provinciale, con insegnanti gestiti a livello provinciale, con programmi gestiti a livello provinciale ed è gestita in maniera egregia. Io ritengo di non togliere pezzi di autonomia a chi l'autonomia ce l'ha e la sta gestendo bene, anzi il mio obiettivo è l'esatto contrario, di offrire prospettive di autonomia e di meritocracia anche alle realtà che oggi non la possono praticare. Poi le scelte di giunta del Trentino-Alto Adige, piuttosto che del Friuli-Venezia-Giuglia, piuttosto che dell'Abruzzo, le lascio come scelte locali, non sono frissioni a livello nazionale, sul Terzo Mandato ho capito che non lo vuole nessuno tranne noi, nessuno a destra e nessuno a sinistra, secondo me è un errore, è una sottrazione di democrazia, perché il Terzo Mandato non significa che Zaya piuttosto che De Luca vengono automaticamente riconfermati, significa che i cittadini possono sceglierli e quindi togliere la possibilità a un cittadino di scegliere un sindaco e si trova il bravo sindaco e non è facile. Ho un governatore e se trovo un bravo governatore e non è facile, insomma è una sottrazione di democrazia. Detto questo mi sono messo l'anima in pace, io faccio tutte le battaglie possibili e immaginabili, ma se in Parlamento vota a favore la Lega ed Alpidia, i Cinque Stelle, a Forza Italia, a Frategli d'Italia, tutti gli altri votano contro, ne prendo atto e andiamo avanti. Secondo me fanno un errore perché tolgono ai cittadini la possibilità di scegliere, detto questo vorrà dire che faremo altro. Quindi nessuno scricchiolio nel governo per la questione terzo mandato? No. Secco. Ha citato Zaya, le chiedo se alla fine il candidato del centrodestra in Veneto sarà comunque della Lega. Ne parleremo nei prossimi giorni, conto che la scelta venga fatta in fretta per il Veneto, la Toscana, la Campagna e la Puglia che vanno anch'esse al voto in autunno, io non imporrò niente a nessuno, sicuramente il modello di buon governo che la Lega ha sviluppato nel corso dei decenni in Veneto, facendo crescere anche centinaia di sindaci e di amministratori locali, è qualcosa di riconosciuto a livello internazionale. E quindi se è vero che squadra che vince non si cambia, proporrò che ci sia continuità da questo punto di vista, ripeto proporrò e non imporrò, evidentemente primo perché non fa parte della mia natura, secondo perché siamo una coalizione e quindi con cinque regioni, più la valle da Osta che al proporzionale che vanno al voto, penso che tutti potranno esprimere le proprie migliori professionalità. A proposito di voto, Allislein, la segretaria del Partito Democratico che è stata ieri qui ospite del Festival dell'Economia, sente aria di elezioni anticipate, si dice pronta, siamo competitivi, ma non è che alla fine c'è ragione Allislein? Anche io ad agosto scorso vedevo il Milan competitivo in procinto di vincere lo Scudetto, poi mi sono risvegliato dal sogno e sono nono in classifica, e quindi conto che la stessa sorte tocchia la voglia di elezioni anticipate di Allislein, si voterà a giugno 2027, quindi mi auguro che possa presentare la squadra migliore possibile a giugno 2027, perché anche per noi al governo avere un'opposizione forte, seria e coesa è un valore aggiunto. Avere un'opposizione in ordine sparso, in libera uscita, che non sia una credibile alternativa di governo, anche per noi è uno stimolo in meno. Quindi mi auguro che nei prossimi due anni l'Allislein riesca a costruire un'alternativa di governo che oggi non c'è, però guardo in casa mia, non guardo in casa altrui, apprezzo il suo ottimismo e le auguro buona fortuna. Che succede con il referendum se anche se non si raggiungesse il quorum, comunque diciamo il segretario della CGL Landini ottenesse un buon risultato di presenza alle urne? I temi del lavoro e della sicurezza sul lavoro li stiamo assolutamente affrontando. Ho fatto l'esempio del Ponte con delle normative per la sicurezza sui cantieri, sugli appalti, subappalti, l'impossibilità di avere l'assegnazione diretta, il superamento del silenzio a senso, che sono assolutamente stringenti più dell'attuale normativa. Quindi noi ne stiamo andando oltre, non entro nelle polemiche di sinistra sul Jobs Act, perché c'è il PD che fa un referendum in cui un pezzo di PD vota contro una legge approvata dal PD, quindi non mi esprimo su questo. C'è un referendum su cui sono assolutamente contrario, che è quello che punta a dimezzare gli anni necessari per chiedere e ottenere la cittadinanza. Non sono contrario per principio, ma i numeri dicono che in tutti gli ultimi anni il Paese europeo che ha concesso più cittadinanze sui 27 è l'Italia. Quindi già la normativa di oggi ci porta a essere i record, i campioni europei in concessione di cittadinanze. Quindi semmai fossimo stati gli ultimi, uno dice potrei non essere d'accordo nel merito, però evidentemente l'attuale normativa è troppo stringente ed è difficilissimo tenerla cittadinanza. Sono stati 213 mila negli ultimi due anni cittadini stranieri per bene che hanno ottenuto la cittadinanza. La cittadinanza, dal punto di vista mio e della Lega, arriva alla fine di un percorso di integrazione e di avvicinamento culturale. Non è un biglietto premi all'una par. Qual è il modo che i padri costituenti hanno previsto potesse esserci per far fallire un referendum? Non andare a votare. L'abbiamo subito noi come Lega non troppi anni fa quando abbiamo proposto il referendum sulla giustizia. Per la separazione delle carriere, per la responsabilità civile dei magistrati, la Senistra ha legittimamente rivendicato il diritto di starsi in casa e sono rimasti a casa. Esattamente nella stessa maniera noi invitiamo chi non crede in questi referendum nella non partecipazione al voto, con tutto il rispetto per chi invece ha promosso il referendum e andrà a votare. Mi sembra fin banale l'aspiegazione. Uno dei suoi cavalli di battaglia è la pace fiscale ed è un tema sul quale lei torna spessissimo. Ora, il punto è che, come ricorda spesso Giorgetti, non è che noi stiamo in un periodo di vacche e grasse. Dunque, le risorse dove le troverebbe? Possiamo avere un orizzonte temporale? Quando, secondo lei, potrebbe essere approvata la pace fiscale? L'obiettivo è che si faccia entro l'estate, però l'estate 2025, non l'estate 2000 e quando mai. C'è già al lavoro la Commissione, hanno già fatto decine di audizioni, c'è un progetto incardinato, stiamo aspettando le stime del MEF sulle diverse modulazioni. La pace fiscale costa in termini ragionieristici, perché la pace fiscale porta soldi nelle casse dello Stato, che altrimenti lo Stato non vedrebbe mai. C'è un magazzino fiscale oggi che lo Stato mette a bilancio, ma non in cassa, di circa 1300 miliardi di euro, che aumenta di decine di miliardi di euro all'anno. Ricordano, stiamo parlando dell'evasione fiscale, stiamo parlando di gente che ha fatto la dichiarazione dei redditi e non è riuscita a pagare tutto il dovuto, il Covid, i fallimenti, lo Stato che non ti paga, il cliente che non ti paga, il brutto divorzio, l'infortunio sul lavoro, ci possono essere x mila motivi per cui anche lavoratori dipendenti hanno delle pendenze col fisco. Ora, posso fare due scelte, o tengo a bilancio, finto, è un falso in bilancio, questi 1300 miliardi che ogni anno aumentano di 40-50 miliardi e che io non vedrò mai, e quando fai delle rottamazioni rapidi con sanzioni di interesse, uno ti paga la prima e la seconda rata per provarci, poi saluti, arrivederci e grazie, oppure fai una sorta di mutuo con chi vorrà aderire, decennale, 120 rate uguali, scevere da sanzioni e interessi e la storia insegna che almeno una parte di questi 1300 miliardi tu nel largo dei dieci anni lo incassi con il doppio vantaggio che chi aderisce torna a lavorare in bianco e non in nero e a pagare le tasse, cosa che oggi difficilmente fa. Quindi è un win-win sia per i cittadini coinvolti che sono milioni che per lo Stato, stiamo aspettando a giorni le quantificazioni delle diverse modulazioni, poi non è una priorità per Salvini che per fortuna non ha cartelle esattoriali pendenti, ma è per milioni di italiani, compresi tantissimi imprenditori che aspettano questa boccata d'ossigeno per tornare a investire. Quindi è un volano per l'economia che conto riusciremo a portare a casa non nei prossimi anni ma nei prossimi mesi. Qui mi pare che ci sia una certa sensibilità. Gli imprenditori italiani non solo in questo momento rallentano gli investimenti anche perché c'è una grandissima incertezza. Abbiamo cominciato questa nostra conversazione parlando dei dazi, però è un tema. Lei quando incontra gli imprenditori italiani quali preoccupazioni avverte? Ieri intervistando Luca Cordero di Montezemolo, l'ex presidente di Confindustria, ha detto che uno dei problemi è la formazione e ha invitato Confindustria, Confartigianato e Conferti D'Oscetti a mettersi insieme e a creare dei centri di formazione che potrebbero anche essere una soluzione per i tanti figli di migrati ragazzi di seconda generazione in Italia che vengono lasciati senza una prospettiva. Questa proposta le sembrerebbe interessante da sostenere? Sì, però oggi mi sembra che sia ospite del festival ministro Valditara che sugli istituti tecnico-scientifici, sulle lauree tecniche e sulla formazione professionale sta lavorando da due anni e mezzo al ministero perché è giusto che chi ha l'ambizione di fare il liceo possa fare il liceo, è giusto che i genitori, che secondo me erroneamente ritengono che se il proprio figlio non va al liceo sia un figlio che vale qualcosina di meno, è assolutamente giusto investire sulla formazione tecnico-professionale perché noi stiamo gestendo come ministero 180 miliardi di cantiere di opere pubbliche, servono ragazzi e ragazze professionalmente preparati, servono autisti per l'autotrasporto e ci sono stipendi, è un lavoro duro, ma ci sono stipendi da 3-4 mila euro al mese, servono ragazzi e ragazzi sulle navi, è un lavoro duro che ti tiene per 3 mesi lontano da casa ma ci sono stipendi da 3-4 mila euro al mese, quindi è chiaro che la formazione fondamentale, le imprese che incontro io e ovviamente avendo un ministero che è la concretezza fatta ministero, noi ci occupiamo di case popolari, di recupero di aree dismesse, di acqua, stiamo investendo dal Trentino alla Sicilia miliardi di euro per sistemare l'area idrica, quindi è chiaro che noi vediamo tanti imprenditori, al di là della formazione qualificata c'è il tema della burocrazia e della perdita di tempo in trafile burocratiche, nel 90% dei casi figlie di normative eurocrie pressoché demenziali superate c'è il tema della stabilità dei governi e questo mi sembra che stia dando certezze e le agenzie di rating lo stanno riconoscendo, ma anche il record storico dell'occupazione, la borsa che ha raggiunto livelli che in passato non ha raggiunto... E' crollata dopo le dichiarazioni di Trump sui dazio. No attenzione, se in una settimana la borsa guadagna il 7% non ci sono titoli sul boom della borsa, se in un giorno la borsa perde l'1,9% diciamo che i crolli sono altri, e guardiamo i livelli di borsa e del risparmio di questi 10 anni e poi andiamo a fare due conti, e' chiaro che il dazio non è mai cosa buona e giusta a meno che non sia utile affermare la merce frutto di lavoro minorile che arriva da alcuni paesi dell'estremo oriente, quello è un altro paio di maniche, non è una questione commerciale ma è una questione sociale. Bologracia, formazione professionale, stabilita' dei governi e giustizia, perchè l'altro grande tema che molti imprenditori portano a un tavolo e' la certezza del diritto e l'instabilita' dei tempi e dei modi della giustizia, perchè il caso Ilva, è lì da vedere, e' spropriato un privato dopo anni, io sono stato a Taranto settimana scorsa, vi invito a parlare con gli operai, con gli imprenditori, con i cittadini tarantini e a chieder loro se quegli interventi hanno portato a qualcosa di positivo. E sarebbe favorevole alla nazionalizzazione dell'Ilva? Se non ci fosse un privato con un piano credibile, assolutamente si, perchè se noi investiamo 180 miliardi di euro in opere pubbliche, ripeto, sulla nostra competenza, all'alta velocita' ferroviaria, ponti, porti, aeroporti, gallerie, ferrovie, andare a comprare l'acciaio all'estero mi seccherebbe. Quindi se non c'è un privato con un piano credibile, non e' il mio dossier, ma da quello che si legge insomma non siamo in una botte di ferro, e' giusto che lo Stato faccia lo Stato. Torniamo alla formazione, lei ha due figli, e in particolare c'ha una ragazzina adolescente, Non le dispiace l'idea che se sua figlia un giorno le chiedesse di poter andare a Harvard, e' ammesso che magari glielo auguro, può farlo con una borsa di studio senza farle spendere 100 mila dollari di mantenimento, Ecco, se sua figlia avesse questa aspirazione, ebbene oggi, secondo quanto ha deciso Donald Trump, non potrebbe, perché Harvard non potra' più avere studenti stranieri, con una decisione che e' diciamo il contrario del soft power americano, perché nei decenni Harvard ha ospitato ricercatori, studenti che hanno poi fatto l'affortuna anche delle aziende dell'economia americana, insomma non le sembra un po' bizzarra questa decisione, che cosa c'e' dietro secondo lei? Non ne ho idea, vorrei dire che se vorra' fare un'esperienza lontana da Milano verra a Trento, invece di andare a Harvard, che e' anche più comodo, e' più vicino, costa meno, e' più bella, quindi non uso commentare ciò che conosco poco, e il poco che conosco sono gli articoli di giornale, di cui da giornalista e' scritto all'ordine, mi fido fino a un certo punto, mettiamola così, quindi non mi faccia entrare nella disfida Trump-Harvard, già c'e' il tema dei dazi, anche per quello che mi riguarda per le aziende italiane e' un dossier sufficiente, chiaro che uno la legge cosi', dice, oi boh chissà come mai, immagino, immagino, suppongo, che ci siano dei ragionamenti istituzionali dietro di cui non sono a conoscenza, e quindi non commento ciò che non conosco. Una delle ragioni espresse proprio dalla Casa Bianca e' che ci sarebbe stata una tendenza fortemente anti-Israele ad Harvard. Ora, Israele oggi nell'occhio del ciclone c'e' stata anche questa tragedia dei due giovani diplomatici che sono stati vittime di un attentato di un terrorista a Washington, la situazione sembra sempre più complicata, al punto che anche in Italia il Premier Giorgia Meloni e il Vice Premier e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno convocato l'ambasciatore di Israele. E' una situazione decisamente esplosiva. Lei che ne pensa? Io ci sono stato non tanto tempo fa in Israele, ripeto, sempre sui dossier dei trasporti, dal gestione dell'acqua, dell'intelligenza artificiale, dell'innovazione, perchè Israele da quel punto di vista lì e' più avanti di tanti se non di tutti. Io lavoro nel mio piccolo perchè si giunga all'obiettivo finale della pacifica convivenza fra israeliani e palestinesi. Questo penso sia l'obiettivo di tutti. Ovviamente non intendo per palestinesi i tagliagole di Hamas, perchè fino a che ci sarà un terrorista islamico di Hamas a occupare la striscia di Gaza non sarà immaginabile nessun tipo di pacifica convivenza. Quindi l'obiettivo e' di sostenere i civili palestinesi che stanno soffrendo e il governo italiano lo sta facendo, ospitando in Italia i bimbi feriti, ammalati, mandando tutto il genere di aiuti umanitari, clinici, possibili e immaginabili. Mi raccapriccia vedere e sentire e leggere fuori da qualche vetrina, di qualche libreria o di qualche ristorante o di qualche negozio e leggere sui social qualcuno che riesce a festeggiare nel 2025, a giustificare nel 2025 l'omicidio di due ragazzi perchè ebrei. Speravo che fosse finito nel secolo scorso la caccia all'ebreo e conto che nessuno sia complice di una rinnovata caccia all'ebreo, perchè da italiano mi vergognerei di questo. L'antisemitismo purtroppo gravemente diffuso in Europa. Conto e contestare Netanyahu con tutta la forza e tutte le parole possibili e immaginabili che e' legittimo come contestare Trump, Salvini, Macron o chiunque altro. Un conto e' ammazzare due ebrei al grido di Free Palestine. Quello vuol dire che non hai capito niente e quello e' un atto vile, vigliacco e di sangue. Diciamo che c'e' un brodo anche in alcune istituzioni culturali italiane che non aiuta la distinzione fra la critica legittima di un governo, che e' sacrosanta, e la caccia, la caccia, la caccia, la caccia, la caccia, la caccia, la caccia, la caccia, la caccia. E' una cosa veramente disgustosa solo a pensarla. Per citare il defunto Papa Bergoglio, vi trovate, ci troviamo in un mondo che sta assistendo a una guerra mondiale a pezzi e non possiamo non chiudere pensando all'Ucraina. E' notizia di questi giorni, di queste ore che la Russia, attraverso il Ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha detto che l'ipotesi di cominciare di nuovo dei negoziati in sede Vaticana non e' realistica. E' d'altra parte anche la coalizione dei Volenterosi, che si era rivolta a una guerra mondiale, e' d'altra parte anche la coalizione dei Volenterosi, che si era ritrovata a Kiev, Francia, Gran Bretagna, Germania, Polonia, non ha per ora raggiunto risultati. Ma se davvero Trump decidesse che non riesce a cavare un ragno dal buco, e' detto che avrebbe risolto la questione Ucraina in una settimana, però non gli sta riuscendo. E quindi se gli Stati Uniti si tirassero fuori da questa guerra, secondo lei l'Europa che cosa deve fare? Innanzitutto cerco da ottimista di prendere anche le buone notizie, le micro buone notizie che ci sono. Ci sono dopo tre anni di guerra, oggi, Ucraini e Russi stanno lavorando al piu' grande scambio di prigionieri da che e' iniziata la guerra. Quindi cerco, in un conflitto devastante, di cogliere gli spiragli di luce e il fatto che Kiev e Mosca stiano trattando, che si parla di centinaia di persone per riportare a casa, su entrambi i lati del fronte, centinaia di vittime sequestrate di questo conflitto, conto che sia un accenno positivo. Se gli Stati Uniti si ritirano sarebbe una pessima notizia, perché la grande capacita' diplomatica dell'Unione Europea ha mostrato il meglio di sé in questi tre anni. E' una mediazione americana fondamentale, come nel conflitto di Russia, che è la prima mediazione americana che ha avuto una grande capacita' di riuscita' a farci la rassegna stampa, dal 2022 ad oggi, della Russia in ginocchio, di Putin in ginocchio, delle sanzioni che avevano messo in ginocchio la Russia e del fatto che la vittoria ero dietro l'angolo. La Russia ha avuto una mediazione americana fondamentale da tre anni e lascio a voi decidere cartina geografica alla mano di quanto stiamo per vincere la guerra. Quindi è chiaro che una mediazione americana è fondamentale, come nel conflitto israelo-palestinese, con i paesi arabi, con gli Emirati, con l'Arabia Saudita, sul fronte Iran, e' tutto collegato. Conto da ministro dei lavori pubblici di poter essere protagonista nei prossimi mesi, insieme alle aziende italiane, di due grandi operazioni di pace. Uno, la ricostruzione in Ucraina. Per parlare di ricostruzione ovviamente ci vuole il cessate il fuoco. Due, la ripresa di rapporti economici, culturali, sportivi e commerciali con la Federazione Russa, riportando ad aprire i canali che tante imprese italiane hanno ovviamente dovuto interrompere in questi tre anni. Però anche Donald Trump ha detto che il conflitto ha procurato così tante vittime, il conflitto l'ha cominciato Putin, che a questo punto potrebbe essere tentato di tirarsi fuori. Lei pensa che lo farà? No, io penso che gli Stati Uniti saranno decisivi nella soluzione del conflitto israeli-palestinese e russo-ucraino. Penso e mi auguro, non perché abbiammi un bisogno della mano dell'amico importante, ma perché la stessa Unione Europea ha sensibilità assolutamente diversa. Ho letto anche nelle ultime ore, c'è qualcuno che vorrebbe mandare i soldati in Ucraina, per intenderci, e usare il nucleare come deterrente nei confronti della Russia, e creare un mega esercito europeo con ben 5.000 soldati pronti a partire. E poi capite che fa ridere solo a dirlo, mentre ce ne sono altri che stanno lavorando per amplificare i canali di diplomazia. Se poi non sarà il Vaticano, mi spiacerebbe però due popolazioni cristiane ortodosse, magari hanno altre indicazioni. L'importante è che ci sia un luogo di mediazione. Devo dire che le parole reiterate di Papa Leone XIV sulla pace e sulla famiglia sono un eccezionale esordio di questo pontificato dal mio punto di vista. Quando lei dice che qualcuno pensa di mandare truppe, usare il nucleare, è evidente che qualcuno è Emmanuel Macron. Abbiamo letto che si sono sentiti di recente, hanno riaperto i canali di comunicazione, Giorgia Meloni è il presidente francese. Li ha detto qualcosa di quella telefonata? No. Va bene. Allora, in attesa di sapere se i canali diplomatici così riaperti produrranno magari qualche sorriso in più, italiano francese, volevo chiederle un'ultima cosa. Da 1 a 10, la fa più soffrire quando dicono che con lei i treni non arrivano in orario o che il suo... Non arrivano in orario, però se arrivassero in orario mi attaccherebbero perché con me i treni arrivano in orario ed era un richiamo storico non particolarmente edificante. Diciamo che c'è un tasso di puntualità tra l'alta velocità e i regionali, fra l'80 e il 92%. A nome di ferrovie dello Stato dico che oggi, sabato 24 maggio, sulla Rete Feroviaria Italiana sono aperti più di mille cantieri, che è il massimo storico di sempre, e sulla Rete Feroviaria Italiana arrivano a circolare anche 10.000 treni, che è il massimo storico di sempre. Quindi è chiaro che in un frangente storico in cui abbiamo il PNRR da chiudere entro un anno, che vuol dire l'alta velocità a Breccia, Verona, Vicenza, l'alta velocità a Roma, Napoli, Bari, vuol dire Trento, Genova, Palermo, Catania, Messina, e bisogna farlo perché bisogna farlo. E c'è il massimo di richiesta, perché l'anno scorso hanno viaggiato mezzo miliardo di passeggeri, quindi se ci sono più passeggeri di sempre e ci sono più cantieri di sempre, e aggiungo, ci sono un numero di shopperi che non hanno eguali negli ultimi anni, diciamo che è un trittico, shopperi, cantieri e massimi passeggeri, che ogni giorno ci fa lavorare, ci fa sudare. Potrei, per guadagnare un 2% di puntualità, chiudere alcune centinaia di quei cantieri, non farei un buon servizio ai Trentini e agli italiani, quindi mi faccio carico delle richieste di dimissioni pressoché quotidiane della sinistra, ma alla fine del mandato lasceremo una rete ferroviaria più moderna e sicura di quello che abbiamo trovato, quindi per me va benissimo così. Grazie, grazie Ministro per essere stato qui al Festival dell'Economia di Trento, grazie a voi per averci ascoltato in questa mattina, grazie. Grazie a tutti e viva il Trentino. Grazie a tutti e viva il Trentino. Grazie a tutti e viva il Trentino. Grazie a tutti e viva il Trentino. Grazie a tutti e viva il Trentino. Grazie a tutti e viva il Trentino.
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