L’avventura della moneta: dall’oro al digitale
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L’avventura della moneta: dall’oro al digitale
Una mostra a Trento esplora l'evoluzione della moneta e l'importanza dell'educazione finanziaria, con focus su sfide culturali e tecnologiche come l'Euro digitale.
di Roma Torvergata. Soltanto una brevissima introduzione, poi passerò la parola ai relatori e al termine ci sarà la possibilità da parte vostra di fare domande e saremo felici di rispondere. L'avventura della moneta, perché avventura si tratta di una vera avventura intrecciata con le nostre vite personali ma anche con la storia con la S maiuscola. Siamo abituati ad avere la moneta come un oggetto di familiarità quotidiana, la moneta in tasca e poi adesso ormai invece la moneta è il nostro cellulare. Ma la moneta si intreccia anche con la storia, invece con l'S maiuscola, con le decisioni di governi, regni di autorità monetarie e anche appunto in momenti particolari, insomma anche drammatici, della storia. Inizierei con Paola Anzuini chiedendole anche di parlarci della mostra da cui questo panel prende le mosse. Il titolo di questo incontro appunto si riferisce, prende spunto, dalla mostra allestita a Trento come anteprima di un ampio progetto di educazione finanziaria della Banca d'Italia. Perché c'è tanto bisogno di educazione finanziaria oggi e perché è una mostra dedicata all'evoluzione della moneta e degli strumenti di pagamento? Grazie Fabio, grazie a tutti voi che siete qui a quest'ora per partecipare e seguire questo argomento. L'avventura della moneta è una avventura veramente avvincente, noi abbiamo cercato di comunicare questo sentimento attraverso immagini, attraverso oggetti e attraverso la stessa iniziativa di cui ringrazio moltissimo il Sorio 24 ore ma anche la provincia autonoma di Trento, Trentino Marketing, perché insieme abbiamo fatto un percorso veramente bellissimo. Allora, perché questa mostra? In realtà l'idea nasce da una domanda, un'autentica domanda che viene proprio da questo territorio e io mi sono interrogata a lungo sul perché il territorio di Trento potesse essere così interessato a questo argomento e ho trovato una risposta nel fatto che in realtà proprio qui in Trentino, qui a Trento, si registra una situazione particolarmente virtuosa. I ragazzi, gli adulti di questa provincia e lo dimostrano poi i dati di cui vi racconterò sono molto più avanti rispetto alla media nazionale. Noi abbiamo un numero magico, non tanto magico perché in realtà non è così positivo, è il numero 40. Noi sappiamo che soltanto il 40% della popolazione italiana mediamente ha un livello di alfabetizzazione finanziaria sufficiente ad affrontare le piccole sfide quotidiane per quel per quel che riguarda la gestione delle finanze personali, la propria vita economica, le proprie scelte, ma anche per quel che riguarda la media, poi il professor Becchetti saprà inquadrare in modo più scientifico questa mia considerazione, la media rispetto alla popolazione che contribuisce all'andamento economico del paese. Quindi insomma questo 40% non è così male ma non è neanche così bene. Sono molti gli anni che le istituzioni, da molto tempo le istituzioni si dedicano a questo tema e in Italia la Banca d'Italia svolge un ruolo abbastanza significativo ma non è la sola, ci affiancano le altre autorità, ci affiancano i ministeri, ci affianca in particolare il Ministero dell'Istruzione se guardiamo ai giovani però c'è ancora moltissimo da fare. Questa avventura della moneta prende solamente un pezzettino di questa storia però è un pezzettino affascinante perché in fondo l'avventura della moneta come diceva prima Fabio Carducci è un'avventura, una sfida culturale in un certo senso, passiamo dall'oro, dalle scelte che riguardano l'abbandono del loro, ha scelte addirittura tecnologicamente avanzate quali sono quelle che ci aspettano probabilmente con questo Euro digitale. Quindi è una sfida culturale, è al tempo stesso un contributo alle riduzioni delle disuguaglianze, questo è un argomentone, lo riduco ad una frase, perché è un contributo alla riduzione delle disuguaglianze, il racconto di questa avventura, perché la consapevolezza di come un risparmiatore può considerarsi alla pari rispetto al mondo esterno e rispetto alle sfide che ci aspettano è in qualche modo un contributo alla riduzione delle disuguaglianze e soprattutto ad una inclusione. Su questo sono convinta che torneremo, è anche uno strumento di tutela, quindi questo è il motivo per cui abbiamo deciso di raccontare questa avventura con dei filmati, con un allestimento e soprattutto con dei laboratori che sono stati dedicati in larghissima parte, grazie al contributo dei miei colleghi della filiale di Trento, ai ragazzi, alle scuole, saluto in particolare gli studenti che sono stati come spesso accadere legati in fondo ma che sono i veri protagonisti di questo genere di iniziative e quello che abbiamo registrato, vi do solamente pochissimi numeri, è un afflusso di persone, di 1800 persone tra adulti e giovani e una disponibilità di oltre 400 studenti a sottoporsi ad un esercizio abbastanza impegnativo che guarda all'efficacia di questa iniziativa e i numeri che sono emersi sono numeri molto incoraggianti. Mediamente in questa provincia dove l'educazione finanziaria è già contemplata negli ordinamenti scolastici e nell'organizzazione sociale diciamo di molte iniziative culturali, noi abbiamo registrato, non vi annoio con i numeri, ma abbiamo registrato un livello di educazione finanziaria, proprio di alfabetizzazione, nettamente superiore alla media. Questo vuol dire che l'educazione finanziaria non solo funziona ma funziona nelle scuole dove si fa la scommessa più importante, funziona nei confronti degli adulti che in un momento di transizione hanno desiderio di capire di più di certi fenomeni, guardiamo alla digitalizzazione e soprattutto è uno strumento che è una modalità che incoraggia a livello nazionale a praticare la stessa buona prassi. Il legislatore ha introdotto quest'anno, poi ne parleremo ancora, l'educazione finanziaria come materia obbligatoria nelle scuole, quello che noi possiamo dire è che senz'altro questa scelta è oculata e promettente di progressi. Ecco, grazie Paola altrimenti mi bruci tutte le domande, non so più che cosa chiedo. Allora chiederei, invece farei un salto indietro nella storia e chiederei al professor Becchetti come nasce la moneta e che cos'è la moneta e a che cosa serve soprattutto, mezzo di pagamento ma anche? Unità di conto e fondo di valore, queste sono tre cose che insegnano agli studenti, però per iniziare la moneta non gode di buona fama ma in realtà è uno strumento straordinario che ci serve ad amontare le possibilità di ciò che possiamo fare. In particolare la moneta serve per superare i limiti del baratto, cioè il baratto può funzionare, diciamo se ci sono due persone A e B, A vuole dare B una cosa e B vuole esattamente quella cosa da A, diciamo più o meno possono fare un baratto, però attenzione, quanto vale A per B? Quanto vale la cosa di A per B e quanto vale la cosa di B per A? Quindi non ho detto che poi siano d'accordo, quindi c'è un problema anche di conto, no? Ma già se noi rendiamo lo schema un po' più complicato, A vuole una cosa da B, B vuole una cosa da C e C vuole una cosa da A, già non funziona più il baratto. Quindi c'è bisogno di uno strumento che facilita gli scambi. Quindi la moneta è questo strumento che facilita gli scambi, fa da unità di conto, consente di valutare se quella cosa vale tre volte, l'altra cosa allora c'è un rapporto diciamo di cambio tra i beni, è un mezzo di scambio appunto, proprio per questo motivo, perché ci consente di superare i limiti del baratto ed è anche fondo di valore, cioè la cosa più importante che noi vediamo alla moneta è che non perda valore, tema dell'inflazione, no? Quindi la funzione fondamentale della banca centrale è quella di avere quella fiducia e quella reputazione tale per cui la gente si fida e sa che quella moneta manterrà il suo valore. Quando ci sono le iperinflazioni, succede proprio questo, si perde fiducia nella moneta locale, appena uno riceva magari il salario in valuta locale va subito a cambiarlo in dollari, no? Succede purtroppo in tutti i paesi in cui è stata l'Argentina, la Turchia o tanti altri paesi, la Repubblica di Weimar, dove poi l'iperinflazione portò al nazismo. Quindi questo è un punto fondamentale ed è anche molto interessante, magari ci torniamo dopo, siccome oggi io sono inundato da ragazzi appassionati di cripto car, professori che devono fare una testa sulle criptovalute, no? Perché c'è questa mania come vogliamo fare il pane da solo in casa, diciamo facciamo la moneta da soli, no? Questo spirito anarcoide individualista. E allora vi spiegare ragazzi che sì le criptovalute, oggi c'è il titolo sulle 24 ore, quindi siamo in tema, prima pagina vedete che il bitcoin è arrivato a 11.000, mi pensavo che è esploso. Quindi la criptovaluta ha proprio un problema grosso di volatilità, ecco la moneta tradizionale, le euro, sono monete che mantengono, se riescono a controllare l'inflazione, mantengono stabilmente il loro valore. Invece con la criptovaluta non è così, perché quella è come un'emissione numismatica, lì c'è un'emissione limitata, quindi comincia a salire su e giù il valore e questo, diciamo, diventa un primo problema. Sulla moneta si fonda poi tutta l'attività della banca, che è importantissima, anche la banca c'è una reputazione, no? Ma voi pensate che senza il dare e prendere a prestito noi non potremmo andare oltre le possibilità del nostro reddito corrente, quindi poter fare di più di quello che possiamo fare oggi con il vincolo di liquidità. Dare e prendere a prestito è fondamentale perché mette insieme chi nel mondo ci sono, persone che hanno idee ma non hanno soldi per finanziarle, quindi loro gli faccio fare agli innovatori, cash constrenze, e dall'altra parte abbiamo persone che hanno soldi ma non hanno idee risparmiatori. Allora l'incontro tra questi due, attraverso lo strumento della moneta, lo fanno poi gli intermediari finanziari, quindi si possono fare cose straordinarie fino alle ultime che abbiamo magari messo a punto più recentemente, che sono quelle di consentire anche l'accesso al credito non bancabili, no? Tutto il tema della microfinanza, i vari strumenti, il prestito di gruppo, eccetera, tutto quanto che si è diffuso nel mondo perché il grande ideale a cui ci serve anche la moneta è quello delle varie opportunità. Che vuol dire varie opportunità? Vuol dire che indipendentemente dalla lotteria della nascita, dalle due condizioni di partenza che possono essere buone, nasci in uno slam, nasci in una grande famiglia ricchissima, indipendentemente tra condizioni di partenza hai le stesse possibilità di realizzare i due progetti nella vita e questo capite che è un ideale pazzesco ma per realizzare questo ideale bisogna superare due limiti, il vincolo diciamo, i limiti di accesso all'istruzione, i limiti di accesso al credito e questo ripeto un sistema finanziario che funziona bene dovrebbe consentire di fare questo. Benissimo, grazie. Torneremo ancora sul tema parlando anche di stable coin che sono delle risposte alla volatilità dei bitcoin, eccetera, ma prima do la parola a Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat, per parlare di carte e in particolare ricordo che oggi in Europa una persona su due effetta un pagamento con carte o app anche per piccole spese. In Italia sono passati 40 anni da quando nel 1983 Treccani decise che Bancomat era la parola dell'anno al 2024, anzi 41 anni per essere precisi, quando per la prima volta i pagamenti con carte e wallet, quindi con il cellulare, hanno superato quelli incontanti. Che cosa c'è dietro questa lunga evoluzione? Buongiorno a tutti, grazie di essere così tanti, vedo un sacco di giovani quindi sono molto curioso anche di chiedere poi dopo cosa conoscono di Bancomat. Come ricordavi, Bancomat 1983, una data che a seconda dell'industria dove siete è recente e passata. 1983 nella tecnologia, io lo dico subito, sono ingegnere, vengo dalla parte non economista, quindi mi sono avvicinato ai pagamenti dalla parte tecnologica, 1983 è un'era quasi antica perché si occupa di tecnologia. Ovviamente noi arriviamo nell'ultima parte dell'evoluzione della moneta, come ricordavo al professore, fin dal baratto siamo arrivati oggi ai pagamenti digitali. Una delle cose che mi affascinano sempre appassionato di più della moneta è che è un sistema di fiducia condivisa, che è quello che permette l'evoluzione anche dell'umanità. Se ci pensate, il passaggio dal baratto alla moneta ha richiesto uno step di fiducia. L'oro prima, ma poi la moneta, bisogna fidarsi di un'istituzione che è quella che garantisce che in realtà poi lo scambio avverrà e quindi ci sarà dietro qualcosa. Questo si applica anche ai pagamenti elettronici. Quindi recentemente quando la tecnologia ha iniziato a entrare nel nostro mondo e ci si è iniziata a fidare la tecnologia, c'è stato un salto anche di affidare le transazioni alla tecnologia. Un pochino di storia che magari è divertente, in realtà i sistemi pagamenti elettronici nascono negli Stati Uniti attorno negli anni 50, negli anni 60. Le carte inizialmente non erano tecnologiche, ma semplicemente dei pezzi di plastica che servivano in realtà, avevano più la parte fiducia che la parte pagamento perché erano i pezzi di plastica e garantivano che avrai pagato. Quindi era più sulla parte credito che pagamento. La prima carta di credito sarà DINERS CLUB che è nata perché un gruppo di persone andava sempre a cena nello stesso posto, non aveva voglia di pagare il portale contante e quindi garantiva con questa carta che era un pezzo di plastica che poi sarebbe evoluta e diventato sistema di pagamento. 1983 in Italia nasce Bancomat, uno in realtà dei primi circuiti di pagamento europei, quindi siamo stati innovatori in questo campo e lo siamo stati ancora. Ricordiamo che molti dei sistemi infrastrutturali anche europei sono stati creati e ancora gestiti in Italia, quindi questo dobbiamo dimenticarcelo. Nel 1983, se vedete il nostro simbolo, abbiamo rinnovato da poco i Bancomat, ma raffigura un gabbiano, perché forse non tutti lo sanno ma se lo vedete bene raffigura un gabbiano. Gabbiano perché all'epoca rappresentava la libertà di non dovere portare il contante o comunque di non dovere andare in banca, orari prefissati, forse i giovani magari non sono neanche mai stati in una finale bancaria ma al tempo era necessario. Portando una carta Bancomat si poteva o pagare o andare a ritirare, anzi all'inizio soltanto ritirare il contante dagli sportelli e quindi era simbolo di libertà. Fino ad oggi abbiamo fatto un sacco di strada quindi siamo passati da ritiro al contante a l'anno scorso, che tra l'altro l'anno in cui ho iniziato, un anno che sono a Bancomat, l'anno giusto, in cui in Italia i pagamenti digitali hanno superato i pagamenti in contante. Ecco vorrei finire ricordando quello che ho detto all'inizio sulla fiducia, più la fiducia diciamo nelle istituzioni è alta più ovviamente si tendono a usare. Ecco se guardate in Italia rispetto al resto dell'Europa e resto dei paesi industrializzati l'utilizzo della carta è ancora piuttosto basso rispetto alle medie del nord Europa, sono 80%. Quindi siamo contenti di aver superato diciamo questa soglia ma c'è ancora un sacco di lavoro da fare per portare questo strumento che è comodo, versatile ai livelli dove dovrebbe essere. Grazie. Ecco vorrei tornare a Paolo Ansuini. Questo sacco di lavoro da fare ci riporta anche al concetto di transizione digitale che non riguarda ovviamente soltanto la moneta ma riguarda in maniera notevole la moneta che ci capita a tutti di avere difficoltà a mettere la nostra carta di credito sul wallet oppure da poco quando facciamo un bonifico bancario abbiamo il bonifico in tempo reale che appunto che costa quanto quello differito ma una volta che l'abbiamo fatto poi è andato quindi dobbiamo fare attenzione. Questa necessità di consapevolezza ci porta al concetto di cultura finanziaria e di educazione finanziaria. Ne hai già iniziato a parlare prima ma ti voglio chiedere appunto quanto è importante una maggiore alfabetizzazione finanziaria collegata alla tecnologia e che cosa fa la banca d'italia per colmare i gap e di vari che ci sono perché l'italia è fatta anche appunto di generazioni diverse che è più digital chi c'è nato e chi invece fa fatica. Sì è molto importante quello che tu richiamavi e con un piccolo scatto mi permetto di dire questo fino a poco tempo fa eravamo soliti di ragionare proprio in termini di diversi target noi dicevamo ai ragazzi dobbiamo dire alcune cose ai vulnerabili dobbiamo dire altre cose agli adulti dobbiamo dire altre cose ancora in tutto questo ambito è accaduto qualcosa e questo qualcosa è una marcia in più in termini di rapidità sul cambiamento in materia appunto digitale come dicevi tu che tutti quanti stiamo vivendo in sostanza questo cambiamento anche in questo ambito quello dei comportamenti economici delle persone ha portato adesso un concetto un po' filosofico ha portato a far cadere questo concetto di differenziazione fra target perché alla fine della storia noi potremmo dire che siamo diventati un po' tutti vulnerabili questi cambiamenti sono così veloci che richiedono da parte di tutti un rapido adattamento per raggiungere livelli di consapevolezza più elevati. Cosa significa questo in concreto? In concreto significa che di fronte a questa evoluzione occorre mettere non più continuare ad indugiare a interrogarsi sul perché fare educazione finanziaria sul perché parlare di queste cose ma veramente passare all'azione. Allora nell'evoluzione digitale senz'altro il ricorso a questi strumenti di pagamento diventa sempre più frequente così come diventa sempre più importante il rischio che fasce intere di popolazioni siano esclusi per esempio pensiamo al fenomeno della desertificazione degli sportelli bancari ci sono comuni su tutto il territorio nazionale dove non esiste più una banca dove non ci sono più i consulenti finanziari che consigliano aiutano spiegano alle persone un po' più senior come impegnare magari la liquidazione o come investire le proprie risorse. A quel punto l'educazione finanziaria la capacità anche semplicemente di utilizzare l'home banking in un modo però efficiente e sicuro diventa di grandissima importanza. Le autorità le istituzioni sono particolarmente attente a questo fenomeno e ci sono attualmente delle iniziative molto coraggiosi molto importanti che speriamo possano andare a buon fine e che dovrebbero porre un rimedio proprio a questo a questo tema quindi l'educazione finanziaria è sempre di più anche un'educazione all'uso consapevole della tecnologia. Mi fermo qua perché sennò... va bene va benissimo. Esagero. Va benissimo. Allora l'educazione finanziaria facciamo un collegamento con la prossima domanda che ha il professor Becchetti. L'educazione finanziaria è anche uno degli... non solo uno degli antidoti ai problemi che invece nascono dall'uso della moneta. Prima abbiamo visto tutti i vantaggi dal baratto in avanti che la moneta ci offre ma la moneta è collegata anche e questo per fortuna da lavoro a chi fa il mio messiere, il giornalista con grandi titoli apocalittici, la moneta è legata anche a indebitamento, bolle speculative, inflazione, instabilità dei prezzi quindi e altre forme di distruzione della ricchezza. È possibile limitare questi effetti negativi? Certo si può fare. Per esempio ripeto a noi quando ci sono le crisi finanziarie siamo preoccupati perché appunto la finanza l'accusiamo di avere prodotto oggi io dico paradossalmente la finanza è il baluardo della democrazia perché io ho parlato di voto col portafoglio perché che è successo? è successo che un presidente americano si è iscritto al banco del primo anno di economia sta facendo ripetizioni di economia non ha capito il commercio internazionale eccetera e noi gli stiamo pagando queste ripetizioni a caro prezzo la borsa è crollata eccetera ma e qui attenzione entra in campo Monteschienno dice quali sono i pesi e i contrapesi l'equilibrio dei poteri? non c'è perché lui ce lo teniamo per quattro anni quindi se aspettiamo il voto elettorale a voglia che è successo però il giorno dopo subito i mercati finanziari che sono come il sismografo registrano gli effetti degli eventi storici sui valori attesi dei titoli eccetera hanno registrato che con quelle politiche ci sarebbe stato molta più inflazione quindi perdita di volo della moneta si sarebbe rotto la divisione internazionale del lavoro che oggi è enorme cioè qualunque prodotto passa al confine mille volte prima di diventare prodotto finito e quindi immediatamente i mercati finanziari hanno detto a Trump calmo i tassi sui drissori sono saliti sono successo delle cose tra l'altro hanno fatto anche i consumatori consumatori canadesi hanno l'app per votare col portafoglio per comprare prodotti canadesi non quelli americani insomma quindi chi è che ci ha difeso? i mercati finanziari quindi il check and balance immediato è stato questo quindi oggi dobbiamo fare un plauso diciamo da questo punto di vista poi ripeto il fascino per le anche qui inflazione e fascino per le criptovalute allora voi qual è il problema? le criptovalute sono un divertimento non è vero che non sono liquide, la gente dice ma non puoi andare dal panettiere a pagare con i bitcoin? non fa niente perché io li vendo online in qualunque momento esiste un mercato e poi con la valuta locale vado dal panettiere quindi non è il problema la liquidità il vero problema della cosa è che non c'è una politica monetaria cioè immaginate se noi avessimo solo il bitcoin è come se c'avessimo il pilota automatico invece il fatto che c'è una banca centrale è importante perché la banca centrale frena o accelera con la concessione di liquidità quando è il momento quando c'è una esatto quando c'è una crisi finanziaria che vuol dire distruzione di moneta da per tutto bisogna fare solo una cosa l'ha imparato Bernanke studiando il 29 e poi l'ha applicato nel 2007 bisogna è semplicissimo ogni crisi finanziaria c'è sempre la stessa soluzione creare moneta creare la moneta che è stata distrutta oppure quando invece c'è il rischio di inflazione bisogna frenare e chi è che fa chi è che usa il freno dell'acceleratore ci vuole un'istituzione no ecco perché questo è molto importante voglio dire una battuta sui pagamenti digitali perché questo è interessante vi siete accorti che all'improvviso noi siamo diventati fan dei pagamenti digitali e perché è successo a questa qual è stato il fattore che ci ha fatto fare questa svolta mi siete accorti lo dico io guardate quando tutti a livello politico la gente dice no usiamo più il digitale perché per esempio combatte l'evasione no quindi c'è una discussione sulla politica sulla soglia del contante e lì sono successe robe furiose gli italiani non sopportano la politica che ti impone dei vincoli quindi guerra destra sinistra abbassiamo il contato niente poi arrivato il covid il covid ragazzi agente dice io contagio moneta mi credo quindi da dopo il covid è cambiato c'è stata un'accelerazione adesso credo che diciamo questo sarà confermato dopo il covid c'è stata questa accelerazione mi tengo la parte sul super dopo per l'ultima domanda va benissimo va bene grazie torno a fabrizio burlando appunto stiamo parlando di pagamenti con le carte bancomat ci viene in mente subito il pagamento bancomat è anche prelievo a quelli che in realtà si chiamano chiamiamo bancomat ma sarebbero atm dal punto di vista credo tecnico mi corregga burlando se sbaglio il pagamento che invece è il pos il termine che anche si usa è quello lì e appunto ma vorrei però partire dalla base cioè bancomat è soltanto un'infrastruttura tecnologica o c'è di più? Allora intanto confermo l'accelerazione post covid che c'è stata per vari motivi noi continuiamo l'accelerazione speriamo di non avere un'altra pandemia anche se ci favorirebbe ma non è diciamo nella nostra strategia allora bancomat la parola bancomat è una parola che ormai è entrata nell'uso quotidiano come vari altri brand se pensate scotch ad esempio scotch non so se tutti sapete che non è un termine italiano inglese è un brand del di questo adesivo che in realtà si chiama tape bancomat in italiano ormai è sinonimo di tantissime cose sinonimo del della macchina sul muro che in realtà si chiama atm che ci dà il contante sinonimo della carta che in realtà è una carta e sinonimo del pos che in realtà si chiama pos sinonimo un sacco di altre cose c'è chi scherza dice ma mi hai preso per un bancomat quando qualcuno chiede chiede soldi ci sono varie cose allora cos'è cosa fa bancomat diciamo come prima perché quando poi si chiede ma cosa fa veramente bancomat poi uno non sa magari rispondere quindi passiamo magari qualche secondo a spiegare cosa facciamo due ruoli noi siamo uno un diciamo un circuito di pagamento il circuito di pagamento fa sia infrastruttura sia schema ora vi spiego cosa vuol dire è molto diverso da alcuni dei brand che vedete come potrebbe essere poste pay piuttosto che revolution che sono brand che stanno diciamo sopra questa infrastruttura ne facciamo due cose siamo l'autostrada che collega la transazione spostiamo informazione noi non creiamo soldi non distribuiamo soldi non gestiamo soldi non prestiamo soldi siamo soltanto l'infrastruttura che collega chi ha una carta e chi ha un pos quindi quando qualcuno che ha una carta scritto sopra bancomat o master caddo visa che sono i nostri equivalenti internazionali quando qualcuno che ha una carta va dove viene accettata quella carta e i due simbolini magicamente hanno un match si può pagare e noi ci occupiamo di portare l'informazione in giro per essere approvata e poi spostata questo è il primo ruolo il ruolo infrastrutturale che a bancomat il secondo ruolo che altrettanto siano più importante è quello di mi ricollego prima di mettere fiducia nel sistema fiducia nel sistema vuol dire che c'è un investimento sul brand questo brand significa che quando io andrò a pagare il pagamento verrà effettuato quindi noi abbiamo un set di regole che non sono modificabili da nessuno se decide di entrare all'interno dell'ecosistema bancomat che sia una banca che sia un esercente deve aderire a quelle regole ad esempio che se una transazione fraudolenta deve rimborsare i soldi e questo crea fiducia nel sistema forse tutte queste regole non tutti le conoscono ma un set di regole che proteggono i consumatori quindi questi sono un po i due ruoli di uno schema di pagamento di bancomat e l'importanza poi magari ci vediamo dopo però l'importanza di avere uno schema di pagamento anche un po più vicino al territorio o personalizzato è un po collegato anche a quello dicevamo sulla fiducia ma anche all'innovazione sul territorio se vogliamo fare delle innovazioni specifiche su un certo territorio è difficile che vengano da magari sistemi di pagamento globali che investono su casi d'uso globali ma magari meno collegati al territorio però quello magari è un affatto. Benissimo grazie facciamo un ultimo giro prima di vedere se ci sono domande dalla pratella vi prego di restare entro i tre minuti circa ecco appunto abbiamo parlato di che cos'è adesso il bancomat facciamo un salto stavolta verso il futuro e chiedo a Paolo Ansuini se ci può dare qualche anticipazione sul futuro dei pagamenti anche per quanto riguarda il convoggimento della Banca d'Italia. La Banca d'Italia tra i vari compiti che svolge svolge anche un compito di sorveglianza e di vigilanza sul corretto funzionamento del sistema dei pagamenti questo è molto importante non è solamente un'espressione per così dire burocratica ma guarda proprio alla dinamica viva veloce rapida di questo mondo virtuale che è quello dei pagamenti oramai digitali ed elettronici e all'orizzonte ci sono importantissimi sviluppi proprio tecnologici c'è politicamente e fattualmente la prospettiva dell'euro digitale che è una prospettiva non vicinissima ma abbastanza vicina nella nella componente che riguarda l'innesco politico perché dico questo perché attualmente siamo a un livello ancora di negoziato definitorio per così dire entro la fine di quest'anno probabilmente l'inizio del 2026 alcuni autorevoli esponenti dicono di nutrire una positiva aspettativa che potrà essere approvato il regolamento che in qualche modo disegnerà questo nuovo strumento. Stiamo parlando del Parlamento europeo stiamo parlando di dinamiche condivise a livello europeo nessuno è un'isola in questa materia ormai è come dire del tutto fuori luogo immaginare che un paese possa nei confini della propria sovranità governare questo genere di dinamiche. Che cosa sarà questo euro digitale? Allora attualmente come diceva poco fa Becchetti accennava appena c'è un grande impegno nel raccontare che cosa l'euro digitale non è perché perché ci sono molti soggetti portatori di interessi che in qualche modo finiscono col presentare questo strumento in un modo insomma un po' particolaristico e sono sono molto diplomatica nel dire questo. Allora che cosa non è l'euro che ci aiuta fino a un certo momento? Tra poco voi noi saremo tutti impegnati nel raccontare che cosa l'euro è perché se davvero nel all'inizio del 2026 questo regolamento verrà approvato noi possiamo nutrire realisticamente l'aspettativa che per il 2028 questo strumento possa entrare nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Cosa vorrà dire? Lo dico solo con tre parole. Vorrà disporre di uno strumento di pagamento digitale prima di tutto che ha alla base una che è espressione di una sovranità monetaria e ha alla base una garanzia pubblica dello Stato. Quindi un po' diverso da quelle cripto di cui parlava Becchetti. Uno strumento molto semplice da autognizzare, uno strumento molto inclusivo e uno strumento soprattutto rispettoso della privacy di ciascuno di noi. Quindi vorendo fare una caduta sul cosa non è non sarà uno strumento che va a violare la privacy di ciascuno di noi. Un unica battuta finanza baluardo della democrazia molto vero molto sorprendente se si considera invece quello che era un leitmotiv culturale filosofico un modo di intendere la finanza. Molto molto magistralmente raccontato da Marzia Sen che diceva non c'è niente di più opaco di più oscuro della finanza ma al tempo stesso nessuno riesce ancora a spiegare per bene per quale motivo sia tanto utile. Bellissima battuta. Ecco abbiamo citato l'euro digitale e quindi inevitabilmente la BCE perché è da lì che parte prima che ci sia da punto di vista tecnico insomma l'infrastruttura prima che poi ci sia la decisione politica e questo vede coinvolta anche la Banca d'Italia a cui è stato affidato insomma. Ma parlando di BCE e rivolgendomi a Leonardo Becchetti vorrei chiedergli di parlarci della sua idea della sua proposta che la bacca centrale europea attui con l'euro digitale un social quantitative easing. Che cosa significa? Intanto voglio dire che il fatto che non si riesce a spiegare cos'è la finanza spero dopo questo evento non vaga più la parte ex-emme. Abbiamo spiegato benissimo. Se volete ricominciamo dal capretto e l'agnello di A e B. Ci possiamo fare delle cose straordinarie con la moneta quindi noi abbiamo formulato un sogno che secondo me è una cosa concreta che tra l'altro è un articolo pubblicato sul sole col collega Guido Cozzi che è questo. Qual è la situazione oggi? Oggi sappiamo che il momento dell'intelligenza artificiale è un momento in cui Schumpeter direbbe il tasso di creazione e distruzione dei posti di lavoro sta accelerando. Sarà velocissima la trasformazione. Sono strumenti straordinari, abbiamo un potenziale di aumento di produttività enorme ma c'è un problema forte di distribuzione e di diseguaglianza. All'interno di ogni paese si crea una forbice, sta creando una forbice tra i più qualificati e meno qualificati. Quindi c'è un bisogno fondamentale di formazione, di riqualificazione dritto alla formazione del lavoro perché altrimenti andiamo verso un mondo che lo chiamo, che è un bel libro uscito, di piena sottooccupazione. Cioè il lavoro povero quando ne eravamo ragazzi e i nostri genitori ci avevamo trovato il posto e il posto aveva risvoltato, ha risolto il problema della vita. Povertà e lavoro non potevano andare assieme, invece oggi è proprio il lavoro povero. Allora l'idea nostra qual è? L'idea è questa che noi possiamo usare... voi sapete che c'è il tema del reddito contro la misura, contro la povertà. Qui bisogna superare dei pregiudizi. Non è che c'è stato un reddito cittadinanza e poi non c'è più. Ogni governo nell'Europa ha una misura contro la povertà. L'Italia aveva i rei, poi ha avuto il reddito cittadinanza, adesso ha l'assegno di inclusione che è un reddito cittadinanza con caratteristiche diverse. Io sono nella commissione e ministro del lavoro quindi noi abbiamo valutato quelli che non sono stati i limiti del reddito cittadinanza, quelli che sono i limiti della misura attuale eccetera. Quindi qual è l'ideale a mio avviso, almeno l'idea che mi sono fatto io? L'ideale è che le persone che sono sotto la soglia di povertà abbiano a disposizione una misura di reddito di base che però sia condizionata ad un incontro, ad un incontro almeno ogni 15 giorni con un assistente sociale o con un esponente del terzo settore per valutare di cosa ha bisogno quella persona, per vedere se quella persona è occupabile e allora deve essere indirizzata verso la formazione, se vedere quella persona non è occupabile, se una persona è non occupabile per età, per problemi di salute e quello che sia. Fare questa distinzione che adesso si fa automaticamente con l'ADI e soprattutto incontrarla a questa persona perché uno dei problemi a reddito cittadinanza è che il primo incontro mediamente avveniva dopo 15-16 mesi, voi capite? Dare 16 mesi alla cieca dei soldi a una persona che magari ha la Ferrari in garage e che dice che è povero, che ha un I6 Zero non è che funziona molto bene. Quindi questo secondo noi è una cosa assolutamente fattibile, importante anche perché le diseguaglianze sono il principale fattore di conflitto sociale. Tutti gli studi scientifici dimostrano più c'è diseguaglianza, più c'è populismo, più c'è complottismo, più c'è sfiducia verso l'istituzione. Quindi se noi vogliamo curare alatrice il problema dobbiamo fare questo. Allora noi cosa diciamo? La Banca Centrale Europea potrebbe usare quest' Eurodigitale, accreditare quest' Eurodigitale sulle persone che sono destinatari di questa misura sotto le condizioni che abbiamo detto. Poi se tu devi fare formazione, se ti offro un lavoro lo devi prendere, eccetera. Questa roba qui si potrebbe chiamare appunto social quantity leasing. Chiaramente noi dobbiamo preoccuparci per tutto quello che abbiamo detto prima che questa misura non sia inflattiva. Tra l'altro c'è tutta una letteratura straordinaria che vi consiglio di guardare su questa idea ma poi se la gente prende soldi diventa vigera. Non c'è uno studio in materia che dimostra questa cosa. Il Premio Nobel Banerjee ha fatto una cosa straordinaria. In Kenya ha preso una quantità migliaia di villaggi a cui da una parte non ha dato la misura, ad altri ha dato la misura e ha visto a distanza di 15 anni quali villaggi erano cresciuti di più. Sono cresciuti di più quelli con radiosità di danza perché banalmente chiedetelo a qualunque persona vive in questi paesi se tu devi lottare per la sopravvivenza, sei impegnato tutta la tua vita a lottare per la sopravvivenza, non puoi investire su te stesso, non puoi formarti, non puoi fare niente altro. Quindi il punto è questo. Quindi io dicevo il problema è l'inflazione. Innanzitutto stiamo parlando di una misura che in Italia vale una decina di miliardi, non è che si spendeva tantissimo. E secondo noi proponiamo che sia riserva a 100%, cioè la moneta ha un potenziale di molti moltiplicativo che dipende dal coefficiente di riserva perché poi le banche possono moltiplicare a parità di riserva. Noi proponiamo che questa misura qui con l'euro digitale, che l'euro digitale si è sottoposta a una riserva del 100%, quindi sia una moneta non moltiplicabile che quindi ha un potenziale inflattivo molto basso e pensiamo fondamentalmente che il vero antitoto contro l'inflazione come ha dimostrato la storia di questi anni sono innanzitutto la regolamentazione bancaria severa e il commercio internazionale perché nel momento in cui c'è globalizzazione e competizione internazionale c'è una concorrenza ribasso sui prezzi che ci ha assicurato per vent'anni inflazione bassa, addirittura noi combattivamo la deflazione e invece quello che per fortuna Trump sta capendo che non deve fare è esattamente quello che potrebbe rimettere in modo i meccanismi inflattivi. Quindi diciamo noi abbiamo un sogno che l'euro digitale si possa usare per questo e pensiamo che se si facesse questo probabilmente il consenso nei confronti dell'Europa salirebbe parecchio. Ok, benissimo, grazie. Domanda a Fabrizio Burlando. In un momento storico in cui il mondo è tornato, teatro geopolitico di conflitti ma combattuti anche dal punto di vista tecnologico, dal punto di vista digitale, l'infrastruttura dei pagamenti ha anche proprio un aspetto di sicurezza nazionale, cioè da un lato noi godiamo della interconnessione planetaria, possiamo usare il bancomat o la carta di credito all'estero, etc. dall'altro dobbiamo evitare che qualcuno smonti il sistema dei pagamenti nazionali. Come si fa a salvare? Bisogna investire a livello nazionale, a livello europeo? Un breve passo indietro, ricordate 1983 quando è stata creata Bancomat. Tra 1983 e 1990 sono state creati un po' delle infrastrutture tecnologiche nazionali. A quell'epoca ci si parlava poco tra stati, quindi ognuno aveva la propria infrastruttura tecnologica. In Italia l'infrastruttura Bancomat è stata creata tra l'altro con degli standard di sicurezza anche più elevati di quelli dei circuiti internazionali, quindi un'ottima infrastruttura, però questa infrastruttura era diversa da quella della Francia e da quella della Germania. All'epoca importava poco perché le transazioni erano poche, soprattutto domestiche e i ritiri, a un certo punto con l'avvento della globalizzazione fino ai anni 90-2000 si è capito che una carta che funzionasse solo in Italia non era molto utile e quindi è iniziato ad esserci delle alleanze con gli schemi internazionali che sono Mastercard de Vise essenzialmente in cui le carte venivano in termini tecnico cobbeggiate, quindi c'era la parte Bancomat che funzionava in Italia con tutti i vantaggi dell'Italia, quindi una rete più efficiente, molto più economica per gli esercenti e una rete internazionale che funzionava quando si viaggiava all'est. Nelle brezza della globalizzazione diciamo i circuiti internazionali hanno iniziato a dire ma perché queste carte non vengono emesse soltanto con il circuito internazionale che funziona anche in Italia quindi negli ultimi anni soprattutto in Italia in altri paesi meno soprattutto in Italia c'è stato uno spostamento verso carte che hanno solo il circuito internazionale. Qual è il problema? Due problemi, uno che quindi c'è stato un sotto investimento per alcuni anni nell'innovazione dei circuiti nazionali quindi nella decada del 2010 c'è stato un piccolo sotto investimento ma soprattutto oggi viviamo in una situazione geopolitica diversa esempio della Russia quando la Russia è entrata in guerra sanzioni americane visa e mastercard che sono globali ma in realtà sono aziende americane il giorno dopo hanno dovuto chiudere le operations in le operazioni in Russia e sono dovute andare via. Immaginate se non ci fosse stato il circuito domestico cosa sarebbe successo? Blocco totale dei pagamenti immagino guerra civile. Ecco questa fa vedere l'importanza anche di avere una infrastruttura nazionale che sia strategica al pari di altre industrie strategiche nessuno si sognerebbe mai di prendere infrastrutture strategiche del paese e chiudere completamente. Questo è noto adesso quindi c'è un investimento che è ritornato nei sistemi di pagamento nazionali. I sistemi pagamento nazionale hanno anche capito che si devono mettere insieme quindi sono delle iniziative europee anche correlate alle euro digitale ma non solo per creare una interconnessione soprattutto a livello europeo e anche una partnership più forte con i sistemi internazionali quindi stiamo assistendo io dico sempre a un rinascimento diciamo dei circuiti nazionali intanti altri paesi ad esempio cito Brasile, India sono stati creati da zero dei sistemi nazionali su cui oggi transitoro la maggior parte delle transazioni nazionali quindi questo è un po' lo scenario che adesso ritorna sullo schema nazionale. Benissimo, è interessante e a questo punto aprirei alle domande dalla platea non siate timidi siamo qui come tra amici per domandarci delle cose a rispondere. Prego microfono. Poi subito dietro che te bove la signora dietro di lei avesse alzato la mano per prima. Io rimango sull'ingegner burlando parlava prima di operazioni fraudolente sarei curiosa di capire di avere degli esempi di operazioni fraudolente se sono classificabili in più tipologie e il titolare di una carta che si appoggia sul circuito Bancomat quanto è effettivamente garantito rispetto a tutte le tipologie di operazioni fraudolente al 100% chi lo risarcisce la banca che in qualche modo gli ha rilasciato la carta o appunto la Bancomat e qui rispetto alle ultime cose che ci ha detto se una carta si appoggia effettivamente a più circuiti i soggetti diventano anche di più cioè chi è che interviene insomma garanzia del titolare della carta? Grazie alla domanda che mi mi dà la possibilità anche di sfatare alcuni miti che sono quelli della pericolosità dell'utilizzo della carta rispetto al contante sono anche studi che dimostrano che in realtà è il contrario se uno perde 50 euro è successo qualche giorno fa e tra l'altro ha perso 50 euro. I tassi di fraude dei sistemi digitali ad oggi sono molto bassi soprattutto con l'utilizzo avanzato l'utilizzo tecnologico del wallet e del cellulare ad esempio ha un tasso di fraude pari a zero perché utilizzo una tecnologia biometrica in cui è molto difficile che la transazione venga venga diciamo intercettata. Ci sono ovviamente casi perché poi la tecnologia avanza e Kifroda avanza ancora di più il consumatore è sempre protetto in Italia c'è una peculiare insistenza sulle carte prepagate che si pensa siano più sicure delle altre perché al massimo mi rubano quello che c'è all'interno della carta prepagata in realtà la fraude viene sempre garantita c'è un meccanismo di disputa in cui se viene dimostrato che in effetti la transazione non è stata fatta dal diciamo da chi ha la carta la banca è obbligata in un tempo piuttosto basso a rimborsare completamente la transazione quindi ecco in realtà c'è molta più paura di quanto poi effettivamente succeda e il tasso di fraude che esiste è in realtà al carico della banca quindi quando noi guardiamo il conto economico delle banche il pezzo dei pagamenti c'è una parte di fraude che è a carico della banca quindi il consumatore è sempre protetto. Una domanda al professor Becchetti perché per cercare di capire qualcosa di più su queste tematiche che io ho chiamato ormai da anni il mistero della moneta in particolare mi è un po' ostigo capire diciamo quello che si chiama creazione di moneta dal nulla ma non è questa la domanda in realtà in realtà la mia domanda è sul debito quindi la mole di debiti pubblici nel mondo la mole di debiti privati nel mondo quindi è un'enormità di diciamo di dinaro ecco però dall'altra parte sappiamo che ci sono quelli c'è il debito dall'altra parte c'è chi fa il prestito quindi c'è un'esigenza da una parte che viene compensata da un'esigenza da un'altra parte l'esigenza dall'altra parte immagino sicuramente è il tasso il rendimento quindi uno presto dei soldi perché per avere una remunerazione ecco quindi anche le banche in sostanza si si basano o vivono su questo perché se non ci fosse questa esigenza questa mole di debiti anche le banche non avrebbero molto senso probabilmente no ecco e niente volevo un attimo capire questa cosa se è interpretata correttamente il debito è semplicemente c'è perché noi vogliamo andare oltre le nostre possibilità il debito è ciò che consente a chi si indebita di andare oltre quelle che sono i propri vincoli di reddito io guadagno 100 però voglio spendere 200 e allora mi indebito il sistema ti fa indebitare il sistema dovrebbe anche diciamo frenarti un pochino e questo è molto interessante perché ci sono dei sistemi finanziari quello italiano è particolarmente prudente nel senso che ti mette dei limiti sulle carte eccetera per cui tu se vuoi cambiare un limite di spesa sulla carta in Italia che comunque è una questione del Stato di andare alla banca devi dire perché per come diciamo che ci sono altri sistemi che sono più no che dice tu spendi spendi poi ti accorgi che no diciamo il modello americano è molto più fondato su l'overconsumo no quindi poi ci sono paesi che hanno più debito pubblico come l'italia pesi da un più debito privato anche gli Stati Uniti però il debito sta lì per quello poi è chiaro che chi presta vuole che i soldi tornino indietro ma chi pre a questo punto da quella al lato ci siamo anche noi perché noi siamo proprietari di BTP quindi noi siamo quelli che prestiamo i soldi cioè che consentiamo allo Stato italiano di rifinanziarsi siamo noi quelli rinanziamo e poi in cambio di questo servizio che gli diamo vogliamo avere qualcosa in cambio no quindi vogliamo avere un ritorno in cambio quindi siamo tutti intrecciati nel sistema finanziario adesso noi stiamo facendo un lavoro affascinante con la prossima conferenza di siviglia al primo luglio dove faremo il debt for climate cioè quello che aveva lanciato un po' anche pova francesco eccetera approfittare del giubileo per fare un progetto di conversione di una parte del debito di alcuni paesi africani in progetti di investimento stiamo lavorando ieri abbiamo visto il ministro delle finanze dello zambia porteremo questa proposta quindi una parte del servizio del debito che quel paese deve viene trasformato in un fondo di garanzia per investimenti nel paese no quindi ci sono ma e continuamente ci sono queste cose la cosa ecco accenno sono temi un po' complicati in realtà purtroppo tutti i paesi poveri ed emergenti del sud quelli più deboli sono a ricasco nostro nel senso che noi facciamo le nostre politiche monetarie restitutive quando c'è inflazione alziamo i tassi la gente porta i soldi da noi sale il dollaro sale l'euro e questi che sono come gente che ha un muto invariabile quindi praticamente sono indebitati a tasso variabile in valuta locale hanno un doppio shock la valuta locale si svaluta i tassi aumentano e quello che succede che vanno in default quando c'è stata l'inflazione fino agli anni 70 sono falliti un sacco di paesi in anni 80 adesso sono falliti un sacco di paesi che hanno già poi rinegoziato la cosa interessante di questa nuova fase anche a me mi ha colpito molto che proprio il caso dello zambia chi sono i creditori adesso non è sempre in mente i stati uniti paesi occidentali primo credito era cina il secondo è l'india il terzo è l'egitto quindi è cambiato moltissimo oggi è anche molto sud-sudo no quindi va a capire anche cosa vuol dire oggi l'accordo con i creditori prima c'era il club di parigi e quindi insomma è così di solito poi creditore debitore quando c'è una situazione critica si rimettono d'accordo perché interesse di tutti e due che la relazione continuino quindi si rinegozia il debito si fa l'air cut si fa lo sconto e si va avanti grazie intervento lampo di paolo alzolini veramente un flash che torna prosaicamente sulla domanda di prima della gentile signora e sottoscrivo tutto quello che diceva burlando ma c'è un punto all'attenzione ed è il comportamento del risparmiatore perché perché in questo momento noi siamo sommersi da chiamate messaggi su cellulari spamming fishing spoofing chi più ne ha più ne metta allora dov'è il punto il punto è che si rischia di rimanere delusi del comportamento delle banche che magari rifiutano il rimborso se non si ha piena consapevolezza del fatto che il comportamento del risparmiatore di colui o collega e gestisce la carta è la è il primo baluardo contro le truffe contro i comportamenti di questo genere che vuol dire vuol dire per esempio avere ben chiare alcune regole da non derogare mai la prima regola è che la propria identità digitale quindi i dati del proprio conto corrente i propri dati fiscali il proprio cellulare eccetera non si devono comunicare mai qualunque sia la informazione che arriva magari sul cellulare magari anche con un messaggio allarmistico tuo figlio si è fatto male devo sto usando un altro telefono devi subito darmi il tuo conto corrente e comunicarmi dove posso dove puoi accreditare eccetera allora identità digitale è un patrimonio prezioso di ciascuno di noi i comportamenti che ciascun risparmiatore mette in atto anche nella gestione di questi mezzi di pagamento devono essere comportamenti molto consapevoli alcune informazioni non devono essere comunicate per nessun motivo nessuna banca chiederà mai i tuoi dati personali anche sulla scia magari di un quadro drammatico o di emergenza questo è molto importante perché altrimenti si rischia di ricevere una risposta negativa dalla banca che dice no tu hai concorso alla messa in essere all'attuazione della truffa di cui ti riempiamo di riempire i riempimenti questo è importantissimo il consumatore è tutelato ma non può essere irresponsabile e torniamo al discorso dell'educazione finanziaria di base altre domande prego abbiamo ancora due minuti salve sono eduardo scirea di starting finance noi siamo una realtà che parla di educazione finanziaria tutti i giorni allora io vi voglio chiedere qual è secondo voi il peggiore fraintendimento che c'è riguardante il sistema finanziario e i sistemi di pagamento così faccio una domanda entrambi inizio sui sistemi pagamento in realtà ne abbiamo già affrontati alcuni il fatto che i sistemi di pagamento non siano sicuri ne abbiamo affrontato adesso il fatto che i sistemi pagamento facciano sì che i nostri comportamenti siano osservati il fatto che se non se pago con il contante o tutta una serie di vantaggi e benefici che in realtà non ci sono e da ultimo direi anche questo è sicuramente controverso ma ci sono vari studi lato invece esercente che è quello che alla fine paga la maggior parte delle commissioni per quanto basse che però servono per pagare il sistema che si ha che il pagamento sia che ricevere pagamenti con carta di pagamento appunto sia più caro del contante in realtà i pagamenti stanno scendendo noi bancomat cerchiamo di farli molto più i le commissioni molto più basse degli altri il contante ha un costo perché c'è il pericolo di essere derubati molti tassisti sono stati derubati c'è il pericolo di perderli c'è pericolo del tiramento se mettiamo tutti questi pericoli del falso siamo tutti questi pericoli in fila in realtà al costo del contante paragonabile siamo più alto al costo di ricevere comodamente un pagamento digitale ultima buongiorno voleva chiedere non è tanto risparmiatore che ha abbandonato il banco ma sono le banche che hanno un po così indotto e i clienti a passare sui circuiti internazionali per cui non è diciamo gli clienti risparmiatoria sono le banche che hanno indirizzato verso i circuiti internazionali è assolutamente corretto infatti è più una un discorso di sistema come ricordavo prima sulla storia dei pagamenti c'è stato un periodo in cui sono stati dei sovvenzionamenti da parte dei circuiti internazionali che hanno spinto le banche ad andare su quello ad oggi si capisce anche la varianza strategica di un circuito domestico quindi i nostri conversazioni con le banche stanno andando in una direzione contraria però quello che è successo è assolutamente quello il brand bank combatte molto forte ancora con il consumatore però alla fine la banca che spesso decide quindi adesso stiamo mettendo anche in atto dei dei servizi che ci aiutano anche a far sì che il consumatore vada a chiedere la propria banca non lanceremo un servizio di loyalty adesso a settembre così che il consumatore non ha il banco ma può andare la sua banca e dire ma perché io non lo posso avere mentre invece altri lo vanno però è assolutamente corretto credo che il nostro tempo sia scaduto vi ringrazio moltissimo per la partecipazione per l'ascolto ringrazio i nostri relatori e vi auguro una buona giornata fra gli appuntamenti del festival di trento
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