Lab24: 2025, l’anno che ha cambiato tutto visto con dati e immagini
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Lab24: 2025, l’anno che ha cambiato tutto visto con dati e immagini
Laboratorio di giornalismo basato sui dati e visualizzazione, con focus su temi globali e impatto economico.
Ok, possiamo iniziare Laura? Sì. Buonasera a tutti. Abbiamo pensato a questo evento di Lab24, che è la divisione dove lavoriamo io e Laura, per raccontarvi un po' il tipo di lavoro che facciamo, che è un giornalismo basato sui dati e visual. Ecco, adesso ci vedete, così siete sicuri che siamo noi. Eravamo anche lì al Festival dell'economia di Trento l'anno scorso. Ho una giacca diversa quest'anno, ma è sempre dello stesso colore. Invece Laura è manchera in black. Sempre vestita con i colori primaverili, mi sono adattata alle condizioni atmosferiche di oggi. Abbiamo l'ombrello in giù. Raggiante. E io seguo Kuro, sono responsabile di Lab24 e seguo anche i nuovi formati e l'audience per il sole 24 ore digitale. Io invece sono digital design director, che nella fattistice significa che seguo i prodotti digitali del gruppo. Lavoro spesso con questa signora qua davanti, che per tutti è signora. Non mi occupo solo della parte del vestito grafico, ma di tutto quello che si crea tra l'utente e il prodotto, quindi la parte di user experience, la parte di user interface. Sulla 24 facciamo visual giornalismo. Adesso abbiamo fatto un piccolo video che mette insieme alcuni dei lavori. Se riusciamo a far andare la slide. Ok, eccoci qua. Ecco, questi erano alcuni lavori che abbiamo fatto su Lab e ora vi faremo vedere un lab a cui stiamo lavorando. Diciamo che lo faremo in tempo reale qua con voi. Come vedete ci occupiamo di temi che tendenzialmente hanno una gittata un po' più ampia rispetto alle news, quindi un tipo di giornalismo che definiamo visual giornalismo, che mette insieme data journalist da un lato e quindi un'informazione che verte molto sul dato. Però c'è la caratteristica visual, ovvero con delle pagine web che consentono di mettere molte immagini, molti video, possibilità di interazione. Tutta l'espressione grafica possibile in un tipo di pagina come questa trova spazio, anche perché nel team abbiamo degli sviluppatori, quindi Laura segue la parte del design, poi abbiamo la parte di infografia e poi proprio lo sviluppo. Quindi da un certo punto di vista ogni progetto è su carta bianca, si può spaziare. Diciamo che ogni progetto vive a sé, fa parte comunque di un progetto che viene messo in piedi, creato, realizzato, poi prodotto tutto internamente e facciamo tutto noi, sia l'illustrazione a parte la ricerca iconografica che prendiamo alle agenzie, però anche la parte di sviluppo viene fatta tutta all'interno dello stesso team. La cosa interessante è che su questo tipo di progetti abbiamo la possibilità di sperimentare, quindi cerchiamo nel limite possibile poi a seconda dei tempi che abbiamo ridazionali per poter uscire, di sperimentare il più possibile nuovi linguaggi, nuove formule di comunicazione. Quest'anno ci siamo chiesti come raccontare questo 2025 con i dati, perché come sapete benissimo, questi primi mesi di questo 2025 sono stati spiazzanti rispetto a tutta una serie di cose che ritenevamo consolidate. In realtà non soltanto il 2025, perché sono cinque anni che tra pandemie, guerre e deflagrazione delle relazioni commerciali tra i grandi paesi, come vedremo un po' oggi, appunto molte certezze si stanno schicchiolando. In più tutto questo avviene rispetto a dei demutamenti di più lunga agittata, strutturali che riguardano il digitale, pensata all'intelligenza artificiale e il tema ambientale. Sull'hub ovviamente trattiamo anche questi argomenti. Questa volta proveremo con una serie di grafici e immagini a vedere quanto è stato dirrompente questo 2025 e soprattutto in cosa. Chiaro che ha un ruolo centrale in questa analisi il ritorno di Trump alla Casa Bianca, per il ruolo che rilascono gli Stati Uniti in genere e per il ruolo che ha voluto rivestire Trump questa volta con un re-boost degli Stati Uniti che secondo lui vivono uno squilidiro commerciale nelle relazioni con gli altri paesi e quindi assuando i decreti attuativi e decisioni impattanti sta cercando di fare quello che ha promesso gli elettori e quindi di un ritorno all'America forte e indipendente. Infatti qui vediamo una serie di immagini che sono prese dai primi 47 giorni del nuovo governo Trump, da novembre 2024 le cose sono parecchio cambiate soprattutto per l'Europa. Oggi ci focalizziamo su questa tavola di Mosè che ha fatto spaventare i mercati e anche su questa formula pubblicata direttamente dal sito del Dipartimento del Commercio dove vediamo che la semplicità della formula economica ha destato non poche preoccupazioni tra gli economisti di calibro mondiale anche perché adesso abbiamo visto che le cose sono rimaste comunque molto variabili. Da quella formula sono emersi i dazi applicati, quello era il famoso Liberation Day in cui Trump ha esposto quei grafici, chiaramente ha spiazzato tutti perché quella formula è piuttosto semplificata e è stata molto criticata dagli economisti. Poi è molto rientrato perché il Liberation Day era di qualche mese fa, poi è arrivato a una reazione molto forte dei mercati, adesso vedremo un grafico dove si vede lo storico dell'impatto dei dazi negli Stati Uniti, questo valore è la liquidata rifaria di tutte le importazioni ed è un calcolo che viene fatto dagli A.I. University. Come vedete la serie storica un tempo erano molto alti però andiamo veramente indietro quasi nei secoli, andiamo nel secolo scorso, il 27,9% quasi il 28% è il valore che emergeva dopo Liberation Day, quindi il balzo è stato molto importante rispetto alla politica dei dazi precedente degli Stati Uniti che già era un po' in rialzo come potete vedere. La reazione è stata talmente forte da parte dei mercati anche nel contrasto nelle relazioni diplomatiche con gli altri paesi che poi Trump come sapete ha prima sospeso i dazi 90 giorni poi li ha rimodulati e al momento l'ultimo calcolo di Yale che fa un'analisi molto complessa perché fa una media arriva a calcolare questa liquidata rifaria di tutte le importazioni negli Stati Uniti al 17-8%, il numero che abbiamo messo in rosso è calato il 10% ma ancora macroscopico rispetto a quello che era il mondo fino a prima del Liberation Day. Il problema è l'incertezza, al di là di quello che sta succedendo diciamo così nei numeri che è di per sé già dirompente, quello che sta rendendo questa fase complicata per i decisori, per i paesi, per chi deve investire in un'azienda, per chi deve decidere se farla partire o meno è l'incertezza che è la cosa peggiore per gli imprenditori, lo vedrete anche qua al Festival di Trento se girate per gli stand sentite le testimonianze, l'incertezza è la cosa peggiore e infatti il giorno dopo Liberation Day... Abbiamo il problema del picco dei mercati, del fatto che il mondo si è preoccupato per questi dazi, per queste tariffe che erano alquanto l'aspettate. Non è la mattezza in questo modo. Non va avanti, bloccato. Qua vediamo una foto diciamo emblematica del 17-8% del Liberation Day, che è la cosa che doveva non saper giocameloni contro Trump con un riverbero mediatico non indifferente perché l'incontro è stato molto prolifico, molto seguito da tutti i media e secondo me questa è una delle immagini più iconiche che abbiamo da quelle della caduta dei mercati. Poi andiamo avanti. Ecco, questo era il grafico che cercavo. Esatto. Il giorno dopo Liberation Day è stato il 4 aprile 2025 e abbiamo preso Piazza Affari come esempio, ma tutti i mercati se vi ricordate hanno ceduto moltissimo, ha perso il 6,5%, tra l'altro arrivando a un minimo intradei più elevato, meno 8, meno 9, una cosa del genere. Questo è l'elenco dei peggiori crolli di Piazza Affari dal 2000 a oggi. Il peggior è stato quello del Covid durante il Covid il 12 marzo 2020, quando di fatto si è fermato il mondo, non partivano più le navi, il prezzo del petrolio è precipitato e i mercati hanno reagito in maniera mai vista prima del 2000. Anche la Brexit fu un grosso trauma per i mercati, meno 12%, sempre Covid con il prezzo del petrolio è minimo 11% e qua vedete un po' dei pezzi della nostra storia recente, che avremmo anche dimenticato volentieri. I crack di Lehman fecero 8%, l'attacco alle torri Giamelli fece 7,5%, ancora i giorni dei Lehman Brothers, la crisi del debito e così via. Insomma la guerra dei dazzi e le conseguenze di quell'annuncio di Trump nei numeri li vediamo con questi effetti, è stata davvero una cosa dirrompente soprattutto per la capacità di spiazzare rispetto a quello che sembrava un ordine pre-costituito dove non ti aspetti scossoni di questa dimensione. Mi sa che c'è un problema col telecomando. Sì, non so se la regia può darci un'altra soluzione, non lo credo, comunque ci arriviamo. Abbiamo visto gli Stati Uniti, tutta questa stazione sui dazzi è orientata al nemico numero uno degli Stati Uniti dal punto di vista commerciale. Oggi nei dati e nelle immagini che vedremo è sottorapresentata la guerra tra Israele e Hamas, la tragedia di Gaza, così come anche Russia e Ucraina, perché se no diventava troppo ampio e soprattutto perché volevamo ragionare un po' sulla modifica delle relazioni globali, soprattutto da un punto di vista di interrelazioni economiche. Tutto questo discorso che fa Trump, come vedremo in realtà, vavanti negli Stati Uniti da un po' di tempo sul riportare in casa le proprie aziende, sul ridurre l'arrivo di merci da paesi altri, ha come nemico numero uno la Cina, che infatti anche se seguita un po' le campagne elettorale americane, China, China, China, era una delle parole più detta da Donald Trump, in realtà anche da Biden prima. Andando avanti, scusa. Sì, no, volevo solo far vedere l'economia cinese, ma lo vediamo nel grafico dopo. Ok, no, è giusto perché ci intervagliamo, facciamo un po' per uno e quindi io racconto un po' la parte delle immagini, ossia la parte precedente. Volevo un attimo rivedere quest'immagine che, se riesco a mandarla indietro, ok, se forse così, ok, si vede. E' stato quando Xi Jinping nel 14 aprile ha incontrato nel suo primo viaggio, diciamo per contrastare un po' il problema dei dazze americano e per far vedere comunque l'importanza della Cina e l'importanza delle relazioni con i paesi del sud-est asiatico, ha incontrato a noi vari capi degli stati alleati. E questa è una risposta che è sembrata abbastanza comunque forte verso la politica di Trump, tant'è che la Cina insegue sempre più o meno gli Stati Uniti e nonostante, come anticipavi tu Luca, il problema dell'andamento del PIL e della crescita economica del paese. Come vedete in percentuale il PIL della Cina continua a crescere, però eravamo abituati a vedere più 10, più 15, sempre cresci da doppia cifra, il grafico sotto ci fa vedere la crescita in termini percentuali del PIL, quindi l'ultimo dato è più 4%, invece la curva che vedete crescere è relativa diciamo così ai risparmi delle famiglie cinesi, quindi ai depositi dei nuclei familiari, quindi le famiglie cinesi spendono sempre di meno, ha inciso la crisi del mercato immobiliare, ha inciso il Covid che per la loro economia e per il danno di immagine che si è anche ripercosso sul turismo occidentale in Cina è stato molto forte, quindi è un'economia che ha molto bisogno di sbocchi sui mercati interni, specie nel momento in cui gli Stati Uniti aumentano i dazi e impongono barriere alle tecnologie e ai prodotti cinesi, mercato interno che però fa fatica, è un mercato interno molto meno sviluppato della media OXE, intorno al 30% quando la media OXE si aggira intorno al 50%. Un'altra delle immagini perché abbiamo messo questa immagine ossia dell'ammarraggio della capsula di SpaceX che tutti ricorderete, penso che abbiate visto durante i mesi successivi alla questione dei dazi è perché SpaceX di proprietà di Elon Musk ha destato molto... quali immagini? E' il rientro dalla stazione spaziale internazionale, per dire dove la Cina invece va bene, però partendo dall'America questa immagine è molto bella perché ci sono i delfini che girano intorno alla navicella, non sono squali, ok? Volevo far vedere perché anche la Cina tornando al discorso che insegue sempre gli Stati Uniti anche con le missioni spaziali a livello di economia spaziale diciamo che ha da dire la sua e questo è giusto un mese dopo la partenza della capsula di SpaceX anche la Cina ha portato a terra i suoi astronauti dalla missione di Shenzhou 19 e quindi è qui vediamo quello su cui la Cina non ha nulla da invidare agli Stati Uniti perché vediamo la prima maratona diciamo mezza maratona fatta da rubò umanoidi a Pechino e sempre i rapporti tra Cina e Russia, tra Xi Jinping e Putin che comunque rimangono molto forti e molto visibili. Sì, non era male l'idea degli squali che sono a Hong Kong, che sono delfini. E invece per la Cina dei leoni visto che sembrava il deserto. Dei draghi. Vediamo diciamo così abbiamo visto un po' il contraltare cinese quindi difficoltà in termini di mercato interno ma grande forza tecnologica degli Stati Uniti della Cina scusatemi. Qua facciamo un attimo di contesto, il protezionismo americano non è del tutto nuovo. Già durante l'amministrazione Biden l'Inflation Reduction Act aveva messo quasi 400 miliardi di dollari di sussidi e crediti di imposta per i produttori e consumatori americani il che ha fatto crescere la spesa di fabbriche in territorio americano più 124% negli ultimi tre anni quindi diciamo il ritorno a un patria dell'industria americana è un tema che arriva da prima di Donald Trump, c'era già con Biden. Allo stesso tempo voi ricorderete che una delle cose più forti del contrasto con la Cina è della prima amministrazione Trump ed è stato il bando di Huawei. Huawei vi ricorderete che anche in Europa vendeva smartphone pazzeschi ed era arrivato a essere il numero uno in Italia. Aveva appena superato Samsung in quel trimestre, mi ricordo perché ho sentito la cosa da vicino e il bando di Trump che ha impedito l'utilizzo di Google e di tecnologie americane a Huawei di fatto ha fatto sparire Huawei dagli Stati Uniti, non c'era mai stata dall'Europa. Quindi stiamo parlando di insomma una decina di anni fa. Qui vediamo quello che stiamo dicendo con i grafici. La spesa per la costruzione di fabbriche negli Stati Uniti è in crescita dal 2012 quando ha avuto un minimo e anche legato alla liman brothers, come vedete il picco è stato 2008, poi la recessione ha pesato. C'è stata una risalita piuttosto lenta e vertiginosa dal 2020-2022. Adesso siamo arrivati a questa cifra che è piuttosto significativa. Infatti qui vediamo il nuovo centro costruito nei dintorni di Memphis, è un enorme data center dedicato all'intelligenza artificiale voluto fortemente da Musk che sta creando non pochi problemi alla comunità del luogo perché è raffreddato tramite le turbine ad aria che sono altamente inquinanti. Quindi anche qui ci troviamo un po' su quella contraposizione tra il valore che viene dato ai possibili posti di lavoro ma anche all'impatto ambientale che ha la costruzione di nuovi politecnologici tipo questo, che è la stessa tecnologizzazione dell'ambiente. Andiamo avanti e parliamo di intelligenza artificiale. Mi dai la sponda per parlare di intelligenza artificiale perché abbiamo visto i data center di XAI di Elon Musk. Deep<|el|> Se la gioca con OpenAI su una serie di task però con un costo molto basso di sviluppo. Quindi questo ha dato conto, possiamo andare forse avanti nelle immagini. Ti volevo solo dire magari di ricordare il fatto che comunque DeepSeek non è più visibile in Italia, non è più scaricabile in Italia però nonostante questo il sito è ancora accessibile. Adesso c'è ancora la diatriba tra il garante della privacy e lo stesso DeepSeek per oscurare direttamente il sito. Assolutamente. Qua vediamo quello che vi stavo dicendo sull'evoluzione dei costi dei modelli di intelligenza artificiale. Ci sono molti chatbots di OpenAI, vedete il costo più alto è quello di GPT-4 mentre per dire GPT-3.5 Turbo è una versione semplificata, ha dei costi di inferenza come si dice tecnicamente, è il costo per ogni domanda che fai alla gente e può essere molto basso. L'evoluzione è più o meno questa, non segue esattamente una curva che dà una direzione chiarissima, è significativo che DeepSeek che arriva a 2024 con prestazioni importanti si colloca sull'asse più basso e quindi è quello con i costi se non i più bassi, assolutamente tra i più bassi. A parità di performance è il più basso. Ma se non avessimo l'intelligenza artificiale non potremmo godere di immagini come questo perché parlando sempre di Trump che è il protagonista di questa conversazione, diciamo che il presidente degli Stati Uniti in pochi giorni prima del conclave ha fatto costruire e pubblicato sull'account truft della Casa Bianca questa immagine. A partire ci sta un po' in questo contesto anche se è un po' discopico. Esatto, diciamo che potrebbe essere questa l'ambientazione. Alessio non so se ho usato DeepSeek per farla, più facilmente avrò usato quella di XAI di Elon Musk, però è una delle immagini dell'anno anche questa. Sì, sono tutte immagini che non possono essere non citate. Tra l'altro è parte di una strategia di comunicazione che ormai abbiamo visto che provoca anche su quello dove non si potrebbe, tipo la nomina di un nuovo Papa. Ancora numeri sull'intelligenza artificiale. Allora, questa è l'evoluzione del numero di parametri dei principali modelli di intelligenza artificiale. Anche qua è una cosa piuttosto tecnica, non vi annoio, ma più parametri a un modello più complessi sono i task che può risolvere, quindi i compiti che possiamo affidargli. Guardate V3 di DeepSeek, secondo questi dati della Stanford University si colloca in altissimo. È anche interessante vedere, questi sono modelli quasi tutti americani, ma Mistral, che è il terzultimo a destra, è francese. Parliamo poco di Europa oggi, oggi in questo contesto. Sull'intelligenza artificiale non abbiamo grandi nomi, come invece la Cina, DeepSeek, l'America, tutti quelli che abbiamo visto prima. Il nome più importante è Mistral che è sviluppato in Francia. E qui arriva il bello. Qui arriva il bello perché è un altro tema che ci ha presi, che insomma è stato centrale in questi primi mesi del 2025 e in particolare c'è un'immagine che ora vedremo, inizio 2025, in sediamento di Donald Trump e vediamo nelle prime file a fare bisboce e grandi sorrisi i fondatori delle grandi aziende, delle grandi piattaforme tecnologiche americane. Tra l'altro sono gli stessi che avevano escluso Donald Trump dalle piattaforme da X, non c'è l'ex fondatore di Twitter qua, però ad esempio Zuckerberg aveva escluso Donald Trump dopo l'attacco a Capitol Hill dalle sue piattaforme. Se riusciamo a andare avanti, vediamo una carrellata di immagini, vediamo il gota della Silicon Valley, tra cui, come diceva Luca prima, Zuckerberg, Bezos, Sundai Pichar, se andiamo avanti vedremo Tim Cook, Elon Musk, e sempre Zuckerberg. Se andiamo avanti ancora abbiamo un grafico che è abbastanza eloquente. Abbiamo fatto su Lab un'analisi sulle nuove ricchezze, nuovi poteri di questi oligarchi digitali. Vedete il confronto tra i 10 più ricchi al mondo nel 2005 e nel 2025, c'è una grandezza di scala che l'inflazione, ma non soltanto l'inflazione, spiega. Ci sono una serie di mutamenti nei grandi arrechimenti, nella capacità di avere stock option facili e soprattutto nella forza che hanno avuto le grandi piattaforme, specie negli ultimi 5 anni, la crescita che hanno avuto, hanno portato un uomo come Elon Musk ad avere una ricchezza di 447 miliardi di dollari. È significativo vedere come i primi 10 nel 2005 arrivavano più o meno alla sua ricchezza. Il primo era Bill Gates, non proprio l'ultimo della fila con 46 miliardi, Bezos, Larry Ellison, Zuckerberg che vedete è il secondo. Chiaramente il posizionamento di questo potere economico che poi diventa anche politico nel caso di Elon Musk, ma non solo, anche sulle piattaforme di Amazon ci sono dati sensibili americani, Google lavora con l'esercito americano nello sviluppo di soluzioni militari che utilizzano la sua intelligenza artificiale, insomma i rapporti tra queste grandi piattaforme e la politica americana è molto forte. Questa ricchezza diventa chiaramente un tema che si impone nel dibattito pubblico. Piccola parentesi, anzi piccola parentesi, in realtà lo vedremo nelle immagini, questa è la massima ricchezza che hanno raggiunto. Scusate, sono andato avanti. Sì, sì, vai, vai, perché poi dopo quel gennaio negli Stati Uniti, soprattutto le decisioni che ha preso Elon Musk alla guida del doji di tagli indiscriminati. Io farei una pausa su questa immagine perché era un concessionario Tesla a Roma e diciamo che le mosse, l'amicizia tra Elon Musk e Trump non ha giovato sicuramente al mondo delle auto elettriche, anche la cilispecie a Tesla perché sono state totalmente boicottate, soprattutto i rivenditori e diciamo tutta la produzione di quello che riguardava Musk. Musk è stato proprio boicottato e il titolo in borsa non stava andando benissimo. E anche la sua ricchezza è scesa, non se la passa malaccio, è sopra i 300 miliardi di dollari, però è scesa. È interessante quello che è successo perché la grande preoccupazione dell'inizio del 2025 era che uno come Elon Musk avrebbe potuto sostanzialmente fare tutto quello che voleva, però dimostra che ci sono un po' di contropoteri che ancora funzionano, a livello di giudici perché negli Stati Uniti quello che ha fatto è stato molto contrastato a livello legale, però lui che non viene eletto da nessuno, però gli elettori, i cittadini si vendicano sui prodotti. Pensiero collettivo comunque si è unito per boicotarlo con l'unico modo che aveva a disposizione, ossia non comprare le auto di Musk, diciamo che anche personalità di spico dello spettacolo hanno fatto pubblicamente un detrofront con Tesla. Andando avanti, parliamo di ordine internazionali e qui vediamo una carrellata di immagini su quello che è stata la celebrazione della festa della vittoria dopo il regime nazista in Russia, ma per arrivare direttamente a quest'immagine, ossia un summit sulla sicurezza del futuro a Londra qualche settimana fa. Questo summit è famoso perché i capi di Stato Europeo si sono riuniti anche con Zelensky per riarmare l'Europa, parlare soprattutto del riarmo e della messa in sicurezza dell'Europa. Un'altra immagine che ha colpito sicuramente i nostri occhi è questa, e questa direi che è una delle immagini più iconiche dell'anno, è il dialogo tra Zelensky e Trump durante i funerali di Papa Francesco. Sembrava che il dialogo fosse costruttivo, però è ancora tutto molto fumoso, molto instabile. E parlando di riarmo, parliamo di spesa militare. Esatto, anche questo è un tema che soprattutto per noi che siamo in Europa era in sordina da tanti anni, non abbiamo più parlato. In realtà l'obiettivo dei Paesi nati è di avere una spesa in rapporto al PIL, una spesa militare che sia superiore al 2%. Poi facciamo un focus sull'Europa. Prima qua vedete a livello globale i Paesi dove è cresciuta di più la spesa militare nel 2024 rispetto al 2015. Quindi prendiamo 10 anni in punti percentuali. Ucraina, per ovvi motivi, è la prima, più 31%. Abbiamo Israele terza, e anche qua, poi chiaramente potremmo parlare di Burkina Faso, Algeria, però sono tutte storie. Stando sulle grandi di cui parliamo tutti i giorni, anche la Russia, vedete che è al sesto posto, significativi anche i Paesi del Nord Europa e dell'Est Europa, Lettonia, Polonia, Lituania, che è molto vicina a quello che accade in Ucraina e quindi anche molto preoccupata del possibile avanzamento del fronte russo. Tra l'altro un lavoro che faremo sull'Abstract, proprio sulla guerra ibrida che si combatte specialmente nel Mar Baltico e nel Nord e Nord-Est Europa, che insomma è piuttosto vivida e percepita anche dalla popolazione. Quindi, beh, guerra cyber, attacchi, non come magari siamo più abituati a considerare la guerra. Nelle slide successive abbiamo un focus sulla spesa militare in Russia, Ucraina e Stati Uniti. Come vedete l'Ucraina è ovviamente decollata nel 2022. La Russia ha sempre avuto una spesa militare alta, come vedete era superiore al 5%, che è tanto. Stati Uniti sempre sotto il 4% e Ucraina, che è passata dal 3-4% a punta del 36% l'anno scorso. Mentre l'Europa, come vi dicevo, l'obiettivo NATO è di essere sopra il 2%, la Francia adesso è al 2%. Anche Trump contesta molto all'Europa il fatto di non investire abbastanza in spese militare, di non averlo fatto negli anni. E Germania e Italia anche stanno crescendo, anche se piuttosto lentamente. Qua dove sei finita? No, è che ha preso un po' di iniziativa, un po' di self-control. Un'altra cosa che a livello di ordine geopolitico globale è cambiata, lo vediamo dai dati, è la collaborazione internazionale. C'è maggior unilateralismo, lo vediamo, ad esempio, nella scelta di Elon Musk nei suoi tagli di tagliare USAID, che è un simbolo anche del soft power americano, quindi l'aiuto ai paesi in via di sviluppo con soldi americano, che diventa anche un modo per fare consenso. Ancora oggi gli Stati Uniti hanno un ruolo chiave negli aiuti pubblici globali allo sviluppo. Qua abbiamo dei dati di Ahovid e McKinsey. Gli Stati Uniti sono quelli che hanno gli aiuti più alti ed era un trend in realtà che è stato in crescita fino a 2020 ma che adesso va a crescere. La Germania è il secondo paese al mondo che contribuisce maggior, in modo più rilevante, allo sviluppo pubblico, diciamo all'aiuto ai paesi che hanno bisogno di aiuto nello sviluppo, e regno in unito così via. Tornando alla democrazia, come non parlare del problema della democrazia in Europa, citando la questione di Giorgescu, se riesco a andare avanti, perché se ci fosse l'intelligenza artificiale riuscirebbe a pilotarmi direttamente da Ahovid, ma purtroppo devo basarmi ancora sul controller. Sebbene Giorgescu abbia vinto le elezioni, è stato molto scalpore la vicenda perché è stato appoggiato dalle destre della Romania e nonostante abbia vinto la Corte Costituzionale Rumena ha annullato la sua elezione. Qui, se andiamo avanti, vediamo un po' di immagini esemplificative di quello che è stato il periodo delle elezioni, se andiamo avanti dovremo vedere un ulteriore trattato di Giorgescu e questo anche per arrivare poi ai grafici che fanno visualizzare l'impennata di quello che è stata la presenza di Giorgescu nei mesi di novembre. Sì, a sospettire la Corte Costituzionale Rumena che poi ha annullato il risultato elettorale era proprio questa crescita in dieci giorni di intenzioni di voto in suo favore e in favore di Giorgescu con l'accusa che fossero legate all'effetto che hanno avuto le influenze russe con TikTok e con altri strumenti digitali. Quindi come vera e propria interferenza nella formazione del consenso democratico interno alla Romania è interessante perché chiaramente in uno scenario così complicato che abbiamo visto fino adesso che vede venirne una serie di certezze che sembravano consolidate negli anni la tenuta dei sistemi democratici è chiaramente molto importante. Quello che è successo in Romania è un segnale, l'attacco a Capito Liv lo è stato qualche anno fa negli Stati Uniti. Abbiamo forse ancora una slide su questo che ci dice sempre appunto i risultati della votazione del 24 novembre come vedete erano in linea con la crescita dei sondaggi molto repentina delle ultime settimane prevoto. Ma adesso che ci mancano 8 minuti potremmo andare sulla slide conclusiva per fare tirare un po' le fila e parlare di cosa ci aspetta, quali possono essere i possibili scenari di questo 2025 ma anche come potremmo migliorare questo racconto. Sì, siamo partiti con la domanda al titolo del 2025, l'anno che ha cambiato tutto. In effetti abbiamo visto dai dati, per me molto forte quello sui dazi chiaramente che è un grafico che fa vedere tantissimo come l'ultimo anno abbia stravolto una situazione che andava avanti da decenni. Allo stesso tempo ci sono una serie di dinamiche che si allarghiamo un po' lo sguardo e i dati ci aiutano anche in questo, in una reazione che non è soltanto emotiva rispetto alle ultime notizie ma ci consente uno sguardo un po' più ampio a molti tratti in comune con alcune cose che erano successe negli anni 70 a livello di indipendenza dei paesi, di unilateralismo, di decisioni che rendono più complesse le relazioni commerciali tra paesi e quindi non tutto è così nuovo. Questi grafici, queste immagini le monteremo in un lab nelle prossime settimane se avete voglia di dirci se c'è qualcuna delle immagini che avete visto o qualche grafico che ritenete più significativo nel racconto di questo anno. O che vi ha contito particolarmente, oppure qualche immagine che avete visto di cui noi ci siamo dimenticati che sicuramente è possibile se vogliamo stabilire un dialogo, se volete dirci la vostra, noi siamo qua. Abbiamo ancora ben sette minuti che possiamo sfruttare in questo modo e io finalmente mi libero di questo strumento che non mi è stato amico. Mi è passata per la testa per un po' di giorni e non ho trovato nessuna soluzione circa un mese fa. Praticamente la mia curiosità è questa, quando Trump ha deciso di mettere i dazi al 120% sulla Cina, i dazi vengono calcolati sul prezzo di vendita del prodotto, giusto? E quindi mi sono detto, facendo finta io di essere un cinese, che vendo una macchina e incasso 10.000 euro dall'America e poi loro mi mettono dei dazi per 12.000, perché il 120% del prezzo di vendita è un dazi di 12.000, giusto? Non so se riesco a seguirla così tecnicamente. E' una cosa un po' così leggermente complicata perché quando lui ha messo i dazi al 120% del prezzo di vendita, cosa vuol dire? Che se io incasso 10.000 devo pagarne 12.000 allo Stato, sostanzialmente voleva dire che non voleva più avere contatti con la Cina. Sì, sì, ma... Oppure ho capito male io. No, anche perché a quel punto per fare lo stesso utile l'azienda che produce deve scaricare sul cliente quel prezzo lì. Quindi quello che osservo è interessante, mi viene più facile immaginarlo sui telefoni, più che sulle auto, perché ad esempio un grafico molto interessante, un'infografica che ha girato molto è Se dovessimo fare un iPhone noi Stati Uniti o senza la Cina o applicando quelle tariffe sulla componentistica cinese che arriva negli Stati Uniti, perché l'iPhone è il design è fatto a Cupertino in California ed è prodotto da Foxconn che è un'azienda cinese, in parte in India, Apple sta cercando di spostare la produzione in India, in India per dipendere sempre meno dalla Cina, se quei dazi impattano sulle componentistiche elettroniche, un iPhone che oggi costa mille euro, che già è tantissimo, può costare 3.700 euro, adesso vado a memoria, ma c'è un report di questo tipo. Ed è la ragione per cui Trump è tornato indietro quasi subito sulle componentistiche elettroniche, perché io immagino che il giorno dopo Tim Cook, Sergey Brin, Elon Musk stesso che dormiva vicino alla Casa Bianca in quel periodo al d'oggi gli abbiano detto guarda che se fai così però non vendiamo più un prodotto in Italia. Secondo me una cosa interessante anche sulla politica dei dazi è che i dazi sono stati applicati solo al prodotto fisico e non ai servizi, che è il principale export da parte degli Stati Uniti, invece sui servizi i dati non esistono e quindi è stato proprio protestuoso per colpire alcune economie. E secondo te qual è l'immagine dell'anno di queste qua che hai scelto visto che è tutto l'anno che su Instagram metti le foto della settimana? Sì, infatti. Io ho questa piccola rubricetta dove posto delle immagini che secondo me sono rappresentanti della settimana. Per me sicuramente è il dialogo tra Zelensky e Trump, perché va bene, Zelensky è stato trattato a pesce in faccia durante gli incontri che avevano organizzato ufficiali e poi durante il funerale sembrava che ci fosse la possibilità di un dialogo costruttivo. Poi la solemnità del momento, c'è un funerale di un Papa. Sì, infatti, anche perché in queste presentazioni noi non abbiamo messo la parte relativa a tutto quello che ha riguardato Gaza, l'Ucraina, siamo stati focalizzati soprattutto sulla parte di economia e politica degli Stati Uniti. Mi hai ricordato anche l'incontro tra Zelensky e Trump primo con Bans, eccetera, perché poi è tutto talmente veloce e alcune cose si appumidi e passano, però quello è stato un momento incredibile, di devastazione delle relazioni internazionali così su piazza non avevo mai visto una cosa del genere. No, io non so voi, però alle volte rimango allibita dalle dichiarazioni di Trump, penso che non sia possibile che un uomo più potente del mondo parli in questo modo. Infatti, a maggior ragione le dichiarazioni del Papa, secondo me per altro americano, sono state forti nel loro arrivo a noi perché ha parlato con una narrativa, una dialettica che ci stiamo un po' disabituando. Sì, infatti. E quindi è stato colpito. Allora, le immagini del litigio tra Zelensky e Trump con Bans, potremmo aggiungerle al Lab, direi. Diciamoli sì. Va bene. Grazie a tutti e buon festival. Grazie. Non c'è la musica ma possiamo cantare.
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