La scommessa asiatica
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La scommessa asiatica
La Asian Development Bank analizza la crescita economica asiatica, la riduzione della povertà e le sfide ambientali e geopolitiche attraverso interventi finanziari e collaborazioni internazionali.
Buon pomeriggio a tutti. Io sono Rita Fatiguso, sono una giornista del Sole 24 Ore che ha vissuto in Asia, in Cina, con la propria famiglia per sei anni. E da allora devo dire che questo continente, quest'area del mondo è diventata il centro dei miei interessi professionali. Vi sarete anche accorti però che recentemente si parla di più dell'ovest e non tanto dell'est. Noi con questo incontro ci vogliamo interrogarci su quali sono invece le prospettive dell'est, del far east e di tutti questi grandi paesi che hanno contribuito in parte, perché sono diventati i protagonisti della globalizzazione. La globalizzazione è qualcosa che voi sapete in questo momento è un po' in crisi. Comunque ci sono problemi da risolvere e anche di questo parleremo con i nostri speaker di altissimo livello. Comincio con Roberta Casali che è vicepresidente della Asian Development Bank, una banca multilaterale di sviluppo, vuol dire che ci sono molti paesi, non solo dell'Asia, che contribuiscono a creare un punto peso a questa banca che ha dei compiti che adesso Roberta ci racconterà. Grazie. Mi sentite però? Sento un po' di ritorno. Allora, buon pomeriggio a tutti. È un grande piacere per me essere qui e ringrazio dell'invito alla provincia autonoma di Trento, il sole 24 ore. Come italiana vicepresidente della banca è veramente bello. Grazie. La banca, come Rita stava dicendo, è una banca multilaterale di sviluppo, è un organismo internazionale che è posseduto dai governi. Fatemi subito dire questa immagine che vedete, il management team della banca che è composto dal presidente giapponese Masato Kanda e da sei vicepresidenti con responsabilità operative, quindi con ruoli esecutivi all'interno della banca. Io supervisiono l'area finanze e rischi, quindi ho sotto la mia responsabilità tre dipartimenti che sono l'amministrazione del controllo, la tesoreria e il risk management. La banca ha recentemente svolto il proprio annual meeting, quindi l'assemblea annuale in cui si approva gli shareholders, gli azionisti approvano il bilancio in Italia. Questo è stato un evento unico per il nostro paese, sicuramente importante per tutta l'Europa perché la banca tutti gli anni ha il proprio annual meeting, tiene il proprio annual meeting in posti diversi, siamo tornati in Europa dopo dieci anni. L'evento è un evento istituzionale, ci partecipano come vedete nella foto grande a destra tutti i rappresentanti dei nostri azionisti, ma ci partecipano anche moltissimi altri stakeholder, quindi provenienti da tutto il mondo imprese che lavorano con la banca piuttosto che consulenti. L'Italia come paese ospitante ha avuto nella cerimonia di apertura la presenza del ministro dell'economia. Chi siamo? Che cosa fa la banca? Quindi questa prima parte della mia presentazione vi dirò cosa fa la banca e poi entreremo più nel dettaglio a capire qual è la situazione economica nella quale la banca opera e quali sono i problemi dell'Asia, quindi chiaramente in tema con le sfide asiatiche. Come vi dicevo è un organismo internazionale regolato da trattati. Italia è il paese fondatore di ADB dal 1966. La banca attualmente ha 69 azionisti di cui 50 governi o paesi dell'area, Asia e Pacifico, sono stati in Italia. La banca ha quindi, essendo posseduta dai governi, una forte capacità finanziaria e merito creditizio molto elevato, il più elevato possibile, è una tripla A sui mercati internazionali. Questo ci consente di recuperare risorse di emerso, di rispettare i risultati di un investimento di un po' di cento e di un po' di cento di euro, e di un po' di cento di euro di mercati internazionali. Questo ci consente di recuperare risorse, di emettere i nostri titoli sui mercati in qualsiasi condizione di mercato. La banca ai paesi in via di sviluppo dell'area offre prodotti finanziari, tutti, dai prestiti ai grants, anche knowledge, quindi offre anche policy advisory, offre technical assistance, con le quali si riescono anche a realizzare importanti riforme, perché sono tutti lavori preparatori che non richiedono molto capitale, molto impiego di capitale rispetto a progetti o programmi di investimento, che però sono utili in vista di ciò che il Paese deve fare. E poi, sin dal mandato originario della banca, che era quello di sradicare la povertà, insieme al mandato originario della banca di sradicare o ridurre fortemente in questo momento ancora la povertà in Asia, abbiamo un obiettivo di favorire la regional cooperation and integration. Abbiamo una fortissima presenza territoriale, questo è importante perché le nostre relazioni sono consolidate da moltissimi anni, da quasi 60 anni, con tutti i governi della regione, e abbiamo quindi 43 uffici operativi nei diversi paesi. Personale oltre i 4000, di cui 1.500 sono persone internazionali. Quella che vedete qui è il disegno, la mappa della nostra presenza territoriale e come vedete ci estendiamo dalla Georgia fino all'ultima isola del Pacifico. L'operatività è un'operatività importante perché noi nell'anno 2024, e vi darò alcuni numeri ma solo quelli tanto per darvi un'idea dell'importanza anche economica del nostro impegno, noi abbiamo impiegato risorse proprie della banca per 24,3 miliardi di dollari nell'anno 2024, a cui abbiamo aggiunto anche 14,9 miliardi di operazioni in cofinanziamento con altre entità che possono essere partner come noi, altre banche multilaterali, agenzie di sviluppo, privati. Se questa era la foto della banca, dov'è che la banca opera e che cosa la developpinesia esprime in questo momento e quali sono i problemi della developpinesia? Cominciamo con una buona notizia. L'economia della developpinesia crescono più di 20 milioni di dollari, quindi l'economia della developpinesia crescono più di tutte le altre economie al mondo. Quindi il nostro ufficio studi con quello che è il nostro flagship report, si chiama Asian Development Outlook, pubblicato a inizio aprile, proprio in coincidenza con l'annuncio dei dazi USA il 2 aprile, stima una crescita del 4,9% nell'anno in corso 2025 e del 4,7% per il 2026. Come vedete dal grafico, le altre aree crescono con livelli di crescita molto diversi e sicuramente più bassi. Cosa è importante, la crescita dipende soprattutto da una robusta domanda interna, da una ancora forte e molto forte esportazione, quindi dalla crescita delle esportazioni che dipendono fortemente dagli electronics e in particolare ai semiconduttori. Ovviamente questa è una snapshot di tutta l'area, non è che non ci siano dei rischi, lo sappiamo bene, soprattutto in questo momento ci sono molte incertezze legate a quella che vedremo dopo la moratoria e dopo le eventuali negoziazioni, che cosa sarà l'area delle tensioni geopolitiche che si troveranno in questo momento. L'area delle tensioni geopolitiche ha sicuramente dei problemi di debito pubblico e la situazione è chiaramente variegata da paese a paese, però l'area è molto resiliente, lo ha dimostrato anche in passato. Un altro fattore estremamente importante che ci aiuta a capire che cosa è successo negli ultimi decenni e in particolare che cosa è successo negli ultimi 35 anni, è calato il tasso di povertà. La linea di povertà, come vedete nel grafico di sinistra, è scesa in maniera drastica per l'Asia, più che non per altre regioni al mondo. La linea di povertà si misura, secondo l'intice internazionale che è derivato dalla Banca Mondiale, che è persone che vivono sotto la soglia di povertà estrema, sono 2,15 dollari al giorno, nemmeno il costo di un giornale. Come vedete chiaramente abbiamo fatto tantissimi progressi negli ultimi 35 anni, non è che la situazione sia completamente risolta perché ancora una volta ci sono differenze. In India il tasso di povertà è ancora al 9%, in Cina, come vedete dal grafico, è sceso praticamente a 0% dal 2015. Parliamo di povertà estrema, come ve l'ho definita. Ma tutto questo non è avvenuto senza costi, perché la regione è cresciuta a forte discapito dell'ambiente. Le emissioni negli stessi anni che vi ho fatto vedere prima, cioè dal 1990 ad oggi, sono triplicate nell'Asia, mentre sono cresciute o moderatamente o sono scese, come nel caso dell'Europa. Se questa è la fotografia del contesto economico molto veloce, e vi invito ad andare a osservare all'interno del sito, trovate materiale ricchissimo per poter analizzare e andare più in profondità, quali sono le sfide che rimangono e che sono ancora molto forti? Sicuramente abbiamo ancora, o più del 50% della popolazione dell'area, sotto malnutrita. Abbiamo un gap infrastrutturale da colmare elevatissimo, la stima è di 1,7 trilioni di dollari, dall'anno da qui al 2030, in infrastrutture. Abbiamo ancora una povertà energetica, 150 milioni di persone non hanno accesso all'elettricità, e 350 milioni di persone hanno un accesso intermittente. Sette su dieci dei paesi più esposti a rischi climatici sono nostri paesi, Developing Member Countries di ADB. Abbiamo una situazione di tensioni geopolitiche, di tensioni di rischio climatico, e abbiamo una situazione di tensioni geopolitiche che derivano, come si è detto, sicuramente dal trade, dalle tariffe, ma anche dalle situazioni intrinseche dei paesi, di alto debito pubblico, di ancora riforme da fare, di policy e di governance all'interno delle stesse strutture, molto forti. Abbiamo la possibile disruption, quindi il disfunzionamento delle catene globali di fornitura. Per tutto questo la banca si continua a focalizzare su quello che è il mandato originario che vi ho detto, con l'obiettivo veramente di aiutare i paesi dell'area a svilupparsi, a fare un progresso, a raggiungere un progresso che sia sostenibile e resiliente. E noi abbiamo individuato quattro aree di intervento. Grazie perché questo quadro a 360 gradi è molto interessante per capire in che contesto noi stiamo focalizzandoci. Darei la parola al professor Wang Yang, vicepresidente della Università delle Scienze e Tecnologie di Hong Kong. Devo dire che è un illustre matematico che conosce molto bene però anche l'animo umano e i talenti, riesce a scoprirli e a valorizzarli e soprattutto ai fini dello sviluppo di quello che mi sembra essere una grande arma. Cioè la popolazione asiatica sicuramente ha una marcia in più per certi versi sull'aspetto che riguarda la ricerca, il sviluppo, sull'innovazione, sulla capacità di svilupparsi anche attraverso le competenze. Prego. Oh, yeah. Thank you. Thank you Rita for the... Grazie. Rita devo parlare in italiano? In italiano? Oh, caspita. Chiarisco, stavano la professora è stata coptata in un altro evento dove avrebbe dovuto parlare in cinese, invece si è messo a parlare in inglese, quindi adesso è una babbele, giustamente non sa in che lingua deve parlare, ha detto parla italiano, bravo. Noi dobbiamo parlare in inglese. Italiano, perfetto. Grazie professore, grazie. No, scusate, io non parlo italiano, non ancora, sì è vero, non ancora. Devo dire che mi sono innamorato dell'Italia da quando sono venuto a Trento l'anno scorso grazie all'invito di Rita e amo tutto quello che riguarda l'Italia, il cibo, i paesaggi, le persone, la sua storia e allora penso che forse la prossima volta sarò capace di parlare un pochino di italiano. Bene, allora grazie, grazie. Sì, come diceva Rita vorrei dunque proporre di parlare un po' dei talenti nell'Asia in via di sviluppo. Penso che il mondo stia cercando delle alternative agli Stati Uniti d'America, perché gli Stati Uniti d'America ha dunque esercitato in modo indiscriminato la sua hegemonia, dunque ha trasformato il dollaro in un'arma e ora che entriamo nel mondo dell'intelligenza artificiale parlando dunque dell'innovazione, penso che nel prossimo futuro noi veramente stiamo entrando nell'era dell'intelligenza artificiale, che vi piace oppure no. Allora noi non abbiamo ancora ben pensato alle conseguenze dell'intelligenza artificiale, ma il mondo sta spostandosi in questa direzione. Il treno è già uscito dalla stazione, abbiamo tutti i modelli LLM, abbiamo l'intelligenza artificiale. Allora come si inserisce tutto questo nel futuro del mondo? Ebbene, ho pensato per esempio quando è arrivato internet per la prima volta che cosa è successo al mondo? Il mondo è diventato molto più polarizzato da quando è arrivata l'era dell'internet, specialmente in termini di ricchezza, è tutto polarizzato, è assolutamente dominato il mondo da poche oligarchie, da alcune società gigantesche. Pensiamo al mondo della Microsoft, Google, Facebook e in Cina abbiamo anche Alibaba e Tenzen. E purtroppo voi in Europa invece non ci siete, siete stati messi in disparte. Quando è apparsa per la prima volta nel 2022, Open Eye ha lanciato C-A-G-B-T, è arrivato l'intelligenza artificiale per la prima volta, ebbene c'è stata una grande concentrazione di ricchezza e ci sarà anche adesso perché lo sviluppo dell'intelligenza artificiale porterà il controllo nelle mani di pochissime persone, pochissime società come Open Eye, Microsoft, Google, Facebook. Ebbene, perché questo succede? Semplicemente perché è spaventosamente costoso, non solo dal punto di vista delle tecnologie, le tecnologie che si autosviluppano, che sono estremamente costose, ma anche i requisiti per l'infrastruttura, ebbene l'elettricità, i suoi costi, anche solo questo in Europa, i costi dell'elettricità in media sono probabilmente sei volti più alti rispetto agli Stati Uniti, il che rende estremamente difficile o diciamo costoso, permette all'Europa di sviluppare la propria intelligenza artificiale. Dunque l'Europa si incamminava dunque verso questi monopoli ancora più grandi di ora, una maggior polarizzazione, e poi è successo qualcosa. All'inizio di quest'anno, tutt'addi un tratto, una società cinese ha lanciato qualcosa che si chiama Deep Seek, penso che probabilmente tutti la conoscete. Ebbene per me questo è stato un momento veramente che ha cambiato il mondo per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, uno sparti acqua, perché ha aperto la porta dunque per la democratizzazione dell'intelligenza artificiale. La tecnologia è diventata molto meno costosa e c'è un nuovo quadro di sviluppo che è molto più aperto, molto più facile per chiunque non abbia abbastanza poteri di computazione rispetto all'era precedente. E' aperto anche la porta alle persone che potessero dunque utilizzare il tutto liberamente, perché è assolutamente open source. E ora moltissime società possono semplicemente adottare una piattaforma gratuita che è il rivale delle piattaforme a pagamento come OpenAI per sviluppare le proprie piattaforme, i cosiddetti agenti dell'intelligenza artificiale. Questo sarà il primo anno, vedrete lo sviluppo veloce di questi agenti AI, il che democratizzerà completamente l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Questo offre opportunità dunque anche per il resto del mondo. E per darvi anche un'idea di qual è lo scenario, stiamo parlando dello sviluppo dell'Asia. Ebbene, e in particolare la Cina e fino a un certo punto anche l'India, la Corea e il Giappone. Allora, i dati recenti elaborati dall'Istituto Marco Polo negli Stati Uniti dimostrano che, ebbene non è molto chiaro come si fa definire, ma tra i talenti di intelligenza artificiale migliori, ebbene il 48% vengono dalla Cina. Sono stati, si sono laureati in Cina, sono o in Cina o negli Stati Uniti, altri sono in altre parti del mondo come in Europa. Ma la Cina rappresenta il 48% dei talenti nell'intelligenza artificiale. Se aggiungiamo l'India, la Corea e il Giappone siamo ben sopra il 50%, anzi forse sopra il 60%. D'altro canto invece gli Stati Uniti rappresentano solo il 18% dei talenti. E allora potete vedere che quando noi entriamo in questa era spinta dalla tecnologia, il potere cambierà. Continueremo ad avere una concentrazione principalmente negli Stati Uniti, però vedremo l'ascesa dell'Asia. E in particolare a mio parere la Cina, la Corea e più tardi, non ora, ma forse tra 5 o 6 anni, l'India. E questo cambierà completamente dunque il quadro geopolitico del mondo. Certamente sarà tutto molto diverso rispetto a quello che conosciamo oggi. E dal mio punto di vista l'Europa è un po' indietro. Sono certo che molto presto vedremo la crescita dell'Europa, che comunque è una cosa positiva per tutto il mondo, perché non vogliamo che ci sia la predominanza di un unico Paese su tutto il mondo, perché chiaramente poi potrebbe essere prepotente. Credo che tutti siano a favore di un mondo multilaterale dove le persone possono prendere decisioni diverse e svilupparsi in base ai propri piani. Quindi per quanto riguarda la Cina, la crescita dell'Europa in questo campo è assolutamente benvenuta. Quindi l'Asia in generale e la Cina sono a favore di questa cosa. Essenzialmente lo sviluppo tecnologico che conosciamo oggi è tale per cui sono indotto a pensare che l'Asia e soprattutto la Cina, so che ci sono delle tensioni geopolitiche, ma presto, cioè nel giro di circa 5 anni, al massimo 10 anni, le persone riacquisiranno il buon senso e capiranno che è molto meglio avere un mondo multilaterale all'interno del quale le persone possono collaborare a vantaggio delle proprie aziende, dei propri paesi. Vivremo quindi, io credo, in un mondo molto più pacifico e con maggior prosperità per tutti. Mi fermo qui, grazie. Ragazzi, avete sentito l'invito del professore. Come europei cerchiamo di non stare indietro e di darci da fare perché è un mondo che ha bisogno anche di noi. Mi ricordo un amico di famiglia, un funzionario cinese, che eravamo appunto un buon rapporto, diceva che 10 anni fa la Cina, perché è cinese, è il paese più grande al mondo in via di sviluppo. 10 anni fa. Sappiamo, e Roberta ci lo potrà confermare, che 2 anni fa è uscito ufficialmente dalle classifiche dei paesi in via di sviluppo la Cina. Quindi si può fare. La profezia del professor Wang Yang tra 10 anni ci risentiamo. Adesso passiamo a una cosa molto più spiccante. E' uno dei più anziani, esperto, di Asia dal punto di vista finanziario perché, diciamo prima, Federico Bazzoni non si è persa una banca di quelle che avevano a che fare con l'Asia, in grado di un colosso cinese, quello che decide quanti bond devono essere emessi e tutto il resto. Quindi proprio veramente un'esperienza tutto tondo, targata Asia. Ecco, io volevo chiederti, in questo momento con tutto il marasma creato anche da Trump, quindi mercati finanziari, flesi enormi, tu pensi che l'Asia possa essere ancora, in che termini, un posto in cui i capitali possono circolare in e out e con quali modalità? Grazie Rita. Premetto che mi occupo di capital markets, mi occupo di finanza da 30 anni e passa soprattutto sui mercati asiati. Sono basato a Hong Kong da 15 anni, lavoro per una banca d'affari fino a due anni fa a City. Ora sono CEO di una banca d'affari basata a Hong Kong e con un ufficio in giro per il mondo. La domanda di Rita è abbastanza precisa ma interessante. Cosa pensiamo dell'Asia e cosa sarà l'Asia nei prossimi mesi? Non perché vivo in Asia ma devo dire per esperienza, soprattutto per osservazione dei mercati. Siamo in una fase molto interessante, odio sui mercati asiatici. Abbiamo avuto una crisi pesante durante il Covid, come ben sapete, l'Asia è stata molto danneggiata. Hong Kong e Cina sono rimaste chiuse per molto tempo, quindi i danni sono stati enormi. Siamo usciti un po' dalla crisi l'anno scorso, poi è arrivata l'amministrazione Trump e siamo ritornati ancora a una fase di stallo. I mercati invece sono molto liquidi e molto interessanti. Abbiamo avuto tre fattori importanti che hanno anche cambiato il tono del capital flow verso l'Asia. Uno recentissimo ieri è stata quotata a Hong Kong una società che si chiama CATL, una società che produce batterie prevalentemente, o quelle che vengono chiamate battery storage, controlla il 65% del mercato globale di batterie. I battery storage, come ben sapete, sono le batterie che accumulano energia prodotta dal solare e prodotta dall'eolico e con la volatilità di questa efficienza energetica. Quindi non più l'America, non più gli Stati Uniti, ma è la Cina che oggi guida un mercato importante come quello dell'energia e dell'accumulo di energia. CETL ha debuttato ieri, ha quotato 4,6 billion dollars di capitale, per cui eravamo qui voi, e in debutto è salita del 16%. Ha raccolto capitali da tutto il mondo, Kuwait, Asia, Middle East, Europa. Questo ha segnato i mercati in maniera molto importante. C'è un ritorno di interesse forte proprio su mercati come quello di Hong Kong, che rappresentano chiaramente la Cina dal punto di vista dei capital markets, e l'attenzione soprattutto dei gestori mondiali è cambiata. Ci sono diversi articoli usciti negli ultimi giorni in cui si parla di un ripeso, un reweight dei portafogli mondiali a favore dell'Asia e della Cina. Sei mesi fa, se ricordate, la Cina era abbastanza denigrata come mercato di capitali, non si investiva in Cina. L'ho subito in prima persona, non si poteva parlare di Cina perché era definita non investibile. Oggi c'è un ritorno invece accelerato, i pesi stanno cambiando, dagli Stati Uniti si sta passando verso l'Asia e verso la Cina, prevalentemente. Gli altri due fattori importanti che hanno segnato i mercati nelle ultime settimane sono quello che diceva il professore. Assolutamente lo shock tecnologico che la Cina ha dato con DeepSeek è fenomenale. Nessuno conosceva DeepSeek, noi l'avamo vista un po' di mesi fa, parlo ancora del 2024, ma era ancora abbastanza embrionale. L'annuncio e l'uscita poi fatta sui mercati di DeepSeek ha sconvolto, credo, molti degli operatori. Uno perché costa poco, come abbiamo saputo, un'architettura aperta di AI, costa un decimo rispetto ad altri modelli, e secondo perché è un mercato super aperto. AI sarà sicuramente guidata dalla Cina. Eravamo qui l'anno scorso Rita, invitata da te, e parlavamo di AI con alcuni operatori italiani e non italiani, e si parlava nel 2024 di l'America avanti anni luce rispetto alla Cina. La sorpresa è stata veramente lo shock, è stato forte. Quindi AI oggi sicuramente cinese e compete con il mondo. Secondo fattore importante, sempre parliamo di Cina-Asia, la tecnologia di per sé sta facendo passi da gigante, sia a livello di manifattura che a livello di ricerca. Non voglio fare riferimenti militari, ma la novità delle settimane scorse, se avete seguito la guerra India-Pakistan, gli aerei che hanno abbattuto i Raffael francesi sono cinesi. Sono per la prima volta usati all'esterno dalla Cina, sono i J-10C, e questo è stato un altro shock importante per i mercati, cioè i cinesi da combattimento che sono riusciti ad essere usati in territorio esterno e con grande successo. E qui si aggancia poi la ricerca spaziale, la Cina anche qui è molto avanti, quindi c'è un avanzamento tecnologico fenomenale. Sono personalmente estremamente positivo sull'area. La Cina guiderà sicuramente tutto lo sviluppo asiatico, però non è solo la Cina. Quindi parlavamo prima con Roberta Velocementa, Roberta basata a Manila, noi stiamo facendo diverse operazioni proprio nelle Filippine. Stiamo osservando oggi un interesse aumentato di M&A, quindi di acquisizioni interasia. Ci sono aziende oggi tailandesi che stanno comprando nelle Filippine, ci sono aziende giapponesi che stanno investendo in Indonesia. Trend che non vedevamo due anni fa, quindi c'è una internazionalezione molto forte dell'Asia. E' un'opportunità gigantesca anche per noi europei, perché in questo momento mentre si vedeva prima l'Asia solamente come mercato di consumo, e la Cina prevalentemente era un mercato dove andavano i luxury items, soprattutto la parte di consumo più elevata. Oggi invece l'Asia sta diventando un territorio di opportunità per tecnologia, per energia e soprattutto per tessuto che sta crescendo, tessuto anche culturale. Abbiamo un'università molto importante non solo in Cina ma anche in Indonesia, nelle Filippine sta salendo il livello culturale. Mi è piaciuto Roberto quello che dicevi sul calo del tasso di povertà, che chiaramente è sintomatico di come le economie stanno crescendo. Rita, torno a quello che dicevi prima però, cosa vediamo sui capitali, cosa pensiamo? Posso chiederti se i mercati hanno assorbito, digerito lo scoppio della bolla immobiliare cinese? Questo lo vorremmo sapere un po' tutti. Sicuramente no, c'è uno strascico ancora abbastanza importante, le banche cinesi hanno ancora debito da pulire, non esiste l'NPL come sapete in Cina come concetto, quindi non performing loans non vengono ancora riportati fuori dai bilanci delle banche, ma anche perché questo potrebbe essere ancora un problema, breve, c'è qualche meccanismo che sta per essere messo in piedi in Cina comunque per ripulire il mercato immobiliare che fosse uno dei grossi drag del mercato. Forse erano degli elementi che aveva gettato un filo di inaffidabilità o comunque una luce positiva sui mercati. Assolutamente. Quello che dicevo prima, mi riaggancio un po' alla domanda tua, come si stanno muovendo i capitali? I capitali stanno tornando in Asia in maniera molto pesante, avremo una reallocation molto forte su Hong Kong-Cina sicuramente, la vedremo anche sui mercati laterali come probabilmente Indonesia e Filippine, meno liquidi, parlo sempre come capital market, quindi come liquidità di mercati. Il mercato principale oggi, il mercato guida in Asia è sicuramente Hong Kong. La domanda che viene posta continuamente sia da operator del settore che anche da giornalisti è se Hong Kong tornerà il mercato di 10 anni fa. Secondo me sì, sta già tornando, c'è un grosso influsso di liquidità dalla Cina verso Hong Kong, si sono accorciati gli spread tra quelle che sono le H shares e le A shares quotate per cui c'è molta più liquidità che sta arrivando sul mercato, le IPO stanno salendo, si etiè il punto di vista, ieri come vi dicevo ha avuto un debutto fenomenale ed è una dimensione importante, è oggi la prima IPO al mondo che ha superato i 4 billion dollars ed è stata fatta a Hong Kong, per cui ci sarà sicuramente un riposizionamento dei portafogli. Questo è un elemento che mi mancava, non ho mai chiesto del dollar ma comunque non. No, il dollar basta, stamattina mi lo avevo già dato, il dollar o yuan non volevo più sentirne parlare, basta. Abbiamo però 20, diviso 3, la matematica mi dice che 7 a testa, non di più, gli obiettivi di ADB dove c'erano fermati. Volevo solo aggiungere magari, completare qualcosa, la velocità e la scala che si vede quando si va in Cina è sorprendente. La capacità di realizzare, se andate lì 3 anni fa è cambiato il mondo, hanno costruito il nuovo porto completamente robotizzato, hanno costruito una nuova economic area che ho avuto la fortuna di vedere dove in realtà come Deep Sick hanno potuto e possono competere con gli americani nell'intelligenza artificiale. Il mondo cambia mentre lo guardiamo, è una sensazione incredibile che è difficile anche da raccontare ma che si vede quando si ha anche la fortuna di vedere il futuro, il cambiamento che cammina velocemente davanti ai nostri occhi. Tornando invece alla mia presentazione, ma sarà rapidissima, avevo lasciato sulle 4 aree di intervento che sono sicuramente in Asia, nella Deep Allopinasia, noi dobbiamo andare a sviluppare ancora tutto il food. La trasformazione del food system è estremamente importante, impiega il 40% ancora della forza lavoro dell'area e il secondo aspetto che vedete già, la digitalizzazione che può fare bene in tantissimi settori, può andare anche a far bene combinata al settore agricolo. La digitalizzazione però è importante anche per tutti quegli aspetti di infrastrutture sociali, l'education, sicuramente la salute, per la finanza, per consentire anche agli agricoltori di avere per esempio piattaforme in comune di commercio elettronico che gli consentono, nella sperduta Cina, di poter commerciare i loro pomelo, un frutto che coltivano lì e che ho avuto anche questa fortuna di vedere, mandandolo, esportandolo in mercati ricchi a Hong Kong o a Singapure. C'è bisogno di modernizzare sicuramente tutta la connettività energetica, quindi di lavorare per le reti energetiche e c'è continuo bisogno di rendere tutte le infrastrutture sempre più resilienti. Le infrastrutture fisiche per cercare chiaramente di contrastare quelli che sono i cambiamenti climatici e quanto l'impatto catastrofico dei cambiamenti climatici può comportare. E su tutti questi quattro filoni di intervento noi crediamo necessario avere più coinvolgimento dal settore privato, perché da soli i governi, da sole le banche multilaterali, banche multilaterali a tutte le agenzie pubbliche che vogliamo non ce la fanno. Quindi servono i capitali privati e serve anche sicuramente più cooperazione, cooperazione tra tutti gli attori in gioco che credono nello sviluppo. I leader del G20 hanno chiesto più cooperazione anche alle banche multilaterali. Noi da sempre dialogavamo, ma oggi, ed è un'agenda estremamente importante, tra l'altro lanciata, e ci tengo a dirlo in questa sede, dal G20 a Presidenza Italiana nel 2021, è stato lanciato un grande lavoro di ottimizzazione del capitale, delle banche multilaterali, quindi lavorate di più, c'è stato detto, per migliorare e ottimizzare le vostre strutture di bilancio, e anche lavorate di più per rendere più efficienti, più coordinate, migliore la vostra integrazione. Quello che abbiamo fatto con le riforme, qui vi ho citato solo due lavori importanti che hanno portato a un'ottimizzazione di capitale nei prossimi 10 anni di 400 miliardi di dollari, solo ADB di questi 400 ne ha fatti il 25%, e di questo siamo particolarmente fieri. E poi l'armonizzazione anche di tutte quelle che sono le procedure che aiutano i nostri clienti. Chiudo pienamente in linea con i miei colleghi panelist che il multilateralismo qui non è solo importante, è assolutamente da preservare, è il multilateralismo che ci consentirà di continuare a progredire e quindi a realizzare per tutto il globo, non solo per una parte del mondo, come certamente diceva il professore nel suo messaggio, un progresso, una prosperità condivisa, e in questo le banche multilaterali fanno la loro parte con l'adattamento delle loro strategie, con l'adattamento costante dei loro modelli. Fatemi dire, qui serve qualcosa di più, e la Cina ce lo racconta, dell'andare solo a efficientare ciò che facciamo, ciò che sappiamo fare. Qui serve essere anche estremamente agili, estremamente veloci per adattarci a un mondo che sta cambiando molto velocemente. Molto rimane da fare nell'area, investimenti, riforme di policy, sicuramente integrarci di più e collaborare tra tutti, fare un migliore scambio di conoscenza a tutti i livelli, e per questo certamente una banca come ADB c'è, è un attore importante, è un attore ancora giovane anche se abbiamo quasi 60 anni. L'azione collettiva è quello che è il nostro più forte strumento, insieme solo si vince. Bravo. Professor Wang è tecnicamente considerato un talento di ritorno a casa sua, perché è nato in Cina, in una provincia abbastanza povera, Han Kuei, e ha studiato Pechino, poi è andato negli Stati Uniti e è diventato professore di matematica a Harvard. Una decina di anni fa ha deciso di tornare, come le tartarughe che tornano sulla spiaggia dove erano deposto le uova, Han Kuei, e è tornato a casa, non proprio in Melanchina ma a Hong Kong, per mettere in comune il suo quanto aveva. In questi giorni si sta leggendo molto di ragazzi cinesi o studiosi cinesi che tornano a casa. Il fenomeno sembra, anche sulla scorda di quello che lei aveva raccontato prima, intensificarsi. I cinesi perché devono stare ancora negli Stati Uniti o in altri posti, se a casa loro possono stare e fare delle altre cose? Ce lo conferma questo, e lei che ne pensa di questi nuovi che ritornano a casa? Diversi da lei che ha fatto la scelta dieci anni fa o no? Grazie, è un'eccellente domanda. A dir la verità, quando la situazione è un po' cambiata negli Stati Uniti nei confronti della Cina, molti imprenditori e studiosi cinesi non si sentono più tanto a loro agio. Se uno lavora in una società come Google e Microsoft, forse non lo sente tanto quanto invece i professori universitari o gli accademici. Perché, per esempio, ci sono delle restrizioni dei controlli in Texas, se uno è un professore non è importante se uno è cinese o non cinese. Ma se il finanziamento viene dallo Stato del Texas, non si può utilizzare dunque per assumere studenti o ricercatori cinesi. Allora, molti professori, che si tratti di professori americani o cinesi, probabilmente hanno almeno un terzo dei loro studenti PhD che vengono dalla Cina. E per molti professori cinesi, ebbene, ricrutano quasi esclusivamente dalla Cina. Dunque, questa è stata un'enorme restrizione per loro, il che ha veramente messo sotto sopra il loro lavoro di ricerca. Allora, per esempio, anche nella mia università è successo e continuiamo a ricevere dunque molti professori cinesi che vengono dall'estero verso gli Stati Uniti. Ma penso che si tratti molto di più di questo, perché con lo sviluppo, specialmente ora nell'era dell'intelligenza artificiale con le nuove tecnologie, la Cina, senz'altro, è uno dei paesi che cresce più velocemente al mondo. E dunque ha attirato moltissimi talenti che tornano in Cina nell'area degli semiconduttori, per esempio. Questo settore viene dominato quasi completamente da persone che sono tornate dall'estero per tornare in Cina. E allora, quando ci sono tutte queste restrizioni negli Stati Uniti, per esempio, non si possono, per esempio, esportare le macchine UV più recenti verso la Cina. Ci sono moltissime restrizioni, anche gli ingegneri, gli esperti di tecnologia negli Stati Uniti tornano verso la Cina. Questi sono ingegneri che lavorano per società come Intel, Nvidia, Nvidia e Macron. Sono tutte persone che sono ora tornate in Cina, perché le opportunità nel campo dei semiconduttori sono veramente attraenti. E il governo ha chiaramente investito molto in questa area, ha dato molto importanza a questo settore. Ma i semiconduttori sono solo uno dei settori, perché ci sono anche altre cifre. Per esempio, nel 2024 il numero di persone, gli stranieri che sono venuti a lavorare in Cina, stiamo parlando di ingegneri di alto livello, non di ingegneri di livello più basso, ebbene tra questi ingegneri di alto livello c'erano circa 8000 giapponesi, perché la Cina si sta sviluppando più velocemente, mentre invece il Giappone è un pochino indietro. Ho parlato con dei giapponesi. La tecnologia dell'intelligenza artificiale risale almeno, diciamo, indietro di un anno rispetto alla Cina. Allora molti ingegneri e scienziati vengono attirati a tornare in Cina. E noi sappiamo che tutti veramente sostengono questi professori. Ci sono anche molti angel funds che aiutano gli imprenditori dunque a finanziare i loro progetti in Cina. Bene, grazie. Grazie mille per i suoi suggerimenti. Grazie per questo apporto. Vi ricordo che la Cina aveva questo programma, non so se ce l'abbia ancora, ma l'ha avuta per tanto tempo dei mille talenti. Questi mille talenti era una formula per andare a beccare e scovare i cinesi che erano all'estero, convincendoli in tutti i modi di tornare a casa e non ci riuscivano. Era veramente un problema perché chi voleva andare a vivere in una città cinese, quando invece altrove stava molto meglio anche il salario. Adesso la situazione si sta completamente ribaltando, come ci ha spiegato anche il professor Wang. Grazie. Last but not least, il nostro amico che sa tutto della finanza. In un portafoglio, quanto bisogna mettere di Asia? Più che di Asia, che settori mettere di Asia? Io direi oggi, settori dove assolutamente l'Asia sarà dominante e importante. Green technology, o quello che potremmo dire sustainability, c'è una spread in tutte le regioni asiatiche per accelerare sulla... Un momento, ma stiamo togliendo la sostenibilità. La Cina sta facendo passi da gigante, Indonesia, Thailand, a Filippina e pure, quindi ci sarà una grossa spinta sulla ricerca, una grossa spinta sugli investimenti solare, olico e tecnologia legata. Secondo settore importantissimo secondo me, appunto, è tecnologia. Tecnologia ampia, quindi manifattura, includendo anche AI e soprattutto includendo quello che è fintech, la parte più evoluta della tecnologia. Oggi i paesi, ripeto, cito le Filippine, che è uno dei paesi apparentemente più indietro sull'economia, sul sviluppo economico rispetto al sud-est asiatico, ma che sta facendo passi da gigante sul fintech. Idem per l'Indonesia, non parliamo della Cina. Oggi i pagamenti in Cina sono tutti, come sai benissimo, orita automatizzati, non circola più contanti in Cina da ormai due anni. E' della mecca, vogliamo dire. Poi non ci vorrà nemmeno il collegamento internet, no, come abbiamo scoperto stamattina. Quindi, tecnologia fintech. E direi, come terzo settore, io definirei lifestyle. Lifestyle include anche qui tanta cosa, consumer, health care e ricerca, se vogliamo, sulla parte più interessante della vita quotidiana. Però è un'evoluzione fenomenale che oggi vedremo, che stiamo vedendo in Asia, non solo in Cina o su Hong Kong, che sono mercati già abbastanza avanzati. Un suggerimento agli imprenditori europei, italiani, soprattutto, che siamo in una sede nostra. Andate in Asia ragazzi, lo spavento che molti imprenditori hanno avuto negli anni scorti, negli ultimi mesi, scappando dall'Asia. Non faccio i nomi, ma li conoscete anche voi, molte aziende hanno addirittura chiuso l'operatività in Asia nel 2024. Sono scappati dall'Asia, chiusendo punti vendita, chiusendo produzione. Molto difficile ritornare. La Cina soprattutto è molto attenta a queste entrate e uscite. Quindi abbandonare un mercato come quello cinese penso che sia un suicidio. Abbandonare mercati importanti come il sud-est asiatico, di nuovo penso che sia un errore. Quindi imprenditori italiani tornate in Asia, posizionatevi, trovate dei partners. Un fenomeno che abbiamo visto Rita, che tu conosci visto che eri in Cina ai miei tempi quando eravamo insieme a Pechino e Shanghai. Fino a tre anni fa, probabilmente anche post-COVID, la Cina non voleva più capitali stranieri, non voleva aprire opportunità a capitali stranieri. Oggi, per necessità, quindi ne dico necessità a virtù, la Cina dice, parliamone, avete una tecnologia interessante, parliamone. L'Asia allo stesso tempo sta aprendo in maniera molto veloce, quindi opportunità che si stanno creando su partnership che non c'erano due anni fa, non c'erano dodici mesi fa. Per cui per gli imprenditori credo che sia non una mecca ma sicuramente una opportunità molto importante. L'altra cosa che volevo dire Rita che è interessante. Posso aggiungere solo una roba prima che tu... la Cina è stata abbastanza masochista anche con le sue aziende di un certo tipo. Cioè con tutta una serie di regole, ricordiamo, anche i big del tech che sono stati letteralmente vessati a un certo punto. E abbiamo visto anche recentemente lo stesso Xi Jinping che ha ricevuto nuovamente i campioni dell'imprenditoria privata e soprattutto questi che hanno a maggior valore aggiunto. Ecco, la necessità di tenere sotto controllo dal punto di vista normativo, giuridico, le realtà più tumultuose, più vivaci, insomma è qualcosa che ha penalizzato la Cina. Quindi non solo le imprese straniere, con tutta una serie di regole. È chiaro che però, un calmerante su quello che abbiamo detto, siamo tutti positivi in questo panel. Devo dire che... Pernino troppo forse dal punto di vista della geopolitica. È chiaro che la guerra d'azzi è ancora pesante e ci sono ancora delle conseguenze molto importanti. Non c'è visibilità, quindi se tu mi chiedi Rita, oggi i capitali stanno tornando già in Asia. Io dicevo prima stanno pensando di tornare in Asia, hanno cominciato a fare un po' di ripeso, però tutti stanno attendendo ancora come uscirà la formalizzazione dei dalsi, appunto della battaglia sui dalsi. Aspettiamo un po', vediamo cosa succede, però sicuramente il peso va aumentato. I settori, come vi dicevo, sono quelli più oggi interessanti. L'ultima cosa voglio dire, come commento sempre in geopolitica, Trump è andato, come ben sapete, in Medio Oriente in questi ultimi giorni. E ha fatto una missione di successo in Saudi Arabia. È stato in ritardo rispetto alla Cina, la Cina ha già fatto questo passaggio due anni fa. Io sono parte di questo comitato Stock Exchange, Hong Kong Stock Exchange e Riyadh Stock Exchange. Oggi una città di Riyadh, Saudita, può quotarsi a Hong Kong con un processo accelerato, quindi circa due mesi e mezzo si quota a Hong Kong. Basta sia quotata già in Saudi. E c'è un flusso di capitali molto importante che sono già andati da Saudi Arabia verso Cina, è contrario. I Sauditi hanno cambiato anche l'atteggiamento, stanno attirando capitali, tecnologia, energia e settori legati a Fintech per poter poi fare una cooperazione anche per i paesi asiatici. Trump ha cercato di mettere una pezza, ce l'ha messa chiaramente perché sono molto forti come dimensioni, ma direi che il channel Middle East-Asia è abbastanza importante. Le due aree più grosse di crescita mondiali sono appunto Medio Oriente e Asia. E penso che Roberta sia d'accordo su questo. Sembraremmo abbastanza allineati perché in qualche modo ognuno per la sua voce, voi soprattutto, io devo solo moderare, avete evidenziato degli aspetti. L'Asia non è che si sappia molto. La concentrazione nostra è l'attenzione tutta su l'ovest, su quello che succede in America, anche l'Europa e così via. L'Asia è indistinto e quindi avere la possibilità di poter mettere insieme voci in settori completamente diversi, ma che dicano cosa sta succedendo adesso e cosa si vuol fare. Dove andrà questa area del mondo che è assolutamente, come avete spiegato anche voi nelle varie cose, determinante per il futuro del pianeta. Io direi anche ai giovani presenti in sala. Cercatevi partnership, cercatevi internship in Asia, perché ci sono mercati che vi faranno veramente attuizzare. Guardate il cinese, non solo il cinese. Bene, grazie, grazie a tutti. Se c'è qualcuno che vuole fare una domanda, anche più di una, noi siamo a disposizione. C'è qualcuno che vuole chiedere qualcosa ai nostri speaker? Perfetto. Si chiama? La domanda è il rischio politico di investire in Cina. Chi vuole rispondere di voi? Chi vuole rispondere? Ho posto rispondere da un punto di vista finanziario, neutro. Il rischio politico in Cina non c'è, c'è dal punto di vista della normativa e dei regolamenti che sono presenti. Non è cambiato rischio politico rispetto a cento anni fa, non è cambiato nulla. Abbiamo un uomo forte che, chiaramente, c'è in controlla lo sviluppo economico del paese. Non vedo un rischio politico di per sé. Poi non voglio entrare su argomenti taiwan, eccetera, perché sono ancora molto dedicati, ma direi rischio politico, al mio avviso, è minimo oggi per l'investitore. Chi altro? Ragazzo? Stefano. Pietro. Io volevo chiedere se siete in parte preoccupati dai problemi sociali e demografici della Cina, per quanto riguarda la crescita cinese in generale dell'Asia, visto il forte invecchiamento della Cina che andrà ad affrontare gli stessi problemi, ad esempio in tema di pensioni che stiamo affrontando in occidente. E anche il problema della disoccupazione, soprattutto quella giovanele che ha portato il governo cinese a, almeno in parte, stoppare la pubblicazione dei dati. Grazie. Stefano. Stefano. Sì, mi piace poter rispondere a questa domanda. Penso che la Cina si stia incaminando verso una società che invecchia, questo è sicuro, però non succederà, non succederà per un bel po' di tempo. Sì, dovrà passare ancora un bel po' di tempo. Questo chiaramente è una manifestazione dello sviluppo economico della Cina. Ora l'aspettativa media della vita in Cina è superiore a quella degli Stati Uniti, attorno a 78 anni, il che è abbastanza rimarchevole, dato che quando la Cina, la Repubblica Popolare Cinesa ha calcolato per la prima volta e anche tre o quattro anni dopo, era sotto i quarant'anni la situazione. L'aspettativa media della vita era a 36 anni. Il numero di laureati in Cina, ecco perché io vi sto dicendo che il problema sarà molto più in là, dunque il numero di laureati raggiungerà un picco tra quattro o cinque anni. Ma lei ha sollevato una domanda molto importante, della quale stanno parlando tutti. Che cosa è successo dunque ai tassi per i giovani? Ebbene i laureati ci danno un numero informale. Francamente noi non abbiamo dei dati ufficiali e lei ha detto che il numero non è stato pubblicato. Sì, la cifra che la maggior parte della gente utilizza è del 20 al 30% dei laureati universitari sono riusciti a trovare un posto di lavoro, mentre invece gli altri non riescono a trovare un posto di lavoro. Questo è stato un problema sociale enorme. D'altro canto non è che non ci siano posti di lavoro disponibili. Spesso è perché i laureati quando uno finisce la scuola, c'è l'esame d'ammissione, uno deve studiare tantissimo, uno deve sacrificare molto del proprio tempo. Ci sono grandi aspettative su che tipo di opportunità uno avrà dopo questi studi. Molti di questi lavori nel campo manifatturiero non sono più di interesse ai laureati. E allora non c'è più interesse neanche da ambide le parti. Almeno il mio punto di vista pesimista è che con la grande integrazione dell'intelligenza artificiale nella nostra vita giornaliera, Roberta tu hai detto che noi abbiamo un porto assolutamente automatizzato, 300 persone che lavorano. Io ho visto molti di questi. Ebbene al livello di automazione manifatturiera, la Cina è molto più avanti rispetto a qualsiasi altro paese. Ebbene poi vedremo questo problema che peggiorerà sempre di più. E forse vedremo uno spostamento nei prossimi anni. Per esempio forse verrà distribuito un reddito di base a tutti. E ci saranno invece più opportunità di crescita economica in altre aree. Ma attualmente, se chiedete a me, almeno questo è il mio punto di vista personale, io personalmente non so che cosa sarà il futuro, non solo per la Cina, ma anche per il resto del mondo. Bene, grazie. Un'ultima domanda, c'è qualcuno a te? No? Passa? No, vi salutiamo. Va bene. Ciao. Grazie.
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