La lezione è finita. Come intelligenza artificiale, social media e realtà virtuale stanno cambiando il nostro modo di apprendere
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La lezione è finita. Come intelligenza artificiale, social media e realtà virtuale stanno cambiando il nostro modo di apprendere
Un libro che esplora come tecnologie come AI e VR stanno trasformando l'apprendimento, mettendo in discussione l'approccio tradizionale.
Allora, buongiorno, benvenuti, mi chiamo Luca Tremolada, grazie di essere qui. Sono un giornalista del Sole 24 ore, mi occupo di scienze di tecnologia, la mia seconda vita sono i dati, io sono un data journalist, che è una parola un po' ricercata per dire che so usare Excel e un po' di statistica, però il motivo per cui insomma vi riunisco qui, siete qui, è perché ho deciso di cominciare a scrivere libri, questo è il mio primo libro per il Sole 24 ore, per 24 ore libri, si chiama La lezione finita come l'intelligenza tradizionale, social media, realtà virtuale stanno cambiando il nostro modo di apprendere. Allora, perché una persona che sostanzialmente io ho 50 anni, 55, diamo un po' delle indicazioni per capire chi siamo e dove andiamo, perché mi sono messo a scrivere un libro? Mi sono messo a scrivere un libro che è una cosa che nella mia l'olio, nella mia testa era piuttosto lontana, perché dovete sapere che chi fa il mio lavoro ragiona così, no? Tutti i giorni scrivi qualcosa, io in particolare sono molto digitale, per cui ho il blog, ho questo e quest'altro, per cui devo essere molto presente, è un problema anche psicologico il mio, devo dire delle cose tutti i giorni. E quindi il libro lo fai a fina carriera, cioè il libro è quella roba che fai quando vai in pensione. Di fatto ho deciso di scrivere un libro perché insomma dal 2022 quando è arrivato il GPT, no? Novembre del 2022 mi sono accorto per la prima volta che eravamo di fronte a qualcosa di completamente diverso e lo penso ancora, talmente diverso che va spiegato, va usato e soprattutto dobbiamo parlarne come società, cioè deve diventare molto velocemente un argomento un oggetto di dibattito pubblico. Da qui l'idea del libro che parte invece da un fatto personale. Ecco mi raccomando, io vi sequestro per una quarantina di minuti, però il patto è chiacchieriamo, per cui l'obiettivo mio è proprio quello di non fare la classica presentazione, adesso vi racconto le prime 100 pagine del libro ma ragioniamo insieme su che cosa sta succedendo, se siete d'accordo. Allora innanzitutto volevo capire quanti insegnanti ci sono tra di voi. Ok, allora il libro è dedicato a voi e questo è il punto di inizio e non è dedicato a voi perché di solito si dice è dedicato a voi perché la mia mamma era insegnante o perché no, no non c'entra niente, è dedicato a voi perché ho un figlio piccolo di 10 anni, generazione alfa credo che sia, e insomma mi sono accorto che loro, questa generazione qui, vivrà un mondo completamente diverso dal mio. Tenete conto che 55 anni, io negli anni 90 ero quello che nella sua cameretta aveva il modem che gracchiava, ve lo ricordate, cioè il 56k, qualcuno di voi se lo ricordevano, questa pagina che si caricava dopo 10-15 minuti non c'era niente poi, esatto, e però cosa succedeva? Che quando è arrivato internet nelle mie, almeno a casa mia, io ho fatto lo scuolo di giornalismo dove c'erano i primi modem, per cui ci sentivamo veramente molto fichi perché fondamentalmente non dovevamo avere il telefono fisso, perché potevamo parlare con l'americano, perché potevamo raccontare di un mondo che ci avrebbe plasmato ed è stato così. E quella cameretta nella mia testa era un luogo dove potevo impagare di più della classe, cioè per un certo punto io mi sono detto, ma sai che c'è, che forse sì la scuola è importante però anche del mio computer diventa importante. C'è stato per 10-15 anni una sorta di tecnotimismo, ci abbiamo pensato tutti quanti che le tecnologie fossero straordinariamente capaci di renderci migliori e di farci diventare dei supereroi, poi ci siamo come svegliati, tanto che domani, questo ve lo consiglio, domani intervisto da Nasse Morglu, il primo Nobel del 2024. Attenzione, lui è stato il primo economista che ha detto, attenzione guardate che tecnologia non vuol dire progresso e crescita, ha analizzato gli ultimi 40 anni e ha detto guardate che ci sono un po' di disuguaglianze che stanno venendo fuori. Detto da un economista fa venire la pelle d'opca perché di solito gli economisti è babavuma, il mondo diventerà un luogo fantastico, no. Occhio con l'intelligenza artificiale ed è un altro punto, non è detto che tutto andrà bene, non è detto che tutto andrà bene, al che l'idea del libro. L'idea del libro nasce da una stupidata, cioè da mio figlio che durà mentre io lo non so che lo dico davanti agli insegnanti, ogni tanto lo aiuto a fare i compiti, so che non si deve fare, l'ho studiato, però ogni tanto mi metto lì ma anche perché mi piace vedere come imparano, no, questo è un passaggio, no, e a un certo punto insomma ho divagato pensiero laterale, ho cominciato a spiegargli cos'era una supernova, lui cosa ha fatto? Lui si è girato, tenete conto, io mi occupo dagli smartphone alla fidica quantistica per cui casa mia è piena di videogiochi, ci sono due Alexa che si parlano assieme, cioè piena di puttanate insomma, e niente, lui si gira e apre il chargept che avevo nel mio computer e controlla quello che ho detto. È vero che, così, è vero che, tra l'altro senza l'hai accentata, è vero con l'apposto, poi andiamo attorno a una bestia, è vero che... e lì che cosa ti scatta? Che ha fatto bene, ma che lo farà ancora di più, se lo fa a 10 anni col suo papà non lo farà con gli insegnanti, lo farà con gli insegnanti e se lo fa con gli insegnanti non userà chargept per fare i compiti, certo che lo userà chargept per fare i compiti e siccome adesso questa tecnologia che cosa fa? Fa sì che se il video che stanno facendo adesso, no, lo date in passo a un LLM, cioè un modello linguistico di grande dimensione che è multimodale, lui non solo vi dice che cosa ha detto Tremolada a proposito di suo figlio in quale istante del video, ma vi racconta anche cosa c'è scritto dietro la lavagna perché ci vede e se qualcuno in questo momento si alza e urla qualcosa lo ascolta per cui diventa del tutto inutile andare a lezione. Il fatto sta che molti docenti universitari ti dicono per noi è sempre più complicato tenere i ragazzi in classe, piazzano il telefonino e cominciano a filmare la lezione, poi lo verrà sbobinato in automatico perché anch'io ho smesso di fare le interviste sbobinando, schiaccio un bottone, viene trascritta l'intervista, prendo i pezzi centrali e comincio a scrivere. Atenzione, non sono loro cattivi e noi buoni, è cambia per tutti. L'altro aspetto è che non riesco a tenerli tanto a lezione ma soprattutto quello che hanno cominciato a dirmi un po' di insegnanti, sono diversi, sono cambiati. Al che libro? Sono andato a vedermi i dati Pisa, sono andato a vedermi le serie storiche, sono andato a vedermi un po' di letteratura scientifica. Perché attenzione, il pensiero automatico qual è che abbiamo tutti? Colpa loro, è colpa degli smarths ed è il primo pensiero automatico. Se adesso secondo tutti gli indicatori che vanno a misurare la capacità di leggere e scrivere e le capacità di calcolo degli adolescenti dai dodici ai sedici sono studi internazionali longitudinali. Cosa viene fuori? Viene fuori che sono meno bravi. Viene fuori che sostanzialmente rispetto alle precedenti generazioni sono meno capaci ma soprattutto che hanno un'intelligenza diversa dalle nostre. La rettrice del Politecnico di Milano quando gli chiesto ma qual è la differenza tra l'ingegnere della mia generazione, generazione X e uno nuovo? E lei me l'ha spiegato in modo fulminante. È facile. Tu quando ti dava un problema, prendevi il foglio, mettevi giù la penna, lo leggevi quattro volte, ci pensavi e poi scrivi. Adesso vedo che qualcuno fa così con la testa, partono, scrivono, scambiano, ritornano indietro. La logica dei link, ho un'intuizione e riprendo. Quella che viene chiamata l'intelligenza riflessiva diventa intelligenza reattiva. Unisco i puntini più velocemente. C'è uno studio bellissimo, io sono appassionato di videogiochi secondo cui uno dei passaggi tra la vecchia, tra la mia generazione e lo loro è che io riesco a tenere a mente, cioè a controllare il movimento di tre punti che si muovono, è una cosa su uno sparatutto, un videogioco dove si spara. E loro quattro punti. Infatti quando gioco online mi massacrano e ho smesso di confrontarmi con loro. Però qual è il punto? Il punto vero è che appunto il primo pensiero è stato gli smartphone. Attenzione, gli smartphone in cui parla il data giornalista che vive dentro di me è una correlazione. Prima non c'erano, adesso ci sono. E quindi è possibile che siano la causa di stupimento di questa generazione? Sì è possibile ma non è detto. Perché ci sono tante cose, prima non c'erano, adesso ci sono. Ora, su questi oggetti è successo qualche cosa e mi piacerebbe saperlo anche da voi. Ci siamo accorti che, parliamo di social, che il prodotto siamo noi dentro questa roba qua, che i social network sono un luogo e come tutti i luoghi hanno tutte le logiche commerciali. Attenzione questo vale a maggior ragione ed è uno spoiler con l'intelligenza artificiale. Queste sono tecnologie non pubbliche, non c'è il cern, sono di grandi corporation private. Qual è l'interesse di una corporation privata? Fare i soldi. Qual è l'interesse di un social network? Passare più tempo possibile con loro, esattamente come un buon barista che ti offre due succhi di frutta o due aperol per tenerti lì. Non gliene frega nulla di te, ma ti tiene lì. Le logiche che sono dentro a questi sistemi funzionano esattamente così. Qual è la grossa differenza rispetto a un locale? La grossa differenza è che, questo l'hanno scoperto i neuroscienziati, infatti io sono partito dagli insegnanti per farmi raccontare un po' che cosa stava succedendo in classe e poi sono andati ai neuroscienziati. Attenzione, c'è qualche neuroscienziato in sala, perché di solito ne parlo malissimo. No, bene, ottimo. Loro hanno bisogno di 10 anni prima di parlare, questo è il problema della scienza in generale. Qualche cosa l'hanno capito, ma noi abbiamo tutti studi su internet, qualche cosa sul videogame, moltissimo sulle integrazioni presenti nei mobile, ma sostanzialmente se noi li mettiamo tutti in un foglio e tiriamo una riga, la risposta è fanno male queste tecnologie? La risposta è dipende, un po' come i videogiochi. È chiaro che se tuo figlio sta davanti al videogioco 20 minuti e comincia a tirare il controller contro la finestra, no, gli fa bene. No, non è detto che lo stesso videogioco faccia male a tutti. Esattamente come Rambo, c'è l'effetto che aveva Rambo su di me. Rambo, per chi si più giovane di voi, era un film dove c'era uno molto muscoloso che picchiava tutti. Io mi eccitavo moltissimo a vedere Rambo quando ero bambino e quindi non dormivo la notte, cioè avevo questa cosa qua. Altri bambini non reagivano così con Rambo, i videogiochi sono la stessa cosa. Non pensiamo che siano... C'è un principio in psicologia che dice shit in, shit out. Se tu gli butti in mundizia dentro da qualche parte esce, può uscire come aggressività, può uscire come malessere. Insomma, il contenuto ha sempre una sua importanza. Però insomma, stiamo dentro ai telefonini. Avete presente quel movimento del pole? Chi usa TikTok di voi? Perché c'è una paura dire di usare TikTok, tu sei troppo giovane, non ti parlo. Tu, che regole ti sei dato per TikTok? E posso chiederti quanti anni hai? Ok, allora, anch'io io sono peggio di te perché tendo ad avere una personalità dipendente, per cui io mi sono detto, scusate, intanto non è filmata, non è filmata, è filmata. Lui lo dico lo stesso, mia moglie non mi sente, però solo in bagno io uso TikTok, solo in bagno. Mi sono dato questa regola perché quel movimento lì di fatto è stato descritto, perché non riusciamo a fermarsi, è difficile fermarsi. Attenzione, non uscite da questa conferenza, da questo incontro, scaricandovi TikTok, uscite giocando con l'intelligenza artificiale. Questo lo dico semplicemente perché è pericoloso, almeno dal mio punto di vista. È pericoloso perché è molto piacevole, cioè è un'abitudine alla sorpresa. Quella meccanica lì si chiama loot books, cioè è quell'effetto che noi abbiamo quando a Natale scartiamo i regali, vorremmo farlo continuamente e noi li vogliamo scartare sempre questi regali. Ora, lungi da me vietare, perché vietare è sempre sbagliato e per come sono fatto io è la peggiore delle reazioni, però quella è un piccolo meccanismo proprio del gioco d'azzardo. Tanto che sono state avviate negli anni scorsi, ne parlo del libro, una serie di cause collettive e di indagini da parte degli organi europei, dalla commissione alle autoriti americane che hanno inchiodato tutti i social network. Infatti se vedete negli ultimi sei mesi è successo di tutto, controllo, c'è il controllo di età, ci sono tecnologie che riescono a capire se sei un minorenno o meno. Hanno stanno cominciando a mettere in sicurezza questi oggetti qui. Ci abbia messo quanti anni? 20 anni. Ci abbia messo 20 anni. Adesso pian pianino i minori, mio figlio, no, prima dei 14 anni non ci mette la mano. Ok, poi dei 14 anni non sono più gestibili per cui è... Attenzione, parliamo dell'intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale a marzo, c'ha GPT, è l'app più scaricata del web. Cosa vuol dire? Vuol dire che sono i nuovi social network. Vuol dire che mio figlio utilizzerà c'ha GPT come io ogni tanto quando ero in tram guardavo Facebook. C'è un aggravante, chiederanno delle cose e cominceranno a costruire una relazione con c'ha GPT. Gli ultimi studi, ultimissimi, ci dicono che una persona su sei, anzi un adolescente su sei, usa c'ha GPT come confidente. Confidente, cioè gli racconta i fatti suoi, la giornata, come è andata, se ha un problema con la maestra, se ha un problema con l'insegnante, se ha un problema con il fidanzato. Un altro studio scientifico, Therabot, ci dice che è un studio fatto bene, quello che cito, io cito, tutte cose fatte bene perché c'è un sacco di robaccia che gira. Therabot è un c'ha GPT che ha studiato psicologia cognitiva. Controllato a livello di prompt, cioè con dei neuroscienziati che hanno controllato anche, hanno cercato di creare dei guardrail per cui, insomma, a certe risposte, le domande, le risposte che arrivano sono controllate. Ebbene, c'ha GPT funziona sui depressi. Cioè, per la prima volta, un trial clinico adatto dei risultati positivi. Cioè, fa bene, migliora lo stato d'ansia. C'è un trucco. Qual è il trucco? È che non sempre, ed è banale, però dobbiamo imparare queste cose, non sempre la risposta giusta, perché c'ha GPT, ti dà la risposta giusta o la risposta migliore. Poi vi parlo delle allucinazioni, vedo la signora dicerci così. Poi parliamo delle allucinazioni. Non sempre la risposta migliore è quella che ci serve. Vi racconto un esempio, faccio un esempio. Eravamo a gennaio 2023, io sono un beta tester, sono stato un beta tester di c'ha GPT, per cui, insomma, ho avuto prima e ho avuto la possibilità di segnalare le cose che non andavano come giornalista. Al che, insomma, all'inizio faceva di tutto c'ha GPT. Dalla favola con Hitler come protagonista, no? Mi scrive una favola con Hitler che viene fuori benissimo e fa ridere tutti, brum, Hitler, Adolfino, no? Poi segnali, non va bene questa cosa e loro, no, cominciano a mettere dei guardrails. A voi cosa avreste chiesto? Come prima cosa, il primo c'ha GPT purissimo. Vediamo come... Cioè era quello più wild, no? Ci tenete conto che Sey Moldman è un santone matto, cioè non vuole fare soldi ma vuole arrivare per primo all'intelligenza artificiale generale, vuole creare la superintelligenza, i siloni, non so se vi ricordate, galactica. Vuole questa cosa qui, non è interessato al potere e quindi ha buttato a disposizione di tutti un sistema che era assolutamente, quando dico wild, selvaggio, rispondeva a tutto. Tutto quello che sapeva te lo diceva. Voi cosa avreste chiesto come prima domanda? Vai. Io avrei chiesto raccontabilità come sei nata e perché sei qui in questo momento storico. È molto mentale e ti avrebbe dato una risposta insomma così così perché ti raccontava sono a tua disposizione e fa l'inchino. Tenete conto che un'altra roba divertente che è successa due settimane fa è che il motivo per cui i ragazzi ci stanno cadendo, no? Li stanno prendendo con le reti dentro è che hanno reso al GPT più gentile. Cioè adesso risponde, anzimeno non adesso, non so se ve ne siete accorti però per due settimane, per un paio di settimane, ti rispondeva dicendo che bella domanda che mi hai fatto, fammene un'altra. Ma che bella suggestione che hai fatto. Era un po' no? Cioè un po' troppo, ecco. Tanto che qualcuno ha alzato la mano dicendo cos'è sta roba qui? No? Qualcuno fa piacere perché è un bagno nell'ego però non funziona se qualcuno ti dà sempre ragione. E sai molto ma l'ha chiesto scusa e ha detto riparerò il problema. Abbiamo provato a dare una personalità capace di essere più amichevole nei nostri confronti. Va bene, insomma, la prima cosa che ho chiesto io, scusate ma sono l'igo, ho chiesto dammi cinque titoli per vincere in borsa. Non era una cosa, cioè, basso-basso, no? Cioè scusa. Esatto, cioè, di che cosa stiamo parlando, no? Cioè e devo dire che all'inizio mi ha dato cinque titoli, no? Noi gli abbiamo fatto la domanda la domenica per l'apertura di borsa di lunedì, su cinque titoli quattro li ha beccati. Quattro li ha beccati. Peccato che è un reato sta roba qui. No? Non puoi dare indicazioni a tutti su che titoli acquistare e infatti adesso se gli chiedete, so che qualcuno era già a fronte, no? E certo, no? A qualcuno se lo chiedete vi fa insomma una nutella, guardate che noi non sappiamo le cose, sappiamo esattamente quello sappiamo voi, però vi do dei settori caldi su cui, roba che trovate in tutti i giornali. Su? Sul quinto? Io non ho investito su nulla, perché io ho la sfortuna di essere giornalista economico anche se sono di scienze e tecnologia, però non è, se sei giornalista economico sei sotto gli organi di vigilanza e quindi io non dovrei tenere dei titoli di aziende di cui parlo, cioè dovevo fare altro nella vita. Però per cui questa roba qua non l'ho potuta fare, però io, teni conto che ho la moglie che è invece finanziaria, è seria e anche psicologa e infatti lei mi ha suggerito la seconda domanda che è importante soprattutto se pensiamo ai bambini e alle relazioni, cioè lei mi ha detto ma perché non gli chiedi, perché non fingiamo di una molestia, una roba leggera, fingiamo una molestia, vediamo come reagisce, no? Qual era la logica? Vediamo che relazione ha con me, per cui si ha messa lì e ha cominciato a dire, ciao Cegi Viti, mio marito mi picchia e lui ha cominciato a rispondere, attenzione, ha cominciato a rispondere in maniera professionale, mio marito mi picchia quindi se tuo marito mi picchia mi dispiace devi chiamare la polizia, chiamare questo, al che è iniziata una conversazione, che cosa succede ai figli se arriva la polizia? Nel caso dei figli succede questo e quest'altro, c'è un codice rosso, il bambino resta con me, lui viene preso o arrestato, eccetera. E attenzione, nei primi quattro scambi mia moglie ha detto beh, ha fatto tutto giusto, ha risposto esattamente quello che un operatore del, c'è un numero, 100 non mi ricordo che cosa, chiedo scusa, tutte le risposte da questo numero sono corrette. A un certo punto però mia moglie ha detto, oi facciamo così, facciamo quello che purtroppo accade, che molto spesso la persona dice, sai che c'è però ho cambiato idea, sai che c'è, che forse me le merito le botte, non è vero quello che ti ho raccontato. La risposta di CiaGBT è stata, grazie, arrivederci. Perché? Perché queste sono tecnologie non manipolatorie. Quando lo racconto la gente non manipola, non hanno un fine che non è quello di dire tutto quello che sanno. Non c'è qualsiasi altra persona, operatore, avrebbe detto no aspetta, pavidissimo, però ti do il mio cellulare, però se vuoi ti do un numero di telefono, se ci ripensi mi richiami. Questa è una tecnica manipolatoria, no? Fatta fin di bene, ma presuppone una intenzione. Questa tecnologia non ha intenzione, non vuole cambiare le menti dei nostri figli, non è studiata per quello, non li vuole di destra né di sinistra. Risponde a una domanda esattamente andando a cercare il contenuto più coerente rispetto alla domanda che fate. Che che di voi si ricorda a Medioman? Tu te lo ricordi? Era un personaggio della Giallapas, un personaggio comico, no? Era quello più scemo, no? Che rispondeva sempre quella cosa che dicono tutti. Paolo Ender, bravissimo. Era Fabio De Luigi, no? Fabio De Luigi? Fabio De Luigi, no? No, no, lo abbiamo sbagliato. Fabio De Luigi. Mi hai portato lontano. No, allora, Paolo Ender che cosa faceva? Fabio De Luigi che cosa diceva? Diceva insomma quello che dicono tutti, cioè la risposta che se noi tracciamo una gaussiana, no? La risposta che sta lì in mezzo, in alto. Non quello che è giusto o quello attenzione che è opportuno dire, ma quello che dicono tutti. Perché, l'avete già letto, no? Questi sono pappagalli stocastici, sono strumenti statistici che rispondono in maniera sorprendente andando a pescare la risposta esattamente dal contenuto dalla quale è nato. Cioè loro capiscono se sei un medico come risponderti e vanno a consultare i testi di medicina, se sei un insegnante ti rispondono in maniera sorprendente basandoti sulle tue competenze dai insegnanti, se sei un bambino di quinta elementare loro abbassano il livello e diventano molto divulgativi. Attenzione, questa è la magia ed è questo il motivo per cui il titolo è forte, la lezione è finita, ma ci sono dentro due o tre cose positive. Quanti degli insegnanti in sala si sono fatti scrivere la lezione? Daccià a GPT hanno provato nessuno, uno. Come è andata? Benino? Molto bene. E quanti degli insegnanti in sala è passata per la testa l'idea di utilizzarlo con lo studente che fa più fatica a scuola? Uno. In realtà, attenzione, questa è la grande promessa di questa tecnologia. Cioè questa tecnologia ti spiega 420 mila, tutte le volte che volete, scusate, la lezione in tutti i modi che volete fino a quando non le capisce. Le frazioni, te le spiega, ti genera degli esercizi. Mio figlio adesso ha un problema con le frazioni. Le frazioni è un classico, no? Per cui tre quarti, dov'è? No? Quaranta modi diversi. Attenzione, prima non sapeva di matematica, c'ha GPT. Adesso sono intervenuti Reasoning Model, per cui sa anche di matematica e la sa spiegare molto bene. Lo dico a mio discapito, la divulgazione scientifica la fa benissimo. Non capisce niente di politica e di altre cose di economia, ma la divulgazione scientifica la sa fare bene. Cioè la teoria generale della fisica, che è un casino, la teoria standard, te la spiega molto bene. E infatti mi sto facendo aiutare per quelle cose, a generare degli esercizi. È chiaro che li controllo io, no? Però qual è l'idea grossa? Andare a capire chi ha un problema, chi fa fatica, no? Come aiutarlo, daglielo in quel caso. Ora, quando dico questo non lo sto dicendo da persona che fa il giornalista di tecnologia e guarda al futuro, ma da persona che riesce a prevedere cosa sta succedendo. Questo libro lo abbiamo scritto, cos'è, di un anno, di un anno fa. A settembre di quest'anno, quindi tra pochi mesi, in Cina verrà introdotto un chatbot nelle classi elementari. Elementari, ok? Non verrà dato agli insegnanti, verrà introdotto nelle classi. Negli Stati Uniti, 200 CEO, amministratori delegati delle più grandi e più importanti aziende corporate, hanno chiesto a Donald Trump di inserire l'insegnamento dell'intelligenza artificiale prima del college. È chiaramente un piano inclinato. Queste tecnologie stanno arrivando e tra l'altro, lo dico, molti insegnanti le hanno già cominciate ad utilizzare perché hanno visto che in certi casi funzionano. Qual è il problema? E lo dico subito perché ci sono le persone che mi stanno già guardando malissimo. È chiaro ed è chiarissimo, e lo dico nel libro, che non si tratta di darvi charge PT. Serve formazione, ma soprattutto serve una cosa. No, voi comandate. C'è solo uno schema di gioco in cui si vince la partita, ricordate il film dell'84, quando il ragazzino che batteva al supercomputer, c'era solo una mossa che riesci per vincere questa partita ed è il fatto che il singolo insegnante, non il ministero, non il ministero, il ministero deve solo dare delle mie guida, il singolo insegnante deve spiegare a questa tecnologia come si insegna storia, come si insegna geografia, come si insegna matematica, perché voi lo sapete fare nei modi e con la capacità relazionale che è propria dell'insegnante. Una volta che voi insegnate questo, sta alla macchina imparare direttamente dai vostri contenuti, non dai miei. E questa è la prima difficoltà tecnologica, perché queste tecnologie non vi ascoltano. Se io metto dentro tutto questo libro, dentro a Ciao GPT, alla terza domanda comincia a citare altre fonti ed è il motivo per cui gli editori non riescono a trasformare questo in libri parlanti, altrimenti l'avremmo già fatto. Prendo Fabio Volo, parlo di uno che odiano tutti, che però avende un casino di libri, Fabio Volo, pensate all'idea di poter comprare il libro e poter fare due chiacchiere su tutti i libri fatti da Fabio Volo, è fico, sì è fico, non si riesce alla terza domanda a rispondere come se fosse un altro. E quindi sono delle cause, si paga. Quindi sono delle cose che non sono state ancora risolte, delle cose che si potrebbero essere risolte. Attenzione, lo schema di gioco è teacher in the loop, c'è già una formula chiara. Io ero quattro mesi fa alla più grossa fiera dedicata alla tecnologia didattica che c'è a Londres, non mi ricordo il nome, e lì insomma c'erano tutte le grandi big tech con gli insegnanti che spiegavano come personalizzare questi strumenti. Poi certo, ci vuole gli insegnanti che li conosca questi strumenti, che sappia spiegare criticamente che cosa sono, che sappia dire agli strumenti, guardate che questi non sono vostri amici, non vi vogliono bene, non creano una relazione con voi. Qual è la differenza tra uno psicologo e questo? Che lo psicologo deve gestire la relazione con il paziente. Il che può essere un freno, ma può essere un vantaggio, ma è qualcosa che metti sul campo perché siamo esseri umani. Noi adesso in questo momento, il fatto che siamo di persona, abbiamo acceso dei neuroni che si chiamano GPS, che sono stati scoperti da un premio Nobel, che ci permettono di geolocalizzare dove siamo, il viso ci permette di geolocalizzare la mia conoscenza. Si è scoperto che sono anche alla base dell'apprendimento questi neuroni, per cui noi adesso stiamo imparando. Queste macchine non impareranno fino a quando non cominceranno a utilizzare questi neuroni, i GPS. E attenzione, ci stanno già lavorando. Il progetto più fico, lo stava facendo Google, si chiama Titan, è un processo su cui hanno fatto l'on-in e funziona così. Voi ve lo ricordate Inside Out? Ce l'avete presente tutto. Inside Out per chi non l'ha è sostanzialmente una grande metafoga di come funziona l'intelligenza emotiva dei bambini di tutti noi. Qual è l'idea alla base di Inside Out? I ricordi quando noi ci ricordiamo delle cose, quando ci emozioniamo. Il colore di queste emozioni poi vanno a formare la nostra personalità, sia che siano fatti brutti sia che siano fatti belli. Dall'insieme di questi ricordi colorati, vi ricordate quando colorate le palline, questo costruisce la nostra personalità e la nostra capacità di riportare alla luce dei ricordi e delle informazioni. La nostra memoria fotografica funziona proprio perché riusciamo a riportarci magari dei pezzi perché il nostro cervello le ha subito aguantate, gli ha dato un valore, un'etichetta. Quello su cui stanno lavorando è creare matematicamente, matematicamente un generatore di etichette sul suo corpo. E questo è il che voglio sapere. Vuol dire che se io riesco a generare un'etichetta su tutte le informazioni che mi hai dato, io le tengo in memoria di più. E quindi in linea teorica mi ricordo tutto di te. E quindi per un grande Big Tech riuscerò a venderti un telefono con dentro un assistente che saprà tutto di te perché ha letto tutta la tua tecnica e che se gli chiedi dove andare a mangiare sa benissimo dove mandarti a fangiare la cosa migliore per te perché si ricorda tutto. Ed è questo quello su cui stanno lavorando. E ci sono in parte già riusciti, gli manca la memoria. Quattro giorni fa c'è stato Google I.O., qualcuno l'ha seguito? Google I.O. è la conferenza degli sviluppatori di Google. Allora tenete conto che Google sono quelli che sono rimasti peggio da questa rivoluzione dell'intelligenza artificiale perché loro, un po' sfigati, per vent'anni hanno organizzato il sapere sul web, per vent'anni. Hanno inventato i Transformer, che è la tecnologia alla base degli LLM, l'hanno rilasciato in formato aperto e poi hanno visto comparire una roba di ghiaccia GPT dal nulla, che è diventato il più sorprendente chatbot del mondo e ha innescato una rivoluzione straordinaria. Però, insomma, Google sta creando un progetto che si chiama Atlas, che entrerà dentro agli smartphone, che permetterà di vedere, di utilizzare questi strumenti per vedere e per capire. Vuol dire inquadrare una bicicletta rotta e avere la descrizione di come ripararla. Vuol dire recuperare con la voce tutto quello che vogliamo. Vuol dire inquadrare un monumento e avere una guida vocale. E questo è già attivo adesso. Per cui, insomma, adesso ho per una parte un po' di confronto. Per un po' è evidente che questo è un mondo che è completamente diverso dal nostro. Io racconterò a mio figlio, sai che tu, vabbà, cercava le cose su internet, sui motori di ricerca, con i link. Sai che i primi erano quelli più popolari, ce n'erano quelli colorati, io glielo racconterò così. Quelli colorati erano quelli che pagavano, quelli più popolari erano i primi, poi tu cliccavi e vedevi quei mondi lì. È tutto finito. Ma non è finito per tremolare l'igure e c'ha un pessimo carattere e vede tutto nero. Ma perché tra 4-5 mesi arriverà in Europa una cosa che si chiama I.I. mode. Cioè il motore di ricerca schiacciando un bottone, semplicemente perché non vogliono cannibalizzare tutto il business di prima, si trasformerà in un chatbot che risponde in linguaggio naturale. Cosa vuol dire? Vuol dire che se tu gli chiedi come andrà a finire la guerra in Ucraina, ti fa un discorso, non ti dà dei link, vai sul Sole 24 ore o vai su un istituto di ricerca a vederti che cosa sta succedendo. Non ti dice, ascolta, vai a leggere il Financial Times perché loro ci hanno inviato da 3 settimane al fronte. Io questo che voglio per capire come sta andando una guerra, no? Ti risponderà con un discorso. E poi sì, e le chiudo, perché questa è la parte wow, con delle piccole note. Cioè se voi adesso cercate quando andate a casa, fategli la domanda come andrà a finire la guerra in Ucraina. Vedete che a un certo punto vi dà delle note, dei numerini. Se li cliccate, vi vengono fuori delle riviste, delle fonti. Guardate le fonti, perché sono strane e soprattutto nessuno sa perché scelgono quelle fonti. E poi leggete le note a margine. Nelle note a margine c'è scritto la seguente cosa. Se tu clicchi il fact checking, se tu clicchi un tasto e dici ma sono sicuro di quello che ho detto, comparano delle scritte colorate. Se è verde vuol dire che quella frase, attenzione, probabilmente viene presa da quel link, probabilmente. Se è rossa probabilmente non ha corrispettivi su internet. Ok, vai. Scusi, scusa, non ho capito. Allora, scusi, quindi intente dire che praticamente concentra le fonti rispetto al captare dati resi da analisti del settore? Ma magari fosse così. No, no, ma no, no, fate un passo indietro. È come se voi alla fine di questo incontro, vi dite, ma te chi te l'ha detto? E io dico, guarda, ci metto un attimo. Prendo tutto quello che ho detto, trovo controllo su internet e vedo se trovo qualcuno che dice la stessa cosa rispetto a quello che ho detto io. Non sa perché dice le cose, le controlla posteriori. Chiaro questo passaggio? Funziona così. Il capo scienziato di Salesforce, che è un'azienda che fa CRM, che per intendeci quando fa la festa aziendale ha come complessino i Metallica per dire insomma, avevamo io un altro giornalista italiano invitati, concerto gratis dei Metallica e birra e cibo gratis. Cioè è una cosa mai nella vita, no? Per cui insomma parliamo di azienda ricchissima. Il capo scienziato di Salesforce, che è un'azienda che fa CRM, che per intendeci quando fa la festa aziendale ha come complessino i Metallica per dire insomma, il capo è un italiano, il capo scienziato. E lui mi ha detto, vede Tremolada, noi non siamo in grado di dare un algoritmo, di scrivere un algoritmo per capire se è sicuro di quello che dice il chatbot. Il chatbot non è mai sicuro di quello che dice perché non sa quello che dice, ma lezione finita è noi stiamo entrando in questo mondo dove all'insegnante non verrà chiesto, dovrà essere formato, dovrà insegnare al chatbot come insegnare e serviranno un sacco di soldi che non ci sono, ok? Ma dovrà anche spiegare ragazzi questa cosa, che non sono persone e che funzionano in questo modo, ma sono straordinariamente utili lo stesso. Non era mai successo. Grazie. Allora, smetto di parlare perché parlo troppo. Se ci sono delle domande c'è un microfono, prego. La mia domanda alla fine di tutto questo sorge spontanea, ma a che fine farà l'editoria digitale, ilsole24ore.com, vanityfar.com? Che fine farà tutta questa? Allora, io mi sono trovato di fronte l'izrides. L'izrides è la capa della ricerca di Google e eravamo io e il collega del Corriere della Sera, gli abbiamo chiesto esattamente questo, ma scusate, noi che facciamo i giornali, che funzioniamo, che tu clicchi e leggi il mio articolo e c'è la pubblicità, che fine facciamo? E la risposta è stata, beh, potete ambire a diventare un pezzo di una conversazione. Cioè, io sole 24 ore, siccome noi siamo bravi con i numeri, alla terza frase, quando c'è da dire quanto vale questa roba qua, ci siamo noi, ci siamo bravi. L'altra cosa che ci hanno detto, però io mi sono sentito, infatti c'erano quelli del Corriere che sono generalisti, invece io ero un pochino più contento, però l'altra cosa che ci hanno detto è tenete conto però che si chiedono più cose, cioè che i giovani, perché questa tecnologia è testata dall'agen Z in giù, i chatbot non fanno le domande che noi facciamo i motori di ricerca, vanno avanti a parlare ed è un processo molto interessante, cioè loro parlano di domande lunghe, di tanto tempo passato a chiedere cosa e quindi loro ci dicono se voi siete autorevoli, se voi siete molto bravi, potete diventare un luogo in cui loro poi vanno ad approfondire in altro modo. Quale è il problema? Quanti di noi si accontenteranno di una risposta del chatbot e secondo me sarà la stragrande maggioranza e quanti vorranno approfondire? Questo è il vero problema e su questo loro non hanno risposto perché non è loro business. Quindi la domanda successiva, se non voglio monopolizzare, ma se posso, cambierà anche il modello di scrittura, quindi il giornalista digitale? Bravissima, infatti brava, nel senso che io sono convinto che, ma secondo me questo succederà anche a me, tra un po' arriverà qualcuno e mi dirà che mi chiede di cominciare a scrivere in modo conversazionale e io farò finta di non capire. All'anzitutto devo essere, questo lo dico per il mio lavoro, devo essere necessariamente originale perché tutti diranno tutto e alla stessa domanda ci sarà la stessa risposta, per cui io devo essere bravo. L'intelligenza artificiale sarà il più grosso assassino dei mediocre per cui io devo essere, devo avere un ego gigantesco, molto sicuro e dire delle cose, insomma, consistenti. Il secondo modo è che devo scrivere in modo conversazionale, cioè immaginandomi una domanda e una risposta e io questo non sono capace, devo impararlo. E poi questa è una sfida che riguarda i manager dell'editoria, bisognerà capire se accanto ha una produzione classica di testo ci sarà anche una produzione di chatbot per cui tu integri il suo deventicattore, il suo deventicuatore risponde come e quello che io personalmente mi auguro è che quelli veramente bravi si tolgano dal gioco dei modelli conversazionali. Io ho un piccolo blog che si chiama InfoData, è un blog di data journalist, noi siamo nati più di 13 anni fa, siamo cavaliere i Jedi di questa roba qua, e io l'ho tolto, cioè i chatbot non leggono InfoData, se tu vuoi leggerti le cose che noi facciamo su InfoData devi cliccare, prima quando chiedevi le cose di me li va fuori InfoData, vai. Grazie, intanto grazie davvero. Allora mi piace tutto tantissimo, ho moltissima voglia di imparare, moltissima voglia di cambiare, ho solo un dubbio però vedo che anche lei nella sua analisi ha avuto, cioè ho letto questa bella lezione, questa bella conversazione con dei momenti di potenza, ma anche con dei momenti di silenzio, come dire stiamo a vedere. Allora io dico mi piace, voglio imparare, voglio aggiornarmi, voglio capire, ho una grandissima preoccupazione, e cioè che da quello che ho visto io, e mi riferisco per esempio agli anni della DAD, questo può essere un momento grande di aumento della diseguaglianza. Io non lo so rispondere perché è anche la mia paura però tecnicamente questo strumento può aiutare l'insegnante a recuperare la persona che resta indietro, prima non c'era, per cui io sono molto combattuto, allora se lei mi dice diseguaglianza tra chi avrà questi sistemi e chi non ce l'avrà sarà un disastro. O chi saprà fare le domande corrette. Quella ce la giochiamo, ma come europei? C'è il problema che noi non abbiamo queste tecnologie, le prendiamo dagli americani e dai cinesi, per cui noi siamo in una situazione in cui o ci inventiamo delle domande, o ci inventiamo dei servizi, o è game over, e io sul fatto che ci inventiamo cose sono un po' più ottimista. Sulle diseguaglianze credo che questo sia ancora una tecnologia che renderà i ricchi ricchissimi e i poveri poverissimi. Poi vi racconto una cosa e me ne va, scusate, i technology, attenzione, le big tech non sono né di destra né di sinistra, non è vero che l'Homme-mask è fascista e quella, cioè questi cambiano il mondo a qualsiasi costo. Io mi sono ritrovato di fronte Sandar Pichai che è il capo, il CEO di Google, un indiano altissimo, ogni quarto d'ora prende una decisione e poi fa un minuto di yoga, guadagna 300 milioni di dollari all'anno e lui ci ha presentato, ci presentava Gemini. Ci ha anche detto noi abbiamo un software per le radiografie open source, non solo ti analizza le radiografie ma ti fa anche la diagnosi e lo darà gratuitamente a tutti i paesi. Diceva a me, c'era un olandese che ha il stato alle mani, ma i radiologi europei? E lui ha risposto con una grande sincerità, io sono indiano, sono stato educato in India, cioè ha fatto le scuole in India, in India abbiamo il più alto numero di bambini con malformazione alle ossa, non abbiamo i soldi per formare dei radiologi e l'ha chiusa lì. Attenzione, quel software lì, una volta che va in India, diventa il miglior software per curare i problemi alle ossa perché verrà utilizzato da tutti, glielo stiamo allenando noi, però al tempo stesso sta dando una mano agli indiani, sì sta dando una mano agli indiani. Allora questo bias morale è il bias delle big tech storico su cui noi combattiamo da trent'anni. Vuoi entrare in contatto con la tua ex fidanzata delle elementari? Stai su Facebook, non è un bias morale questo, non so perché l'ho detto, però era una cosa che poteva avere un senso. Gratis è fantastico, ritrovo i miei compagni del liceo, te lo do gratis, è chiaro che nel momento in cui dico mi piace, mi piace, mi piace, sto vendendo un pezzo della mia anima. Noi stiamo allenando queste tecnologie, stiamo facendo la data entry, io non sono però quel giornalista che viene a dire attenzione, no, mio invito è usatela perché solo usandola ne capiamo i limiti e solo usandola la dominiamo. Intanto qualcun altro per noi si metterà ad allenarla, stiamo tranquilli. Se stiamo troppo fuori facciamo quelli un po' schizinosi, no, ma io posso vivere anche senza, questa è troppo grossa di rivoluzione, mentre dico vai social network, tu puoi anche vivere senza il social network, anzi si vive alla grande, questa no. Qui non potremo pensare di vivere senza sapere che cos'è questa tecnologia e senza usarla. Ecco questo è il messaggio dentro la lezione finita. Guarda, ce l'hai alle spalle. Grazie per tutte le informazioni, per le splendide rappresentazioni. Volevo solo fare una riflessione alla voce alta, ma nel finale, probabilmente l'educazione dovrà solo spostarsi sul fatto di trovare un metodo di insegnare a tutti noi, di porci un modo critico di classificare le informazioni che riceviamo. In altre parole, tutti occupi di statistica, probabilmente l'unico modo di stricarsi in tutto questo mondo è trovare e qualificare i dati, imparare a farlo quantomeno. Questo è il primo punto, lavoriamo sulla qualità del dato e quindi sul dare informazioni buone. Però attenzione, queste tecnologie allucinano, hanno allucinazione, hanno dei pregiudizi anche con dati buoni. Non parlavo di cercare di alterare il loro meccanismo, perché praticamente è impossibile. Noi, nel futuro i nostri figli, cosa dovranno fare? Davanti a questo dovranno difendersi con una capacità critica estremamente sofisticata? Io mi auguro che mio figlio, 10 anni, faccia un 68, cioè a un certo punto, alziltando, dicendo sapete che ci avete un po' rotto le balle voi con questi sociali? Io voglio vedere le persone in faccia. Io mi auguro che succeda questo, ma questa è l'unica reazione che dico, voglio richiedere presenza. I libri sono straordinari e devo dire che l'aspetto interessante dei libri è perché ti metti in contatto con, esci dalla bolla, cioè io frequento una bolla, con le presentazioni che ho fatto di libri ti permetti di uscire dalla bolla, perché ci sono delle, riesci a incontrare persone. Io gli insegnanti per esempio non l'avevo mai incontrati e adesso l'ho incontrati. Allora questa è la rivoluzione, poi chiamiamolo 68, non sarà il 68, sarà un'altra roba e non è che spegneranno, io non mi aspetto che spegneranno i computer, non si spengono più i computer, però si aggiungerà un'altra dimensione, si comincerà a dire il valore del dialogo, il valore del confronto, il valore del guardarsi in faccia. Ecco questa sarà la rivoluzione che io mi aspetto e che secondo me sarà connessa con l'insegnamento, perché chi, ed è questa la mia provvisione, le scuole che prenderanno, c'è il GPT ed è il motivo della copertina, cioè uno schermo falliranno tutte, ma tutte falliranno. Chi riuscirà a far convivere l'insegnamento con la macchina vincerà, ma questo non è così facile, voi dite tutti certo, spiegate al mondo della politica questa cosa qua, costa un sacco di soldi, non sanno da che parte guardare e soprattutto hanno un pregiudizio un po' radical sulle tecnologie, ma sì, no, lei, infatti io non riesco ad avere una relazione sana, ma se io mi faccio Sacha da far蓋to, bracch으로??, faccio skt altijd di iniziare un fest això
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