Innovazione, intelligenza sociale e nuove generazioni
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Innovazione, intelligenza sociale e nuove generazioni
Un dibattito su innovazione, diseguaglianze e opportunità per le nuove generazioni, con dati sconvolgenti e iniziative di collaborazione.
Subtitti di Luca Decastro Allora, buongiorno, buongiorno a tutti, grazie di essere oggi qui per una sessione di lavori insieme dal titolo innovazione, intelligenza sociale e nuove generazioni. Io sono Luciano Depropris, sono il responsabile di Open Innovation del Consorzio ELIS e con me Marta Bertolai che lascio presentare. Buongiorno a tutti, sono Marta Bertolai, sono la comoderatrice oggi di fianco a Luciano e sono la direttrice di Enactus Italia. Allora, noi possiamo iniziare questa sessione di lavori e prima di iniziare volevo un po' raccontarvi vari spunti presi qui al Festival dell'economia di Trento in queste giornate. Abbiamo analizzato molto dati per la parte... Viene Gigi, accomodati, quella è il tuo posto. Abbiamo analizzato in questi giorni un po' tante cose, abbiamo ascoltato tante cose qui al Festival dell'economia, si è parlato di disamine importanti su quello che sta accadendo e io volevo un po' riportare alcuni numeri prima di poi iniziare con la sessione. Ho ripreso alcuni elementi, ad esempio il rapporto Draghi è stato citato molto all'interno di questa sessione 2025, si parla tanto di competitività del sistema Paese, si parla di quanto sta crescendo gli Stati Uniti, a quanto pare il doppio rispetto all'Europa. Nel 2021, cito un virgolettato, le imprese europee hanno speso 270 miliardi di euro in meno in ricerca e sviluppo rispetto a quelle statunitensi, inoltre solo 4 delle prime 50 tech companies globali sono europee. Alcuni altri dati molto discussi qui a Trento rappresentano il rapporto ISTAT 2025. Parla di un'Italia che ha registrato solo 370 mila nascite segnando un nuovo minimo storico, il tasso di fecondità è sceso a 1.18, ben al 18 del livello di sostituzione di circa 2. Due terzi dei giovani italiani tra i 18 e i 34 anni vivono ancora con i genitori spesso a causa di precarietà lavorativa e salari insufficienti. Nel 2024, sempre rapporto ISTAT, 191 mila italiani hanno emigrato all'estero con un aumento del 20% rispetto all'anno precedente. Tra questi molti sono laureati in cerca di migliori opportunità, contribuendo a una significativa fuga di cervelli. Quasi un quarto della popolazione ha più di 65 anni, per la prima volta gli over 80 superano i bambini sotto i 10 anni. Questi solamente alcuni dei numeri che vorremmo prendere come base. Noi in questi anni abbiamo lanciato un grande laboratorio, il titolo del progetto si chiama Foundation Open Factory, che facciamo coinvolgendo più fondazioni di origine bancaria tra cui Caritro, Cariverona, Cariparo e il consorzio Elis, proprio per mettere al centro la costruzione di modelli innovativi. Per questo chiedo alla presidente di Caritro di venire qui con me, questo è il microfono, Vianni Patrizia, Patrizia Galvanni che è appunto la nuova presidente di Caritro, chiedo a te di aprire, hai sentito un po' tanti numeri, oggi vorremmo parlare oltre che di disamine anche di azioni e quindi fatte la parola. Buongiorno a tutti, porto i saluti della fondazione, siamo qui a Palazzo Caleppini che è proprio la sede di fondazione Caritro. Come anticipato il progetto di cui si parla coinvolge varie fondazioni, non solo la nostra fondazione ma cerca di mettere in relazione anche realtà diverse, quella appunto di Verona, la Sparcasse e Cariparo. È un progetto ambizioso che ha come tema credo fondamentale e importante quello della sfida sociale e secondo me le fondazioni soprattutto in questo momento storico in cui richiama appunto tutti i dati che sono stati riportati anche una responsabilità maggiore e diversa in quella che è l'innovazione e la sfida, è una responsabilità che le fondazioni possono assumersi, ne abbiamo discusso anche tanto e io ho seguito anche con attenzione delle riflessioni fatte anche da fondazione Cariplo su una nuova idea di filantropia che dovrebbe essere anche il tema che coinvolge la fondazione, quindi una filantropia in un tema diverso, quello sperimentale. La fondazione può assumersi questo rischio, non lo possono fare i privati per oggettivi e ragioni di numeri, lo fa con difficoltà al pubblico. Io credo che la fondazione in questo momento storico invece debba sperimentare e innovare. Foundation Open Factory è importante perché vede fondazione CariTro non solo come ente sovventore che interviene economicamente ma è protagonista di questa cosa cercando di far comunicare e collegare gli anti-profit e anti-no profit. Foundation Open Factory ne è un esempio lampante di questo portare innovazione agli enti del terzo settore. Un'altra cosa che mi premeva evidenziare è come questo progetto si rivolga ai giovani perché i giovani non solo rappresentano quello che è il futuro e quindi il tentativo della fondazione è anche di collaborare con le altre istituzioni, col territorio per garantire un futuro migliore, ma i giovani sono anche quelli dai quali noi possiamo apprendere innovazione, sperimentazione che probabilmente non hanno nemmeno tutte le sovrastrutture che abbiamo noi e quindi possono apportare significativamente dei cambiamenti e in questo momento credo che insomma la responsabilità che noi abbiamo con Fondazioni sia ancora maggiore e credo che questo progetto sia anche l'esemplificazione di come stiamo cercando di dare il nostro contributo. Quindi lascio la parola ai relatori e buon pomeriggio a tutti. Grazie. Grazie mille Patrizia. Allora ci accomodiamo insieme con Marta per iniziare questa discussione ma anche come ho detto prima vorremmo che fosse un momento in cui raccogliere dai nostri ospiti che intanto presentiamo quindi partiamo qui alla mia sinistra Federico Stefani, il founder di Vaglia che è una startup che poi vi racconterà Federico, vicino a lui già Luigi De Palo, il presidente di Fondazione per la Natalità e il direttore di Fondazione Angelini, vado avanti con Flaviano Zandonai che è il responsabile della parte innovazione del consorzio CGM, un sociologo con cui lavoriamo da tempo e Gabriele che è uno dei ragazzi della squadra di Enactus di quest'anno che appunto rappresenta un under 30 che volevamo stimolare con noi oggi. Quindi partiamo da te Marta, quindi la prima domanda a te per i nostri ospiti. Allora la prima domanda è quali tra queste grandissime sfide sociali attuali considerate tra le più urgenti e strategiche su cui concentrate il vostro impegno e la vostra azione concreta? Vorremmo che uscissero delle azioni concrete da questa panel che non rimanessero solo delle parole, delle discussioni, ma qualcosa di molto tangibile. Gabriele partiamo da te. Cominciamo proprio dal nostro studente. Inizio con il botto proprio. Innanzitutto ciao a tutti, sono molto contento di essere qui perché posso parlare a nome del mio gruppo di Enactus dell'Università di Trento con il quale abbiamo fatto una cosa tangibile in realtà. C'è una sfida molto importante che è quella che abbiamo portato. Conoscete Enactus come progetto? Per alzata di mano. Per alzata di mano esatto. Non voglio dare niente per scontate. Molto pochi, molto pochi, quindi puoi raccontare. È quello su cui stiamo lavorando però perché da allora faccio una piccolissima premessa. Enactus nasce in questa sala nel 2016 all'interno del festival dell'economia ed era una panel dedicata alla fuga dei cervelli. Abbiamo convertito ovviamente la missione di Enactus, non è solo contrastare la fuga dei cervelli ma dare delle opportunità concrete ai nostri giovani quindi questo grande rientro, ritorno in fondazione è particolarmente significativo. Il fatto che non tutti conoscono Enactus lo è altrettanto ma ci stiamo lavorando. Ecco per farla breve, Enactus ogni anno organizza tra le università una national competition per cui si crea un team in ciascuna università che partecipa, nel nostro caso un I30, e per sei mesi si lavora su un progetto che abbia come macro tema l'impatto sociale utilizzando la tecnologia e queste cose. E poi si fa questa finale che abbiamo fatto settimana scorsa, noi siamo arrivati in finale proprio tra le migliori quattro e si presenta il proprio progetto, chiaramente viene annunciato un vincitore e devo ringraziare anche se non è qui l'input del nostro professore Alessandro Rossi. Un applauso per il professore. È un po' magico il professore, quindi ha l'abilità di sparire nei momenti ma puoi ricompare, magari adesso si siede qua tra noi. Comunque ci ha dato un input molto interessante quando noi siamo partiti in fase di brainstorming, uno dei temi molto ricorrenti delle sfide attuali sono per esempio le fontini rinnovabili, le paleoiliche, sono tutte cose molto belle, ma l'input che ci ha dato lui è perché non partiamo da qualcosa di piccolo che sta accanto a noi come sfida e che sia nascosto ma tangibile al tempo stesso e quindi noi abbiamo deciso di volere cercare di usare l'intelligenza artificiale per aiutare i senzatetto nella città di Trento ed in particolar modo le donne senzatetto che nel contesto dei senzatetto è una sfida ancora più nascosta però a Trento è un problema molto reale nel senso che noi abbiamo fatto un'analisi e abbiamo visto che ci sono 300 donne che sono in questa condizione e fanno una fatica enorme a trovare strutture ad hoc che le aiutino a soddisfare quelli che sono tutti i loro bisogni specifici e quindi ci siamo detti diciamo in un mondo dove si sta usando l'ai per fare profit e per capitalizzare perché come Europa non ci distinguiamo usando l'ai per promuovere l'impatto sociale e quindi abbiamo creato il prototipo di questa app che tramite un chatbot allenato con i dati delle varie strutture che ci sono qua a Trento aiuta 24 ore su sette le donne a trovare strutture che sono disponibili a dospitarle sostanzialmente in modo totalmente gratuito nel senso che tutti gli enti che vogliono contribuire per essere nella piattaforma c'è un win-win da un lato hanno la visibilità e dall'altro però diciamo pagano la sottoscrizione in modo tale che il servizio rimanga gratuito o chiaramente per tutte le persone che ne hanno bisogno e questo è per dire che appunto spesso si parte da cose apparentemente piccole ma si può fare qualcosa di grande nel senso che facendo poi la scalabilità del modello abbiamo visto che noi potenzialmente con una cosa del genere possiamo arrivare a 400 mila donne senza tetto in giro per tutta l'Unione Europea e possiamo distinguerci come Europa che rispetto a Cina e Stati Uniti utilizza l'ai non come un servizio che faccia profit ma come un servizio che generi impatto sociale e quindi questa è la sfida che abbiamo portato avanti e che vogliamo continuare a portare avanti nei mesi bene grazie Gabriele Flaviano continuiamo da te mi piace questa cosa del professor Rossi come Luther Blissett dell'innovazione Wuming sapete è un collettivo situazionista che ha scritto dei libri molto belli però uno è la libreria vecchio quando si chiamano ancora Luther Blissett che era un vecchio giocatore del milan vabbè asciamo perdere che compariva scompariva insomma cose di questo genere si chiama Q un romanzo meraviglioso è la libreria l'ho visto se non l'avete letto è bellissimo poi l'altra cosa che volevo dire rispetto alle sfide spezza una lancia a favore del nuovo rapporto istat sulla situazione del paese è interessantissimo lo sto leggendo non ho letto tutto diciamo perché le sfide vengono fuori anche ovviamente dai dati empirici voglio dire non solo da quello che preferiamo noi o che ci sembra rilevante e lì da quel rapporto vengono fuori due sfide molto importanti cruciali per il nostro paese il primo è i sistemi di cura come strutturiamo i nostri sistemi di cura nelle diverse aree del paese c'è un approfondimento molto interessante sui sistemi di cura assistenziali per persone anziane con disabilità nelle aree interne ad esempio del paese interessantissimo diciamo l'altra grande sfida che ha molto a che fare con le cose che discutiamo che discuteremo qui oggi è si chiama generazioni al lavoro in particolare come le giovani generazioni nei sistemi di impresa che ruolo giocano sostanzialmente laddove ci sono perché nonostante l'impegno di enactus sappiamo bene che molti giovani piuttosto che lavorano nel sistema economico italiano preferiscono lasciare sostanzialmente quindi è interessante questa cosa delle sfide anche quanto sono consistenti anche dal punto di vista empirico perché di sfide ne abbiamo di fronte tantissime capire qual è la più rilevante non è sempre così facile per esempio in questi ultimi anni abbiamo scoperto anche il carattere sistemico delle sfide unire più sfide che sono collegate l'una con le altre il cambiamento climatico è collegato ai flussi migratori anche questa sfida sistema poi tornando a noi quindi bisogna essere concreti fino ad adesso non sono stato per niente diciamo la mia sfida è legata a cercare di rendere ancora più aperta inclusiva e impatto l'innovazione sembra un po banale però infatti non lo è perché l'innovazione che portiamo avanti non metto né sociale né tecnologica dico innovazione basta nonostante tutti gli sforzi che portiamo avanti anche con elisa eccetera è ancora piuttosto esclusiva e non necessariamente è finalizzata a generare degli impatti positivi e duraturi come ci hai dimostrato tu prima come state facendo voi no quindi l'innovazione è un po' esclusiva è per certe competenze e non per altre è per certi territori e non per altri è per certe classi sociali o per certi generi no genere come dire sessuale sostanzialmente e non altri no quindi da questo punto di vista rendere più aperta più inclusiva l'innovazione per me è una sfida epocale perché è epocale perché è particolarmente importante 1 perché le nostre società si basano sull'innovazione la nostra identità come società moderne no è basata anche sul fatto che abbiamo una certa concezione di progresso e chi alimenta il progresso l'innovazione diciamo no l'innovazione poi ci porta anche ad affrontare rischi e scelte fatali è quella che ci porta al limite e ci dice scegliamo no cosa fare cosa non fare generiamo aspetti positivi o molto negativi con l'innovazione no quindi a questo punto di vista è un tema che è un bene è una risorsa che dobbiamo riprodurre nella nostra società perché sia fruibile da tutti o dalla maggior parte delle persone diciamo che hanno voglia di fare innovazione perché poi una questione di e poi c'è un altro aspetto importante che l'innovazione comunque in parte lo dico per il nostro paese per l'italia è anche un fondamentale molto importante meccanismo di mobilità sociale cioè fare innovazione e poter fare innovazione è un meccanismo che aiuta l'ascesa sociale diciamo che all'ascensore della mobilità sociale nel nostro paese c'è parecchia coda però è fermo sostanzialmente da questo punto di vista rendere più inclusiva e orientata all'impatto l'innovazione per me è anche una modalità poi per entrare nel merito anche le regioni generazioni le intelligenze sociali e così via per cui la mia sfida in questo momento è questa un'innovazione più aperta più inclusiva e impatto sociale bene grazie flaviano passiamo la parola intanto c'è un applauso anche a flaviano passiamo la parola a Gianluigi anche a te chiediamo la stessa cosa di darci quelle che sono il vostro sentito io come fondazione per la natalità diciamo che a proposito vedo una persona che aspetta un bambino se non ricordo male qui c'è un posto che ho visto prima quindi ok io faccio la concretezza la applico già nelle dinamiche in questo senso i dati stat purtroppo parlano chiaro e sono dati che hanno tante sfaccettature ma è inevitabile dirci che noi dovremmo festeggiare il fatto che in italia si vive bene perché si muore a 83,6 anni di media e quindi dovremmo andare fuori con la bottiglia direi alla grande qua 83 anni siamo i migliori al mondo insieme al giappone perché perché c'è tutto un sistema che funziona però purtroppo questo sistema è destinato a crollare a brevissimo i giorni sono sempre più di meno è stato detto e quindi la sfida che che non è piccola però è quella che noi come fondazione per natalità ci stiamo prendendo è quella di provare a mettere i giovani nelle condizioni di realizzare i loro sogni lavorativi e familiari cosa che oggi non avviene in italia perché la natalità viene vista come qualcosa di come un convincimento no ma non ce ne frega niente di convincere i giovani a fare i figli zero a noi ci interessa creare le premesse di libertà in base alle quali chi vuole chi non vuole fare i figli non li fa e chi se ne frega alla peggio c'è mamma e zia che a natale ti dicono ma non è fatto un figlio va beh quello poi ci sta fa parte del gioco ma oggi in italia chi vorrebbe avere dei figli non è libero di farli perché perché la seconda causa di povertà in italia e tutto questo va a toccare a cascata tutto perché noi diciamo che è la nuova questione sociale perché se non ripartono le nascite o comunque se non troviamo una soluzione crolla il sistema pensionistico crolla il sistema sanitario crolla il pil crolla l'innovazione nel senso che poi un paese anziano inevitabilmente c'ha sogni di breve periodo c'ha sogni legati a startup pensionistiche no non è che ci si inventa cose di tutto e quindi è un grande problema e c'è un tema perché la gente dice no anche grandi personaggi ministri e quant'altro però è una questione culturale non è vero o perlomeno la questione culturale è assolutamente legata alla questione strutturale perché i dati stat che sono usciti quelli un anno fa che noi presenteremo insieme all'istrat il 3 giugno dicono che i giovani tra i 10 giovanissimi tra i 10 e 19 anni per il 76,4% vorrebbero sposarsi prima dei 30 anni per l'80, qualcosa non mi ricordo ben a civa ma sopra l'80% vorrebbero due o più figli allora la nostra sfida è capire che cosa succede dopo i 19 anni per quale motivo questo paese non riesce a mettere i giovani nelle condizioni di realizzare il desiderio che hanno nel cuore per quale motivo mancano le possibilità di trasformare e cambiare questo paese da questo punto di vista e badate bene e concludo la natalità non riguarda solo chi ha i figli o non riguarda solo chi i figli li ha fatti li vuole è fissato coi bambini quanto sono carini bambini no la natalità riguarda tutti dovrebbe fare il tifo per la natalità in italia perché ci siano politiche familiari e politiche che mettono i giovani le condizioni di realizzare i loro sogni tutti perché la pensione di tutti il sistema sanitario di tutti il sistema scolastico il welfare il prodotto interno lordo di tutti dipende anche soprattutto da questo tassello non a caso l'europe non investe proprio perché è come se avesse tirato il reminbarca perché non c'ha più permettetemi la citazione colta l'occhio della tigre come diceva a pollo a rochi quando diciamo aveva un po si era un po adagiato grazie già luigi vengo da te federico hai sentito un po punti di vista su quali sono grandi sfide e vengo anche a te chiedere la stessa cosa allora stavo pensando ascoltandovi stavo leggendo la repubblica qualche giorno fa che diceva che se per un genitore la prospettiva qualche anno fa per il figlio era il posto fisso adesso la prospettiva è che il figlio vada all'estero e si realizza all'estero inquietante no penso io quando lavoravo all'estero il mio primo stipendio il primo giorno di stipendio il primo mese e lavoravo in un'organizzazione internazionale era di 3800 euro primo stipendio mio padre io contento le ho detto mio padre le ho detto papà guarda non gli ho mai visti nemmeno io questi e quindi torno io poi sono tornato in italia ho affondato un'attenda in italia quindi per anni non mi sono dato lo stipendio per cui per fortuna che quei 3800 euro c'erano stati esatto per qualche anno mi hanno mi hanno sostenuto però io ho 33 anni quindi sono giovane fino a un certo punto e penso a una prospettiva salariale pensando al concetto di famiglia natalità e così c'è da mettersi le mani nei capelli quando penso anche al concetto del tutto è subito no noi viviamo in questa cosa dove ordiniamo una cosa su amazon oggi la vogliamo domani facciamo un qualcosa oggi la vogliamo tra due secondi tendenzialmente qualsiasi politica pubblica qualsiasi politica di investimento necessita pazienza e necessità che tante persone diverse si mettono insieme a lavorare e questo purtroppo lo diciamo tutti perché è sempre un po la fiera dell'acqua calda no la scoperta dell'acqua calda tutti dicono le stesse cose perché alla fine sono tre regole che dovremmo applicare nessuno si prende la responsabilità di farlo l'altro giorno ero al festival dell'asvis e parlava enrico giovanini ex ministro e direttore dell'asvis diceva c'è questa tendenza dove si tende a posticipare la responsabilità che abbiamo oggi a qualcun altro domani o qualche altro ente qualche altra persona quindi la cosa più concreta le due cose più concrete che mi verrebbero che dovremmo applicare in modo molto molto semplice è prendersi la responsabilità che abbiamo con gioia di utilizzare la nostra testa la nostra capacità creativa di dire ma io cerco di fare qualcosa sapendo che potrebbe avere un impatto nella comunità in cui vivo e la scelta che prendo adesso può inficiare il futuro non solo mio ma di altri e quando noi facciamo qualcosa secondo me dovremmo semplicemente portare questa domanda ma quello che faccio adesso io oggi nel lavoro nella mia vita privata che impatto ha nella mia persona ma soprattutto nella comunità in cui vivo e se la risposta è potrebbe creare del valore allora la faccio se invece la risposta è ma e comprare una cosa faccio un esempio più banale comprare una cosa su amazon oggi invece che magari andare nel negozio sotto casa questa è comoda per me ma l'impatto che crea nella mia comunità è un impatto negativo e l'altro tema io la vivo da imprenditore cosa crea l'identità di un territorio tante cose ma in particolare le piccole medie imprese che lo caratterizzano la possibilità per le persone di vivere lavorare crescere una famiglia nel luogo dove sono nate o in un luogo dove c'è un senso di appartenenza ecco noi dobbiamo sapere che la capacità di queste piccole medie imprese insieme alla politica pubblica e le nostre scelte quotidiane e ripeto guardate che mi sono consapevole che sto dicendo la legge dell'acqua calda ma è così dobbiamo chiederci domande semplici azioni concrete punto questo è il mio approccio a immaginarci un intelligente sociale intelligente basata sulla responsabilità del singolo perché alla fine questo non è il assunto è la responsabilità che abbiamo come come persone bello mi piace molto concreto grazie fedeico allora andiamo a innescare un po' un meccanismo così abbiamo fatto disamine come ho detto ne abbiamo sentite tante disamine io appunto sto qua ad ascoltare i vari talk passiamo a una parte invece propositiva cioè parliamo di soluzioni perché poi questa è la parte più complessa trovare le soluzioni e metterle in campo quindi ripartiamo gabriele da te io ti chiedo in che modo possiamo generare delle soluzioni che siano appunto concrete che abbiano quella visione che si parlava appunto anche prima e che possano essere noi abbiamo messo delle parole chiave ma voi sentitevi liberi di utilizzarle il tema innovazione è già uscito intelligenza sociale è un tema che volevamo su cui volevamo stimolarvi e sicuramente nuove generazioni vengo da te sei un ragazzo no sei in questo momento all'università se dovessi vedere delle soluzioni che ti piacciono o dire ma qua questa funziona no facciamola pure noi da dove partiresti ecco sembra paradossale quello che sto per dire ma partendo da un approccio molto semplice che è non avere subito in testa di voler fare le cose in grande e cambiare il mondo sembra paradossale questo no io faccio una piccola premessa prima di venire qua all'università di trento ho lavorato all'estero sono uno di questi giovani che si è trasferito lì e ho fatto tre anni di lavoro full time in eplola barcellona e varie cose diciamo non sono andate come me le aspettavo e quindi sono tornato a trento proprio con l'intento di voler fare un reset partiamo dalle basi io sono andato lì perché volevo spaccare il mondo e ora ho i piedi molto più per terra vengo qua all'università di trento partiamo da quello che succede nella vita di tutti i giorni nel momento presente no allora penso che piuttosto ecco mi ricordo che il professore della mia facoltà human computer interaction ha detto una cosa massimo zancanaro non so se lo conoscete per nome anche lui alzata di mano lui ha detto una roba semplicissima ma che mi ha svoltato nel senso che ci ha detto voi venite qua giustamente con una energia la voglia di cambiare il mondo mai innanzitutto vivetevi l'università nella sua quotidianità sembra una roba anche questa banale sembra l'acqua calda no però io ho lì ho realizzato che l'idea buona la soluzione parte dall'incontro che tu fai nella quotidianità ti giri vedi quella scintilla negli occhi di qualcun altro che sta facendo quel corso insieme a te ci si guarda ci si dice magari non so esattamente cosa voglio fare ma sento la tua energia mettiamoci insieme a fare qualcosa e nel momento che inizi a sporcarti le mani anche se quello che all'inizio che all'inizio fai sembra semplice che non cambi nulla ma passo dopo passo si arriva a quella soluzione quindi il messaggio che voglio dire se uno poi si sveglia la mattina c'è l'euro che ha bellissimo però se uno non ha la soluzione in testa stando nel presente vivendo a fondo il contesto sociale in cui ci si trova e ricercando una comunanza di valori con le persone che ti stanno vicino ecco poi la sinergia porta sicuramente ad una soluzione che fa la differenza noi siamo partiti a novembre per enactus no semplicemente dicendo perché siamo qua boh perché mi entusiasmava l'idea di fare sto progetto no e in sei mesi siamo arrivati ad un app che le donne senza tetto possono utilizzare per risolvere delle problematiche che sono dure che sono complesse non l'avremo mai detto all'inizio eppure questa cosa farà la differenza no quindi questo è l'unico incoraggiamento che do viviamoci le persone la quotidianità e la semplicità delle cose poi le soluzioni arrivano secondo me bene grazie mille abbiamo preso intanto due cervelli di ritorno si ha tutte e due sono andati fuori sono tornati siete due mosche bianche quindi insomma vi teniamo nei dati stat come che vi togno degli outline quindi flaviano a te la stessa domanda darci un po di concretezza tu ne vedi tante nel senso che come consorzio cgm vedi anche tanti imprenditori sociali vedi tante cose che accadono quali sono le leve di concretezza di allora pregato dico ancora una cosa negativa poi dico la cosa positiva è giusto dirla diciamo che io sono uno di quelli che ha generato quel dato inquietante cioè sono uno di quelli indagine chances così no ci scambiamo un po di rai ported che fa male che si considerano certo medio anche se sono impoveriti già questo sarebbe aprirlo una riflessione ma che poi costruiscono una narrativa sui figli come dire guarda che il tuo futuro non sarà qui ok io ammetto ammetto bisogna dirlo che con le mie due figlie una a 18 anni un'altra 13 comunque io rappresentato alle volte mi scappa di rappresentarmi un futuro del paese dove qualche modo no non è magari il posto giusto per poter fare poi loro se ne fregano abbastanza fanno le loro cose diciamo quindi confido anche su di loro anche sulle cose anche che dite voi e che fate voi anche no questo è importante però bisogna anche dirlo che in effetti cioè io ho 56 anni ok quindi ho attraversato anche una certa fase di sviluppo e non sviluppo del paese quindi insomma va beh ok questo per dirlo ci tenevo a dirlo perché è giusto poi concretezza sulle cose da fare allora io credo che per poter fare concretamente le cose serve da un lato avere una visione di carattere generale di natura sistemica come dicevamo prima non tener assieme diversi fattori se non riesce poi però per fare per trovare le soluzioni devi lavorare di dettaglio allora di dettaglio cosa vuol dire segmentare bene i settori di attività in cui operi cosa vuol dire concretamente io vengo dal settore cosiddetto terzo settore terzo sistema diciamo no primo settore nienti pubblici sento il secondo settore imprese di mercato terzo settore poi si occupa anche la fondazione no il mondo dell'associazionismo della cooperazione della filantropia e così via di solito questo qui viene preso tutto un pacco unico diciamo si c'è a questo fa impatto sociale fa trasformazione genera benefici così non è vero non è del tutto vero se vuoi fare le cose concretamente devi un po' spacchettarlo sezionarlo diciamo no è quello che cerchiamo di fare con i nostri percorsi di open innovation anche con voi dedicate in particolare al terzo settore per esempio e fare incontrare generazioni diverse di imprenditori sociali che possano riuscire a collaborare magari mettendo buone idee ma tanto mettendo energia magari mettendo desideri aspirazione eccetera rispetto ad altre organizzazioni che invece sono organizzazioni che lavorano da decenni lavorano soprattutto la pubblica amministrazione fanno le gare da palto sono nei sistemi di accreditamento mondo insomma non proprio stimolante importante perché poi erogano servizi fondamentali per bambini per anziani per persone con disabilità quindi fanno robe importanti ma forse la dimensione del desiderio di fare innovazione perché l'innovazione bisogna anche desiderarla non è solo una questione voglio dire di strumenti di risorse gli è venuta un po' a mancare se tu crei le condizioni dentro percorsi di open innovation sostanzialmente per fare incontrare generazioni approcci diversi del fare terzo settore nel paese oggi le cose succedono le cose funzionano non è facile perché ovviamente c'è una dimensione anche dialettica di conflitto che va in qualche modo gestita però se mette assieme queste diversità diversità che sono anche dentro i settori non solo tra i settori allora questa cosa funziona diventa molto concreta perché in qualche modo innesca capacità progettuale a ripensamento delle politiche per chi fa terzo settore oggi tu non devi solo cambiare i prodotti e i servizi magari fosse solo così per fare davvero i cambiamenti sociali di cui abbiamo bisogno noi oggi se vogliamo fare cambiamento sociale come dice giovannini diciamo dobbiamo cambiare le politiche le regole del gioco se non cambiamo quelle riempiamo il funnel di tanti nuovi prodotti e servizi tutti fighi per carità voglio dire ma non hanno un effetto trasformativo per fare la trasformazione vero e proprio delle regole del gioco o metti assieme le diversità intorno a dei tempi ben definiti però se no diventa la coalizione della qualsiasi sostanzialmente ma se invece la fai nuovi sistemi di cura contrasto la povertà no piuttosto che trasformazione ambientale inclusione sociale cioè scegli delle tematiche ben definite allora puoi far lavorare le diversità anche chi magari non ha occasione di incontrarsi e su questa base allora puoi creare non solo tante innovazioni di prodotto servizio interessanti ma appunto trasformazioni più profonde che toccano anche i nostri comportamenti di consumo le rappresentazioni sociali che ci facciamo per il futuro dei nostri figli evidentemente evidentemente la mia non era particolarmente strutturata ecco se fai questo lavoro qui di tenere assieme e di far lavorare le diversità anche intrasettoriali e non solo tra settori credo però non è molto concreto no però funziona vi assicuro che poi se mettete in alto percorsi di questo tipo grazie grazie a plaviano già Luigi prima abbiamo parlato di un tema grande come la natalità e ora invece ti chiediamo visto che tutti i giorni poi ci lavori su questo no come trasformare questa grande sfida con delle proposte di soluzioni e poi cercare che queste proposte abbiano attecchiscano nel terreno allora noi nasciamo proprio in controtendenza a quella del professore nel senso noi eravamo un gruppo di mamma e papà che non si rassegnavano al fatto che i figli dovessero andare all'estero proprio perché un conto è che un figlio viaggia all'estero per fare un'esperienza perché c'è un'opportunità un conto è emigrare per necessità perché il tuo paese non ti permette di realizzare quello che tu vorresti fare nel tuo paese io ho cinque figli quindi diciamo che la situazione mi mette sopra un'angoscia anche maggiore ecco per me la parola un po parole chiave stiamo parlando del parolo chiave è che poi anche in continuità con quello che è stato detto è squadra cioè noi dobbiamo capire che ci sono alcune tematiche nel nostro paese che non sono sindacabili cioè che non sono fronte di dibattito ad esempio la natalità è una di queste non è possibile dividersi destra sinistra centro io la vedo in un modo tu la vedi in un altro è oggettivo appunto il made in italy è questo la la politica estera cioè ci sono dei temi che dovrebbero unire il paese allora la nostra fatica e tu lo sai luciano è quella di aver provato e di aver iniziato a provare a mettere insieme tutto il sistema paese cercando di remare tutti nella stessa direzione il mondo delle banche il mondo delle imprese il mondo della politica il mondo dei sindacati il mondo dell'associazionismo il mondo dello spettacolo il mondo dello sport perché questa è un tema è come se dovessimo giocare la finale mondiale e ma non abbiamo la la consapevolezza di giocarci la perché poi si tratta della finale mondiale perché tu perdi quella partita altro che cioè perde proprio tutto il paese detto questo un'altra cosa che io vedo che è un'altra parola chiave è quello della partecipazione cioè la mia sensazione è che noi abbiamo smesso di partecipare tutti cioè noi abbiamo un approccio nei confronti del governo dello stato della regione del comune molto invece che sussidiario di sudditanza ecco utilizzandole cioè nel senso noi abbiamo recentemente andavo ogni tanto mi invitano no mi chiamano associazioni mi dicono guarda vieni addirittura ci ospitano al consiglio comunale passa anche l'assessore cioè come se uno non avesse più la consapevolezza che il consiglio comunale lo spazio del comune nostro è stato dato cioè viene viene dato viene delegato per un periodo storico all'assessore o al comune competente ma quello spazio dei cittadini così come il fatto che passi l'assessore per carità siamo contenti ma dovrebbe gioire l'assessore di essere invitato ad un evento della società civile ecco io credo che il cambiare prospettive e renderci conto che prima di tutto al centro c'è la persona umana poi ci sono le famiglie poi ci sono le realtà del terzo settore dopo solo dopo ci sono le istituzioni comune regione stato governo chi chi ne ha più ne metta questo sia un po qualcosa da cui dobbiamo ripartire quindi per me una delle parole più importanti la partecipazione anche perché e concludo che da emmer io li seguo la criticità più grande è che andiamo avanti a compartimenti stagni senza renderci conto che il bene comune non è la somma degli interessi particolari e quindi noi pensiamo che l'interesse particolare dei giovani più l'interesse particolare delle aziende più l'interesse particolare dei sindacati più sia il bene comune che è un po come vengono oggi utilizzate le risorse nei leggi di bilancio sommando gli interessi particolari di ciascuno che succede succede che sommando gli interessi particolari ciascuno avendo 30 miliardi 20 miliardi mettendo 2 miliardi a te un miliardo a te tu non risolvi nulla tu scontenti tutti e parcellizzi senza avere una visione di paese quindi squadra e partecipazione per me sono due parole d'ordine e chiave grazie mille gialluigi federico a te la sfida di darci la tua ricetta di proposta di soluzione concreta reale puntuale sei tornato per fare questo quindi vi racconto un po vi racconterò quello che faccio io quotidianamente e così capirete il motivo anche perché sono qua la cosa che ascoltando sempre voi il concetto che per innovare bisogna far fatica quindi abbiamo anche qua far fatica implica che dobbiamo pensare soluzioni nuove è più semplice fare quello che abbiamo sempre fatto prima l'altra cosa che riguarda l'innovazione è il concetto del giudizio della società o del modello di società in cui siamo cresciuti fare innovazione in una startup significa quindi assumersi il rischio fare fatica fare rischio come gestiamo il rischio noi lo gestiamo con hai sbagliato una volta io a te fiducia non te ne do più cioè questa è una persona che ha fatto fatica per cercare di trovare una soluzione nuova e per creare un qualcosa di un miglioramento una soluzione nuova e viene giudicato cioè questo è un approccio che come possiamo pensare di avere quello che dicevano un risultato diverso facendo sempre la stessa cosa un po quello che dicevi anche tu compartimenti stanni mettiamo il titolino delle cose facciamo il commissario per quello l'ufficio quello l'associazione tutti si fanno i cavoli loro tutti rappresentano le proprie parti vi faccio un esempio concreto questa startup famosissima we work ad amnuman fa perdere agli investitori 12 miliardi 12 miliardi di dollari fallisce caos questo rifonda un'altra società gli stati uniti ovviamente prende dagli investitori 350 milioni di euro cioè ditemi una società italiana dove uno per sbaglio ha cercato di innovare ha fallito e tutti li vanno dietro a dar soldi cioè capito che proprio un approccio completamente diverso e qua secondo me è un altro elemento concreto su cui dobbiamo interrogarci cosa implicano innovazione e come noi dobbiamo cambiare approccio alla gestione di chi vuole innovare e della innovazione stessa l'altra cosa che è un po 40 secondi un po quello che faccio io è l'idea anche qua che pubblico e privato devono lavorare insieme cioè quello che si considera l'azienda è cattivo a prescindere brutto cattivo e anche la logica del profitto di ho fatto profitto stai rubando il profitto è l'unico elemento per cui un'azienda può investire sul futuro e il motivo per cui ho fatto la mia azienda che si chiama vaia che vi racconterò dopo perché vedo ancora 13 secondi è proprio l'idea di far di cambiare l'approccio al concetto che le aziende sono il permettete ma forse esagero il 90 per cento di quello che può essere il reale cambiamento sociale perché poi alla fine tutti lavoriamo tutti i giorni nelle aziende e se non cambiamo da lì da dove cambiamo poi. Grazie. La donna pragmatica passa proprio alla concretezza quindi tu sarai l'ultimo a rispondere so che è l'esempio super concreto ma lo chiedo anche gli altri quindi se ci volete condividere un esempio proprio concreto vostro oppure semplicemente osservato di un modello che sta contribuendo a una transizione giusta inclusiva e sicuramente anche sostenibile partiamo da te che mi sei qua vicino e comunque rappresenti enactus quindi so che di esempi ne hai più di uno. Assolutamente, starò più attento al timer questa volta. Ho guardato neanche io. Fede ce l'ha di fronte. 5 secondi per ringraziarti perché non avevo un applauso a chi sta dentro a range di tre minuti. I giovani stanno nei tempi. Allora per non essere diciamo per non ripetermi anche se è bello parlarne appunto con enactus abbiamo creato omlinger che è questa soluzione molto tangibile che agisce sulla comunità per un fenomeno che in inglese si chiama la hidden homelessness che sono le donne senza senza tetto e noi appunto il bello di enactus secondo me che ti dà un messaggio forte enactus non finisce alla competizione nazionale anzi piuttosto quell'evento lì che è un po il culmine del lavoro che è stato fatto in sei mesi di tempo per arrivare ad una soluzione concreta è solo il punto di inizio e quindi io sono entusiasta all'idea che omlinger che appunto è il nome della piattaforma è partito in realtà per assurdo con la presentazione che abbiamo fatto nella competizione e oggi vuole diventare una realtà che innanzitutto aiuti le centinaia di donne senza tetto che stanno in questa comunità qui a Trento e con l'augurio che l'esempio concreto che daremo sia un qualcosa che poi possiamo scalare fuori dall'italia a tutta europa ma partendo da una piccola comunità dove secondo me è inutile guardare i numeroni se abbiamo 300 donne senza tetto e tutte 300 queste donne riescono a trovare alloggio conforto comprensione ma questo è l'esempio più bello del mondo no poi da lì i numeri grossi saranno soltanto una conseguenza ecco quindi sfrutto quest'ultimo minuto per ringraziare e natus per avere creato innanzitutto questa opportunità di incontro senza giudizio dove abbiamo potuto procedere per tentativi ed errori e quindi perdere diciamo questa paura di essere perfetti fin da subito e avere potuto vivere sulla nostra pelle che anche partendo da zero e con la semplicità di ragazzi che si incontrano senza un'idea precisa poi si può arrivare a una soluzione ben definita e con un impatto estremamente concreto e come ho detto già prima questo è solo l'inizio e con questo mi dò 30 secondi di margine grazie mille anche perché in effetti quello che hai detto molto vero cioè noi diamo l'opportunità a voi ragazzi di sviluppare qualcosa che poi però possa diventare qualcosa che abbia degli impatti e quindi in in actus in realtà sono già state incubate molte startup che hanno proprio il l'obiettivo di creare imprese sociali e che quindi abbiano degli impatti molto concreti quindi grazie per averlo sottolineato molto apprezzato. Fraviano grazie due cose direi molto concrete una sono le partnership che ci sono tra imprese sociali e imprese profit per favorire l'inserimento lavorativo di persone fragili e svantaggiate questo viene non solo non tanto attraverso meccanismi donativi filantropici vanno benissimo naturalmente ma viene proprio condividendo dei business comuni che diventano più inclusivi grazie al fatto anche c'è un sistema normativo che permette questa cosa quindi si crea davvero una partnership che favorisce a larga le opportunità di inclusione sociale lavorativa di persone fragili facendo lavorare imprese del terzo colaborare imprese del terzo settore imprese sociali è stato aperto anche un tavolo di lavoro molto interessante grazie a Helis al minute per rafforzare ulteriormente questi partenariati questa è una cosa molto importante e già molto praticata molto praticata non è una nicchia è una cosa che può crescere molto diciamo prima il primo elemento l'altro pochino più da costruire riguarda un tema che se mai è una priorità di politica sociale oggi che il tema della casa e da questo e delle nuove infrastrutture sociali diciamo no luoghi di socialità dove persone si possono incontrare spazi culturali ricreativi all'interno di nuove soluzioni abitative e così via credo che da questo punto di vista una triangolazione i nuovi fondi per esempio per l'using sociale che prevedono ruolo dello stato però ruolo anche dei developer dell'edilizia della costruzione ma ruolo anche il terzo settore che fa poi tutto quel lavoro un po soft di costruzione di comunità di animazione degli spazi di coinvolgimento dei cittadini questa cosa qui è già stata praticata soprattutto in alcune regioni cioè i fondi housing sociali hanno avuto questa triplice componente diciamo di finanza pubblica di sviluppo immobiliare e di lavoro sulla componente sociale diciamo molto importante adesso questi fondi stanno per ripartire ci sono soggetti importanti che stanno investendo come investire ed altre diciamo più di tutto il tema rigenerazione housing sociali infrastrutture sociali può provvedere e già previsto delle forme anche di partenariato molto interessante addirittura tra i tre settori pubblico privato e non profit da questo punto di vista c'era anche la variabile pnr diciamo che purtroppo ha funzionato solo in parte diciamo poteva essere un'opportunità ancora maggiore diciamo però comunque ci sono degli investimenti in atto interessanti che per il futuro potranno crescere ulteriormente anche per creare poi le condizioni affinché le famiglie e i soggetti sociali possono radicare e fare scelte e progetti di vita da cui scende anche di scende poi la natalità anche. Grazie Flaviano devo dire Marta stanno emergendo diciamo tematiche importanti con la loro concretezza si è parlato di come i ragazzi possono mettersi in gioco e quindi Gabriele ci ha dato questa partita Flaviano ha citato il ruolo della collaborazione puntuale proprio su profit e no profit o sul grande tema dell'housing sociale come nuova infrastruttura e quindi si stanno montando e stiamo raccogliendo alcuni stimoli interessanti. Certo Gianluigi ha anche sottolineato l'imprescindibilità del fare squadra che forse è uno dei motivi per cui siamo qua per cui un altro concetto da sottolineare. Ora a caso reale anche a te diventiamo concreti e quindi tu che sei uomo della concretezza oltre che della visione raccontaci un po' qualcosa di concreto. Una cosa concreta che è anche molto bella molto grande molto difficile è stato in questi anni concretizzare l'assegno unico universale nel senso che si partiva da una sempre lì dal balletto delle parti facciamo il cooziente familiare ma no facciamo le detrazioni facciamo qualcosa con l'associazionismo familiare e poi diciamo concretamente anche attraverso con gli stati generali della natalità che ha fatto pressione ulteriore su questo siamo riusciti facendo fare squadra a tutto il mondo della politica studiando mettendo tutti insieme facendo votare all'unanimità tranne una persona che sia stenuta che non ho saputo chi era se non gli emenavo ma questo è un mio personalissimo diciamo così però sai è una cosa dice che è una cosa brutta tutti d'accordo poteva essere una cosa ancora più bella siamo riusciti a fare l'assegno unico universale è chiaro che l'assegno unico universale poteva essere fatto meglio lo dico io ma perché ho seguito passo passo tutte le situazioni per farlo ci vuole una società civile competente che rompe le scatole in maniera competente che mette insieme il mondo della politica una società civile che sa far fare squadra e sa uscire da logiche ideologiche anche a livello terminologico perché purtroppo in italia siamo il paese dei tifosi forza guelfi chibbellini e quindi parlare di famiglia diventava complesso invece partendo dalla dinamica natalità ci ha aiutato anche a livello strategico e abbiamo oggi come oggi comunque un ausilio ai genitori che non fa ripartire a natalità quanto meno da un aiuto un sostegno alle famiglie con figli poteva essere fatto meglio a mio modo di vedere dovrebbe essere migliorato e deve continuare è un lavoro che ha iniziato e che deve continuare questa è la prima cosa la seconda cosa una cosa molto interessante a mio vedere con la fondazione per la natalità stiamo facendo insieme alla louis perché le aziende fanno tutte welfare tutte vanno avanti a colpi di asili nido e congiati parentali però poi da silo nido e congiato parentale non sempre è qualcosa di estremamente concreto che va a impattare va a migliorare la vita di chi ce l'ha non non mi sentirete mai parlare male di asili nido e congiati parentali però ci sono ad esempio i maggiordomi d'azienda che sono quelle realtà che alcune aziende hanno creato dove una mamma un papà arrivano la lista della spesa e l'azienda gli fa la spesa oppure gli paga la bolletta o gli cambia quando devono cambiare le ruote gli cambia le ruote gli aiutano quindi a trovare una soluzione che possono essere più impattanti e quindi stiamo facendo questo studio con la louis che presenteremo il 18 dove cercheremo di dare un'ausilio alle aziende mettendo le rete cercando di trasformare le politiche che loro già fanno rendendole il più impattanti possibile dal punto di vista della natalità e delle politiche familiari. Grazie a te chiudere intanto il questo terzo giro quindi vi racconto allora quello che faccio lavoravo a Bruxelles appunto vi raccontavo prima stavo molto bene e c'è stata la tempesta vaia 28-29 ottobre del 2018 40 milioni di alberi distrutti dalla tempesta disastro ambientale più grande degli ultimi 50 anni in italia quantità di legno stratosferica quello che veniva fatto era prendere il legno buttarlo su delle navi e portato a praticamente gratuitamente quasi in cina ai grandi multinazionali e che non creavano valore per il territorio e ho detto ma in un mondo dove acquistiamo un sacco di cose non sappiamo neanche chi le fa e da dove vengono iniziamo a costruire qualcosa che riporti valore al territorio e ricrei una connessione uomo natura quindi abbiamo abbiamo iniziato a parlare con i boscaioli le segherie i falegnami e gli abbiamo detto recuperiamo questo legno diamo lavoro alle aziende locali creiamo un ecosistema di aziende diverse ma unite in un obiettivo di rigenerare il territorio e creare opportunità per il territorio stesso creiamo degli oggetti di design ma che si interfacciano alla tecnologia no la tecnologia che ci riporta sempre a fare 70.000 cose in un momento ci danno un sacco di opportunità però ci tolgono la possibilità ogni tanto o noi ce ne dimentichiamo di vivere il momento e di riconnetterci con quello che stiamo facendo adesso quindi abbiamo creato il primo oggetto che questo amplificatore naturale per smartphone questo è un po una metafora amplificare la rinascita amplificare le idee amplificare la coesione sociale quindi abbiamo recuperato la materia prima da un lato abbiamo dato lavoro alle filiere locali e vi assicuro che per i primi sei mesi la gente ogni volta che io chiedevo ma volete lavorare in questo progetto dove ognuno fa il suo pezzettino e poi si crea valore per il territorio la risposta era no no no no no no no no però un po alla volta ce l'abbiamo fatta quindi recupero filiera locale prodotti che si interfacciano alla tecnologia e servono nella vita quotidiana di ogni giorno e ogni prodotto un give back sul territorio una restituzione perché possiamo fare tutte le cose reciclate possiamo fare tutte le cose più sostenibili ma poi bisogna investire sul futuro quindi parte dei ricavi sono reinvestiti sul territorio noi abbiamo scelto che ogni prodotto serviva a finanziare un albero nelle aree dove c'è stata la tempesta in cinque anni da quando abbiamo fondato la startup siamo riusciti a riforestare in veneto in friuli in Trentino del Tradige in lombardia 150.000 alberi quindi 150.000 prodotti in tutto il mondo in 38 paesi e cos'è il modello il modello rigenerativo di vaglia perché prima l'abbiamo fatto e poi abbiamo detto come diventiamo grandi noi vogliamo costruire dei prodotti che servono alle persone per vivere il momento di che riconnettersi con uomo e natura dove facciamo upcycling dei materiali coinvolgimento delle filiere locali dove c'è l'identità dei territori costruire dei prodotti e ogni prodotto reinvestire il prossimo passo che facciamo e stiamo facendo adesso è uscire dalle dolomiti e arrivare in Puglia Puglia dove abbiamo 20 milioni di alberi colpiti da Xirella stiamo cercando un nuovo materiale perché il legno massello lì non si può più usare quindi un biomateriale fatto con dei polimeri del legno dove facciamo upcycling da un lato lavoro con le filiere piccole e medie imprese locali prodotto e ogni prodotto andremo con la forestale tutti gli enti locali non più a piantare gli olivi perché come è successo sulle dolomiti monocultura distruzione dove c'è diversità e si fa squadra anche il bosco è più forte andiamo a ricostruire la macchia mediterranea creare quell'ecosistema di diversità dei boschi che è stata distrutta nel 500 anni di ricreare la macchia mediterranea un prodotto un nuovo materiale upcycling filiera ed istituzione questo è quello che noi facciamo concretamente con umiltà sempre a imparare però noi proviamo a dare il nostro punto di vista grazie mille Federico, ti rubo una battuta e poi ti lascio lo spazio per le conclusioni finali Marta se sono tutti così ce li dobbiamo andare a riprendere uno per uno quindi a Bruxelles a Parigi in Canada dove sono però il senso era proprio questo no si può fare la risposta è sì si può fare servono persone che lo fanno il commento che dico io è che in questo caso qua non stiamo delocalizzando niente l'oggetto è stato disegnato qua viene prodotto qua viene coinvolto qua perché ultimamente no ci abbiamo questa mania dove qua lasciamo la parte più bassa del sistema invece il design la parte così la portiamo da altre parti quindi questo è uno degli esempi che ci piaceva molto ed è per questo lavoriamo molto con Federico a te la palla per le conclusioni grazie mille peraltro volevo solo ricordare una cosa questo progetto mi fa molto piacere che l'abbia raccontato perché inizialmente Federico questo progetto il tuo progetto era nato anche in Enactus cioè i ragazzi del team di Trento avevano utilizzato il legname della post della tempesta Vaglia per creare delle tessere magnetiche che andassero, mi ricordo che erano venuti a chiederci ma voi come avete fatto? e quindi no è bello perché è proprio la circolarità non solo dei materiali ma anche delle idee io sono un po una boomer per cui prendo appunti con carta e penna e faccio sempre così quindi mi porto a casa il fare incontrare generazioni diverse e fare squadra ed è quello che abbiamo fatto qui oggi e che stiamo facendo peraltro mi piace ricordare che Enactus è un progetto nato grazie alla fondazione Caretro quindi siamo qui perché è il nostro socio fondatore ma non solo anche Elis quest'anno è entrato quindi il vero fare squadra è qua rappresentato in questo tavolo l'occhio della tigre mi sono portata a casa l'occhio della tigre e l'usare assolutamente l'innovazione come ascensore sociale veramente molto importante vivo un po di suggestioni e ieri proprio in questa in questa sala la direttrice della fondazione Caretro ha lanciato un appello e ha detto cambia una cosa come provocazione e secondo me è un invito veramente molto semplice ma molto potente ad agire ad agire direttamente come persone con di come individui e quindi questo è un po il senso che vogliamo trasmettere oggi abbiamo trattato grandissimi temi in sicurezza lavorativa fuca dei cervelli dobbiamo avere il coraggio soprattutto di ascoltare ieri un'altra provocazione è stata lanciata sempre in questa sala ed era di un imprenditore un giovane imprenditore si parlava di numeri si parlava di minoranza delle donne di gap retributivo e lui ha lanciato questa provocazione forte ad alta voce ha detto bisogna avere il coraggio di ascoltare di ascoltare le nuove generazioni e forse da qua è un po l'inizio in enactus questo ascolto lo facciamo lo facciamo lo rendiamo attivo e lo chiamiamo intelligenza sociale cioè ed è proprio un po la capacità di unire l'empatia la visione la collaborazione per creare qualcosa di molto concreto i nostri ragazzi non sono solo studenti li chiamiamo change makers perché loro hanno veramente il potere di cambiare le cose e non è un'etichetta che vi stiamo dando è assolutamente una responsabilità e responsabilizzare le nuove generazioni facciamo parte di un network globale ma non sono qua a fare lo spot per enactus ma per dire che veramente le cose con la giusta squadra si possono fare e appunto gabriele è solo uno degli esempi abbiamo centinaia di studenti ma in realtà migliaia in tutto il mondo che cercano di generare del cambiamento positivo e quindi chiuderei con una frase che forse un po poetica ma non ci servono eroi ci serve un po di coraggio un coraggio diffuso e forse questo è un giusto giusto ambito da cui far partire questo questo nostro motto quindi ringrazio veramente tutti ringrazio la fondazione ringrazio elis ringrazio tutti i panelist per averci arricchito di concretezza grazie mille allora no no
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