In trappola. Giovani, parole e linguaggio. Come liberarsi da stereotipi e modelli sessisti
Incorpora video
In trappola. Giovani, parole e linguaggio. Come liberarsi da stereotipi e modelli sessisti
Analisi delle parole come strumento di discriminazione e parità, con focus su stereotipi patriarcali e l'importanza di un linguaggio inclusivo.
mettere in luce quello che è proprio uno dei fili rossi che sono nel nostro libro e cioè quello delle parole. Le parole come diceva Chiara che abbiamo esaminato degli adolescenti, dei giovani, delle ragazze, dei ragazzi, parole che speravamo fossero parole di parità e invece tante volte abbiamo trovato ancora degli stereotipi patriarcali molto forti, ragazze che ancora si sentono dire donna al volante per il pericolo costante oppure donna schiava zittellava per ripeterne solo alcuni di quei detti davvero tanto antichi che potamo sentire tra i nostri nonni che invece ancora vengono ripetuti. La tentazione che abbiamo cercato di fuggire è quella di metterci a giudicare questi ragazzi. Lungi da noi questo abbiamo cercato di guardarli, di ascoltarli come suggerisce lo psicologo Matteo Lancini proprio di metterci in ascolto perché quello che manca è proprio l'ascolto di questi ragazzi, cercare di capire cosa loro pensano e come nasce questo linguaggio. Se loro parlano così alla fine la responsabilità per gran parte è di noi adulti. È chiaro che siamo noi che abbiamo creato questo substrato culturale dove loro poi vivono e noi che in qualche modo abbiamo sbagliato e quindi ci siamo messi in gioco, abbiamo esaminato quelle che sono le parole degli adulti. Parole che sono tante volte parole d'odio, ci sono dei rapporti recenti di Vox Diritti che dimostrano come nel web il 50% delle parole d'odio sono nei confronti delle donne, le donne sono la categoria più attaccata, c'è una grandissima misoginia sul verbo e in questo l'algoritmo non aiuta perché l'algoritmo in qualche modo aiuta quelle che sono le contrapposizioni e tante volte appunto si stimola quello che è il discorso d'odio invece di in qualche modo calmarlo, calmirarlo. Le parole degli adulti sono parole tante volte piene di stereotipi, piene di sessismo anche nel d'operare la lingua italiana lo dimostriamo. Uno dei temi che trattiamo nel nostro libro è quello ad esempio della lingua alfeminile, potrebbe sembrare secondo alcuni un argomento poco importante, chi ritiene che il terreno dove si gioca la partita della parità non è questo, non è quello delle dei femminili professionali ma è altro dare alle donne pare opportunità di lavoro, di carriera, eccetera, ma in realtà il fatto di declinare una professione alfeminile la fa anche esistere perché quando noi nominiamo qualcosa quella parola esiste e quindi se noi diciamo ministro ministra, la presidente del Consiglio, la presidente della Repubblica, la maestra d'orchestra, in qualche modo noi stiamo realizzando il fatto che le donne sono riuscite a centrare degli obiettivi, sono riuscite ad arrivare a una determinata carica e in questo modo noi non solo creiamo appunto attraverso il linguaggio una nuova cultura ma diamo anche alle bambine, alle ragazze un'aspettativa, un role model, sono più libere di potersi pensare in qualsiasi ruolo e quindi anche su questo secondo noi c'è molto da lavorare perché non è solo una questione di forma come ritengono alcuni ma è una questione di sostanza, d'altronde se non fosse così importante non ci sarebbe stata la tentazione di un parlamentare di presentare una proposta di legge proprio per abolire l'uso dei femminili professionali nelle cariche pubbliche e questo dimostra che invece è importante Mattarella all'epoca, il presidente Mattarella subito intervenne con una battuta facendo capire invece l'importanza di declinare al femminile cosa che d'altronde c'è consentita dalla grammatica italiana e la stessa Accademia della Crusca ritiene tutto ciò tant'è vero che in un parere a una consigliera di corte di cassazione che appunto voleva affirmarsi come consigliera e per questo aveva chiesto il parere alla Crusca ha detto che noi dobbiamo seguire la grammatica italiana e quindi le regole che consentono la formazione del femminile così non è per l'inglese per esempio ma per l'italiano tutto questo può avvenire e deve avvenire e abbiamo anche osservato quelli sono le parole dei media perché chiaramente i media, noi giornalisti contribuiamo tantissimo alla formazione della cultura, alla formazione di quel substrato culturale dove poi appunto vivono i nostri figli e analizzando le parole dei media ancora vediamo che ci sono tantissimi vunus, tantissime diciamo criticità da superare. L'ultimo rapporto del rapporto step che è un osservatorio formato da alcune prestigiosi università insieme alla Federazione Nazionale della stampa italiana che analizza tantissimi articoli di giornale fa emergere come ancora c'è oggi un racconto nel femminicidio ad esempio molto spostato dalla parte dell'autore del reato quindi si vanno a cercare come delle giustificazioni per questo autore di reato che viene definito l'architetto mite, il gigante buono, il fidanzatino in qualche modo cercando di edulcorare quello che è successo e questo chiaramente è sbagliato, lo si fa ancora molto, molti giornalisti cadono in errore e molti giornalisti cercano addirittura di trovare quasi una giustificazione nei casi e questo lo illumina proprio l'ultimo rapporto step del femminicidio di una disabile come se il partner uccidendola abbia compiuto un gesto quasi di amore e qui veniamo a quel connubio tra amore e morte molto caro ancora al giornalismo che è preso in prestito dalla letteratura ma che è contrario a quelli che sono i principi invece del giornalismo cioè quello di raccontare i fatti in maniera corretta, continente, senza aggiungere aggettivi, senza aggiungere avverbi che non ci stanno cercando appunto di far emergere la verità in maniera imparziale. Perché è importante il racconto dei media? Lo abbiamo detto è importante per la formazione della cultura ma è importante anche perché influenza pure le sentenze, tante parole usate dai giornalisti si ritrovano poi nelle sentenze e qui la magistratura italiana purtroppo ha dato degli esempi davvero cattivi da seguire come ricordiamolo perché è proprio la sentenza che spiega meglio quanto siamo ancora entrisi di stereotipi, la sentenza del del contro il presunto stupro avvenuto nella fortezza da basso in questo caso era la corte europea dei diritti dell'uomo che nel 2021 ha bacchettato il giudice italiano perché aveva praticamente presentato una sentenza piena di stereotipi, andava a cercare nella vita della ragazza per esempio un altro errore che commettono anche i cronisti cioè se noi abbiamo un presunto colpevole dovremmo concentrarci su quello che ha fatto lui invece i reati contro le donne, il femminicidio eccetera sono gli unici esempi di reati in cui si ci concentra molto su quella che è la presunta vittima e quindi di questa povera ragazza venivano descritti il colore della biancheria intima, i suoi rapporti sessuali, il suo modo di vivere, tutti elementi che non dovrebbero assolutamente entrare nella valutazione del giudice, il giudice si doveva semplicemente concentrare sul fatto se ci fosse stato o meno consenso nell'atto sessuale ma non sicuramente su quella che era la vita della ragazza, infatti l'Italia è stata condannata. Ci sono purtroppo esempi anche recentissimi di sentenze intrise di stereotipi ricorda ad esempio quella che si riferisce al doppio femminicidio di Montefusco dove praticamente il colpevole viene quasi giustificato, si parla di motivi umanamente comprensibili come se ci fossero dei motivi che potessero davvero giustificare un atto efferato come un doppio femminicidio. Nel caso di Tureta, questo è un altro caso chiaramente quello di Giulia Cecchettina come diceva prima bene chiara assegnato un prima e un dopo, se ne è parlato tantissimo, ma ci sono stati anche tantissimi errori sia da parte dei media che all'inizio avevano ceduto al racconto un po' del bravo ragazzo, in qualche modo avevano cercato di... avevano pensato a una fuga d'amore poi dopo certo vista l'evidenza hanno dovuto sterzare però avevano pubblicato delle foto dei due abbracciati cosa che si dovrebbe evitare in un caso del genere perché è una nuova ferita per i parenti di lei, è una nuova forma di vittimizzazione, si chiama vittimizzazione secondaria e quindi anche lì ci sono stati errori ma anche nella sentenza nel caso Tureta si è molto discusso sul fatto che non è stata riconosciuta l'aggravante della crudeltà questo perché diceva il giudice Tureta non era un omicida provetto insomma non neanche avesse dato le 75 coltellate per crudeltà ma solo per imperizia anche qui è chiaro che c'è un condizionamento, uno stereotipo, un substrato culturale che bisogna assolutamente combattere e l'unico mezzo per combattere questo substrato culturale è quello di partire dalle radici e quindi una delle cose che noi diciamo con forza nel nostro libro è che bisogna puntare ma puntare con decisione sulla scuola puntandoci risorse perché è da lì che nasce la cultura è lì che tutti hanno un momento, hanno la possibilità in maniera democratica di imparare davvero quello che è la vita e come si dovrebbe vivere e quindi bisogna puntare delle risorse perché è chiaro che poi gli insegnanti non possono improvvisarsi, hanno bisogno di corsi di formazione a volte c'è bisogno di personale specializzato e quindi le istituzioni dovrebbero insomma fare una scelta decisa per incentivare la scuola a tenere dei corsi importanti di educazione sentimentale educazione sessuale tutto questo non vogliamo dire che non c'è perché noi ci siamo confrontati molto con i professori con le professoresse e abbiamo visto che tanti lavorano moltissimo su questi temi c'è un'attenzione nuova il problema è che non è in maniera strutturata e quindi è molto a macchia di leopardo ci sono delle situazioni chiaramente migliori magari nelle grandi città ma non in tutta l'italia c'è l'opportunità davvero di avere questo tipo di formazione già a scuola ecco volevo dire un'altra cosa prima di passare la parola a livia ritornando un attimo sul linguaggio abbiamo detto appunto del linguaggio del web che preoccupa tantissimo non so se avete visto la recente serie netflix che ha fatto molto parlare di sé adolescence davvero una serie fatta molto bene che fa emergere proprio il linguaggio di questi adolescenti un linguaggio tanto particolare misogino tante volte tanto speech off face eccetera che noi adulti non conosciamo quindi è molto importante anche cercare di conoscere come davvero parlano i nostri ragazzi quelli loro linguaggio quelle la musica che ascoltano e anche cercare di attenzionare a quello che quello che fanno loro sui social sul web perché chiaramente molto pericoloso siamo davanti a una generazione di per connessi che stanno per la gramma parte di loro a più di tre ore connessi al telefonino quindi è chiaro che tutto questo è pericoloso un mondo che noi adulti non conosciamo e su questo passo la parola a livia che vi spiegherà meglio. Grazie Simone, grazie Chiara, buongiorno a tutti Allora, ne parlavamo di appunto parole e linguaggio, noi dalla violenza contro le donne siamo arrivati a parlare di giovane no quindi in trappola giovane parole e linguaggio come liberarsi da stereotipi e modelli sessisti. Perché siamo arrivati a farlo? L'ha spiegato Chiara all'inizio ma volevo aggiungere una cosa noi praticamente occupandoci di violenza contro le donne seguiamo la cronaca seguiamo quello che succede e abbiamo visto a un certo punto che le notizie di cronaca le avrete viste anche voi tutti i giorni i giornali le radio i siti la televisione li porta nelle nostre case no? Abbiamo visto casi di ragazze molto giovani uccise da ragazzi giovani abbiamo visto casi di cronaca in cui adesso vi faccio qualche esempio ragazza violentata durante una festa da amici che a me colpisce sempre colpiscono sempre molto queste notizie ragazza ubriaca viene portata a casa dai e poi abusano di lei e sono notizie che comunque continuano a voi magari non arrivano tutte però ce ne sono ce ne sono tante queste notizie di cronaca che arrivano sono comunque confermate dai dati dai numeri noi lavoriamo al sole 24 ore quindi ovvio ci basiamo sui numeri sui dati di solito sono quelli del ministero degli interni sulla violenza anche datistica ma più quelli del ministero degli interni in cui che praticamente danno i numeri sui reati nel libro ci sono i dati ovviamente del 2023 perché è uscito a novembre 2024 esempio nel 2023 i reati con autori minorenni sono in calo le violenze sessuali con autori minorenni sono invece in rialzo dell'otto per cento e credo che questo sia confermato quindi da una parte queste notizie di giovani vittime di violenze di autori giovani anche di di femminicidio dall'altro persone che magari chiamano chiedono aiuto chiamano nel 15 22 ragazze che raccontano che il fidanzato non le lascia uscire o magari sono appunto in queste relazioni basate sul controllo ragazzi che non accettano la fine della relazione con una donna quindi non accettano il rifiuto da parte della ragazza non tutti questi casi arrivano ovviamente al femminicidio ma gli ultimi femminicidi anche la riassula sarà campanella la stessa Giulia c'è che c'era comunque molto forte questo tema del non accettare la fine della relazione gli psicologi comunque ce lo confermano tutti i ragazzi che vanno da loro nei ragazzi c'è questo questa difficoltà nell'accettare la fine della relazione proprio si sentono persi non riescono probabilmente anche da parte delle ragazze proprio forte nei maschi nella ragazza forse poi non sfoce in nulla non sfoce un comportamento violenta volte nei ragazzi sì perché ci parlano comunque di una di una generazione un po fragile sotto certi punti di vista fragile per il contesto in cui si trova a vivere e allora noi pensando ovviamente che non si arriva alla violenza nei confronti di una ragazza della propria amica di una conoscente della fidanzata non si arriva alla violenza da un giorno all'altro o al femminicidio io non credo cioè Filippo Toretta non si è svegliato una mattina e ha deciso di uccidere Giulia Cecchettin un ragazzo non decide di nonostante non ci sia il consenso da parte una ragazza non decide comunque di forzarla e di violentarla non nasce in quel momento lì la violenza non nasce nel momento in cui viene agita la violenza arriva da lontano da quando nasciamo delle nostre famiglie nel linguaggio e da lì che siamo arrivati a giovani parole linguaggio allora come possiamo intervenire? Noi abbiamo studiato per le leggi che sono state fatte le sentenze le leggi l'italia il paese con delle leggi molto all'avanguardia sulla violenza lo dicono tutti i magistrati e allora abbiamo cercato di capire ma dove possiamo intervenire? Cioè se la violenza arriva da lontano perché per forza è così nasce tra le mura di casa scuola sui banchi di scuola arriva poi sui social come possiamo intervenire? Possiamo intervenire solo andando a influire e sulle parole sul linguaggio e poi ovviamente sul nostro comportamento degli adulti e usando le parole giuste andando ad intervenire nei contesti in cui i giovani vivono e quali sono questi contesti nel libro abbiamo cercato di analizzare i contesti in cui ragazze le ragazze oggi si trovano a vivere contesti con cui le situazioni con cui ragazze ragazze trovano a fare i conti che non sono le nostre di noi tre sicuramente non erano le nostre i nostri contesti quando eravamo giovani noi i contesti quali sono? Allora il primo che abbiamo analizzato, va beh il primo è sicuramente la famiglia quindi che stereotipi vengono riprodotti in famiglia allora la ragazza ci dice io ho un fratello sicuramente a me chiedono di più una cura della casa mio fratello se la camera disordinata la sistema mia mamma e questo è un esempio molto banale però potrebbe rientrare in tutto questo discorso a scuola avete le stesse possibilità maschie femmini insomma abbiamo fatto l'intagio di questo tipo poi ci siamo spostate sui social i ragazzi e qua vedo dei ragazzi ragazze e comunque il telefono è una parte fondamentale della vita della nostra sicuramente prima io chiaro eravamo incollate al telefono praticamente abbiamo sbagliato siamo andate dall'altra parte abbiamo preso le altre scale perché quindi è una parte fondamentale della nostra vita abbiamo tutto nel telefono la scatola nera della nostra vita figuriamoci per i nativi digitali allora in che mondo vivono questo questi ragazzi sui social? Comunque sui social vengono anzi non vengono riprodotte le relazioni nella vita, il contrario, veramente nascono prima sui social e poi i comportamenti e le relazioni sui social vengono riprodotti nella vita reale quindi che tipo di relazione c'è sui social tra un ragazzo una ragazza? C'è sicuramente un controllo anche se involontario la geolocalizzazione che tanti genitori usano nei confronti dei figli viene riprodotta tra le coppie di ragazzi e ragazze cioè i miei bimbi sono più piccoli ma la mia amica che ha un figlio 16 anni mi fa l'altro giorno ha avuto la tentazione di geolocalizzarlo se questo diventa comune allora un ragazzo una ragazza nelle relazioni tra di loro lo possono usare però diventa anche a livello psicologico diventa forte sia per chi geolocalizza sia per chi è geolocalizzato non ci sono più non c'è più un conodo cioè non c'è più una libertà in effetti altra modalità che abbiamo riscontrato e lo diciamo sempre i ragazzi e le ragazze si scambiano le password di social e smartphone noi l'abbiamo trovato assurdo perché noi nella nostra generazione non si usa neanche con mariti, genitori non è proprio nella nostra mentalità e ci siamo molto stupite perché i ragazzi e le ragazze lo fanno perché si usa ci hanno detto perché è una questione di fiducia c'è proprio una prova di fiducia e sì a qualcuno ci ha detto una forma di controllo in effetti altra cosa altro aspetto sempre sui social lo scambio di video intimi e ragazze e ragazze lo fanno il problema è che ci sono stati moltissimi casi purtroppo un video che viene inviato si perde completamente il controllo e se finisce in rete basta cioè nel senso si può essere replicato tantissime volte la stessa questione è quella relativa al cyberbullismo il cyberbullismo che è il bullismo online può avere effetti devastanti che si protraggono nel tempo il bullismo è sicuramente devastante finisce nel momento in cui viene agito fisicamente intendo poi a riperti a miliardi cioè a ripercussioni molto forti invece il cyberbullismo tu lo subisci se sei in camera tua cioè non hai più nessun tipo di protezione e infatti il consiglio che dà la polizia postale è di fare attenzione ai video intimi di non scambiarse di non scambiare le password e comunque è un mondo che gli adulti hanno fornito ai giovani ma che gli adulti non conoscono quindi questo lo dicono gli psicologi abbiamo dato ai ragazzi e le ragazze degli strumenti di cui noi però non conoscevamo gli effetti e quindi adesso noi diciamo è colpa dei social e degli smartphone ma non abbiamo avuto modo di intervenire fino adesso e quindi è difficile cioè noi ogni giorno parliamo di tutti questi argomenti andiamo nelle scuole ne parliamo è difficile intervenire ora cosa si può fare? parlare con i ragazzi e le ragazze cercare di spiegare loro che cosa succede? Simona citava l'educazione all'affettività, l'educazione all'affettività a tanti insegnanti, da tanti insegnanti viene intesa anche così cioè non è educazione all'affettività può essere anche educazione all'uso dei social educazione allo smartphone educazione all'affettività che è stata anche molto bistrattata però ci può essere dentro tutto educazione alle emozioni quindi andare a scuola e cercare di portare a questi ragazzi determinati esempi di quello che si può fare di quello che si può fare il merito ad esempio cyberbullismo difficilissimo è lavorare sull'autore perché bisogna lavorare su chi lo fa anche sul bullismo ovviamente sulla vittima ma bisogna intervenire su chi lo agisce perché se tu lo isoli andrà all'ennesima potenza il suo comportamento verrà cioè verrà verrà ripetuto e quindi bisogna intervenire su chi lo fa e qui che noi siamo arrivati a parlare quindi di parole e di linguaggio perché alla fine parte tutto da lì bisogna cercare di intervenire quindi intervenire dalla scuola dell'infanzia formare gli insegnanti intervenire in famiglia perché alla fine il lavoro parte dalla famiglia e noi adulti dobbiamo comunque prenderci questa responsabilità perché è facile avere sempre la colpa agli altri ai social alla trap che è un altro argomento delicato ma dobbiamo comunque avere noi deve partire da noi una presa di coscienza No, sì, alla fine noi siamo partiti partite con questo libro dicendo guardiamo cosa fanno i giovani e siamo finite a dirci cavolo abbiamo fatto un casino ma non tanto cioè casino noi adulti noi nostra generazione perché poi quello che l'Ivia citava la trap poco fa perché poi il titolo è in trappola anche proprio per questo forte richiamo alla trap perché negli incontri è uno degli argomenti che resquote più curiosità interesse perché il linguaggio veicolato da alcuni musicisti trap è effettivamente agghiacciante per chi si occupa di violenza di genere di stereotipi e quindi attira l'attenzione ma siamo partiti guardando questo ritrovandoci a renderci conto del fatto che che siamo noi a doverci mettere in discussione proprio come generazione adulta l'esempio scemo sciocco che faceva l'Ivia poco fa di io e lei che ci siamo schiantate col telefono in mano sul muro è esattamente questo gli ho detto ma vedi eravamo tutte e due immerse nel cellulare a guardare una cosa e l'altra non sapevamo dove eravamo ho detto vedi che adesso andiamo a parlare di questo siamo noi che diamo questo esempio no quindi mi sorprende poi ci sorprende quando sentiamo le petizioni per limitare l'uso dei cellulari nei ragazzi ragazzini al di sotto dei 14 anni in termini di tempo ma questa è una delega di responsabilità che non ha alcun senso ci ripara solamente da una cosa che percepiamo come pericolosa ma che fa parte innanzitutto delle nostre vite il problema non sono i social così come il problema non sono i videogiochi che veicolano la violenza c'è un capitolo dedicato anche questo c'è un focus anche su questo nel libro come il problema in sé non è la musica trap è capire cosa c'è sotto a tutto questo della musica magari se c'è tempo poi l'Ivia che se ne è occupata ci potrà dire qualcosa di più ma cosa c'è sotto? cosa c'è sotto queste parole? perché il linguaggio è così importante quando parliamo di violenza di genere e di violenza sulle donne parliamo sì dei femminicidi che sono come si dice sempre la punta dell'iceberg è quello che arriva alla fine ma sotto c'è tutto questo substrato enorme di stereotipi di pregiudizi di donne lasciate un passo indietro di linguaggio violento per questo le parole sono importanti e non sono importanti in un senso solo formale perché negli ultimi anni poi si è detto tanto ma non si può più dire niente non posso più dire niente allora non è tutto sbagliato come se fosse tutto un tema di politica lì correcta ma allora proprio qualche giorno fa mi è capitato uno mi ha detto ma mi devi spiegare se io voglio corteggiare una ragazza cosa le devo dire? ma io te lo devo spiegare lo saprai tu all'interno della relazione il punto è dov'è la relazione? l'Ivia citava delle modalità di relazione che abbiamo riscontrato nell'inchiesta ed è lì il punto come si relazionano i ragazzi e le ragazze oggi sicuramente in un modo diverso perché è normale così perché le generazioni cambiano come ci relazioniamo noi a loro li stiamo ascoltando o stiamo decidendo come devono essere o come vorremmo che noi fossero e basta. Queste relazioni di controllo che vediamo messe in atto sono modelli che pensavamo superati perché questi modelli di tipo patriarcale in cui la gelosia viene valorizzata dai ragazzi e dalle ragazze in cui lo scambio di password per esempio viene riteruto normale in cui appunto geolocalizzarsi per sapere sempre esattamente dove è l'altro dove è l'altra funzionano e noi che ruolo abbiamo quindi è un po più complesso il tema di dire questo si dice e questo non si dice quali sono i modelli maschili prevalenti che i nostri ragazzi a cui i nostri ragazzi possono ispirarsi perché diceva una professoressa la professoressa Poggio che tra l'altro di università di Trento che abbiamo intervistato nel libro diceva le ragazze oggi hanno molti modelli è stato fatto un grande lavoro da questo punto di vista molti role model molte possibilità di rispecchiamento una vasta gamma di possibilità di rispecchiamento per i ragazzi questi modelli sono molto più stereotipati sono o modelli tipicamente antichi patriarcali o modelli in cui la mascolinità non è definita è totalmente da un'altra parte e si nota diceva lei una fatica proprio nell'identificazione e allora forse anche su questi modelli maschili bisogna lavorare sulla capacità di esprimere le emozioni che non devono essere sempre rabbia per esempio perché molti ragazze molti bambini ancora oggi viene legittimata solo la rabbia se sono maschi l'unica emozione accettabile la verbalizzazione ancora difficile allora l'educazione affettiva non è definire in teoria cos'è un'emozione cos'è un sentimento cos'è cosa si può dire cosa non si può dire significa riuscire a metterli in contatto con questa motività è certo che è un lavoro molto difficile però è da questo lavoro forse che si deve partire e prima di forse vogliamo aprire alle domande perché abbiamo visto che il tempo insomma sta stringendo quindi abbiamo sette minuti e se avete qualche curiosità prego volevo agganciare proprio giusto proprio al suo discorso e cambiare linguaggio dei ragazzi che stanno parlando sul social sul film quelle che lei ha agganciato allora io dico la mia personale esperienza cioè ogni volta accendo la tv c'è sempre il terrore, omicidio, violenza, guerra, vabbè lasciamo stare quello che si parla poco vi dico ai giornalisti dell'amore si parla poco delle cose belle che accadono che cosa hanno fatto di bello questi ragazzi di dare un incentivo ai ragazzi proprio parlando ai ragazzi di inserire un po' del bello come parlare con questi ragazzi con il ragazzo come deve parlare con la ragazza manca questo apriamo la tv e parliamo dell'amore parliamo del bello non del sempre in continuazione dell'omicidio ne abbiamo già tanto ma ditemi se non è così sembra come se forse entrate nella moda questo concetto qui no? Cioè basta io dico per me va bene perché era raggio 24 noi siamo appassionati se ascolto solo questo c'è qualcun altro anche dei giovani che ecco va beh è semplice abbiamo parlato di scuola ma mi interessava anche che tre consigli pratici da Reste o suggerire Reste diciamo un manager che ha la responsabilità l'onore di dirigere 20-30 persone o un dirigente sportivo che ha diciamo l'onore di non so dirigere appunto dei ragazzi grazie ma consigli pratici diciamo dal punto di vista del linguaggio diciamo che ormai tante aziende nel piccolo non so se questo ne sia possibile però ci hanno proprio una persona che si occupa un po della tutela della diversity quindi della tutela delle varie categorie insomma in qualche modo più fragili come possono essere donne come possono essere quelle per motivi di razza o di religione eccetera quindi avere una persona a cui si possa fare riferimento quando succedono delle cose che non sono insomma in linea con quello che è la parità di genere però è chiaro che su questo il terreno è molto basso nel senso che si va dalla battuta sessista che chiaramente va stigmatizzata però non siamo surreato alle molestie sessuali, alla mobbing eccetera quindi diciamo che è quello che bisogna fare un po' e agire a livello culturale quindi in qualche modo parlare anche con i dipendenti se sono pochi cercare di sensibilizzarli su queste tematiche anche renderli insomma consapevoli di quello che possono fare che non possono fare ci vorrebbe più formazione insomma Ci ritichiamo il microfono e funziona. Io tre cose che mi vengono in mente sono ascolto, rispetto ed esempio e vale sia per i ragazzi per un allenatore di una squadra che per un manager che ha un piccolo team. Io credo che queste tre siano le chiavi per instaurare delle relazioni che funzionano basate sul rispetto e crescita comune e sono molto d'accordo sul fatto che la normalizzazione della violenza sia un tema grave e importante perché continuo a sentire, continuo a ascoltare, continuo a vedere oltre a creare delle stati d'ansia comunque generalizzati normalizza anche per esempio nel caso del femminicidio quello come la soluzione Mi collego allora un attimo io infatti lavoro con la cronaca, mi occupo di cronaca e anche per noi devo dire devastante. Io immagino per chi recepisce queste formazioni in seconda terza battuta, cioè informazioni che sono già passate da noi e invece sui consigli allora io vi dico io sono una fan dei corsi quindi corsi di formazione cioè mi dispiace nel senso che sicuramente quello che ho detto chiaro è il rispetto l'ascolto ma tu poi come lo fai? Io vedo ancora non nel mio contesto però vedo ancora magari mister del calcio che hanno certi atteggiamenti mister del basket oppure anche in azienda allora non ci si improvvisa se noi non lo sappiamo fare perché arriviamo da un retaggio culturale di un certo tipo bisogna fare dei corsi di formazione è la stessa questione educazione e affettività magari una maestro o un maestro anche della scuola dell'infanzia cioè magari non hanno ricepito determinate informazioni bisogna fare formazione io dico io parlo per me prima di occuparmi di questo dieci anni fa non avevo non lo sapevo fare cioè io non mi sapevo occupare di violenza di genere non sapevo usare le parole per scrivere un servizio per la radio per scrivere un articolo sulla alle youp non lo sapevo fare cioè non avevo non me ne rendevo conto di non saperlo ma in realtà ho imparato cioè ho imparato ho imparato quindi vedo anche quello che non va leggendolo nei servizi degli altri sì quindi non ci si improvvisa come non so magistrato e specializzato sulla mafia e allora dovrebbe rimanere dovrebbe specializzato in quello allora se noi ci dobbiamo occupare di ragazze di ragazze di bambini o di bambine dobbiamo fare dei corsi di formazione questo non non è non è non lo si sa cioè non lo si fa la gente non lo sa non capisce che magari per fare determinati lavori serve un corso di formazione su certe cose noi ci siamo arrivate dopo un po che ci occupiamo di queste materie il tempo per un'altra domanda al volo una domanda concisa non penso sia andando ok no scusate e finire dove si sente se va o no no che adesso lo sento ecco io arrivo con la domanda dei giovani o 26 anni spero di non essere la più giovane in questo panel ok sono la più giovane in questo panel che bello mi non mi ritrovo assolutamente in quello che avete detto e tra virgolette sono felice perché io pensavo di essere giovane in realtà forse non lo sono perché voi parlate di persone che hanno 10 anni meno di me e quindi sono contenta di non di non fare parte di questo gruppo ma in realtà sono molto preoccupata perché appunto giovani che hanno solo 10 anni meno di me attuano questi comportamenti che io 10 anni 10 anni fa almeno nella mia cerca gli amici non avevamo assolutamente questa cosa mi spaventa un sacco volevo riprendere quello che si è detto su adesso diciamo vediamo in america con il nostro caro amico poco amico in realtà donald trump e il signor ilon mask diciamo che loro non sono super fan delle dai zakenberg adesso in tante big tech hanno iniziato a fare un defund delle loro politiche di ai cosa vedete voi per per l'italia e cioè quello che ho la sensazione io che in realtà l'unica grande soluzione è l'educazione e se posso dirlo sinceramente non lo vedo molto da parte della famiglia più che dallo stato della scuola che forse è l'unico baluardo che ci rimane speriamo che qualcosa venga fatta insomma per questa se appunto volete dirmi qualcosa di questo punto sì intanto grazie allora il fatto che tu abbia 10 anni in più si probabilmente conta perché noi abbiamo notato che c'è stato uno spartiacque purtroppo che è stata la pandemia da un lato che ha fatto molto isolare questi adolescenti molto concentrati sui social e sul web e anche la diffusione degli smartphone che a questi ragazzini chiaramente sono arrivati molto presto diciamo iniziato dal 2013 in poi anche questo ha molto influenzato secondo me in questo passo indietro un po che è stato registrato conta molto questo perché hanno accesso dei contenuti web che poi sono stati molto polarizzati e quindi molto sull'odio delle controlle donne la misoginia dei gruppi misogini eccetera quindi diciamo che questo probabilmente è una componente poi ti volevo confortare che però è vero non abbiamo visto tanti ragazzi insomma in difficoltà maschi che non cercavano insomma cercavano un modello di maschilità e non l'hanno trovato a cui fare riferimento abbiamo visto insomma tanto disagio e tanto malessere ma ci sono anche dei ragazzi che d'altro canto ci hanno stupito ci hanno stupito perché avevano una preparazione non solo formale ma anche sostanziale proprio perché tante ragazze davvero molto competenti anche molto determinate e molto diverse da quelle delle generazioni che ne hanno precedute perché molto più determinate a percorrere la loro strada e a raggiungere i propri obiettivi di carriera quindi diciamo la situazione cioè il titolo del libro la sintetizza molto questa trappola che è tra questi due poli opposti cioè da un lato gli stereotipi patriarcali, post patriarcali come vogliamo chiamarli e dall'altro questa aspirazione alla parità che comunque è molto forte anche l'elemento positivo è giusto e va sottolineato quindi quello che ti posso dire che in Italia noi vediamo che c'è più attenzione più attenzione da parte dei media, più attenzione da parte della scuola, più attenzione da parte delle istituzioni tutto questo va rafforzato e come diciamo sempre se vogliamo davvero avere successo nel cambiamento della cultura in meglio dobbiamo lavorare tutti ognuno deve fare la propria parte soprattutto dobbiamo lavorare molto sull'unione tra uomini e donne nel fare questo percorso cioè non è donne contro uomini o uomini contro donne perché solo così davvero riusciremo a trovare una soluzione. Dobbiamo chiudere siamo a tre minuti e cinquanta un'ansia pazzesca però una cosa velocissima su DNA secondo me a livello di aziende quello che succederà in Italia rispetto agli Stati Uniti e che resteranno in piedi le politiche di DNA di chi ne è veramente convinto mentre saranno spazzate via facilmente quelle che erano del pink washing e poco più. La casa editrice ci ha sgridati perché noi abbiamo detto che fuori potete trovare il libro in vendita ok grazie grazie tantissimo per essere stati tu grazie
{{section.title}}
{{ item.title }}
{{ item.subtitle }}