In trappola. Ascesa e caduta delle democrazie occidentali (e come possiamo evitare la Terza guerra mondiale)
Incorpora video
In trappola. Ascesa e caduta delle democrazie occidentali (e come possiamo evitare la Terza guerra mondiale)
Un'intervista con Franco Bernabè analizza il ruolo di Trump e l'ideologia repubblicana, esaminando il progetto 20-25 e l'impatto sulla democrazia.
Buongiorno, buongiorno, benvenuti, grazie di essere qui così numerosi. Mi spiace per le persone che non sono riuscite a entrare ma purtroppo anche per ragioni di sicurezza non è stato possibile, però il nostro ospite oggi ha altri eventi per cui potete controllare sul programma e potete dire a chi non è riuscita a entrare dove andare. Allora in questo incontro con l'autore parliamo essenzialmente di geopolitica, molto bello che ci siano anche molti giovani perché è la materia del momento. Allora il presidente Franco Bernabè, presidente dell'università di Trento è stato ed è manager di grandi aziende, ha guidato, diciamo, forse allora le due principali aziende italiane, l'ENI e la Telecom, ha fondato delle aziende anche delle nuove tecnologie ed è anche stato come indipendente nel board, nel consiglio d'amministrazione di Petro Caina, quindi potete immaginare che punto di osservazione molto particolare ha avuto. Alcuni mesi fa ha scritto, ha fatto un libro intervista con un collega Paolo Pagliaro per Solferino che si intitola In trappola, ascese caduta delle democrazie occidentali e come possiamo evitare la terza guerra mondiale. Buongiorno presidente Bernabè. So che lei ama partire sempre dall'attualità, come accade magari molti di voi l'avrete visto in televisione spesso, sulla sette, da Lily Gruber. Allora partiamo dall'attualità, l'attualità è sempre Trump in questi giorni e io parto da una curiosità, quando ci siamo sentiti prima di questo evento io le dicevo ma sì partiamo da Trump solo che chissà da che cosa partiremo perché ogni giorno c'è qualcosa di diverso e lei in sottofondo mi ha detto beh però qualche filo di continuità c'è. Allora io le chiedo presidente Bernabè Trump è solo caos o c'è un filo di razionalità in quel che il presidente degli Stati Uniti fa e dice? Se vediamo quello che è successo questa mattina con la cacciata degli studenti di Harvard e la proibizione agli studenti di iscriversi a Harvard devo dire che per le nostre università è un beneficio perché spero che questo farà sì che molti studenti stranieri al posto di andare a Harvard vengano da noi quindi diciamo che per il momento ci porta i benefici però la domanda mi alzo perché così quelli che sono dietro mi vedono meglio. Allora la domanda è pertinente perché uno guarda quello che sta succedendo in America e dicevo questi sono tutti matti i dazzi, la cacciata di studenti, poi dei personaggi veramente improbabili che sono ministri dell'amministrazione Trump da Hexett a Caspatelle a Tulsi-Gabbard cioè personaggi magari ne parliamo un po' e sono personaggi veramente incredibili perché diciamo ha messo a capo per esempio dei servizi segreti la persona che ha dato diciamo un grande supporto a WikiLeaks per cui i servizi segreti erano abbastanza perplessi su quello che era successo nell'amministrazione della sanità ha messo una Novax, una persona che rifiuta diciamo tutto il processo scientifico nella sanità. Però la domanda è ma questa è follia oppure cioè improvvisamente hanno eletto un matto a fare Presidente dei Stati Uniti oppure c'è una ragione in tutto questo? E devo dire purtroppo una ragione c'è e anzi è il concorso di più ragioni in quello che sta succedendo perché quello che sta facendo Trump non è in parte diciamo l'espressione dei suoi istinti che sono molto selvaggis perché lui è guidato dal desiderio di vendetta perché lui è stato sul punto di essere arrestato quindi l'idea di vendicarsi della giustizia diciamo dell'amministrazione della giustizia di vendicarsi dei suoi nemici di vendicarsi dei giornalisti che l'hanno attaccato di vendicarsi dei giornalisti insomma di tutto il mondo che gli è stato ostila è una delle motivazioni forti che ha però c'ha dietro delle forti motivazioni anche di tipo ideologico e la principale di queste motivazioni è il cosiddetto progetto 20-25 che è stato fatto dalla Heritage Foundation ed è un volumone di 850 pagine nel quale si descrive che cosa dovrebbe fare lo Stato americano per diciamo l'avanzamento del progetto della destra repubblicana. Non è che la Heritage Foundation sia nata oggi ovviamente, è un'istituzione della destra repubblicana che ha tantissimi anni, è cominciato negli anni credo negli anni 70, ha cercato di contribuire al programma di molti dei presidenti repubblicani ma questa volta ha ciò che ha dato veramente dentro in termini di diciamo di elaborazione, ha fatto questo progetto 20-25 che è un progetto fortemente ideologico che punta a una serie di obiettivi, punta prima di tutto al rafforzamento assoluto della presidenza, cioè legge la Costituzione americana con un'impostazione cosiddetta originalista, cioè i costituzionalisti americani vanno a vedere che cosa secondo loro avrebbero pensato i padri fondatori della divisione dei poteri. Ora la divisione dei poteri come voi sapete è una cosa che non è un progetto di ingegneria, la divisione dei poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario che da Montesquieu insomma ha dettato un po' l'agenda delle democrazie, io credo che i francesi che sono sempre un po' molto tecnocrati quando scrisse quel progetto di regole della democrazia avevano in mente un progetto che si reggesse per conto suo, in realtà l'idea della divisione dei poteri regge fintanto che ognuno la rispetta, perché se c'è qualcuno che non rispetta crolla inesorabilmente e nel progetto 20-25 c'è l'idea che il rafforzamento dell'esecutivo deve essere assoluto, tant'è che mentre nella prima legislatura Trump c'è stata molta confusione ma non c'era un progetto così deciso, in questa legislatura Trump è partito che ha fatto adesso non mi ricordo più quanti 500 decreti presidenziali e leggi le sono state provate ma forse una decina, forse neanche una decina, quindi la rivendicazione di un ruolo assoluto dell'esecutivo che, diciamo, visto quello che sta succedendo sconfina un po' nell'autoritarismo, è già in atto da parte dell'amministrazione Trump. Quindi poi ci sono tante altre cose ma se avrete voglia di leggervi il progetto 20-25 non lo consiglio perché è una lettura piuttosto noiosa, ma come un'altra lettura incredibile è la lettura di quello che oggi è il presidente della FBI, cioè Kash Patel. Kash Patel scrive un libro che sembra scritto, adesso voi giovani fortunatamente non avete quell'esperienza, però quelli della mia età conoscono le Brigade Rosse, i manifesti che uscivano negli anni 70, prima linea, eccetera, per la distruzione dello Stato, la distruzione delle istituzioni, eccetera. Kash Patel, che è il capo della FBI, scrive un libro che si intitola Government Gangsters, in cui descrive perché e per quali ragioni deve essere distrutta l'amministrazione dello Stato. Ora che lo faccia il capo della FBI è francamente una cosa che non era neanche immaginabile fino a prima di questa amministrazione Trump. Quindi diciamo che c'è una connotazione ideologica forte, c'è un progetto ideologico forte, però il problema è che non è il solo progetto ideologico, cioè Trump vive in un conflitto fra vari progetti ideologici. Uno è quello della Heritage Foundation, il secondo è quello dei cosiddetti tecnoligarchi, cioè dei personaggi come Peter Thiel, Elon Musk, quelli che l'hanno accompagnato nella prima fase della sua amministrazione, che erano già presenti in amministrazione precedente, perché Peter Thiel, che è il fondatore, beh, i giovani conoscono tutti, di Paypal, che ha finanziato Paypal, ha finanziato Facebook, ha finanziato tutti, ha finanziato Palantir, che è l'impresa che gestisce tutta l'infrastruttura di guerra tecnologica, Peter Thiel è un po' il capo di quella che si chiama la cosiddetta Paypal mafia. La Paypal mafia è, diciamo, si sono chiamati loro, perché a un certo momento, quando io ho scritto un altro libro qualche paio di anni fa sul perché e come la tecnologia ha avuto un impatto sulla democrazia e sta avendo un impatto sulla democrazia, ho scritto, beh, ci sono poi questi della Paypal mafia, il libro è pubblicato da Feltrinelli, l'editor di Feltrinelli mi dice ma non si può parlare di mafia, quando si parla di Peter, ci fanno la causa, si sono presentati con la copertina di Fortune nel 2007, mi sembra, vestiti da mafiosi, quindi Paypal mafia e Paypal mafia, e c'erano tutti, c'era lui, c'era Peter Thiel, c'era Musk, c'era Sam Altman, c'era, insomma, c'erano tutti quelli che i giovani conoscono, perché sono quelli che hanno sviluppato le applicazioni che tutti quanti stanno utilizzando. Ecco, la Paypal mafia ha un disegno politico anche la Paypal mafia, ma molto sottile e molto evasivo, tant'è che si sono presi la biga di spendere 250 milioni di dollari per finanziare la campagna elettorale di Trump, quindi diciamo un certo peso nell'agenda politica di Trump ce l'hanno e in questa agenda politica loro hanno fatto una strategia, diciamo, in qualche modo di accerchiamento di Trump, tant'è che non è che gli interessi tanto Trump, che pensano che Trump a un certo momento farà una cavolata e se lo toglieranno di mezzo, tant'è che loro hanno messo come vicepresidente J.D. Vance, J.D. Vance è l'uomo di Peter Thiel. Peter Thiel, ecco, forse è meno conosciuto di Elon Musk, è meno conosciuto di Zuckerberg, però Peter Thiel è un personaggio che vale la pena di studiare perché intanto non è un tecnologo ma è un filosofo, è uno che ha studiato a Stanford, ha studiato filosofia, ha studiato filosofia con un grande filosofo che era un grande filosofo francese che gli ha insegnato un principio fondamentale, cioè il comportamento perché e per quale ragione la gente si comporta in un certo modo e la cosa che lui ha capito che poi è stato all'origine diciamo del fenomeno degli influencer in Inter, secondo me Zuckerberg senza Peter Thiel non sarebbe andato a nessuna parte perché era una piccola applicazione che serviva per fare un po' di scambiarsi e pentegolezzi fra gli studenti di Harvard e non avrebbe fatto molto di più di quello che ha fatto ma Peter Thiel ha capito qual era la profonda logica del comportamento umano perché lui era studiato con Rene Girard. Prendetevi nota di questo nome che è un grande filosofo francese perché Rene Girard è stato all'origine paradossalmente all'origine del successo dei social media dopo l'anno 2000 perché prima dell'anno 2000 erano tutti falliti. Quindi diciamo che loro hanno un progetto politico che in qualche modo si somma al progetto politico del progetto politico dell'agenda del project 2025 ed è un progetto politico eversivo cioè di distruzione dello Stato. Ora veramente uno si chiede come al centro della democrazia mondiale ci siano diciamo due soggetti che convergono per portare avanti l'idea di una distruzione dello Stato. E' un'idea che nasce un po' se vogliamo dal libertarismo originale del mondo tecnologico degli anni 70-80 però è un agenda che ha delle radici diciamo profonde. Però ce n'è un altro poi che è l'ideologia maga che è interpretata da Steve Bannon. Quindi diciamo ci sono queste tre componenti agenda 2025, tecnologarchi e agenda maga e G. D. Vance interpreta sia l'agenda maga cioè l'agenda del mondo che è stato travolto dalla globalizzazione e del mondo che ha perso i posti di lavoro, si ha impoverito, la storia di G. D. Vance è interessante perché ha una madre tossicodipendente che è stata abbandonata dal marito, violento, la nonna addirittura per liberarsi dal marito gli ha dato fuoco, anche lei alcoolizzata, una comunità devastata dalla disoccupazione che imputa alla globalizzazione la responsabilità all'origine di tutti i suoi problemi. Quindi quando vediamo il comportamento di Trump, ecco la conclusione è che non è un comportamento di un folle, è un comportamento di una persona che risente di forti pressioni politiche che gli arrivano da varie componenti che poi lui le interpreta a modo suo, alcune cose di alcune cose è convinto per conto suo, per esempio lui è convinto che i dazi, tariffe in inglese, che i dazi servano. Lui pensa perché gli Stati Uniti hanno un problema grande come una casa, cioè gli Stati Uniti e voi sapete che ieri è stato approvato il progetto di bilancio che si chiama big beautiful bill 3B, big beautiful bill che aumenterà il deficit americano di 3 mila miliardi di dollari. Ora, voi le dimensioni del deficit americano sono qualcosa di inimmaginabile perché noi abbiamo arrancato per crearci questo surplus di bilancio che ci ha consentito di essere molto più virtuosi di quello che normalmente ci viene riconosciuto ma che effettivamente è un risultato di 35 anni di austerità che hanno colpito molto profondamente l'economia e la società italiana. Beh, gli americani, questo non hanno mai avuto, gli americani sono andati avanti a spendere, a spandere, hanno ridotto drasticamente i tassi di sparmio. I tassi di sparmio americano erano 14%, 30, 40 anni fa, sono scesi oggi al 3-4% e quindi diciamo tassi di sparmio irrilevanti consumano alla grande gli americani e quindi sono la fonte di consumo per buona parte del resto del mondo, cioè tutte le economie che hanno un surplus di parte corrente bilancio e pagamenti alimentano i consumi americani che sono, diciamo, non sono investimenti, sono veri e propri consumi, tant'è che Trump proprio recentemente, cosa che gli ha suscitato però stavolta alla reazione di alcuni republicani, dice ma perché mettiamo i tassi, è bene che problema c'è? Cioè perché uno deve avere 30 bambole, una bambina deve avere 30 bambole quando gliene bastano 3 o 4? Oppure, citto testualmente Trump, oppure perché uno deve avere 50 matite quando gli serve una e magari una seconda se gli si spezza la mina? E quindi questa idea che con i tassi si possano risolvere i problemi della bilancia e pagamenti americana è un'idea che lui aveva già 30 anni fa, cioè non è un'idea nuova. Quindi, diciamo, la combinazione fra idee sue, spinta ideologica che gli viene da varie parti e tutto questo mischione fa una bomba termonucleare nell'economia e nella società del mondo di cui vedremo le conseguenze per lungo tempo. Adesso, l'anno prossimo, ci sono midterm elections, vediamo, ma intanto prima di arrivare midterm elections di danni, questa situazione ne avrà fatto il colossale. Ecco, allora Presidente Bernabé, vogliamo sapere qual è invece lo stato, diciamo, di salute dell'Europa di fronte a questa che lei ha definito bomba esplosiva che nasce dalla fusione delle tre linee politiche che lei ci ha trattato? Ma se uno guarda i numeri, lo stato di salute dell'Europa non è proprio brillantissimo perché noi, 30 anni fa, eravamo più o meno, diciamo in termini di di quota di PIL a livello mondiale, più o meno a livello gli Stati Uniti, eravamo intorno al 24%, oggi siamo scesi al 16%, quindi diciamo, mentre gli Stati Uniti sono rimasti lì, la Cina è salita al 18, dicono dei numeri che sono, diciamo, l'ordine di grandezza, poi devo andare a controllare, parlo sotto il controllo di chi magari c'ha più. Nel libro c'è tutto comunque, ci sono i numeri in trappola. Sì, comunque, diciamo quelli sono i numeri. Noi abbiamo perso, siamo rispetto agli Stati Uniti e a livello mondiale circa 10 punti di PIL. Allora, una parte era inevitabile, cioè è chiaro che se la Cina cresce come peso nell'economia mondiale noi siamo destinati a ridurre il nostro peso. Però diciamo che la caduta è stata abbastanza drammatica, l'economia europea non sta procedendo per niente, cioè andiamo avanti a 0,5, 1%, quando andiamo benissimo andiamo a 1,2, 1,3. Quindi abbiamo realizzato la decrescita felice senza che, diciamo, ci venisse imposta. Ma qual è l'origine dei problemi? C'è una cosa, un discorso bellissimo fatto il mio amico Mario Draghi proprio la settimana scorsa a Coimbra che invito tutti a leggerlo perché Mario è una persona che io conosco da 50 anni, diciamo sempre molto prudente Mario, ma questa volta è stato veramente, si sente che vuole fare qualcosa per invertire la situazione che si è creata in Europa. Cosa dice in questo discorso Mario Draghi? Allora dice che l'Europa ha praticamente outsourzato, ha delegato al di fuori di se stessa tutte le grandi responsabilità, ha delegato l'energia alla Russia, ha delegato la crescita della domanda agli Stati Uniti e al resto del mondo, ha relegato, ha outsourzato la propria difesa agli Stati Uniti. Quindi, diciamo, è vissuta, voi sapete quella frase famosa che si riferiva all'impero austro-nogarico? Tu Felix Austria nube, ali gerunt bella, tu Felix Austria nube. Cioè tutti gli altri facciano le guerre, tu Austria provvedi a fornire, diciamo, un materiale genetico per i regnanti d'Europa, perché i regnanti d'Europa, diciamo, da Carlo Magni in avanti più o meno, sono sempre stati dei principi tedeschi, ma gli stessi cosiddetti Windsor sono dei principi tedeschi e Windsor ha dovuto cambiare nome durante il nazismo perché, se no, diciamo, il fatto che ci fossero dei principi tedeschi che regnano nel Regno Unito non andava bene. Quindi i tedeschi, sia i prussiani che gli austriaci, hanno sempre fornito persone, diciamo, alle case reali del resto d'Europa. Quindi tu Felix Austria provvedi a fornire materiale per le nozze dei regnanti, mentre gli altri gestiscono le guerre. Ora, l'Europa è vissuta, diciamo, nell'illusione, dopo il 45, che il mondo si fosse tutto rapacificato, che si andasse verso una pace globale che è stata ulteriormente rafforzata dopo la caduta del muro di Berlino, questa convinzione dopo la caduta del muro di Berlino e dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 92. Quindi l'idea che le guerre non ci fossero più, ma purtroppo oggi di guerre, in questo preciso istante di guerre, ce ne sono 64 a livello mondiale. Alcune più visibili, altre meno visibili, ma non è che l'uomo ha cambiato natura. L'uomo lo spiega bene, c'è un bel libro che è uscito recentemente che si intitola Empire of the Guns, cioè l'impero delle armi da fuoco, che spiega bene come la civiltà è sempre stata il frutto di, diciamo, di conflitti armati. Quindi la guerra è connaturale, purtroppo, allo spirito dell'uomo e quindi la difesa è una cosa che va comunque presidiata e questo è quello che l'Europa ha dimenticato di fare. C'è stata all'inizio, negli anni 1950, l'idea di una comunità europea per la difesa che è stata poi lasciata andare, non si è ne fatta niente e solo adesso si riprende il ragionamento sulla necessità di una comunità della difesa. Con una situazione dell'Europa che è molto molto variegata perché, diciamo, ci sono alcuni paesi, perché se voi sentite i debatti in televisione, chi dice sì a Riarmo dice, vabbè, perché c'è il rischio della Russia e gli altri che dicono, ma come? Ma voi pensate che la Russia, come dice Marco Travaglio, l'ha detto anche qualche giorno fa, ma perché pensate che la Russia ci possa invadere? Beh, allora, noi abbiamo delle situazioni veramente molto diversificate in Europa. È chiaro che la Russia, il Portogallo non la invaderà mai e la Spagna non invaderà mai. Però i tre paesi baltici, Estonia, Lettonia e Lituania, hanno una popolazione russofona del 35%. Tra l'altro, popolazione russofona, diciamo, abbastanza discriminata e fonte di un mare di problemi. Perché? Perché, e qui racconto un episodio per testimoniale del fatto che il problema, i baltici lo vivono molto intensamente e il motivo per cui si stanno riarmando fino ai denti è del tutto giustificato. Nel 2007, 2004, 2007, 2004, in Estonia decisero di rimuovere la statua dell'eroe dell'Armata rossa che aveva liberato l'Estonia dal gioco nazista dalla piazza centrale di Tallin. La rimuovono per spostarla in periferia perché evidentemente è caduta l'Unione Sovietica, sono stufati anche dei veri simboli dell'Unione Sovietica, rimuovono la statua dell'eroe dell'Armata rossa e cosa succede? Succede che per vendetta l'SB, che sono i servizi segreti russi, bloccano il Paese per qualche giorno, bloccano completamente l'infrastruttura di telecomunicazione, l'infrastruttura informatica, i computer, tutto quello che i POS, cioè bloccano il Paese. Il Paese non ha più accesso a tutta l'infrastruttura informatica che gli consente di vivere oggi se bloccate l'elettricità, come si è visto nella recente blackout del spagnolo o se bloccate il sistema di computing in giro per l'Europa non funziona più niente. Quindi diciamo che questo è un problema, così come è un problema per la Polonia che sta proprio al confine con la Bielorussia e ha le armi atomiche a pochissima distanza. O per la Romania che ha la Transnistria, dove c'è un'altra comunità russofona molto importante e addirittura ci sono i soldati russi che presidiano la Transnistria. Quindi diciamo che il problema c'è, non è che non c'è, non ci sia. E quindi però è un problema di riarmo, ma forse le armi non è che servono oggi, servono molto meno i carri armati, servono molto di più l'infrastruttura elettronica della difesa, quindi dove noi siamo lontanissimi. Cioè l'Italia aveva due sistemi antimissile a difesa di Roma tra l'altro, quindi tutte le altre città erano, il sistema STMB mi sembra che si chiami, un sistema di difesa antimissile tipo quello che c'erano negli Stati Uniti con i Patriot, molto lontano comunque dall'Iron Dome dell'israeliano, ma uno gli abbiamo dato agli Ucraini, quindi c'è rimasto un sistema di difesa antimissile che coprirà non so il quartiere della Garbatella, forse non ha caso scelto, non ha caso, coprirà Garbatella, ma diciamo un sistema di difesa antimissile in Italia è proprio veramente poco. E questo riguarda la difesa che abbiamo appaltato agli Stati Uniti che adesso non ce la vogliono più fornire. La domanda, nel discorso di Draghi c'è una cosa che alcuni di noi hanno scritto un po' abusivamente nel tempo, il fatto, il perseguimento dopo la grande crisi finanziaria, grande crisi finanziaria del 2008 che è la conseguenza di un errore colossale fatto da Clinton negli anni 90 sulla liberalizzazione del sistema finanziario, quindi la grande crisi finanziaria ha lasciato dei retragi importanti e l'Europa l'ha gestita malissimo, il seguito della grande crisi finanziaria, perché tra l'altro l'ha aggravata allora e ha provocato una continua del passamento della domanda interna in Europa. Quindi diciamo politiche di austerità, di bilancio, come sono state perseguite negli anni dieci, hanno compreso quelle due cavolate che sono state fatte, cioè dai tedeschi e in Italia con la messa in costituzione del pareggio di bilancio che, diciamo, oggi i tedeschi sono tornati indietro. Noi non abbiamo più difficoltà, forse non ci abbiamo ancora pensato, siamo tutti presi su tante altre cose, ma quella è stata un'idea demenziale che provoca un sacco di anni. Edraghi dice nel suo discorso, ma abbiamo gestito dieci anni di austerità, quindi la domanda l'abbiamo fatta provenire dall'estero, tant'è che l'Europa ha accumulato un saldo attivo di bilancio e pagamento, sapete che il saldo di bilancio e pagamento è il disequilibrio fra risparmio e consumo a livello di aree geografiche. Quindi noi abbiamo appaltato la crescita della nostra domanda interna all'estero e quindi l'abbiamo fatta trascinare solo dalle esportazioni. Quindi secondo problema grande di appalto all'estero di responsabilità che erano nostri quindi diciamo che l'Europa ha dei problemi veramente molto seri che però sta incominciando ad affrontare. Devo dire che il modo in cui è stata affrontata la pandemia, il modo in cui è stata affrontata il post pandemia e le lettere di visione che la von der Leyen ha dato ai suoi commissari sono indicatrici di un cambiamento di passo che dovrebbe portare a un rilancio dell'Unione Europea. Però c'è un'altra cosa nel discorso di Coimbra di Draghi e diciamo una cosa che tutti quanti abbiamo detto da un sacco di tempo, cioè l'Europa ha costruito un sistema che era esclusivamente finalizzato a regolare l'economia e a proteggere i consumatori. Quindi una persona ha una moltevicità di ruolo, è produttore, consumatore, sono tanti ruoli che uno riveste. L'Europa ha di fatto privilegiato il ruolo di consumatore. Faccio un esempio. Noi avevamo negli anni 90, diciamo, tecnologia fortissima. Cioè è chiaro che la tecnologia, tutto quello che noi abbiamo oggi nasce in America negli anni 40. Nasce dai Bell Labs, nasce dalla National Science Foundation, nasce da quegli investimenti tecnologici che sono stati fatti durante la Seconda Guerra Mondiale, cosa che nessuno sa. Per esempio i pannelli fotovoltaici sono stati inventati all'interno dello sforzo bellico americano e quindi poi sono andati anche a produzione civile. Ma la tecnologia è nata lì. Dopodiché l'Europa ha sviluppato una tecnologia fortissima e negli anni 90 era leader tecnologico mondiale con gli Stati Uniti, ovviamente, ma era leader tecnologico. Cioè tutta questa leadership tecnologica è stata progressivamente distrutta. Faccio l'esempio delle società di telecomunicazioni. Si è voluto creare un'enorme competizione che adesso beneficia ovviamente i consumatori. Cioè se voi potete prendere una scheda dati a 7,99€, adesso non mi ricordo più qual è la più selvaggia offerta che viene fatta adesso nella società di telecomunicazioni, ma a 7,99€ una società di telecomunicazioni non paga nessuna ricerca. Parliamo di intelligenza artificiale. Allora, io appordo una cosa di una certa responsabilità da questo punto di vista perché quando io ero amministratore di Telecom Italia avevamo una società di intelligenza artificiale fra le prime che aveva sviluppato un prodotto. Voi tutti usate Siri di Apple oppure quelli che usano Apple e non Huawei o altri smartphone, hanno Siri. Siri è la gente che utilizza una tecnologia, due tecnologie, una tecnologia di intelligenza artificiale che è la voice recognition, poi c'è la seconda, text to speech, che sono tecnologie inventate di intelligenza artificiale, inventate tanto tempo fa. Loquendo, società di telecom Italia era leader delle tecnologie di voice recognition e text to speech. Mi arriva un'offerta, io ero pieno di debiti, Telecom Italia era piena di debiti. Mi arriva un'offerta importante per l'acquisizione di Loquendo e io vado dal Presidente del Consiglio, dal Capo, diciamo da tutti quelli che avevano un ruolo strategico nazionale e gli dico guardate, io ho ricevuto questa offerta. Come amministratore delegato non possono prendere in considerazione perché sennò gli azionisti fanno azioni di responsabilità e quindi, diciamo, secondo me è un interesse strategico dello Stato mantenerlo, il vuoto più totale. Nessuno ha dimostrato nessun tipo di interesse. Io l'ho venduto a Nuance, Nuance ha fatto la fusione con Siri ed è diventato un pezzo di Apple, quindi un pezzo della tecnologia di Apple è nata a Torino nei laboratori del Lux et. Cioè, ora, perché? Perché non avevamo proprio le risorse per poter sostenere lo sviluppo tecnologico di questa società. Ecco, quindi questo è un po' il problema. No, io volevo farle dedicare gli ultimi dieci minuti al terzo grande protagonista, ovvero la Cina, perché sembra che in quello che ci ha raccontato praticamente l'unica cosa che funziona è la Cina, da tanti punti di vista. Addirittura adesso sembra il paese guida del libero mercato, il che è una cosa un po' strana per un paese che ha un regime almeno all'origine comunista e quindi sembrerebbe di capire dalle difficoltà raccontate fin ora che l'unico progetto politico di potenza funzionante è quello cinese. Bisogna capire una cosa, che l'Occidente è un po' vissuto negli ultimi due mila anni sul concetto di esportazione di un sistema imperiale, che è quello romano. Guardate, studiate la storia romana, perché la storia romana ha un impatto enorme negli Stati Uniti. Voi vedete le scritte in latino che stanno sui simboli più importanti degli Stati Uniti, dal sigillo degli Stati Uniti e pluribus unum, al biglietto da un dollaro che ha, al fatto che gli edifici negli Stati Uniti del governo sono tutti di stile classico romano, ha al fatto che chiamano Campidoglio Capitol Hill, Campidoglio come il Campidoglio di Roma. E questo non è solo gli Stati Uniti, la Russia che Mosca si chiama la Terza Roma, lo Zara e la Crasi di Cesare. Cioè l'Impero romano è un impero che ha dato gli esempi, perché era un impero inclusivo, cioè metà degli imperatori romani venivano dalle provincie, venivano dalla Serbia, dalla Libia, dalla Spagna, dalla Francia, c'erano un'altra che venivano pochi che venivano diciamo dalla Cina e città, cioè venivano tutti, ed era un sistema inclusivo, cioè l'Impero romano esportava, aveva una missione non colonizzatrice, perché era inclusiva, aveva una missione universale e questo gli Stati Uniti l'hanno ripreso pari pari dall'idea romana dell'Impero. La Cina è completamente diversa, la Cina è un'interessante, intanto è interessante per chi non lo sa che la Cina non si definisce, non si chiama, cioè fino a poco tempo fa, adesso sì, perché un cinese, diciamo Cina è un termine che abbiamo inventato noi occidentali, i cinesi si chiamavano fino alla fine dell'impero della dinastia, si chiamavano Tianxia, cioè tutto sotto il cielo, cioè non c'è la Cina come entità politica non esisteva, esisteva un sistema che era il sistema Han che comprendeva la civiltà, Tianxia che è il vecchio nome per la Cina significa tutto sotto il cielo oppure un altro termine con cui la Cina si definiva era la grande bellezza, la straordinaria bellezza, cioè solo recentemente i cinesi si chiamano Junguaren cioè cinese, Junguó perché Junguó è Cina, quindi loro e come definivano gli stranieri? Gli stranieri usavano un termine che significa barbaro, cioè c'era, loro erano la civiltà, d'altra parte 4 mila anni di civiltà, quindi non sono, la Cina non è un impero colonizzatore, cioè non sono un impero colonizzatore, cioè l'Occidente ha fatto tutte queste giuste rivendicazioni sullo stato del Xinjiang e sullo stato del Tibet, ma lo stato del Xinjiang e il Tibet sono diciamo dei cuscinetti di protezione che una Cina diciamo sotto pressione ha ritenuto indebitamente, illecitamente perché poi il Xinjiang è uno stato turco, turcofono, quindi diciamo appartiene alla grande civiltà turcofona che va appunto da Xinjiang fino alla Turchia e che copre praticamente tutta l'Asia centrale perché questa è un'altra grande civiltà di cui spesso ci dimentichiamo la natura. Quindi la Cina ha un approccio completamente diverso, ora però c'è un cambiamento radicale che è avvenuto proprio anche qui negli ultimi giorni e vi invito a leggere, so che i discorsi, uno pensa che i discorsi siano noiosi e quindi normalmente uno non va a leggere i discorsi fatti dai grandi soggetti internazionali, ma io vi invito a leggere il discorso fatto da Trump a Riyadh due settimane fa che rovescia completamente l'ideologia della politica esteramericana degli ultimi 250 anni perché mentre come dicevo prima gli Stati Uniti sono stati un impero espansivo, cioè un impero che ha cercato di diffondere quelli che gli Stati Uniti pensavano valori universali, la democrazia, il mercato, tutte queste cose, a volte quando c'erano i repubblicani con la forza vedi l'Iraq, la guerra in Iraq, con i democratici, con la tecnologia o con il convincimento insomma per modo di dire, però rovescia completamente, dice no, ognuno a casa sua, Trump dice ognuno a casa sua fa quello che vuole, cioè noi non, cosa hanno fatto, lui dice, cosa hanno fatto i nation builders nel corso degli ultimi cent'anni, hanno fatto solo danni e con quello se lo prende sia con i repubblicani, Bush, Bush è uno che voi ricorderete la guerra in Iraq e quindi l'aggressione all'Iraq del 2003 e Bush ha fatto per la tutela, per la safeguardia della democrazia oltre che per le armi di Saddam. Ora questo rovescia completamente l'approccio e riporta a un approccio che è un approccio che storicamente ha avuto una grandissima rilevanza, che è stato l'approccio vestfaliano, cioè la pace di vestfalia, quindi ragazzi studiate la storia perché la storia è fondamentale, se voi volete capire quello che succede oggi dovete studiare la storia. La pace di vestfalia a metà del 1600 nasce dopo cento anni di guerra e milioni di morti fra gli stati tedeschi, fra gli stati tedeschi dopo la riforma quando i cattolici e i protestanti si sono massacrati per cento anni. Arriva la pace di vestfalia e la pace di vestfalia che cosa fa? Certifica un altro principio che era stato stabilito molto tempo prima ma che non era mai diventato un principio di regolazione degli affari internazionali che è il principio di cuius regio eius et religio, cioè a casa propria uno adotta la religione che vuole. Se c'è un principe protestante, quelli devono essere protestanti, se c'è un principe cattolico devono essere cattolici e non c'è nessun spazio per l'interferenza che è stata un po' la dottrina di Kissinger dopo, cioè dopo diciamo vari episodi compresi in Cile ovviamente, Kissinger ha maturato, Kissinger è un personaggio straordinario, cioè odioso quanto si vuole per quello che ha fatto prima ma una persona di una straordinaria lucidità, intelligenza, una cultura straordinaria. Tra l'altro invito a leggere ancora un libro che è il libro su Allidish di Kissinger. Kissinger dice, perché tutti quanti ci poniamo l'interrogativo, ma perché non c'è una ridice cipollogica? Se noi andiamo in giro a guardare, c'è un pazzo dall'altra parte dell'Atlantico, personaggi diciamo abbastanza modesti da questa parte dell'Atlantico, ma dove sono finiti i De Gasperi, gli Adenauer, i De Gaulle, i Roosevelt, dove sono finiti? Allora Kissinger dice una cosa molto importante, dice che l'interrogativo è una cultura che è stata, e manca nella formazione delle classi dirigenti, quella profondo spessore umanistico che è stata la cultura delle classi dirigenti per millenni in tante parti del mondo, in Cina ma anche in occidente. Quindi la cultura umanistica che si deve integrare con la cultura scientifica, ovviamente, perché tra le culture scientifice è molto importante, con Galileo Galilei, ma lo spessore, il leggere, lui dice, è interessante questo, perché lui dice, i ragazzi oggi un libro importante, spesso, non lo leggono più e questo crea un problema gigantesco perché i ragazzi che non riescono ad avere la pazienza e la profondità e lo spessore culturale per leggere fin in fondo un libro importante non possono maturare le competenze che vengono richieste al classe dirigente. Io devo dire sono già fuori di tempo massimo, penso. Vogliamo prendere una domanda? Ah va bene. Ce ne sono due. Allora intanto il signore, siamo già a quattro, velocivi vi prego perché poi dobbiamo lasciare la santa. Buongiorno Luigi Campolo, prendo spunto dalla introduzione del libro di Kissinger al cui faceva riferimento il professore. Tracciano sei profili in quel testo, oggi in Europa intravede qualcuno? Grazie. Grazie per la sintesi, facciamo rispondere subito. Beh, perché la domanda devo dire è molto rapida, io oggi onestamente non vedo nessuno in Europa. Cancelliere Mertz? No, Mertz, beh visto l'attentato che gli hanno fatto l'altro settimana precedente quando ho andato in Parlamento, Mertz a me piace, penso che la Meloni dovrebbe avere un rapporto molto stretto con Mertz visto che non riesce neanche a digerire la presenza di Macron. Eh sì, e viceversa direi. E viceversa, ma Macron comunque è un'anitrazzoppa e quindi non ha futuro. Mertz potrebbe averlo, però la Germania ha problemi giganteschi, ha problemi sociali, ha problemi economici enormi, non ha integrato, dopo trent'anni e più non ha integrato la Germania dell'Est e non si vede nessun politico e in più c'è tutta questa sfilza di politici di estrema destra che stanno emergendo proprio perché manca una leadership. Poi se noi guardiamo in Italia quello che sta succedendo, insomma, è effettivamente... e devo dire con questo, no, io della Meloni non condivido niente, diciamo dal punto di vista ideologico, però devo dire che la Meloni è una che non ha mai avuto gli errori né dal punto di vista della gestione dell'economia interna né dal punto di vista dei rapporti internazionali. Poi il problema della Meloni è che non basta una persona, cioè la capacità, la leadership si esprime nella capacità di creare una vasta platea di consenso, cioè se la Meloni guarda solo alla sua base elettorale e non diventa la presidente di tutti perde una grande occasione. Però diciamo oggi una donna che è riuscita in un mondo, diciamo in un partito di fascisti a diventare leader e a comandare veramente diciamo tanto di cappello nel resto d'Europa devo dire da Sánchez a Mertz, io veramente non vedo nessuno. Stammer è un po' meglio di una serie di buffoni che sono stati alla guida del Regno Unito negli ultimi dieci anni. Buongiorno Presidente, Marco Cucchiarelli, volevo chiedere, lei considera la globalizzazione positiva, negativa o positiva ma gestita male e poi un suo pensiero se Putin ha le mire come nel 38 con la cecoslovacchia Hitler, cioè di riprendere come i suddetti della cecoslovacchia Putin ha le stesse mire per i rustofani, grazie. Prendiamo anche l'altra così poi il Presidente risponde e chiudiamo perché il Presidente poi deve andare anche ad altri eventi. Buongiorno Francesco Biceglie, dovevo avere una sua opinione riguardo alle marcellate minacce di annessione di Canada e Groenlandia, di Trump, perché c'è un discorso di natura geografica, penso che abbia delle mire legate a un discorso di protezione del territorio delle Unite Unite, però va a ledere dei rapporti storici con alleati storici. Magari i giovani qualche domanda da parte vostra? Siete d'accordo? Terrorizzati. No, studiano, studiano, c'hanno l'aria dei ragazzi che studiano. Allora la globalizzazione, la globalizzazione ha portato fuori dalla miseria due miliardi e mezzo di persone e più, ha creato una classe media in Asia enorme, la globalizzazione ha creato un problema per l'Occidente, però il mondo è fatto di 8 miliardi di persone che hanno beneficiato enormemente della globalizzazione. Quindi è stata gestita male? No, è stata gestita come doveva essere gestita. Il problema è che l'Occidente ha vissuto la globalizzazione pensando che quella fosse la fine della storia e non ha pensato che i problemi che nascevano da una transizione economica così importante come quella che si è creata nel 2000 quando la Cina è stata fatta entrare nel WTO, perché quella è stata la svolta principale, l'Occidente non ha capito, così come non l'ha capita la Germania, perché c'è un grafico che spiega le ragioni della crisi tedesca. La crisi tedesca nasce beneficiando dell'apertura della Cina, quindi dal 2000 al 2010 i tedeschi vanno come dei razzi verso la Cina, esportano tecnologia, esportano macchine, esportano di tutto. Poi si stabilizza questa curva e dal 2010 praticamente incomincia la discesa che è sempre più ripida e abbiamo perso qualsiasi tipo di vantaggio tecnologico. Se uno pensa che le tecnologie verdi avevano in Germania dei campioni assoluti alla fine degli anni 90 all'inizio del 2000 e oggi la Cina è il leader mondiale con il 60%, 70% di capacità nelle tecnologie verdi, abbiamo gestito male tutto il processo. La globalizzazione è un bene in sé, è stata gestita malissimo da parte di quelli che dovevano capire quali sarebbero state le conseguenze. Per quanto riguarda la domanda relativa agli Stati Uniti e alle mie espansioni, il Canada è una buffonata e quindi devo dire che non so come gli venga in mente. A Groenlandia hanno la base coi missili atomici da 50 anni e quindi ci sono più militari che non sono militari americani in Groenlandia che sono groenlandesi e quindi anche lì non si capisce bene perché mai dovrebbe cambiare, tanto la controllano gli Stati Uniti e la Groenlandia. Devo dire che quelle due cose non andranno da nessuna parte. Io penso che ovviamente tutto questo non rappresenti lo spirito degli americani, credo che gli americani stanno svegliando da un incubo che buona parte di loro, anche se tantissimi consenso lo esprimono nei confronti di Trump, però io penso che i problemi andranno avanti fino alle midterm elections, poi quando perde le midterm elections, comunque nel frattempo, come dicevo all'inizio, avranno fatto talmente tanti danni per recuperare. Però una cosa buona è la fatta, una svegliata all'Europa è la data, perché questo è stato il vantaggio che abbiamo avuto da tutto questo caos. Grazie mille. Questi altri argomenti sono nel libro in trappola che trovate anche al fondo della sala. Grazie al Presidente Bernabé. Grazie. Grazie.
{{section.title}}
{{ item.title }}
{{ item.subtitle }}