I mestieri dell’intelligenza artificiale, chi sale e chi scende
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I mestieri dell’intelligenza artificiale, chi sale e chi scende
L'intelligenza artificiale sta trasformando lavoro e formazione. La formazione e il mentorship sono chiave per adattarsi, con un focus su STEM e inclusione.
l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, perché i ragazzi quando arrivano dal liceo sono esposti a qualsiasi contaminazione, anzi spesso sono molto più avanti. Il problema è riuscire ad insegnarli a come ci si attrezza per gestire al meglio l'intelligenza artificiale. È verissimo, small science, la small science viene dall'intelletto degli individui e quindi noi dobbiamo recuperare la figura del mentore più che del professore che trasferisce solo conoscenza. Certo i mentori da soli senza conoscenza non bastano, ma anche questa parte umana, più quasi che umanistica, è molto importante. Quindi è un'evoluzione che io immagino da parte delle università verso questa direzione. C'è un Paese come il nostro che ha la più antica università come comunità europea, credo che in questo possa consentirsi un bellissimo salto in una in un salto d'epoca come la definisce il census. Siamo alle soglie in un salto d'epoca e io credo che i professori possano aiutarci a farla recuperando capacità critica, insegnando capacità critica ai nostri studenti. Ecco poi dopo vedremo più sul come, visto che questo è il vero problema. Allora vorrei passare a Stefano Perego, perché Amazon ovviamente di dati e di intelligenza artificiale ne mastica tutti i giorni da anni. Allora come è cambiato il sistema della logistica visto che tutti occupi esattamente di questo, come è cambiato il sistema della logistica, come è cambiata l'organizzazione del lavoro, come è cambiato tutto il sistema produttivo di Amazon. Intanto buongiorno e grazie. Direi, vorrei proporre due differenti punti di vista, uno che è più largo che non semplicemente Amazon. Con il Politecnico di Milano abbiamo fatto uno studio che ci aiuta a capire un po' di più quali sono le fenomenologie legate all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. E quello che emerge fondamentalmente è che l'80% come diceva Stefano Pocanzi, l'80% delle aziende trasforma il modo di impiegare le proprie risorse, piuttosto che eliminarle le trasforma. L'85% di queste aziende ha visto una velocizazione dei propri processi. Se ci mettevo x adesso ci metto l'85% in meno di tempo a fare questo processo. La terza dimensione è che il 95% delle aziende vede una riduzione dei carichi di lavoro e nel caso della logistica anche fisici, ripetitivi, quindi attività che oggigiorno magari preferiamo lasciare una macchina e concentrarci su attività a valore aggiunto. Qual è la condizio sine qua non per fare questo? Fondamentalmente formare le persone all'interno dell'azienda a queste tecnologie che non sono soltanto capire che cosa vuol dire l'intelligenza artificiale, ma pensate all'automazione, pensate agli algoritmi di machine learning che esistono da una vita e che vengono comunque utilizzati sempre di più. Quelle aziende che hanno investito e questo campione di aziende dice che nell'80% dei casi hanno investito in formazione verifica un 40% di miglioramento dei propri risultati. Ora se tolgo queste condizioni generali di questo studio e le porto in Amazon e nel nostro operation che cosa vedo? Intanto vedo che attraverso l'utilizzo della capacità computazionale e dei sensori che oggi sono sempre più sofisticati assistiamo a una trasformazione della logistica intesa come logistica tradizionale perché se attraverso l'intelligenza artificiale generativa, le quantità di dati, siamo in grado di costruire dei modelli foundational sempre più sofisticati, questo in fase reale cioè nel nel movimentare dei prodotti non basta. Quello che fa fare il salto è la capacità computazionale che oggi esiste e la possibilità all'interno delle nostre strutture di utilizzare dei sensori sempre più sofisticati. Questo che cosa porta? Porta le aziende nella fattispecie la nostra a migliorare una serie di dimensioni che vanno dal servizio al cliente a il costo per spedire un'unità ma diventano anche degli strumenti per delle condizioni di lavoro più sicure e più inclusive che effettivamente non sono la prima cosa a cui la gente pensa. Uno pensa all'intelligenza artificiale come un qualcosa che può in qualche modo entrare nelle dimensioni del lavoro cambiandolo ma in realtà negli aspetti pratici può generare condizioni più sicure più inclusive di lavoro. Alla base sta l'upskilling cioè la capacità delle aziende di dare della formazione non solo per le proprie risorse noi abbiamo dei programmi interni ovviamente ma anche in generale favorire un'educazione stem al di fuori della propria azienda uno dei nostri programmi qui in italia nel 2026 pianifica di estendere la possibilità di accesso alle competenze stem a 200 mila persone dalle scuole primarie fino all'università e di far capire effettivamente meglio che cosa vuol dire ai per cui abbiamo un programma che nel mondo quest'anno arriverà a due milioni di persone per per metterle in condizione di capire meglio che cosa è l'ai quindi il concetto è migliorano le performance ma non solo le performance aziendali migliora anche l'ecosistema attraverso l'upskilling che si può fare su queste competenze. Passo un altro settore che evidentemente è stato impattato dall'intelligenza artificiale come quello dell'health care Gabriele Ghirlanda come è cambiata dal vostro punto di vista l'operatività la competitività e l'utilizzo come ha cambiato l'organizzazione del lavoro l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Buongiorno a tutti io devo rispondere alla sua domanda prendendo la larga e in quanto ex alunno Luis purtroppo mi vedo costretto a concordare con il nemico bocconiano nella nostra prospettiva dato che salute e sanità sono temi abbastanza delicati andando a toccare direttamente i pazienti quindi l'ambito più umano che c'è penso che la riflessione meriti d'accordo con Keynes che sul lungo periodo saremo tutti morti ma una riflessione sul medio periodo degli impatti delle conseguenze che una rivoluzione produttiva e vocale come quella dell'intelligenza artificiale potrà avere due considerazioni la prima potremmo non essere più la forma di vita più intelligente presente sul pianeta questo pensando a lungo periodo potrebbe essercene un'altra e potrebbe essere non carbon based ma silicon based e quindi bisognerà cominciare adesso che siamo ancora in tempo a porsi la questione di come interagire con questa forma di vita e come convivere seconda seconda considerazione tutte le rivoluzioni industriali sino ad oggi hanno modificato il modo in cui il fattore umano e il lavoro e l'essere umano era fattore produttivo e il modo in cui si espletava la funzione produttiva si raffinata e voluta oggi e non parlo del brevissimo periodo immediato stiamo andando nella direzione in cui l'essere umano e il lavoro sia l'essere umano sia via a diventare supervisore della produzione non più direttamente coinvolto nella produzione e questo apre diversi scenari un paradigma sostanziale in cui è difficile immaginare un uomo senza lavoro ma immaginare un uomo senza lavoro portato all'estreme conseguenza potrebbe immaginare un mondo senza uomo scomodando max Weber arbeit als berufung il lavoro come vocazione nel senso non un smero strumento per percepire e crearsi mezzi di sussistenza ma qualcosa che coinvolga l'individuo nella sua sostanza più intima che diventa uno strumento di affermazione e creazione di se stesso quindi una vera e propria vocazione questo Weber lo vedeva per la civiltà occidentale io venendo dal settore sanitario lo vedo nella pratica quotidiana perché chiunque lavori in salute e sanità con diversi gradi di profondità di intensità o di ampiezza ha comunque una missione che è quella di diagnosticare trattare o prevenire attraverso la promozione della scienza e questo paradigma è scosso non solo incrinato ma profondamente scosso dall'arrivo dell'intelligenza artificiale e lo vediamo dalle spinte neoludiste che comunque si vedono questo timore che i lavori vengano persi non lo vediamo ad oggi ma in prospettiva non lo possiamo escludere quindi cos'è necessario ho sentito dire più volte la riformazione della forza lavoro con nuove competenze ma realmente nuove in realtà le vedo come molto specifica e estremamente trasversali per quello che riguarda il settore salute ripeto nuove competenze gestionali, manageriali, regolatorie, tecnologiche e cliniche che vadano nella direzione ad esempio di combinare data science e clinica oppure la capacità di ponderare e di integrare la considerazione degli aspetti di impatto etici, sociali e giuridici in ambito sanitario diceva giustamente chi mi ha preceduto parliamo al futuro ma in realtà è già successo la pratica clinica è già cambiata con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per quanto riguarda la diagnosi, l'intelligenza artificiale mette 0.3 secondi per identificare una polmonite bilaterale a un tecnico radiologo richiesto molto più tempo per studiare la radiografia lo vediamo nel triage dei pazienti nei pronto soccorsi in diversi ospedali e in utilizzo dell'intelligenza artificiale e lo vediamo nelle questioni più delicate come ad esempio i dubbi diagnostici, quale terapia attivare per una polmonite resistente, quale antibiotico, a quale stadio, qui sta già succedendo per quanto riguarda il farmaceutico è ancora più evidente la compressione di tempo per avere drug discovery, scoprire nuove terapie, è stato stimato che circa 100 miliardi all'anno in Europa vengono risparmiati da quando l'intelligenza artificiale viene utilizzata per la drug discovery questo ovviamente ha anche un rovescio della medaglia, sentivo citare prima le hallucinations cioè risposte errate date dall'intelligenza artificiale data da bias nei data set con cui l'intelligenza viene addestrata ed educata e soprattutto un tema delicato ma fondamentale ad oggi quello che è già stato toccato dalla direttrice generale della LUIS, l'elemento costituente del rapporto medico paziente che ad oggi è ancora basato o dovrebbe essere basato ma diciamo è basato sul rapporto emotivo empatico e multimodale in questo l'intelligenza artificiale non è ancora capace di intervenire e quindi cosa è evidente? È evidente che serve normazione normativa, interventi giuridici e interventi normativi il più possibile sovrannazionali per avere veramente un approccio globale, lo vedo contestualmente molto semplice in Europa, c'è una grande tradizione normativa, lo vedo molto complicato per circostanze quadriennali ad esempio con gli Stati Uniti quindi un'armonizzazione sul tema European Medicine Agency e FDA Food Drug Administration al momento purtroppo sembra molto difficile. L'Europa si sta già attrezzando, si è già attrezzata di un complesso normativo che speriamo possa diventare davvero un strumento competitivo rispetto ad altre economie. Peraltro c'è innavio la radiologia, qualche anno fa si diceva il maestiere del radiologo sparirà il dato di fatto che i radiologi sono aumentati perché la facilità di accesso alla radiologia proprio attraverso l'intelligenza artificiale ha ampliato il mercato e quindi oggi i radiologi sono di più quindi è un caso di evidente aumento e opportunità che la tecnologia offre. Passato a Teana Biagioni, avvocata del lavoro, per capire appunto perché anche la professione legale è stata pionieristica nell'adoptare l'intelligenza artificiale, soprattutto questa di nuovo generazione generativa per una serie di funzionalità con anche dei limiti perché poi ci sono stati dei casi anche recenti di rischi non con allucinazioni come si dico in gergo tecnico. Allora gli studi legali stanno già da tempo applicando l'intelligenza artificiale, normalmente con piattaforme specializzate nel settore e è anche un passo in un modo passato, un presente, sicuramente sarà un futuro. Naturalmente avete accennato al regolamento europeo così come per la sanità i nostri temi sono temi a rischio elevato riguardo a diritti fondamentali, l'applicazione delle norme, l'analisi, l'interpretazione delle norme ma anche in particolare noi siamo giuslavoristi, nagi e quindi tutto il tema dei diritti fondamentali dei lavoratori e del mercato del lavoro passa attraverso quindi le nostre attività. Questo rischio elevato fa sì che dobbiamo usare una serie di attenzioni molto forti rispetto all'applicazione. Le utilità è naturalmente banale magari dirlo sul tema della ricerca, dell'analisi, quello che prima veniva fatto in giorni e giorni nelle biblioteche però quando mi sono laureato io adesso in pochi secondi considerate alla stratificazione di norme non solo quelle italiane, quelle europee, i trattati internazionali, in pochi istanti si ha tutto il tema normativo sotto gli occhi e pensate alla giurisprudenza, quanto è importante analizzare, avere in pochi secondi tutto sul tema facendo la domanda giusta, tutta l'analisi della giuspenza quindi su questo tema molto avanti. Sul tema per esempio degli atti ancora c'è un'attività da fare, ancora è utilizzato su atti standardizzati pensate non solo recupero crediti ovvero alla contrattualistica comunque c'è tutto sicuramente un lavoro da fare però proprio per questa delicatezza del nostro lavorare, proprio la delicatezza dei diritti fondamentali delle persone, dei lavoratori, dei lavoratrici anche il Consiglio Europeo ha dato una serie di indicazioni che vanno di pari passo con il regolamento sulle A dell'Unione Europea indicando cosa deve fare un avvocato o un'avvocata quando si trova davanti a questi strumenti, come li deve utilizzare. Il primo tema è la conoscenza non solo dello strumento che utilizzi ma anche delle normative che riguarda l'intelligenza artificiale. Oltre alla conoscenza la consapevolezza come dicevamo prima che ci sono delle situazioni che non danno un dato accurato quindi la necessità assoluta del controllo umano rispetto a queste tematiche quindi in qualche modo il supporto dell'intelligenza artificiale e non la sostituzione dell'avvocato o dell'avvocato con l'intelligenza artificiale, il grande tema dell'attenzione alle normative sulle privacy all'utilizzo corretto dei dati che è il nuovo oro, diciamo così, la nuova ricchezza e soprattutto il contatto con l'assistito e quindi la comunicazione rispetto a quello che si sta facendo e a come si sta utilizzando l'intelligenza artificiale. Dico questo e va fatto con un'enorme attenzione perché c'è ad esempio il primo caso ne abbiamo sentito parlare negli Stati Uniti è vero che non siamo in regime di commollo o comunque la giudiziodenza per la nostra attività è molto importante, il precedente è molto importante nell'esercitare nostra attività c'è un primo caso di un'ordinanza del Tribunale di Firenze perché un collega ha depositato per difendersi in un giudizio una sentenza che non esisteva quindi è stato chiesto anche la condanna per l'itieta emeriaria che non è stata data perché ha detto l'avvocato che non si è raccorto di questo sbaglio ma è necessario naturalmente come ho detto prima il controllo anche dal punto di vista naturalmente deontologico ma anche i miei associati mi hanno riferito per esempio di ricerche giurisprudenziali che hanno dato esito molto interessante per la per la causa peccato che in un caso esisteva la sentenza della Corte di Cassazione come numero e come data ma il contenuto era completamente differente e nel secondo caso proprio non esisteva affatto era la sentenza perfetta che si attagliava al caso di specie però assolutamente inesistente allora lavorare con attenzione utilizzare tutto il bene che questo può dare proprio nell'organizzazione anche degli studi cosa che stanno facendo ma attenzione massima al controllo ultimo manna attenzione massima anche alla relazione con il cliente che ancora è molto importante fondamentale negli studi e nelle aule di giustizia quindi anche l'intelligenza artificiale ha una sua capacità creativa direi molto buona perché ho letto delle cose molto buono e peccato che non l'avessero scritte i giudici comunque fondamentale il controllo umano e questo rimane fondamentale ovunque e torneremo proprio sul tema della formazione anche con i ragazzi bisogna insegnargli a utilizzarlo in maniera responsabile e consapevole volevo tornare a Luciano Pietro Nero per capire dal punto di vista dell'esperto qual è l'approccio giusto per affrontare questa nuova tecnologia mi viene da dire è una tutor è un mentore come abbiamo detto è un consigliere è un concorrente è un rivale con cui ci dobbiamo mettere in competizione cos'è l'intelligenza artificiale? è tutto la cosa principale è capirci qualcosa come tutti e questo l'abbiamo capito quindi uno non deve diventare un esperto chiaramente ci saranno 500 persone che sviluppano ctp o quello che verrà e 500 mila che useranno questo quello che io su cui ho messo l'accento prima è che non ci sarà solo questo il progresso quando per esempio l'avvocata ci racconta no è chiaro che ci sono tutte le leggi quelle sa tutte te le mette davanti e lì lo capisco ma se tu vuoi fare un progresso sul cancro non lo trovi già ctp se non lo avevamo già fatto ecco io questa è la parte che a me più mi interessa è chiaro che sapere tutto quello che c'è è fondamentale in certi professioni saperlo bene eccetera però io faccio lo scienziato voglio sapere quello che non c'è se vuoi sapere quello che non c'è è chiaro che non ti aiuta ctp ti aiuta un po' si dice questo c'è e magari è rapido a sapere lo stato dell'arte ma il passo creativo è difficile ce lo fai a quel modo gli esempi di prima allora noi abbiamo cercato di fare lo stesso passo creativo passetto creativo sulla questione l'impatto del mercato del lavoro vediamo di impostarlo in modo matematico allora ogni lavoro è codificato dalle dazioni unite con una serie di capacità o skills quindi uno che far pilota da aeroplano deve vederci bene deve sentire deve fare l'avvocato avrà altre caratteristiche quindi questo è codificato lo trovate su internet gli skills sono una cinquantina quindi abbastanza pochi sono per lo più di natura materiale cioè avvitare le viti fare così per esempio la matematica è un solo skill la fisica pure questo chiaramente è un grande difetto desti skills perché la fisica è un po più complicata che usare il martello gli schizzo per lo più i lavori manuali quindi la prima cosa andranno aumentati per descrivere correttamente però adesso ci stanno quelli e li abbiamo usati se tu guardi come è il rapporto attività lavorative questo questi skill con queste capacità ha una proprietà che si chiama nestedness in matematica che è analoga al rapporto tra i paesi e i prodotti che noi abbiamo usato per capire la diciamo lo sviluppo dei paesi e della cina quindi matematicamente è analogo e allora abbiamo usato lo stesso algoritmo della fitness il risultato è la complessità dei lavori era anche la complessità delle varie skills interessante no qual è il lavoro più complesso che c'è al mondo secondo questo è il pilota di aeroplano per esempio il guidare l'aeroplano tener dietro 200 matti che fanno qualunque cosa creare occuparsi del clima del motore questo è il lavoro più complesso secondo la nostra analisi capita che mio figlio piccolo far pilota aeroplano ha portato questo articolo al sindacato piloti per farsi aumentare lo stipendio ok questa è la prima cosa quindi abbiamo dato un'idea della complessità poi dice come ogni skill può essere sostituita dai sostituita può essere impattata anche in positivo questo qui c'è una serie di studi internazionali credo per lo più delle nazioni unite che chiedono a degli esperti dice può essere sostituito questa capacità e quello che dice secondo me sì secondo me no quindi c'è un database di opinioni in generale noi opinioni ci piacciono poco vogliamo i fatti concreti per esempio proprio il caso diciamo legale una cosa che secondo gli esperti può essere molto sostituita il giudice perché giudice mette su certi tp la legge il crimine fatto e quello gli dà la pena ok questo secondo gli esperti è facilmente sostituibile ma come lei fa diciamo scuola della testa noi non lo vogliamo il giudice elettronico quindi abbiamo una situazione diciamo di dualismo la capacità tecnica di sostituzione e la effettiva volontà di sostituzione che sono due cose molto diverse vi faccio un esempio opposto sempre per i piloti d'aeroplano allora il pilota d'aeroplano dato che è molto complesso è molto difficile da sostituire chiaramente no ma quello lo vogliamo sostituire fortemente perché mandiamo in guerra i droni e non i piloti quindi vedete c'è un caso dove la sostituzione sarebbe facile e non la vogliamo quella sostituzione lì è un caso dove è difficile ma la vogliamo tanto e allora come si va a superare questo limite diciamo dalla sostituibilità teorica all'effettiva volontà e concreta diciamo desiderio e azione di sostituzione siamo andati a vedere le startup e le azie le nuove industrie non ci stanno startup per far giudice elettronico guarda caso perché quello non lo vuole fare nessuno ci stanno tantissime startup per fare i droni quindi noi vediamo che la vera sostituibilità non la trovate nel rapporto diciamo internazionale delle nazioni unite sull'opinione degli esperti ma secondo me va cercata nell'investimento che va fatto quindi vi posso ci abbiamo tutti i dati quindi ci sono 700 lavori se scrivete vi do l'articolo e trovate la sostituibilità di ogni dato volete le cose non sostituibili la modella non è sostituibile altre cose sostituibili i fisici e i matematici sono abbastanza sostituibili che chiaramente a noi non ci piace e siamo andati a vedere che il fatto è che queste skill sono molto poche per questo tipo di lavoro se è fisico è una skill poi dice sai batte i chiodi è la skill avviti le vite è un'altra skill quindi c'è una deformità di opinione questo abbiamo fatto e quindi è una base però volete poi da questo dice e allora cosa imparo prima cosa ci saranno i lavori nuovi che in questo studio non ci sono e quindi io questi sono molto più difficili da prevedere e poi in generale diciamo questo è un primo passo tecnico quindi vedate le cose precise però è chiaro che il futuro in questo caso è molto difficile da prevedere quindi direi quello che è utile erano dettuati la formazione capirci qualcosa essere flessibili magari uno che è capace di modificare un po suo lavoro no più è capace di adattarsi e ottimizzare a questi cambiamenti più sarà capisco questi sono frasi un po fatte e badali però in questo caso sono importanti quindi l'italia che deve fare deve fare sì che la nostra capacità diciamo creativa più che i computer superpotenti eccetera perché guardate io ho un po' di esperienza se uno c'ha un'idea buona trova sempre il super computer libero se uno c'ha super computer non necessariamente trova le idee posso fare i bonti esempi concreti quindi noi non dobbiamo fare la guerra del super computer perché tra stati uniti e cina quella la perdiamo di sicuro dobbiamo farla guerra della smolsa la guerra sopra la competizione corretta della smolsa e dove possiamo ottimizzare le nostre capacità se poi in italia c'è qualche super computer ci fa certamente piacere però focalizzarsi che hai infiniti dati non è così è anche quello ma un sacco d' altre cose. Il tema della sostituibilità è davvero centrale in prospettiva da questo punto di vista ci sono già editori che stanno sostituendo i giornalisti con l'intelligenza artificiale spero che il risultato poi alla fine non mi sembra sia lo stesso comunque sappiamo che abbiamo visto che in ogni professione c'è questo tema per quanto riguarda ovviamente la centralità della formazione per gestire per aiutare sostenere questa trasformazione è chiaro e evidente che è quello il nodo in prospettiva allora dal punto di vista dell'oxe quali sono appunto le caratteristiche che deve avere la formazione in prospettiva per questa nuova tecnologia che non è soltanto appunto come dicevi prima l'imparare e capire la tecnologia ma si tratta di sviluppare nuove competenze. Ma sì credo che la grande sfida sia quella della sostituzione piuttosto che la complementarietà noi vogliamo la complementarietà per questo c'è bisogno di due cose a mio avviso uno essere sicuri quando utilizziamo l'intelligenza artificiale generativa o meno la utilizziamo in maniera affidabile e facciamo tutti i controlli per evitare che ci siano degli usi impropi della tecnologia come qualunque tecnologia non c'è niente diverso dalle altre tecnologie la seconda è l'investimento in capitale umano cioè investimento in noi stessi ora c'è il premio Nobel in economia del 2023 a donna Claudia Golding tra l'altro la prima donna aver vinto il premio Nobel da sola no come sparri in parte lei ha scritto un libro con suo marito prima dell'avvento dell'intelligenza artificiale generativa ed è la corsa tra tecnologia e istruzione in quel libro si sostiene che tutte le volte che noi umani abbiamo vinto questa corsa nel senso siamo riusciti a investire in capitale umano per in qualche modo qua di vari le grandi rivoluzioni tecnologiche abbiamo ridotto le eseguaglianze e abbiamo fatto del progresso economico e sociale il problema è che adesso questa corsa siamo un po indietro lox è pubblicato un'inchiesta sulle competenze degli adulti alla fine del 2024 questa un'inchiesta facciamo tutti dieci anni guardiamo alla capacità di comprensione testo scritto di alfabetizzazione di utilizzo del calcolo della matematica e di risoluzione di problemi complessi ebbene in questa inchiesta solo due paesi hanno visto le competenze medie degli adulti migliorare negli ultimi dieci anni in italia siamo rimasti in maniera più o meno stabile a livelli molto bassi in altri paesi addirittura abbiamo visto una riduzione delle competenze medie quindi mentre la tecnologia va velocissima noi umani come investimento e capacità di migliorare le nostre competenze non abbiamo fatto molti progressi questa mi avviso la grande sfida emmanuelle macrone presidente francese diceva questo abbiamo bisogno di una rivoluzione copernicana non è soltanto una questione di spendere più in scuola istruzione università e formazione continua degli adulti ma spendere meglio ad oggi in italia meno del 50 per cento degli adulti partecipa un corso di formazione se guardiamo a quelli che ne avrebbero bisogno di più cioè quelli con bassi livelli competenza nelle piccole e medie imprese le donne loro sono tra il 10 e il 15 per cento è un problema di risorse sicuramente ma è anche un problema del fatto che la formazione professionale molto spesso è subita cioè il lavoratore non la vuole fare questa formazione e l'impresa tick the box move on devo farla perché ci sono delle linee guida però non mi è neanche chiaro perché questa formazione sia utile ecco concludo perché se ne potrebbe parlare molto l'intelligenza artificiale può essere uno strumento per migliorare la qualità della formazione degli adulti e anche dell'istruzione iniziale perché ci permette di ridurre i tempi dei corsi fare dei corsi molto più mirati a necessità dell'individuo e dell'impresa e tra altre cose corsi che non devono essere per forza in una in una classe così corsi tradizionali ma fatti anche online grandi potenzialità molti paesi ci stanno lavorando l'ultima cosa voglio dire non bisogna formare solo i lavoratori un risultato che ci viene da questa inchiesta sui manager che utilizzano gli algoritmi una gestione del personale ci dicono sì i risultati sono positivi ma io sono in difficoltà perché non riesco a spiegare come sono arrivato a questo risultato e secondo non mi è chiaro chi è responsabile se qualcosa va male se io utilizzo questo risultato dall'utilizzo dell'algoritmo e questo mi porta un risultato sbagliato chi è responsabile io come manager o chi ha scritto l'algoritmo quindi c'è molto da fare anche per creare un quadro di norme di linee guida che permetta ancora una volta un utilizzo appropriato affidabile corretto dell'intelligenza artificiale. I temi spaziano e i nodi aumentano progressivamente proprio per la complessità della tecnologia. Volevo fare un rapido sondaggio prima di proseguire siccome poi alla fine volevo aprire anche alle osservazioni e domande dal pubblico volevo sapere se c'era già qualcuno che aveva intenzione si è alzata la mano così poi dopo ne tengo conto successivamente. Uno, due, bene così poi dopo apriamo la discussione. Allora abbiamo capito anche nell'ambito della formazione che l'intelligenza artificiale è come supporto non sostituisce lo dicevi tu prima docente non viene sostituito deve cambiare modalità e come già oggi in università avete modificato il percorso formativo proprio in vista di un mercato del lavoro che sta cambiando velocemente. Si in realtà vorrei evitare di tornare a casa a dire i docenti che verranno sostituiti dai intelligenza artificiale. No appunto diamo per scontato che non viene. Parlevamo di professioni che vengono sostituite, era solo una battuta. Allora io riprendo un po' il discorso di prima, io credo che i docenti nella loro verticalità di competenza debbano sempre di più ampliare la parte diciamo di intelligenza sociale degli studenti. Ho visto prima che insomma le persone che ci ascoltano hanno giustamente apprezzato il concetto di consapevolezza nell'utilizzo dello strumento e questo è importantissimo cioè le persone devono essere consapevoli. Noi abbiamo fatto anche un esperimento, il nostro laboratorio di economia sperimentale, adesso è una cosa difficilissima, complicatissima, ma insomma una delle evidenze è che si tende a sovrastimare le possibilità dell'utilizzo dei risultati dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Quindi questa è una cosa che va un po' riportata all'interno dei canoni corretti, cioè l'intelligenza artificiale è un grandissimo aiuto, noi non capiamo bene come funzioni e quindi ci sembra una cosa che forse possa darci più risposte di quelle che noi aspettiamo. Non voglio eludere la sua domanda, cosa facciamo noi per i nostri ragazzi? Per i nostri ragazzi per esempio che fanno il percorso magistrale abbiamo inserito un corso di e-I literacy nel senso che tutti sono ottenuti a seguire questo corso di sapere minimo sull'intelligenza artificiale affinché siano in grado di utilizzarla e di non subirla. Un'altra cosa che invece è un po' in antitesi è che noi ora introdurremo col nuovo anno accademico un sistema che staccherà i dispositivi naturalmente su base volontaria dei ragazzi, perché i ragazzi entrano in aula con i dispositivi elettronici, magari verificano, nella migliore delle ipotesi, verificano una nozione o qualcosa, in altri casi fanno acquisti su Amazon, quindi c'è un po' di tutto. Volendo su base volontaria i ragazzi possono, creando un'autocoscienza, entrare in aula e staccare il collegamento a tutti questi strumenti e questo è un modo di educarli, poi lo faranno, non lo faranno, io non lo so, però l'importante è che sappiano che la loro università ritiene che nel loro percorso edecutivo loro debbano riconquistare spazi di autonomia per il loro pensiero e questa secondo me non è una cosa che si insegna in aula ma che si insegna nei corridoi dell'università. Poi come dicevo prima un dipartimento dedicato all'intelligenza artificiale ma anche alla filosofia, quindi un dipartimento che si chiama intelligenza artificiale data e decision science, però è collegato con dentro materie tipicamente, cioè in un ateneo che è dedicato soprattutto all'azienda che insegna economia, che insegna giurisprudenza, scienze politiche, mentre si va verso l'intelligenza artificiale si torna, in modo con orgoglio lo dico, si torna anche sul pensiero originario sulla filosofia. Ecco credo che sia un tipo di approccio all'insegnamento trasversale che noi riteniamo possa costruire una classe di futuri lavoratori che usino la nuova tecnologia con consapevolezza. Quando c'è appunto l'appello alla consapevolezza e alla responsabilità è condiviso. Perché è corretto che sia così, perché vuol dire che c'è una coscienza collettiva rispetto all'utilità di uno strumento avanzato tecnologicamente ma anche direi l'orgoglio di essere esseri umani e senzienti, quindi penso che sia questo. Assolutamente sì, Stefano Perego prima aveva appunto introdotto questo tema della responsabilizzazione, della consapevolezza, voi nell'ambito della formazione professionale interna, dell'upskilling di cui parlavi prima, come procedete all'interno dell'azienda? Intanto vorrei fare eco a questo punto dell'importanza delle capacità di decisione. Quello che vediamo sempre di più è una trasformazione delle manzioni dove rispetto al passato si guarda sempre di più alle capacità decisionali, agli aspetti legati alla qualità di un processo, alle competenze tecniche anche specifiche che in passato magari erano un po' meno valorizzate, invece diventano sempre più importanti. In ultima analisi è quello che si chiama problem setting perché alla fine anche con tutta la capacità di calcolo e l'intelligenza che c'è quali sono i problemi da risolvere e non la risoluzione del problema stesso, sapersi porre le giuste domande è fondamentale. Sono un po' più positivo su quello che vedo internamente all'azienda e spero vedremo anche in altre aziende in termini di capacità di essere sempre più inclusivi e di investire in formazione. Forse perché noi per esigenza abbiamo dovuto fare questa trasformazione, cioè oggi citava gli ordini su Amazon, quando io ho iniziato 15 anni fa l'ordine veniva processato in termini di logistica tradizionale. Oggi a livello mondiale il 75% degli ordini spediti viene toccato da un'altra azienda e processato da un numero di robot pari a 750.000, cioè vuol dire che in questo momento nel mondo ci sono 750.000 robot che processano il 75% dei vostri click. Questo è uno scenario totalmente nuovo, molto simile a quelle che sono le rivoluzioni che aziende come Toyota hanno creato e in questo contesto diventa fondamentale non solo per il sistema investire in ricerca e sviluppo che è un aspetto chiaramente importante per noi dove la robotica e l'intelligenza artificiale richiedono una capacità di investimento, ma anche quelle che noi chiamiamo skill fondamentali che noi internamente sviluppiamo attraverso un programma che si chiama Career Choice che a livello mondiale ha visto 150.000 delle nostre risorse scegliere dei corsi per i quali noi paghiamo il 95% delle tuition fees in modo tale da sviluppare queste competenze che servono per fare questa trasformazione, questa rivoluzione tecnologica. Alla fine quello che vediamo è come ho sentito tante parole, la parola che mi piace di più è collaborazione tra la tecnologia e la persona, con la persona che diventa sempre più il problem setter e sfrutta queste nuove tecnologie per risolvere nuove e sempre più ambiziosi sfide e quindi mi sento di dire in modo positivo che quanto più saremo costruttori capaci, fornitori di nuove idee e effettivamente coinvolti da un punto di vista di sviluppo collaborativo con queste tecnologie avremo degli esiti positivi non solo per le aziende ma anche per la società in generale. Certo, chiarissimo questo pensiero è importante, questa sottolineatura nuova sulla collaborazione che per produrre qualcosa di nuovo e per sfruttare le potenzialità della tecnologia. Gabriele Ghirlanda già prima parlato di come l'intelligenza artificiale ha degli effetti benefici, voi come Angelini avete utilizzato le A in ambito clinico con dei test e così puoi illustrare un po' più nello specifico quali sono appunto gli effetti e come Angelini Farm appunto immagina di poter utilizzare questa tecnologia in prospettiva? Allora come Angelini Farm noi stiamo utilizzando l'intelligenza artificiale per ottimizzare le industrial operations quindi tutti i processi produttivi che ci competono negli stabilimenti produttivi di Angelini e soprattutto però l'abbiamo usata per accelerare drug discovery and research and development cercando di identificare nuovi target terapeutici che dessero la maggiore rispondenza. Un esempio concreto di un progetto che abbiamo in corso abbiamo una partnership con il King's College di Londra e l'Eplips Research Institute britannico e in cosa consiste sono 30.000 pazienti sui tre principali ospedali britannici l'intelligenza artificiale analizza le cartelle cliniche di questi pazienti e rispondo anche in parte a qualcosa che Petro Nero era interessato e riesce a definire predittivamente quale sarà l'esito clinico di ogni paziente ossia quali di questi pazienti ha la maggior probabilità con un intervallo d'errore molto ristretto di sviluppare una epilessia farmacoesistente e quindi di necessitare di uno specifico trattamento differente da quello degli altri pazienti epilettici. Qual è la chiave di volta? La chiave di volta è che a un team specializzato e formato di operatori umani questo avrebbe richiesto mesi forse anni con l'intelligenza artificiale è una questione di ore e giorni quindi ci permette di essere molto più efficiente e molto più rapidi nel indirizzare gli sforzi e gli investimenti di ricerca e sviluppo. Sono breve perché voglio lasciar spazio alle domande. Ecco sì, voglio passare a Tiziana Biagioni perché aveva detto l'impatto sulla professione legale essendo gius lavorista voglio capire anche un pochettino l'impatto sul diritto del lavoro perché abbiamo parlato in termini teorici appunto di inclusività di responsabilità e così però c'è un tema anche di tutele e di diritti come l'intelligenza artificiale va a impattare appunto questo aspetto della tutela. Io cerco di essere rapida è cambiato molto il mercato del lavoro, il concetto di lavoro sono molto cambiati i concetti di tempo e spazio e questo l'acceleratore è stata una cosa molto antica che è la pandemia e non una cosa moderna ma anche la tecnologia naturalmente è cambiata molto però quello è stata una vera trasformazione in quel senso si sta adeguando il diritto del lavoro però io arrivando per ultimo alcune cose sono già state dette il tema formazione è un tema centrale all'interno del mercato del lavoro perché sono preoccupata per queste tanti lavoratori e lavoratrici che svolgono attività repetitive la cui formazione dove essere già fatta da tempo e non partire ora con la formazione e soprattutto io ho visto disperdere tante risorse in formazione la formazione è un tema molto delicato che va gestito con grande attenzione bisogna capire chi formare come formare e di cosa abbiamo bisogno questo vi sembrerà banale ma è tutt'altro che banale in passato è stato gestito in maniera diciamosi pessima cosa dovrebbe cambiare cosa potrebbe veramente di cosa c'è veramente tanto bisogno ad esempio dell'intelligenza artificiale o della tecnologia in tema di sicurezza sul lavoro abbiamo una quantità di persone che non solo muoiono ma anche che sono ferite nel mondo del lavoro tutti i giorni ecco su questo tema bisogna veramente imperminarsi perché se questo può cambiare è la prima cosa su cui dobbiamo lavorare in maniera forte questo veramente dovrebbe essere un impegno e potrebbe essere una strada di grande con grandi risultati la grande attenzione sempre all'interno del lavoro è al fatto che il nostro mercato è comunque disseminato di realtà discriminatorie quindi questa realtà viene in qualche modo può venire utilizzato può essere una trasportata dall'intelligenza artificiale quindi moltiplicata allora l'attenzione questo lo dico perché ci sono già delle sentenze ma anche datate 2019 in relazione in questo caso all'utilizzo degli algoritmi che vengono utilizzati e che di fatto sembra che sia non è oltre in realtà hanno degli effetti pregiudizievoli e confronti di categorie protette dall'ordinamento si tratta di diritti fondamentali che ci vengono dall'Unione Europea che sono nel nostro ordinamento quindi il diritto del lavoro deve assolutamente essere in grado di dare risposte per evitare che la tecnologia sia moltiplicatore di discriminazione interna al mondo del lavoro e ripeto non è futuro è assolutamente presente sono già sentenze che hanno accertato questo hanno accertato questo è la responsabilità di chi è in questo momento responsabilità del datore di lavoro che ha applicato quei sistemi anche perché poi non non è sendo in grado di capire il perché il procedimento ha dato questi risultati di fatto il comportamento è discriminatorio la discriminazione opera in maniera oggettiva e la responsabilità è del datore di lavoro quindi lavorare secondo me sulla sicurezza sul lavoro sempre diciamosi in tema diritto e lavoro e lavorare sulla contrasto alle discriminazioni e anche perché appunto come abbiamo già detto più volte non sappiamo cosa succede dentro quel meccanismo interno che elabora le informazioni e non ragiona con una ancora e ancora probabilmente per anni non ragiona come un essere umano con dei suoi criteri a questo punto io voglio lasciare la la la c'è una prego c'era la buongiorno si sente io mi chiamo a chi le ratte e tenerlo più vicino alla io mi chiamo a chi le ratte vengo da milano diciamo così o come base sono un tecnico tessile e poi molti anni dopo ho fatto economia e quindi in ogni caso diciamo il festo dell'economia di trento trovo che è splendido sono entusiasta ogni volta io voglio rispondere al al diciamo al signore del deloc se diciamo così perché ho lavorato bruxelli ho conosciuto molti dei suoi dei suoi colleghi a suo tempo per quanto riguarda quanto lui ha detto sulla formazione la formazione continua è un qualcosa di fondamentale e io ho una risposta secondo il mio punto di vista per quanto riguarda il fatto che in italia diciamo si trova si fa poco ma secondo me non non deriva dalla pigrizia ma da qualcos'altro di fondamentale occorre premiare e parlo della mia esperienza perché fondamentale per arrivare a dire quello che dico io diciamo a 15 anni uno dei miei professori mi ha avvicinato in questa scuola tecnica e mi ha detto diciamo vuoi diventare direttore di stabilimento se tu vuoi diciamo tu esci a 19 anni io ti presento e tu diventerai direttore diciamo di uno di stabilimenti più importanti della seta diciamo così a como ed è successo proprio così io ho seguito poi mi ha presentato e nel giro di sei mesi io sono diventato direttore di stabilimento poi diciamo dopo molti anni poi dopo fatto ancora università ma dico una cosa fondamentale per quanto riguarda la formazione in italia la forma si fa poco formazione la formazione diciamo così l'individuo non diciamo non la segue perché manca la premialità occorre premiare il merito nel io ho cominciato a lavorare nel 1961 diciamo aver stato contributi per per anni no e allora negli anni 60 70 in tutti i settori e nella scuola e nel lavoro veniva premiato il merito il primo della classe il primo di quel costo come come diciamo all'interno delle aziende poi a un certo punto diciamo così lo dico sindacati del 68 hanno vietato questo allora in italia diciamo così non si fa formazione perché l'individuo pensa che in ogni caso non non riesce chiarissimo abbiamo due minuti per tutte le domande le risposte quindi la fermo è un tema più politico che non credo che non entriamo in questi temi molto velocemente siamo molto d'accordo assolutamente non volevo dire che c'è mancanza di volontà dei lavoratori a partecipare alla formazione bisogna che la formazione sia adeguata ai loro bisogni e bisogni dell'impresa uno dei fattori che emerge con molta chiarezza del fatto che molti lavoratori non partecipano alla formazione la mancanza di tempo se io lavoro una piccola e media impresa l'idea che mi possa assentare per qualche mese per fare formazione molto difficile ecco l'intelligenza artificiale ci può permette definire corsi brevi mirati alla necessità del lavoratore dal datore dell'impresa e soprattutto che possano essere fruiti per esempio attraverso in maniera remota quindi ci sono delle grandi potenzialità però la premialità è sicuramente un elemento importante io faccio formazione per quale obiettivo il rischio che vedo e qui vengo al tema della consapevolezza che in calco e modo l'intelligenza artificiale generativa ci può far sentire tutti più competenti di quello che siamo nel senso che possiamo acquisire tantissime informazioni ma se non abbiamo la capacità di processare questa informazione possiamo prendere tante cantonate allo stesso tempo è un po' il processo che ha innescato internet c'è una domanda ah scusa c'è prima prego prego prego prego lì e buongiorno a tutti e io volevo associarmi io sono ho la sindrome di stand-all io vengo da sassari e per me trento è non è l'italia non è l'europa ma è l'iperspazio galattico quindi vi ringrazio tutti e scusate io vengo anche da un'azienda dell'iperspazio volevo ringraziare la gius lavorista l'avvocata meravigliosa e tutti i meravigliosi e tutti degli spunti però io vengo dall'enel guardi che in enel sanno già un sacco di cose fanno una formazione meravigliosa con l'intelligenza artificiale pensi a me uni nettuno gratis quello che vuoi chiara perché sei brava quindi io ti pago per studiare gratis se tu fai gli esami gratis altrimenti l'anno prossimo paga l'enel è scusate è uno degli sponsor io non vorrei dovrei dire che sembra una cosa chiamata però venga la domanda la domanda è questa mi scusi sono un po' emozionata no prego scusi c'è lo scientismo che dice che l'intelligenza artificiale è un'intelligenza c'è l'intelligenza umana che non è artificiale è umana ma il libero arbitrio è la coscienza non hanno ancora imparato chat gpt stanno studiando ma non ce la fa quindi hanno ragione tutti volevo solo un auspicio se noi riuscissimo noi europa perché viva l'europe viva le viva l'italia viva la francia viva la germania viva cipro se riuscissimo se riuscissimo è difficile visto che hanno detto che ormai questi la i ce l'hanno loro però noi abbiamo qualcosa di molto più importante quindi se riuscissimo a unire gli occidentali con gli orientali cina usa e europa e anche india magari anche gli altri e allora forse abbiamo fatto bingo e questa rivoluzione copernicana sarà un mio auspicio scusate auguri a tutti non è una domanda però una considerazione veloce mi sembra che sia tu la persona è giusta anche perché ha iniziato a lavorare in cina quindi sarebbe lunga la storia però un minuto mi approfitto di questo minuto per dirvi un'altra cosa per dirvi dei numeri incidenti sul lavoro io ho letto per caso non faccio commenti e per i dico perché non li sapete morti all'anno per incidenti sul lavoro mille in italia giusto morti per incidenti domestici 6000 morti per incidenti stradali 3000 cioè quando uno va al lavoro il rischio principale è quando sta a casa poi secondo rischio il trasporto ultimo rischio il lavoro per carità mille persone morte io per me il rischio incendente del lavoro deve essere zero però è bene sapere queste cose rischio di morte per omicidio omicidi in italia 300 è pochissimo cioè è tantissimo ma rispetto agli altri paesi è molto di meno io penso che quando li ho letti giorni fa io che faccio il grande scienziato non li sapevo cioè ero un cretino cioè vanno sapute queste cose non ci sono solo le morti sul lavoro sono tutti quelli che diciamo subiscono anche altri tipi di non è solo questo dei morti è un tema molto ma ma ma certamente però voi lo sapevate che in città di strada domestica lo 6000 ma è per quello che ci fanno tornare in azienda perché così riduceva molto il lavoro da remoto però non abbiamo risposto alla signora però credo che sia stata tutta una risposta la sessione appunto la logica era proprio quella della responsabilità e della attenzione all'umano l'ultima domanda direi perché dobbiamo proprio chiusi no per i da polì personalmente mi hanno colpito molto alcuni numeri 45 per cento di miglioramento della prestazione aziendale 85 per cento della velocizazione del lavoro centinaia di milioni o di miliardi non ricordo risparmiati e d'altra che viene richiesto ai nuovi lavoratori informazione molto chiaro ecco la mia domanda è come viene pensato invece un miglioramento per il lavoratore una redistribuzione di tutti questi utili piuttosto che tutti questi benefitti che arrivano dalla parte aziendale per chi affronta il mondo del lavoro quindi si colloca migliora la sua formazione che verrà richiesto per rimanere nel mondo del lavoro però come cambierà questo impatterà molto anche i lavoratori quindi il rischio esclusione sociale rischio di un peggioramento per chi non viene re impiegato o non si adeguerà ecco questo era il mio punto posso però ti do del tu ti do solamente il lato positivo nel senso lato nostro aumentando la drug discovery cioè aumentando il numero di molecole e di alternative terapeutiche che possono arrivare al paziente significa in automatico che per ogni molecchio che scopriamo tutto un team deve essere creato assunto non lo possiamo ricreare lo dobbiamo prendere quindi per noi l'intelligenza artificiale che aumenta le alternative terapeutiche si traduce in automatico in più scienziati più commerciali più strategisti e e vi accre quindi lato nostro è un crescendo e non un diminuendo però ci sarà sicuramente il rovescio della metà. Bene, lì c'era un'altra domanda. Buongiorno, una domanda per il dottor Scarpetta credo il dottor Perego avevate accennato soprattutto il dottor Scarpetta all'acquisizione e al miglioramento dell'efficienza con l'applicazione dell'intelligenza artificiale a diverse società volevo capire degli spunti di modello di applicazione vedo nelle realtà aziendali un certo sperpero o un certo timore di sperpero per investimenti quindi in termini di priorità quali sono stati i processi core i processi enterprise qual è la priorità o le geografie e anche poi il modello con cui questo si mette a terra ad esempio creo delle unit per l'implementazione dell'ai che abbiamo già visto con le unit per l'implementazione dell'innovazione oppure di fondo questa consapevolezza e responsabile di direzione volevo capire un po come mettere a terra visto che vedo a volte un po di confusione nelle aziende dei modelli per l'aumento dell'efficienza con l'uso dell'ai grazie telegraficamente un'ottima domanda credo ci sia molta sperimentazione inizio le imprese hanno introdotto alcuni algoritmi li hanno utilizzati e poi piano piano signore si conta che c'è un chiari vantaggi ma anche dei rischi non sapevano come spiegare i risultati eccetera piano piano quello che viene fuori dalla nostra inchiesta 6000 imprese e che le imprese stesse hanno attato delle linee guida su come i vari algoritmi devono essere utilizzati dai managers però il 50 per cento di questi manager ci dice che a dispetto di queste linee guida loro stessi sono un po preoccupati nel senso che vedono il beneficio immediato dell'utilizzo dell'algoritmo però non sanno spiegare come si è arrivati a quel risultato e non è chiaro a loro chi è responsabile dicevo prima se qualcosa non va bene quindi c'è moltissimo da fare questo sono linee guida all'interno delle imprese l'altro dato è che un terzo dei lavoratori in italia non ha nessuna competenza digitale quindi un minimo di competenze digitali è assolutamente importante l'altra cosa che viene fuori molto chiaramente questo un po si rifara alla domanda precedente e che i risultati per l'azienda sono migliori quando i lavoratori sono stati informati uno dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale all'interno dell'impresa e del modo in cui risultati dell'intelligenza artificiale sono utilizzati nella gestione dell'impresa quindi coinvolgere i lavoratori è fondamentale bisogna anche formare i sindacati e i lavoratori stessi per poter capire quali sono le sfide e quali sono le opportunità legate all'utilizzo di questa tecnologia quindi c'è da lavorare un po sui due fronti direi mi permetto di aggiungere solo una cosa il concetto di citavo di ricerca e sviluppo in questo ambito soprattutto sugli aspetti più operativi cioè fare gli esperimenti in un contesto di laboratorio tra virgolette per cui noi per esempio qua in italia abbiamo uno dei tre laboratori innovativi a livello mondiale abbiamo tre due sono in stati uniti uno qua a vercelli in questo laboratorio noi abbiamo gente che prende dei processi tradizionali operativi tradizionali e li ripensa applicando concetti dei a e robotics e fanno gli esperimenti prendono una macchina che si immagini il pacchetto che arriva a casa in passato l'operatore sceglieva il pacchetto da 20 pacchetti diversi e lo metteva attorno al prodotto adesso studiamo delle macchine che leggono le caratteristiche fisiche del prodotto e costruiscono il pacchetto attorno al prodotto e questo si fa con la ricerca e sviluppo con questi esperimenti nei laboratori bene io sono costretto a chiudere domande perché siamo già fuori di nove minuti credo che il festival di trento possa volevo scusate volevo finire con lasciando la parola a Federico per un'ultima battuta su come lui esce da questo pane sì grazie condivido anche rispondo all'avvocata per quanto concerne diciamo gli usi e le allucinazioni dell'intelligenza artificiale perché faccio parte dell'ufficio studi di uno studio di dottori commercialisti e quindi è capitato direttamente a me appunto di fare una ricerca e trovare una sentenza perfettamente calzante al caso appunto ma inesistente permane il dubbio diciamo sulla differenza tra numero di lavoratori che diciamo saranno impattati in qualsiasi maniera dall'intelligenza artificiale e quelli che effettivamente saranno supportati poi da percorsi di appunto formazione come abbiamo detto abbiamo detto oggi quindi una tematica più pragmatica insomma cioè mi permane questo dubbio come ho detto anche all'inizio però abbiamo capito che bisogna affrontare con una formazione che dura tutta la vita professionale con questo direi che possiamo chiudere grazie davvero tutti
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