Green deal europeo al banco di prova
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Green deal europeo al banco di prova
Un dibattito su come il Green Deal europeo affronta sfide politiche, economiche e climatiche, con un focus su obiettivi ambiziosi e la necessità di equilibrio tra decarbonizzazione e indipendenza energetica.
Gli Grazie a tutti, ci stavamo già distraendo con l'acqua, siamo un gruppo di panelisti un po' indisciplinati, grazie per essere qui, vi presento i nostri ospiti, Paolo Scaroni, presidente dell'Enel, lo conoscete tutti, è un affezionato di Trento e di questo festival e anche Davide Tabarelli, volto ormai noto dell'energia, nomi S.B.E.N.E.R.G.I.A., lo vedete anche in televisione, lui è una star, quindi è inutile presentarlo, sicuramente vorrete gli autografi di Tabarelli alla fine, io sono Sissi Bellomo, mi occupo da tanto tempo di materie prime e sempre di più anche di supply chain in generale, di materiali critici, di problemi vari che non sono mancati negli ultimi anni, a cominciare dalla grave crisi energetica che abbiamo vissuto e che ha cambiato le carte in tavola, abbastanza anche per il tema di cui ci vorremmo occupare oggi, green deal europeo al banco di prova, io direi forse più al bivio, nel senso che non è venuta meno a livello istituzionale, quanto meno nella commissione europea, a livello di istituzione europea, la volontà e la determinazione di essere i primi della classe, di continuare a essere i primi della classe nel promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione, però è innegabile che si sia in questo momento a un banco di prova e insieme a un bivio perché il clima è cambiato molto, il clima politico, il clima anche psicologico fra le persone, fra i cittadini nei confronti di questa sfida, e quindi vorremmo capire che aria tira, che cosa sta succedendo e spero che saremo all'altezza quantomeno di mettere sul tavolo i problemi in maniera un po' più razionale, meno emotiva che in altri dibattiti e cercare un po' di chiarirci le idee. Comincerei da Paolo Scaroni, secondo lei c'è effettivamente un cambiamento del vento dal punto di vista politico, è un fattore politico quello che ci pone a rimettere un po' in discussione il percorso di transizione o è piuttosto l'aver constatato nei fatti difficoltà che magari avevamo sottovalutato? Direi che su questo cambiamento di vento e sul fatto che si sta riflettendo sul Green Deal che è stato lanciato nel 2000 e si sta riflettendo se va la pena di continuare a porsi gli stessi obiettivi nello stesso modo, secondo me da questo ripensamento contribuiscono due fattori. Allora da un lato come diceva il cambiamento di clima, Trump parla una lingua diversa nel mondo, gli indiani parlano una lingua diversa, quindi insomma il mondo dice delle cose diverse. Siccome l'Unione Europea rappresenta tra il 6 e il 7 per cento della CO2 che il nostro pianeta emette, beh quando il 6 o il 7 per cento si trova di fronte all'altro 93-94 per cento che cambia idea, ne deve pur tener conto cosa serve lanciare degli obiettivi così ambiziosi se poi noi rappresentiamo così poco per la soluzione del problema e questa è la prima cosa. La seconda che il Green Deal era stato lanciato con un'idea sottostante, noi vogliamo essere i primi della classe, i più bravi, quelli che si pongono obiettivi più ambiziosi perché vogliamo sviluppare in Europa tecnologie, competenze, aziende che saranno i leader mondiali nella transizione energetica. Purtroppo questo non è successo perché per varie ragioni la Cina è diventata il centro dell'innovazione nella transizione energetica e tutto quello che Green è fatto in Cina quindi ci troviamo a fare i primi della classe pur essendo relativamente insignificanti sul tema planetario dell'emissione di CO2 con sacrifici importanti, con costi delle energie importanti aggravate dalla crisi Ucraina e così via, quindi ci poniamo degli obiettivi che i cittadini europei cominciano a non aver più voglia di pagare, sapendo bene che tutto questo è una piccola cosa per rapporto al problema complessivo. Tutto questo ha portato l'Unione Europea, spinti poi naturalmente dalla politica, perché non dobbiamo dimenticare che poi i politici devono essere votati e quindi sono molto sensibili agli umori degli elettori, li sta portando a riragionare. Per il momento il massimo che hanno fatto è stato di prolungare qualche data, sospendere qualche misura, ma un ripensamento complessivo di quegli obiettivi, meno 55% di CO2 per rapporto al 1990 al 2030, meno 90% di CO2 per rapporto al 1990 al 2040, net zero al 2050, che sono i tre pilastri della strategia, non sono stati rivisti. Questo non è ancora stato messo sul tavolo e mettere sul tavolo cambiare questi obiettivi sarebbe un ripensamento molto difficile da fare per l'Unione Europea. Io credo che ci stiamo avvicinando a questo ripensamento ma non siamo ancora lì. Penso che ci arriveremo gradualmente anche a rimettere in discussione gli obiettivi perché su quelli al 2040 un pochino si sta ragionando che siano troppo aggressivi. Io penso che gli obiettivi al 2030 sono difficilissimi ma raggiungibili. Gli obiettivi al 2040 li considero sostanzialmente quasi irraggiungibili, al 2050 pure. Tutto questo quindi avrei una voce un po' pessimistica da questo punto di vista. In realtà guardo tutto questo con una certa fiducia e voglia di andare avanti perché noi europei abbiamo un altro obiettivo che è l'indipendenza energetica e l'indipendenza energetica sulle rinnovabili è diciamo un obiettivo molto ragionevole e quindi voglio dire mentre sotto il profilo dell'emissione di CO2 dico e mettiamo il 6% per carità se l'altro 94 non fa niente non siamo noi che salviamo il pianeta. Questo non è una buona ragione per non fare ma certo non siamo noi che salviamo il pianeta. Viceversa dire ma noi produciamo 80% dell'energia elettrica da fonti rinnovabili, beh questo mi sembra un obiettivo che renderebbe domestica la produzione di energia cosa che in Europa non è mai stata o non è stata da molti decenni e quindi è un obiettivo che va alla pena di perseguire. Tabarelli avrei un sacco di cosa a chiedere ma un po' per volta le chiedo mi resterei sul tema del cambio di clima di cambio di evento politico a suo parere quanto conta il cambio alla guardia negli Stati Uniti in questo anche nel provvedimento approvato ieri notte alla Camera dei rappresentanti negli Stati Uniti quella bellissima legge che serve a finanziare i tagli delle tasse di Trump i finanziamenti sono stati individuati soprattutto nel tagliare crediti di imposta della IRA quel provvedimento ricorderete antinflazione del cavallo di battaglia di Biden dell'amministrazione Biden e che ha portato effettivamente a un sacco di investimenti reali guardavo dei dati 277 miliardi di dollari di investimenti reali l'anno scorso in tutta la filiera delle energie pulite ma in senso in senso lato quindi anche con investimenti investitori stranieri adesso tabula rasa però gli Stati Uniti contano contano più dell'Europa in termini di emissioni contano in termini di influenza questo può portare sabbia nelle ruote la transizione di tutti questo cambio non aiuta certo però per dire qualcosa di nuovo io negli anni negli ultimi mesi anche comincio a dire che ci sono dei trend di fondo sono quelli che dominano uno di questi cioè quelli di cui parliamo sempre poi sono le fonti tradizionali e fonti fossili noi possiamo parlare finché vogliamo di come abbiamo fatto negli ultimi 40 50 anni di transizione di fonti rinnovabili cose che abbiamo accelerato con questa rivoluzione che è il green deal però la sostanza delle cose sempre affidata al gas al petrolio e in asia in me è il carbone e trump arriva fa dello spettacolo fa della politica aggressiva c'è questa inflation reduction act che era una sorta di atto preso da biden della sinistra americana per scimiottare un po il green deal che si trovava un po in ritardo e dentro c'è un sacco di incentivi di crediti imposta però credo che la sostanza non venga modificata molto ma anche nell'altro lato nel senso non è che drill baby drill chissà cosa accade sul sul fracking ci sono le industrie che stanno andando avanti da sole fra l'altro ieri hanno dato il permesso trump di nuovo di fare un wind park offshore gigantesco l'eolico sì cioè credo che di sotto c'è una crescita delle fonti rinnovabili cioè delle olico in particolare negli stati uniti nel texas che è sottostante forte come è quello del del fotovoltaico però ragazzi cioè torniamo alle basi ecco quello che ho insegnato ieri nel mio piccolo corso l'università di bologna e che i dati stamattina sono usciti dalla produzione di fotovoltaico in questo paese in italia nei primi quattro mesi è stato 8 terawatt ora che su una domanda di 100 cioè l'otto per cento se ci mettete anche l'eolico in totale si arriva intorno al 18 per cento e questa è un quarto di un sistema energetico cioè se io trasformo il megateppe di video per il totale siamo al 2 per cento cioè noi stiamo io ho cominciato a lavorare nei primi anni 80 con delle leggi sulle sulle incentivi le fonti rinnovabili va bene continuiamo ecco però c'è tutto un mondo che è quello che abbiamo utilizzato che continuiamo il sistema elettrico europeo che condizionato da quello che di cui non vogliamo parlare oggi però tre ne parleremo che il nucleare negli stati uniti hanno 100 centrali nucleari molto vecchi e c'è tutto il mondo dell'intelligenza artificiale che vuole 24 barra 7 cioè 24 ore su sette giorni di energia elettrica per 8.760 ore non per 1500-2000 parliamo qualcosa va avanti insomma per rispondere alla sua domanda trump che cosa determina? Certo c'è questa ostilità verso gli ambientalisti che capisco molto bene però di fondo c'è anche l'abbattimento dei costi perché gli ambientalisti sono anti industriali tendenzialmente soprattutto lo dico qua in Trentino vedevo l'ora di fare questo sfogo perché è in Trentino come tutto l'arco alpino dall'altra parte in mente l'europa che nasce all'idroelettrico che ha fatto la rivoluzione la seconda rivoluzione industriale che ha alimentato molto che ha fatto molto della penetrazione elettrica nei trasporti che durato ora il nostro treno che abbiamo preso oggi che per fortuna non c'era sciopero e questa tendenza cioè non abbiamo bisogno di tutto questo mondo verde per dire che ci sono le rinnovabili che sono come diceva scarone sono prima di tutto per fare l'indipendenza per controllare che è questo in questo senso Tabarelli concorda che se non per decarbonizzare o decarbonizzare in maniera così aggressiva che forse è difficile o comunque richiede sforzi ancora più grandi quantomeno per guadagnare indipendenza energetica in questo senso certo ovvio anche questo è il buon senso non è che ci vuole un grande economista per capire che serve fare diversificazione noi però siamo eravamo nel 1973 primo shock energetico eravamo 70 all'83 per cento di dipendenza energetica dall'estero adesso siamo scesi al 76 non è cambiato molto l'europe era il 57 adesso il 52 55 cioè siamo sempre un continente fortemente dipendente prima era la russia adesso andiamo negli stati uniti abbiamo diversificato cioè certo è bello farle rinnovabili c'è una rivoluzione c'è la democrazia venite al mio evento domenica sui comunisti dell'energia cioè sulle comunità dell'energia cioè distribuiamo è bello parlare abbiamo 1500 vedo chi si occupava tempo fa di grandi centrali adesso abbiamo un milione e mezzo di pannelli che ci danno elettricità poi non lamentatevi se va via la luce come accade in spagna mi mi fermo perché sono scivolato su questa o esagerato ma non è vietato non è vietato parlarne potrebbe essere continuo con noi quello è stato un incidente ma potrebbe essere una cosa che ci rende più dubbiosi che scoraggia no anche qua è sulle cause di questo blackout e non le sappiamo e sono io le so ma è certo però no torno alla sua domanda iniziale le rinnovabili c'è chi accusa il nucleare c'è chi accusa di suo e di giù sicuramente qualcosa è andato male nella gestione è la complessità della complessità della cosa però appunto aggiungere rinnovabili aggiunge complessità le persone possono essere portate a pensare e guarda quando abbiamo tanto solare guarda che cosa può succedere può succedere una reazione psicologica così che è dannosa perché in realtà investimenti sulla rete in primis doveva farli comunque e tenerli sempre c'è da dire anche se non è confrontabile le energie elettriche fatta da solare adesso costa 50 euro in grandi impianti a terra 50 euro megawatt ora da gas costa in italia oggi il prezzo è 100 euro nucleare molto di più quello in francese di adesso insomma c'è questo grande vantaggio del solare ed è pulito e indipendente perciò questo continueremo ragazzi ripeto noi non arriviamo in italia che è uno dei presi all'avanguardia all'uno e mezzo per cento del totale dei consumi energetici pertanto va bene ma il problema sono al mezzo dei consumi globali sì cioè se io cosa che è ingegneria trovo degli ingegneri che non sanno queste cose banale ma voi chiedete giro quanto conta il fotovoltaico non a parte sull'elettrico che dicono delle cifre 40 per cento si dimenticano del laghi come santa giustina sui val di non ma il fotovoltaico nell'elettrico l'otto per cento stamattina nei primi quattro mesi però riferirlo tutto il resto che sono 144 mega tepp e lì non arriva all'uno per cento. Scaroni abbiamo accennato con Tabarelli alla necessità di non perdere di vista nessun pezzo del sistema abbiamo forse un po' in italia meno che altrove però a livello europeo abbiamo forse sotto sottovalutato le reti l'importanza delle reti di trasmissione del rafforzamento delle reti del rafforzamento delle interconnessioni che poi ci aiutano reciprocamente a livello di continente perché l'energia è a livello di continente abbiamo visto che il blackout in spagna comunque ha creato problemi anche al portogallo in qualche zona della francia le reti sono state sottovalutate trascurate dovrebbero essere più valorizzate? Faccio dire due o tre cose prima cosa noi abbiamo nel nostro obiettivo net zero by 2050 vogliamo che l'energia elettrica rappresenti il 50 per cento dei consumi di energia del nostro pianeta allora siccome, anzi della nostra Europa, allora siccome oggi l'energia elettrica rappresenta il 20 per cento dei nostri consumi di energia passare dal 20 al 50 vuol dire reti a go go perché tutta questa energia deve essere portata a quantità maggiori reti sicure informaticamente moderne cioè sulle reti dobbiamo fare un sacco di lavoro e questo è il primo punto secondo punto gli operatori che si occupano di reti sia di alta tensione che la distribuzione quindi bassa tensione adorano investire nelle reti perché tutti gli investimenti vanno in bolletta ricordatevi se io vengo autorizzato dall'autorità a fare un investimento nella reti quell'investimento mi viene inserito nella cosiddetta rub adesso non voglio annoiarvi su queste cose per cui finisce in bolletta quindi sì reti vogliamo ce n'è bisogno ricordiamoci che poi vengono pagate dal consumatore quindi questo poi terzo punto non credo ma qui ne sa sicuramente più di metà barelli sulla spagna non ho l'impressione che il blackout spagnolo sia figlio di reti inefficienti credo che sia figlio di avere troppa generazione in un certo momento proveniente da solare troppo poco da fonti controllabili quindi fonti termico nucleare o idrolettico tu ne sai più di me non so ma non credo che le reti centrino in questo è la tua opinione ma sai possiamo farle centrale perché se avessimo avuto più reti avessimo preso che le so dagli stati uiti a ben quel senso no no ma in quel senso no ma secondo me è stato un problema di avere troppa generazione a mezzogiorno proveniente da solare e troppo poca generazione proveniente da fonti controllabili quindi in particolare termico quindi la risposta che cos'è se più solare fai più devi diciamo prepararti a eventuali carenze eventuali problemi mantenendo a caldo delle centrali pronte ad entrare in funzione in pochi minuti o addirittura pochi secondi quindi escludere che sia un tema di gestione diversa della rete no io scluderei ma dunque non lo so ma la mia opinione non per il momento non è questa no tutto questo in un contesto però e questo è l'elemento positivo perché dobbiamo dirci anche le cose positive e non soltanto i problemi che il solare costa poco cioè costa poco quindi più solare o più eolico l'eolico ancora meglio del solare perché ha il vantaggio che non c'è soltanto nelle ore del giorno l'eolico c'è sempre allora purtroppo l'italia parlando dell'italia è un paese poco ventoso che la ragione perché così abitato perché la gente tende a non abitare dove c'è perennemente vento no nell'isola shetland c'è uno 7.000 ore di vento l'anno ma non ci abita nessuno quindi no poi ogni cosa ha la sua contropartita no ma diciamo il sola e l'eolico nel nord della spagna dove c'erano questi venti atlantici permanenti funziona circa 4.000 ore l'anno e quindi è una fonte energetica più continuativa del solare e contribuisce al fatto che da questo punto di vista la spagna ha fatto dei passi in avanti notevoli nelle nelle rinnovabili noi italiani puntiamo più sul solare che sul eolico almeno per il momento e comunque anche noi continuiamo a fare investimenti perché l'energia elettrica fatta da solare è vero che non è continuativa è vero che necessita backup è vero che è intermittente ma costa meno di quella del gas che è la nostra vera alternativa sempre gas verso solare tanto meno come costi operativi senza altro e come dire una cosa che ci dicevamo prima no aggiungo questo cioè a me colpisce perché vedo anche platee informate che non sanno praticamente niente di questo tema quindi scusate se faccio un momento il didascalico per un secondo no allora io dico noi abbiamo fatto negli ultimi negli ultimi 25 anni 5 trilioni di dollari di investimenti nelle rinnovabili nel nostro pianeta 5 trilioni di dollari bene parlo le nuove rinnovabili quindi eolico e solare bene eolico e solare rappresentano il 2 per cento dei nostri consumi e mai nella storia dell'umanità abbiamo bruciato più carbone più petrolio e più gas che l'anno scorso che l'anno scorso quindi che cosa vuol dire questo vuol dire che noi non stiamo facendo la transizione stiamo facendo l'addizione perché i consumi continuano a aumentare così tanto in tutto il mondo e questa è una cosa positiva perché aumentare i consumi vuol dire più benessere gente che stava non è una cosa negativa una cosa positiva che non riusciamo nemmeno a ridurre i nostri consumi di carbone col nuovo col nuove fonti rinnovabili perché i consumi continuano a crescere l'india ha annunciato l'anno scorso ha annunciato adesso che l'anno scorso ha bruciato per la prima volta nella storia un miliardo di tonnellate di carbone un miliardo di tonnellate tutti contenti perché lo considerano un elemento ma giustamente la rivoluzione industriale non lo considerano una misura di progresso di miglioramento delle condizioni di vita e non c'è dubbio che lo sia comunque di fronte uno che brucia un miliardo di triglioni un miliardo di tonnellate di carbone voi capite che poi la quota delle rinnovabili non cresce perché crescono troppo i consumi questa è la certo e in questo senso tavarelli i consumi stanno aumentando per la prima volta sono in ripresa anche consumi di elettricità anche nelle economie avanzate quindi aumentano anche anche da noi le necessità di consumo da un lato l'elettrificazione viene citata giustamente spesso come uno dei fattori dei cardini della decarbonizzazione però se poi i consumi diventano più intensi e vengono magari non da noi ecco ma altrove vengono comunque alimentati anche da combustibili fossili diventa un gatto che si morde la coda insomma la germania quando ha chiuso le centrali nucleari e poi ha dovuto riaccendere centrali a carbone ha dovuto rallentare su quel fronte come si risolve questo questo dilemma appunto di una transizione che si fa perché non è che non la facciano anche nei paesi emergenti è la cina è campione di transizione però se finché l'energia cresce bisogna ancora più forre. Io vi do un elemento molto positivo di questa penetrazione crescita mondiale dell'energia a cui ci è collegato il consumo di fossili e crescente emissione di co2 che è un problema dietro però ci sono miliardi di persone che finalmente accedono all'energia commerciale come quella che consumiamo e abbiamo consumato noi anzi ci sono ancora delle sacche di profonda ingiustizia che urlano vendetta come in particolare quelle dell'africa cioè quando abbiamo ancora 700 milioni di persone in africa subsahariana che non hanno accesso all'elettricità in maniera stabile e questo è un delitto è una grave responsabilità etica che abbiamo tutti noi tra l'altro noi continuiamo a dire che l'africa deve svilupparsi utilizzando come energia dei pannelli solari che è una cosa assurda cioè il mozzambico esporta carbone e non li facciamo fare perché deve finanziare la banca mondiale banca mondiale condizioni attraverso la sostenibilità isc queste cose e non gli dà soldi e questo è un delitto è grave perché invece loro dovrebbero farsi meglio forse sarebbe perché hanno un sacco di gas ma questo insomma è difficile da trasportare ci vogliono le reti ma il carbone cresce nel mondo perché è un combustibile democratico senso che lo solo possono permettere i poveri del mondo e questo è un diritto che loro hanno che io che ogni tanto rimango al buio non voglio è giusto che così sia poi dopo c'è tutto il resto del mondo tornando alla crescita il paese industrializzati come siamo noi abbiamo questa elegante tensione emotiva verso il cambiamento climatico e verso risolvere questo problema globale se voi andate in giro fuori oggi chiedete in giro cos'è la co2 tutti vi dicono che il veleno c'è questa confusione che viene fatta con gli nox o il particolato che sono cioè macro inquinanti locali con questo problema globale quando la co2 è uno dei tasselli della vita è vero che crescono i consumi da noi cresce questa grande magia che l'elettricità che sono i fili di cui abbiamo parlato che ripeto qua in trentino è stata la vanguardia con ridico sempre scusate con la zerotti che ha fatto il site che era di romano che ha fatto la prima centrale idroelettrica c'è ancora il trenino che da trento va su a malè cioè questo mondo ma non ecco mi faccio voglio fare un po di suggestione così per ravvivarvi ma anche ci sono delle verità li ecco la penetrazione elettrica una cosa che comincia alla fine del 800 sta continuando noi stiamo alcellerando ed è interessante quello che diceva lei sull'intelligenza artificiale perché lì c'è un consumo enorme potenziale non è ancora chiaro e c'è bisogno di grande elettricità ed è questo anche un'occasione per fare il solare per fare l'eolico ma con delle limitazioni fortissime perché se tu non riesci a cumularle noi stiamo facendo una grande quantità 6000 megawatt ormai sono infatti un programma di batterie ma queste batterie durano otto ore la scorsa inverno in germania abbiamo avuto un dunkelhauf di circa 250 ore cioè se non abbiamo gli accumuli cioè il grande dilemma dilemma che io non ho una soluzione cioè la trappola noi siamo nella trappola perché in questi 300 anni abbiamo usato crescenti volumi di fossili perché hanno questo grande vantaggio che sono che la densità energetica è un piccolo volume soprattutto petrolio ma anche il carbone e questo non c'è niente che possa sostituire questo facilmente e anche il nucleare di cui parleremo è difficilissimo ma purtroppo il dominio dei fossili vedo molto improbabile che possa essere scalfito e pertanto non ho una soluzione mi dispiace per l'ultimo si purtroppo è un po' sconfortante effettivamente quello che dice ma il dominio dei fossili ben in realtà i fossili stanno stanno arretrando e da noi come da noi sì da noi da noi si ma la cio è un problema planetario non è un problema da noi la cio 2 è un problema anche io passo il mio tempo cercando di spiegare che la cio 2 è la vita e che ne facciamo troppa ma dico le quelle piante li crescono che c'è la cio 2 se non ci fosse la cio 2 non crescerebbero perché la gente si è dimenticata quelle cose che studiamo credo alle medie che è la funzione clorofiliana ve l'ha ricordata la funzione clorofiliana no perché non ho mai capito mai capito da insegnare alle medie e sì però lo ero bravo per cui se uno ha una serra e gli pompa dentro cio 2 le piante crescono a velocità fulminante non se l'avete mai visto lo dico così a qualche documentario di quark non devo averlo anche io insomma mi piaceva più la filosofia con la scienza un po meno dovuto impararmela un po un po dopo nelle cose pratiche no tra le altre cattive notizie se vogliamo buttare ancora un po di pessimismo sul tavolo è l'unico è portato in palmo di mano è superfinanziato grandissimo produttore europeo di batterie la nord svedese ha annunciato ieri ha confermato ieri che a fine giugno chiude l'ultimo impianto per cui anche l'idea di cui parlava prima anche dottor scaroni che noi potessimo essere primi della classe testa di ponte per la transizione anche per averne un tornaconto tecnologico di sviluppo di capacità di sviluppo anche di business e insomma è messo alla prova è messo al banco di prova per carità non che le sfide non le abbiano i altri un'altra roba che sono rimasta sconvolta e che non sta in piedi neanche l'impianto saudita neom per l'idrogeno verde loro stanno in piedi perché non hanno sacco di solo no no no no trovato leggevo una bloomberg terrificante l'altro giorno per cui non hanno trovato al di là di un contratto con total nessuna acquirente e quindi loro sono finanziati e come stanno in piedi perché hanno un sacco di sole ma la transizione bisogna probabilmente farla di pari passo a creare una domanda per nuovi prodotti a creare nuove filiere l'europe da questo punto di vista ha imparato secondo lo chiedo a tutte e due cominciamo da tabarelli ha forse imparato che deve mettere un po più l'accento anche sullo sviluppo di filiere autoctone che dovrebbe forse incentivare di più e che forse il mercato non basta a sviluppare al nostro interno l'industria che bisogna tener conto anche della competitività di chi poi l'energia la consuma e non solo dei produttori di no no cioè ci sono tre aspetti o tu insomma noi quando diamo degli incentivi come abbiamo fatto in europa dell'ordine di un triglione alle rinnovabili dovevamo anche una delle regole quella di sviluppare delle filiere nazionali di fotovoltaico e olico cose che invece è andato a finanziare tutta questa montare con la riduzione dei costi è stato importante è una delle autocrazie più potenti per i potenzialmente pericoloso che non sono democrazia i cinesi e loro c'hanno questo dominio e questo è stato un errore e questo continuiamo a dimenticare però cioè va bene fare tutta questa capacità ma la dovremmo fare soprattutto in europa cosa che ci stiamo cercando di mettere una pezza ma non lo facciamo e l'altra cosa è che strategicamente pericoloso ecco abbiamo sviluppato questa volontà di fare questo disordine di fare questa transizione dimenticando gli altri due pilastri delle politiche energetiche che sono i prezzi bassi energia che poi nel green deal viene detto accesso a tutti dell'energia già nella commissione precedente lo dicevano e l'altra è la sicurezza noi siamo sempre un continente che dipende per il 55 per cento ma con le aggravanti dell'italia della germania che vanno oltre il 70 per cento e che è con la crisi che c'è stata del 2022 io mi chiedo ancora come è possibile che la russia abbia fatto una guerra in europa ma è tuttora in corso le nostre bollette sono ancora alte noi abbiamo avuto un deficit energetico del 6 per cento del pille un paese che cresce dello 0 punto qualcosa abbiamo trasferito al fuori all'estero qualcosa come 250 miliardi di euro per pagare dell'energia che importavamo c'è molto prima dell'ambiente che mi servirebbero delle rinnovabili e non a caso noi quando eravamo poveri abbiamo fatto tutte le centrali idroelettriche perché non avevamo altro non c'era il carbone era il carbone bianco lo chiamavamo questo perciò sarebbe il buon senso di nuovo ecco la cosa che mi per dire delle cose anche nuove cioè che è importante sottolineare non è oltre che il fatto che questi obiettivi sono estremamente ambiziosi rivoluzionari difficili da fare e che ci distraggono dalle questioni importanti perché se io come non ho bisogno di un grande banchiere ex presidente della banca centrale europea che mi venga a dire che i prezzi una ragione della bassa competitività europea è l'alto prezzo di energia rispetto a quello statunitense o cinese poi non mi dice perché nel documento che ha fatto per la funder line non mi dice perché il prezzo è così alto ecco noi se non facciamo se lasciamo che è questo il grande problema secondo me e i consumi energetici sono piatti in europa stanno in italia a calano perché c'è industrializzazione se noi perdiamo l'industria oltre che siamo bian meno pille poi facciamo molto vino turismo come qua in trentino però ci vuole l'industria cosa chiudiamo la nostra industria perdiamo la capacità di fare pil la forza economica che è la prima condizione per avere anche sicurezza sociale e politica e scusate l'esagerazione anche militare stanto su questo ecco perché è pericoloso sposare questo ambientalismo perché ci distrae dagli altri obiettivi cosa ne pensa cosa ne pensa scarone ci distrae o tutto sommato si possono cercare di tenere insieme di creare un equilibrio le esigenze di sicurezza negli approvvigionamenti di contenimento dei prezzi energetici e contemporaneamente di un sistema insomma un po più sostenibile anche io potrei unirmi e citare altri esempi di cose che abbiamo affrontato male però siccome le abbiamo dietro di noi è inutile che stiamo a parlare di quello che è successo ne cito solo una così per dovere di cronaca quando la nato ha deciso di prendere la posizione dico giustamente ha deciso contro la russia al momento della guerra con l'ucraina a quel tavolo c'erano delle gente che piangeva perché perdeva il gas russo e c'era gente si fregava le mani i norvegesi e gli americani perché ci vendevano il gas a un prezzo molto più alto di quello che avevano venduto fino a quel momento allora se in quella sede si fosse detto scusate prendiamo una decisione ma siccome la prendiamo insieme spartiamoci i mali e i beni di questa decisione io ho letto da qualche parte che la norvegia si è messa a vendere il gas a sei volte il prezzo a cui ce lo vendeva prima dico per dire no quindi in questa stava a prendere riferimento stiamo parlando non si come citava tabrelli da malocito così ormai è successo basta non ne parliamo più dove invece sono più ottimista è che non abbiamo una soluzione globale facile di fronte a questo problema così complicato con così tanti aspetti però credo che ogni pezzetto di soluzione che mettiamo in pratica ci avvicina al bersaglio quindi non dobbiamo perdere speranze non dobbiamo abbassare le braccia dobbiamo continuare a investire nelle rinnovabili che oggi diventano anche economicamente vantaggiose quindi non è più un mondo di sovvenzioni è un mondo in cui il privato mette i suoi soldi ha un ritorno e quindi lo fa il più possibile casomai c'è il tema delle autorizzazioni che è un tema italiano ma non solo italiano ma non solo italiano e lo capisco anche perché è chiaro che in europa dove di spazio ce n'è poco campi di solare o campi di eolico vengono visti male però insomma mi pare che stiamo andando avanti l'anno scorso in europa abbiamo fatto più solare dell'anno prima l'anno prima abbiamo fatto più eolico dell'anno prima cioè continuiamo a fare i progressi e quindi dobbiamo mantenere ottimismo per un settore che comincia a essere economicamente valido di per sé senza bisogno di contributi allora se uno mi dice ma a colpi di solare eolico riusciamo a raggiungere l'obiettivo europeo del 2050 net zero io francamente penso che non ce la faremo e che dobbiamo fare qualche cosa di più questo apre naturalmente il capitolo del nucleare ma anche lì lo tratto con cautela tanto perché sono italiano noi italiani sul nucleare abbiamo tutto un pregresso che non posso dimenticare ma anche perché se dovessimo scegliere per correre questa strada dobbiamo costruire 300 centrali no tre perché voglio dire se l'italia decidesse beh riprendiamo in mano nucleare dobbiamo fare 20 centrali 30 e dove sono i siti cosa facciamo cioè sono tutti temi che prevedono che diciamo prevedono una un'accettazione sociale che va costruita in italia naturalmente ma anche nel resto dell'europa io non dimentico tra secolo ancora quando ci penso che i tedeschi nel mezzo della peggiore crisi energetica del dopoguerra hanno spento tre centrali nucleari per accendere sette alignite voglio dire che in questo mondo no della dell'energia ci sono delle posizioni ideologiche incomprensibili da un punto di vista razionale però se noi volessimo e poi magari parleremo un po di nucleare fare una scelta nucleare questa non la potremmo fare senza un'accettazione sociale che per esempio la francia ha avuto no la francia ancora all'epoca di de Gaulle e del partito comunista francese dell'epoca il segretario si chiamava marchè un personaggio mitico i due de Gaulle marchè sono messi d'accordo per far incamminare la francia sul nucleare per ragioni di indipendenza energetica e militare della francia cioè la grande francia dice noi vogliamo essere indipendenti e i cittadini francesi l'hanno accettate per cui in francia ci sono non mi ricordo più se 58 62 reattori nucleari quindi vuol dire che tutti lo accettano non guardano la finestra vedono questa questa ciminiera fatta così svasata e non ci fanno caso no quindi se l'hanno fatto i francesi perché non dobbiamo farlo noi altri europei no io non vedo una ragione perché questo non venga però arrivare lì arrivare lì è uno sforzo anche politico importante no perché è più facile per un politico dire no che dire sì per prendere voti quindi citavo appunto de Gaulle e marchè insieme perché i due si sono messi d'accordo di dire la stessa cosa per la francia riuscissimo a fare la stessa cosa in europa allora tutti questi obiettivi e parlo anche di indipendenza energetica perché molto diverso nucleare dalle centrali agasta un punto di vista della sicurezza dell'approvvigionamento quindi anche questo è un terreno che potremmo potremmo sicuramente spuole quindi non dobbiamo essere pessimisti ottimisti far tutto quello che possiamo un processo questa riva la francia arrivò a questa decisione condivisa anche dopo lo shock energetico degli anni 70 si per cui un po di shock li abbiamo avuti anche noi ultimamente sia quello del 2022 che ci ricordiamo ancora bene e che ha lasciato delle tracce indelebili perché da allora ci si è spostati su prezzi energetici che sono ben superiori giusto a tabarelli non abbiamo non siamo più ovviamente ai livelli dell'estate 2022 col gas che volava 300 euro megawatt ora però il per esempio lo svantaggio competitivo dei nostri prezzi dell'energia italiani ed europei ma italiani ancora di più è cresciuto e non si è cancellato questo era uno shock sufficiente per darci una spinta no no no no lo è anche perché non siamo usciti della crisi proprio oggi il prezzo di giorni ancora 36 euro megawatt ora noi prima della crisi che comincia intorno agosto 2021 quando putin comincia a massare le truppe sul confine ucraino prezzi cominciano a salire a spostare apposta gli saccaggio le teorie speculative tu sempre in germania erano vuoti particolare però prima c'è stato la media di lungo termine era 20 però l'interessante è che durante la pandemia aprile quando proprio la domanda era crollata la russia disse io chiudo i tubi perché non copre più i costi era 6 euro per megawatt ora allora tu non parlavi di speculazione dici il mercato funziona bene non ho capito guarda il prezzo basso e la speculazione ha tanti volti e tanti nomi e io non sposo mai la tesi dell'unico fattore speculazione finanziaria ma comportamenti speculativi vengono fatte da molti anche attori commerciali ma infatti io a te pare le chiacchieriamo d'energia da una vita perdonateci se ogni tanto ci trasferiamo quasi la speculazione non è una parolaccia no no ecco però comportamento speculativo anche quello che compra tutte le carote che ci sono al mercato perché dice a me le tengo oppure faccio finta di quello è il corner the market che è un arco in un reato ma lo passano a fare tutti non sono i fondi gli agfondi brutti e cattivi no no lo fanno anche altri attori sul mercato ma chiudiamo la parentesi perché se no qui facciamo del teatrino che non si 36 euro no per regolare un po la 36 è alto perché st'inverno avremo dei problemi sostanza perciò preparatevi però la decisione di bloccare perché noi abbiamo fatto l'embargo su tutto con la russia ma non sul metano pochi giorni fa 15 giorni fa abbiamo dalla commissione deciso anche di bloccare da 2026 tutte le importazioni di gas dalla russia oltre quello che passava che poi è chiuso da l'ucraina anche il gnl e anche sembra quello dalla turchia che è un po un po più problematico verso la bulgaria giù di sotto e questo crea il terreno per questi mercati che fanno il loro mestiere per tenere alto i prezzi adesso è 36 non fa fatica la bolletta a scendere vedete tutta la polemica che c'è i nostri industriali che si lamentano che oggettivamente faticano perché ripeto intorno a quello che dico negli stati uniti pagano l'elettricità intorno a 70 euro megawatt ora è consegnato nella fabbrica noi arriviamo a 200 250 quando va bene poi dopo ci sono gli energivori che prendono molti aiuti e in cina pagano 60 ancora meno ecco noi paghiamo l'elettricità tre volte quello che pagano i nostri concorrenti a livello globale perché ci sono due ragioni gli stati uniti hanno il fracking cioè questa cosa che è di un inquinante rispetto ai nostri standard noi in europa l'abbiamo vietato e noi compriamo il gas da loro a Ravenna quando andrete giù a Marina di Ravenna a farvi una mangiare il pesce è fatto una camminata lì davanti e vedete giù il nuovo ricasificatore da 5 miliardi che ha fatto la snub che abbiamo pagato noi fra l'altro che sta scaricando in questi giorni il primo carico che ha preso la Edison dagli stati uniti è roba che viene dal mezzo il Texas fatto col fracking messo su una nave 13.000 chilometri di questo acciaio su una che consuma e mette le 2 e me lo scarico a Ravenna quando io lì sotto nel nord adriatico ci ho delle ottime riserve di gas che non riesco a estrarre perché la politica tanto per non fare dei nomi e zai ma anche prima quando c'erano ricordi della priorizzata l'alto e l'altro adriatico non si riesce a fare perché ed ecco e torniamo all'inizio questi paradossi cioè cerchiamo di farle rinnovabili ma ragazzi cioè le bollette sono legate al prezzo del gas cioè il 90 per cento riscaldamento questo inverno si fa col gas in italia poi quantitino invece con l'obiettione classica che si fa ma perché non sganciamo il facciamo i didascali c'è anche su perché non sganciamo il prezzo delle elettricità ma io sono sempre contrario perché è un'alchimia che non porta un'alchimia che mi allontana che somiglia a quello della scusa quello del cambiamento climatico cioè ci distrai dalla sostanza bisogna aumentarlo l'offerta aumentatemi l'offerta di gas come era dell'aprile con la domanda crollata del 2020 che prezzi scendo noi non riusciamo a fare abbiamo un minimo storico della produzione l'anno scorso adesso c'è un giacimento che è partito grazie anche a paolo quando era presidente dell'enni 2004 parte 2014 parte cassiopea un giacimento scoperto nel 2002 mi dice 2002 perciò ci mettiamo in venta ecco ci sono queste sfasamenti che paghiamo ecco poi paghiamo un sacco di oneri in bolletta poi anche gli oneri oltre che i prezzi alti delle energie che abbiamo distribuito in maniera poi speriamo di sbagliarci un giorno non avremo più bisogno di gas saremo solo fonti rinnovate cosa che secondo me la vedo difficilissima avremo più elettricità avremo bisogno di nucleare vi ricordo che la prima fonti di produzione elettrica in italia in europa nei primi quattro mesi di quest'anno è il nucleare e negli stati uniti è la prima fonti degli stati più del 20 per cento dell'elettricità negli stati uniti viene da nucleare no perché noi lo consideriamo una cosa strana ma non è strana per niente nel mondo funzionano 450 centrali nucleari nel mondo ce ne sono in costruzione 56 lo dico perché tutti lo considerano una cosa stranissima ma strana solo per noi italiani per gli altri non è strana anche per i tedeschi adesso aggiungiamo caroni ma lei pensa che stiamo perché in italia comunque è un corso un ripensamento anche con dei passi concreti le sembra che ci siamo messi sulla strada corretta per gettare le basi per un ritorno al total che è nel principale azionista diciamo del nucleare futuro che faremo quindi ci crediamo io dico che come dicevo prima questa questa rivoluzione verso nucleare richiede un tasso di accettazione da parte degli italiani nel caso dell'italia che deve essere su cui bisogna lavorare enormemente perché io me lo vedo nel momento in cui tu decidi localizzazione facciamo le centrali nucleare dico a roveretto dico roveretto siamo a trento vedo il sindaco di roveretto con la fascia tricolore che capeggia un gruppo di cittadini dice qui mai perché gli italiani sono fatti così quindi o noi riusciamo a creare un consenso che ma non è assurdo un consenso ma negli stati uniti ma sono cento cento in francia cioè allora è un consenso che deve essere costruito almeno per quanto riguarda l'italia in modo cioè deve essere un accordo di tutti non può essere un partito che lo spinge l'altro che dice contro perché finirà che non si fa niente si faranno grandi chiacchere deve essere un consenso del nostro paese ma in tutta europa ecco dicendo questa è l'unica soluzione che abbiamo per ottenere gli obiettivi ambientali 2050 quelli 2030 sono molto più fiducioso che si possano fare comunque e per dotarci di quell'indipendenza energetica che vuol dire indipendenza politica perché alla fine se non sei indipendente energeticamente non sei indipendente politicamente quindi questi obiettivi non è che sono di destra di sinistra di cento dovrebbero essere obiettivi di tutti noi e questo va costruito e lo costruiamo come? Con una migliore informazione con momenti di confronto con la cittadinanza con una rassicurazione sulle nuove tecnologie? Allora nuove tecnologie rassicurazione sono a me per esempio piace molto non è che voglio entrare nel dibattito del nucleare ma mi colpisce una cosa che non è mia l'ho letta perché la dice Bill Gates dice ma noi abbiamo nel mondo decine di navi di sommergibile a propulsione nucleare in cui la centrale nucleare è una cosa piccola piccola perché se stai in un sommergibile ma è successo un incidente è possibile che noi non possiamo utilizzare queste tecnologie provatissime da anni 60 quindi per fare del nucleare sto facendo lo dice Bill Gates non lo dico io non è che mi considero un nuclearista ma intendo dire dobbiamo da un lato mostrare soluzioni tecnologiche innovative sicure eccetera dall'altro creare proprio un consenso diciamo dei grandi partiti di chi si occupa di convincere di convincere l'opinione pubblica perché se no diventano quei dibattiti che ci portano da nessuna parte e non combineremo niente ripeto perché non si tratta di rimettere in funzione la centrale a o la centrale b perché o noi su questo terreno produciamo non so dico io ho 20 30 40 per cento della nostra energia elettrica da nucleare oppure non va nemmeno la pena di partire cioè queste sono filiere anche perché è l'unico modo per far scendere i costi delle centenari bisogna farne 200 tutte uguali in europa allora sì una quota del 20 per cento dico 20 per cento perché negli stati uniti e 23 o 24 per cento in francia è il 75 80 per cento quindi dobbiamo dobbiamo fare una scelta di questo tipo l'unione europea notavo che finalmente la germania dopo che combatteva l'introduzione del nucleare nelle energie green in opposizione alla francia ha accettato ha cambiato due tre giorni fa perché poi naturalmente quando parliamo di europa quel che pensano in germania gioca un ruolo giustamente fondamentale no quindi lì mi sembra che c'è stato un ripensamento abbiamo visto ripensamenti negli ultimi giorni anche in danimarca in belgio il belgio che aveva intenzione di chiudere anche l'altro giorno sì c'è un ripensamento io chiuderei con voi due con una scommessa se voi doveste fare una scommessa il nucleare in italia ce l'avremo mai sì no e quando mai è una visione lungo termine poi ce la potremmo fare però io sono su sì che ce l'avremo di nuovo no sono quasi sicuro che non ce la fredde però allo stesso tempo dobbiamo provarci ecco perché è l'unica fonte no no no io mi c'è dico di sì no no no david da brelli più pessimista di me no no io devo dire la verità più uno si occupa di energie di transizione energetica più la tentazione di essere pessimista cresce no lo dico perché no perché è veramente tutti son tevi potrebbe essere l'altro che no nel senso che più approfondisci questi temi e più vedi problemi cioè non è che vedi soluzioni no e quindi allora sul caso del nucleare io invece devo dire che sono ottimista perché ripeto nel mondo funzionano 450 centrali nucleari ne stanno costruendo 56 stati paesi civilissimi a finlandia si è costruito nel centrale nucleare nuova di trinca tre anni fa quindi non è che stiamo parlando di paesi strani sei finlandesi sei danesi sei belgi sei francesi gli inglesi stanno costruendo la più grande centrale nucleare d'europa a cli point si chiama sono tra quelli che scoraggiano gli altri perché costa lira di dio e non la finiscono mai perché hanno scelto una tecnologia costosa ma questo non è un altro no ma voglio dire quindi non stiamo parlando di una cosa stranissima certo richiede consenso se non creiamo un consenso della popolazione degli italiani e se non creiamo questo consenso allora tendo a essere pessimista come come david però una data su quando le avremo di nuovo non me la date a titolo di scommessa dunque allora allora no dunque io per venire qui mi son preparato no nel senso che ho operato una cosa che a parte gli smr che sembra gli small modular reactor che sono è una tecnologia conosciuta funziona e lì cos'è cosa ho capito che sostanzialmente sono delle centrali nucleari più o meno come quelle che ci sono piccole le sono lo semplifico ma un po quello che mi è piaciuto molto è l'advanced modular reactor che non è ancora cioè è in fase di aprontamento diciamo sarà pronta nel giro di 1 2 anni che ha l'enorme vantaggio di bruciare le scorie al punto tale che puoi portare lì le scorie di altre centrali e quindi che risolve uno dei temi del numero e pensate che leggevo sempre perché mi son preparato che a brevia di 3 0 la vita delle scorie cioè queste scorie che non so vivono un milione di anni invece di vivere un milione di anni vivono mille anni adesso dico delle cifre a caso cioè riescono a bruciare scorie e quelle che producono hanno una vita una vita di radioattività molto inferiore questo qui è un altro ingrediente della sicurezza quindi forse la nuova tecnologia progresso può aiutare a creare un senso per una data non me la dicono non so se hai previsto che abbiamo tempo di raccogliere qualche domanda o qualche stimolo del pubblico non sono non se era previsto se abbiamo microfoni però una stanza piccola sta arrivando sta arrivando ma se lei ha voce chiara e tonda esatto la sentire un consiglio per per il sindaco di roveretto secondo me se cominciamo a dire vengo lì e a voi l'energia regalo tanto e poca cosa viene il sindaco di ala dire no fatela da me la centrale secondo me per oggi però con altre energie non è un profilo tecnologico perché mi sembra no che così se dovessimo dire è rinnovabile io penso l'italia possa ambire al 50 per cento se poi insistessimo molto no magari con i pannelli fotovoltaici che poi ci direte quando vengono pronti da parte vostra prodotti in italia perché oggi le tasse che ci diamo per per l'energia finiscono in cina dove compriamo i pannelli fotovoltaici e quindi non riusciamo a finanziare la nostra tecnologia venendo a questa e quindi pensando alla nostra capacità manifatturiera che secondo me invece potrebbe aiutare con delle soluzioni e che però fa fatica fare investimenti perché li faccio su nucleare li faccio su rinnovabile sulle efficienza energetica facciamo un po tutto voi che non siete politici ma secondo me potete influenzare riuscite ad aiutarci ad avere come dire un un ambito no un profilo energetico cui puntare in modo che nei prossimi 10 anni senza dover puntare 2050 si possa ammirare con gli investimenti dell'industria a tecnologie che magari possono aiutare ad un processo più veloce grazie davide sì continuiamo cioè quello che abbiamo detto anche oggi il trend è definito viva le fonti rinnovabili ne faremo di più ci sono delle grandi occasioni abbiamo bisogno di triglioni di investimento nelle reti elettriche le insegno io una cosa l'elettricità è un filo ci vogliono le reti elettriche quello che è accaduto in spagna richiede un'accelerazione quello che abbia capitato da noi nel 2003 il blackout abbiamo fatto dei mega investimenti terna sta facendo una quantità di investimenti anche esagerati non dico quelli della distribuzione di n per carità però l'elettricità ha bisogno di più fili e questo è una prima indicazione gli inverter le batterie gli accumuli e poi per riprendere il nucleare dicevo prima che sono un po pessimista ma è l'unica fonte che c'ha grande densità e non mette co2 pertanto qua abbiamo un'occasione straordinaria già adesso una cinquantina di imprese lavorano in italia per l'estero abbiamo dentro la fusione ita c'è la parte più importante è fatta dai italiani cioè chi lavora meglio i metalli che sono le strutture portanti del centrale nucleare sono gli italiani abbiamo salvato in palla su esagero un po però tutte le manutenzioni sono state nel 2021 22 le ha portate gli italiani pertanto vediamo anche il nucleare secondo me fare un fatica però andiamo in questa direzione facciamo tutto e facciamo grande tecnologia che è quello che abbiamo sempre fatto in passato con l'elettricità la penetrazione elettricità che è vettore energetico pulito che deve essere la nostra guida come ripeto è stato a fine dell'ottocento su in val di nonco le prime centrali idroelettriche ecco qua ragazzi forse forse prima non lo so eh mi sono distratta mi costringono poi a scrivere di questi nostri dibattiti quindi devo prendere appunti scusate prima uno poi l'altro poi liberiamo la sala perché credo che sia necessario se dobbiamo andare della normativa europea sulle case green quella che obbliga ad avere una certa classe energetica entro un certo anno se sarà mai applicabile e in che maniera ma intanto mi pare che quest'idea di riscaldare con l'elettricità che in germania hanno provato a imporre due anni fa ha fatto una marcia indietro repentina quindi imporre quello è il risultato impraticabile viceversa tutto quello che possiamo fare per avere case termicamente efficienti è positivo poi certe volte le impressioni che si facciano degli eccessi anche su questo e anche questo è un tema che l'unione europea dovrà rivisitare perché si era un posto degli obiettivi così ambiziosi che rendevano praticamente impossibile le ristrutturazioni erano troppo costose però anche lì dei passi in avanti si devono fare prego l'ultima l'ultima mi dispiace perché veramente ci cacciano da qua ci saranno altri eventi bisogna ripreparare la stanza buongiorno grazie per l'opportunità volevo fare una domanda lei se possibile a me sì a lei perché rappresenta la stampa perché no io non rappresento nessun altro che me stesso va bene vive vedendo dall'osservatorio privilegiato del sole queste dinamiche e mi riallaccio quello che diceva il dottor scarone cioè la necessità di avere un'opinione pubblica dalla parte favorevole come vede lei questa possibilità oggi in italia cioè qual è il sentimenti che oggi in italia dove scommetti tu e io e io modero cosa rispondo io ma me senti mamma fatto strappolone cosa cosa allora io penso sia possibile fare da parte della stampa per dare la corretta informazione non un'informazione di parte una corretta informazione grazie in campo di energia come in qualsiasi altro argomento il miglior compito che possano svolgere i giornalisti essere umili cercare di imparare di lavorare tanto di non far da megafono a una o l'altra opinione che molto spesso sono di parte e nel campo energetico soprattutto ma anche in altri campi è diventato un campo veramente politicizzato creato si sono create fazioni simili a quelle delle tifoserie calcistiche ed è sbagliato e controproducente un giornalista ma anche ma anche un medico un avvocato che un altro dovrebbe studiare studiare studiare aggiornarsi e dovrebbe lo so allora no io non so tutto io non so niente io studio tanto io studio io studio tanto e no questo posso dire che di avere la schiena dritta di studiare tanto non significa che sono infallibile però lo sento troppo politicizzato come dibattito finché ne parliamo in maniera così polarizzata e così da tifoseria calcistica è molto difficile farsi un'opinione mi rendo conto io penso che la responsabilità sia molto dei politici guardi come l'energia viene utilizzata per guidare masse di voti per fare discorsi populisti vediamo trump ma non è che siamo immuni da certi show anche qua no finché la viviamo a no quelli che stanno con greta turban e quelli invece cattivoni che come trump build drill baby drill è una stupidagine purtroppo il paragone che mi viene più in mente quello della pandemia e del covid purtroppo più le questioni sono tecniche complesse l'energia un campo molto complesso e tecnico più è facile banalizzare e polarizzare il dibattito i giornalisti dovrebbero cercare il più possibile quanto meno di non farsi portavoce di slogan stupidi ma spiegare le cose però questo è anche mio però però io rappresento la stampa nel senso di no no ma io io cerco di studiare di far capire poi rispetto qualsiasi opinione e faccio del mio meglio e ve l'assicuro però però questa fatica non sempre sia tempo non sempre sia incapacità non sempre sia voglia non lo so io spero che siamo in tante ma siamo in tanti è per occuparci del maniera seria mica su solo io siamo
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