Genere e impresa: costruire la leadership del futuro
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Genere e impresa: costruire la leadership del futuro
Discussione su imprenditorialità femminile, disparità salariale e politiche di genere in Trentino, con esperti e rappresentanti delle istituzioni.
Bene, buongiorno, benvenuti e benvenute a tutti. Siamo qui oggi in questo incontro dove parliamo di genere impresa, costruire la leadership del futuro, un incontro che è stato organizzato dalla commissione provinciale per le pari opportunità di Trento con la collaborazione di Conf Comercio che ringraziamo. Intanto presenterei le persone che sono qui su questo palco insieme a me. Oggi parleremo appunto di genere impresa con Valentina Cardinali, ricercatrice INAP, l'Istituto Nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche. Valentina Cardinali è un'esperta di mercato del lavoro e politiche di genere e attualmente delegata italiana al comitato OXE per lo sviluppo occupazionale ed economico locale. È stata già esperta con incarichi istituzionali, tra cui la commissione sull'occupazione femminile, la disparità salariale. Quindi buongiorno dottoressa Cardinali. Abbiamo poi Marilena Guerra, presidente della commissione provinciale pari opportunità tra uomo e donna di Trento. Buongiorno Marilena, sappiamo, la conosciamo, Marilena è giornalista, direttrice di Trentino TV e impegnata da anni nel sociale e in particolare sul fronte della parità di genere, è anche componente del consiglio delle donne nel comune di Trento e è presidente di FIDAPA, sezione di Trento, nonché componente di Soroptimista, quindi buongiorno anche a Marilena Guerra. Abbiamo poi con noi Graziano Rigotti, buongiorno, presidente di Confidi Trentino Imprese, è imprenditore nel settore della progettazione e installazione di impianti elettrici nel 1988, ha fondato l'azienda leader, direi, nel panorama Trentino. Dicevamo è presidente di Confidi Trentino Imprese, consigliere nazionale di Fed Art, consigliere della camera di commercio di Trento e consigliere dell'associazione artigiani, quindi buongiorno e ben arrivato anche a lui. E poi abbiamo Stefania Terlizzi, dirigente generale dell'agenzia del lavoro della provincia autonoma di Trento dal 2020, è capo progetto di team di lavoro complesso e è esperta anche lei nell'area delle politiche del lavoro e della formazione e quindi oggi con questi personaggi, con queste persone andremo un po' a dibattere sul tema che ci sta a cuore. Purtroppo non è presente con noi, doveva esserci anche l'assessore nonché vicepresidente della provincia di Trento, Achille Spinelli, che purtroppo per un impegno sopraggiunto all'ultimo momento non può esserci, quindi vi porto comunque i saluti da parte sua. Io sono Mara Rinner, sono vicepresidente della commissione provinciale per le pare opportunità, ho il piacere appunto oggi di in qualche modo condurre questo dialogo tra gli attori protagonisti di questa giornata tra chi è saluto qui con me e ringrazio ovviamente, ritorno a dire, per la collaborazione anche con commercio, saluto anche il presidente degli artigiani di Trento qui presente, grazie a tutte le persone che sono qui presenti ad ascoltarci oggi. Allora, inizierei a scaldare un po' i motori. Oggi vi ho detto che si parlerà soprattutto di imprenditorialità femminile e andremo un po' anche ad analizzare quello che viene definito il cosiddetto credit gender pay gap, che è una delle problematiche collegate allo sviluppo dell'imprenditorialità. Diciamo che quello che stiamo cercando di capire oggi è se riusciamo a capire quali sono le opportunità e le prospettive per chi vuole intraprendere dei percorsi imprenditoriali in Trentino, lo facciamo però con uno sguardo anche a livello nazionale per capire un attimo i fenomeni come effettivamente si sviluppano all'interno dello Stato, sia poi calandoci un po' nel contesto nazionale e quindi vorrei così partire con una considerazione. Il Festival dell'economia quest'anno è intitolato Rischi e scelte fatali. E' da qui che vorrei partire per approfondire un po' il tema di oggi perché fare impresa è sicuramente una scelta molto impegnativa, indipendentemente dal genere di chi decide di intraprendere appunto questa strada. Ed è una strada che presuppone grandi rischi e che se non viene affrontata con i giusti mezzi rischia davvero di essere fatale, quindi direi che è importante prestare attenzione a quali sono queste criticità. Ecco quindi per iniziare partirei proprio da questo aspetto, vorrei magari passando la parola per prima alla dottoressa Cardinali che le chiedo, spesso si parla di imprenditorialità femminile come soluzione e opportunità per la singola persona, per la società, in generale per il PIL di una nazione perché ovviamente la produzione ne avrebbe beneficio, ma quali sono su avviso le criticità e i rischi di questa narrazione? Cioè cosa serve realmente per fare impresa? Allora questa è forse la domanda, nel senso che ci stiamo chiedendo tutti cosa fare per aumentare questo benedetto tasso di occupazione femminile, sembra un po' retorica ma si sa che ci sono almeno un 20% di dipunti percentuali da recuperare di donne che non lavorano e questa non è una questione di genere, tendo a sottolinearlo, è una questione economica, cioè parliamo il linguaggio dell'impresa, un paese non si può permettere di lasciare fuori quasi metà della sua forza produttiva e del suo motore, quindi questo è il punto di partenza. Cosa fare e come fare però per mettere a valore questo esercito di riserva, diciamo così, che è femminile in qualche modo diciamo per caso, per un momento dimentichiamo il fatto che sia femminile, consideriamo che sono risorse umane che si sono adeguantamente formate, hanno fatto percorsi lunghi di competenze e quindi diciamo qualunque azienda si chiederebbe ma io ho questi talenti perché non li sfrutto, perché non li metto a guadagno, quindi la questione è effettivamente questa. Di fronte a questo bacino da occupare la via principale molto spesso scelta dalle politiche è appunto quella del sostegno alla cosiddetta impresa e autoimpiego come se fosse un voucher, un'opzione, la prendi non la prendi, l'attivi non l'attivi, ti lascio la libertà di poter. In realtà non è proprio così perché insomma lo vedremo nel corso di oggi, nell'esperienza anche proveniente di molti presenti che fanno impresa non è un lavoro qualunque e questo non vuol dire che è un lavoro elitario o solo per pochi ma significa che bisogna arrivare a questa situazione con una serie di consapevolezze, un percorso in qualche modo guidato orientato che parta da una politica appunto consapevole che sa proprio quasi come un'azienda che deve fare una proposta che poi deve arrivare a un risultato di una redditività. Molto spesso questo non avviene e mi dico solo qualche numero non per annoiarvi ma per darvi la dimensione, le imprese cosiddette femminili o diciamo le apprevalenze femminile in Italia sono un milione e tre, sono quindi diciamo il 22 per cento del totale, occupano 4 milioni e mezzo di persone, hanno un fatturato che va da 200 a 240 miliardi che è un 10 per cento del PIL più o meno ma hanno e quindi in qui sembrerebbe una narrazione bellissima no? Qual è il problema? Le dimensioni sono piccole, piccolissime, sono diciamo le cosiddette micro imprese, sono la parte più rilevante, sono diciamo cresce in misura crescente e gestite da under 35 anche per la presenza di incentivi e questo è un valore positivo ma anche un valore negativo laddove non ci siano diciamo magari soluzioni di mentoring, sono in settori che sono ancora quelli tipicamente femminili cioè le donne continuano a fare le imprese nei settori dove le donne già ci sono e quindi tutto il servizio, il terziario poco terziario avanzato quasi prevalentemente terziario tradizionale con tutte le difficoltà che poi si porta in qualche modo questo settore sappiamo che in Italia è cosiddetto il settore diciamo comparativamente più debole da un punto di vista della remunerazione si guadagna di meno nei settori dove le donne sono di più rispetto a quanto avviene nei settori dove sono gli uomini che sono prevalentemente quelli anche drenati dalle nuove tecnologie eccetera. La maggior parte delle imprese sono più di un terzo di donne sono imprenditrici ma sono senza dipendenti e quindi anche questa etichetta le rende particolarmente fragili in un momento di sviluppo e quindi sostanzialmente uno scenario in cui i numeri sono tanti ma le caratteristiche le rendono profondamente diverse da quella che invece è l'imprenditoria prevalentemente maschile. C'è un grande dibattito se siano più forti o più deboli le imprese ma questo diciamo si sa che il tasso in qualche modo di immortalità delle imprese femminili è più più alto di quello maschile ma io non ne farei una questione di genere inviterei a ragionare a monte no perché sono nate con che obiettivo sono nate in che settore e con che problematica e veniamo qui al credito velocemente il credito non è un problema ma è una conseguenza nel senso che nel momento in cui si avvia questa scelta di carattere imprenditoriale che abbia avuto meno un orientamento anche da parte dei servizi efficaci e ci troviamo di fronte a una situazione che comporta due ordini di problemi allora lato donna e lato finanziamento per capirci istituti finanziamento lato donna tutta la letteratura scientifica dimostra che c'è una versione a rischio nel senso le donne tendono a in qualche modo avere più timore di contrarre un debito preferiscono magari puntare come capitale iniziale su quello familiare e meno su quello finanziario e questo diciamo anche le alcune ragioni che tra poco vi dico e sostanzialmente tendono eventualmente a fare sempre pressiti più piccoli proprio per il timore della solvenza lato istituti finanziari anche qui diciamo a livello proprio internazionale si è notato che esistono dei bias di genere assolutamente radicati cioè degli stereotipi che non sono espliciti probabilmente se facciamo un'intervista ai direttori di banca non hanno neanche la contezza di poter maneggiare questo tema però effettivamente è stato dimostrato da diverse sarvi a livello diciamo internazionale che concedere il credito a una donna viene considerato come meno sicuro c'è una percezione della minore affidabilità di minore capacità del rischio di minore solvibilità anche perché nel momento in cui si vanno a chiedere le garanzie effettivamente le donne hanno molto spesso una solidità finanziaria patrimoniale inferiore a quella degli uomini sappiamo per le questioni di quanto guadagnano del livello di proprietà eccetera quindi sono soggetti più in qualche modo più deboli da questo punto di vista e purtroppo in alcuni casi viene riportata ancora la pratica della necessità del cosiddetto garante esterno per la richiesta di prezzi di femminili che evidentemente è marito o compagno e questo accade non solo in Italia in diversi paesi europei ovviamente non si tratta di casi limiti però per farvi comprender che comunque sia anche la gestione di un'operazione di questo tipo ha bisogno di una impostazione culturale che sia adeguata e adattata mi fermo adesso magari qui però per dire che effettivamente la sua domanda cosa succede fare impresa appunto non è per tutti probabilmente questo panel può aiutare a cercare di capire che in realtà è importante arrivare con molta consapevolezza anche da parte della politica e del territorio che possa meglio orientare il più possibile ad una scelta che comunque abbiamo visto a qualche difficoltà certo grazie ma diciamo che da questo primo intervento da questa prima suggestione così una battuta mi sembra di dire che quindi parlando di gender gap poi ci possiamo mettere credit ci possiamo mettere pay ci possiamo mettere dimensioni aziendali no tutto quello che lei ci ha detto la prima cosa così che viene da dire è effettivamente che alla fine semplicemente si cambia come dire giacca giuridica rispetto a diciamo il mondo del lavoro quindi non è non stiamo nel lavoro dipendente ma semplicemente c'è una ragione sociale ma voglio dire solo dal punto di vista giuridico stiamo cambiando le cose se pensiamo all'imprendito passare da sono dipendente all'imprenditorialità ma non abbiamo risolto il problema quindi non è lì la soluzione cioè questo andare verso l'auto impiego come si diceva non è la soluzione nemmeno e il gender gap che un po ci ha prospettato ci sta dicendo questo no sì esattamente così e questo era un ragionamento orientato a chi fa le politiche pubbliche no cioè per aumentare l'occupazione non è una scelta sullo stesso piano favorire l'occupazione dipendente o favorire la creazione di imprese d'auto impiego questa è la prima consapevolezza molto spesso ma lo dimostrano diciamo gli decenni di programmazione comunitaria ad esempio in cui l'occupazione femminile veniva creata attraverso le creazioni di imprese femminili to-kur abbiamo avuto dei tassi di mortalità e disinvestimenti delle problematiche proprio di sostenibilità economica lungo il tempo notevoli quindi fare impresa io direi non è per tutti è un'operazione che va gestita politicamente che va gestita con competenze importanti ripeto si possono acquisire ma è un percorso lungo non è esattamente una soluzione auto visto che non trovi posto nel lavoro dipendente allora ti faccio fare impresa e questo è una cosa importante perché c'è un orientamento specifico che sta rivolgendo adesso l'incentivo e l'impresa soprattutto alle cosiddette categorie fragili ed è questo ragionamento secondo me che va fatto proprio con molta onestà intellettuale chi fa impresa lo sa che ogni mattina una sfida c'è un rischio da gestire ci sono tante problematiche connesse pensiamo che per impiegare proprio la fascia più debole della popolazione pensiamo alle donne con maggiore difficoltà pensiamo alle persone con disabilità pensiamo diciamo le persone a rischio di esclusione sociale può essere l'incentivo all'impresa una forma di inclusione sociale nel momento in cui si sta chiedendo alle persone più in difficoltà di fare il mestiere probabilmente più difficile di tutti grazie bene proviamo allora a proseguire andare un po a vedere qual è la situazione proprio oggi se guardiamo al Trentino anche con ripeto con uno sguardo anche sul nazionale ma diciamo forse vorrei chiederti marilena e nella relazione biennale no dello stato di attuazione della legge provinciale sulle pari opportunità e sull'andamento delle politiche di genere in Trentino sono state fatte alcune naslisi anche sulla situazione delle imprese femminili in Trentino e sul gap di accesso al credito ecco in base a queste analisi quali sono così secondo te le priorità da colmare queste per queste disparità cosa ci dicono i numeri grazie grazie mara ringrazio anche visto che sono qui davanti a noi l'onorevole ferrari e la consigliera chi l'ha per essere per essere qui con noi allora e naturalmente che ha accettato il nostro invito chi è qui con noi in sala allora sì anche in Trentino diciamo la situazione abbastanza simile a livello nazionale però è lievemente peggiore perché mentre a livello nazionale le imprese guidate da donne sono circa il 22% in Trentino secondo quanto emerso dal nostro report che abbiamo presentato marzo 2025 e che si riferisce ai due anni precedenti le imprese guidate da donne in Trentino sono circa il 18,6% al 31 dicembre 2024 attive sono 8.651 imprese guidate da donne appunto il 18,6% quindi leggermente inferiore al dato nazionale come imprese e diciamo che sono abbastanza similari come tipologia a quelle nazionali quindi qui da noi però in primo piano abbiamo le imprese agricole che sono per lo più appunto rappresentate da imprese agricole poi segue il commercio e poi i servizi si dedicano in particolare servizi quindi abbiamo servizi di cura servizia alla persona istruzione e sanità in questi ultimi anni il commercio calato perché lo sappiamo insomma la crisi ha colpito il settore del commercio e sono meno rappresentate questo è un dato peraltro che rispecchia quello nazionale nel settore manufacturiero industriale e nel settore edile comunque in Trentino le imprese femminili danno occupazione circa 26.000 addetti che sono circa l'11,7% della totale per cui comunque è un comparto molto significativo anche se ci sono tante imprese che non hanno dipendenti anche in Trentino bene ha fatto sottolineare il problema dell'accesso al credito ma sono anche tanti altri gli aspetti che poi andremo a condividere con gli altri ospiti l'accesso al credito è un problema molto significativo anche anche qui da noi nonostante qui da noi sentiremo poi parlare il presidente di confidi ci sia confidi che sostiene le imprese femminili ma cosa mi hanno sottolineato perché noi come commissione pari opportunità raccogliamo il sentimento delle imprese femminili perché vengono a parlare con noi che è difficile per le donne avere l'accesso al credito prima naturalmente devono costituire l'azienda e l'impresa poi si possono iscrivere a confidi e quindi poi confidi garantisce con gli istituti di credito ecco molte imprese che sono piccoline le imprese femminili dicono ma molto spesso noi non abbiamo gli strumenti e i mezzi per poter partire o dobbiamo avere alle spalle un marito che ci subvenziona ma allora siamo sempre il circolo è poco virtuoso oppure dei genitori oppure dobbiamo avere magari la liquidazione di un precedente lavoro per poter partire poi ci sono naturalmente le startup ma quello è un altro è un altro discorso ancora ecco quindi come possono fare le imprese femminili questo poi è una domanda che pongo sul tavolo magari al presidente di confidi se c'era l'assessore poteva essere una domanda anche per lui come fare perché le imprese femminili possano partire se non hanno alle spalle qualcuno o qualche risorsa che viene da un lavoro da un lavoro precedente ecco questo diciamo inquisito cui dobbiamo dare risposta poi no altri anche magari per stefania perlizzi nel successivo giro io però vorrei continuare ad aprire questi quesiti non mi fermerei al credito adesso abbiamo parlato molto di credito però dopo magari nell'altro giro vorrei continuare perché mi pare che insomma abbiamo preso il tema forse in un modo un po' diverso da quello che succede di solito nel senso che noi siamo le prime ovviamente a sostenere l'imprenditorialità femminile sappiamo quanto è importante per una donna autodeterminarsi e anche economicamente diciamo fare anche diciamo impresa ma la stiamo un po' guardando con un occhio critico critico in modo costruttivo per vedere effettivamente che non sia un boomerang invece rispetto a un circolo virtuoso che deve innescarsi ecco per cui vorrei continuare a diciamo a domandarci e ad analizzare questi aspetti di criticità sicuramente abbiamo detto l'accesso al credito quindi poi ci sarà assolutamente possibilità di rispondere in modo positivo ma un altro tema che mi pare fondamentale lo vedo anch'io per il lavoro che faccio nell'accompagnare le imprenditrici nel loro sviluppo di modelli di business a che fare con una parola chiave che si chiama competenze prima si parlava essere imprenditrici come essere imprenditori non è un gioco non è un talento che dall'oggi al domani posso come dire subito mettere in campo può esserci una fiamma dentro può esserci una buona idea ma l'azienda è fatta di tantissimi fattori di tantissimi elementi diceva giustamente prima cardinali tutti i giorni io mi alzo vado in azienda e devo fare qualcosa perché l'azienda abbia successo abbia successo l'azienda è inteso con io avere successo ma tutte le persone che collaborano lavorano con me dipendenti stakeholder e quant'altro quindi veramente credo che sia fondamentale parlare di competenze quindi così visto che l'agenzia del lavoro è in prima linea su tutto quello che riguarda un po' anche poi anche in primis insomma la dottoressa Terlizzi si occupa di formazione e qual è la questione parlando di competenze proviamo un po' a capire meglio di che cosa stratta grazie grazie per la domanda buongiorno a tutti e tutte anche da parte mia no io sono molto contenta della come dire della piega della discussione nel senso che mi consente davvero di poter fare un ragionamento che non è il solito ragionamento no diceva bene la dottoressa cardinali c'è un po' un'idea di fondo che più imprenditoria femminile ma la domanda è ma ci sono le condizioni allora proviamo a capire quali condizioni abilitanti allora quando ho preparato dopo aver sentito mara a questo panel ho chiesto agli operatrici dei centri per l'impiego di farmi una breve relazione sul numero di ragazze che si recano nei nostri centri per l'impiego esprimendo una volontà di fare impresa bene i numeri sono risibili risibili cioè su noi vediamo adesso per via del programma nazionale goal abbiamo già visto 21 mila persone che abbiamo profilato quindi la media è circa per farvi capire 400 persone al mese bene le ragazze io parlo delle ragazze perché guardiamo alle giovani che vengono da noi esprimendo una richiesta anche solo informativa di come faccio a fare impresa sono numeri risibili allora partiamo da qui queste ragazze quando esprimono questa necessità non hanno minimamente a fuoco che cosa vuol dire fare impresa hanno un'idea un sogno nel cassetto lo chiamo io che è molto bello però fare impresa io lo dico avendo dei genitori imprenditori quindi lo dico col senso di una persona che sa che cosa vuol dire stare in un'impresa mio papà è stato in azienda fino a 84 anni quando poi insomma ci ha lasciato loro hanno un'idea un sogno e quando si comincia ad incalzare loro con delle domande rispetto alla sostenibilità economica non parlo di accesso al credito siamo già sostenibilità economica e vabbè qualcosa succederà allora io dico questa cosa per segnalare un tema che è quello dentro il quale oggi c'è un tema anche di educazione all'impresa noi a scuola io scusate cito questa cosa perché tra le tante cose di cui mi rendo conto oggi non parliamo sufficientemente è il concetto imprenditivo che dovrebbe essere in ognuno di noi noi possiamo essere imprenditi e cresciuti in questo senso non veniamo come dire addestrati scusate uso questo termine che va di moda con l'intelligenza artificiale ma andrebbe bene anche con le intelligenze naturali non veniamo addestrati a comprendere che ci sono degli obiettivi da raggiungere che se decidi di farlo in proprio devi saperlo fare e allora qui il grande tema delle competenze mara il problema è questo lo diceva bene la dottoressa cardinali noi abbiamo ricevuto tantissimi soldi dallo stato lo stato sta investendo molto nell'imprenditoria femminile ma dal punto di vista dell'attuatore che sono io noto che noi incentiviamo l'impresa ma quando questa è già nata ma cosa facciamo per abilitare alla creazione di impresa non facciamo nulla noi non abbiamo politiche attive finalizzate alla creazione di impresa lo dico perché credo che sia un bonus gravissimo l'altro tema che porto alla vostra evidenza è questo diceva bene prima abbiamo imprese nell'agricoltura nei servizi nel commercio perché non abbiamo imprese nelle tecnologie quando parliamo di donne abbiamo imprese nei settori a bassa produttività allora io ho da qualche tempo diciamo un assillo che è quello che vede nella ricchezza di un territorio la produttività i salari sono leme diciamo di crescita di un territorio ma se noi pensiamo che le donne debbano continuare a fare quello che fanno nel lavoro subordinato e cioè curare servizi di cura agricoltura benissimo sono settori abilitanti di questo territorio in particolare ma non abbiamo sviluppo di idee progettuali che vedono nelle donne una spinta e qui c'è un bias fondamentale noi abbiamo un problema di accesso ai titoli di studio scientifici da parte delle nostre ragazze ancora troppo evidente che si ripercuote poi anche in questo anche nella creazione di impresa ecco tutti questi temi oggi non hanno una risposta pronta ma hanno un'evidenza forte lo dico perché sono diciamo molto onorata di come dire guidare il tavolo permanente per l'occupazione femminile che è stato istituito in Trentino per legge quindi sono molto come dire orgogliosa di portare avanti questo tavolo che è fatto di tutte le parti sociali che stanno devo dire lavorando molto per diciamo elevare sicuramente il livello di occupazione femminile ma non dimenticando il tema dell'impresa perché l'impresa è un'opportunità ma non l'unica diceva bene la collega Cardinali non dobbiamo guardare all'impresa come siccome non trovo lavoro oppure non trovo il lavoro che mi fa conciliare faccio impresa è cronaca di una morte annunciata diceva qualcuno cioè non è possibile io ricordo solo un dato a tutte e tutti noi le donne in Italia oggi spendono ancora 5 ore 5 minuti al giorno di lavoro non retribuito di cura contro 1 ore 48 dei maschi allora se faccio l'imprenditrice questo differenziale capite che si amplifica all'infinito se faccio la lavoratrice subordinata forse posso accedere al part time con tutto quello che il part time porta come conseguenza io ricordo sempre che il part time è una grande opportunità ma è anche un grande vincolo dal punto di vista previdenziale perché lavorare meno vuol dire avere meno contributi e quindi quando si va in pensione si va in pensione con una pensione povera e quindi diciamo con tutti i riverberi che ne conseguono però di questi aspetti non dobbiamo dimenticare se sono gravi quando parliamo di lavoro subordinato diventano amplificati quando parliamo di lavoro autonomo di impresa quindi non c'è oggi una risposta ma c'è l'evidenza di un lavoro grande che deve essere fatto anche sul fronte delle politiche attive che ripeto oggi sono completamente sguarnite dal punto di vista dell'attuazione. Grazie. Molto bene. Parla l'altro a proposito di prima di sostenibilità economica in effetti a me capita spessissimo di sentirmi rispondere in consulenza adesso impostiamo un business plan proviamo a vedere guardiamo un attimo i numeri cosa ci dicono ah no ma io di questo non capisco niente io rispondo sempre in modo molto lacconico non ti puoi permettere di non saper leggere il tuo bilancio è impossibile altrimenti fai un altro mestiere perché se io non ho la garanzia di capire i numeri cosa mi stanno dicendo rispetto alla mia azienda è appunto una morte annunciata. Ecco quindi grazie. Bene farei chiudere questo primo giro di tavolo con un intervento magari appunto un po più mirato quindi torniamo a parlare di credito e mi piacerebbe sentire un po dal punto di vista di confidi qual è la percezione di questa situazione che cosa che cosa ci può dire di gotti sapendo ovviamente che non è lui che in qualche modo non è confidi che eroga mai è a sostegno di ma sicuramente fa tanto per questa cosa. Buongiorno anche da parte mia e grazie insomma di avermi invitato e due parole sono su confidi voglio spiegare un po perché insomma noi magari siamo ad eti e lavori quindi sappiamo di cosa si tratta ma tante persone ma anche tanti imprenditori non conoscono ancora i confidi. Confidi è un ente di garanzia cosa vuol dire in parole povere noi garantiamo l'imprenditore o l'imprenditrice quindi noi tra l'altro in Trentino abbiamo un confidi che diciamo è molto molto patrimonializzato abbiamo quasi 100 milioni patrimonio quindi possiamo dare garanzie tranquillamente alle banche o tutti gli istituti di credito che vengono che a cui noi poi diamo la garanzia. Che dire sull'imprenditoria femminile per noi come confidi l'imprenditore è un imprenditore quindi non cambia nulla dal punto di vista della valutazione noi valutiamo l'impresa quindi che sia femminile che sia maschile non cambia nulla. Ho sentito nelle aperture che non hanno business plan tante imprese non partono così un po tutti io sono partito 88 e un po tutti e vedo che il presidente Artigiani me lo può confermare noi abbiamo il 90% che sono imprese che hanno un dipendente quindi devo dire che tutti un po' siano partiti all'improvvisata e poi naturalmente se il business funziona uno dopo si struttura oppure insomma riesce anche e tutti abbiamo chiesto una mano al papà, alla mamma, alla zia piuttosto che che possa garantire in banca quindi da quel punto di vista di non vedo tanta differenza tra il mondo femminile e il mondo maschile insomma per noi sono imprese e le imprese devono partire naturalmente i tempi sono cambiati adesso giustamente deve essere fatta deve essere fatto un solo progetto un business plan e tutto quanto però tante volte anche per noi diventa difficile valutare un business plan di un'impresa che deve partire piccolo artigiano, piccolo elettricista piuttosto che la parrucchiera o piuttosto che qualunque tipo di impresa che vuole partire quindi a quel punto di vista lì noi dobbiamo dargli fiducia dico noi inteso come enti che garantiscono anche le banche insomma poi c'è la mortalità mortalità che c'è che però nel Trentino è proprio così diciamo grave rispetto magari alle altre regioni del territorio italiano poi arriva la femminile noi con la provincia e abbiamo fatto un diciamo un protocollo un'iniziativa che è stata tra l'altro portata avanti anche dall'onorevole Ferrari mi ricordo c'era la gradua gasperetti prima dell'arenata quindi come presidente del gruppo donne impresi e associazioni artigiani e che quindi ha chiesto i 500 mila euro che erano a disposizione dell'imprenditoria femminile noi siamo riusciti ringraziando anche la provincia naturalmente perché sono soldi che la provincia ha dato la confidia a gestire noi siamo riusciti coi confidi a mettere in piedi un'iniziativa in cui potevamo e l'abbiamo fatto adesso anche i numeri dei contributi dei mutui fino a 20 mila euro a tasso agevolato e l'abbiamo fatto per diciamo 370 mila euro però erano startup oppure aziende che avevano che erano iniziate da circa da un anno insomma quindi anche una platea abbastanza limitata però siamo riusciti a diciamo in riusciti insomma a colmare una lacuna che era quella che diceva prima la marilena di queste di queste persone che vogliono partire e che vogliono fare impresa all'inizio quindi da quel punto di vista lì naturalmente noi non possiamo garantire chi non è una partita IVA e chi non è impresa perché il confidio deve garantire le imprese quindi prima noi possiamo garantire solamente dopo che una partita IVA quindi da quel punto di vista lì che ha passato insomma un po' tutto quindi il business plan e tutte le iniziative che servono per per partire con un'azienda ma da quel punto di vista lì noi insomma siamo promoti siamo sempre disponibili e quello che potevamo fare su quella su quella iniziativa lì siamo riusciti a farla tra l'altro non sono stati utilizzati tutti i 500 mila euro quindi anche lì insomma c'è stata una richiesta in inizio anche perché c'è stato un po' in parsa parola una richiesta in inizio particolarmente insomma pesante poi però è andato un po' a semare quindi noi abbiamo ancora la possibilità di erogare questi piccoli minuti insomma quindi anche di inventoria femminile dovrebbe farsi avanti oppure riuscire insomma a intercettare anche quelle aziende che non avevamo bisogno o che non serviva. Un'altra parola sull'agricoltura noi abbiamo tutte le categorie economiche all'infuori della parte diciamo cooperazione e agricoltura quindi noi non garantiamo la parte, vediamo che in Trentino insomma sono importanti le aziende femminili agricole insomma ecco. Grazie, ecco mi pare quindi di poter dire che per fare impresa serve denaro servono politiche servono servizi siamo dicendo servono politiche pubbliche servono servizi pubblici abbiamo posto l'accento sul fatto che questo vale per fare impresa a 360 gradi e mi sembra assolutamente corretto è chiaro però che se siamo comunque ancora in una situazione dove dicevamo più di cinque ore al giorno per una donna sono impiegate a fare diciamo dedicate attività di cura versus meno di due ore da parte maschile è chiaro che questo sbilancio fa sì che effettivamente le politiche i servizi che dovrebbero servire per conciliare quello che è un sistema familiare e non solo femminile dovrebbero come dire arrivare indipendentemente dal genere ma è chiaro che sono ancora una problematica principalmente femminile ecco e quindi magari proviamo un po a dirci e quindi cos'è che voglio dire oggi quello che sta succedendo da quello appunto che abbiamo detto fin qui è che effettivamente si aprono bandi si dice ok di finanzio parti e poi basta questo c'è un sistema economico che funziona ti do dei soldini per partire e poi non basta questo io credo che in realtà un po tutte le donne che rientrano dentro quelle cinque ore che diceva prima la assessora sono già imprenditrici di di se stesse perché gestiscono quelle cinque ore persone cose no io scherzando dico molto spesso la differenza tante volte si vede in chi fa la lista della spesa e come la organizza è una butada però che cosa vuol dire vuol dire che ci sono delle sequenze e ci sono degli elementi che vanno necessariamente messi insieme per arrivare al risultato no allora togliamo il bias che siccome la donna poi comunque ha bisogno di un orario più flessibile perché per gestire meglio quelle cinque che diventano più allora fa impresa perché siamo state anche dentro questo canale cioè scritto proprio dentro la fse progetti now per capirci no l'impresa è lo strumento che garantisce maggiore flessibilità alle donne e quindi fate impresa così che diventa uno strumento di conciliazione c'è stato riproposto la stessa lettura dello smart working eccetera allora io intanto sempre nell'ottica e policy maker direi togliamo dalla discussione intanto che fare l'impresa sia una soluzione per tutti togliamo dalla discussione il fatto che la conciliazione continui a essere un problema delle donne per cui bisogna trovare delle flessibilità che aiutino loro no addirittura fare anche delle scelte di di campo da questo punto di vista che diamo delle soluzioni quindi per fare l'impresa per tutti come giustamente ricordava il presidente di confidi 1 il politico ha delle responsabilità intanto per una spesa pubblica che dà un incentivo che dà un sostegno per creare valori aggiunto sul territorio e quindi produttività e nello stesso momento in cui istanzi un finanziamento sempre con la stessa responsabilità di etica pubblica deve sapere che quell'investimento sarà produttivo per cui io sollecito tantissimo i policy maker a fare una lettura approfondita dei fabbisogni del territorio cioè è la provincia nel vostro caso è l'ente erogatore che deve dire il territorio ha questo tipo di scopertura quindi le imprese devono avere una prevalenza lì perché l'impresa in quel modo può dare anche valori aggiunto e sviluppo al territorio ricoprendo un fabbisogno non coperto rispetto ai servizi e questo è importante perché la lettura dei fabbisogni territoriali non la fa nessuno cioè non c'è nessun proprio a livello nazionale insomma non c'è questa capacità e volontà di orientare in qualche modo la spesa pubblica su alcuni ambiti e questa è già una prima garanzia di sostenibilità perché tu non vai a lanciare la tua bellissima idea imprenditoriale nel vuoto ma sai già che nel momento in cui arriva su internet il tuo cioè qualcuno che stava aspettando proprio esattamente quello quindi assenza di programmazione che va colmata competenze fondamentale è gravissima ma importantissima quello che dicevi no c'è la mancanza di un percorso di orientamento a cosa significa essere imprenditrici essere imprenditori che deve partire anche dalla scuola dove comunque l'insegnamento è ancora completamente passivo abbiamo a pro chiudo una parentesi da madre di figli adolescenti abbiamo un esercito di ragazzi che hanno un apprendimento assolutamente passivo ricevono delle informazioni gli si dà l'illusione di essere attivi perché gli viene fornito un tablet quindi dicono tieni sei già nell'intelligenza artificiale ma nel frattempo la loro intelligenza naturale proprio è morta quindi competenze aiuto sviluppo orientamento competenze aiuto sviluppo strumenti e anche strumenti finanziari naturalmente allo startup noi abbiamo avuto come il sistema Italia una gloriosissima stagione degli cosiddetti incubatori di impresa per cui siamo finiti come buona prassi a livello internazionale un'esperienza che abbiamo completamente perso non si sa perché non c'è stata una giustificazione è cambiato l'asset delle politiche si è passati dalle strutture ai voucher monetari e alle diciamo i trasferimenti monetari tucur quindi è stata proprio una scelta di orientamento delle politiche su questo non entro e infine la questione del credito io credo che abbiamo in qualche modo toccato tutti gli elementi del percorso resta il fatto che per entrare in questo percorso ci dobbiamo poi effettivamente chiedere se è il momento giusto se è il posto giusto e se è diciamo la chance adeguata perché se la risposta è sì io credo che sia il mestiere più bello del mondo oggettivamente se la risposta è no è comunque sia importante perché poi la produttività e lo sviluppo di ogni territorio si basa su questa capacità di programmare e di mettere in valore il valore il capitale umano dei propri cittadini certo grazie ma cari marilena proviamo a ragionare a livello locale che tipi di strumenti potremmo pensare per supportare le imprenditrici allora a livello locale ovviamente come a livello nazionale insomma la fotografia è simile anche qui le donne lo sappiamo hanno le stesse problematiche ovvero il supporto nei servizi di cura della famiglia in generale da noi ci sono i servizi ma dove sono soprattutto nei grandi centri perché se noi siamo nelle valli lo sappiamo che sono meno servite i paesi sono molto sparsi un territorio orograficamente molto difficile il nostro e quindi questo è un gap già abitare in città piuttosto che in una valle del Trentino e quindi questo è un punto e su questo credo che peccato che oggi appunto si assente l'assessore competente perché poteva essere il momento di confronto ma sicuramente ce ne faremo porta voce come commissione provinciale per le pare opportunità nelle sedi opportune lo inviteremo ancora qualche altro dibattito io ho segnato tutto ecco e quindi questa è la promozione appunto dei servizi anche nelle valli certo sono costosi naturalmente però è un investimento che è opportuno fare in Trentino poi ci sono degli strumenti abbiamo uno strumento come ad esempio la co manager poi ce ne parlerà magari anche la direttrice dell'agenzia del lavoro terlizzi che è uno strumento che è stato istituito qualche anno fa è uno strumento che prevede la sostituzione in un'azienda da parte di un'altra persona nel frattempo che la titolare dell'azienda è impegnata magari appunto nella cura dei figli o in gravidanza è uno strumento però che non è stato o capito o non è stato colto nel 2024 abbiamo detto 8600 aziende femminili ci sono state nove domande nove sono state accolte e anche qui raccogliendo il sentimento delle dette ai lavori cosa c'è è uno strumento che va semplificato è troppo complicato poi queste risorse si possono utilizzare solo se si ricorre a una persona che ti sostituisce nel momento in cui tu dall'azienda non sei assente però non è così facile che un'imprenditrice lasci la propria azienda e l'affidi ad un'altra persona è quasi impossibile infatti abbiamo visto che le domande sono state nove di cui 8 accolte un suggerimento potrebbe essere che queste risorse siano libere nell'utilizzo magari per pagare la babysitter nel frattempo che tu sei al lavoro nella tua azienda oppure per pagare le spese come la corrente elettrica le spese dell'affitto se l'imprenditrice è in affitto pensiamo non so a un salone di una parrucchiera o quant'altro quindi le problematiche appunto come abbiamo detto ci sono ci sono qui anche da noi magari serverebbero strumenti un pochino più snelli no per poter aiutare a andare incontro a queste imprenditrici poi vorrei anche rifarmi un altro strumento che potrebbe essere potenziato si sta cercando di farlo ma insomma è difficile i cosiddetti congedi parentali qui da noi era stata fatta proposta una legge sui congedi parentali e poterli estendere sarebbe utile poterli estendere non solo al settore privato e quindi ai lavoratori tutti gli strumenti che ci potrebbero essere coinvolgendo maggiormente anche diciamo l'uomo non nella gestione il partner nella gestione della cura familiare ma anche estenderlo alle imprenditrici alle lavoratrici autonome e questo era un suggerimento che era stato fatto poi appunto la legge è stata rinviata però sicuramente potremmo sollecitare lo potremmo fare anche commissione come commissione per le pare opportunità siamo un organo consultivo sarebbe utile che come organo consultivo ci consultassero ho lanciato io l'applauso ma era un po di parte è uscito così dottoressa terlizzi cosa aggiungiamo? lascio l'aperta la domanda assolutamente no no assolutamente no ribadisco e questo è importante insomma il Trentino ecco gli strumenti li ha questo dobbiamo dirlo perché è importante visto che insomma abbiamo anche degli ospiti no che magari non conoscono non conoscono la nostra realtà è un territorio che ha sempre lavorato questo storicamente io direi proprio sul tema delle pare opportunità della conciliazione con strumenti che poi a vario titolo sicuramente hanno bisogno di essere rivisti raffinati allora prendendo lo spunto che mi veniva fatto delle ecco manager ecco manager quando diciamo fu istituito fu una grandissima intuizione che secondo me rispondeva di fatto a due bisogni in quel momento un bisogno che era quello della madre imprenditrice di conciliare di conciliare nel momento in cui appunto attendeva un bambino aveva un bambino piccolo ma dall'altra parte che era secondo me l'altra grande intuizione io in quegli anni ero in Emilia Romagna dove lavoravo e guardavo a questo strumento con molto interesse perché secondo me l'altra l'altra parte dello strumento che non si è mai veramente capita e questa è la cosa che che mi dispiace molto era creare una rete di imprenditrici perché la logica della co manager era quella per cui si premiava la scelta di una persona una donna auspicabilmente andava bene anche un maschio ma in quel caso era un'idea di un'altra donna che facendo il tuo stesso lavoro entrasse in una logica sinergica di rete ecco questo secondo me era il pezzo dello strumento che non è stato capito lo dico perché è stato il pezzo che ha in realtà limitato l'utilizzo perché quello che è accaduto è che si è guardato a questo strumento come una sostituzione netta che doveva andare a finanziare la mia senza in realtà poi negli anni lo abbiamo sicuramente come dire allentato revisionato al punto che oggi ad esempio è possibile farsi sostituire senza dover lasciare l'impresa cioè è possibile faccio l'esempio della parrucchiera perché veniva menzionato è possibile che la parrucchiera scelga un'altra parrucchiera o una persona che sta già lavorando per lei quindi non devi assumere una nuova persona va bene anche la persona che già lavora in quel salone avendo un contributo di 20.000 euro ora 20.000 euro nell'economia generale non sono pochi è evidente che l'idea il progetto era quello di concedere il famoso tempo necessario ci sono sicuramente dei miglioramenti potremo ragionarli adesso sapete che in legge di stabilità diciamo in maniera unitaria è stato presentato appunto questo strumento quindi esce dal piano degli interventi di agenzia viene però demandata da agenzia l'attuazione quindi siamo in una fase come dire di ascolto quindi volentieri ascolteremo le richieste di revisione ma ci tenevo a sottolineare questo aspetto rispetto al tema dei congedi poi e quindi poi al menzionato di dl 43 che è stato rinviato è anche lì la cosa importante questo lo ho detto anche nell'audizione insomma a cui sono stata invitata l'importante è anche il paradigma culturale di questo di questo passaggio cioè aumentare i congedi parentali non vuol dire che poi come accade oggi che già esistono lì fruiscono all'80 per cento le mamme perché altrimenti noi ammo aumentiamo un bacino di assenza dal lavoro delle donne senza fare quel paradigma culturale allora io diciamo mi permettevo di suggerire che forse dobbiamo lavorare sui congedi dei papà altra misura ricordo che agenzia del lavoro storicamente ha ed è una misura che funziona molto bene invece contrariamente alle come manager i papà soprattutto nel periodo estivo fruiscono di questa misura che è un'integrazione al congedo parentale nel senso che la provincia autonoma da ulteriori somme ai papà che decidono di stare a casa e questo funziona qual è il vincolo per quello vi dicevo c'è un vincolo culturale che la mamma vada a lavorare quindi noi non finanziamo quei papà che stanno a casa quando sta a casa la mamma lo facciamo ripeto con una logica anche e torno al concetto del seminario di oggi imprenditiva bisogna avere un'idea che non si lascia il posto di lavoro ma come dire si continua con qualcuno auspicabilmente il papà anche perché i pediatri dicono che se i bimbi stanno con i papà un po' di più aiuta lo sviluppo della parte cognitiva del cervello che le mamme non presidiano perché siamo giustamente diversi quindi questo deve essere un lavoro che facciamo congiuntamente è un miglioramento continuo assolutamente grazie mi viene da dire che per incentivare il lavoro lo sviluppo del lavoro e quindi dei generi all'interno del lavoro ci stiamo sempre di più ribadendo e sottolineando che c'è un lavoro molto importante da fare in termini di politiche in primis e divisione di un cambio di di un supporto di un cambio di tipo appunto culturale che sta fuori dall'orario di lavoro cioè stiamo parlando di essere presenti nella vita a 380 gradi come madri come padri ma non solo come genitori perché appunto il bilanciamento della vita privata con quella lavorativa può presupporre tantissimi altri temi e probabilmente nella società dove sta andando oggi guardandola anche a livello macroeconomico è proprio lì che dobbiamo porre l'attenzione perché comunque è sotto gli occhi di tutti comunque le giovani generazioni ci stanno anche chiedendo questo quindi la suggestione il suggerimento di una lettura approfondita dei fabbisogni del territorio è una visione che deve essere trasversale di tutti i fabbisogni di tutto quello che vuol dire oggi stare dentro in questa società che sta cambiando in modo importante ecco allora torniamo a parlare di supporto comunque economico ma comunque sarei anche contenta di sentire così una visione altra al di là del del credito di rigotti ma allora se posso come preside dei confini però sono anche un imprenditore, un artigiano e quindi ho seguito anche io la nascita del del com'anes e devo dire la verità io non c'ho mai creduto perché è molto difficile che un'altra persona riesca a sostituire l'imprenditore all'interno della propria azienda che sia la parrucchiera piuttosto che qualunque altro tipo di azienda particolarmente imprese piccole se parliamo di manager un po' più strutturate più grandi lì in altra logica dinamiche strutturate completamente diversi quindi per forza deve esserci qualcuno che gestisca una parte o l'azienda addirittura nelle nostre aziende piccoline diventa difficile che un'altra persona possa sostituire l'imprenditore o proprietario insomma ecco forse era era giusto come diceva dottoressa poteva nascere un altro mestiere cioè quelle che riuscivano o anche uomini che riuscivano a sostituire o affiancare magari l'imprenditrice o l'imprenditore in determinate situazioni ecco da quel punto di vista lì l'ho sempre un po visto come una bellissima idea che però diventa difficile insomma mettere la terra particolarmente nel nostro territorio le represe sono molto piccole quindi dove la mamma che deve rimanere a casa perché il bambino o per altri tipi o per assistere magari l'anziano o quant'altro diventa difficile insomma che venga sostituita da può darsi che venga sostituita magari da un collaboratore quindi questo sì che lo vedo magari molto più diciamo è realizzabile e pratico quello di dire ho un collaboratore che è molto bravo li posso mi affianca quindi lo posso portare avanti quando io non ci sono quindi può portare avanti l'impresa in quel momento lì e lì si potrebbe esserci un diciamo contributo o qualcosa che mi aiuti a diciamo magari a dargli qualche soldino più o qualcosa perché magari fa qualche lavoro in più o fa qualche o qualche altro tipo di attività che magari prima non facendo quindi a quel punto di vista lì è un bellissimo progetto che però deve essere sviluppato e che mi sembra che negli ultimi tempi sia andato un po' del medicatoio di fatti i numeri sono numeri insomma risibili sul serio e quindi a quel punto di vista lì sarebbe una bellissima idea che però deve essere deve essere molto ma molto diciamo sviluppata. Ritorno un po' sul sul credito insomma come avete chiamato per questo quindi da quel punto di vista lì è naturale che insomma c'è sempre bisogno di credito quando quando un'impresa parte ma anche poi quando l'impresa si sviluppa o quando l'impresa lavora normalmente tutti lavoriamo con i mutui piuttosto con i figli e quant'altro quindi da quel punto di vista lì anche capire che c'è un'ente di garanzia che riesca a sopportare diciamo l'impresa nella sua diciamo vita quindi anche sui vari cambiamenti perché noi stiamo parlando di imprese femminili che devono partire quindi ok però poi ci sono tantissime imprese femminili che hanno successo che quindi stanno andando avanti e hanno insomma io qui dei dati noi come confide abbiamo 8200 soci 1500 1545 fa rinferimento a imprese femminili quindi ma di imprese femminili abbiamo anche 565 imprese che sono dite individuali ma abbiamo 358 che sono responsabilità limitata abbiamo anche 6 sulle operazioni quindi è vero che magari sono socie o sono parte dell'azienda però anche vero che ci sono delle aziende delle aziende insomma o delle imprenditrici femminili che hanno avuto tanto successo quindi ok aiutamoli a partire però dobbiamo aiutare anche le imprese che in questo momento stanno lavorando stanno andando successo stanno diciamo portando profitto quindi a quel punto di vista lì confidi riesce a seguirle e seguirle quindi dall'inizio fino allo sviluppo e quindi dando una mano anche sempre c'è sempre insomma ecco da quel punto di vista lì quindi qui naturalmente questo panel col partire stiamo parlando di aziende insomma che stanno partendo però non dobbiamo dimenticare insomma anche quelle femminili che hanno un buon successo e da quel punto di vista lì le imprenditrici femminili se posso dire non hanno anche una marcia in più rispetto ai imprenditori perché hanno una visione più ampia insomma quindi sono abituati a ragionare un po' di più di noi maschi. Grazie diciamo che non possiamo ovviamente dimenticare che siamo in un substrato economico tipicamente italiano fatto di micro imprese e quindi è chiaro che c'è un vulnus già di fondo indipendentemente dal genere perché tenere in piedi tutto il sistema macroeconomico diciamo sponsorizzando questa tipologia di piccola diciamo imprenditorialità che sicuramente però ha un sacco di problematiche correlate a livello macroeconomico sicuramente non aiuta ma è chiaro che è da qui che dobbiamo partire anche parlando di imprenditorialità femminile su questo non c'è dubbio. Ci sono proprio pochi secondi volevo aprire un po' anche al dibattito ma insomma ci avete intrattenuto molto insomma penso che ci avete catturato l'attenzione devo dire vi ringrazio perché mi è sembrato appunto di affrontare il tema da un'altra prospettiva e che forse era interessante dirsi e sottolinearsi certe questioni invece che dirci come sappiamo già ormai tutti e tutte che supportare l'imprenditorialità femminile significa ovviamente lavorare per un mondo e un futuro più eco inclusivo su questo voglio dire vorrei anche dover smetterla di dirlo per cui andiamo oltre quindi grazie grazie mille per essere rimaste qui grazie a tutte voi per questo per questo interessantissimo pane e buon proseguimento di festival
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