Finanza e Filosofia: una storia d’amore
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Finanza e Filosofia: una storia d’amore
Un libro che unisce filosofia e finanza per un mondo più etico, con citazioni di Socrate, Confucio e Marie Curie.
Ci lo scambiamo! E' bello, è come un nastretto di mano, un abbraccio. Adesso mi taccio perché partiamo tra poco. Bravo, sigla e si va. Questa è una seconda sigla e questo ci rassicura perché a chi non è capitato di proprio soprattutto quando c'è un momento particolarmente delicato e viva, che così anche Paole si dimentica di spegnere il cellulare. Sono felice di essere qui oggi e di raccontare una storia d'amore, una storia d'amore che sembra impossibile, due mondi lontani. Allora io ho pensato, mi sono appuntata delle frasi di personaggi noti che ci aiutano un po' a sintonizzarci su questo tema. Partirei da un classicone, Socrate, che diceva, conosci te stesso, passiamo con Confucio che ricordava che l'ordine del mondo comincia proprio dal nostro cuore. Abbiamo bisogno anche di un suggerimento che ci arriva da Jung che parlava di rendere cosciente l'inconscio, che sembra un po' un visticcio di parole, ma in realtà lui avvertiva che altrimenti noi saremmo costretti a essere guidati da ciò che noi non conosciamo. E chiudo con Marie Curie perché scriveva, non si può sperare di costruire un mondo migliore senza migliorare le persone. E allora oggi partiamo da qui, siamo sintonizzati, pronti a farci raccontare questa storia d'amore. Io vorrei un applauso per Paole Ansoleaga-Bascal, autrice, managing director di Arcano Partner, autrice di Filosofia e finanza, una storia d'amore. Sono contenta, e sono contenta che posso darti del tu, vero? Che tu abbia scritto questo libro, sono contenta anche di avere Daniel Lumera qui con noi che ne ha scritto la prefazione, biologo naturalista, riferimento internazionale nel campo del benessere, della qualità della vita, della pratica della meditazione, una splendida coppia. Grazie. Allora, intanto io partirei proprio dalla possibilità che ci dà questo incontro di esplorare quanto la finanza e la filosofia possono essere unite da una consapevolezza ed un lavoro interiore che è trasformativo. Vado subito alla prima domanda per te, Paole, che è una domanda che sorge spontanea. Perché questo libro e perché in questo momento della tua vita? Grazie Nicoletta e grazie a Daniel che mi ha dato la fiducia con questa prefazione che per me è stata un regalo immenso. Grazie a tutti voi ovviamente per essere venuti. Allora io scrivendo Filosofia e finanza, una storia d'amore che purtroppo non c'è ma ci sarà. Edito dal sole 24 ore, ci sarà il 19 giugno, quindi questo è un antiprima mondiale, semi mondiale? Fantastico, è fantastica lei! Esattamente, ci sarà il 19 giugno in nidicola e dal 20 giugno in tutte le librerie. Io ho provato a riunire due mondi che abbiamo tenuto per troppo tempo separati, che sono il sistema e l'anima, i numeri e i valori. Perché? Perché la finanza muove il mondo esteriore. La creatività, l'innovazione, il potere è spinto dalla finanza. E io cercavo una forza che potesse guidare invece il mondo interiore. E in un mondo sempre più laico, oppure dove convivono tante religioni, la filosofia, filiae soffia, l'amore per la sagliezza, la filosofia nel suo stato più puro, più antico, quindi come un modo di vita, di ricerca della sagliezza, della pace interiore e della virtù, mi sembrava una forza che poteva essere anche molto inclusiva per il mondo interiore. Quindi, mondo esteriore spinto dalla finanza, mondo interiore poteva essere alimentato dalla filosofia. Io non sono filosofa, in realtà ho studiato ingegneria, lavoro in finanza da vent'anni. Su finanza mi potete fare qualsiasi domanda che mi sento molto tranquilla. È un'industria che conosco molto bene, che a seconda di come si contano i numeri, perché poi questi sarebbero i numeri di McKinsey, ma stiamo parlando di 500 triglioni di dollari al mondo. Pensate, il PIL mondiale sono tipo 100 trillion e la finanza 500 trillion. La finanza ha un potere enorme, enorme, enorme, ma talvolta ha bisogno di una bussola morale e io ho trovato nella filosofia e nel libro spiego perché questa bussola, perché alla fine la finanza è fatta di persone, le persone investono e muovono questo capitale. Questo capitale può finanziare energia pulita, sanità, educazione, ma può anche finanziare nuove perforazioni petrolifere nell'Antartida o distruggere l'Amazonia, per cui una bussola morale può essere importante. Con questo chiuso, io vedo il nostro sistema socioeconomico, me lo immagino, come una macchina e ovviamente il motore sono le nostre imprese. Le imprese creano, trasformano, i miei amici qua hanno un'impresa, loro sono il motore perché portano avanti il mondo. Questi motori hanno bisogno di carburante, il carburante e la finanza, sono gli azionisti, sono i bond holder che prestano alle aziende perché le aziende possono andare avanti. Il carburante, se non c'è carburante, se nel 2008 le banche non fossero state salvate dai governi, purtroppo era necessario, se no il mondo si ferma, col Covid non si ferma, se si ferma il capitale il mondo si ferma, quindi motore, imprenditoria, finanza, carburante, noi siamo alla guida, io amo gli animali ma inutile dire non sono gli elefanti che guidano questa macchina socioeconomica, siamo noi, quindi dobbiamo assumere questa responsabilità e per me la filosofia antica può essere la bussola, il GPS che ci aiuta a guidare la macchina nella direzione giusta. Mi piace Paole e nel tuo libro infatti tu parli proprio di una storia d'amore, perché hai scelto proprio questi due mondi di legarli per valorizzare appunto questa relazione stretta che tu spieghi nel tuo libro di cui parleremo anche con Daniel, perché hai voluto proprio usare questa espressione storia d'amore? Perché è una storia d'amore, è una storia di agape, non di eros, sapete che i nostri amati greci avevano tipo trenta parole per definire l'amore, perché erano molto ricchi, avevano una ricchezza culturale, filosofica. Erano attenti alle sfumature, come è attento il nostro cuore alle sfumature, la letteratura greca è proprio davvero piena di questi esempi, è un mondo che è una strada, un insegnamento. Sì, infatti per quello ti invidio per aver fatto il liceo classico, forse se le mie figlie lo faranno... Nell'altro secolo, quindi una storia d'amore. È una storia di agape, perché vedete, faccio una piccola premessa se mi permettete, filosofia ed economia, economia e filosofia è come se l'economia fosse la strategia, la grande visione e la finanza la tattica, lo strumento, l'economia studia le risorse scarse e come vengono allocate, invece la finanza è lo strumento che muove il capitale, queste risorse in generale, ma il capitale in particolare. Ed è una storia d'amore perché sono state fidanzate, anzi sposate, perché... Quindi in realtà, e tu lo sai molto meglio di me, l'economia nasce dalla filosofia morale, dall'etica e dalla politica, da Senofonte, da Platone, da Aristoteles, o economia, o IKOS, la gestione delle risorse della casa e poi anche della polis e lungo la storia camminano insieme economia e filosofia con Sant'Agostino, con Thomas da Quino, però durante l'illuminismo l'economia vuole essere indipendente, vuole diventare una scienza lei da sola e ci riesce con Adam e Smith, con tutti gli economisti classici e poi ancora di più con i neoclassici, diciamo che questa storia d'amore di questi due fidanzati iniziano a separarsi, iniziano a litigare durante l'illuminismo con Adam e Smith e nel secolo XX, o nel secolo fine del XIX divorziano proprio, l'economia diventa numeri, formule matematiche, molto più precisa, sì, ma perde un po' l'anima e quindi è una storia d'amore perché io li voglio far rifidanzare. Esatto, succede anche i medici, un tempo erano medici, curavano ed erano filosofi e poi queste strade si sono divise, noi li riuniamo Daniel, è un atto di amore, anche questo. La riunione delle due mondi così diversi che si sono divisi ma che in effetti hanno bisogno uno dell'altro. Io apprezzo moltissimo il lavoro che sta facendo Paole e spesso ho partecipato anche ai suoi incontri proprio tra filosofia e finanza e io credo che sia necessario, cioè nel senso da quello che sto vedendo io nel mondo adesso in questo momento, quello che si tocca a comando è una perdita enorme in termini valoriali e di consapevolezza, cioè in nome del profitto fino a se stesso abbiamo giustificato ogni cosa, abbiamo proprio perso la profondità dell'esperienza umana, io mi occupo anche di accompagnamento al fine vita e quando vedi il fine di vita di una persona, quello che accade alla famiglia, ai familiari, di solito è il figlio più debole a accompagnare i genitori, cioè capisci che l'esperienza umana non può impoverirsi in questo modo perché il denaro o gli obiettivi possono essere sicuramente uno strumento ma il motore devono essere i valori, voi pensate che quando una coppia attraversa una crisi, un momento di crisi, la tenuta della coppia non regge perché hanno dei progetti, neanche un figlio che è un progetto importante può tenere insieme una coppia, sono i valori, cioè ciò per cui vale la pena vivere e i valori è importante chiarirli, cioè quali sono i valori oggi della finanza, quali sono i valori che deve dichiarare, quali sono i valori perché le sfide di fare denaro, di farne sempre di più, di crescere, sono tutte state raggiunte, è una ripetizione di un qualcosa, ci vuole una sfida più grande in termini di consapevolezza, questa parola meravigliosa, consapere, sapere di sapere, sapere con, è meraviglioso, quindi bisogna secondo me creare, Paolo sta facendo un ottimo lavoro in questo e questo libro è un libro da leggere, secondo me credo che ci vogliano delle persone che abbiano coraggio, abbiano il coraggio di non impoverire tutto, di non privare la finanza dell'anima e invece attraverso la finanza di celebrare un connubio che purtroppo ci sta portando quando è assente all'autodistruzione. Voglio dirvi una cosa che ricordo sempre, poi ripasso subito la parola a Paole, io spesso riporto dei dati, l'altro giorno la Gabbanelli l'ha riproposto per il Corriere, ci ha ricordato che dagli impollinatori dipende il 75% delle culture commestibili nel pianeta, questo vuol dire che le api, anche le mosche, le zanzare che non ci piacciono tanto però sono fondamentali perché siamo tutti interconnessi e tutti hanno un ruolo, la stessa cosa che ha per gli alberi, per i cetacei, l'ossigeno che respiriamo dipende da queste forme di vita, è il principio della vita, è il principio di interconnessione e interdipendenza, da quello noi dovremmo imparare, è l'esempio che lascio a Paole, adesso un esempio in realtà di ecologia, io porterei ragazzi a fare lezioni di finanza dentro un bosco, perché dentro un bosco ci sono sostanzialmente tre strutture d'alberi, sono i dominanti, sono gli alberi che sono riusciti a arrivare alla luce e nel bosco c'è fame di luce, qual è il loro grande insegnamento? È che una volta raggiunto la luce si fermano, si fermano, si godono quella condizione, riescono a godere la condizione, non entrano in compensazione, i dominati che devono aspettare la morte di un dominante per che ci sia una chiaria nel bosco, quindi la rivolta alla luce e possano esprimersi e la loro grande lezione è la pazienza e poi ci sono i sottomessi che sono i figli degli altri due, la maggior parte di questi morirà, mi sono sempre chiesto qual è la grande lezione dei sottomessi e me ne sono reso conto quando passa una ghiacciata o un incendio, tutto il bosco viene distrutto, il bosco riparte dagli ultimi, dai più umili, quindi ognuno di noi ha una funzione fondamentale e la finanza dovrebbe ricordarselo questo. Mi piace tanto, grazie. Paole si parte, si organizzano, sarebbe un'idea bellissima. Sono loro che devono fare... I boschi ti aspettano Paole, ce li organizziamo, vero? E quindi adesso noi riuniamo questa coppia, in questo matrimonio la finanza non può essere separata dall'economia e questa coppia insieme in questi due ambiti così diversi possono aiutarci quindi, rifacendomi a quanto avete detto, costruire un'economia più giusta, posso dire più umana, è corretto? Sì, sì, assolutamente correttissimo e secondo me la consapevolezza, per quello credo che il lavoro che sta facendo Daniel con Felicia, con Luca, con tutta la sua squadra sia così importante perché il mondo esterno e il mondo interno si possono distinguere come il palmo e il dorso di una mano ma non si possono separare e noi che lavoriamo nella finanza se non coltiviamo un mondo interno di pace interiore, di sagliezza, di virtù come facevano i nostri antenati, le nostre decisioni economiche, i nostri investimenti dalla paura, dalla vidità, dalla fretta, infatti racconto la mia esperienza del 2008 della grande crisi finanziaria a Londra, io lavoravo in un trading floor, Bank of America, Merrill Lynch, nella Londra più competitiva, mi mancava la consapevolezza, mancava a tutti, eravamo presi dalla paura, dalla fretta, io correvo sempre per i numeri, non avevi tempo per andare in bagno e quindi quando si faceva un derivato strutturato su una società e valeva 300 milioni di euro tu non vedevi ne la società, ne le 50.000 persone che lavoravano nella società, quanto meno le 50.000 famiglie di queste 50.000 persone, quanto meno la catena di approvvigionamento che magari stavi toccando milioni di persone, io mi rendevo conto di non essere parte di quel mondo, perché quando mi presentavano una squadra io ero molto giovane, ero impaurita, io non portavo le stesse borse firmate, quindi ho iniziato a comprarle per poter essere anch'io una di loro, ma io avevo studiato ingegneria, ero finita in finanza per caso, non per scelta e una volta però, e questo guarda ve lo racconto, mi hanno presentato, io ero in Bank of America, doveva salvare Leemann Brothers, alla fine Leemann Brothers la fecero fallire e compriamo Mary Lynch, praticamente noi eravamo una squadra di 25, Lizenzia 93, sopravvissuti due, Paole e Fabio Laricchia, io sopravvissuta perché ero economica, non perché ero brava, tu hai raccontato degli alberi sottomessi, i sottomessi del bosco di Daniel. Allora arrivo in Mary Lynch, trading floor di 600 persone, tutti bellissimi, e mi dicono no guardate questa è una squadra che fa questo, questa è una squadra che fa questo, questa è una squadra, Paole, che si occupa di trovare, adesso lo dico in inglese perché non so il nome in italiano, loophole nel tax system inglese, ossia fanno salvare soldi alle imprese che così non pagano le tasse al governo UK e così risparmiano queste imprese e mi hanno detto questa squadra, sei persone, soltanto l'anno scorso hanno fatto risparmiare alle aziende 50 milioni di euro di tasse e tutti i miei colleghi, e io in quel momento ho detto 50 milioni di euro, quante infermiere, quanti maestri di scuola, quindi già mi ero resa conto che vedevo magari le corse da un altro angolo, però la consapevolezza sì è importantissima ed è quella che ci permette, che ci dona libertà, che ci toglie dalla ruota idonica del sempre di più sempre di più, sei stata promossa, adesso goditela un po', sei felice, magari è una roba di inalzare chi ti sta intorno. Me è piaciuto molto. Daniel, torna a te con questa parola che ritorna nel libro di Paole e su cui abbiamo lavorato anche in tante occasioni in radio, anche oggi in diretta, la parola consapevolezza e tu dici che ci sono due modi, l'hai già un po' anticipato di intendere la ricchezza, da un lato c'è la finanza dell'accumulazione e dall'altro c'è la finanza proprio della consapevolezza che esalta l'interconnessione. A me piace, a me piace esplorare il concetto di economia del dono, nel senso creare prosperità a partire dalla qualità del proprio saper donare, anche se stessi anche in termini di tempo, non solo in termini di denaro e credo che sia una sfida molto interessante. In vita non sono mai riuscito a fare le cose scusivamente per denaro, non ce l'ho mai fatta, mi sono sempre sentito malissimo quando ho iniziato a fare, doveva esserci sempre un proposito molto profondo, un senso di missione radicale e soprattutto doveva avere la sensazione di stare coinvolgendo quante più persone possibili in quel benessere, in quella sensazione di integrità che provavo dentro. Io credo che possiamo fare un modello di economia del dono, un modello di economia del dono sostenuto da una finanza che crede nella sopravvivenza dell'essere umano fondamentalmente. Io sono scioccato al fatto che il prodotto della finanza dell'economia, per esempio il cellulare, la promessa del cellulare quando è stato creato era quella di farci risparmiare tempo, creare delle comodità, eppure ce l'ha tolto il tempo perché noi siamo completamente assorbiti lì. L'altra grande promessa è l'arrivo su Marte dell'essere umano a portare lì l'acqua, quando non riusciamo a portare l'acqua oggi a chi sta morendo in questo pianeta, cioè c'è qualcosa che non sta funzionando, che stona profondamente. Quello che manca è la consapevolezza. Ricordate che la consapevolezza del dolore crea l'esperienza della compassione, la consapevolezza della morte crea l'esperienza dell'urgenza di amare nella vita e della bellezza dell'unicità di ogni istante, così come la consapevolezza della fragilità crea quella forza che non è imposittiva e violenta, è una forza molto sagge, una forza che protegge. Ecco, attualmente nella finanza manca la consapevolezza. Paola, certo che raccontando questa storia d'amore ci è arrivata il cuore passo dopo passo, davvero ogni vostro intervento sarebbe utile per aprire? Secondo me Paola non si è resa conto del potenziale provocatorio di questo libro, non si è resa conto perché lei è parte di quell'ingranaggio e sta diventando un virus all'interno del sistema. Bello, come ti senti come virus? Sei un virus buono? Buonissimo! Ecco, il virus, meglio essere un batterio perché proprio... No, perché il virus è virale. Ecco, perché un batterio virale come un virus. Speriamo di essere contagiati. Speriamo tutti di essere contagiati positivamente da questo virus buono. Senti, tu nel libro a proposito di contagio parli di inner work, il lavoro interiore dice che è quello più urgente e quello che ho anche più dimenticato, ma anche quanto sia importante ed essenziale. Io vorrei proprio chiederti cosa intendi esattamente e soprattutto perché così importante per trasformare l'economia e la finanza. Il lavoro interiore lo, idealmente, lo abbigniamo di più al lavoro che ciascuno di noi fa dentro di sé per andare avanti, per apprezzare la vita, per accettare come dice Daniel il dolore. Quanto questo lavoro interiore può essere trasformativo anche per il mondo dell'economia e della finanza. Moltissimo, moltissimo. Per quello veramente è importante che tutti legano i tuoi libri, Daniel. Adesso qua ci sarà, ma tu, ma no, tu, tu, tu. Io non scrivo libri. Andiamo. Io dedico un bloco intero del libro al lavoro interiore e lo dedico, non so tutto quello che sa Daniel, della cultura indobedica che mi piacerebbe molto imparare. Quando avrò tempo lo farò perché è nella mia lista di cose importanti da fare, non urgenti, e l'ho dedicato, ovviamente, ai nostri antenati greco-romani e a tutti gli esercizi spirituali che ci insegnavano a fare per trovare quella pace interiore da cui poi possono emanare le azioni migliori. Per cui sì, è importantissimo, questo lavoro di introspezione, di ascolto, è importantissimo. Vi dico un po' perché dal 2015 fino a 2-3 anni fa, che purtroppo è cambiato il vento politico e non se ne parla più, anzi, adesso tanti amici mi hanno detto ma adesso non ti fa paura venire fuori con questo libro? È il momento peggiore, no? E ho detto no, no, non mi fa paura, però è vero che il momento non è, diciamo, è cambiato un po' tutto, però dal 2015 a 2-3 anni fa, da quando sono emersi i Sustainable Development Goal, gli obiettivi di sviluppo sostenibile, sono emersi centinaia di libri bellissimi su come ripensare il capitalismo e, basicamente, ci sono tre correnti. Una è la corrente delle aziende che dicono bisogna partire dall'imprese, perché l'imprese che rappresentano a seconda del Paese, ma largo circa il 90% del PIL, quindi se le imprese smettono di lavorare solo per gli azionisti e iniziano a lavorare per tutti gli stakeholder, il mondo cambierà. Seconda corrente. No, è la finanza, tutto deve partire dalla finanza. Perché sì, è vero che sono le aziende che devono cambiare, che rappresentano il 90% del PIL, però è la finanza che comanda le aziende, la finanza che ha il potere, perché se la finanza chiede all'imprenditore risultati trimestrali, il povero imprenditore deve aumentare il margine, deve ridurre le spesse, deve pagare di meno ai propri impiegati e così via. Terza visione, no, però sono i governi. Sono i governi perché sì, è vero, le imprese sono le più importanti, però il governo deve incentivare il comportamento virtuoso, se ha un'azienda che ricicla, che non inquina, che mette meno gas a serra, deve essere premiata, invece un'azienda che inquina deve essere fiscalmente punita, non punita, ma ci siamo capiti. Quindi imprese, finanza, governo. Io cercavo, ma nelle conferenze, nei corsi universitari, ma l'etica, la parte interiore, ma ci siamo dimenticati di una cosa assurda che possiamo chiedere alla mia figlia Nicca, mia figlia Chloe, cioè impresa, finanza, governo, sono persone, sono gruppi di persone a cui abbiamo dato un nome e se le persone non cambiano, se noi investitori continuiamo a investire per status, massimizzare i profiti trimestrali, nulla cambierà. Allora l'ultimo blocco del libro lo dedico alla visione, io l'avrei dovuto chiamare l'economia del dono, ma non avendosi pensato, siccome non volevo un libro politico l'ho chiamato l'economia di Alma, e magari poi vi racconto perché non mi voglio allungare, però non volevo un libro politico, volevo un libro profondamente umano e siamo noi le persone che possiamo cambiare il mondo. Quindi Daniel Paoli ci sta dicendo che se noi non cambiamo dentro non possiamo cambiare quello che c'è fuori e che c'è questo lavoro da fare, siamo un po' quello che facciamo, è un po' lo specchio di quello che è dentro di noi, che coltiviamo dentro di noi. Io mi meraviglio ogni volta perché questi principi sembra che siamo, sono delle cose fondanti dell'esperienza umana, nel senso il pensiero umano, e lo ripeterò sempre, in questo preciso momento storico non è ecosostenibile. Il nostro pensiero ha un impatto devastante, qualsiasi tuo pensiero, qualsiasi idea, pensate come si chiama questo palazzo dove ci troviamo adesso? Te lo dico, Trentini. Trentini, è un'idea, è un'idea di un architetto, di una serie di persone che poi ha avuto un impatto economico, ecologico, identitario, così come Trento, Trento è un'idea, è un cane non sa di essere Trentino, italiano, europeo, sono semplicemente idee, ma queste idee creano il tessuto della realtà attraverso dei rapporti puramente funzionali, una formica sopra questo tavolo, non lo sa che questo è un tavolino, non ha la più pallida idea di un tavolino, ha un rapporto funzionale con quella superficie, molto diverso dalla struttura, quindi abbiamo innanzitutto perso completamente di vista il potere generativo della mente umana, ci vuole un'ecologia nella mente umana, così come ci vuole un'ecologia negli ecosistemi che si stanno impoverendo, qualsiasi sistema autarchico, qualsiasi sistema dittatoriale impoverisce l'essere umano, perché gli ecosistemi naturali più ricchi sono quelli dove c'è più biodiversità, quindi più diversità c'è senza paura della diversità, tu hai paura della diversità quando non sei profondamente realizzato nella tua identità, paura ti spaventa la diversità, altrimenti porta ricchezza, c'è rispetto, però il punto è un altro, c'è bisogno di lavoro interiore, Paolo ha toccato il punto, io mi meraviglio sapete di cosa? Che i politici attuali, chi governa il Paese, i grandi finanzieri, per arrivare dove sono arrivati non abbiano dovuto passare necessariamente un percorso almeno di 15 anni di spiritualità, perché dovrebbero avere bene in mente cosa vuol dire compassione, disinteressato e questo non c'è e questo è l'unico problema che abbiamo, perché l'umanità è governata da principi di cupidigia e da meccaniche di compensazione di persone non realizzate, non fatte, non integre, questo è l'unico nostro problema, non abbiamo altri. Ed è un problema grande, Paolo ed è un problema grande e tu lo stai raccontando, non è una cosa da poco, eppure eravamo partiti bene quando tu fai il riferimento ai classici, ai greci, ai latini, alla meditazione che facevano proprio per ritrovare energia e avere una mente aperta, per cui dobbiamo ritornare qui e io ti chiederei, dato che tu parli dell'alma financial system, è un'idea alternativa, se vogliamo una visione nuova, alternativa, che riprende però dei pensieri antichi, fondanti, come ricorda Daniel. Ci racconti un po' quali sono le caratteristiche principali di questo sistema, perché possiamo chiamarlo così, giusto? E poi io vorrei, noi abbiamo capito, assorbiamo quello che voi ci dite, ci rendiamo conto di quanto sia importante, ci sentiamo anche però un po' impotenti come individui, come qualcuno nelle proprie scelte, nel proprio quotidiano, giusto? Pensiamo che il nostro potere, d'azione di trasformazione, sia limitato a qualcosa che ci riguarda da vicino, nel senso, vicino a noi, in realtà le cose non stanno così, allora, ti direi proprio da questa nuova visione della finanza che tu descrivi nel tuo libro. Vuoi che riparta dalla seconda, che è molto più breve la risposta, se vuoi, perché come noi nel piccolo, io parlo tanto di Epitteto, che è uno dei miei amori della mia vita. C'è simpatico. Però anche dello stoicismo, e loro, e parlo anche tanto di educazione paidei, ispirata alla paideia greca che formava persone, non giovani per essere un prodotto per il lavoro, per essere poi sfruttati, no? Inanzitutto era un'educazione che durava tutta la vita e non finiva l'università per poi far bene nel mercato del lavoro. Però quello che era per me molto bello era che loro cercavano una conoscenza olistica e la dividevano in tre dimensioni che erano fisica, logica ed etica. La fisica era capire il logos, studiare il logos, l'universo, capire il mondo e la nostra posizione all'interno di questo mondo. La logica era sviluppare un pensiero critico, avere una visione lungimirante, essere capace di collegare diverse discipline, quindi entrambi fisica e logica facevano riferimento alla vita. Però erano al servizio dell'etica, che era la più importante, che era il cuore. Non erano fineassestanti, non vi ricordate Socrates che criticava i sofisti perché volevano guadagnare argomentazioni, parlavano molto bene, ma era la conoscenza fineassestesa con la C minuscola, invece Socrates cercava la S maggioscola, la sagliezza maggioscola, la conoscenza al servizio del cuore. Purtroppo cuore soltanto, se vogliamo avere un impatto, un po' ci dobbiamo anche informare, dobbiamo studiare, dobbiamo capire, se no possiamo essere buoni buoni, però magari non capiamo che non riciclare la plastica per fare un esempio banale. Questa era la risposta facile. La finanza di Alma, posso prendere un minutino in più per questa? Puoi prenderti tutti i minuti che vuoi, abbiamo ancora un quarto d'orino per noi dove infileremo naturalmente anche le vostre domande. Tranquillità. La finanza di Alma parte dalla mia visione del mondo che è l'oceano di Alma e diciamo che ho rubato questa scena dell'oceano e delle onde a una persona che seguo da tempo che si chiama Mario Alonso Puch, era un spagnolo, era medico, è stato medico per tanti anni negli Stati Uniti d'America, un chirurgo e poi si è dato un po' alla scienza del benessere come Daniel a migliorare la vita degli altri, perciò lo ammiro tanto. Lui racconta quando un giorno una giornalista gli chiese che cos'è la coscienza, lui al posto di spiegare con un parolo che cos'è la coscienza, lui dice immaginiamo che siamo tutti onde dell'oceano, un'onda con un elevato livello di coscienza è un'onda che vede un'altra onda più piccola, più alta, più magra, di un altro colore e la riconosce subito come parte dell'oceano, la vede subito come parte di un tutto che siamo tutti noi e quindi non le farebbe mai del male, le vorrebbe sempre bene a questa altra onda, non importa che abbia un altro colore di pelle o altre credenze e io a questa onda l'ho chiamata alma e perciò è tutto l'oceano di alma. Poi c'è un'altra onda poverina che non è cattiva però rappresenta veramente le persone della finanza di cui parlava prima Daniel e che io ho vissuto soprattutto a Londra che è la prima liga della finanza poi venendo a vivere e a lavorare a Milano è una finanza molto più gentile, ci sono più almas. Però Ega, questa onda, poverina lei ci tiene solo a marito, figli, a quelli che assomigliano con gli stessi standard che lei riconosce però ci crea un carcere poverina credendo di proteggerci costruisci un carcere sopra e si perde la magia della vita e quindi tutto parte dal lavoro interiore perché se tutti senti alma, l'economia che proporrai sarà l'economia di alma, se sei un imprenditore intraprenderai come alma, se sei un finanziere e soprattutto anche l'ho chiamata l'economia di alma e la finanza di alma per evitare connotazioni politiche perché se dico donat economie mi dicono ok, tu sei di sinistra e quindi volevo evitare perché si deviano dare un messaggio, non è un libro politico, vorrei che fosse un libro umano e quindi l'economia di alma non misura solo il PIL, vedete il PIL lo abbiamo creato 90 anni fa e va bene, misura delle cose però viene complementato con altre misure, per il PIL conta tanto 100 euro spesi in pornografia che 100 euro spesi nell'educazione di un bambino, dai, oppure tutto il lavoro di cura che seguono quasi sempre le donne, remunerato male o non remunerato per il PIL non conta e quindi oggi abbiamo la fortuna di misurare tanto anche con i satelliti, si può misurare e includere all'interno del conto economico i nostri boschi, la salute di nostri oceani, abbiamo una tecnologia meravigliosa sul how, siamo i migliori, questo lo dico sempre nel libro, ci manca il why ma ancora di più veramente Simon Sinek dice sempre il why, ci manca il who, Epicteto diceva prima dimmi chi vuoi essere e poi cosa vuoi fare, manca il who e dopo viene il why e dopo viene il come, siamo bravissimi, la tecnologia non ci supera nessuno e quindi questa è l'economia di Alma che non misura solo i PIL ma ci tiene al benessere delle persone e del pianeta e poi c'è la finanza di Alma che passa da una finanza bidimensionale a una finanza tridimensionale, questo è l'unico capitolo che può essere un po' tecnico e che potete saltare non importa ma praticamente... ma tu spiegacelo già un attimo così noi lo leggiamo quando lo leggeremo, lo leggiamo e abbiamo le coordinate per capirlo, noi vogliamo capire, vedete quanto è pura nonostante tutto, cioè proprio non ha filtri, questo non leggetelo, lo scritto ma non leggete, che così poi diamo spazio alle domande, non spiare i miei lettori, questa è la mia più grande preoccupazione per cui... Allora la finanza di Alma vede come Leonardo Da Vinci, l'arte nella matematica, la matematica nell'arte ha una visione olistica, che succede? Noi prima del crash del 1929 investivamo guardando una dimensione, il rendimento, ti compravi l'azienda di Daniello, ti compravi l'azienda di Nicoletta indistintamente senza guardare il rischio e lì si sbagliava, e si sbagliava perché poi ecco c'è stata una bolla ed è crollato tutto e al secolo scorso abbiamo dovuto imparare a misurare il rischio con numeri come volatilità, value at risk, con la matematica e ci siamo riusciti, bravissimi, ci ha voluto vari decenni, non è stata una cosa straight forward come dire vero l'inglesi. Questo secolo, il secolo 21 bisogna inserire una nuova dimensione che è l'impatto sociale ambientale, molto importante, io non dico che il rendimento non sia importante, lo è, se io sono casaforense o empam e io gestisco il denaro, anzi la pensione di tutti gli avvocati italiani o di tutti i medici italiani che hanno lavorato per una vita per avere una pensione serena, io ho una responsabilità e devo generare un rendimento e questo è molto importante lo devo dire e guardo anche il rischio, la seconda dimensione perché appunto non voglio che gli avvocati italiani e che i medici italiani perdano i soldi, però questo rendimento e questo rischio si possono benissimo fare investendo in tabaco, armi e nuove perforazioni petrolifere, ma si possono benissimo fare e metto tantissimi esempi nel libro e non ne metto di più perché non mi permettevano i miei amici del sole 24 ore se non era troppo lungo, ma ci sono infinità di esempi di come si può investire in cose bellissime e generare un rendimento e tenere il rischio sotto controllo e questa è la finanza di Alma. Che ci piace. Sono certa che la finanza di ci piaceranno anche le vostre domande, i vostri interventi. Avete qualcuno rompe il ghiaccio? Che dite? Ecco, grazie. Arriviamo con il microfono, grazie. Intanto grazie per questo incontro perché non è scontato, quindi già nel 2010 Amartya Sen, Stiglis e Fiduci dicevano la misura sbagliata del PIL, però poi cos'è successo se siamo arrivati a questo livello e se il mondo sta andando verso l'autodistruzione, non lo dicono solo gli ecologisti, quindi noi che possiamo fare? Come possiamo cambiare la cultura se questi valori già dal basso, già dalla scuola non vengono valorizzati? Grazie. Paola e Daniel, mi sembra una risposta a due voci. Io penso che ci vuole tanto coraggio, ci vogliono due tipi di coraggio, il coraggio morale che è il coraggio di fare la scelta giusta in ogni momento, sempre un po' anche stancante perché vai controcorrente. Dal compilano dei bambini che tu non vuoi fare il nessimo regalo con tonnellate di plastica e sei l'unica mamma, a che magari mangi meno carne o non la mangi e quindi rompi le scatole sempre agli altri e quindi è molto faticoso. Questo è il coraggio morale perché ogni scelta conta dal, non so magari lei ha un po' da parte in intesa San Paolo, magari deve prendersi il tempo, deve andare e dire mi dica per favore questi risparmi dove stanno andando e quindi ci vuole anche del tempo, però a questo io lo definisco nel libro coraggio morale anche perché purtroppo non è giusto ma le scelte sostenibili, le scelte non sono alla portata di tutti perché i fondi di investimento Impact Investing hanno, e questo io guardate che lo dico nella finanza da secoli, hanno un milione di euro minimo di entrata dei ticket ma chi è che ce li ha? Io lavoro da una vita ma ne sogno, quindi le scelte o mangiare bene, prova a fare la spesa a natura sì, bisogna avere il portafoglio per fare la spesa a natura sì. Per questo dico che ci vuole un altro tipo di coraggio è là parlo di from, non parlo più degli stoici ed è quello che io chiamo il coraggio creativo bisogna, per quello inner work di nuovo, il lavoro interiore perché io so Daniel perdonami perché sono una tua lieva e giuro non merito con una scopa utilitarista, però mi vengono delle idee geniali perché mi dedico e la mia famiglia è testimone ovunque siamo quei 20 minuti la mattina cascasse il mondo anche se devo prendere l'aereo alle 5 del mattino, me li dedico l'unico momento del giorno o in quel momento mi vengono delle idee adesso devo chiamare Fulanito, metterlo in contatto con l'altro perché si può creare una sinergia pazzesca, tutto questo solo perché se no non abbiamo il tempo, non abbiamo le risorse, siamo poveri di tempo, poveri anche di denaro nel senso che la nostra bella Italia si sta impoverendo eccetera e ci vuole anche il coraggio creativo, io ho un amico racconto degli esempi bellissimi nel libro, io ho un amico che lavorava al circo per pagarsi l'università e quindi passava tutta l'estate viaggiando per tutte le città d'Italia, lui Petru è una persona meravigliosa purtroppo il trapezista è caduto e è rimasto in sedia a Rotele, erano molto amici, per fortuna non per sempre però doveva passare un po' di mesi in sedia a Rotele e lo portava in pizzeria, anzi lo voleva portare perché erano affamatissimi, prenotavano, andava tutto bene, poi non c'era accesso, non si poteva entrare in dieci a portare la sedia e lui ha creato WeGlad, Welcome Gladiator dove attraverso la tecnologia sta mapando, ha già mapato tutta Milano, adesso lo voglio aiutare a mapare tutta Madrid perché le persone non possono uscire di casa, l'apri l'Europa che un museo a cielo ha aperto, per tanti è veramente un impossibile, ci sono anche persone che hanno problemi di udito e allora stiamo mapando quando il carrefour ha due ore di silenzio, ci sono tante disabilità o abilità diverse, per cui ci vuole il coraggio immorale perché a volte ti dicono questo investimento bellissimo 30%, però c'è un'etica dietro che non ti piace, bisogna dire di no e quando mi dicono di no dico ma Paoli 100 milioni dico sai una cosa, perché mi capiscano lo stesso linguaggio, che io dormo tranquilla la notte, vale molto di più e così è vero, ci piace, prendiamo sicuramente, Daniel vuoi aggiungere una domanda? Il mio piccolo radar ne sta intercettando qualcuno secondo me verso l'ultima file, non dite che sbaglio però, il mio radar è quasi infallibile, intanto chiedo a Daniel un commento a questo viaggio che ci ha fatto fare Paoli. Sono completamente d'accordo, è come una relazione di copia, in una relazione di copia c'è un momento in cui tu entri in un compromesso perché perdi la tua integrità e allora hai paura che l'altra persona se ne vada, perché hai paura del vuoto che questo possa creare e perché quella persona rappresenta sicurezza e approvazione, probabilmente anche tutta una serie di abitudini che sono diventate le tue routine inconsapevoli e a quel punto tu non vedi più la persona ma vedi tutte queste cose qua e hai paura che la persona vada via e in quel momento si perde l'indipendenza, la sua integrità. C'è uno schema semplicissimo, le coppie sono di tre tipi, sono questo tipo di coppia dove tutte e due sono dipendenti e si appoggiano l'un l'altro, questo tipo di coppia ancora più pericolosa perché quando uno dei due si stacca l'altro cade e poi c'è questo tipo di coppia che quando si unisce rappresentano due integrità. Nel mondo della finanza c'è bisogno di una preparazione all'integrità spirituale pazzesca perché devi imparare a non entrare in logiche pure di convenienza, a fare delle scelte di coraggio, coraggio è una parola meravigliosa, vuol dire corabeo, avere cuore, sentire attraverso il cuore, vedere e scegliere attraverso il cuore, abbiamo proprio necessità di questo ma soprattutto di stabilire un ponte tra cuore e mente. Secondo me Paolo ha presentato il percorso giusto, bisogna entrare e comprendere innanzitutto le meccaniche della mente, cos'è la mente, come funziona la mente, poi le meccaniche emozionali, come funzionano le emozioni e perché muovono il mondo, poi la consapevolezza della creazione dei desideri, noi ci troviamo dentro una fabbrica di desideri e il 98% dei desideri che avete portato qui dentro sono pure pure esigenze di mercato, create a tavolino, non c'entrano niente con te, non c'entrano niente con la tua esigenza animica più profonda, con la tua essenziale necessità di vivere, poi ci sono certamente desideri di cuore, desideri dell'anima, però dobbiamo prendere in considerazione il fatto che quanti di noi qui dentro stanno seguendo i propri desideri reali, profondi, chi ha questo tipo di coraggio? Secondo me entrare in quel mondo che il mondo che governa il mondo apparentemente, bisogna avere un'integrità interiore che presuppone un lavoro straordinario su se stesso e Paolo ha avuto il coraggio di iniziare a dirla questa cosa. Grazie. Grazie a Paole, abbiamo proprio una manciata di secondi per chiudere questa bellissima conversazione che ha parlato di noi, di una storia d'amore, di un mondo a cui tutti possiamo dare un piccolo contributo ma fondamentale partendo da un lavoro interiore. Paole, posso leggere una cosa che ho scritto? Grazie, l'ho fatta per voi, non è all'interno del libro perché era un po' dispiaciuta che il libro non c'era ma non l'abbiamo fatto in tempo e ho scritto una cosa per voi, spero che vi piacera. Un tempo filosofia ed economia camminavano insieme, si interrogavano sul senso della vita, sul bene comune, sulla giustizia, discutevano non solo di quanto ma di cosa vale davvero e di perché. La ricchezza era un mezzo, non un fine. L'uomo un essere morale, non una macchina razionale. Poi arrivò l'illuminismo, la ragione prese il timone, la scienza si fece regina, l'economia si rivesti di numeri, modelli e algoritmi e lentamente dimenticò la sua origine filosofica. Il divorzio fu siglato con la scuola neoclassica, l'homo economicus, calcolatore, isolato, competitivo, divenne il protagonista. Il mercato fu promosso a oracolo. L'etica marginale, irrelevante, rilegata alla sfera personale. Tanto, dicevano, ci penserà la mano invisibile del mercato. Così l'economia perse l'anima, si fece precisa ma cieca, sofisticata ma sorda al cuore umano. Scelse l'efficienza al posto della saggezza, e si è rilegata alla sforza smise di chiedersi che cosa significa vivere bene. Ma oggi è tempo di un nuovo incontro, di un nuovo innamoramento, di ricordare che i numeri da soli non bastano, che il valore non si misura solo in prezzo, che tutto ciò che non si può comprare né misurare, dal silenzio di un tramonto al sorriso di un bambino, è proprio ciò che vale di più. È tempo di tornare all'essenziale, di rimettere la saggezza al centro, di costruire il futuro non solo con il profito ma con il senso, con il cuore, con amore e con saggezza, con filia e sofia, perché solo quando l'economia ritroverà la filosofia, solo quando il capitale ritroverà la coscienza, potremo dire di aver ritrovato la nostra essenza e la vita ritroverà la magia. Grazie, brava, brava, brava, brava, brava, brava, brava, brava, brava, brava, brava, grazie finanza e filosofia, una storia d'amore, grazie per avercela raccontata, alle amiche e alle amiche che sono qui voglio dare un appuntamento volante, Daniel Lumera, le 17.30 al Muse e siamo qua per vivere connessi, parliamo di lasciare andare, parliamo di gratitudine, del potere trasformativo della gratitudine e mediteremo insieme, grazie. Grazie, grazie. Grazie. Grazie.
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