Dalle città all’Europa: gli studenti tra economie locali e sfide globali
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Dalle città all’Europa: gli studenti tra economie locali e sfide globali
Un panel che esplora come i giovani possano trasformare la loro voce in cambiamento, con ospiti diversi per sostenibilità, istituzioni e innovazione.
Buonasera, buongiorno più che altro a tutti. Mi presento sono Matteo Santini, presidente della Consulta provinciale di Trento e vice portavoce nazionale degli studenti. Ed oggi ho il piacere di darvi il benvenuto al panel dalle città all'Europa, agli studenti tra economie locali e sfide globali. Uno spazio di confronto che parte da una domanda semplice ma cruciale. Come possiamo come i giovani oggi dare voce a quello che crediamo? E allora oggi siamo qui per capire come trasformare quella voce in impatto. Lo faremo con cinque ospiti straordinari che da punti di vista molto diversi hanno costruito percorsi di cambiamento dentro e fuori le istituzioni tra giornalismo, innovazione sociale, rappresentanza, istituzioni e attivismo. Prima di tutto abbiamo Sara Roversi, un'imprenditrice sociale che ha trasformato il cibo in strumento di diplomazia, educazione e futuro. Fondatrice del Future Feudal Institute, forma change maker in tutto il mondo per un'economia più sostenibile e umana. Poi Bernard Dika, da studente ad Alfiere della Repubblica. Oggi portavoce del presidente della regione toscana, editore del Next Generation Fest, una voce giovane che porta alle istituzioni vicine ai giovani. Poi Marta di Vivo, classe 99, giornalista. 2001? Scusami, ti ho invecchiata di due anni, perdonami, 2001. Comunque giornalista conosciuta anche sui social, su Instagram in particolare come Marta Forfew, racconta la politica, l'attualità e le contraddizioni del nostro tempo con occhio e parole dell'agenzì. Eugenio Russo, classe 2005, appassionato, imprenditore sociale e fondatore di Contact, una community che unisce migliaia di studenti in tutta Italia per creare eventi da esperienze di orientamento e formazione. E in ultimo Matteo Bertoldi, classe 2006, appassionato ed esperto di dinamica istituzionale ed elettorale. Lavora per aumentare la partecipazione dei giovani nei processi democratici e conosce come funziona la macchina istituzionale e come possiamo entrarci davvero. Dunque, abbiamo detto che oggi vogliamo capire come si passa da voce a impatto concreto, ma prima vogliamo conoscere meglio chi abbiamo davanti, dunque che da ruoli molto diversi hanno già iniziato a costruire il cambiamento con uno sguardo reale e duraturo verso il benessere di tutti. Partiamo quindi da una domanda semplice, che cosa fate e perché avete scelto di farlo. E poi andremo a fondo, che cosa significa per ognuno di voi partecipare davvero. Dunque Sara, tu hai fondato Future Feud Institute, con il quale state anche lavorando a un progetto molto bello, il Pollica Pai Daiacampus, al quale ha avuto anche il piacere di partecipare appunto in bese di vice portavoce ed assistere alle cose belle che fate, che è una casa per le generazioni, per un nuovo modello di sviluppo umano, ecologico e integrale. Ce lo racconteresti? Grazie mille, grazie mille per questa giornata, è sempre bello venire a Trento, soprattutto in questa cornice. Stava cominciando a funzionare, sì, eccoci, soprattutto in questa cornice perché oggi abbiamo avuto un invito speciale, un invito dai ragazzi, che ci hanno detto che dobbiamo riunirci per parlare di cose che riguardano tutti noi. E tu mi dici, raccontaci che cosa sta succedendo a Pollica, faccia un passettino indietro, perché vorrei dirvi in due parole cosa ci ha portato a Pollica. La mia organizzazione è la parola futuro nel suo DNA, Future Food Institute, è quasi 15 anni che ci occupiamo di quella che è la collisione fra cibo, cambiamenti climatici, cultura, abitudini, identità, il cibo è uno strumento di diplomazia, ma in realtà poi in questi giorni ci rendiamo conto che viene utilizzato come strumento di guerra, perché quello che sta succedendo in queste ore sappiamo tutti che vede il cibo al centro e 14.000 bambini che con questo cibo probabilmente affronteranno una crisi planetaria. Allora, ovviamente quando parliamo di cibo, noi abbiamo sempre pensato a futuro, tecnologia, stampanti 3D, il cibo non cibo, e come risolvere le grandi sfide partendo dal cibo. L'abbiamo cercato troppo lontano fino ad oggi, nel senso che la nostra prima sede era San Francisco, l'altra Shanghai, poi dopo abbiamo la sede a Tokyo, bellissimo, siamo partiti con Google, che se non ci fossero stati loro, quindi 10 anni fa a sostenerci, oggi forse non saremmo qui. E abbiamo girato tanto andando a pensare quelle che erano le soluzioni senza partire dalle radici. Poco prima della pandemia ci imbattiamo in una storia, una storia di territorio e una storia che in realtà ha una serie di patrimoni connessi, Pollica, comunità emblematico unesco della Dietà Mediterranea. Mi imbatto in questo territorio, incontro un sindaco visionario, scopro parlando con il territorio, vivendo quel territorio, che guarda a caso questo posto che è famoso per i suoi centenari, è nel cuore del Parco Nazionale di Cilento che oggi protegge un terzo della biodiversità del Mediterraneo, premiato come mare più pulito d'Italia. E connetto i punti, i centenari, l'ecosistema è un modello che oggi forse va ricostruito e quindi il futuro abbiamo deciso di costruirlo proprio dove tu dici, al Paideia Campus, un campus che si dedica allo sviluppo umano integrale in un posto che ci ha dimostrato cosa vuol dire l'algoritmo della vera longevità, perché quei centenari oggi vivono in salute e hanno una capacità cognitiva invidiabile e se pensiamo agli anziani nelle nostre città che non possono sopravvivere senza caregiver o un supporto differente, ovviamente pensiamo che un futuro si potrebbe costruire in modo diverso, lì abbiamo deciso di creare un campus che è scuola, un villaggio che è scuola dove le nostre classi sono le barche dei pescatori che pescano ancora con la menaica e i campi ma anche circondati da scienziati che hanno trasformato quel campus in un posto che ospita progetti di ricerca internazionali e quindi connettere le radici con il futuro, la tercologia e la scienza e questo è quello che succede oggi a Pollica, quindi dal mondo all'Italia dove adesso appunto a Pollica viene il mondo. Grazie Sara, grazie mille. Allora adesso passerei a Bernard che viene direttamente da Firenze. Bernard, oggi sei portavoce di una regione ma sei partito come rappresentante studentesco e alfiere della Repubblica che comunque è un grande traguardo per un giovane. Che cosa ti ha spinto a credere che fosse possibile cambiare le cose anche dall'interno delle istituzioni e secondo te oggi che ruolo devono avere i giovani nei luoghi dove si decide? Allora devono avere un ruolo intanto perché di solito ci vedono solo come spettatori, il motivo per cui mi fa piacere vedere te Matteo insieme ai tuoi colleghi di consulta così impegnati direttamente nel promuovere qualcosa, nel prendersi gli spazi e non aspettare che qualcuno te li conceda, anzi ti faccio davvero complimenti per il lavoro che hai fatto, sappiate cari studenti e studentesse Trentine che avete un Presidente che ha portato Trento al centro dell'Italia perché è stimatissimo dai suoi colleghi delle altre regioni e non era sicuramente semplice quindi davvero bravo Matteo, in bocca a lupo per quello che verrà. Allora io credo questo, credo che ci siano degli errori che noi sentiamo quotidianamente, uno di questi è dato da come ci definiscono, se c'è una cosa peggiore è come ci autodefiniamo quando qualcuno di noi dice perché noi siamo il futuro, mamma mia, vai a vedere l'enciclopedia tre cani e diceva andiamo a vedere futuro cosa significa, futuro è il tempo che verrà, quando ci dicono tu sei il futuro ce lo stanno rubando il futuro perché ci stanno dicendo adesso studia divertiti ma nel frattempo decido io come sarà il tuo futuro perché il futuro si decide con le azioni del presente e se noi rinunciamo al nostro presente dovremo accettare un futuro deciso dagli quindi smettiamola di dire che siamo il futuro, siamo il presente ed è nel presente che dobbiamo prendere parola, quando ci dicono la politica fa schifo non serve a niente, cos'è la politica? La politica è occuparsi di tante cose tra le quali sapere se c'è una scuola pubblica, una sanità pubblica, un ospedale, un asilo, una scuola materna, la raccolta differenziata, la pulizia dei torrenti, dei fiumi, la linea elettrica, la connettività, internet, tutto questo anche questo è politica, chi dice non me ne frega nulla della politica dice non me ne frega nulla di me e della vita delle persone che a me stanno più caro e allora per questo noi dobbiamo dire che la politica può essere bella o brutta perché la fanno le persone ma se vuoi provare a cambiarla non devi stargli a lamentarti e basta non devi solo protestare ed è il motivo per cui apprezzo il lavoro di Matteo Santini perché la protesta la raccogli dagli studenti ma poi chi rappresenta gli studenti deve proporre per incalzare le istituzioni per non dare alibi ai politici perché io ti do la mia proposta di soluzione se non va bene dammene un'altra ma non stare sulla difensiva dicendo perché ci sono questi problemi dammi piuttosto la soluzione ecco io credo che il tempo che abbiamo è troppo breve per star lì a lamentarci e basta per dirla in termini un po più attuali in epoca di viralità del Vaticano il papa Francesco ha scelto una parola per questo giubileo la parola speranza la collego al papa attuale che è un agostiniano riprendendo le parole che santa agostino diceva a proposito di speranza diceva la speranza a due figli lo sdegno l'indignazione per ciò che non va ma anche il coraggio di cambiare le cose che non vanno ecco questo dobbiamo essere noi giovani non smettere di indignarci di denunciare le cose brutte che vediamo perché spesso ci stiamo abituando ad esse ma oltre ad indignarci oltre a lamentarsi provare a dire cambiamole quelle cose e il cambiamento sembra difficile non è dubito noi pensiamo che il cambiamento debba arrivare tutto è subito alcuni cambiamenti possono avvenire in fretta altri li inizia una generazione e li conquisterà qualcun'altra tanti dei diritti che noi oggi abbiamo garantiti non sono stati conquistati da chi ha iniziato quella battaglia ma da generazioni successive per questo non dobbiamo fare le battaglie solo le battaglie di cui vediamo la luce ma anche quelle in cui è duro il cammino ma dobbiamo dare il nostro contributo cambiamento è anche qualcosa che attraversa le generazioni attraversa gli anni attraversa decenni non per questo dobbiamo non crederci grazie bernard infatti penso che sia proprio per questo che dobbiamo ringraziare in primis il nostro pubblico composto per la maggior parte di ragazzi che appunto oggi hanno scelto di venire qui ad ascoltare a capire come diventare per primi generatori di cambiamento ma adesso scusate questa breve interruzione vorrei passare a marta che è una voce fresca e potente nel giornalismo italiano attuale e tu racconti con gli occhi di una generazione intera che spesso si sente esclusa dal dibattito ma che cosa ti ha spinta scrivere e secondo te qual è il confine tra informare e attivare allora e innanzitutto mi fa piacere vedere che bravo matteo e bravi gli organizzatori perché finalmente abbiamo un pubblico perché di solito io vado a questi eventi nei quali mi dicono devi parlare dei giovani e ci sono i 60 anni i miei nonni peggio c'è 80 anni quindi veramente un applauso a voi che siete qui e grazie per essere qui e io mi occupo di più cose in realtà io sì lavoro nel campo del giornalismo ma lavoro anche in consulenza e mi occupo molto della comunicazione dell'uso delle parole quindi diciamo che lavoro con le parole a 360 gradi e ecco io vorrei dire una cosa se mi permetti matteo sul discorso dei giovani io penso che giovani sia una parola molto generica e a me per tantissimo tempo mi ha dato un fastidio bestia quando mi chiamavano per parlare dei giovani perché i giovani non è che sono un collettivo io posso essere una rappresentante unica di tutte le persone che sono qua noi siamo degli individui siamo esseri singoli dobbiamo agire nella nostra unicità e singolarità non esiste che io venga qua a impartire lezioni su quello che pensano i giovani perché il mio pensiero magari non è il pensiero di come ti chiami non è il pensiero di mattia tu come ti chiami non è il pensiero di angelica io non è che posso ergermi a rappresentante della gen z è ridicolo quindi ecco io penso che debba un po cambiare la dialettica e la retorica sui giovani che noi siamo un collettivo che tutti lottano per le stesse cose perché è un modo credo per abbastarci a una categoria inferiore che non può imporsi per la sua singolarità io si assumo un giovane non lo assumo perché perché giovane lo assumo perché è bravo perché ha un talento perché ha studiato perché lui conta qualcosa in quanto singolo ed è questa la rivoluzione che noi dobbiamo fare noi dobbiamo contare qualcosa in quanto singoli in quanto persone che hanno dei talenti che si impongono non perché hanno vent'anni non perché hanno 19 anni ma perché sanno fare noi purtroppo in italia abbiamo questa cultura per la quale i giovani sono visti giovani fino a 40 anni e allora assumiamo i giovani perché facciamo vedere che abbiamo l'azienda che strizza l'occhio alla gen z ma non funziona così in il resto d'europa ci sono anche dei premier che sono diventati premier giovani ci sono delle persone che hanno cariche a piccali da giovani e non perché sono giovani ma perché sono capaci quindi questa è la grande rivoluzione che vorrei vedere in italia nel nostro paese persone che vengono assume perché sono brave perché sono capaci e non perché ci hanno scritto 2001 2004 99 sulla carta di identità quindi questa è una cosa che io ci tengo a dire per quanto riguarda l'informazione siamo messi parecchio male l'abbiamo visto anche recentemente soprattutto sugli ultimi casi di cronaca molto male siamo messi male perché purtroppo non l'informazione generale il giornalismo non è più rispettato no e perché non è più rispettato non è più rispettato perché innanzitutto è una professione che paga poco e quando le persone vengono pagate poco non sono incentivate a fare bene il loro lavoro e poi perché purtroppo ci siamo abituati a una qualità molto scarsa no soprattutto per noi ragazzi no che stiamo moltissimo sui social ci stiamo abituati a questi video di un secondo e mezzo che propongono di spiegarti ma come funziona l'intero sistema economico dell'unione europea in un minuto e mezzo ma permettimi che ho qualche dubbio cioè non puoi spiegarvi il sistema economico globale in un minuto cioè mi fai ridere quindi credo che anche un po noi giovani dovremmo pretendere un po di più dall'informazione dovremmo abituarci ad approfondire di più dovremmo abituarci a leggere di più l'italia è uno dei paesi in quali i giovani leggono di meno in assoluto a confronto di altri paesi europei e dovremmo noi pretendere di più dall'informazione e magari fare anche noi l'informazione no perché una delle motivazioni che mi ha spinto ad approfondire anche in parte a far parte di questa categoria è proprio il desiderio di approfondire e di provare ad andare oltre il minuto e mezzo il secondo e mezzo e l'ha detto prima bernard noi siamo il futuro siamo il presente però dobbiamo anche noi provare un po a cambiare questa questa categoria provando noi ad andare oltre i trenta secondi dunque ci dici che informare è anche attivare a questo punto sono due cose fuse che devono riuscire a portare a un cambiamento radicale anche nella nostra generazione per portare proprio l'informazione ad un livello superiore ma assolutamente sì anche perché purtroppo cioè a me dispiace dirlo però è un dato di fatto che diventeremo più stupidi perché se tu fruisci solo di contenuti che durano un secondo e mezzo il tuo cervello non si si disabitua all'approfondimento si disabitua a comprendere i concetti con l'intelligenza artificiale se tu devi scrivere una tesi e la fai scrivere all'intelligenza artificiale ti disabitui a scrivere allora io sono molto preoccupata perché la nostra una generazione che sta andando a schiantarsi contro un muro perché siamo una generazione e mi dispiace perché vorrei che non fosse così ma è un proprio purtroppo ci è stata indotta questa cosa quindi non è colpa nostra noi siamo nati in questo sistema non abbiamo nessuna colpa quello che dobbiamo fare è provare a non farci schiacciare da un sistema che ci vuole lobotomizzati perché se io smetto di imparare ad ascoltare non riesco a guardare una cosa che dura più di un'ora non riesco ad ascoltare un interlocutore quando uno parla comincia a guardare sul muro mi conto le dita delle mani perché non ce la faccio a stare concentrato se non ho più voglia di scoprire se non ho fame di scoprire di conoscere di arricchirmi prima o poi il mio cervello smetterà di funzionare perché ho muscolo quindi io veramente spero che qui come mi sembra il caso perché sono tutti molto attenti però ecco io spero che la mia generazione ma anche quelli dopo di me veramente cioè noi non dobbiamo farci schiacciare da questo sistema che ci vuole lobotomizzati che ci vuole non pensanti che ci vuole stupidi e appiattiti a dei sistemi di informazione dei sistemi non solo di informazione in generale tutto il sistema che ormai ci porta a non pensare più perché socrate diceva so di non sapere appunto so di non sapere quindi voglio sapere se l'uomo smette di avere la fame di sapere non è più un uomo perché non è e quando tu non sei non sei un uomo sei qualcos'altro grazie marta grazie davvero adesso passiamo ad eugenio un mio carissimo amico al quale devo un sacco di ringraziamenti anche per per essere qui eugenio tu con contacto hai dato vita ad una rete nazionale di studenti attivisti che fanno orientamento innovazione e partecipazione come nasce un progetto del genere però è una cosa complicata anche riuscire a coinvolgere così tanti giovani soprattutto poi da uno studente che allora era un 17enne e quali sono oggi secondo te le responsabilità della nostra generazione nel costruire ponti tra scuola e società e perché giovani e non gli adulti grazie matteo e ciao a tutti prendo un po le parole di marta di bernard no si parla tanto di giovani ad oggi e forse si utilizzano i giovani molto spesso in contesti di eventi di giornalismo di situazioni dove è facile raccontare i giovani per usarli quasi come un brand la generazione zeta che è una fascia generazionale che ormai sta cominciando ad uscire dalle scuole superiori ed sta entrando la generazione alfa è diventata un brand e le aziende vivono dietro questi slogan e questi brand senza effettivamente andare ad approfondire quali sono i reali bisogni delle nuove generazioni e cosa cercano le nuove generazioni ad oggi senza usare sempre questa parola troppo generalizzata che non si focalizza mai sull'età delle persone ma solo su un semplice slogan contacto nasce un po per questo e per provare a fare quello che la scuola non fa dunque fornire degli strumenti di orientamento reali che danno uno sguardo verso quello che c'è all'esterno fuori dalle porte della scuola creando delle esperienze per gli studenti la maggior parte dei programmi scolastici non sono aggiornati da tanti troppi anni e si insegnano cose che sono ormai passate anche giustamente alcune di queste però l'orientamento che tanto viene insegnato all'interno delle istituzioni scolastiche delle scuole superiori per la maggior parte è un orientamento molto teorico che a volte viene dedicato con un'ora a settimana di orientamento con delle slide powerpoint con dei programmi scritti dal ministero che non rispecchiano i veri interessi dei ragazzi e fanno un orientamento troppo generalizzato sulla generazione contacto nasce un po per questo per offrire esperienze completamente gratuite a tutti gli studenti italiani e non che si trovano all'interno di scuole superiori e anche università per provare a fare esperienze che permettono i giovani di uscire dalla loro zona di comfort sperimentare quello che succede all'esterno e tornare anche più disorientati di quanto lo si era prima ma con la consapevolezza che ci sono tante opportunità all'esterno e c'è sempre la possibilità di scoprirle e poi si pone con l'obiettivo principale di cominciare ad abbattere queste barriere che esistono sempre sono state disegnate da un sistema ma che possono essere benissimo rimaginate tra docenti e studenti dove c'è una cattedra e ci sono dei banchi cercando di porre tutti sullo stesso piano e cominciare a far sì che sia gli studenti che i docenti imparino a vicenda l'uno con l'altro e non che ci sia solo una condivisione di competenze che venga da una parte e dall'altra senza un confronto reale e che a volte ferma anche gli docenti dall'esternare quello che vorrebbero perché non è previsto nei programmi ecco grazie ogionio poi secondo me ha toccato proprio un punto molto interessante quello dell'innovazione nella scuola poi adesso parlo un po quella che è la mia anima da rappresentante e noi facciamo un sacco di convegni anche con gli altri presidenti di consulta d'italia che vedo anche qui in platea e uno dei temi che emergono sempre soprattutto però da quelle che sono quelle nostre realtà territoriali i nostri compagni la nostra vita di tutti i giorni è quella di vivere la scuola quasi come un nemico dunque il nostro obiettivo sarebbe quello di riuscire a cambiarla soprattutto grazie alle opinioni dei più giovani per renderla un luogo dove apprendere veramente dove diventare dei veri cittadini riuscire a capire effettivamente perché se è importante attivarci vivere insieme vivere in comunità dunque grazie davvero eugenio che riesci a fare anche tutto questo con il tuo contributo e matteo dunque adesso passiamo a te il più giovane del panel dopo di me però va bene un conto come relatore però dai allora matteo sei appunto il più giovane un esperto però comunque di processi democratici dalla rappresentanza scolastica fino alla commissione elettorale della provincia e ti occupi di voto e partecipazione che cosa hai imparato sui motivi per cui i giovani partecipano o non partecipano più come mai ma allora innanzitutto buongiorno a tutti grazie per l'invito grazie anche a matteo la consulta degli studenti per aver organizzato questo questo evento allora la domanda se i giovani partecipano non partecipano più allora non mi piace vedere tutto bianco tutto nero io la penso così quindi giovani che vogliono partecipare ce ne sono giovani che non vogliono partecipare purtroppo sono la maggioranza questo bisogna dirlo ma noi possiamo essere un grande esempio questo evento del festival dimostra che giovani invece che vogliono avvicinare più giovani più coetani a questo mondo e parlo di mondo non parlo di mondo politico ma parlo di mondo dell'attivismo perché appunto ad oggi si vede la politica il mondo dell'attivismo come qualcosa di schierato ma come vediamo non c'è solo quello in un ambito in un processo democratico servono tanti fattori ci sono tanti fattori e tanti contribuenti qualsiasi passione si può poi declinare a questo mondo dopo se avessi la risposta sul fatto del perché i giovani non partecipano più insomma potremmo andare tutti a casa perché avremo la chiave per risolvere l'astensionismo questo grande problema questo ostensionismo che tra i giovani sta dilagando questo dobbiamo dirlo la provincia di Trento è una piccola nota positive in cui l'astensionismo giovanile è minore rispetto a quello di tutta italia ma sicuramente bisogna impegnarsi anche perché il messaggio che voglio mandare è che la politica è di chi la fa nel bene o nel male quindi se noi non ce ne interessiamo uno non potremo lamentarci ma quei pochi che la vogliono fare e che vogliono farle per i propri interessi personali o per lucrare su il bene pubblico lo possono fare perché avranno il consenso ma non il consenso popolare il consenso dell'astensionismo perché purtroppo l'astensionismo è un consenso non voler andare a votare è un non mi non mi interessa l'ambito pubblico ma se non mi interessa allora mi viene anche da dire è inutile che poi uno si lamenti e non gli resta altro che subire le decisioni che vengono imposte imposte dall'alto faccio anche a quello che dicevano i primi relatori che il giovaneilismo anche non serve a niente perché parlare di quote giovani parlare di necessità di avere i giovani per obbligo imposto da legge nelle partecipate pubbliche in quelle che possono essere gli eventi nei partiti tanto per una bandierina non serva niente perché il giovane messo lì per obbligo è il primo giovane che si fa il suo compito ma poi prenderà un'altra strada il giovane che a futuro il giovane che si interessa che ha passione e che si prende le cose un po tutti noi possiamo dire che ce ne siamo prese le cose quello che abbiamo raggiunto è perché lo volevamo ci siamo impegnati abbiamo preso tanti no ma poi abbiamo trovato forse la nostra strada e quindi questo giovaneilismo che è una parola che sicuramente è un fattore che non serve a niente il giovaneilismo serve più il giovane volenteroso di fare il giovane che attira altri giovani la provincia autonomi di tranto può sicuramente essere un laboratorio per avvicinare giovani nella sua piccolezza ma anche nella sua importanza con la nostra autonomia e questo lo dimostra e ringrazio anche tra il marketing e solo 24 ore e il dipartimento di istruzione e cultura della provincia di trento che hanno permesso di organizzare un evento voluto direttamente dai giovani con solo giovani con classi che partecipano e quindi concludo mandando un messaggio a tutti noi i giovani noi siamo giovani che partecipiamo che ci che ci interessiamo perché partecipare non significa partecipare attivamente candidarsi fare politica schierarsi ma partecipare a semplicemente votare il nostro impegno è portiamo altre 10 persone a testa a votare e a queste 10 persone mandiamo lo stesso messaggio solo così potremo portare più gente a votare e potremo dire che gli studenti i giovani ragazzi del futuro si importano della cosa pubblica e hanno voglia di fare grazie grazie matteo grazie dunque io devo devo ringraziare tutti voi per aver condiviso che cosa vi ha spinto ad iniziare che cosa anche vi continua a muovere qual è il vostro carburante però adesso passerei a una domanda più concreta dunque come si trasforma la buona intenzione in qualcosa che cambia davvero le cose dunque partirei di nuovo da te sara e chiedendoti appunto tu lavori con comunità a scuola imprenditori istituzioni in tutto il mondo anche appunto da quelli italiani fino all'unesco e se una realtà locale una scuola un gruppo di giovani volesse diventare un laboratorio di cittadinanza e sostenibilità da dove dovrebbe partire dal connettersi col territorio coi problemi reali questo è un po quello che abbiamo cercato di fare tu sei venuto hai vissuto in prima persona noi abbiamo vissuto un periodo in cui tutti ci dicevano no passate al digitale solo edu tech vai fate migliaia di climate shapers in un attimo noi ci siamo impuntati nel dire no vogliamo fare le cose viverle perché solo facendole vivere che poi si cambia davvero quindi in realtà il campus quello così come quello di tokyo così come quello che adesso ha aperto a san casciano in toscana è proprio focalizzato su questo il digitale è un grandissimo anabler ma non può sostituire l'esperienza il fatto di vivere provare emozioni il grosso problema è questo noi per esempio anche l'incidento stiamo lavorando tanto con il ministero della coesione su tutti i progetti che hanno a che fare con il benessere psicologico degli adolescenti l'abbandono scolastico ci troviamo davanti a delle situazioni in cui i dirigenti scolastici ci dicono quando devo segnalarci i ragazzi che possono che devono usufruire di tutti questi percorsi che anzitutto sono più i casi in cui c'è bisogno che quelli che dei ragazzi che invece oggi hanno e vedono una prospettiva future quindi ovviamente ci troviamo davanti una situazione abbastanza drammatica ma la cosa che più ci ha colpito in quel contesto è che c'è proprio una disconnessione totale nella gestione delle situazioni delle sensazioni dei sentimenti e quindi il fatto di scrollare vedere makeup ok gaza o food o un balletto di tiktok e non provare un'emozione porca miseria io se vedo un video del fotografo che è bombardato e mi fa vedere le foto dei ragazzi che non hanno accesso al cibo o parlo con i miei amici all'mit che mi dice essere uno scienziato oggi è un atto sovversivo potremo sintetizzare il tutto con una parola sulla empatia esperienza esperienza un'altra cosa mi è piaciuto quello che hai detto io sento sempre dire la voce dei giovani non è la voce dei giovani quando coinvolgiamo i giovani coinvolgiamo l'esperienza dei giovani coinvolgiamo le pratiche la vita cioè la voce di voci ne abbiamo sentite fin troppe oggi secondo me quello di cui abbiamo bisogno sono esperienze da vivere insieme connessi pratiche e questo è quello che cerchiamo un po di fare oggi vedete la mia maglietta venice climate week la prossima settimana abbiamo deciso di organizzare a venezia città simbolo che rappresenta la fragilità e la resilienza in un insieme una climate week dove avremo grandissimi speaker che vengono da tutto il mondo jeremie rief king scienziati abbiamo voluto avere la scienza al centro abbiamo detto ma se questa scienza non la mettiamo a disposizione di chi oggi sta studiando e è quotidianamente a confronto con le sfide che stiamo affrontando e non ci mettiamo a lavorare insieme è un problema e quindi proprio con eugenio stiamo cominciando a mettere dentro tutto questo meraviglioso palinsesto di voci e scienziati incredibili momenti in cui i ragazzi hanno accesso diretto a questa conoscenza lavorano con loro momenti solo dedicati a un confronto reale ma soprattutto a progettualità reali e poi dopo aggiungo un altro pezzo i giovani e i territori i sindaci chi nella quotidianità prende delle decisioni che hanno un impatto diretto sulla salute del cittadino la politica nazionale europea le nazioni unite sono molto spesso un po' distanti e quindi quando dicevo prima che cosa serve partire dai territori coinvolgere il territorio per noi è essenziale perché veramente il sindaco può decidere come cambiare il pasto della scuola come incentivare i mercati come agire sulla mobilità come cambiare la vita di quella comunità dedicare uno spazio abbandonato alla rigenerazione sociale e a uno stimolo culturale quelle sono decisioni in cui la collettività può essere parte del cambiamento e noi vediamo sulla nostra pelle perché tutti i living lab che abbiamo deciso di aprire innanzitutto sono progetti a lungo termine non hanno una scadenza dove abbiamo aperto noi andiamo perché vogliamo restare crescere con quella comunità i kpi a sei mesi basta perché le decisioni che dobbiamo prendere oggi sono decisioni che richiedono tempo e coinvolgere le persone richiede tempo infatti è proprio per questo che abbiamo deciso di inserire questo pane nell'ottica dell'economia dei territori per capire come connettere la comunità la città e la sponda giovanile poi infatti siete anche messi in una disposizione non casuale dalla più matura con quella più esperienza al più giovane ma è proprio questo il bello connetterci e riuscire a creare i ponti non solo tra istituzione giovani e realtà locale ma anche tra appunto giovani e più aggiungo una piccola cosa il concetto di esperienze multigenerazionali nei nostri programmi dei climate shapers andiamo dai 16 in su abbiamo delle classi dove i nostri giovani possono avere anche 90 anni nel senso che la parola futuro e il costruire il futuro molto spesso non richiede una carta di identità con un 2010 sopra richiede qualcuno che è lì e vuole costruire davvero questo futuro quindi il futuro lo costruiamo insieme non si può pensare che lo costruiscono solo gli giovani perché sennò vuol dire che siamo messi un po male e quindi il fatto del ricostruire anche un rapporto di collaborazione fiducia tra generazioni per me è essenziale grazie grazie davvero sarà quindi adesso tornerai a bernhard che appunto di te abbiamo detto che hai come obiettivo principale quello proprio di costruire ponti tra giovani e istituzioni ma se oggi uno studente volesse proporre un'idea concreta una ragione a un comune quali sono i canali reali per farsi ascoltare? sicuramente quello della rappresentanza studentesca perché è una delle realtà più sottovalutate perché perché l'abbiamo sempre trovata i nostri genitori o nonni che non avevano la rappresentanza studentesca hanno lottato per ottenerla ora che c'è all'assemblea di istituto non ci si va a meno ci si riposa per un giorno e va sempre bene fino a quando l'assemblea non te la levano proprio perché non ci va più nessuno all'assemblea e magari è anche vero che l'assemblea è noiosa e inutile ma invece di star lì a lamentarsene perché non ti candidi e provi a renderla utile perché altrimenti aveva ragione Pierocca la mandrei quando disse la libertà è come l'aria ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare ma quando poi manca è difficile a riconquistare la libertà e allora per questo forse proprio noi giovani dovremmo dare valore a quei diritti che sono stati conquistati e che oggi pensiamo siano scritti sulla pietra no sono scritti sulla carta e valgono solo se siamo in grado di difendere e riconquistarli ogni giorno quindi io credo che sia necessario anzitutto per non disperdere il potenziale delle nuove generazioni del lavoro che faccio ormai da 5 anni valorizzare i talenti di ognuno senza pensare che esistono i ragazzi di talento e quelli che poverini un talento non ce l'hanno per me ognuno di noi ha dentro di sé uno e più talenti alcuni li scopriamo altri non li scopriamo mai per vari motivi la scuola la famiglia la comunità dovrebbe aiutare un giovane quando è piccolo a fare esperienze diverse per scoprire tratti e attitudini che non può conoscere altrimenti se non le prova e al contempo una scuola che dia l'opportunità ai ragazzi di inseguire quelle proprie attitudini detto in altre parole lo diceva bene plutarco più di 2000 anni fa ancora non lo abbiamo capito i giovani non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere lo dicevano anche i latini quando scelsero come significato del verbo educare al loro dicevano educere connettere queste queste due queste queste due parti educere condurre fuori tirare fuori quindi i ragazzi già c'hanno il talento aiutiamoli a scoprirlo e allora vuol dire non non classificare i ragazzi tra ragazzi serie A B o C a seconda del lavoro che fanno ma dare dignità ad ogni percorso dare lo stesso riconoscimento sociale non dire devi fare questo così troverai lavoro perché chi lo sa che lavori ci saranno tra tra cinque anni fai quello che piuttosto ti permette di alzarti al mattino e dire ok mi alzo perché vado a fare quello che piace a me e non quello che piace alla mamma al babbo al migliore amico alla fidanzata perché spesso noi viviamo la vita con to terzi viviamo i sogni di qualcun altro non permettiamo a nessuno di essere custodi dei nostri sogni proprio per il bene che vogliamo ai nostri genitori dobbiamo inseguire i nostri perché se inseguiamo i loro i loro saremo infelici saranno infelici anche loro lo scopriranno ma sarà troppo tardi quindi non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni e considerare il proprio percorso come dicevano in giapponesi inseguire il proprio kigai che è la ragione di svegliarsi al mattino dicendo vuoi andare all'università bene ti devo aiutare ad andarci anche se non hai soldi ma se vuoi andarci non abbiamo bisogno di studenti fuori corso se non vuoi andare all'università vuoi andare un itse ti devo pagare quel corso itse non vuoi andare in un itse vuoi andare subito a lavorare ti devo aiutare ad inserirti non finisci la scuola tradizionale non devo far finta di nulla pensateci un attimo in questi anni quanti ragazzi hanno mollato gli studi e nessuno li ha teso la mano dicendoli ti posso aiutare ma tutti bravi a giudicare senza sapere i traumi le difficoltà familiari personali che quel ragazzo quella ragazza stava vivendo e allora per esempio noi regione toscana ci impegniamo per rendere liberi autonomi quei ragazzi come insegnandoli un mestiere che sia il video maker il social media manager l'elettricista il meccanico il pellettiere il cameriere il manutentore l'idraulico il meccanico mestieri che vengono considerati di serie c ma signori la società non va avanti solo con i notai di ingegneri e medici e allora è giusto che se uno ha l'attitudine di fare l'agricoltore ben venga che faccia l'agricoltore altrimenti il made in italy dell'agro alimentare non è che viene autoprodotto si produce grazie a chi si spende nel lavoro quindi non classifichiamo il lavoro altrimenti non c'è dignità dell'essere umano quando un lavoro è legale è sicuro non muocia nessuno è un lavoro dignitoso sempre e questo significa non giudicare non dire ragazzi e fare questo perché questo ci aspettiamo da te ma dire fai quello che vuoi e insegui i tuoi sogni perché la vita è troppo breve per inseguire i sogni di qualcun altro e io credo che questa sia la cosa più importante cioè aiutare i ragazzi e le ragazze a fare quello che gli piace quello che gli rende felici può sembrare ambizioso secondo me è molto più semplice di quello che sembra grazie per me marta dunque allora spesso ci troviamo poi davanti un giornalismo che può sembrare di facciata ricollegandoci anche a quello che che abbiamo detto prima ma tu hai raccontato comunque con forza e coraggio storie che spesso rimangono fuori dal dal mainstream qual è stata un'inchiesta una testimonianza che ti ha fatto capire che il giornalismo può essere uno strumento per cambiare la realtà dunque qualcosa che riesca ad attivare davvero un'esperienza concreta e poi in una battuta che consiglio vorresti dare eventualmente se in sala c'è qualche futuro giornalista allora guarda allora questa è una domanda che mi fanno spesso e io purtroppo ho difficoltà a dare una risposta perché allora a me ispirano le persone comuni sinceramente le storie delle persone comuni ho avuto la fortuna di intervistare personaggi anche la vicepresidente della commissione europea insomma ho anche conosciuto perché poi ho lavorando in consulenza ho anche conosciuto le persone che ai me prendono le decisioni per noi e dico ai me perché insomma a livello non sempre altissimo però quello che a me ispira sono le persone di tutti i giorni infatti una cosa che mi piace tantissimo è parlare con con le persone normali anche con le persone al bar con chi ha un'attività anche con studenti e studentesse tra l'altro mi una cosa che della quale mi sono sorpresa tantissimo e qui magari dirò una cosa così un po' controversa è che nell'ultimo periodo sono andata in un po' di licei e sono rimasta veramente colpita cavolo siete più intelligenti di quelli della mia generazione ma veramente c'è tra la gen z e la gen alfa c'è un abisso ma proprio un abisso e meno male meno male io sono rimasta colpita dalla qualità degli interventi dalla rapidità di pensiero e mi hanno ispirata persone più piccole di me mi hanno ispirata e qui ritorno un po' quello che dicevo prima che non è tanto l'età è più la qualità e scusami sono persa mi chiesto di dare un consiglio si è una battuta poi invece invece se vuoi una storia però sarebbe da aprire un capitolo lunghissimo cercherò di stare molto sintetica mi è capitato di fare una col in realtà quindi neanche un'intervista con una imprenitrice indiana e io ho esordito perché poi appunto lavoro in consulenza io esordito in chiamata dicendo le no ma ho detto qui in occidente siamo presi malissimo le ho detto ora proprio io ho detto sognerei veramente che fossimo diversi lei mi ha guardato con una faccia ha fatto una faccia tipo voleva volesse uccidermi mi ha detto guarda che forse tu non ti rendi bene conto di cosa vuol dire essere donne in india e gli ho detto no ma gli ho detto ma guarda che qua facciamo schifo in occidente le ho detto c'è proprio vedo il decadimento vedo che tutto sta crollando cioè non siamo in grado e mi ha detto no ma guarda che tu dovresti venire qua in india farti un giro per le città provare a fare un'impresa in india poi torna dove sei in italia e lamentati e questo mi ha fatto venire in mente quanto noi ci lamentiamo tanto del nostro paese delle opportunità che abbiamo però in realtà siamo messi molto meglio di di gran parte di mondo e forse questo dovremmo ricordarci un po più spesso e per renderci conto di questo dovremmo viaggiare tanto spesso ci si lamentano dei giovani che vanno all'estero ma i giovani devono andare all'estero marchionne diceva tutti conosciamo spero sergio marchionne è stato uno dei più grandi imprenditori del nostro paese e lui in uno dei discorsi più famosi diceva i giovani devono andare all'estero devono conoscere devono vedere cosa c'è al di là de casa loro per poi tornare con la mente più aperta quindi questo importantissimo un consiglio che io darei ma è quello di non che è una banalità assurda però mi rendo conto della banalità tipo la bacia perugina che sto per dire però è una cosa della quale sono pienamente convinta è quello di non farsi influenzare troppo noi viviamo soprattutto adesso in un'epoca che ci porta moltissimo a guardare quello che fanno gli altri noi guardiamo sempre un po dal buco della serratura quello che fanno gli altri e spesso ci siamo convinti che quello che fanno gli altri sia meglio sia migliore di quello che facciamo noi in realtà non è così no non è così magari vediamo non so questo queste persone no che mi l'antano mega titoli mega aziende poi magari vai a fare una breve verifica la camera di commercio quanto è stato quello che hai guadagnato nell'anno 2024 0 euro oppure un euro e cinquanta tratto da una storia vera quindi quindi cerchiamo di non farci influenzare troppo da quello che vediamo e viviamo una vita che sia solo nostra e non degli altri ecco quindi se io dovessi dare un consiglio oggi non fatevi influenzare credete nelle vostre capacità lavorate tantissimo su quelli che sono i vostri talenti tutti hanno un talento tutti ce l'hanno magari non lo scoprite adesso lo scoprite più avanti personalmente per me io ho capito quello che mi piaceva quando sentivo qualcosa dentro quella cosa che senti c'è che proprio una cosa ti piace un sacco ecco quando voi sentite questa piccola scintilla che è una scintilla è una frazione di secondo tu stai facendo una cosa e per un secondo dici questa cosa mi piace ecco cogliete quella frazione di secondo perché probabilmente su quella frazione di secondo c'è qualcosa su quale si può scusami come diceva sala si ritorna sempre alla questione dell'esperienza l'esperienza di vaggiare l'esperienza di provare riuscire a cogliere quelle che vivere le cose dovete vivere le cose e quando uno vive una cosa poi capisce se quella cosa può andare a me piace perfetto grazie marta grazie mille adesso torniamo a te eugenio che in questi anni ho organizzato un sacco di eventi in cui centinaia di ragazzi si sono messi in gioco perché a risoluzioni ai problemi del futuro quelli che un po si chiamano hackathon da cui prende il nome la tua azienda e c'è un progetto nato da una scuola un'idea semplice che è diventato qualcosa di più grande grazie alla condivisione al lavoro di squadra al supporto che poi è avuto modo di dare anche tu ed oggi con i progetti realizzati che strumenti mettete a disposizione come contatto per riuscire a rendere realtà queste idee allora anche a te che chiedo di essere un po' grazie a lei riprendo un po' quello che che ha detto sara e che ha parlato anche di di pollica della filosofia del paese campus quello che tutti i giovani devono sicuramente pensare è che la situazione di nascere crescere e studiare una piccola comunità con un accesso ristretto alle opportunità è sicuramente diverso e segna anche il percorso del futuro dei giovani che affrontano questa crescita dunque il bello stanno ascoltare delle storie delle testimonianze delle persone che solitamente non sono ascoltate tanto e che hanno bisogno di fiducia la chiave di tutto è fiducia i giovani non hanno bisogno di spazio lo spazio solo conquistano da soli hanno bisogno di fiducia dei grandi dei docenti del sistema di tutti quelli che ci sono per riuscire a creare qualcosa di nuovo e riuscire ad uscire fuori e creare qualcosa l'unica parola chiave rimane fiducia con quello si aprono tantissimi scenari ecco stato breve grazie però sei sempre in grado di lanciarci un messaggio potente quindi Matteo l'ultimo intervento di oggi se un gruppo di studenti volesse incidere davvero su una decisione locale o nazionale qual è il percorso più efficace che può intraprendere oggi secondo te anche poi vista la tua esperienza in rappresentanza in commissione adesso appunto ne ho eletto in consiglio comunale dunque in consiglio circoscrizionale scusami hai avviato questa nuova carriera di rappresentanza ma allora innanzitutto strumenti concreti ognuno può partire da dove vuole credo che il politico sia quel lavoro che racchiude tutte le passioni di fatto io devo essere sincero se devo pensare al perché hai scelto la politica perché ti piace la politica perché quel lavoro che ti permette di dire oggi cosa farò posso fare di tutto spazio è 360 gradi spesso si dice ai giovani sono indecisi su cosa fare allora vai a fare il politico secondo me perché è quel lavoro che ti permette di poter spaziare da in tutti i settori dalla parte più istituzionale a quella più concreta all'ascolto dei giovani all'ascolto di istituzioni e che ti permette di sentirti realizzato quindi ci sono degli strumenti sì li abbiamo citati tutti noi siamo un esempio la rappresentanza studentesca che è sicuramente un bel tramponeo di lancio ma ci sono anche tante possibilità che ognuno di noi può raggiungere veramente con un click sul cellulare siamo tutti i giorni davanti agli schermi davanti ai cellulari chiediamoli anche cosa posso fare nel concreto ci sono un sacco di bandi aperti i giovani un sacco di posizioni e anche perché nel mio piccolo che cos'è la commissione elettorale nessuno lo sa non lo sapevo neanch'io ma a forza di smanettare dire voglio mettermi in campo voglio fare qualcosa cavolo ho scoperto che è la base del processo democratico e poi uno dice ho capito ma se non mi piace l'ambito politico la politica attiva io come posso fare per partecipare come posso costruire il mio percorso ma mio percorso lo posso costruire con una cosa segreta poi segreto con politico non ci va molto d'accordo questi due questi due termini però la base è il voto cioè ognuno di noi conta uno l'unica roba che ci rende tutti uguali l'ugualianza sostanziale la fa il voto perché il mio voto vale uno il tuo vale uno ognuno di noi vale un voto è segreto e quando è nell'urna può esprimere quello che pensa davvero quello che crede e quindi è quello il messaggio che voglio dare ovvero partire dalla propria passione mettersi in campo perché tutto poi si declinerà alla politica quello che si vuole fare e lo vediamo la politica si occupa di tutto perché la politica non è tutto ma tutto è politica la politica si può declinare in tutte le materie e quindi questo partire dal votare e quindi da una partecipazione più assente a una partecipazione più attiva che è candidarsi a mettersi in campo per seguendo le proprie passioni. Grazie Matteo dunque io spero che quello che ci siamo portati da questo giro è l'impatto che nasce da tre cose una comunità uno strumento e un primo passo e spesso quel passo parte proprio da qui da un'idea condivisa da una parola detta nel momento giusto e da qualcuno che ti ascolta e quello che ci ospichiamo tutti è che proprio quel momento sia questo averci ascoltato oggi però vorrei prima di passare alla conclusione fare un'ultima domanda a tutti i relatori se dovesse lanciare un messaggio a che oggi ci ascolta da qui da lo streaming da una grande città da una scuola da una piccola città da un villaggio in montagna qui appunto siamo pieni e sogna di cambiare qualcosa da dove scegliere cioè da dove bisognerebbe secondo voi iniziare ad agire proprio un minuto un intervento con c su un consiglio solido innanzitutto dal trovare dei compagni di viaggio perché molto spesso pensiamo che l'elefante sia troppo grande da affrontare e se lo si fa insieme è molto più più facile quindi il fatto del trovare dei compagni di squadra che per riprendere le parole di un film è già domani cioè non ha senso rimandare è il qui ed ora il nostro tempo ed è adesso il tempo di tirare fuori le cose anche se abbiamo paura di sbagliare anche se crediamo di non essere all'altezza di non essere abbastanza preparati e quant'altro è una cavolata non è che siamo migliori degli adulti siamo diversi e se la diversità sta nel tavolo in cui si prendono le decisioni si cresce si migliora si innova se non c'è diversità e tutti hanno la stessa altezza tutti hanno gli stessi occhi tutti hanno le stesse esperienze difficilmente ci sarà un cambiamento se invece persone diverse si incontrano e parlano allora sì che si cambia e si migliora non da teretta ripeto a chi dice che siamo il futuro per un motivo molto banale perché altrimenti Michele Angelo Bonarroti non avrebbe fatto il David da 24 anni a 24 anni Einstein non avrebbe scoperto la formula che lo ha reso famoso a 21 anni Leopardi non avrebbe scritto l'infinito a vent'anni Goffredo Mammeli non avrebbe scritto l'inno di Mammeli potrei continuare per qualche ora dicendovi storie di ragazze ragazzi che hanno fatto cose straordinarie proprio quando erano giovani grazie Bernard vai Marta io direi di cogliere l'opportunità che si presentano guarda che ripeto cosiddetta così è semplice però è questo alla fine tutti tutti se vogliamo fare costruire possiamo fare costruire io stessa sono l'esempio vivente di questa cosa qua perché di fatto io non è che avessi chissà che potenti mezzi da dire cioè che chissà di che famiglia potente no cioè che chissà cosa cosa avevo a mia disposizione per fare le cose che ho fatto no non avevo niente avevo banalmente un telefono in mano tanta curiosità tanta voglia di costruire e alla fine nel mio piccolo sono riuscita comunque a fare quello che volevo fare poi sicuramente la strada è lunga e la vita è infinita e credo che in una vita possano coesistere tante vite non esiste una sola strada e uno può cambiare quante volte vuole desidera se ne ha la volontà di farlo il desiderio di farlo quindi quello che io dico è cogliete tutte le opportunità che ci sono cercate le opportunità andatevele a prendere come diceva prima Matteo non state fermi e sicuramente riuscirete a fare quello quello che volete fare perché io una cosa che ho visto in tutte le persone in gamba che conosco c'è una costante di tutte le persone che sono riuscita a costruire qualcosa è che tutte avevano tantissima voglia di raggiungere quella cosa li avevano tantissima determinazione non guardavano gli altri non guardate gli altri perché guardare gli altri è una distrazione voi potete prendere ispirazione dagli altri ma non dovete invidiare gli altri dovete ammirare gli altri perché l'invidia genera in voi un sentimento di frustrazione per il quale poi dopo non riuscite a concentrarvi sul vostro cammino invece voi dovete andare sempre dritti la strada deve essere dritta ovviamente dovete guardare intorno per prendere ispirazione ma non dovete stare tutto il tempo a guardare dall'altro lato guarda mi fermo qui dico solo una cosa ho visto una foto bellissima si chiama phelps il il nuotatore quello famosissimo ma è col si michael phelps ecco c'è questa bellissima foto che che mostra una delle ultime gare di michael phelps dove da un lato c'è il suo acerrimo nemico un altro fortissimo e dall'altro c'è phelps phelps va dritto la cerimo nemico non sono scusate non so il nome lo chiamo cerimo nemico perché non sono una un'esperta di moto la cerimo nemico era davanti a phelps quindi era in vantaggio si gira con la testa per guardare a che punto era phelps in quella frazione di secondo che lui si gira come un fulmine e arriva all'arrivo quindi voi non dovete girarvi a guardare quello che fanno gli altri voi dovete al massimo prendere ispirazione dagli altri ma poi andate dritti per la vostra strada e vedrete che che si arriva quando uno quando una tanta voglia arriva grazie ma riprendo la parola sperimentare provare partendo dai sogni dai desideri da quello che ci appassiona realmente cominciando a sperimentare provando la qualsiasi sbagliando cadendo e ripartendo da dove si è caduti senza troppi problemi grazie giovani allora il messaggio che lo sono due il primo è esercitiamo il diritto più grande che abbiamo ovvero andiamo a votare e impegniamoci interessiamoci della cosa pubblica il secondo invito è non abbiamo rimpianti non permettiamo di arrivare a 50 anni 60 anni a dire cavolo se ci avessi provato mi sarebbe piaciuto mettiamoci in gioco impegniamoci se ci criticano facciamoci beffa delle critiche andiamo avanti perché i conti si fanno quando il risultato si è raggiunto e cadere significa crescere essere determinati impegnarsi significa raggiungere il proprio obiettivo sicuramente per qualcuno è più facile per qualcuno è più difficile ma tutti quelli che credono e chi credono nei propri sogni sicuramente riuscirà a raggiungerli e a realizzarli grazie matteo dunque adesso siamo arrivati quasi alla conclusione del nostro panel dei nostri interventi e d'oggi vorrei che non si uscisse da qui soltanto con nuove idee ma con una responsabilità quella di portare avanti ciò che avete ascoltato trasformarla in proposta in progetto in visione da una comunità locale a sfida globale ed è per questo che oggi lanciamo la challenge nazionale in collaborazione con i nostri relatori in particolare coideata con eugenio un'idea per l'europa e questo significa che se avete un'idea per cambiare qualcosa nella vostra scuola nella vostra città nel vostro territorio basta scriverla a presidente.consulta.scuola.provincia.tn.it molto semplice poi magari la scriviamo su un foglio perché non abbiamo preparato la slide adesso ve la ve la facciamo vedere e inviatela noi ci occuperemo di custodirla, accutirla, nutrirla, farla crescere e renderla concreta perché cambiare non è un'illusione ma è una scelta e può cominciare da ognuno di voi grazie mille
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