Competitività da aumentare e come riuscirci
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Competitività da aumentare e come riuscirci
Un mix di poesia e analisi politica sull'Italia, la competitività, i problemi energetici e burocratici, e il ruolo del PNR.
Felicità Felicità è una sera sorpresa la luna accesa, la radio che va è una sera sorpresa e la pioggia che scende dietro le penne la felicità e cantare due voci quanto mi piaci la felicità felicità come un pensiero che sa di felicità felicità Happy Chistianity Happy Chistianity Happy Chistianity Happy Chistianity Happy Chistianity Happy Chistianity Happy Chistianity Happy Chistianity Happy Chistianity Eccoci buongiorno buongiorno a tutti buongiorno ministro. Allora cominciamo subito entriamo nel vivo che abbiamo l'orologio lì che ci impinge andare veloci. Partiamo dal titolo di questo panel competitività da aumentare come riuscirci ecco quante competitiva l'Italia oggi e col pnr quanto lo sarà? E' indubbio che l'Italia come l'Europa ha dei problemi di competitività in un mercato globale teniamo presente che uno dei freni prima che abbiamo per quanto riguarda la competitività è indubbiamente il costo dell'energia. Il secondo problema drammatico è quello della burocrazia che investe sia l'Italia che l'Europa in questo momento addirittura a livello europeo. Salutiamo con attenzione il fatto che si parli di bussola della competitività è un pass in avanti anche perché in passato ritenevamo che si fosse perso la bussola della competitività. E mentre ovviamente sul mercato globale tutti sono impegnati a fare concorrenza sia l'Italia che l'Europa. Noi col pnr abbiamo cercato e stiamo cercando al di là delle polemiche che ci sono e ora ci arriviamo, ora ci arriviamo. Di far risultare invece dei dati che sono a volte ignoti alla grande opinione pubblica ma che servono ad esempio per dimostrare il livello sia di competitività sia a livello di tutela dell'ambiente. Lo dico a Trento in una provincia dove secondo me sta per essere realizzato in corso di realizzazione uno dei più belli interventi che coniuga competitività a ambiente ed è la funivia delle mele che nessuno però dei grandi organi di stampa attenziona. Prano il TG1. TG1, ho detto organi di stampa non di informazione non a caso. Poi possiamo guardare un'altra situazione che stiamo facendo proprio sotto profilo dell'energia. Tyrannian Link è un'altra delle opere che stanno per essere realizzate e conclude e di cui si ha poca notizia però sono mille chilometri di cavi sottomarini che potranno dare un supporto a mille megawattora e collegando tre regioni che sono Sicilia, Campania, Sardegna. Dall'altra parte abbiamo un'altra iniziativa sempre come cavi sottomarini che vanno a collegare Italia, Toscana, Corsica e Sardegna. Cioè è un mondo che sta cambiando anche se alla fine poi l'argomento del giorno è la polemica rispetto ai quanti... Io questo le volevo chiedere. Con la revisione del piano lei ha detto nessun cantiere verrà fermato sospeso, non ci sarà un travaso di fondi dal nord a sud. Allo stato qual è veramente lo stato reale dell'arte sui pianerieri? Ieri conto ha detto che è stato indietro tantissimo addirittura i 5 stelle mi hanno detto che siete degli avvinazzati per come avete trattato questa revisione. Guardi io preferisco non essere lucido come 5 stelle perché quando si parla di questi argomenti quantomeno bisognerebbe averli studiati. Noi sappiamo che le opere pubbliche in Italia sono già un problema di per sé, aggiungo, non è che in alcuni settori tipo quello delle ferrovie vi siano 200 mila aziende in Italia che possono intervenire. Noi purtroppo abbiamo due, tre grandi aziende in grado di poter lavorare sul settore ferroviario poi avendo anche una serie di subappaltatori ma le aziende si contano sulle dita ad una mano. Allora noi abbiamo trovato tre o quattro situazioni, faccio un esempio, traforo dei Giovi, ma lì c'è un piccolo particolare, c'era una fuga di gas, non si poteva andare avanti coi lavori anche perché una talpa come viene chiamata la macchina che serve per scavare nelle gallerie, ha dentro del personale, nelle gallerie c'è del personale, non è che possiamo pensare di far finta che non ci sia il gas e non possiamo pensare di far passare binari delle ferrovie con sottogiacimento di gas per studiare le modalità attraverso le quali intervenire, ci abbiamo messo nove mesi e dico di più è una tecnologia tutta italiana perché anche guardandosi a livello europeo non trovavamo una soluzione. Vi sono altre tratte che hanno avuto dei problemi di stabilità del terreno sopra il quale la ferrovia deve appoggiare e allora anche in questo caso andiamo avanti coi lavori e facciamo poi precipitare la tratta ferroviaria quindi magari far derogare il treno o si interviene con opere che siano opere di consolidamento e che non erano previste nella progettazione perché evidentemente le perizze geologiche iniziali non davano questo tasso di pericolosità che poi si riscontra nel momento in cui si aprono i cantieri, parliamoci chiaro, allora tutte queste attività non escono dal PNR, so che il PNR si conclude il 30 giugno del 2026. Noi abbiamo fatto una semplice operazione, queste opere che sono quattro tratte che non si concludono entro il 30 giugno del 2026 continueranno ad essere finanziate con i fondi del PNR ma una parte di quei fondi che serviranno per concludere l'opera oltre 2026 andranno a essere reperite dove, oggi i giornali dicono ma non si sa dove, in realtà si sa benissimo dove nel contratto che c'è tra ferrovie e lo stato per il semplice motivo che noi abbiamo un contratto di servizio che prevede il finanziamento delle opere quindi sotto profilo del finanziamento non c'è problema se voi mi dite al di là del 2026 cosa ci si mette ancora per arrivare alla conclusione devo dire a partire dalla galleria dei giovi dobbiamo vedere se l'attuale intervento in corso che è un intervento molto delicato si conclude in tempi rapidi o necessita di tempi più lunghi ma questo sulle opere pubbliche, scusatemi è sempre successo, non vorrei dire che la Napoli Bari, giusto appunto perché qualcuno parla della Napoli Bari, è nel PNR ma era stata approvata nel 2011 siamo nel 2025 quindi ammetterete che gli altri dodici anni di ritardo non sono problema di questo governo? Senta ministro, Giorgetti insomma è per allungare un po' le scadenze la UE nicchia dice un tanto, lei come la dice? Guardi Giorgetti ha fatto un discorso politico all'ECO finché era leggermente più profondo di quanto è stato riportato dicendo se voi ci chiedete di occupare degli spazi finanziari per riservarli alle spese della difesa allora dovete consentirci di avere una prorga delle spese del PNR perché se no non abbiamo più spazi finanziari. Questo è stato il ragionamento di Giorgetti, è un ragionamento che evidentemente l'ECO fin non ha voluto seguire ma per una ragione che ci è nota cioè non è che l'Italia chiede la prorga il giorno dopo alla prorga, il problema è che per aver la prorga rispetto al termine dei lavori del PNR occorre modificare tre regolamenti di quali l'ultimo quello della data entro la quale dovrebbero avvenire i rimborsi da parte della commissione europea che è il 31 dicembre 2026, ecco deve essere all'unanimità. Ora l'unanimità tra 27 capite che diventa molto difficile tenendo presente che c'è anche una parte di paesi che non ha chiesto neanche una rata di PNR. Prima ha parlato di burocrazia, sentite? Eccoci, ha parlato di burocrazia, mi fa un esempio dove l'Italia è sempre un po' incagliata per problemi burocratici in Europa? Guardi io sento tutti i giorni in realtà anche noi interverremo sulla misura ma sento tutti i giorni il processo a industria 5.0 però industria 5.0 non è decollata perché abbiamo dovuto trattare poi abbiamo modificato nella legge di bilancio tutta la normativa con la commissione europea perché la struttura europea dedicata al PNR ha voluto una serie di addempimenti per i quali dimostrare che quella misura avrebbe inciso come miglioramento rispetto alla prestazione degli ultimi 5 anni dovendo andare al ritroso di tutte le prestazioni voi capite che una grande industria può anche permetterselo ma una piccola azienda che deve andare a prendere un finanziamento magari da uno o un milione o un milione e mezzo di euro e si trova a dover fare degli studi che alla fine possono anche dimostrare che questo miglioramento non c'è per quella impresa e quindi non si è ammesso al finanziamento e diventa una cosa un po' particolare. Aggiungo, ci sono poi anche delle posizioni dogmatiche, tutti continuano a dire l'elettrico l'elettrico l'elettrico e allora abbiamo messo nel piano concordato con la commissione europea di fare 22 mila colonnine per quanto riguarda il rifornimento delle vetture. Poi però scopriamo, scusatemi, che alla fine gli ultimi due bandi salvo i centri urbani non tirano più e allora ti chiedi ma perché non ci sono più operatori che intervengono in questo settore e ti metti a discutere? Guardate che noi abbiamo l'idea che vi sia una offerta di colonnine superiore alla domanda relativamente alle auto elettriche immatricolate e poiché non ci credevano abbiamo dovuto tirare fuori i dati. Ad oggi abbiamo al 31 dicembre 2024 avevamo 65 mila colonnine per il rifornimento delle auto elettriche e abbiamo immatricolato 303 mila auto elettriche. Fate le proporzioni, li abbiamo fatte, siamo i premi in Europa nel rapporto tra colonnine d'auto elettriche avendo però il 5% di auto elettriche rispetto al monte delle auto circolanti quando ad esempio la Francia ha il 16, l'Inghilterra ha il 19 e quindi vi rendete conto che noi siamo il primo paese per avere le colonnine ma siamo uno dei paesi che ha minor immatricolazione di auto elettriche. Non mi pare che sia così fuori dalla logica dire diamo un incentivo per l'acquisto, tra l'altro un incentivo che è 550 milioni quindi più o meno Cuba 40 mila auto elettriche affinché questo dato che è anomalo inizia a riequilibrarsi leggermente perché diversamente abbiamo le colonnine che rimangono a fare arredamento anziché essere utilizzate. Prima abbiamo parlato del titolo del PAN, il titolo del FESI, invece rischi e scelte fatali l'Europa al bivio. Lei che fa avanti e indietro con Brussels che ha abbandonato la politica romana, le biche romane eccetera. La giro a lei la domanda l'Europa è al bivio veramente in questo momento? Io penso che l'Europa non solo sia al bivio è il momento che deve decidere perché guardate sono già passati 11 mesi dall'elezione europee e in questi 11 mesi spiace doverlo dire ma abbiamo continuato a parlare del titolo del tema, del titolo dei dossier ma di azioni concrete, non se ne sono viste tante, cioè l'abusso della competitività bellissimo titolo ma vogliamo declinarla e iniziare a dire quali iniziative concrete si mettono sul campo? Io ho fatto cinque consigli degli affari generali, tutti i cinque hanno lo stesso ordine del giorno e abbiamo parlato sistematicamente delle stesse cose. Si è depresso? No, non mi sono depresso, dico semplicemente che alla fine giusto il dibattito ma un dibattito ha senso se poi arriva una conclusione. Allora vogliamo passare dalla analisi dei problemi a quelle che sono le soluzioni e dico che sotto questo profilo non c'è solo questo dossier aperto perché quello della burocrazia il cosiddetto provvedimento omnibus che oggi è oggetto di triangolazione tra Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo è un primo provvedimento che si può prendere per la burocrazia ma ne occorre almeno altri due o tre perché se noi non abbassiamo un peso della burocrazia che tutti sappiamo essere devastante, c'è uno studio dei giorni scorsi che riguarda solo l'Italia dove dice attenzione che con questo carico e con queste misure che non sono indispensabili vi ha un costo di 80 miliardi l'anno. Allora vogliamo provare a intervenire perché qui sì che realizzi la competitività così come occorre il mercato unico dell'energia perché non è possibile, scusatemi, che noi continuiamo a fare una apologia del mercato ma di un mercato che è drogato. Ho letto un esempio, 2021-2023, Europa emissioni meno 32% di emissioni di CO2, Stati Uniti meno 24% di emissioni di CO2, Giappone meno 21% di emissioni di CO2, Russia più 17% di emissioni di CO2. Andiamo a vedere altri due dati, Cina più 289% di emissioni di CO2, India più 189% di emissioni di CO2, scusatemi, qui non stiamo parlando del mercato, e no, qui stiamo parlando di uno squilibrio del mercato, di una impossibilità a competere e sotto questo profilo allora o il mercato è equilibrato effettivamente e allora legittimamente ognuno fa la sua parte ma con una competizione sleale non c'è competitività che tenga, questo deve essere chiaro per tutti, se c'è competizione sleale non c'è competitività perché c'è un'alterazione del mercato. Tre rischi in Europa, c'è l'istabilità, l'incertezza legata anche alle politiche di Trump, le volevo chiedere, teme i dazi di Trump e il 10% sono una cifra gestibile? Ci si può stare rispetto ai 200 iniziali che vuol dire? Due questioni, la prima, non uso una frase mia ma una espressione del presidente Draghi, l'Europa i dazi se glie è dati da sé ed era il limite della competitività e il limite della burocrazia che costano più dei dazi. Seconda questione dei dazi, io penso che anziché fare degli effetti annuncio che servono poco forse è meglio cercare di discutere con gli Stati Uniti su quello che è non soltanto il problema delle esportazioni importazioni ma che è quello anche del settore dei servizi perché è vero che gli Stati Uniti sono deficitari come loro esportazione rispetto all'Europa, cioè l'Europa è sicuramente in vantaggio nella bilancia commerciale delle esportazioni rispetto agli Stati Uniti ma è vero che sotto il profilo dei servizi che gli Stati Uniti forniscono all'Europa esattamente e che l'Italia fornisce agli Stati Uniti lo squilibrio quasi si pareggia. Quindi sotto questo profilo sono abbastanza realista, non penso che se non si parte dal punto di vista ideologico facciamo la guerra agli Stati Uniti non si possa raggiungere, come hanno raggiunto altre nazioni, scusatemi l'Inghilterra ha raggiunto un accordo, il Giappone è in una fase di accordo, perché l'Europa non deve essere in una fase di accordo? Ce la fa l'Europa a prendere contromisure da questo punto di vista anche nei confronti dello strapotere della Cina per dire? Guardi sulla Cina noi abbiamo una situazione di questo tipo che forse devono valutare anche bene gli Stati Uniti e cioè che un'eventuale politica dei dazi nei confronti dell'Europa ma soprattutto nei confronti della Cina porterebbe la Cina a invadere il mercato europeo anzi che quello americano e per invadere il mercato europeo è evidente che interverrebbe con prodotti a più basso costo e quindi squilibrando quello che è attualmente un mercato che regola i rapporti Cina-Stati Uniti-Europa tant'è vero che mi pare che anche con la Cina rispetto alla battaglia 50-75-100-125-145 vi sia oggi una fase di più approfondito esame anche nei rapporti tra Stati Uniti e Cina. Abbiamo parlato di Europa ma al di là del ruolo che lei ricopre insomma anche del ricarico dell'appartenenza politica quanto conta davvero secondo lei oggi l'Italia in Europa perché insomma secondo l'opposizione zero, nulla, secondo la maggioranza non ha mai contato così tanto, c'è una via di mezzo. Guardi io penso che più che dirlo io o dirlo l'opposizione bisognerebbe chiederla gli italiani, si hanno visto mai in due anni e mezzo ad esempio lo stesso Presidente del Consiglio che girava per l'Europa, gli stessi ministri che andavano in Europa perché la stabilità politica è una dei primi grandi asset di una possibile ripresa economica, è uno dei primi grandi asset per avere la credibilità esterna, non è un caso se le agenzie di rating hanno iniziato a rivalutare il sistema Italia, capisco che dia fastidio a qualcuno, l'opposizione fa il suo conto, fa il suo conto, della Schlein preferisco non parlarne perché si lo so che è a Trento speriamo che dica cose sagge ultimamente non le capita spesso, ma al di là di questo vero è che Giorgia Meloni che non doveva neanche entrare, scusatemi perché dobbiamo partire da cosa si diceva in campagna elettorale, non entrerà neanche ad avere un colloquio con qualche capo di Stato europeo, avrà un isolamento totale, non ne hanno presa una perché non soltanto, non lo dico io, dice Stammer, lo dice il neocancegliere tedesco, non lo dice diciamo la verità con grande apertura la Francia ma lì c'è anche un problema di stabilità politica perché dopo le elezioni europee voi sapete che la Francia sta vivendo una fase di un governo che in realtà sta in piedi solo perché la Costituzione impedisce di andare a nuove elezioni politiche entro un anno. Quindi c'è una situazione di questo tipo però voglio dire, noi su un tema l'immigrazione posso assicurare che il primo ministro danese che tra l'altro appartiene a uno schieramento di sinistra è perfettamente allineato con la posizione italiana, qualcuno si è accorto i passi avanti che ha fatto l'Europa rispetto al tema dell'immigrazione quando nei 5 anni precedenti, sto parlando dell'immigrazione clandestina ovviamente non di quella regolare, quando nei 5 anni precedenti l'argomento veniva derubricato dalle discussioni a livello europeo ecco questo è uno dei fattori per i quali l'Italia si è impegnata solidamente, il piano Mattei perché lo collego proprio alla questione immigrazione, il piano Mattei viene preso oggi come un'idea esportabile a tutti i paesi d'Europa. Allora vedete io penso che senza voler infatizzare i risultati si possa dire che l'Italia è al centro delle politiche non soltanto europee ma internazionali perché piaccia o non piaccia ma Trump c'era anche i tempi di Conte e non mi pare che abbia espresso lo stesso giudizio che ha espresso su Giorgia Meloni di recente, allora abbiamo costruito un nuovo teorema che Trump andava bene quando c'era il governo qualcuno ma Trump non va più bene quando c'è il governo qualcun altro ma vi ricordate la polemica che c'è stata quando Biden in un gesto affettivo ha dato un bacio a Giorgia Meloni in testa, una polemica assurda, ma Biden fino alla settimana prima andava benissimo era l'icona della sinistra italiana però se ha un rapporto che poi sono rapporti scusatemi ovviamente personali e politici ma non si può pensare che rapporti personali siano azzerati dal fatto che politicamente sia dalla parte opposta e no, si può essere in ottimi rapporti personali e poi su piano politico avere ovviamente delle divergenze ma il pregiudizio della sinistra è che non si può assolutamente pensare che un uomo della sinistra illuminata come Biden possa andare a parlare con Giorgia Meloni e non ne hanno presa una è il motivo per cui non riescono a realizzare un'opposizione ma lei diceva di conte sul PNR ieri al Senato mi limito a dire questo maggioranza una risoluzione una risoluzione approvata ma era un documento l'opposizione sono cinque gruppi parlamentari di opposizione cinque risoluzioni anche su PNR dove contestano il governo scusatemi poco se mi valuto molto se mi confronto l'opposizione fa il suo mestiere per fare opposizione quindi guardi l'opposizione può fare il suo mestiere ma può fare anche l'opposizione si può fare anche con uno stile di maggioranza e le farò un caso quando c'è stata la vicenda covid fratelli d'italia che era l'opposizione ha votato per discostamenti di bilancio perché prima veniva l'italia poi veniva l'italia poi veniva ancora l'italia e quindi bisognava dare le provvidenze necessarie alle famiglie e all'impresa quando c'è stata la vicenda dell'invasione russa dell'ucraina fratelli d'italia che era l'opposizione ha sposato la posizione del governo italiano pro-ucraina allora vi sono dei temi che vanno oltre la fazione il problema vero che bisognerebbe capire lo dice anche la costituzione per i parlamentari il parlamentare rappresenta la nazione qui vi è la cultura per cui il parlamentare o il politico debba rappresentare solo la fazione mi dispiace doverlo dire ma questa è un primato della sinistra e non del centro-vest crede che in europa fare il bello e il cattivo tempo sia ancora l'asse franco del disco oppure in seguito alle cose che ha detto qualcosa sta cambiando? Io penso in realtà che oggi di assi ce ne siano molto meno e ci sia più la necessità di trovare una coesione su alcune scelte di fondo perché qualcuno fa finta di non vedere ma c'è un tema dell'allargamento dell'europa ad esempio ai balcani occidentali c'è il problema della competitività di cui dicevamo prima c'è la problema del mercato unico dei capitali a cui bisogna arrivare e bisogna arrivarci in tempi non biblici allora quell'asse che qualcuno aveva già paventato no quello dei volentero si anche qui bisogna dire la realtà dei fatti la prima riunione dove dovevano partire tutti i volenterosi Giorgia Meloni c'era in quella sede la proposta che uscì era quella di dire mandiamo truppe in Ucraina Meloni disse no scusate non mandiamo truppe in Ucraina in questa fase anche perché è un teatro di guerra ma nel momento in cui dovesse essere un accordo di pace si mandino le truppe sotto leggi da dell'ONU e non solo ma si disse anche ai fini di tutelare l'Ucraina sotto il profilo del non abbandono da parte della comunità occidentale anche in caso di una raggiunta auspicabile pace si estenda l'Ucraina l'ombrello dell'articolo 5 del trattato nato che prevede che in caso di una situazione di difficoltà sotto profilo voglio dire ovviamente militare di uno dei membri della nato tutti gli altri paesi hanno il dovere di intervenire a difesa di quel paese queste sono state le proposte dopodiché se tu vai avanti e continui a parlare della missione di mandare truppe che poi finalmente qualcuno si è accorto che le truppe non si possono mandare sono voluti alcuni mesi ma qualcuno poi l'ha capito spiace ma negli ultimi giorni cosa è successo è che tolto questo dal tavolo cioè l'invio di truppe regolarmente l'italia è al tavolo con coloro i quali stanno discutendo a livello europeo e con gli stati uniti di una pace che non sia una pace perché sia ma che sia una pace giusta e duratura ma che al tempo stesso sia una pace anche che abbia ben chiara una situazione di inizio non è l'ucreina che ha invaso la russia è la russia che ha invaso l'ucreina. Lei fa proposito di truppe escluso che parte dei fondi di coesione possono essere usati per la difesa è ancora di quest'idea pensa un pnrr della difesa magari. Nel pnr l'ho detto ieri non c'è spazio spero. Non se ne parlo. A dire il vero iniziamo a chiarire un po' le cose poi perché anche qui ma l'opposizione parla di riarmo ma se parliamo di riarmo è una cosa se parliamo di difesa voglio dire che il record di aumento di spese della difesa negli ultimi anni è stato portato dal governo Conte ma io non condanno questo perché nelle spese della difesa scusatemi ma tutta la materia che riguarda lo spazio è una materia che è estranea a uno stato e quanto sta avvenendo nello spazio e nella politica spaziale è estranea uno stato è fondamentale non a caso lo dico così qualcuno non l'ha letto il pnr ma ci sono delle risorse specificatamente destinate alla politica spaziale. Cyber sicurezza che non è un argomento così molto vago un argomento concreto perché interessa soprattutto il sistema anche delle imprese. La cyber sicurezza se noi investiamo è una politica di riarmo o è una politica di difesa perché confondere riarmo con difesa aggiungo il pattugliamento delle coste è politica di riarmo o politica di difesa e guardate che poi alla fine quando si fanno i conti tutti continuavano a dire che l'italia era deficitaria rispetto al 2% del PIL concordato in sé de nato anche questo vorrei ricordare non da Giorgia Meloni ma di qualche presidente del consiglio che l'aveva sottoscritto prima ma quando siamo andati a fare i conti risulta che noi l'obiettivo l'abbiamo perfettamente raggiunto a risorse attuali perché sono calcolate nella spesa a livello di nato alcune spese che noi non avevamo mai rendi contato e che sono le spese cui prima facevo riferimento. Se investiamo su quelli settori di intervento facciamo una politica contro l'italia e contro il mondo o facciamo una politica per difesa dell'italia per difesa dell'Europa. Dopodiché c'è un secondo argomento e concludo che è quello che noi riteniamo che la politica di difesa oggi debba prevedere che l'Europa costituisca il pilastro europeo della nato. Abbiamo poco tempo mi servono risposte rapidissime. Cambiamo il proprio argomento Il governo Meloni dura o non dura? E la Meloni secondo lezioni si ricandida a guidare il paese alla fine di legislatura se ci arriva? Il governo Meloni va a fine di legislatura e io sono convinto che non sarà Giorgia Meloni ma saranno gli italiani a chiedergli di ricandidarsi. Il Consiglio dei Ministri, qui entriamo un po' in beghi locali, come sa ha impugnato la legge della provincia autonoma di Trento sul terzo mandato. Si è scatenato il putiferio nel centro destro come l'Aria? Guarda, il Consiglio dei Ministri vi dico che l'Aria era tranquillissima perché non si è fatto un discorso politico, si è fatto un discorso squisitamente tettico, ovviamente come tutti i discorsi tettici puoi avere un'angolatura di un tipo e un'angolatura di un altro ma il ragionamento è questo, la Corte Costituzionale dice ci vuole una legge nazionale per superare la possibilità del secondo mandato alla candidatura dei Presidenti di Regione, vicenda che impugna e nasce dall'impugnativa unanime del Consiglio dei Ministri rispetto alla legge della Regione Campania. Viene approvata dal Consiglio provinciale di Trento una norma la quale norma dice in definitiva che è possibile il terzo mandato. Attenzione che qui si apre un discorso tra ragioni a statuto ordinario, regioni a statuto speciale e provincia autonome. Ora il fatto di chiedere alla Corte Costituzionale semplicemente se quella norma è costituzionale o meno serve semplicemente al passaggio successivo, perché se la norma è costituzionale innanzitutto evitiamo che ogni regione a statuto speciale ne stabilisca una perché vuol dire che la costituzionalità ce l'ha quella norma e non altre norme. La seconda è se la Corte Costituzionale dice che quella norma è legittima, scusatemi, ben può il legislatore nazionale ritenere di adeguare la norma anche per le regioni a statuto ordinario. Se la norma non è legittima, come non è stata retenuta legittima per le regioni a statuto ordinario, può essere una scelta politica e parlamentare quella di decidere se bypassare con norma di legge nazionale che valga sia per le regioni a statuto ordinario che a quelle a statuto speciale il vincolo dei due mandati. La situazione a livello di governo si è conclusa qui. Poi personalmente mi spiace che se ne sia andato ma evidentemente ha degli impegni perché qui ci sono tanti panel, anzi lo ringrazio per la presenza in questa sala, ma se poi il presidente della provincia di Trento ritiene che quello sia un attacco politico che torna a ripetere in Consiglio dei Ministri, nessuno l'ha visto così. Aggiungo anche Salvini, ha detto, a una questione locale. Ma se poi si rebocca la delega al vice presidente non per fatti altri ma quasi in concomitanza appena dopo questo, io ritengo che sia un errore su un piano politico notevole. Perché attenzione, mentre se noi lo teniamo su un piano giuridico la scelta politica poi la si fa con basi solide e diventa difficile fare una scelta politica con basi solide se dietro c'è la rappresaglia. Perché se parte il principio della rappresaglia allora dico, scusate ma perché tre mandati non 4, 5, 6, 10? E questo è il problema. Dopodiché io mi auguro che finita la tempesta torni la quiete anche a Trento. L'ultima domanda, la domanda che il ministro teme di più perché nessuno lo sa ma il ministro è tifosissimo dell'Inter. Come finisce stasera? Lei è come una freccia in fondo al cuore la sua. Io ho sofferto abbastanza per interlazio quindi stasera posso solo sperare nel miracolo ma la vedo difficile. Ciò nonostante mi auguro che invece il 30 di maggio tutti gli italiani tifino inter nella finale di coppa di Champions League perché lì l'inter non rappresenta soltanto la squadra del cuore ma rappresenta l'Italia. Grazie, grazie.
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