STEM Quiz Challenge: la scienza nelle mani dei giovani per costruire il domani
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STEM Quiz Challenge: la scienza nelle mani dei giovani per costruire il domani
Virginia, content creator STEM, spiega come i social possono rendere la scienza più accessibile e come la scienza possa migliorare i social.
Sottotitoli e revisione a cura di QTSS La Fondazione di Trento Benvenuti, benvenuti a tutti alla ventiesima edizione del Festival dell'Economia di Trento, a questo evento interattivo, dicevo un evento interattivo perché sarà suddiviso in tre momenti, uno dei quali vedrà anche l'avvio di un quiz e a cui se volete potrete partecipare. Iniziamo però a introdurre Virginia, e io, Virginia, so che tu hai 300.000 follower su Instagram e 10.000 su YouTube, però non vuoi essere chiamata influencer, quindi ti chiedo di aiutarmi a introdurti al pubblico del Festival dell'Economia, dicendoti di presentarti senza usare la parola influencer. Diciamo che non ho niente contro il termine influencer in realtà, semplicemente non l'ho riputo troppo il mio lavoro, diciamo che per se definisco di più content creator, se vogliamo, creo contenuti sul campo della scienza, quindi content creator STEM. Ok, lo fai appunto utilizzando i social, quindi io adesso vorrei entrare lentamente nella materia e soprattutto anche nella tua attività, e lo farei con questo progressivamente iniziando a proporti due frasi e chiederti se sei d'accordo con queste due affermazioni solo su una, solo su due, su entrambe o solo su nessuna. Le frasi sono queste, la prima affermazione è che la scienza può rendere i social migliori, la seconda invece è che i social possono rendere la scienza più popolare. Di queste due facce della medaglia, cosa pensi? Diciamo che dato che li uso, sono sicuramente d'accordo, ma con entrambe. I social sono nati circa dieci anni fa, se non sbaglio, mi ricordo quando facevo il liceo, ero in terza, iniziavamo a usare Instagram, adesso penso che tutti usino Instagram e tutti sappiano che cosa sia. All'epoca veniva utilizzato principalmente per postare le foto delle proprie vacanze e difficilmente si credeva che i social avrebbe avuto questa evoluzione che oggi ha e sarebbe diventato un effettivo lavoro perché non solo per me, ma in generale nel mondo social ci lavorano migliaia di persone sia che creano contenuti, ma anche dietro, perché ci sono tantissime persone che gestiscono pagine di aziende, cioè tutti ormai hanno praticamente una pagina social. E di conseguenza nel mio caso, dato che ho sempre avuto molta confidenza con questi strumenti e dato che sono stata una delle prime usufruitrici del social, anche YouTube, nel guardare video che facevano gli altri, anche contenuti scientifici, allora quando io stavo terminando l'università mi è venuto quasi spontaneo dire provo anch'io a vedere se quello che sto studiando può interessare a qualcuno. E quindi poi il mio pensiero si è evoluto, di conseguenza mi sono resa conto che in effetti sì, il social può essere un megafono incredibile per quanto riguarda il mondo scientifico e allo stesso tempo il mondo scientifico, come qualsiasi altra parte di cultura che ci circonda, può aiutare il social ad essere un posto migliore e anche, tre virgolette, approfondire un po' questi strumenti che all'inizio erano attivi semplicemente come scopo di intrattenimento. Obiettivamente, tu hai detto giustamente, tutti usano i social, però è una minoranza che li usa per diciamo diffondere contenuti, non dico scientifici, ma anche culturalmente curati. Quindi, obiettivamente, tu senti appunto di fare la tua parte per migliorare questo ambiente, questo ecosistema sociale con il tuo lavoro, con la tua quotidianità. Sì, diciamo che non è nato con questo obiettivo specifico, nel senso che quando ho iniziato i primi video sono iniziati perché raccontavo il mio percorso da studentessa, quindi era anche una cosa molto personale e poi con il tempo mi sono reso conto che effettivamente usarli in questo modo poteva essere utile, non tanto per spiegare dei concetti perché ovviamente, poi dipende dal social. Io parlo principalmente di Instagram e TikTok che hanno dei formati brevi, ovviamente su YouTube è ancora diverso, però poi è ovvio che in un formato da un minuto non puoi averla pretesa di spiegare la teoria delle stringhe o persone che non hanno mai studiato, che ne so, la fisica classica, però semplicemente di attirare l'attenzione su un mondo che, come dicevamo prima, è sempre stato un po' nascosto perché reputato forse poco interessante. Sì, esatto, scusa che se insisto, ovviamente a te sembra naturale, però ti assicuro che non è naturale appunto parlare di fisica, dei fondamentali su internet, quindi sicuramente a te viene molto naturale, questo è interessante, è un fenomeno da studiare, è un'attività che giustamente appunto ha attirato anche l'attenzione del festival e oggi siamo qui a parlarne. Tu sei stata anche autrice per la TV, hai ideato e condotto una serie sulla fisica che è andata in onda su RaiPlay. Ti chiedo se hai notato differenza tra produrre contenuti per la TV e per i social e se c'è qualcosa che ti è mancato in TV rispetto ai social, immagino l'interazione col pubblico però poi ci direi tu, e se c'è qualcosa invece che la TV ti ha dato in più rispetto ai social. Ok, sicuramente utilizzare il social a me piace tantissimo per l'immediatezza del riscontro con il pubblico, cioè quando io pubblico dei video è un po' come se stessi parlando, non dico ai miei amici perché non li conosco, cioè sono relazioni parasociali, quindi non puoi riputare per persone amiche dato che non hai mai visto in faccia, però comunque si crea secondo me un rapporto spontaneo, quindi io pubblico un video, le persone mi commentano, mi fanno critiche costruttive, mi fanno complimenti, mi insultano anche, capita, perché ovviamente ci sono poi tantissimi haters, però è un meccanismo che secondo me se non sei abituato a viverlo ti fa strano, io che sono nata da quello invece mi fa strano al contrario, quindi in televisione non avere il feedback diretto, non lo so, mi spaventa perché dico cavolo quello che sto facendo andrà bene, interesserà, sul social se qualcosa non va bene o se hai sbagliato qualcosa lo sai subito e quindi puoi correggere subito. In televisione no, ovviamente al contrario in televisione hai avuto la possibilità di lavorare con un sacco di persone, ognuna di queste indirizzata a un compito specifico mentre di solito io sui social faccio tutto, quindi faccio ricerca delle fonti, scrittura del video, registrazione, montaggio ed è un lavoro incredibile, mentre in televisione hai l'autore, hai il videomaker, hai il fonico e quindi da quel punto di vista, nonostante avessimo pochissimo tempo, quindi non dico che è stata rilassante perché abbiamo girato tutta Roma in due settimane, non ce la facevo più, però hai dei leghi un po' ecco. Interessante, dunque in televisione c'è un mezzo più maturo dove ci sono delle pratiche strutturate con dei ruoli, delle competenze già pronte, questo quindi mi pare di capire se il velo è raggiunto, per te però che sei nativa, una divulgatrice nativa digitale, nativa sociale, adesso il senso che ci siamo intesi, ti sembra naturale avere, partire con un feedback di default e non averlo è una cosa strana. Fa strano non avere gli haters che mi critica. Tu hai parlato anche non solo di fisica ma anche di costituzione in tv e sui social su invito del presidente della repubblica Mattarella che anche lui è arrivato ecco della tua capacità di divulgare e ti ha affidato un articolo della costituzione, raccontaci qualcosa anche di quell'esperienza. Consideriamo che quando sono stata contattata per questo evento alquilinale avevo iniziato da pochissimi mesi, quindi tutto quello che ho fatto l'ho fatto in modo velocissimo, mi ero appena laureata, era da neanche un anno che avevo iniziato a fare questo lavoro e quindi non mi aspettavo, quando mi è arrivata la mail io credevo fosse finta, quindi neanche stavo rispondendo, poi col passare del tempo mi hanno sollicitato, allora sono andata a rileggermela bene e ho capito che in effetti era una bella opportunità. E allora ho detto ok, il quilinale ha deciso di assegnare a alcuni content creator di youtube un articolo della costituzione, io avevo l'articolo 9 che parla della cultura della conservazione del patrimonio artistico e quindi ho cercato di riassumerlo in un minuto, come di solito faccio nei miei profili all'inizio. Quindi sono andata là, abbiamo conosciuto Matterella, è stata un'esperienza molto interessante, loro inaspettatamente, mi sono sedita molto a mio agio, credevo che mi sarei agitata molto di più anche come contesto, perché comunque è il presidente davanti ai tuoi occhi, invece no, è stato molto tranquillo. Probabilmente il presidente per come lo conosciamo ha anche aiutato a metterti a tuo agio, però complimenti. Sì, una persona fantastica. Noi siamo qui anche per ispirare, sono tanti giovani qui in sala, molti altri saranno collegati. Allora per chi è qui anche in cerca di indicazioni per il proprio percorso di studi, per capire che direzione prendere, su che materia orientarsi, le materie stemme sono già nel titolo di questo evento, quindi puoi raccontarci qual è il tuo percorso di studi, qual è stato il tuo percorso di studi in modo da capire meglio anche questo aspetto. Certo, allora partiamo dall'inizio, nel senso che di solito racconto che prima di scrivere mia fisica mi sono diplomata a liceo artistico, perché è una cosa che magari una persona che non ha fatto lo scientifico è un poresti a dire intraprendo una carriera scientifica all'università, in realtà non dico che di non aver faticato per recuperare le basi che mi servivano, però comunque ce l'ho fatta, quindi dopo di che mi sono laureata alla triennale, poi alla magistrale di fisica delle interazioni fondamentali, e poi prima ancora di laurearmi ho iniziato a fare questo lavoro. Come dicevamo prima, che cosa sono le interazioni fondamentali, perché ho scelto di studiare fisica delle interazioni fondamentali? Perché quello che mi ha legato alla fisica in realtà è la filosofia. Allora, a liceo artistico, il mio era il primo anno che l'artistico era diventato liceo, quindi erano state introdotte delle materie che l'Istituto d'arte non aveva, tra cui inglese e filosofia, e attraverso la filosofia mi ha effettivamente proprio aperto la mente e mi ha fatto capire perché la matematica potesse essere interessante, ognuno poi trova il proprio modo per appassionarsi alle cose, il mio modo è stato quello di entrarci attraverso una via più umanistica se vogliamo. Interazioni fondamentali era proprio l'unione tra quello che interessava a me, cioè la filosofia e lo studio di quello che ci circonda, perché le interazioni fondamentali sono le forze che governano tutto ciò che ci circonda, e quindi usare la matematica per conoscerle secondo me era proprio il clu per scoprire la realtà, l'universo anche. Decifrare il linguaggio della natura. Io ho studiato filosofia, e quindi permettimi una domanda, anzi mi hai alzato la palla per questa domanda che vorrei farti. Tu abbiamo appena ascoltato, hai detto che hai fatto il liceo artistico, hai trovato nella filosofia uno stimolo che poi ti ha portato invece, non invece, anzi ci hai spiegato bene, ti ha portato naturalmente a scegliere fisica. Allora io vorrei chiederti, dopo aver studiato la bellezza del mondo e approfondito la sua complessità, quindi prima con l'arte la bellezza del mondo e con la fisica la sua complessità, la sua profondità, che cosa hai capito del mondo che ci circonda? Ho capito che in realtà ogni secolo, ogni generazione secondo me si sente arrivata, diciamo che nel ventunesimo secolo succedono ancora queste cose perché ci sentiamo una società avanzata. In realtà secondo me siamo più all'inizio della scoperta di quello che ci circonda, ma anche per quanto riguarda le tecnologie che abbiamo, anche perché se ci pensiamo l'evoluzione scientifica è partita pochissimo tempo fa rispetto alla storia dell'uomo, fino a metà dell'ottocento tra l'altro neanche esisteva la fisica. La fisica nasce a livello proprio storico da una branca della filosofia, quindi poi ovvio con Galileo Galilei inizia il metodo scientifico, però da lì a capire come sfruttarla al massimo ce l'abbiamo messo di tempo. Quindi in questi pochi decenni abbiamo avuto un'evoluzione incredibile e secondo me è proprio la punta della piramide che stiamo andando a studiare. L'intelligenza artificiale, chissà cosa succederà, ma neanche i più grandi esperti dell'intelligenza artificiale lo sanno, quindi è proprio un periodo molto secondo me anche interessante e anche un po' ansioso. Quindi tu sottolinei il carattere primitivo di questa intelligenza artificiale, questo per riassumere il fatto molto interessante che pensi che noi siamo più all'inizio di un percorso che alla fine è di conoscenza, intendo. Se hai capito questo devo dire che è un bel insegnamento. Pensa, poi magari tra 100 anni arriviamo alla singolarità tecnologica, la nostra società finisce, quindi in realtà abbiamo raggiunto il massimo delle conoscenze che ci sono concesse. In questa attività speculativa oltre che divulgativa chi è il tuo ispiratore o la tua ispiratrice se ce l'hai e perché? Beh diciamo che, dato che io mi occupo anche, cioè mi occupo, mi interesso anche di gender gap nelle facoltà scientifiche, in particolare nel mondo scientifico, forse una delle prime persone donne che mi ha ispirato da questo punto di vista è Margherita Hack, ma perché era una delle poche donne effettivamente che quando io ero piccola parlava di scienza, non c'erano tante donne in televisione o nei film o che ne so, anche qualsiasi prodotto di intrattenimento che si occupavano di scienza. E quindi lei ovviamente è stata un po' l'icona di tante generazioni e poi anche in realtà l'Icetro Isi, che è una scrittrice fantasy, perché anche lei è un astrofisica e io scoprì questa cosa quando leggevo i suoi libri alle medie. Quindi avevo 13 anni, sono una grande appassionata di fantasy e quindi scoprendo che lei era astrofisica mi interessai alla parola astrofisica perché non sapevo bene che cosa volesse dire e quindi poi col tempo diciamo che queste cose si sono collegate. I puntini si sono uniti. Esatto. Sfruttiamo un attimo la tua popolarità. Immaginiamo che tu possa rivolgerti ai tanti politici che sono pur qui al Festival di Trento. Che cosa diresti loro per... Che cosa pensi che tu sia urgente fare per valorizzare lo sviluppo della scienza e della sua comunità in Italia? Sfruttiamo il fatto che ti ascoltano intanto, che hai tanti follower come abbiamo detto all'inizio. La politica e l'economia sono mondi estremamente complicati quindi a livello pratico oltre a dire finanziate la ricerca non saprei dare delle direttive specifiche perché non me ne intendo. Sicuramente non capisco se il poco interesse che c'è nel finanziario e nel mondo scientifico dipende dal fatto che ci sono cose più importanti o se proprio non si riesca a capire perché la ricerca scientifica è importante. E quindi si mette sempre come ultima cosa. E quindi forse cercherai di far riflettere su quello che dicevo prima, su quanto con lo studio di pochi anni siamo riusciti a fare e come questo studio poi hai riuscito a migliorare le nostre vite perché alla fine la scienza si fa ricerca... Chi fa ricerca lo fa fine a se stesso, non ci deve essere per forza un fine ultimo. Per chi invece ha una mentalità più pratica e vorrebbe capire in che modo potrebbe ogiovare le proprie vite, se pensiamo a tutto quello che ci circonda, a tutti i comfort che abbiamo ce l'abbiamo perché gente ha fatto ricerca fine a se stessa. Cioè semplicemente i telefoni che abbiamo, le macchine nascono da ricerca di fisica teorica, di persone che erano appassionate alla fisica e studiavano i fenomeni elettromagnetici perché gli divertiva capire come funzionava la luce per dire. E quindi per questo è importante far capire sia perché è importante finanziare ricerche che apparentemente non hanno risvolti pratici ma anche parlarne perché soprattutto il consenso pubblico secondo me è la cosa più importante. La cosa non è apprezzata dalle persone, difficilmente gli si darà importanza. E per cui, poi mi leggo al fatto del mio lavoro, io faccio divulgazioni anche perché spero che in Italia si prenda sempre di più in considerazione la cultura scientifica che è sempre un po' il fanalino di coda di tutta la cultura. Anche perché siamo un paese artistico, abbiamo una storia incredibile, ci sta anche, è naturale che sia così, però i tempi cambiano e quindi rischiamo di farci mangiare da tutto quello che ci circonda. E di questo ti ringraziamo per questa tua attività. E cosa diresti? Invece questa è l'ultima domanda con cui chiudiamo questa brevissima introduzione che però credo sia stata utile, abbiamo messo tanta carne al fuoco anche per capire appunto quello che fai. L'ultima domanda che ti faccio, cosa diresti invece da donna di scienza alla politica? Che indicazione daresti per colmare invece il gap che c'è di genere nelle materie STEM? Che so essere l'altra tua missione? Questo è un altro tema molto complicato perché il gender gap è solo la punta di un iceberg enorme che distingue le capacità degli esseri umani in base al genere. Quindi diventa complicatissimo riuscire a trovare delle soluzioni a questo. Quello che nel mio piccolo sempre, ma io in realtà, e tante altre ragazze perché faccio parte di un progetto che si chiama Generazione STEM che si occupa di raccontare la scienza attraverso un linguaggio, passatemi il termine più femminile dato che è sempre stata raccontata e vissuta principalmente da uomini. Quindi attraverso questi esempi, come Margherita che è stata per me ispiratrice, potremmo essere magari noi un giorno ispiratrice per le generazioni future, dato che non ce ne sarà più solo una ma saranno tante, grazie ai social anche, potremmo vedere magari dei cambiamenti da questo punto di vista. Quindi non è una teorizzazione di qualcosa che potrebbero fare ma è qualcosa che noi in primis possiamo fare per i giovani. Lasciarti dire, io credo che tu già oggi sia ispiratrice per molti giovani. Vediamo in modo positivo. Io direi che già così. Allora, questa prima parte finisce qui, però come dicevo l'evento è molto ricco. Adesso lascio il palco a Virginia che ha da proporvi un quiz sulle materie STEM e che ci permetterà di andare avanti nella discussione. Prego Virginia. Grazie mille. Un quiz che farò anch'io. Ok. Allora io non so se alzarmi, forse è meglio se mi alzo. Sì, come preferisci. Ok. Ok, adesso visto che abbiamo parlato di scienza e di come questa impatta nelle nostre vite, ho preparato un piccolo quiz per vedere quanto conoscete il mondo scientifico e quanto siete preparati sulle professioni del futuro. Premessa importantissima. In realtà siamo in un periodo storico molto complicato perché l'intelligenza artificiale sta cambiando la nostra vita e sta cambiando anche i lavori del futuro. E come dicevo ci sono esperti che studiano l'intelligenza artificiale che non stanno nell'effettivo come questa andrà a modificare tutti i campi, quindi diventa difficile fare previsioni. Allo stesso tempo credo che la parola indispensabile nel mondo del futuro per quanto riguarda il lavoro è la scienza. Quindi vediamo. Adesso vi chiedo di tirare fuori il telefono e di scannerizzare il QR code. QR code. E dissegnarvi con un nome di fantasia. Non sarà una vera e propria interrogazione, sarete anonimi, quindi non vi preoccupate. Nessuno saprà se avete sbagliato o meno la risposta. E appunto è un quiz molto divertente, goliardico. Quindi siamo a 35. Ok, vado. Allora, dovete rispondere più velocemente possibile e al termine di ogni domanda ci sarà una classifica anonima, come vi dicevo. Quindi, che cosa vuol dire l'acronimo STEM? Partiamo dalle basi. Scienza, teatro, economia, musica, sport, tecnologia, ecologia, matematica, scienza, tecnologia, ingegneria, matematica, scienza, tecnologia, economia, matematica. Non so se lo vedete bene. Ok. Scienza, tecnologia, ingegneria. Ok. Beh, scienza, tecnologia, economia, matematica. Questa l'ho messa trabocchetto perché c'era la E in effetti STEM in inglese, quindi engineering. Esatto. Poi dopo le commentiamo comunque. Quindi questa è la classifica, andiamo avanti. Allora. Ok. I mestieri che scompariranno nel futuro sono. Ingegnere ambientale, sviluppatore di software, operatore di call center, data scientist. Questa qui è, penso, semplice. Vediamo. Esatto. Operatore di call center. Ho preso un esempio di uno dei mestieri che probabilmente sarà sostituito da l'AI. La prossima domanda. Quale lavoro non esiste ancora ma comparerà nel futuro grazie all'intelligenza artificiale? Costruttore di organi 3D, specialista in cyber sicurezza domestica, operatore sanitario in telemedicina e narratore immersivo. Anche questa. Ecco. Questa anche in un altro bocchetto perché in realtà sono tutti i mestieri che probabilmente in un futuro ci saranno, che ad oggi ancora non ci sono. E secondo me molto interessante. Poi dopo le vediamo bene. Poi. Che cosa hanno in comune uno scienziato, un artista e un ingegnere? Lavorano tutti al computer, usano la creatività per risolvere problemi o odiano le regole? Vediamo. Usano la creatività per risolvere problemi. Qualcuno però ha messo odiano le regole. Ci sta. Originale. Penultima. Perché TikTok ti mostra proprio quel video di un gatto che balla vestito da astronauta? Perché sa che ami l'arte moderna? Per puro caso perché un algoritmo ha analizzato ogni tuo like perché i gatti comandano internet? Era questa la domanda simpatica di questo quiz. Esatto. Perché un algoritmo ha analizzato ogni tuo like? Perché secondo me era giusta questa, non volevo dirvelo. Adesso ultima domanda e poi andiamo a rispondere. Vi vado a commentare questa domanda che vi ho appena fatto. In quale discipline entra l'AI? Solo nella programmazione nei computer, in medicina, arte e agricoltura, solo nei videogiochi, credo che ci sia stato un bug, fate finta che non esista questa. Invece anche questa era una domanda tra bocchetto in realtà perché l'intelligenza artificiale, come vi dicevo, entrerà in tutti i settori e quindi sarà importantissima ovunque. Vediamo chi ha vinto, chi ha fatto il maggior numero di domande giuste. Max Planck, un nome, una garanzia. Un premio nobre non poteva che primeggiare. Si vuole svelare Max Planck. Complimenti. Il nome nomen. Esatto. Bello. E' un po' difficile, ma è un po' difficile. Un nome nobre. Cosa? Esatto. Bello, mi è piaciuto. Ok, adesso vado... No, scusatemi ragazzi, c'è ancora l'ultima domanda, quindi... La classifica può cambiare. Ribaltare o confermare la classifica. Vediamo, quali percorsi possono portare ai mestiri del futuro? Anche questa è una domanda informativa. Laurea magistrale in artificial intelligence and data science. Laurea magistrale in bio e ingegneria. Laurea in scienze e tecnologie per la conservazione dei beni culturali. Laurea magistrale in energia sostenibile. In energia sostenibile. Anche questa è una domanda tra bocchette, perché in realtà... Tutte queste lauree saranno indispensabili per i mestiri di domani. Ok, adesso... Possiamo passare alle slide. Così vi... Ci sono già. Ok, andiamo a commentare le domande che vi ho appena fatto. Se riesco a farcela. Vi chiedo che cosa volesse dire l'acronimo STEM. La maggior parte di voi ha selezionato la risposta corretta. Quindi scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Io qua ho messo delle brevi descrizioni di che cosa sia o non è l'effettivo. Sia o non è l'effettivo. Beh, la scienza studia come funziona il mondo. Quindi dal mondo microscopico, dalle particelle subatomiche, sia al mondo macroscopico, al nostro intero universo, tutto ciò che ci circonda. La tecnologia applica queste ricerche scientifiche che vengono fatte per creare degli strumenti utili che possiamo utilizzare tutti i giorni nella nostra quotidianità. L'ingegneria progetta e costruisce sempre grazie alle scoperte scientifiche. E la matematica invece, come Galileo Galilei diceva, è il linguaggio della natura che ci permette di fare queste scoperte. I mestieri che scompariranno? Beh, è difficile davvero fare delle previsioni su quali saranno i mestieri del domani. I nostri genitori, la mia generazione e le generazioni precedenti, avevano dei posti fissi, tra virgolette. Cioè, quando i genitori indirizzavano i figli su che strada percorrere, sapevano bene o male che cosa si sarebbero potuti rivendere nel mercato del lavoro. Ad oggi questo discorso non si può più fare. E di conseguenza, diventa difficile capire anche per i giovani stessi quale può essere una carriera universitaria da intraprendere. Ebbene, io qua ho messo un documento della World Economic Forum dove analizza quali saranno ipoteticamente i lavori in maggiore crescita e i lavori in maggior declino. E nel quiz vi ho messo un esempio dell'operatore di Call Center che sarà sicuramente sostituito nel breve tempo dall'intelligenza artificiale, però attenzione perché l'intelligenza artificiale di sicuro andrà a eliminare alcuni lavori che oggi ci sono, ma creerà anche tantissime opportunità che oggi neanche riusciamo a immaginarci. Alcune di queste ve le ho messe nel quiz della domanda poi successiva. Beh, non vi sto qua a elencare tutti i punti, però è molto interessante perché se notate, al terzo posto c'è lo sviluppatore di software che è uno dei mestri legati a un percorso scientifico. Quindi forse il consiglio più importante che si può dare ai ragazzi, alle nuove generazioni secondo me è di... anzi, non è che si devono interessare alla scienza, siamo noi che dobbiamo trovare un modo per far sì che le nuove generazioni si interessino alla scienza perché poi è compito di chi la scienza la vive, far sì che le persone capiscono perché è interessante. Poi lavori che ancora non esistono come vi stavo dicendo prima, io qua ho messo quattro opzioni ma veramente ce ne saranno tantissime. Construttore di organi in 3D, grazie alle stampanti 3D sarà possibile, che ne so, creare degli organi proprio su misura per ogni singolo paziente, cosa che ad oggi è impensabile. L'intelligenza artificiale sarà importantissima nel mondo della medicina, aiuterà tantissimo nella prevenzione di molte patologie. Anche specialista in cyber sicurezza domestica, le nostre case stanno diventando sempre più tech, quindi ci sarà bisogno di qualcuno che ci aiuti a combattere gli attacchi hacker che ci verranno fatti, un po' come nei computer che abbiamo. L'opertura sanitaria in telemetria, un'altra ipotesi che si sta prendendo nei mestieri del futuro è quella che i medici riusciranno a seguire i pazienti anche da distanza. Ci sono già dei video dove ci sono dei chirurghi che operano i pazienti attraverso uno schermo tramite proprio dei robot. Oppure il narratore immersivo. Ho aggiunto anche questa opzione perché secondo me è molto interessante notare anche come l'arte, e la tecnologia si fondano, uno pensa sempre che il mondo artistico e il mondo scientifico siano due rette parallele che non si incontreranno mai. In realtà non è vero, soprattutto ad oggi abbiamo visto come l'intelligenza artificiale sia in grado di creare arte tanto quanto noi esseri umani, in modo molto più veloce, quindi a prescindere dalle questioni etiche che possono esserci dietro è qualcosa che non possiamo trascurare. E di conseguenza sfruttare il nostro vantaggio secondo me può essere anche stimolante. Cioè pensate che adesso ci sono gli iscrittori, i sceneggitori che scrivono per mondi bidimensionali, perché film e videogiochi sono tutti bidimensionali, arrivano su un piano. Mentre grazie anche, che ne so, ai VR, alle realtà aumentate, sarà possibile creare delle storie per mondi tridimensionali, multisensoriali. Poi la domanda è che cosa hanno in comune uno scienziato, un artista e un ingegnere? Ovviamente la risposta corretta era la B, ma ho messo questa domanda perché ci tenevo far capire come in realtà quando si parla di creatività si pensa sempre al lavoro dell'artista, all'artista. Perché grazie all'ascolto di se stesso riesce a creare qualcosa di nuovo. In realtà non è del tutto corretto, perché anche uno scienziato deve trovare, inventare delle soluzioni dei problemi che esistono, ma di conseguenza anche l'arte. Io ho fatto l'Accademia di Belle Arti e prima di decidere di fare fisica uno dei blocchi che avevo proprio i miei era legato al fatto che non volessi seguire delle regole, perché pensavo che l'arte mi facesse essere me stessa al 100%. In realtà chi decide di intraprendere un percorso artistico si rende conto che ci sono un sacco di regole. Cioè, chi vuole diventare un compositore, un musicista, deve imparare, deve studiare tantissimo, così come chi vuole diventare un ingegnere, un fisico, semplicemente impara strumenti diversi per inventare cose diverse. Perché TikTok ti mostra proprio quel gatto? Questa ci tenevo, dato che io mi occupo di social, a farvi capire che l'intelligenza artificiale in realtà è già nelle nostre vite. Possiamo vederlo anche negli algoritmi di TikTok. Questo viene definito il secolo dei dati. Chi ha dati ha il potere, diciamo, nel nostro mondo. E' uno dei mestiri più importanti, sarà proprio quello del data scientist, che prenderà questi dati che arrivano anche dai social, perché quando noi andiamo a navigare online, lasciamo delle impronte digitali molto chiare. Questi dati poi vengono presi dalle aziende, vengono analizzati tramite i data scientist e da questi dati vengono fatte delle previsioni su cui poi si basa anche il mercato. Infine, in quale disciplina entra l'AI? Questo ho detto mille volte, in realtà è ovunque. Forse l'AI non entrerà nel mondo dell'agricoltura, anzi in realtà anche lì ci saranno probabilmente dei meccanismi, dei motori che usiranno l'intelligenza artificiale, oppure semplicemente anche nella previsione del clima, che è molto importante poi per un agricoltore, per sapere quando coltivare o meno, ma anche nei videogiochi. Nel videogiochi, in programmazione, beh, tutto il mondo della programmazione mi diverte sempre immaginarmi il programmatore che si digi e evolve in un programmatore più potente, perché imparando ad utilizzare l'intelligenza artificiale riuscirà a creare delle realtà incredibili. E poi, quali percorsi possono portare ai mestri del futuro? In realtà anche qui ci sono un sacco di opportunità. Io ne ho messe quattro in modo tale che chi ha interesse può iniziare da qua. Quindi chi ha bisogno di informazioni può partire da questo e poi, adesso vi parlerò anche dei progetti di generazione STEM, per riuscire a indirizzarsi meglio. Questi sono altri percorsi che consentono alle nuove generazioni, diciamo, di entrare in questo mondo. Quindi informatica, ingegneria biomedica, biotecnologie, fisica, biologia, fisica. Io ho fatto fisica, come parlavamo prima, la figura del fisico è ovunque, si trova in qualsiasi contesto. Molte volte quando i studenti si trovano a scegliere il percorso di laurea sono sempre preoccupati, perché sembra che la scelta sia un'ibuca che ti porti in quella direzione lì. In realtà, iscrivendosi a una di queste facoltà ci si rende conto di quanti mondi ci sono all'interno e di conseguenza secondo me poi l'esperienza ti porta ispirazione. Queste sono altre possibilità. E volevo concludere questo mini viaggio, diciamo, sulle professioni del futuro, consigliandovi un sito che è quello di generazione STEM, come vi dicevo, io faccio parte anche di questa community per incentivare le ragazze, le nuove generazioni, in particolare le ragazze a intraprendere percorsi STEM, perché appunto in questo clima di incertezza l'unica certezza che abbiamo è che le materie scientifiche saranno alla base di tutto e attraverso questa community noi parliamo di tutti quelli che saranno immessili del futuro. Quindi, soprattutto per chi è indeciso, per i ragazzi giovani, hanno la possibilità di scrivere direttamente a ragazze poco più grandi di loro che possono aiutarli o aiutarle a trovare la strada migliore. Quindi, adesso in questa community ad oggi siamo circa 90 ragazze, ognuna di noi ha una specializzazione diversa, quindi anche per farvi capire l'enorme possibilità che ci sono di entrare nel mondo scientifico, magari anche a mestieri che inaspettati e quindi io spero che grazie generazione STEM se qualcuno dovesse avere bisogno di ispirazione qua possa trovarla. E basta. Grazie, grazie Virginia. Grazie mille. Accomondati, abbiamo ancora qualche minuto. Se c'è qualcuno che ha in mente una domanda, alzi la mano in modo che mi possa regolare sui tempi. Benissimo, direi che abbiamo tempo per queste due domande. Prego. Grazie Virginia. C'è un economista che non so se c'era questa edizione del festival, Stefano Zamagni, che dice sempre che l'Italia è un posto di grande innovazione di prodotto che però non si trasferisce sull'innovazione di processo. Cioè, chi inventa qualcosa, chi è proattivo, fugge, perché qua non c'è il sistema che gli permette di portare veramente sul campo l'innovazione. Secondo te sta cambiando qualcosa o siamo un po' sempre lì? Secondo me a livello di idee sì, c'è la volontà di cambiare questo processo perché ovviamente tutte le persone che hanno delle competenze in effetti scappano dall'Italia perché ci sono pochissime opportunità. Però tra il dire e il fare, io mi auguro che cambierà e l'unico modo per me di far cambiare questa cosa è trovare il consenso del pubblico, tra virgolette, e quindi far capire perché è importante investire i fondi anche in questo. Adesso il mondo dell'economia è complicato, io sinceramente non saprei bene come distribuire i soldi di uno stato, però io sono speranzosa, spero in un futuro che cambieranno. Bene, c'era una seconda domanda, prego. Grazie Virginia. Hai parlato dello sviluppo dell'intelligenza artificiale e delle conseguenze che potrà avere nel futuro. A me vengono in mente sostanzialmente due scenari principali. Vero, il fatto che essa venga usata come probabilmente nell'intenzione originaria, come una spinta verticale al miglioramento, per cui chi adesso svolge una delle professioni a rischio si ha portato a impegnarsi sempre di più a avere in essa un sussidio per andare avanti e chi invece tenderà a impigrirsi in uno slancio orizzontale che porterà tutto verso una spirale di ribasso. Ora, è possibile anche che le due cose coesistano in un oiato sempre maggiore. Vediamo gli effetti già dell'una e dell'altra cosa. Molto spesso, scusino i giornalisti presenti in sala, molto spesso nella carta stampata si vede proprio un appiattimento perché tanti articoli ormai sono dovuti alla fretta di pubblicazione e quindi sono massicciamenti intrisi di intelligenza artificiale, dall'altra appunto. C'è questa volontà di progresso. Quale secondo te l'antivirus che possiamo usare per non cadere nella spirale e puntare sempre invece maggiormente allo slancio verticale? È una domanda molto complicata. È difficile dare una risposta secca perché comunque l'essere umano è complicato. Io penso ai lavori che verranno sostituiti dall'intelligenza artificiale e magari si trovano in un contesto aziendale quello sarà compito di chi sta ai piani alti, tra virgolette, persi che le persone si adoprino per far corsi di aggiornamento che consentano loro di riuscire a sviluppare delle competenze e quindi non di venire schiacciati dall'intelligenza artificiale ma di imparare a utilizzarla. Altre cose che si possono fare per evitare di perdersi, tra virgolette, in queste innovazioni è fare informazione, cioè far capire alle persone quanto sia importante e quanto sia cruciale in questo momento continuare ad aggiornarsi, a studiare perché alla fine, come è sempre stato, è la conoscenza che ti salva. Quindi che prima fosse una cosa che oggi sia l'intelligenza artificiale, lo strumento più importante è proprio studiare e cercare di far capire alle persone perché è importante studiare. È un discorso molto idealista, mi rendo conto che a livello pratico è molto complicato, però come dicevo il progresso è inarrestabile e ci si deve accollare un po' sia i pro sia i contro cercando di agire nel miglior dei modi possibili. Bene, grazie. Dovete aggiungere qualcosa? Sì, adesso il tempo è quasi finito, però io direi di non rubare tempo all'ultima domanda, quindi faccio un passo indietro. Sì, scusa, io volevo fare più una domanda perché faccio fisica al secondo anno e ogni tanto quando vedo delle cose su YouTube o Instagram voglio tipo lanciare un'arma termonucleare, è peggio della bomba a zar. Ok. La mia domanda è, c'è un modo almeno per aiutare o insegnare o limitare sia la divulgazione fasulla, perché spesso c'è gente che mette i peggio video e dico guarda è assurda, è figo, ed è uno che ha fatto una cavolata assurda perché spesso, una volta mi sono venuto un video di un tizio che ha messo un caricatore nella patata e ha detto ah si carica e io mi sono stata, mia sorella ha detto facciamo, ho detto tu sei scema, non funziona così la fisica. Però lei era convinta che funzionasse e io ho detto guarda se vuoi farlo, poi ti si non funziona più il caricatore, fallo, io gli dico non farlo che sei scema, te l'ho detto tre volte, tu sei scema se non mi ascolti. Usate un attimo il nervosismo. Allora rispondiamo all'ultima domanda di Max Planck. Beh in generale, quindi tu stai chiedendo come si può contrastare la disinformazione online sostanzialmente. Sì, a me due giorni fa hanno rubato il video e lo hanno ridoppiato con l'intelligenza artificiale, quindi mi tengo molto ben conto di questo. Il problema secondo me è regolamentare sempre di più l'online perché ad oggi, dato che è nato da poco, e è danato per scopi come dicevo intrattenitivi, tra virgolette, non è che adesso ci stiano delle regole su come usarli i social, ma io dico in generale, l'internet. Quindi prendendoli sempre più sul serio si potranno strutturare proprio delle regolamentazioni sempre più efficaci perché ad oggi è il caos, cioè ognuno fa quello che vuole e non c'è un modo per eroginare questo problema se non seguire delle persone competenti che ti dicono guarda che questa cosa è una fake news, questa cosa invece ha senso di essere presa in considerazione. Più di questo bisogna aspettare dall'alto che si renda conto che i social ormai fanno parte della nostra vita e bisogna prenderli sul serio secondo me. Bisogna usarli con intelligenza. La regia ci ha regalato ancora qualche minuto quindi se vogliamo continuare questo interessante dibattito possiamo farlo. Scusa un'altra domanda breve, le ragazze di 19 anni che tu hai conosciuto secondo te per quale motivo non scelgono una delle sei lauree che ci hai fatto vedere? Quali sono i motivi che tu hai visto? Ok, allora per me i fenomeni sono sempre molto complessi quindi faccio sempre fatica a rispondere in modo, cioè aria sintetica perché sono domande complicate. Secondo me le cose stanno un po' cambiando se devo essere sincera, cioè io vedo che comunque ci sono sempre più ragazze che si iscrivono a queste facoltà e penso che uno dei tanti motivi sia anche quello culturale legato appunto ai ruoli di genere perché noi siamo cresciuti in una società che l'ha strutturata in un certo modo anche per comodità. Cioè la figura dell'uomo aveva determinati scopi e obiettivi nella vita, la figura della donna ne aveva altri ed era una formazione che poteva funzionare fino a 50 anni fa. E quindi le cose si stanno evolvendo, la società proprio a livello pratico, io non parlo tanto di questioni etiche che per carità sono molto importanti ma proprio anche da come organizzazione del nucleo familiare le cose stanno cambiando e di conseguenza prima di tutto bisognerebbe proprio cercare di evitare di farsi influenzare da quello e poi soprattutto il fatto che il mondo sarà sempre più tecnologico, si baserà sempre più sulla scienza e di conseguenza se le ragazze fanno fatica a trovare interessanti questi mondi per un motivo o per l'altro perché appunto come dicevo i motivi sono infiniti c'è anche il rischio che si retroceda un po' e le carriere del futuro saranno come era prima rilegate sempre e solo al genere maschile. Ovvio è un discorso molto complicato perché i ruoli di genere è un'altra scienza se vogliamo chiamarla così che va studiata e approfondita nel dettaglio però un motivo sicuramente secondo me è culturale quindi non so se siamo tutti d'accordo su questa cosa, cioè è bello anche poi dibatterlo, dibattere su questi temi. Lasciamoci allora con questa domanda, con questa apertura, il tempo a nostra disposizione è anche qualcosina in più volato parlando di scienza e di fisica quindi già questo è un risultato direi Virginia ti ringrazio, ci hai dato un assaggio della tua capacità divulgativa e l'invito con cui io direi che ci possiamo salutare è di cominciare a seguirla sui social in modo tale che il nostro algoritmo ci mostri qualche gattino in meno e qualche contenuto STEM in più. Grazie Virginia. Grazie mille. Grazie mille. Grazie mille. Grazie mille. Grazie mille. Grazie mille.
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