Perché l’Europa non può esistere senza l’unione bancaria
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Perché l’Europa non può esistere senza l’unione bancaria
Discussione sull'impatto dei dazi statunitensi sull'Unione Europea e sulla preoccupazione delle banche italiane.
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Benvenuto e grazie di essere con noi. Allora io approfitto della sua disponibilità per entrare subito nel vivo e commentare eh l'attualità eh diciamo che eh scuote un po' eh mercati e eh anche eh mondo politico. Ieri il eh presidente Trump eh ha annunciato un'altra mossa effetto ehm prospettando per l'Unione Europea di nuovo eh dazi alla cinquanta per cento e questo quando qualche tempo fa aveva annunciato una pausa e si è riavviato un negoziato quindi di nuovo eh come dire un la la tensione viene eh alzata e io ehm vorrei chiederle questo perché nei giorni scorsi nonostante la la pausa e alcuni accordi che erano già stati fatti ad esempio con la Gran Bretagna che avevano un pochino tranquillizzato ehm i mercati ehm di fatto eh le autorità europee ma anche la commissione europea la BCE avevano comunque tenuto alto l'allarme su i rischi che nel medio periodo possono essere collegati a questa situazione di incertezza e ancora eh l'ultimo rapporto di stabilità finanziaria della Banca d'Italia ci racconta che eh le banche italiane rispetto agli istituti di credito europei sono quelle maggiormente esposte eh sulle imprese esportatrici è bello avere un'economia che esporta però in questo momento è anche un fattore di rischio allora rispetto a tutti questi aspetti ehm c'è preoccupazione nel mondo bancario? Certo buongiorno buongiorno a tutti loro c'è sicuramente molta preoccupazione molta occupazione di attenzione ma vi sono anche delle consapevolezze che non bisogna spaventarsi troppo con le parole perché dico questo perché io ho una sensazione crescente in questi mesi che il linguaggio di Trump non è quello classico né della politica né della diplomazia è un linguaggio diverso che viene da un'esperienza molto commerciale e che lui porta nei rapporti che ritiene essere evidentemente più commerciali che politici che diplomatici potrei anche dare un tentativo di definizione ci troviamo di fronte a un tremendismo vetero-contrattualista ok tremendismo ovvero sia per cercare di spaventare l'interlocutore vetero-contrattualista perché il tremendismo è in questi casi la premessa a cercare di spaventare l'interlocutore beh potrei fare degli esempi consolidati ci sono stati molti decenni in cui le relazioni internazionali erano basate sull'incutere ansia nell'interlocutore a cui si diceva le complessità del mondo sono gigantesche le complessità del tuo continente sono accentuate ulteriormente le difficoltà del tuo paese sono ancora più gravi e tu ti trovi al centro di queste complessità se decidi da una parte o dall'altra la scelta e determini il prevalere o meno di una tendenza che può influenzare il mondo capite delle esagerazioni di diplomazia psicologica un po forzata quindi io sono per tenere nervi sereni saldi volontà di dialogo attenta costruttiva non facendosi impressionanti allora nervi saldi però come dire questo tremendismo si accompagna anche a delle decisioni che paiono imminenti e che riguardano la deregulation l'amministrazione trump e probabilmente non solo quella perché poi dietro c'è tutta la pressione delle banche americane sta ragionando sulla opportunità di ridurre dei requisiti in particolare requisiti che riguardano la possibilità per le banche di comprare titoli di Stato americani sappiamo che questo è un aspetto importante per continuare a rendere sostenibile il debito americano in una fase in cui c'è una forte pressione sui sui treasurie allora però questo aspetto può contribuire a creare una simmetria competitiva tra le banche americane e quelle europee le quali lei l'ha ricordato varie volte da quest'anno devono cominciare a implementare nuovi stringenti requisiti patrimoniali quelli di basilea che invece gli stati uniti pur essendosi impegnati ad arrivare a queste norme oggi non vogliono rescepire qual è la situazione cosa dovrebbero fare le autorità europee la commissione europea in questo contesto grazie io però ho ancora una domanda in evasa della sua prima ok io ne ho tantissime quindi però io non voglio essere elusivo allora le banche italiane hanno avuto la cura più rigida di tutte le crisi bancarie italiane radicina scoppiata nel 2015 ovverosia un anno esatto dopo la nascita dell'unione bancaria sono state trattate non con i meccanismi più laschi che erano antecedenti al 4 novembre del 14 ma con quelli sperimentali più duri dell'unione europea che poi dopo averli sperimentati le risoluzioni sono state accantonate la paura del bailin sfumata perché non è mai stata applicato a nessuno e c'è stata solo la sperimentazione non eccellente del bad in scheng quindi le banche in italia hanno avuto una forte fase di revisione rigida e dato che gli italiani sono abituati da paese trasformatore a essere molto flessibili e veloci e veloci e sono riusciti a trasformare delle difficoltà in opportunità e in capacità di ripresa di espansione di maggiore solidità e quindi gli indici di efficienza delle banche operanti in italia sono mediamente fra i migliori in europa e questo per essere a pari che però si collega col dopo. De-regulation, non è la prima volta che gli americani vanno sulla deregulation perché hanno avuto anche altre fasi. In America da decenni il dibattito teorico comprende non solo le categorie abitudinarie dell'europa in termini di dottorina economica e sociale ma esplicita un elemento in più che è quello dell'anarchocapitalismo. Il tema dell'anarchocapitalismo nei dibattiti economici finanziari dotti in italia e in europa è molto marginale ma da loro è molto molto più forte. Da questo nasce una predisposizione più forte alla deregulation e noi in europa e in italia l'abbiamo già pagata la deregulation al trui perché il caso liman ci ha vaccinato nel senso che le agenzie di heading davano heading elevatissimi fino all'ultimo giorno prima che saltassi in aria la leman poi l'amministrazione americana invece che determinà nel salvataggio ne ha determinato solo di quella il fallimento che abbiamo pagato noi tutti noi tutti perché era un titolo sicuro degli stati uniti d'america e via di questo gente quindi oggi non ci dobbiamo meravigliare non ci dobbiamo meravigliare né per ragioni culturali né per ragioni di esperienza è chiaro che noi in europa siamo molto più preparati e prudenti e prudenti nel senso che se vogliono farla deregulation non è che noi in automatico compriamo prodotti finanziari americani solo perché hanno il marchio usa andiamo a vedere con molta maggiore attenzione e quindi consapevolezza di tutto questo ricerca di dialogo con gli stati uniti d'america infinita infinita ricerca infinita ma la constatazione che oggettivamente l'europa non ha nella sua cultura nei suoi trattati istitutivi la disponibilità alla deregulation perché è un quadro di regole di democrazia competitiva il punto è che negli ultimi decenni il quadro di regole si è appesantito con stratificazioni di regole internazionali di basilea regole europee regole di eba regole di bruxelles regole di bc e più le regole nazionali e di conseguenza noi non dobbiamo andare sulla via della deregulation ma sulla via di una vera efficace e rapida semplificazione e questo che noi chiediamo da anni è oggi diventato uno dei punti fondamentali di iniziativa innovativa della commissione europea è in particolare il punto 19 del documento che riguarda le strategie dell'unione delle risparmio e degli investimenti quindi sì urgentemente vere semplificazioni normative no la deregulation che abbiamo già pagato resto in tema di competitività tra le banche europee le banche statunitensi ma anche le banche asiatiche e vengo ai casi diciamo che stiamo seguendo noi giornalisti tutti i giorni penso al tentativo di una grande banca italiana unicredit di crescere acquisendo tentando di acquisire come anche allora io le chiedo cosa pensa della posizione rinnovata anche dal nuovo governo tedesco di opposizione a questa operazione cosa pensa al fatto che comunque c'è un certo movimento nel consolidamento europeo quindi operazioni si stanno facendo anche oggi il sole ne parla ma come dire rispetto al fatto che continuiamo un po in europa essere nani rispetto ai giganti esteri come vede questa situazione qual è diciamo la sua opinione? Premetto che io sono della scuola di Luigi in Audi che insegna la difficile arte del banchiere da governatore della banca d'italia della rifondazione dell'italia post bellica e quindi lo dico in anticipo io non entro in casi specifici non parlo di soggetti bancari e finanziari perché quelle sono iniziative di un mercato libero responsabile e regolato e vigilato e noi non siamo né regolatori né vigilanti né autorità di qualsiasi magistratura e quindi non entro soprattutto nelle operazioni italiane intra italiane che sono fatte poi tutte da nostri associati non sono le prime operazioni non saranno le ultime finalmente nessuno dice più la foresta pietrificata parlando delle banche una solfa veramente che è odorosa distufato anche perché da chi è stata pietrificata la foresta perché non è che si è pietrificata così a caso e quindi basta vedere le norme che la pietrificano che sono le leggi del 1926 anni seguenti quindi abbiamo subito retorica in termini eccessivi ora il problema europeo europeo è di avere prima di tutto una forte concorrenza nel mondo bancario che è quello che ha più autorità di concorrenza perché abbiamo le autorità europee la bc e l'autorità di concorrenza nazionale e la banca d'italia che vigilano sulle banche quindi concorrenza innanzitutto quando leggo le banche fanno chiaramente è un attentato alle responsabilità di vigilanza delle quattro autorità della concorrenza oggettivamente quindi sull'italia non dico nulla per l'europa di cui fa parte l'italia ci vuole concorrenza tutela della biodiversità delle banche perché la concorrenza necessita una diversità una non omologazione delle banche non ci deve essere una pialla che le rende tutte identiche terzo che ci siano le applicazioni delle regole fondanti di basilea di basilea prima di max hitboy e infine dell'unione baccaria libera circolazione dei capitali delle persone e delle merci con delle autorità di vigilanza e di garanzia quindi saranno le autorità di garanzia a decidere poi parliamoci chiaro la bc e fra le banche centrali del mondo è una di quelle nei cui trattati istitutivi è più tutelata esplicitamente l'indipendenza e il divieto di interferenza da parte di governi e parlamenti e di conseguenza non mi vado di polemiche politiche e vado solo agli atti giudici delle competenti autorità io però insisto lei poi mi dirà che non può entrare nel merito di queste vicende però ha richiamato lei il ruolo delle autoriti abbiamo visto così giorni in italia che le autorità hanno fatto il loro lavoro ci sono stati strascichi di polemiche ma insomma il mercato funziona in qualche modo però ecco quello che stiamo vedendo è che stiamo un po' andando nel processo di consolidamento italiano ha le carte bollate come si dice e come dire la situazione un po' si diventa complessa ma penso che sia anche normale in una fase in cui si sta un po' ripensando l'equilibrio anche del capitalismo italiano però io le chiedo ma secondo lei come uscirà il mondo delle banche italiane da questa fase sarà più solido molto più concentrato che cosa si aspetta? Prima di tutto dobbiamo dire che il processo di consolidamento in italia non è iniziato l'altra settimana è in europa quello che è più avanzato è quello che più avanzato perché se si fa il confronto fa numero di banche gruppi bancari e banche indipendenti individuali e numero di abitanti il rapporto che c'è in italia è quello che evidenzia è quello che evidenzia il minor numero di banche anzi adesso sto vedendo una tendenza diversa ovvero sia bene che le banche si aggreghino nell'opinione pubblica al mercato ma attenzione a tenere in vita le presenze diffuse non solo in termini telematici quindi parliamoci chiaro noi abbiamo avuto un dibattito dal 1990 in poi leggi a mato carli testo unico del 93 sulla testo unico bancaio tuba che sono stati il motore dei cambiamenti dagli anni 90 abbiamo poi avuto le riforme delle fondazioni con la legge champi la riforma del credito cooperativo la riforma delle banche popolari io sfido chiunque a dirmi in quale altro paese europeo sono state fatte così tante riforme nel mondo bancario e hanno ottenuto così tanti cambiamenti e una forte grado di aggregazione quindi il problema principale è ragionare europeo cioè vedere che oltre alle banche di territorio alle banche regionali alla biodiversità se si riesce a far crescere ulteriormente quelli che sono già i protagonisti con dimensione europea e incominciano a andare nelle classifiche nazionali internazionali invece che essere in coda nelle classifiche con gli americani e gli asiatici che possono essere a livello più competitivo questo è l'orizzonte dell'oggi e del domani le vicende aggregative nazionali sono una vicenda di ordinaria amministrazione nella quale noi non siamo aiutati ne entriamo in alcun modo bene insomma puntiamo a scalare le classifiche e nel frattempo torniamo un attimo a guardare alla unione bancaria che lei ha evocato prima il documento al quale faceva riferimento cioè quello della riforma del mercato dei capitali europei che adesso un po' ha cambiato nome da quel documento lì è sparito un passaggio che preoccupava qualche mese fa cioè il continuo riferimento alla ponderazione dei titoli di stato questo vuol dire negli schemi di garanzia tra paesi vengono penalizzati i paesi con più alto debito e quindi le banche maggiormente esposti su quei titoli quindi un'unione che poi rischia di essere sbilanciata perché c'è qualche paese che paga di più però questo punto è sparito allora io mi chiedo secondo lei se ci sono i presupposti per arrivare in maniera diversa a questa unione e le chiedo un'altra cosa che non centra un'unione bancaria ma centra dopo vabbè io cerco sempre perché guardo capito il conto alla rovescia allora la vicenda è che nel documento della commissione europea sull'unione degli spammio e degli investimenti documento delle ultime settimane non c'è più quel tremendismo che veniva fatto soprattutto in termini anti italiani e se volete che si realizzi il famoso testo pilastro della garanzia europea dei depositi allora i paesi del nord dicevano temendo che poi i quattrini del nord dovessero andare a coprire i buchi dei a loro avviso sciallacquatori del sud europea allora bisogna impedire che ci sia una concentrazione dei titoli di stato dei singoli paesi dei stati sovrani nei portafogli delle banche e quindi bisogna non considerarli titoli sicuri ma bisogna farli gravare negli indici patrimoniali ecco questo lei ha ben visto e la ringrazio ha ben visto non c'è più nel documento e io devo dire che è stato un grande risultato insieme permettetemi di dire non in ordine alfabetico dell'associazione bancaria italiana e della repubblica italiana perché dicendo della repubblica parlo di tutte le istituzioni di tutti questi anni perché la garanzia europea dei depositi il terzo pilastro che è ancora nel documento non fa le priorità non è più l'unica cosa che viene richiesta anche perché le garanzie nazionali hanno funzionato e funzionano e semmai un po di fantasia potrebbe portarci a una ragnatela di riassicurazione dei sistemi nazionali comunque il punto c'è senza più il trebendismo minaccioso sui titoli di stato che guarda caso da quando c'è questo documento vengono anche un po' meglio valutati dalle società di heading come è avvenuto ieri sera e non è più spaventevole e non è più spaventevole tenere un titolo di stato dell'europa del sud quando gli spread gli al plurale spread sono tutti ridotti nel senso che non è ridotto solo quello dell'italia sono ridotti tutti gli spread e quindi siamo in una fase non di varicazione così radicale del rischio fra debiti sovrani europei ora la commissione ha voltato pagina ha adottato un documento con delle scadenze a sei nove mesi e delle metodologie anche di verifica pubblica e in questo documento sono inserite lo dico con grande soddisfazione sono inserite delle proposte che con prediche che sembravano inutili e inaudienamente ma si sono dimostrate molto utili abbiamo chiesto per anni e che qui finalmente ci sono ovverosia una omogeneizzazione della pressione fiscale perché non è che ci può essere la moneta unica libera circolazione dei capitali è una concorrenza s frenata fa gli stati in termini di pressione fiscale allora non cresciamo insieme cresciamo in maniera conflittuale e non cresciamo tutti probabilmente e poi ci sono i germi anche di quelle che sono le richieste che faccio da anni ovverosia di testi unici europei perché abbiamo bisogno di codici europei non di tutta questa frammentazione di norme che fa sì che una banca di un paese europeo che controlla altre banche di altri paesi europei debba tener conto e applicare una pluralità di diritti e di doveri per gestire queste banche ecco qui finalmente c'è un segno di svolta e noi presidiamo con grande attenzione le scadenze semestrali e novestrali che sono stati inserite nel documento della commissione europea. Bene un'ultima domanda sulla unione europea c'è un vincolo forte ai percorsi di riforma ed è il meccanismo del voto all'unanimità che un po' zavorra tutte le scelte secondo lei anche lì ci può essere qualche progresso? Ci deve essere perché invocare il voto a maggioranza e fermarsi lì sono le prediche che si fanno nel deserto per intenderci non è che si porta a casa il risultato allora che ci sia una tendenza culturale che cresce per il voto a maggioranza su diverse tematiche è un fatto culturalmente e programmaticamente positivo e importante ma per realizzarlo sia chiaro non basta una determinazione del trilogo non basta qui ci vuole un assestamento della UE con una costituzione vera e tale che decida all'interno di essa stessa le materie che abbrisoniano dell'unanimità degli stati membri e le materie che abbrisonino invece di maggioranze magari qualificate ma di maggioranze senza una costituzione e quindi una nuovazione dei trattati vigenti che oggi sintesecano l'un l'altro non è che le autorità del trilogo possono decidere loro essesore che da un giorno ci possano essere i voti a maggioranza e non all'unanimità quindi è il momento di fare un salto di qualità di cui però in questa nuova legilatura si ha qualche germe di disponibilità sia da parte del Parlamento che da parte della Commissione e anche da parte dell'altra fondamentale gamba del trilogo che è il consiglio dei campi di strato di governo in sostanza l'Europa messa sotto complessità che vengono da un lato della guerra e dall'altro lato a sorpresa da oltre atlantico eppure si muove bene quindi insomma serve una costituente anche per l'Europa nel senso che se noi vogliamo una costituzione ci vuole un meccanismo che la scriva c'era stato quello attribuito agi scade il testo parliamoci chiaro era troppo lungo perché 550 articoli simili sono letti io ma però erano un'operazione da appassionati noi ne abbiamo 139 più le norme transitorie finali e di conseguenza le costituzioni operative non arrivano 200 articoli ci vuole un organismo apposito ci vogliono tutti i voti dei parlamenti e degli stati ma non si può pensare che l'Unione Europea care esca senza un atto costitutivo con forza giuridica di costituzione torniamo in Italia torniamo in Italia e allo stato di salute delle banche lei ha già detto prima insomma ha ricordato il lungo percorso di rafforzamento di miglioramento di anche crescita nel percorso di reddittività ecco però quest'anno alla luce anche delle tutte le conseguenze degli shock che viviamo ormai quotidianamente è previsto un aumento del tasso di deterioramento dei crediti è vero che ogni anno cioè questa previsione poi viene un po' smentita no e però c'è anche la riduzione dei tassi quindi noi abbiamo cominciato a vedere nei nelle trimestri di banche che comunque hanno numeri ottimi e fatto che c'è un'erosione del margine di interesse allora le chiedo secondo lei come sarà quest'anno per gli istituti di credito italiani dipende da molti fattori il calo dei tassi è ulteriore negli ultimi giorni le uribor è ai suoi minimi poliennali le uribor è più basso dei due tassi bc quindi lascia intendere una attesa di un'altra riduzione prossima in una forchetta attorno allo 025 questo è quello che dice le uribor è chiaro che la forbice fra tassi attivi tassi passivi delle banche è diventata ormai molto più stretta di non parliamo dell'epoca della lira ma di prima di tutte le crisi quindi non è che c'è un guadagno facile a fare prestiti bisogna essere tutti consapevole che le banche non hanno il corno della fortuna con tassi così bassi la rischiosità del prestito è elevata perché il basso tasso fa fatica a remunerare la linea media di rischio e quindi c'è una possibilità di nuovi incrementi di crediti deteriorati soprattutto se non vi è una stabilità di politiche economiche prospettiche almeno nell'occidente sulle due sponde dell'atlantico nel senso che il tremendismo vetero contractualista produce problemi innanzitutto sui mercati finanziari che riguardano gli stati uniti d'america in sostanza le critiche maggiori alla nuova amministrazione americana sono venute innanzitutto dai mercati e da wall street nel senso che affermazioni che poi producono delle conseguenze che i cittadini americani che sono grandi rispagnatori grandi furitori di polizze assicurative perché il welfare è meno diffuso pubblico rispetto a quello dell'europa e quello dell'italia e quindi noi viviamo di questi rischi e più in italia viviamo non molto lontano dalle conseguenze non solo umanitarie che sono quelle che ci toccano di più ma economiche finanziarie dell'infinita guerra dell'ucaina e del conflitto ancora più infinito in medio oriente e dai problemi che vi sono nei trasporti perché tutte le volte che ci sono degli attentati nel mar rosso bloccano il passaggio non dal canale di suers dai canali di suers sono due da qualche anno perché sono due perché c'era un traffico tale che per passare dal singolo canale ci voleva la coda di giorni adesso ce ne sono due non c'è nessuna coda e il problema è che ci sono poche navi che ci passano e che invece fanno il giro da sotto dal capo di buona speranza con costi di trasporto che aumentano soprattutto per noi europei del mediterraneo e col problema che davanti a cibilterra non si infilano nel mediterraneo facilmente le navi ma ti hanno detto per i porti del nord europea quindi noi abbiamo problemi di aggravio di costi siamo un paese esportatore perché non siamo pieni di miniere di petrolio di energia di tutto il possibile e immaginabile e di conseguenza siamo bravi a trasformare e quindi dobbiamo importare molto spesso delle materie prime da trasformare e da esportare quindi noi non solo concettualmente e storicamente siamo interessati a un mercato libero e regolato poi non a caso le repubbliche marinare erano qui da noi in italia e non giravano solo nei porti italiani giravano tutto il bacino mediterraneo in nord africa e in nord europea quindi la crescita il rinascimento culturale stato economico e sociale dell'italia in un mercato libero tutelato e regolato e con monete forti con monete forti qui siamo nella zona dove c'è una grande influenza dello zecchino veneziano che a costantinopoli e a gerusalemme veniva molto considerato al pari del fioreno di firenze e di altre fondamentali monete italiane allora la fermo perché vorrei fare una piccola innovazione e vedere prima di chiudere l'intervista con lei se c'è qualche domanda dal pubblico se qualcuno giornalisti inclusi vuole porre qualche quesito al presidente al momento non vedo vedo possiamo aiutare con il microfono grazie presidente buongiorno grazie alla radio core io capisco tutto ma non posso non pensare che il giurista che è in lei non possa dire una parola su come viene applicato il garden power in questo momento ci provo grazie conosco il dottor grazio la tempo e di conseguenza domandare non è peccato e rispondere in questo caso non è cortesia nel senso che io ho smesso anche di parlare con me stesso non parlo nemmeno con me stesso e di conseguenza leggo memorizzo studio e taccio non ho un confronto nemmeno interiore c'era un'altra domanda possiamo portare il microfono la qui alla signora buongiorno volevo sapere qual è la posizione dell'abi riguardo alla non ratifica del mess vexata quest'io allora prima di tutto l'abi cerca di stare lontani dalle polemiche politiche noi non siamo soggetto né partitico né politico siamo indipendenti a politico e di conseguenza non ci infiliamo nelle nelle polemiche cioè non è che ci andiamo a chiarare con questi o quegli altri non diciamo mai a ragione questo ragione quell'altro soggetto istituzione della politica e di conseguenza cosa abbiamo fatto prima di tutto ce lo siamo riletti perché la mia sensazione è che il dibattito che c'è non ricorda più molto ciò che è scritto e quindi sarebbe meglio andarsela a rileggere in secondo luogo non ci sono trattati che siano dei dogmi della fede e che non siano migliorabili e quindi il consiglio metodologico che mi permetto di esprimere è che coloro che non hanno disponibilità a votare la ratifica facciano delle proposte migliorative tali da condizionare all'accoglimento delle medesime e loro consenso e coloro che invece lo rivendicano a spada tratta siano un pochettino più attenti al funzionamento di questo organo vorrei dare un contributo visto che me l'avete chiesto è un contributo individualissimo è di un appassionato al diritto pubblico per i trattati europei la bcie ogni scadenza mi sembra trimettale e ogni qualvolta che venga chiesta dal Parlamento Europeo va a relazionare al Parlamento Europeo e frequentemente presso in esso alla commissione economica finanziaria e quindi rendendosi disponibile anche a domande a osservazioni a richieste a obiezioni a mio avviso anche invesse deve essere sottoposto a una metodologia di questo genere non può sussistere un organismo che non risponde con uguale trasparenza usata dalla bcie al Parlamento e alle istituzioni europee quindi io sono per leggerlo e vedere ciò che può essere utile a renderlo perfettibile e quindi superare le obiezioni che ci sono lontano lontanissimo dalle polemiche politiche anche perché lì dentro ci sono tanti quattrini che spero ben investiti spero perché non li ho visti non ho notizie che siano no direttore dell'abito investiti nelle nostre banche non abbiamo notizia pubblica che siano investiti nelle nostre banche quindi io spero che vengano tutelati che si valutino però quattrini sono tanti le esigenze delle unioni europee sono tante le riserve del fondo di risoluzione europeo sono arrivate al massimo richiesto con il 2024 e quindi guardiamo non con lo spirito della polemica partitica ma con l'oggettività della costruttività da europeisti critici non foderati di occhi di orecchie di prosciutto per vedere di risolvere questa inerzia migliorando la situazione in atto innanzitutto con trasparenza istituzionale. Poco più di due minuti per una ultima domanda cattivella, nei giorni scorsi il componente del board della bc e cipollone ha detto che per dare un supporto allo sviluppo dell'euro digitale le poste italiane possono avere un ruolo cruciale che cosa ne pensa? Prima il dottor Panetta e ora il dottor Cipollone da anni hanno detto che le banche hanno un ruolo cruciale hanno detto anche le poste mi sembra un'aggiunta. Le poste sono un'aggiunta. Nel senso che hanno sempre parlato di banche e di conseguenza hanno aggiunto le poste. Io però lo sapevo avendo letto tutti i testi, nei testi sull'euro digitale c'era sempre il critto le banche e le poste. Poi nella vulgata è stato sempre detto le banche e a questo punto è stato sottolineato le banche e le poste. Per me non c'è notizia e non c'è novità. Ok bene, tempo per una ultimissima domanda flash un minuto e mezzo se c'è ancora qualcuno che ha qualche curiosità. Si rapidamente che abbiamo pochissimo tempo, c'è questo ragazzo qui davanti. Grazie, volevo chiedere al dottor Patualli se arrivati alla fine del discorso potesse riassumere in due tre punti molto schematici e pratici il perché l'Europa non può esistere senza l'Unione Bancaria. Un minuto. Quando l'Europa politica faticava a crescere, l'Europa ha pensato di crescere tramite l'economia perché quando scorrono i commerci non si incrociano le armi. L'Unione Bancaria assieme alla politica agricola comunitaria, per essere onesti, sono i due punti, i due settori più avanzati di cooperazione rafforzata nell'Unione Europea. La PAC ha una storia molto più lunga di quella dell'Unione Bancaria. L'Unione Bancaria è collaudata da quasi undici anni, ma è collaudata bene per quello che riguarda la vigilanza. Si è collaudata anche per quello che riguarda i salvataggi delle banche medio piccole, chiaramente gli mancano innanzitutto le regole comuni. Non si può lasciare incompleto un processo e pensare di poterne intraprendere vittoriosamente altri in ambito economico. Quelli della politica, della difesa europea, appartengono a un altro desk che non vede solo l'Europa, ma vede anche una forte integrazione della Gran Bretagna con l'Europa continentale. Quindi concludere positivamente con codici e con regole comuni l'Unione Bancaria significa rafforzare l'Europa e poter intraprendere altri ambiziosi obiettivi. Grazie presidente Patuelli, grazie a voi per averci seguito. Appuntamento al prossimo anno.
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