Il declino della fertilità in Italia e nel mondo
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Il declino della fertilità in Italia e nel mondo
Un dibattito su come il calo della fertilità influenzi l'economia globale, con focus su Italia e Paesi emergenti.
Buon pomeriggio, good afternoon professor Eckman. It's a great pleasure, è veramente un grandissimo piacere avere con noi il Premio Nobel per l'economia del 2000 e voyantil professor James Eckman, economista di grandissimo valore. Con lui parleremo di un tema che ci riguarda molto da vicino qui in Italia. È il declino della fertilità che come sapete è strettamente legato anche alla crescita economica e non solo del nostro paese. Io procederei così, I will leave the floor, lascerò il campo libero al professore per 30 minuti perché ha molte cose da dirci su questo tema e poi tornerò qui sul palco per 15 minuti di molte domande che vorrei fargli, incluse quelle legate alla più stretta attualità perché come stiamo vedendo ogni giorno da quando il presidente Donald Trump si è insiediato alla Casa Bianca le decisioni economiche dell'amministrazione Trump si riflettono sulla vita di tutti noi. Allora, professor Eckman, the floor is yours and then I will turn back. Il palco è suo e poi ritornerò per 15 minuti domande. Grazie, il mio italiano non mi consente di intervenire. Purtroppo il professore non sta parlando in un microfono. Adesso riuscite a sentirmi? Certo, adesso sì, anche io riesco a sentirmi molto bene. Allora vorrei parlare di un aspetto che è stata fonte di preoccupazione per gli economisti, anche i sociologi a livello internazionale, cioè il calo della fertilità, un fenomeno che non vale solo per l'Italia ma per il resto del mondo. Vorrei contestualizzare il fenomeno e poi fornirvi delle idee in fase di evoluzione. Non dirò certo che vi sia una risposta finale e definitiva, ma fornirò tutta una serie di risposte alle domande sulle politiche da adottare. Innanzitutto partirei dai fatti. Vi mostrerò appunto delle slide. Questo vi dà un'idea del percorso storico dal 1600, di come si è evoluta la popolazione con un tasso di crescita che è aumentato durante la rivoluzione industriale e poi è calato notevolmente. Dopo la linea tratteggiata vediamo le proiezioni relativamente all'ammento, la diminuzione demografica mondiale. L'aspetto fondamentale di tanti paesi del mondo è che tutti i paesi del mondo, con l'eccezione di quelli in porpora, mostrano un tasso di fertilità di sotto o al livello di sostituzione. Questo comprende qualsiasi grande paese europeo, ma in Africa, in America Latina, Panam, come vedete quelli in porpora, abbiamo ancora un tasso di fertilità che è al di sopra del tasso di sostituzione, ma si tratta comunque di considerarne le conseguenze. Diamo un'occhiata a quelle che sono le conseguenze. Vedete la storia del calo e della fertilità non è uniforme, ma se ritorniamo agli anni 50 fino al 2020, diciamo i dati più recenti, vediamo che il tasso totale di fertilità è calato in modo drastico. La cifra magica è 2,1, cioè il numero di nascite per donna, è una stima nell'arco di vita della madre. Comunque ritornerò sul significato effettivo di questa cifra. Comunque il tasso di fertilità totale è calato, ma in modo diverso, in momenti diversi, vedete che nell'Europa orientale, nell'Asia, c'è stato un calo a partire del inizio degli anni 2000, in modo tale che sia di sotto del tasso di sostituzione. Guardiamo alcuni paesi selezionati, guardiamo l'Italia, la linea verde che va ben di sotto del tasso di sostituzione, e 2 è stato il tasso di sostituzione dagli anni 78, che l'Italia è stata di sotto di questo tasso di sostituzione, anche se ci sono state delle fluttuazioni. Ora, quando parliamo dei modelli di fertilità, il pensatore più importante, per me, in tutta la storia dell'umanità, è stato Malthus. Malthus effettivamente ha presentato un modello efficace di fertilità, un modello di fertilità che riguardava proprio la crescita demografica. Quindi un modello in cui gli agenti si riproducono a seconda del rifornimento di cibo. Quindi il concetto è che quando non c'è cibo, la popolazione morirà per fame, e questo è stato il destino delle popolazioni per secoli. Ma a che cosa succede se la popolazione comincia a crescere notevolmente con un aumento del PIL? C'è un'espansione appunto della popolazione, una sovra popolazione, che poi porta al calo della morte per fame. Uno degli esempi che possiamo ricordare è quello della peste nel XVI secolo, per cui quando la morte nera uccise tante persone, l'età era diminuita. C'era poca gente rispetto al territorio disponibile, ma poi dopo la popolazione era ricominciata ad aumentare, il reddito anche, e quindi si è ricominciato con il ciclo di Malthus. Questa è la spiegazione dell'andamento demografico. Questo fino a 150 anni fa. Ma queste teorie non sono più pertinenti nell'era moderna, e questo per effetto del calo della fertilità e anche per la diffusione di quella che è l'assistenza sanitaria nel pubblico. Se consideriamo la transizione demografica, così come è chiamato uno dei luoghi in cui partite, è stata proprio in Inghilterra. La curva in azzurro indica il tasso di natalità nel popolazione, con un aumento fino al 1880, poi con un calo repentino. Però vedete che a partire dal 1810 il tasso di mortalità, quindi in una situazione in cui ci si è preoccupate fino al XIX secolo, con il boom della popolazione, perché c'erano troppe persone, e questo si sente ancora nella discussione moderna. Vediamo invece il caso del Giappone, dove la transizione demografica è cominciata in una fase precedente in termini di calo della natalità, e poi più tardi in termini di calo della mortalità. Potete vedere che Giappone è comunque la popolazione dove ci sono più problemi demografici. Quindi questi fattori, la natalità e la mortalità, Malthus, secondo la sua teoria, diceva che le morti erano per fammi, ma adesso la morte è più controllata, date le classi epidemiologiche. Quindi questo ci porta a una situazione di questo tipo, ossia una piramide equilibrata a livello di previdenza. E la Corea del Sud è dove il tasso di fertilità è più basso, stiamo parlando di 0,7. 2 è il tasso di sostituzione in Corea del Sud, è 0,7, potete ben capire. Vedete quali sono anche le conseguenze, perché i giovani sono pochissimi, sono coloro poi che pagano i contributi per consentire il pensionamento dei più anziani. Questo è fonte di allarme, ma non vale solo per il Sud Corea, ma vale anche per la Cina, con un calo notevole della natalità, come potete vedere. E non soltanto per la politica del figlio unico, ne possiamo parlare, ma anche per fattori diversi rispetto a questo, con un squilibrio nella piramide dell'età. Cioè, man mano che le persone invecchiano e hanno diritto al pensionamento, non hanno più persone che pagano i contributi. Gli Stati Uniti, la situazione è simile, anche se l'esquilibrio non è così evidente. Comunque è una piramide che si sta ristringendo. A titolo esemplificativo dei Paesi ed alto tasso di fertilità, possiamo considerare il Chad. Vedete, è un'enorme base dei giovani e il tasso di sostituzione è ben di sopra del 2%. Qualsiasi sistema di previdenza sociale non è minacciato, quindi vi sono grandi diversità. E questo ha fatto sì che venissero avviati dei programmi per far fronte a questa situazione. E quando si considera la fertilità, molti si meravigliano, perché anche l'India mostra un fenomeno di questo. E anche nei villaggi rurali dell'India. È questione di istruzione, livelli di istruzione. Ci sono donne magari senza scolarizzazione che non partecipano neanche al mercato del lavoro e comunque il loro tasso di sostituzione è al di sotto di quello previsto. Quali sono le tendenze? È importante prendere in considerazione le tendenze e mettere in discussione cosa ha il significato del tasso totale di fertilità. È, diciamo, ben diviso, ma le persone non comprendono appieno che cosa significa. Adesso vi mostro quanto è importante sia per poter capire il suo significato. Allora, ci sono stati tutta una serie di cambiamenti demographici a livello dei paesi dell'Ox e anche agli altri. Per quanto riguarda l'Ox, i dati sono maggiori. Quindi siamo in Italia, che è un membro dell'Ox e quindi mi adentrerò in Italia dell'Ox ma anche di altri paesi. Il fattore, innanzitutto, è che ci sono meno matrimoni e un aumento della convivenza. Se noi prendiamo in considerazione un paese come la Danimarca, per esempio, l'Olanda, quello a cui si assiste sono tante convivenze che sono di base dei matrimonio perché sono molto stabili e il risultato in termini di figli, beh, sono altrettanto robuste e solide di un matrimonio di lunga data. Tuttavia, negli Stati Uniti la convivenza può far sì che si cambino fino a 11 partner all'anno, quindi sono diversi i significati. Questo non promuove la fertilità. Un altro modello che si verifica in parte per effetto che l'aspettativa di vita è aumentata è che i matrimonio vengono sempre più tardi, così come la convivenza. E proprio per effetto dell'istruzione diffusa si posticipa tutto. Quindi le persone vivono di più, sono più istruite, di conseguenza il ciclo di vita è tale per cui tutte le cose vengono posticipate. Questo comporta dei cambiamenti. Come vi dicevamo, tutti vivono più lungo in media, sono tutti più sani e si spesso entra sul mercato del lavoro in una età tardiva, dopo aver studiato. Un'altra tendenza è che gli redditi sono sempre più elevati rispetto alle spiegazioni di Malthus e la teoria di Malthus. Si assista a una crescita dei redditi e la povertà è molto meno visibile in tanti paesi del mondo dove prima c'era, 50 anni fa c'era. E poi da ultimo è una compressione più moderna della famiglia e dobbiamo considerare questo aspetto anche la crescita del femminismo, dell'autonomia femminile, perché questo ha portato ad una tendenza interessante. Se noi pensiamo alla famiglia in modo più ampio, una partnership tra uomini e donne con una relazione in cui le donne hanno maggior potere contrattuale, fa sì che la fertilità venga discussa. Ecco un esempio. Potrei annoiarvi a morte con tanti grafici, quindi ditemi se esagero. Comunque sicuramente questo è il difetto degli accademici, che presentano tutta una serie di grafici. Quello che potete vedere qui è che vi sono tendenze simultanee in termini di natalità. Quindi tutto il ciclo di vita è stato posticipato. Questo per tutti i paesi del mondo, soprattutto nell'Asia orientale, in Cina, la Corea, è il paese dove la fertilità è di nuovo più bassa, dove dicevamo si arriva a 0,7, ma vale anche per i paesi dell'Ox. Questo è un grafico che si riferisce all'Ox. Quindi quello che succede, il ciclo di vita di nuovo viene posticipato. Direi che vale, ma non per tutto, perché c'è anche un modello di fertilità per le donne che però non è cambiato tanto come i fattori sociali che hanno portato alla posticipazione del matrimonio e del convivenza. Questo è un esempio di come è scesa la fertilità in Europa e negli Stati Uniti. Quindi non è uniforme. Questo è il pattern interessante. Vediamo questi grafici. Ci sono tanti diverse tendenze, come vedete tanti grafici. Vediamo l'Europa del Sud, per esempio, che è declinato in maniera molto rapida, per esempio, qui negli anni 90, negli anni 2000. Ma si può anche vedere un altro pattern, un'altra tendenza sulla quale è importante riflettere. Vediamo l'Europa centrale. Il livello di fertilità era piuttosto alto, poi ha iniziato a declinare, poi ecco che ha iniziato a risalire. Se vediamo tutta la storia nel suo insieme, possiamo vedere che questi pattern, queste tendenze non sono uniformi. Prendiamo quello dell'Europa centrale, che è al di sotto della sostituzione. Quindi adesso poi è aumentato. Se vediamo il pattern negli Stati Uniti, per esempio, vediamo che recentemente si è visto un declino al di sotto della sostituzione pattern, quindi molto diverso. Quindi tutti i paesi sono diversi. Questo cosa suggerisce che le politiche, le istituzioni di questi paesi svolgono un ruolo importante. Quindi tasso di fertilità che sta scendendo in questi paesi, quindi qui ci dà un'idea appunto di quello che era nel 2008, 17 anni fa, non tanto tempo fa. Possiamo vedere quella che era la fertilità, per esempio, in Nuova Zelanda, e quella che è invece oggi, 2,19 che scende a 1,66. C'è un declino comunque in questo periodo un po' ovunque, quindi viviamo in un'era di fertilità ridotta e anche di aspettative di fertilità ridotta, e questo è in tutto il globe, anche nei paesi nordici, per esempio. Questo crollo nella fertilità mostra questo pattern AU, questa curva AU, paesi dell'Europa Centrale, per esempio. Questi sono i paesi che prima appartenevano al blocco comunista, che poi appunto invece stanno attraversando diverse fasi di democrazia. Ecco, qui c'è un pattern che è AU, una forma AU, la fertilità che sta scendendo durante il periodo di transizione, e poi ecco che è risalito, ma senza mai raggiungere però la sostituzione. Quindi questo è diventato un problema. Io mi sono trovato un paio di anni fa, per esempio, con un gruppo di persone, incluso la vostra Prima Ministro, e c'era questa preoccupazione che riguardava proprio questa questione del se o no lo stato nazione, l'identità delle popolazioni sarebbero rimaste intatte appunto. E cosa sarebbe successo? Comunque, questo è il punto. Cosa abbiamo fatto dalla metà del XIX secolo? Malthus è stato un po', diciamo, confutato. La fertilità scende man mano che il reddito sale. Invece di avere più bambini ce ne sono meno. E le due teorie che esistono nella literatura, adesso non è che vi tengo una presentazione di economia, a meno che voi non me lo chiediate, ma quello che vediamo è il lavoro di Diusenberry e anche di Becker. Quindi, passiamo all'idee principale. Bene, torniamo al 1850. Malthus scriveva, quel tempo, questi sono i tassi di fertilità, abbiamo visto i numeri, 4, 5, erano piuttosto comuni. Vi erano alcune popolazioni negli Stati Uniti, i Hutterites, per esempio, che arrivavano ad avere 12-15 bambini per famiglia. E poi, naturalmente, tutto è cambiato, anche se non in maniera uniforme. Quello statunitese ha visto appunto un aumento e poi una discesa, ma i pattern sono piuttosto diversi, anche se la tendenza è stata tutta verso il basso. Fertilità e reddito, questo plotte diversi paesi in tutto il mondo. Vediamo che la tendenza generale è che più alto il reddito minore il tasso totale di fertilità. E quindi, quello che noi stiamo cercando di comprendere è che cosa sta succedendo, ma soprattutto che cosa sta cambiando la vita di famiglia, che cosa sta creando questo fenomeno, cosa c'è dietro a questo fenomeno. Io direi che il fenomeno principale che dobbiamo comprendere e con il quale ancora non abbiamo compreso è proprio il potere di contrattazione delle donne. E quindi, adesso stiamo iniziando però a capirlo di più, è quindi il ruolo del potere di contrattazione delle donne. Il XX secolo ha visto un cambiamento molto importante nello status delle donne, nel loro potere proprio di contrattazione. Possiamo vedere che questo, come vi mostrerò, ha un impatto molto importante dal punto di vista proprio di andare a cambiare la natura della fertilità e la natura di chi prende, per esempio, le decisioni sulla fertilità. Quindi esistono opportunità di mercato, quindi i salari delle donne sono salite, prima erano confinati a settori solo tradizionali, adesso in tantissimi paesi, invece hanno tante più opportunità disponibili e questo va a configurare anche le loro opportunità. Poi il contesto legale, anche esso, è cambiato, il modo in cui adesso le donne hanno molta più egualianza e molto più autonomia rispetto a quanto non lo avessero un secolo fa e poi c'è stato anche un cambiamento a livello proprio normativo. Quindi adesso vi voglio dare alcune idee. Che cosa è successo? Le donne sono entrate nella forza nel lavoro, guadagnano autonomia, hanno appunto maggiori fattori che portano al posticipare la fertilità. Per esempio, se noi andiamo a vedere gli Stati Uniti, è molto interessante qui vedere questa cosa che è successa. Prima di tutto possiamo vedere che appunto c'è più partecipazione delle donne nel mercato e questo è aumentato in maniera stabile nell'arco del XX secolo. Qui vediamo il testo di fertilità e i tassi di partecipazione. Quindi il tassi di partecipazione del mercato di tutte le donne è salito. Questo è un fenomeno praticamente universale. Poi noi sappiamo anche che in tanti paesi c'è questa penalizzazione se hai un bambino. Quindi se tu decidi di avere un figlio, e qui guardate questo, plotta tantissimi paesi nel 2023, e si chiama proprio quello che è la penalizzazione del bambino. Quindi perdita di lavoro, perdita di status, questo varia tra paese e paese, però non stupisce vedere appunto che quando è bassa, il tasso di fertilità sono alto quando questa penalizzazione è bassa. Naturalmente man mano che scende la penalizzazione vediamo come cambia, ma si può anche vedere qualche cosa che adesso le persone pensano di iniziare a vedere, cioè un inizio di aumento nel tasso di fertilità. C'è questa curva che stai rinizziando a salire e quindi vediamo qui è incredibile appunto questa opportunità. E poi un'altra cosa che dobbiamo osservare molto da vicino è la seguente. E cioè il periodo di total fertility rate, il tasso di fertilità totale sta cambiando, ma c'è qualcosa che i demografi chiamano tempo, l'effetto tempo. Che cos'è questo? Il fatto che c'è stato un cambiamento proprio nel ciclo. Quindi se vediamo queste grafici, vediamo il tasso totale di fertilità sulla X e l'età media alla nascita e vediamo che si è spostati verso destra. Che cosa significa? Significa che il tasso di fertilità totale sta cambiando in un modo per cui praticamente si posticipa sempre di più la prima nascita. E questo è un fenomeno che ha aumentato. Ovviamente questo dipende anche dagli anni di istruzioni per cui uno studia. E' qualcosa che prima non c'era. Vediamo qui l'età media della prima nascita che sta cambiando veramente in maniera considerevole in funzione anche per esempio del livello di istruzione. Poi altro fenomeno che è emerso e che è diverso tra i diversi paesi. Si può vedere che per esempio in Giappone arriva addirittura al 20%. Questa è quelle donne che adesso per esempio hanno più di 45 anni di età. Quindi non sono magari più fertili. E vediamo che c'è stata questa crescita in questo fenomeno anche i bambini appunto che decidono di non avere figli del tutto. Quindi non solo lo posticipano. Questo è diverso tra i diversi paesi però vediamo che l'assenza di figli è aumentata in maniera considerata in tanti paesi. Tante donne decidono di non avere figli. Questo è molto forte in Giappone ma lo è anche in altri paesi. E quindi questa è qualcosa che sta crescendo e sta aumentando diciamo. Quindi che cosa sta succedendo? Quindi qui voglio riferirmi al lavoro appunto di Lundberg e Bob Pollack, i miei amici. C'è questa teoria che è emersa nell'economia moderna. Noi pensiamo alla famiglia in maniera non unitaria. Non è tanto una questione appunto di madri, padri. Non so quanto tempo ho perché... Oh, l'intera volta. Ah, oh mio Dio, mi scusate. Allora, quindi, non mi spiegherò questo modello di bargheria. Quindi abbiamo detto che le donne sono aumentate. Cosa abbiamo visto? Che non soltanto le donne adesso guadagnano di più, hanno più autonomia sul mercato. Quello che stiamo anche vedendo è che c'è più appunto questo accoppiamento come viene in Giappone. E' un fenomeno che è chiamato appunto assortativo. E questo è un fenomeno che dura da molto tempo. Nessuno vuole vederlo in realtà, ma è uno dei modelli proprio che è emerso. Questo è il mio esempio di un'equazione. Cosa mostra questa equazione? Se noi vediamo agli utility femminile e quella maschile, qui il marito e la moglie o la donna e l'uomo in questa famiglia si uniscono, condividono le risorse, hanno dei bambini, hanno i cosiddetti beni collettivi e questo ha un ruolo molto molto potente. Entrambi sanno che quello che lì è condiviso, quindi il potere di contrattazione della donna aumenta questo. E' come insieme alla sua autonomia. Adesso non vorrei approfondire questa cosa di più, ma vi voglio fare vedere un esempio. Pensando alla famiglia in questo modo, in realtà è molto molto illuminante, soprattutto se si pensa all'eguaglianza. Ora, noi qui vediamo, la teoria moderna ci dà proprio un modo per pensare a quanto uguali o non uguali sia la condivisione all'interno di una famiglia. Quindi l'ineguaglianza all'interno delle famiglie costituisce una dimensione. Quindi tra famiglie, ma anche all'interno delle famiglie. Questo è uno studio che è stato fatto alla fine degli anni 90. Quello che noi vediamo è che nel tempo il potere di contrattazione, l'ineguaglianza all'interno delle famiglie è diminuita. La percentuale di donne nelle risorse della famiglia però è molto maggiore. E quindi c'è un'ineguaglianza tra famiglie sulla quale ci sono conciate, ma all'interno della famiglia invece le ineguaglianze sono diminuite. C'è più eguaglianza all'interno della famiglia. L'ineguaglianza rimane tra le famiglie. Quindi so che sto terminando il mio tempo. E la cosa molto importante qui è che possiamo anche vedere dei disaccorti importanti tra la madre e il padre. Madre-padre potenziale nel rapporto. Quindi questo studio molto interessato è fatto da Dupk e Kinderman nel 2018 che sono andati in tutto il mondo. Hanno iniziato a vedere quanto gli uomini si occupavano dei bambini. Proprio per capire quanto contribuivano in termini di risorse. Quello che possiamo vedere è questo disaccordo. Solitamente gli uomini vogliono più figli delle donne. Questo è un riscontro. Perché le donne poi hanno il peso del lavoro. È indubbio questo. Però quello che si riscontra anche, questa è la cosa interessante, è che man mano che questo disaccordo aumenta, lo vediamo nel grafico a sinistra e possiamo vedere anche il tasso di fertilità, scende. E quindi questo mostra appunto il potere di contrattazione, le preferenze delle donne sono qui. E quindi le donne da un certo punto di vista richiedono che ci sia più condivisione nel lavoro della casa. Per esempio questo vediamo poi cosa succede. E man mano che appunto questo, più uomini, vediamo che se gli uomini si occupano di più della casa, salgono anche i tassi di fertilità. Bene, forse adesso ci dovremo fermare però vorrei fare un'ultima osservazione su questo. Perché naturalmente si è parlato molto di questo, si è detto molto che c'è un'inversione di questa tendenza. Le persone hanno detto osserviamo questa tendenza. Tasso totale di fertilità, poi abbiamo l'indice di sviluppo umano, che è un altro indice che è stato sviluppato da Marti Assen, per esempio, che l'ha usato molto. Quello che possiamo vedere è che nelle società più avanzate c'è maggiore egualianza per le donne, più condivisione nelle famiglie, più supporto per le donne e il tasso di fertilità è andato su, è salito. E questo viene misurato in diversi modi. E quindi usando proprio lo sviluppo economico anche come parametro. Quindi c'è questa tendenza, diciamo, che è piuttosto anche ovvia, che questo succeda. È un fenomeno che però sta cambiando rapidamente man mano che noi osserviamo i diversi paesi. Quindi sono le mie ultime slide. E qui possiamo vedere che cosa è successo. Se guardiamo al grafico a sinistra, vediamo il modello, il modello di cui vi parlavo prima. Questo significa che man mano che aumenta il PIL, quindi redditi aumento, il tasso di fertilità cala. Questo è un modello degli anni 80. Se guardiamo agli anni 2000, vediamo che la tendenza cambia, invertita. Quindi si assiste ad un nuovo fenomeno, sia alle donne contribuiscono, sia alle donne, sia alle donne sono in grado di rispondere, sono alla reddita della famiglia. E anche se queste forze causano un calo della fertilità nei paesi come la Norvegia o gli Stati Uniti, se ricordate dai grafici precedenti, di nuovo aumentava la contributo dell'uomo nei lavori di casa e anche nell'assistenza ai bambini, la fertilità inverte. Quindi si inverte il modello. Quindi con un modello completamente diverso rispetto. Quindi il punto è, adesso non so, stiamo scambiandoci i ruoli? Sicuramente si crea maggior uguaglianza, cosa che non esisteva prima. E le donne possono dire la propria in termini di bambini, anche perché contribuiscono al bilancio familiare. E le donne di nuovo sì, contribuiscono al bilancio, però possono dire la propria sul fatto della gravidanza o meno. E vi lascerei con questo concetto. Quindi molti lo vedono come modello stilizzato per la transizione demografica degli anni futuri. Grazie mille, grazie mille professore. Veramente, ripasso all'italiano, cortesemente si avvalga della traduzione simultanea. Attendo. Passo all'italiano. Ora, nei pochi minuti che ci sono rimasti per qualche domanda, io vorrei porne una essenziale globale sulle cose che abbiamo visto. Perché al momento, professore, noi vediamo che il tasso di natalità rimane molto alto, per esempio, in molti paesi africani, che hanno ancora molto percorso di crescita da sviluppare, mentre invece, in quello che noi definiamo i paesi economia matura, l'Europa, il Giappone, ma anche l'Australia, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti, i tassi di crescita si abbassano. I tassi di crescita si abbassano mentre cresce invece il profilo di istruzione dei paesi. Allora, la domanda essenziale è, le popolazioni crescono laddove c'è più povertà e meno istruzione? Cortesemente il microfono, grazie. Anche in questi paesi, purtroppo non ho avuto abbastanza tempo per illustrare tutti i miei grafici, i tassi di fertilità stanno calando, ma sono al di sopra del tasso di sostituzione. Quindi, una forma di transizione demografica, ma sta venendo più tardi rispetto ai paesi avanzati, in molti paesi africani dove si osservano questi dati, conservano il concetto dei ruoli tradizionali, non condividono il carico familiare. Quindi, è un modello diverso di famiglia nei paesi africani, non sto dicendo che questo valga per tutti i paesi africani, magari ci sono dei paesi che sono molto moderni. Ritengo che comunque lei abbia ragione, e se c'è un aumento di popolazione è perché c'è maggiore povertà con anche situazioni di guerra, Etiopia, Congo, Sudan. Quindi, effettivamente il problema esiste, ma comunque c'è anche lì un caso di ridotta fertilità. Posso introdurre un tema che non è legato alla questione demografica che lei ha trattato finora, ma che ci incuriosisce tutti. Lei ha detto in un'intervista che per essere competitiva rispetto agli Stati Uniti l'Europa ha bisogno di una rivoluzione normativa, perché è troppo rallentata dalla burocrazia. E quindi nel momento in cui gli Stati Uniti provano a imporre d'azzi, a essere molto più agguerriti di quanto non siano stati finora, l'Europa deve rispondere con questa rivoluzione. Lei ha detto anche che la Cina sostiene ricerca e sviluppo, l'Europa invece mette troppe regole. Da dove comincerebbe se lei fosse europeo? Questo è stato l'argomento di tante conferenze durante il Festival dell'Economia. C'è stata una sessione presente che ne ha trattato ieri. In generale l'Europa è un po' staccolata in termini di crescita. Pensiamo al rapporto Draghi, il livello di normazione è così elevato che si assiste ad un rallentamento dell'innovazione, dell'adozione di nuove tecnologie. E' una rivoluzione di una forma come risposta che sia meno difensiva e più aggressiva, nel senso che riesce a cogliere le opportunità. Quindi questa è l'atmosfera generale, forse in parte collegata alla filosofia sottesa al welfare state. La nozione è che bisogna proteggere le persone e quindi inserire una protazione della popolazione. Questo è l'obiettivo ultimo del welfare state. Le persone non soffrono più come facevano 100 anni fa. E quindi questo è degno di nota. Ma forse siamo andati un po' troppo lontano. Bisogna cogliere le possibilità e quindi magari si fallisce. Un paio di anni fa sono stato presente ad un incontro con Jack Ma a Chicago, famoso per Alibaba. Ha creato questa azienda di grande successo. Mi ha detto qualcosa che mi ha sorpreso molto, ma questo valeva per tutti presenti. Aveva istituito un istituto all'interno della sua azienda dove insegnare le persone a fallire. Quindi diceva, provate a fare qualcosa, fallirete, ma poi li farete, ritenterete. Quindi nelle leggi, le norme sulla bancarotta. L'Europa è stata sempre in ritardo, quindi non disposta ad arrivare ai punti degli Stati Uniti. Per esempio c'è tanto lavoro creativo, menti brillanti nell'Unione Europea, anche in Inghilterra. Ma quello che succede è che la raccolta del capitale di rischio, oppure il sistema bancario, rende difficile avere accesso a finanziamenti. Quindi le persone che hanno nuove idee, le nuove startup, devono andare a Wall Street negli Stati Uniti per trovare gli imprenditori che investano nelle loro idee. Quindi questa cultura di sicurezza, di evitamento del rischio, di protezione, deve essere modificata. È un po' incorporata del welfare state. Le persone devono essere protette. La peggiore manifestazione quando ci sono in Francia, persone protestavano sul pensionamento. Volevano un anno in meno per l'età di pensionamento. Avevano compreso i vantaggi per la società nel suo complesso. Bastava lavorare un anno in più dato che l'aspettativa di vita continua ad allungarsi. Quindi di è questo senso di essere protetti, di avere tutti i diritti che rallenta l'Europa. Sessore, se noi diciamo che la qualità di vita in Europa è molto più gradevole, perché siamo più protetti, perché abbiamo assistenza sanitaria, abbiamo una protezione sulle pensioni, abbiamo una vita più lunga. Noi europei viviamo più a lungo degli americani. Da un lato. Dall'altro però il nostro continente, l'Europa, diventa sempre più vecchio e abbiamo sempre meno nuovi nati. Allora, come tenere insieme il meglio del nostro way of life di europei, cioè essere protetti, significa anche dare molti asili, dare alle famiglie aiuti per poter lavorare e crescere i figli. Significa dare wealth da un lato. E dall'altro però dobbiamo anche essere avventurosi, accettare i rischi, avere quella mentalità che considera la possibilità di fallire non come una tragedia ma come una cosa che può succedere. Come si mettono insieme queste due cose? Proteggere il way of life europeo e diminuire un po' di regole, farci diventare più competitivi. Sì, ovviamente hai sollevato tanti punti e purtroppo non abbiamo tempo per parlare di tutti questi aspetti, però vorrei dire questo, che noi sappiamo, cioè c'è un elevato livello di produttività. Pensate all'Europa anni fa, pensate a quanto è produttivo, per esempio, se pensiamo non so 90 anni fa, quanto c'era produttività anche a livello delle scienze rispetto a quello che è successo negli Stati Uniti. E quindi il sistema europeo stava producendo cose estremamente produttive. Ci sono state poi le guerre, ci sono state tanti problemi politici che hanno impedito una crescita, però c'è stata tutto questo. C'è ancora una vitalità nel sistema europeo, c'è tanto da ammirare, è stato molto bello camminare per esempio per le strade, sentirsi al sicuro per esempio, e quindi veramente direi che la vita europea sembra essere molto buona, molto bella. Ma mi preoccupa una cosa che è successa qualche anno fa, è stato scritto un libro da queste due persone, si chiama Il Problema dell'insider e dell'outsider, cioè il welfare state proprio come era, aveva una caratteristica intrinseca che proteggeva molto bene un gruppo di persone, i cosiddetti insider. Quelli fuori gli outsider, le donne, per esempio al tempo di quando è stato scritto, gli immigrati, i bambini non erano ben protetti, erano un po' esclusi da questa protezione, quindi c'era tanta disoccupazione giovanile in quel periodo, i gruppi non riuscivano ad integrarsi, soprattutto i gruppi di immigrati. Quindi quello che va fatto secondo me è di dare una maggiore apertura a questi istituti e istituzioni, fornendo per esempio certe cose alle donne. Parliamo della fertilità. Il welfare state come può autosostenersi se ha questa caratteristica pay as you go e la base si sta contraendo? È un po' difficile ovviamente se ci si basa su questo sistema pensionistico contributivo. È difficile che si possa autosostenere, quindi sarà difficile supportare il welfare, perché non ci sarà abbastanza persone che pagano. Si parla di creare più capitale umano, diceva bene non abbiamo bisogno di così tante persone, abbiamo bisogno più che altro di competenze, quindi le competenze le costituiscono un modo per fare. Quindi politiche che promuovono per esempio l'istruzione, alcune collegate anche alla fertilità e alle gravidanze. Che cosa intendo? Pensiamo che i primi anni di vita siano molto importanti e quindi aiutare le donne in questo ruolo è molto importante. E poi, ed è qui che diventa molto interessante parlarne, non parliamo mai del valore di una madre nel produrre persone, esseri produttivi. Alcune società lo valorizzano più di altre e direi che tutto il femminismo che abbiamo costruito, ecco potete vedere appunto, abbiamo sentati i libri che sono stati iscritti da persone molto molto meritevoli, misurano il successo delle donne attraverso quanti soldi fanno nel loro lavoro, sul mercato del lavoro. Non parlando mai del valore che hanno le donne a casa e anche dal punto di vista del creare, del dare vita dei bambini, il valore di una dollar, centinaia di migliaia di dollari statunitensi se dovessimo attaccarci un prezzo. E quindi dovremmo veramente allontanarci un po' da quelli che sono gli orientamenti più tradizionali che pensano che sì, noi dobbiamo fare questo o quest'altro. E tu mi puoi chiedere cosa c'entra? Questo c'entra perché fa parte appunto di questo movimento verso maggiore libertà, però con riconoscimento di un valore che non riconosciamo, il valore delle madri, delle donne nelle case anche. E quindi persone dice, ci vogliono più donne nei consigli di amministrazione. Io non voglio dire che non ci devono essere ovviamente, non è che sono contrario ad averla, ma quello che dico è che in questo momento non stiamo anche vedendo quanto sia creativo questo. E qual è una delle fonti della crescita del capitale umano è maggiore? È sicuramente la famiglia, le madre che i genitori che sostengono i loro figli coinvolgendo sia il padre che la madre. Questo incoragerebbe la fertilità e anche il senso di egualianza, come vi ho fatto vedere. Ovviamente in quelli ambienti dove le donne avevano più potere contrattuale stanno meglio e diciamo che anche le inegualianze diminuivano all'interno della famiglia. Quindi dovremmo capire questo e pensarci dal punto di vista delle politiche. Ma solitamente non se ne parla, ci sono tantissimi libri scritti su questo. Io non sono contrario ma dobbiamo pensare con più attenzione al ruolo che hanno le famiglie. Il ruolo delle famiglie è nel creare queste, i figli nel creare questa opportunità. Io sono assolutamente d'accordo. Il padre Prevost, il nuovo Pope, arriva da Chicago e racconta sempre che è stata l'influenza della madre, che era una donna colta, un insegnante in una casa piena di libri che ha fatto che Papa Prevost, Papa Leone XIV, non si mo prendesse le decisioni che ha detto. Per quanto mi riguarda penso che abbia ragione lei professore quando dice che sicuramente c'è bisogno di una influenza materna ed è molto importante, è importante esattamente quanto è importante il lavoro che le donne fanno fuori, ma c'è anche bisogno di un ruolo paterno, il ruolo dei padri e i padri purtroppo spesso in questa nostra società sono latitanti, non ci sono, sono figure evanescenti. Attenzione, però c'è un cambiamento. Se guardate questi grafici, li abbiamo visti rapidamente, però ci sono veramente dei cambiamenti fortissimi. Recentemente ho cenato con questo industriale giapponese che mi ha detto che mentre lui cresceva, e magari vale ancora adesso per il Giappone, gli uomini non facevano mai niente in casa. Ci sono dei lavori che non avrebbero mai fatto in Giappone, ma guardiamo le società nordiche per esempio, le cose sono cambiate e quindi il maggiore potere di contrattazione delle donne che ci fa tanto piacere che loro abbiano, dobbiamo riconoscere il fatto che effettivamente le donne non vogliono così tanti figli, questo è un fatto che si è visto, ma nel contempo li farebbero se avessero più aiuto, quindi è il potere di contrattazione che sicuramente pesa alla fine. Io penso che le società potrebbero essere più flessibili, potrebbero creare un ruolo diverso anche per le donne. In Svezia, magari anche eccessivi in alcuni casi, mi ricordo che sono andati in Svezia qualche anno fa, una donna veniva pagata per occuparsi del figlio malato, una malattia cronica che aveva il figlio. Forse qui è un po' eccessivo, ma riconoscere il valore della donna è qualcosa che la società non ha ancora fatto abbastanza, lo vediamo solo nei danni quando non viene fatto, quindi in maniera solo in diretta, incredibile il numero di studio che sono stati fatti su tutte queste case, le famiglie rotte purtroppo, ma incredibile. Alcune sono trattate come cose date per scontato che devono essere lì, però le cose stanno cambiate. Io volevo aggiungere un'altra sezione alla mia presentazione che riguarda appunto il dinamicità, il dinamismo che c'è, purtroppo non abbiamo più tempo, però veramente le giovani donne, soprattutto le donne giovani, veramente adesso si sta iniziando a comprendere meglio i loro ruoli e i governi, le società dovrebbero essere tolleranti, dovrebbero comprendere che c'è una certa sperimentazione, c'è tutta questa letteratura che emerge, che parla del posticipare le gravidanze, sì, assolutamente importante parlarne con il professore, è stato molto importante parlarle, le vogliamo ringraziare moltissimo.
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