Benvenuta intelligenza
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Benvenuta intelligenza
Un libro che esplora le opportunità dell'intelligenza artificiale, con focus su Trentino e collaborazioni tra fondazioni e ricerca.
Un wealth of kindness e questo appuntamento fa parte del più ampio programma del Festival dell'economia di Trento e oggi andiamo a presentare il libro che ha un titolo significativo Benvenuto, intelligenza, intendendo l'intelligenza artificiale è un tema che si inserisce benissimo in quello che è il tema più ampio del Festival che parla di rischi e scelte fatali perché se non riusciamo ad avere un approccio propositivo nei confronti dell'intelligenza artificiale e ci soffermiamo magari semplicemente su quello che potrebbe essere l'impatto iniziale emotivo pensando che ci siano sostanzialmente, che possano prevalere gli aspetti negativi o appunto i rischi rischiamo di perdere delle occasioni anche importanti Oggi ne parliamo con la Presidente della Fondazione e Cassa di risparmi di territorio Veretto, Patrizia Galvani con il Presidente della Fondazione VRT Valorizzazione per la Ricerca Trentina, Claudio Cainelli e con l'autore del libro, Pierangelo Soldavini Io invece sono Carlo Andrea Finotto, giornalista del Sole 24 Ore, collega di Pierangelo che è esperto di tecnologia e di innovazione, maestro e curatore della newsletter Fintech Allora io partirei proprio con una brevissima riflessione come dicevo prima sostanzialmente è innegabile che ci siano degli aspetti che possono suscitare dei timori legati alla diffusione dell'intelligenza artificiale l'intelligenza artificiale e le notizie sono quelle riportate quasi quotidianamente dai media, dall'informazione, ecc. però l'aspetto su cui vorremmo focalizzarci in realtà sono le opportunità il fatto di cominciare a pensare che l'intelligenza artificiale non è solamente quella che viene appunto forse un po' superficiellmente descritta ma che offre tutta una serie di opportunità e di messa a terra concrete nella società, nella vita delle imprese e delle persone di tutti i giorni Per quanto riguarda il contenuto del libro e sostanzialmente l'ecosistema del Trentino, i nostri interlocutori di oggi rappresentano diciamo dei pilastri importanti io partirei con la Presidente della Fondazione Casse di risparmi di Trento e Rovereto perché la fondazione ha un rubolo credo fondamentale a prescindere anche dal caso specifico di cui parliamo oggi ma sostanzialmente gli interventi, i finanziamenti e le azioni nella vita dei territori locali e circoscritti sono fondamentali Buongiorno a tutti, sono Patrizia Galvani, mi ha già presentato quindi i risparmi convenevoli e per me è anche importante perché è un'occasione anche per Fondazione Cariclo per poi spiegare al territorio quello che fa concretamente, per dargli dei dati Fondazione Cariclo è stata istituita nel 1992 la ricerca rappresenta uno dei quattro settori di intervento insieme alla cultura, al sociale e alla formazione però diciamo che la ricerca incide rispetto alle erogazioni quasi il 44% per dargli dei numeri e per farvi capire quello che è l'intervento di fondazioni dal 1992 abbiamo riguardato i dati, gli interventi si attestano sui 186 milioni in particolar modo per quanto riguarda la ricerca sono 82 milioni che Fondazione destina alla ricerca per descrivervi poi meglio quello che fa Fondazione nel tentativo di intervenire in maniera più pontuale ed efficace gli strumenti attraverso i quali vengono erogati questi finanziamenti sono i bandi sono degli strumenti che garantiscono anche la trasparenza, l'indipendenza e anche la vicinanza al territorio in questo credo che la fondazione anche soprattutto nell'attuale momento storico anche di fragilità e di tagli che vengono paventati anche a livello internazionale rispetto ai settori della ricerca rappresenti ancora di più uno strumento fondamentale di vicinanza al territorio, di collaborazione anche con tutte le altre istituzioni quindi sì, nel caso specifico parliamo di intelligenza artificiale però sicuramente Fondazione interviene a 360 gradi su quelle che sono le esigenze del territorio Grazie perfetto, mentre parlava pensavo che io in un'altra vita giornalista in una provincia assimilabile come dimensioni a quella di Trento, che mi riferisco a Biella anche lì avevamo quotidianamente a che fare con gli interventi della Casa di Risparmio di Biella e era uno dei punti di riferimento della società complessivamente Ecco, l'altra cosa che le volevo chiedere credo che sia interessante per gli interlocutori, questo libro è il frutto di un virtuoso gioco di sinergie E uno degli altri elementi è la fondazione VRT rappresentata qua dal Presidente E. Cainelli, ci può raccontare come è nata e quali sono i rapporti che vi legano e come si è arrivata la creazione della fondazione? L'idea era di riuscire ad avere uno strumento di intervento che fosse più veloce e quindi fosse in grado anche di sopperire a quelle che potevano essere le esigenze della ricerca in un modo più efficace e più puntuale rispetto allo strumento del bando che garantisce sicuramente un intervento puntuale però a tempi tecnici diversi Quindi con fondazione VRT c'è una risposta che credo sia quasi subitanea rispetto a quelle che sono le esigenze della ricerca e anche la collaborazione che la fondazione stessa ha sia con l'università, con fondazione FBK, con fondazione MAC e lega ancora di più la fondazione Caritro a quelle che sono le esigenze del territorio. Il frutto di questo libro è l'intervento che, mi ripeto ancora, fondazione VRT riesce a fare in maniera puntuale Quindi in questo senso anche da parte della fondazione volevo ringraziare non solo fondazione VRT ma anche l'autore e anche per la collaborazione anche Fedrizi nella produzione di quest'opera che è preziosa e di grande valore anche per fondazione Caritro Grazie Presidente. Io passerei da una Presidente a un Presidente per una logica continuazione di questa illustrazione e presentazione di questo percorso virtuoso Lei ha visto nascere la fondazione VRT che è nata, come ci raccontava la Presidente Galvani, con degli obiettivi su cui magari possiamo entrare un po' più nel dettaglio, cioè la vostra mission, qual è e perché è così importante il fatto che siate nati e che operiate sul territorio Buon pomeriggio a tutti. In effetti è nata nel 2018 proprio con lo scopo di aiutare quelli che sono i bisogni del territorio puntualmente, in modo tale che quando nascevano dei temi che erano di quei giorni, di quel periodo lì, in questo modo la fondazione VRT, proprio grazie alla velocità di intervento, riusciva ad arrivare con i suoi finanziamenti. La fondazione VRT vive grazie ai finanziamenti di fondazione Caritro e è sostenuta in toto da la fondazione Caritro. C'è una struttura, uno staff che ci sostiene, che è lo staff proprio della stessa fondazione Caritro, quindi da parte della direttrice e tutti i collaboratori, sono i veri artefici di tutto quanto. Noi siamo un po' il servizio di quello che è la squadra. Negli anni ci sono stati parecchi temi che sono stati affrontati. Io mi riferisco all'intelligenza artificiale, ma prima c'erano anche le parei opportunità, successivamente la transizione energetica e l'ultimo bando era relativo alla transizione alimentare. Sono temi che sono sul tavolo e quindi implicano che siano di interesse specifico per le persone, perché una delle mission è quella di finanziare la ricerca che fa del bene alle persone. Noi misuriamo poi anche l'impatto di questi progetti di ricerca e monitoriamo nei sei mesi successivi l'erogazione del contributo e quello che effettivamente il feedback ci viene dato dai ricercatori. Cerchiamo sempre dei temi che siano inerenti all'attualità. Nel passato del COVID è stato finanziato un progetto importante che si è rilieguato decisivo e è contenuto anche questo nel volume. Questa è la mission principale della fondazione VRT. Grazie. Io passerei a Pierangelo sul Lavini per parlare e entrare nello specifico dell'esperienza, cioè il lavoro dell'autore di un libro come questo che contiene parecchi racconti anche nel dettaglio e soprattutto descritti comprensibili a chiunque, perché poi uno degli altri aspetti dell'intelligenza artificiale che magari si pensa e spesso è vero, leggendo alcuni colleghi molto tecnici che si avviene in qualcosa di oscuro e incomprensibile e quindi ancora più minaccioso. Invece, come si è arrivati al libro stampato? Dopo due presidenti arriva un umile giornalista, narratore. Il mio tentativo quando mi hanno proposto di scrivere questo libro è stato proprio quello di cercare di umanizzare la tecnologia, perché l'intelligenza artificiale ci viene spesso raccontata come colpa anche nostra probabilmente di operatori della comunicazione, come qualcosa che ci minaccia, che ci fa paura, che ci sostituirà e che ci ruberà il lavoro, ci renderà stupi, che sarà più intelligente di noi. Invece, proprio attraverso i bandi di fondazione VRT, io ho potuto scoprire e poi raccontare un mondo di persone, di ricercatori che sono partite con delle intuizioni, hanno creato attorno queste intuizioni dei progetti, qui ho trovati due che mi hanno raccontato che da allora ci siamo sentiti a fine 2024, io ero qui ottobre-novembre, quindi nell'arco di sei mesi hanno progredito, sono diventati dei prototipi e stanno finalizzando e stanno crescendo. Quindi vuol dire che con tutte le precauzioni del caso, perché è chiaro che è una tecnologia molto potente, cambierà la vita e cambierà il nostro modo di lavorare, però è in mano alle persone, è uno strumento che le persone devono imparare a utilizzare come utenti e come strumento di progresso e di miglioramento della nostra vita, e come appunto come utenti perché il sottotitolo è al servizio delle persone, perché poi dopo appunto il racconto dell'intelligenza artificiale, delle funzionalità, la capacità predittiva, l'efficienza, la capacità diagnostica, tutte le funzionalità dell'intelligenza artificiale sono per migliorare le nostre vite, rendere più efficiente il nostro modo di lavorare, migliorare le cure, le ricerche, le capacità diagnostiche, quindi il tentativo era proprio quello di umanizzare in tutti i sensi la tecnologia. Non so se ci sono riuscito, spero di sì. Io direi di sì diciamo, avendolo letto avidamente, secondo me il risultato è stato raggiunto, tra l'altro diverse storie sono veramente anche come dire suggestive, interessanti, proprio nel dettaglio del racconto di come sono nate e delle applicazioni concrete che hanno. Tornerei al Presidente Cainelli. Abbiamo accennato in un'introduzione, anche adesso Pierangelo, alla parte oscura, comunque al rischio che prevalga nella mente delle persone, la paura dell'intelligenza artificiale. Per fare un esempio, nei giorni scorsi noi che controlliamo in maniera un po' ossessiva le agenzie eccetera eccetera, era uscito qualche giorno fa uno studio del World Economic Forum che prevedeva che da qua al 2030, e questa è una parte della notizia, la parte negativa, l'intelligenza artificiale sostituirà diverse decine di milioni di lavoratori. Però poi c'era anche l'altro aspetto, che in realtà il bilancio alla fine sarebbe positivo perché ne contribuirà a crearne di più di quelli che sono destinati a eliminare. Allora mi viene in mente questo, lei è anche un imprenditore, se non sbaglio la seconda generazione dell'azienda di famiglia, e quindi avrà vissuto altre trasformazioni tecnologiche che puntualmente in qualche modo suscitano dei timori e che poi voi sul campo quotidianamente in realtà contribuite a sfatare, superandoli e facendo capire che il mostro poi non è così brutto. Non è facile perché noi siamo tre fratelli, a fine anni 80 abbiamo affiancato al nostro padre un'attività imprenditoriale e coincideva poi col cambio generazionale relativo proprio all'industriatilazione, quindi alla automazione, alla robotizzazione. C'era questa resistenza, ricordo che è abbastanza rigida da parte del nostro padre, ad affrontare questi temi che poi in realtà si sono rivelati i vincenti, nel senso che abbiamo potuto continuare nello sviluppo dell'azienda, abbiamo potuto migliorare le competenze dei collaboratori che già erano presenti e assumere nuovi collaboratori. Siamo in fronte di un'azienda di spartiacque come era allora, bisogna che ci avviciniamo, io ho avuto il privilegio di leggere questo libro e l'ho fatto tutto di un fiato, bisogna che ci avviciniamo a questo tema con pazienza e curiosità di studiare bene questa cosa che può essere veramente dirimente. Secondo me l'autore ha proprio spiegato che deve essere trattata come una cassetta di attrezzi che aiuta a migliorare il nostro lavoro e sta a noi chiaramente fare le giuste domande per avere le giuste risposte, però in questo modo è dimostrato anche dai progetti che abbiamo finanziato, il nostro lavoro viene facilitato. Dopo ho trovato dei spunti importanti, anche la descrizione dei progetti stessi, noi li abbiamo finanziato dopo un'analisi approfondita, però le interviste che ha fatto i ricercatori semplificano molto la parte tecnica e dell'intelligenza artificiale, quindi si legge in un modo veramente agile. Un'altra cosa che mi ha fatto piacere è che viene descritta l'ecosistema Trentino, prima la presidente parlava del ruolo di fondazione Caritro e nel libro viene spiegato anche il ruolo specifico delle altre fondazioni presenti che si occupano di ricerca e il legame che c'è tra le varie fondazioni. Poi a Pierangelo Sulla Vini per collegarmi a quello che diceva Claudio Cagnelli, l'intelligenza artificiale non è solo ciò di GPT, Gemini e via dicendo, è soprattutto quella che vogliamo noi e che emerge dal libro, declinazioni concrete che migliorano la vita in svariati modi, dall'attività delle imprese rendendole più competitive, semplificando il lavoro dell'uomo, rendendo più sicuro, poi penso alla questione legata alla salute, alla sanità. Assolutamente, volevo partire proprio dal fatto che tu hai citato chart GPT e per noi oggi l'intelligenza artificiale ha GPT, ma noi l'intelligenza artificiale la usiamo da anni e anni anche se non ce ne rendiamo conto perché tutte le volte che usiamo Amazon, che usiamo Spotify, che usiamo Google Maps, sono tutte applicazioni che si basano su intelligenza artificiale. È diventata un problema o comunque è entrata nel circolo mediatico nel momento nel quale è nata questa intelligenza artificiale generativa, che è quella che in qualche modo si mette in competizione con noi, fa dei lavori intellettuali. Allora io lo cito anche nel libro, il fatto che questi sistemi siano stati creati in America o che adesso arrivino in Cina perché comunque c'è la prospettiva di una intelligenza artificiale più economica cinese non ci deve spaventare, ci deve rendere cauti ma dobbiamo utilizzarla come opportunità. Proprio perché c'è una big science e una small science, c'è un'intelligenza artificiale fatta di grandi modelli, di grandi piattaforme che sono ciò GPT, che sono appunto open AI con ciò GPT, c'è Gemini o Gemini i di Google, c'è quella di Microsoft, ci sarà quella di Amazon, ci sono questi grandi modelli e noi sappiamo già che questo treno noi non riusciamo a prendere, l'abbiamo perso. Abbiamo però delle grandi opportunità perché tutti quei modelli si prendono in pasto tutti i dati che ci sono su internet, che sono pubblici, ma i dati delle nostre aziende per esempio non sono su internet, quindi se noi dobbiamo fare un'intelligenza artificiale che sia utile per le nostre aziende, per le nostre persone, per le nostre comunità abbiamo la possibilità di sfruttare dei modelli che utilizzano quei dati e che li convertono in qualcosa di utile. Da questo punto di vista si aprono enormi opportunità. Io credo appunto, io non avevo sentito parlare perché come Nova del Sole 24 Ore abbiamo parlato spesso del modello Trentino, però ho avuto modo di toccare con mano che è davvero un ecosistema molto coeso e da questo punto di vista il fatto di essere piccoli facilita la comunicazione, facilita la collaborazione, la condivisione degli obiettivi, degli strumenti, delle risorse. Io credo che questa sia davvero la forza e la forza di un sistema come questo deve essere la capacità di lavorare insieme, di non poi dividersi magari e di avere degli obiettivi comuni. Da questo punto di vista, non so se c'era qualcuno, sono andato a sentire Stefano Mancuso che parlava di piante e lui diceva ma le piante sono molto più intelligenti dell'essere umano, degli esseri viventi perché hanno al di là del fatto che sono presenti da molto più tempo rispetto agli esseri viventi, ma hanno un sistema di relazioni e di capacità di vita che non è basato su un cervello, su un cuore che se noi schiacciamo e spegniamo quei due organi l'essere vivente non esiste più. La pianta esiste sempre comunque anche quando è tagliata perché ha la capacità di riprodursi, di adattarsi e di basarsi sulla condivisione proprio come struttura e sulla collaborazione. Allora io credo che davvero sia il modello di condivisione e collaborazione che può permettere di rendere appunto un'opportunità attorno a questa tecnologia che magari ci fa molta paura. Grazie mille, io volevo fare un'uscita momentanea dalla scaletta e tornare un secondo dalla Presidente Galvani, visto che dal libro emerge molte volte in modo chiaro, voi l'avete detto sia Presidente Cainelli che Pirangelo Soldavini, la particolarità del modello Trentino. Come dicevo prima io ho avuto un'esperienza di parecchi anni in una provincia piccola, quello che mi è rimasto impreso, oltre alla grandissima capacità imprenditoriale dei bielesi eccetera, ma era anche il grandissimo campanilismo tra un soggetto e l'altro. Invece mi sembra di capire che qua questa cosa si stia superando o si sia superata, è davvero così? Io devo dire che questo almerito è anche più della struttura, di quelli che sono poi gli organi apicali. La fondazione secondo me anche negli ultimi anni ha fatto un lavoro di vicinanza al territorio e di ascolto delle esigenze che è molto importante. Si è cercato di spostare anche la visione che si poteva avere prima di fondazione, che era vista come salotto buono in cui si faceva un'operazione di un certo tipo. Invece, e questa è stata anche la lungimeranza della direttrice della struttura interna, condivisa anche col consiglio di fare degli interventi per cui la fondazione si avvicinasse al territorio. Non solo con interventi che coinvolgesse anche i giovani in maniera interattiva, ma anche con vicinanza ad un ascolto del territorio. Noi anche internamente, e questo era stabilito anche col vecchio consiglio, è stata attivata una ricerca in cui c'è un ascolto del territorio puntuale. Questo anche per poter soddisfare ancora più pienamente e in modo tale che la ricerca diventi ancora più efficace. Quindi devo dire la verità che con un'opera di mediazione la fondazione riesce a essere un buon punto di equilibrio tra tutti gli enti, insomma tra il pubblico, tra il privato, cercando di avvicinarsi anche al mondo imprenditoriale e poi col mondo universitario c'è una grande collaborazione. Questo il merito va riconosciuto al lavoro non tanto da io che rappresento Formami Intellente, ma anche a un cambio di direttiva che è stato fatto, insomma è un'impostazione che penso sia portando i suoi frutti e che riesca a rendere la fondazione anche riconoscibile a tutti. Grazie Presidente Cainelli, mi verrebbe da chiedere un po' accennato prima alle varie tematiche, dopo l'intelligenza artificiale cosa arriverà come priorità vostra e se sarà il tema di un ulteriore libro frutto di questa sinergia virtuosa. Lo scorso ottuno abbiamo emesso un bando relativo alla transizione energetica e quest'inverno l'ultimo bando che abbiamo portato alla comunità è stato relativo alla grita, quindi alla transizione alimentare. Per noi abbiamo ritenuto fosse un tema centrale e abbiamo trovato grande collaborazione anche dagli altri enti, sia FBK sia Fondazione Moonmark stavano lavorando con dei progetti, l'università anche, su quel tema lì. In questo senso abbiamo fatto anche un po' da ponte tra le varie istituzioni. Io personalmente sono anche decaduto come Presidente, quindi è un po' prematuro fare. Personalmente ci sarebbero dei temi molto centrali, potrebbe essere il wealth, quindi la sanità, oppure il tema del riciclo, quindi l'economia circolare sia i materiali sia tutto quanto concerne il riciclo. Potrebbe essere dei temi su cui i ricercatori possono misurarsi in modo efficace e utile al territorio. Mi viene da chiedere a Pierangelo Soldavini perché avete scelto proprio questo titolo per il libro, una provocazione? Un po' una provocazione, ti devo contraddire perché benvenuta intelligenza non è soltanto riferita all'intelligenza artificiale, si voleva giocare sul fatto che l'intelligenza artificiale, A parte che bisogna discutere se effettivamente è un'intelligenza perché è un'etichetta che è stata inventata a suo tempo per ottenere dei finanziamenti, perché era un nome molto più complicato per presentare il progetto, per ottenere finanziamenti. In America i fisici che stavano seguendo hanno detto che se non ci danno neanche un soldo troviamo un'etichetta più intelligente, più efficace di marketing e si sono inventati questa cosa dell'intelligenza artificiale. Quindi il nome già di per sé ci fa paura, ma io credo e lo credo veramente, credo che esca, spero che possa uscire anche da questo libro, il fatto che l'intelligenza artificiale ci costringe a due cose, primo a definire che cosa è l'intelligenza. Se notate negli ultimi due anni sui giornali si parla sempre di più di intelligenza umana, si cerca di capire perché poi dopo che cosa vuol dire intelligenza, appunto le piante sono intelligenti, le formiche sono intelligenti, sono più o meno intelligenti dell'essere umano, allora noi abbiamo paura di un'intelligenza che possa essere superiore a quella dell'essere umano quando magari ce ne sono già altre che sono superiori all'essere umano. Seconda cosa che ci costringe a fare è rivalutare la nostra capacità di comprensione, di essere intelligenti, perché se noi immaginiamo un futuro in cui ci saranno delle soluzioni già preconfezionate, chiamiamole ciaggpt, che ci forniscono delle strade, a livello di aziende la competizione si farà sulla capacità dell'essere umano di differenziare quell'offerta, perché se tutto il mondo è uguale a quel punto la capacità creativa e di innovazione dell'essere umano diventa ancora più importante a livello competitivo per le aziende. Per cui stiamo attenti quando ci dicono appunto 90 milioni di posti di lavoro in meno, senz'altro, ma anche la rivoluzione industriale ha cancellato dei lavori e siamo così, vogliamo tornare indietro a quei lavori? Probabilmente no, la trasformazione informatica ha cancellato dei lavori e anche l'intelligenza artificiale cancellerà dei lavori, li trasformerà e dipende da come noi la sapremo utilizzare e come la utilizzeremo. Perfetto, io direi, visto che abbiamo ancora qualche minuto, magari se ci sono delle domande del pubblico o se magari fossero presenti dei ricercatori raccontati nel libro che vogliono sinteticamente illustrarci di cosa si occupano e perché hanno meritato la citazione e il racconto nel libro, sarebbe perfetto. Non si fanno avanti, ci sono ma non si fanno avanti. Per non fare torti di citare alcuni altri devo dire che ho trovato delle storie bellissime, però voglio citare un esempio che è stato prima citato da Claudio Canelli senza fare nome e cognome, ma io li faccio, Stefano Merler che è stato finanziato a suo tempo dalla fondazione Fiori, non in questo ambito, che è l'esempio di come un piccolo territorio può diventare davvero un pioniere e una punta di diamante per tutto il mondo. L'analisi sul Covid, giusto? L'ideale dell'epidemia che era assolutamente realistico e veritiero, basato sull'intelligenza artificiale, che partiva da quei dati, per cui un ricercatore a Trento che è un luogo minuscolo rispetto al resto del mondo improvvisamente diventa importante a livello mondiale, il che vuol dire che davvero l'intelligenza locale può diventare qualcosa e creare qualcosa di veramente importante? Mi veniva a mente prima quando citavi l'importanza dell'intelligenza umana rispetto a quella artificiale, che a fare la differenza spesso possa essere una visione laterale, la capacità per dirla in Gervo Dabardi, sparigliare le carte. La storia che sintetizzi del creatore di invidia, per il quale il genitore aveva delle aspettative di un certo tipo, era deluso dai suoi interessi, in realtà è diventato uno dei colossi mondiali. Assolutamente, Jeffrey Nguang, creatore di invidia, figlio di immigrati taiwanesi, con i genitori che hanno speso una vita investendo sulla formazione del figlio, si è laureato e a un certo punto il figlio mi dice che vado a fondare una società di schede grafiche. In realtà, invidia oggi è una delle basi dell'intelligenza artificiale, perché la scheda grafica è il chip più potente al mondo, con maggior capacità computazione. Quindi diventa l'architrave attorno a cui ruota tutta la tecnologia, quindi si diventa davvero importante. Da questo punto di vista, nei progetti che sono stati scelti da fondazione VRT, ce ne sono di tutti i generi, si parla dalla ricerca pura alla ricerca applicata, per cui davvero si va in ampio spettro a alcune ricerche. Quando leggevo il progetto, dicevo, va bene, ma questa, dove vuole andare a parare, cosa può servire, è la sensazione iniziale quella. Poi dopo uno ragionava e davvero capiva che da quella ricerca che poteva essere assolutamente teorica strusa, potevano venire applicazioni assolutamente rilevanti, ma è tutta la storia della tecnologia che è fatta così, di cose nate per caso a partire dalla penicillina. Perfetto, io direi che se non ci sono davvero domande, forse potremmo chiudere addirittura con qualche minuto di anticecuita. Vedo una domanda. Salve, buongiorno. Io mi sono appena aggiunta alla fondazione Mac, quindi chiedo scusa se questo esempio è riportato nel libro, ma lavoro con la dottoressa Francesca Cagnacci, che tra l'altro ha ricevuto dei fondi dal VRT per sviluppare un'intelligenza artificiale che lavora sul processo dei file audio, perché dai processi del suono possiamo tirare fuori delle informazioni molto interessanti, dall'indice di biodiversità all'impatto che il suonoro ha sugli esseri umani, sugli animali, e io mi sono aggiunta recentemente al suo gruppo proprio per lavorare su questa cosa, e collaborerò con l'aiuto anche dello sviluppo di questa intelligenza artificiale. Non so se è presente nel libro, ma mi sono fatta avanti. Grazie. Scusa, assolutamente sì, è presente nel libro e anzi è uno di quei progetti che dicevo prima, cioè quando io ho letto la sintesi e lo studio ho detto, ma, cioè, bellissimo, ma cosa servirà? Quando ho parlato con lei ho capito che potrà essere utile su un'enormità di aspetti che non avevo presente, perché il suono effettivamente impatta su tantissime cose. Quindi è davvero un emblema di quello che dicevo prima. Ancora qualcuno? Io, se lo dico, diciamo, è vero che abbiamo fatto attenzione, insomma, a non citare un progetto al posto di un altro, però, pazienza. Due o tre mi hanno colpito, mi sono rimasti in mente, forse perché, come dire, più pratica, è comprensibile anche da un profano come me la cosa. Uno era quello dell'individuazione delle malattie nella vite, no? Cioè che, come dicevamo, si utilizzava in passato l'allarosa all'inizio dei filari della vigna, invece adesso c'è l'intelligenza artificiale che ci viene in soccorso e magari lo fa prima, è meglio. Oppure penso, non so, al sistema ideato per la raccolta delle mele o quello per individuare la presenza di zecche, che è una cosa che in qualche modo suscita timore, chi va in montagna e fa delle esclusioni. Insomma, le applicazioni credo che siano infinite e alla fine serve solo anche, credo, una buona dose di fantasia per declinare. Ci sono anche alcuni progetti che sono molto legati all'economia del territorio, perché una legata appunto alla viticoltura che è una delle risorse del Trentino, nel turismo, le zecche e così e così, ce ne sono tanti altri che sono legati molto all'economia territoriale, ovviamente l'aspetto sanitario. Ma per esempio ci sono alcuni legati alla ricerca, alla capacità di procedere e di automatizzare le attività di laboratorio e ridurre la difficoltà nella coltura degli batteri dal laboratorio, che sono veramente straordinari. Bene, grazie. Direi che potremmo terminare. Io ringrazio tutte le persone che sono intervenute, ringrazio la presidente Patrizia Galvani, il presidente Claudio Cainelli e Pierangelo Soldavini. Ovviamente il libro è qui fuori e quindi è a disposizione. L'autore può anche autografarlo. Grazie. Grazie.
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