Salute e inclusione sociale: come affrontare le sfide economiche e l’accesso alle cure per le persone con disabilità
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Salute e inclusione sociale: come affrontare le sfide economiche e l’accesso alle cure per le persone con disabilità
Un panel dedicato al diritto universale alla salute, con focus su inclusione, disabilità e accesso alle cure.
Buongiorno, benvenuti a tutti, benvenuti ai nostri ospiti qui in sala, a quelli che sono collegati e ai nostri ospiti qui presenti i relatori, un ringraziamento da parte mia e un ringraziamento molto forte dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Il panel di oggi ha l'obiettivo di esplorare e promuovere il diritto universale alla salute con particolare attenzione all'accesso alle cure sanitarie. Diamo il benvenuto oggi a dott. Alessandro Motta, dirigente dell'Azienda sanitaria di Trento, coordinatore regionale per la COH e devo dire promotore e ideatore di questo evento. Benvenuto. Professor Marco Bombardelli, docenti di diritto amministrativo perso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento. Benvenuto, professore. Dott. Marco Maggi, già presidente COH, società scientifica italiana di odonto stomatologia per l'handicap. Benvenuto. Professor Francesco Riva, consigliere del CNEL, per chi appunto non lo conoscesse, Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro a Roma. Buongiorno, benvenuto. Il dott. Emiliano Torri, direttore servizio di governance clinica dell'Azienda sanitaria di Trento. Grazie a tutti di aver accettato l'invito. Darei ora la parola al dott. Alessandro Motta per i saluti iniziali, soggetto che ha fortemente voluto portare questa tematica come quella appunto dell'inclusione, della disabilità e della salute in un contesto economico e appunto come quello del festival dell'economia. Prego. Buongiorno a tutti e grazie per essere qui oggi. Sono particolarmente orgoglioso di essere riuscito a portare all'interno del festival dell'economia un termine di così grande rilevanza. Si tratta infatti di un argomento che viene affrontato solo in contesti specialistici come i congressi sanitari. Per questo motivo considero questa occasione un'opportunità preziosa per aprire un dialogo più ampio e trasversale. E' con un grande piacere che oggi vi parlo del lavoro svolto dalla nostra unità operativa di odontiatria, una realtà che rappresenta un punto di riferimento importante per la salute orale delle persone con disabilità. La nostra attività si estende su tutto il territorio creando una rete odontiatrica provinciale grazie alla presenta attiva di ambulatori a Trento, Borgo, Mezzolombardo, Tione, Clè, Roveretto, Riva del Garda, Predazzo e Tonadico. Questa diffusione capilare sul territorio ci permette di garantire un servizio più accessibile e vicino alle esigenze del paziente riducendo gli spostamenti spesso difficili per chi vive in situazioni di fragilità. Dalcuni anni abbiamo anche attivato un abbolatorio settimanale all'interno del carcere di Trento, un'iniziativa che testimonia il nostro impegno nel garantire il diritto della salute orale anche alle persone in situazioni di marginalità e di particolare vulnerabilità. Desidero soffermarmi sull'importanza del linguaggio che utilizziamo quando parliamo di disabilità. Le parole che scegliamo hanno un grande impatto ed è per questo che l'articolo 4 del Decreto Legislativo numero 62 del 2024 ha introdotto una terminologia più rispettosa e inclusiva. Il decreto ha sostituito in termini ormai superati come handicap o persona dicappata con espressioni più appropriate come persona con disabilità. Questo cambiamento sposta l'attenzione alle condizioni di svantaggio alla valorizzazione della persona nella sua interezza, riconoscendo che la disabilità è solo una delle sue dimensioni. Quindi cambiare il linguaggio per quanto possa sembrare un piccolo gesto significa fare un passo decisivo verso una società più inclusiva, rispettosa e giusta. Ora lascio la parola ai vari relatori e apriamo il dibattito su questo tema. Grazie. Grazie dottor Motta anche per averci aggiornato in merito alla nuova terminologia e sempre un'attenzione, cercare di essere più delicati e attenti anche nel linguaggio verso determinate categorie di pazienti. Come anticipato prima appunto tratteremo come argomento principale l'importanza di garantire cure sanitarie accessibili a tutti, accessibili indipendentemente appunto da fattori economici e fotoregiografici e con una particolare attenzione anche ai modelli sanitari. Do quindi la parola ora al professor Bombardelli, benvenuto ancora professore. Sappiamo appunto che la nostra costituzione all'articolo 32 sancisce quello che è il diritto alla salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività. Ci può listrare meglio cosa si intende oggi e per diritto sociale e come il riconoscimento di questi diritti per il cittadino comportino anche una serie di ulteriori diritti? Grazie e buongiorno a tutti. Beh insomma per rispondere a questa domanda occorre richiamare il fatto che la nostra costituzione si basa sul principio personalista e pone cioè la persona con i suoi diritti inviolabili e con i suoi doveri inderogabili di solidarietà economica politica e sociale al centro dell'ordinamento giuridico. Quindi il riscontro di un insieme di diritti della persona è una delle componenti fondamentali appunto del nostro ordinamento della nostra repubblica. La persona viene richiamata nella costituzione non solo all'articolo 32 poi ci torno ma ancora prima agli articoli 2 e 3. L'articolo 2 riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo in tutte le sue dimensioni e al tempo stesso richiede l'adempimento di doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale quindi diritti e doveri che però sono posti tra di loro non in una situazione corrispettiva cioè i doveri non sono il corrispettivo dei diritti, sono doveri di solidarietà che devono essere espressi nei confronti dell'intera società per lo sviluppo della società. Poi l'articolo 3 prevede da un lato l'eguaglianza formale, tutti hanno pari di dignità sociale e sono uguali davanti alla legge e poi e qui vengo all'articolo che è fondamentale per i diritti sociali fra cui il diritto alla salute l'articolo 3,2 ci dice che è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Quindi l'articolo 3,2 della Costituzione ci dice che è compito della repubblica attivarsi per rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Cos'è la repubblica? La repubblica diciamo è l'insieme dei cittadini e delle istituzioni che li rappresentano, l'articolo 114 lo dice chiaramente lo stato, le regioni, gli enti locali, i comuni, eccetera, che hanno quindi il compito di rimuovere questi ostacoli. Questo fa emergere nel quadro dei diritti dell'individuo la presenza di alcuni diritti che sono ulteriori rispetto ai diritti di libertà, quelli di cui l'individuo gode a condizione che nessuno gli impedisca di esercitarli, che so, la libertà di circolazione, la libertà di corrispondenza, la libertà individuale, la libertà di riunione, quei diritti l'individuo li può esercitare a condizione che non trovi degli ostacoli. I diritti sociali invece hanno una caratteristica in più, quella che possono essere effettivamente realizzati soltanto se c'è un'organizzazione che ne consente la realizzazione. Perché? Perché sono diritti della persona in quanto portatore di bisogni che quindi attivano una doverosità della repubblica nelle realizzazioni di prestazioni che servono a realizzare quei bisogni. E qui entra in gioco il diritto alla salute, perché è chiaro che perché il diritto alla salute che prima è giustamente stato richiamato come la repubblica tutela la salute, come fondamentale diritto dell'individuo, interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Ecco ma perché questa previsione costituzionale si possa effettivamente realizzare? È necessario che qualcuno si attivi per realizzare il diritto alla salute perché l'individuo da solo, la persona da sola, non può realizzare questo diritto che, attenzione, è stato chiarito, non ha solo una valenza biologica, salute non è solo assenza di malattia ma è un benessere che ovviamente parte dalle condizioni fisiche ma si sviluppa anche nella possibilità di realizzare le relazioni sociali che la malattia può eventualmente impedire e quindi ecco che occorre creare delle strutture che in qualche modo riescano a realizzare questo diritto che l'individuo non può realizzare da solo. E qui naturalmente si pone un problema molto rilevante per le istituzioni pubbliche, le istituzioni pubbliche che devono predisporre apparati organizzativi idonei a fornire dei servizi o eventualmente a dare un adeguato sostegno economico. E la Corte Costituzionale ha chiarito che la garanzia dei diritti incomprimibili fra cui risulta il diritto alla salute incide sul bilancio e non è l'equilibrio del bilancio a condizionarne la doverosa erogazione. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che il legislatore, l'istituzione repubblica nel gestire anche le politiche di bilancio, le politiche economiche devono tener conto della doverosità di realizzare i diritti sociali. Cioè non possono diminuire la tutela dei diritti sociali per ragioni di bilancio. Ovviamente questo richiede, dato che le risorse non sono illimitate, delle adeguate politiche di gestione delle risorse economiche che consentano di intervenire razionalmente in termini sostenibili anche dal punto di vista economico per realizzare i diritti. E da questo punto di vista, ma qui il discorso diventa poi molto complesso, è previsto che ci siano alcune prestazioni di soddisfazione del diritto alla salute, i famosi livelli essenziali delle prestazioni, che indicano in qualche modo quello che dovrebbe essere il limite non comprimibile rispetto a cui le risorse devono essere disponibili. Ma in questo modo viene a porsi una questione molto rilevante e cioè qual è il modello organizzativo che la Repubblica deve assumere per garantire il diritto alla salute. E su questo punto qui proprio mi collego perché possiamo fare riferimento proprio ai modelli sanitari. Quindi modelli sanitari come organizzazione preposta per dare attuazione al diritto alla salute. Noi sappiamo che dal 1979 l'Italia possiede il suo servizio sanitario nazionale per lo più gratuito come diritto appunto a tutti gli abitanti. Ci potrebbe illustrare brevemente appunto quali sono i tratti generali di questo modello e il rapporto stato regione? Ecco, diciamo questo è un modello fondamentale. La legge 803 del 1978 è stata una delle grandi leggi di riforma del nostro Paese che all'articolo 1 riprende la Costituzione, dice la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. Questa legge ha fatto una scelta molto precisa per quello che è il modello organizzativo con cui deve essere realizzato il diritto alla salute, a cioè introdotto nel nostro ordinamento il modello sanitario universalistico, il modello diciamo così Beaver Eyes dal nome del suo è stato introdotto innanzitutto nel Regno Unito subito dopo la seconda guerra mondiale. Questo modello su cosa si basa? Sul fatto che deve essere garantita all'intera popolazione un quadro essenziale di prestazioni sanitarie uniformi finanziate a carico della fiscalità generale. Quindi modello universalistico vuol dire che l'erogazione o il rimbosso della prestazione sanitaria non corrisponde all'adempimento di un'obbligazione assicurativa, cioè non c'è un contratto di assicurazione in base al quale l'assicurato ha diritto a una prestazione nel caso del verificarsi dell'evento dannoso, ma proprio dalla tutela del diritto e la salute che la Costituzione riconosce come diritto fondamentale di tutti. Questo ovviamente, e qui entriamo nella questione dei doveri inderogabili, richiede un finanziamento con la fiscalità generale e questo è uno dei grandi problemi del nostro sistema sanitario, perché la fiscalità generale spesso si dimostra adeguata, non sufficiente per finanziare il servizio, ma questo deriva dal fatto, quindi ecco capite per esempio l'evasione fiscale è un grande problema perché determina anche la difficoltà di finanziare i servizi come il servizio sanitario, ma anche la fiscalità generale. E da questo punto di vista ovviamente non è che la prestazione possa essere indiscriminata, il nostro sistema poi prevede delle regole, per esempio il pagamento dei ticket sanitari, per esempio il fatto che l'accesso alla prestazione non è diretto ma è subordinato alla prescrizione del medico di base, c'è un sistema di gatekeeping, c'è ovviamente la presenza di assicurazioni sanitarie che integrano il sistema, però la logica è quella di un sistema come dire universalistico, che qui vengo alla seconda parte della domanda, viene attribuito dalla stessa legge 833 del 78 allo Stato, l'attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali garantendo la partecipazione dei cittadini. Quindi il sistema sanitario nazionale si sviluppa come un sistema multilivello in cui sono coinvolti lo Stato, sono coinvolte in maniera molto massiccia le regioni e poi c'è un'organizzazione particolare che adesso non ho il tempo di riassumere però ci sono tre punti che vanno indicati. Lo Stato ha compiti di finanziamento del sistema ed individuazione di livelli essenziali alle prestazioni perché è necessario che su tutto il territorio nazionale la prestazione sanitaria abbia la stessa efficacia che tutti i cittadini italiani possano godere di prestazioni sanitarie, tutta la popolazione più in generale italiana possa avere prestazioni adeguate rispetto all'esidenza del diritto alla salute. Poi ci sono compiti di finanziamento sui quali sappiamo ci sono tutta una serie anche poi di questioni che qui non posso toccare. Poi ci sono le regioni che hanno compiti fondamentali di programmazione e di finanziamento del sistema e poi diciamo dagli anni 90 si è sloopato importantissimo il sistema della aziendalizzazione, cioè ci sono le aziende sanitarie che operano appunto a livello locale, diciamo in nostro caso c'è l'azienda provinciale, che hanno il compito di erogare le prestazioni quindi c'è una distinzione tra l'indirizzo regionale che indica gli obiettivi e la gestione che spetta le aziende sanitarie che devono realizzare poi gli obiettivi e prima abbiamo sentito un'esperienza e poi chi verrà dopo di me spiegherà molto meglio nell'ambito specifico come questa esperienza si si dilato. Naturalmente il fatto che il sistema sanitario sia un sistema multilivello pone grandi problemi di coordinamento tra le varie istituzioni e a volte questo coordinamento non riesce particolarmente bene, abbiamo visto alcuni problemi anche nel periodo dell'emergenza sanitaria eccetera, ma la soluzione non è quella del centramento ma del migliore coordinamento tra le diverse responsabilità all'interno del sistema. E collegandomi anche a quello che appunto ho appena detto secondo lei appunto è possibile pensare, solamente pensarlo perché sappiamo che non è possibile in realtà perché è anticostituzionale, però che anche nel nostro paese si stia andando verso un'assistenza sanitaria sempre più privatizzata ma da copertura appunto di assicurative, stile un po' modello americano e se sì appunto no e questo volevamo appunto trattarlo con il nostro pubblico e poi eventualmente se può tracciare un po' in maniera breve i tratti generali anche del modello americano. Allora partirei magari da qui, è chiaro che le risorse necessarie per finanziare il sistema sanitario devono essere individuate con attenzione e non è possibile pensare che l'intero finanziamento di tutte le prestazioni sanitarie possa essere fatto gravare su bilancio pubblico sulla fiscalità generale. Però attenzione perché il modello americano si basa su che cosa? Sostanzialmente sul ricorso all'assicurazione cioè per tutelare la salute la persona deve avere una assicurazione. Le assicurazioni sono in mano a grandi imprese di assicurazione privata che negoziano i premi con i singoli utenti poi generalmente sono anche convenzionate con strutture sanitarie che erogano i servizi. Passatemi l'esempio fossero praticamente felice, ma insomma l'assicurazione è convenzionata con l'officina che poi ripara la macchina. È chiaro che in più nel sistema americano, Obama aveva approvato introdurlo però poi già il primo governo Trump l'aveva bloccato, non c'è un sistema di assicurazione obbligatoria quindi sostanzialmente non c'è un sistema che prevede che tutti abbiano una copertura assicurativa. Il potere pubblico interviene da un lato attraverso la regolazione che però varia da stato a stato sui premi assicurativi per verificare che non siano troppo troppo alti ma ogni stato procede in modo diverso e poi ci sono due programmi pubblici che sono Medicare e Medicaid i quali prevedono Medicare l'assistenza per le persone sopra i 65 anni e Medicaid per persone che si trovano in particolare stato di bisogno, donne in gravidanza, famiglie numerose, però sono situazioni particolari. Il punto è che al di fuori di questo sistema si resta scoperti e quindi in quell'ambito possono essere rilevate due grandi disuguaglianze. La prima riguarda la differenza delle prestazioni a cui si ha diritto a seconda del premio di assicurazione che si è in grado di pagare perché naturalmente come succede nel sistema assicurativo più alto il premio maggiore sarà la copertura assicurativa però è chiaro che il premio alto costa e non tutti possono permettersi. In più ci sono patologie particolarmente critiche rispetto le quali chiaramente le imprese di assicurazione tendono a essere molto restiene a garantire poi delle coperture assicurative. La seconda disuguaglianza riguarda il fatto che proprio c'è chi non ha copertura assicurativa e quindi si trova in difficoltà dal punto di vista del sistema. Quindi il modello americano in quanto tale anche per quello che vi ho detto prima non risulta compatibile col fatto che l'articolo 32 della Costituzione dica che è compito dalla Repubblica garantire la salute. Detto questo è evidente che non è che il sistema assicurativo di per sé non vada bene perché è chiaro che c'è bisogno in alcuni casi di compensare la difficoltà del reperimento delle risorse con altre modalità di copertura però qui occorra una strategia. La via di mezzo è quella che c'era in Italia prima del 78 è quella del modello assicurativo sociale, quello modello Bismarck diciamo così. C'è una assicurazione obbligatoria per i lavoratori che copre anche le loro famiglie, c'è una regolazione da parte del potere pubblico dell'obbligo di assicurazione e poi diciamo c'è l'intervento pubblico che va a coprire coloro che non sono assicurati. Questo è ovviamente un modello che non può stare assieme al modello universalistico però bisognerebbe comunque pensare a uno sviluppo del modello assicurativo integrato con la logica del sistema sanitario nazionale quindi sono due cose diverse un conto il modello diciamo così usa il modello assicurativo puro tra virgolette, altra cosa è la presenza di un sostegno anche attraverso interventi di tipo assicurativo nel nostro sistema che però ecco per quanto la vedo io ma insomma per come risulta anche abbastanza chiaramente dagli studi in materia di diritto alla salute e alla costituzione che ci sono è un modello che è sicuramente soddisfatto in maniera più corretta dal sistema universalistico che secondo me va va protetta in una delle grandi conquiste penso del nostro paese. Certo grazie per averci anche rassicurato sulla garanzia del nostro modello, grazie professore e facciamo un applauso magari grazie. Facendo riferimento proprio all'accesso alle cure c'è una realtà quindi garantita a livello nazionale che ha sempre avuto particolare attenzione per le persone più fragili e sto facendo riferimento alla società scientifica italiana di odonto stomatologia per l'handicap oggi qui rappresentata dal dottor Maggi. Benvenuto dottor Maggi puoi illustrare al nostro pubblico di che cosa si occupa la società di cui lei è stato presidente per tanti anni e so che coordina ancora con grande impegno ed edizione. Grazie buongiorno a tutti, grazie per l'invito penso se poter inserire in un festival dell'economia parlare di fragilità sanitaria penso sia una grande scommessa. Anche queste prime relazioni quelle che seguiranno sicuramente daranno daranno l'importanza. La COH nata al primo febbraio del 1985 quindi abbiamo compiuto 40 anni da illuminati colleghi perché parlare di disabilità oggi sono, permettetemi un pizzico di provocazione, sono bravi in molti ecco no? A sciacquarsi anche la bocca allora allora siera io mi ricordo oltre 40 anni fa diciamocelo medici di serie B e pazienti di serie B questa cosa va detta oggi invece per fortuna stiamo entrando a un livello dove dove si parla appunto di persona con disabilità in primis e persona. Ecco ma 40 anni fa avevamo avevamo un approccio sociale e alla persona totalmente diverso questo non è una critica è un modello sociale educativo che è cambiato quindi per fortuna stiamo vivendo questo. La COH promuove i principi dell'odonto di adereo speciale come abbiamo scritto nelle raccomandazioni cliniche del ministero della salute quindi tutta la prevenzione diagnosi terapia riabilitazione della patologia orale del distretto Oro Maxillo Facciale e soprattutto promuove la formazione formazione e aggiornamento quella che nasce all'università e anche qui noi continuiamo a chiedere un un esame universitario nei sei anni di odontoiatria o nel percorso di medicina che aiuti a formare la sensibilità se non c'è conoscenza noi facciamo fatica ad approcciarsi qualcosa. Ieri sera facevo un esempio banale se io non conosco Mantegna faccio fatica ad descrivere una persona chi era Mantegna o entusiasmare carismaticamente su quella cosa quindi noi dobbiamo conoscere la disabilità questa è la prima notizia importante diversamente se no se non conosciamo un argomento e facciamo ma questo vale per tutti i principi della medicina facciamo fatica veramente ad affrontarlo e vedremo poi anche nei secondi step cosa significa conoscere. La CIOH è anche promotrice di un manuale forse il testo più importante che abbiamo in Italia e oserei dire anche nel mondo perché manuale di odontoiatria speciale un testo che parla di odontoiatria speciale che ho avuto l'onere e l'onore di coordinare come curatore come editor e perché ne posso parlare perché senza conflitto di interessi nel senso che quei 4 euro di royalties entrano nelle casse della CIOH quindi significa che tutti abbiamo lavorato per uno spirito di volontariato questo ci permette di dirlo tranquillamente ed è un grande libro testo di consultazione usato anche nelle università per la formazione all'aggiornamento ultimo ma non ultimo la CIOH partecipa attivamente alla IIDH cioè cosa significa sono le società scientifiche nel mondo sono 36 per l'Italia appunto c'è la CIOH e questo è un motivo essere presente e siamo presenti anche in maniera molto importante quindi c'è l'odontoiatria speciale che come abbiamo visto pensiamo a livello legislativo ogni stato ha le sue normative ecco quindi noi ci troviamo con tanti pregi alcune cose che dobbiamo ancora migliorare però sicuramente in Italia siamo anche all'avanguardia soprattutto per la nostra sensibilità verso la tematica ultimo su questa domanda era quello che dicevo il testo di manuale sulle 36 società scientifiche nel mondo l'unica che ha fatto il testo è la CIOH quindi era questo un vanto per poter dire dove abbiamo coinvolto oltre 150 coautori presentato all'università di Torino nel nostro congresso nazionale nel 2019 quindi quindi è stato un momento molto importante oltretutto che avevamo il pre covid quindi si riusciva anche a vivere una realtà diversa anche in questa fase comunicativa. Data la sua appunto esperienza quali sono le maggiori difficoltà relative all'accesso alle cule verso questi pazienti fragili e intese proprio come potrebbe essere prime visite oppure attrezzatura che non è adeguata tempi di attesa. Questa è una domandona che dovremmo dovremmo star qui una settimana a rispondere prendiamo dei dati di fatto la fragilità sanitaria ricordiamoci che parliamo di soggetto fragile l'articolo 32 del codice di diontologia medica che una volta definiva il soggetto minore anziano e persona con disabilità oggi l'articolo 32 questo anche per comprendere cosa significa soggetto fragile è il minore perché per autonomasi il minore rimane fragile e tutte le persone in uno stato di fragilità vulnerabilità psico fisico sociale e civile e nella condizione in cui vivono questo nella condizione in cui vivono e for stato fortemente voluto dall'organizzazione mondiale della sanità la nostra federazione l'ha recepito questo proprio perché perché se io vivo a trento dove c'è il dottor motta con la sua struttura dove ci sono strutture sanitarie adeguate strutture educative scolastiche strutture sportive una famiglia preparata eccetera io sono assolutamente avvantaggiato è chiaro che se sono una persona con disabilità soggetto fragile dove tutte queste condizioni vengono a mancare va da sé va da sé questo vale per ognuno di noi che si è ovviamente ecco quindi questo nella condizione in cui vivono è veramente molto importante quindi la fragilità permea i nostri studi pubblici e privati e l'epidemiologia ce lo conferma pensate solamente che il disturbo dello spettautistico oltre che triplicato negli ultimi trent'anni malattierare o quant'altro le tre grandi fasce sindrome di down disturbo spettautistico malattierare questo è il e anche lì ci sarebbe da dire malattierare che la parola rara indica una cosa preziosa bellissime quant'altro e poi malattirare col fatto che ci sono pochissimi casi anche sono poco studiate vengono investiti pochi soldi cioè c'è sempre anche un purtroppo una situazione di questo tipo ho detto pubblica e privato l'odonti di toiatria a una gestione indicativamente il 90 per cento in italia nel privato e circa il 10 per cento nel pubblico quello che accomuna le due cose e poter arrivare a formare essere tutti più preparati questa formazione e aggiornamento quindi deve partire da un corso universitario perché dobbiamo favorire questa sensibilità quando un giovane studente viene favorito in questa sensibilità nasce una consapevolezza nasce una coscienza di quello che succede e nasce una conoscenza solo l'io posso continuare a lavorare poi ci sono anche modelli come abbiamo sentito integrativi assicurativi che dovrebbero collaborare con sistema sanitario nazionale è difficile avere una risposta e formare anche tutto il team questa è un'altra cosa che non se ne parla ma è fondamentale non solo la formazione del medico dell'odontoriatra ma dell'assistente del dell'igenista dell'infermiere per arrivare sino a quell'altra cosa importantissima a cui io sono nato perché quando ho iniziato a occupare le disabilità non c'era youtube non c'era internet c'era il rapporto con la famiglia la formazione con la famiglia che vive h24 con questo ragazzo con questa ragazza noi magari lo vediamo una volta al mese una volta ogni quattro mesi ogni volta di sei mesi una volta l'anno loro ci vivono h24 ecco l'importanza di capire le aspettative del del paziente ma al tempo stesso formare su tutto quello che potrebbe essere una prevenzione che poi potremmo sviluppare dopo quindi ci sono queste tematiche chiaro che dovrebbero sarebbe facile dirlo maggiore strutture dedicate alla disabilità dell'odontoriatria con attrezzatura attrezzatura tutto l'insieme un movimento anche se rispetto voglio dire a 40 anni fa abbiamo fatto tantissimo mentre 40 anni fa vigeva una frase molto è stato fatto è ancora molto ancora da fare questa frase rimane sempre attuale dopo 40 anni possiamo continuare a dire che molto è stato fatto è ancora molto è da fare non è relativismo non è qualunquismo ma è la verità quindi continuare a sensibilizzare io penso che questo questa nostra incontro oggi possa aiutare a lanciare anche qualche seme a far riflettere ognuno nel proprio ruolo perché ruolo e competenze a metri d'intervento dobbiamo avere sempre il rispetto di l'uno con l'altro quindi dove vorrebbe si potrebbe migliorare secondo lei l'offerta per i pazienti fragili ha detto sul rapporto con i genitori quindi il ruolo appunto delle persone la formazione io mi rialacerei a quanto detto allora la tutela della salute i diritti delle persone con disabilità del soggetto fragile no la tutela la salute è sancita dall'ono dall'articolo 32 della costituzione dall'articolo 32 del codice di di odontologia america addirittura c'è la corte di giustizia europea il 4 maggio del 2017 ha sollecitato gli ordini dei medici a vigilare sulla tutela della salute quindi a maggior ragione la tutela della salute con la s maiuscola quindi noi tutti ci sentiamo coinvolti in in tutto questo e la formazione all'aggiornamento e qui mi riallaccio articolo 19 del codice odontologia america e dove parla formazione aggiornamento permanente bellissima questa parola è permanente significa per tutta la vita non dobbiamo aver la presunzione di sentirci arrivati sarebbe un guaio per chiunque in qualsiasi mestiere a maggior ragione se si è medici a maggior ragione se si parla di soggetto fragile e la formazione all'aggiornamento è lì una chiave di lettura non è solo studiare e favorire quello che è la nostra sensibilizzazione alla relazione di cura la relazione di cura e noi aggiungiamo la cura della relazione la cura della relazione articolo 20 del codice di diontologia medica lì si parte la conoscenza della persona quindi prima della malattia io devo conoscere la persona diceva giustiniano non è molto utile conoscere la legge se non si sa nulla della persona per la quale la legge esiste io posso conoscere a meno adito la sindrome di down io sono allievo di una lieva di legge inizia quando iniziai medicina ma se non avessi toccato vissuto con le persone con disabilità potrei essere il medico più bravo del mondo il dentista più bravo del mondo se non avessi capito il suo sguardo il sopracciglio la sua espressione i suoi genitori ecco il medico è questo adesso va di moda da vent'anni parlare di empatia per me è qualcosa che va oltre la prima visita è un atto medico quando ci approcciamo col paziente e la prima visita è un atto medico come un atto medico la prevenzione il follow up non è il follow up va tutto bene si ok benissimo è un atto medico in cui io presto la mia opera e la prevenzione è un'altra cosa meravigliosa che è un'altra delle parole tanto usate permette permette favorisce di evitare pensate no quante file di attesa nelle sale operatorie ecco se siamo preparati possiamo evitare tanta anestesia generale bisogna investire tempo il cronos e il kairos bisogna investire tempo per arrivare magari con tre quattro sedute ma evitiamo l'anestesia generale quando mi capita molti genitori che mi dicono dottore io non voglio l'anestesia generale l'articolo 8 del codice di diontologena facile dire a beh io piglia vai in anestesia generale o vai da uno più bravo più esperto di me è lì che dobbiamo metterci in gioco troppo facile dire andiamo mandiamo in anestesia generale e così abbiamo già una fila che non finisce più e si allunga ulteriormente questo è importante quindi per evitare anche proprio ove possibile ove possibile non sempre possibile la tanta gente che ha nell'anestesia generale l'unica risposta e quindi nel rispetto ovviamente della dignità e dell'identità del soggetto fragile e della persona con disabilità grazie grazie per averci coinvolto tantissimo e per averci fatto conoscere anche la c.o.a.c. grazie ora vorrevo presentarvi il professor francesco riva francesco riva medico attualmente consigliere del knell ha ricoperto molte cariche di livello ne ricordiamo sono alcune primario presso il politetnik converto primo a roma componente del comitato nazionale di sicurezza alimentare del ministero della salute premiato con medaglia di bronzo al merito dalla repubblica conferiteli dal presidente mattarella beh che dire professor riva complimenti per la sua carriera intanto e professor riva nel suo ruolo di consigliere all'interno del knell potrebbe illustrarci quali sono i gruppi di lavoro tematici e in particolare quali progetti sta seguendo grazie allora dopo l'entusiasmo della relazione di magi forse potremo concludere il nostro però torniamo alla realtà io sono consigliere del knell che consiglio nazionale d'economia del lavoro e l'altro giorno era qui il mio presidente professor brunetta ed è suggestivo parlare di salute presso il festival dell'economia dimenticando che gran parte il bilancio dello e riservato alla salute dei cittadini quindi io considero che questa prima attività è un'attività importante perché noi come consiglio nazionale d'economia del lavoro dobbiamo garantire dal punto di vista economico lo stato dobbiamo garantire lavoro con le parti sociali ma dobbiamo garantire quello che è la nostra salute e in questo campo da quando io sono arrivato al knell sono fra le altre cose l'unico dentista mai stato al knell sono anche medico e diciamo abbiamo fatto varie cose abbiamo fatto abbiamo portato a termine la legge sullo biooncologico in un anno la legge è stata proposta a parlamento ed è passata all'unanimità quindi uno stigma che qui non si poteva più tollerare e nel campo della prestazione sanitaria io considero che la tutela dei pazienti fragili dal punto di vista sia o donto iatrico ma dal punto di vista di salute generale sia un compito assoluta assoluto però molto spesso di queste cose si parla ma non si trova mai colui che poi è responsabile del procedimento nella pubblica amministrazione se qualcuno di voi fa parte a pubblica amministrazione sa che c'è sempre un responsabile del procedimento che mette la firma e tanta gente ha paura e mette le firme perché alla fine si prende la responsabilità di tutto quindi bisogna trovare un responsabile procedimento che abbia il coraggio e mette la firma e noi come si o a ca abbiamo nominato un ambasciatore che è un deputato dello stato italiano che tra l'altro è anche un primario di odontologia e quindi abbiamo detto da oggi tutti devi far carico di questo quindi questa è un'attività che stiamo facendo all'interno del clale delle sfide che praticamente quotidianamente dovete affrontare anche come rappresentanza efficace in realtà tra il mondo del lavoro dell'economia e delle istituzioni vi è spazio anche per il settore sanitario e in particolare modo per le categorie di più fragili diciamo che non è stato mai coltivato questo argomento ma è chiaro che quando noi parliamo di lavoratori dobbiamo pensare alla diminuzione dei rischi nel mondo del lavoro quindi i rischi e le morti che noi vediamo tutti i giorni quindi grande attenzione è nella formazione e oggi abbiamo parlato di formazione di formazione anche verso i genitori formazione verso i medici e quindi è importante assolutamente investire in formazione e chiaramente abbiamo preso questa cosa anche da quello che Consiglio nazionale di economia e lavoro che rappresenta i datoriali e rappresenta anche i dipendenti quindi abbiamo l'azienda di scendacari datoriali dipendenti e cerchiamo è un piccolo parlamento nel senso che ognuno vorrebbe portare a casa il proprio il proprio risultato e quindi poi ci deve essere una capacità e quindi questa è la gestione della presidenza di portare un qualcosa di etico quindi da qualche anno parliamo assolutamente di prestazioni e di salute parliamo di welfare chiaramente noi parliamo adesso di tutto ciò che lo stato deve fare però diciamo che c'è la possibilità di anche investire da parte dei datori lavoro anche una quota che venga riservata a un welfare personale quindi sia come attività di benessere sia come aiuto nella scuola e queste cose quindi cerchiamo nei contratti di lavoro di inserire questo questo concetto. Lei è molto sensibile anche alla tematica dei giovani dell'alimentazione degli stili di vita è coordinatore del gruppo di lavoro per la promozione degli stili di vita e l'educazione alla salute vi sono particolari indicazioni che magari può trasmettere oggi ci può dare delle anticipazioni magari dei gruppi di lavoro che avete già svolto? Io coordino questo lavoro sugli stili di vita perché noi sappiamo che la diminuzione della incidenza della malattia è a carico la cura e a carico dello stato ma anche lo stesso cittadino deve avere degli stili di vita corretti non può chiedere di essere curato uno che fuma 40 sigarette a giorno o che mangia in maniera esagerata per cui cerchiamo di portare questa cosa e abbiamo fatto un accordo anche col ministro dello sport ma è ministro dello sport e dei giovani io quando sono stato a Bodiglia gli ho detto guardi che lei è il ministro dello sport ma è dei giovani quindi si deve far carico dei giovani e quindi sta incentivando anche l'attività sportiva ministra Vodi mi sembra che fosse qua ieri c'è una grande attività su questo territorio perché noi siamo l'anno prossimo avremo le olimpiadi invernali e la vostra la vostra regione il vostro territorio è ampiamente interessato e parlavamo proprio ieri col collega della capacità che avete di prestazioni sanitarie anche in situazioni non semplici perché voi siete circa 500 mila persone 500 mila persone è la asler ma di uno e quindi sta dentro un territorio assolutamente contenuto qui invece avete attivato l'eli soccorso e quindi portate quella che è la sanità anche a casa del cittadino e questo è sicuramente una cosa performante quindi io penso che approfittare del fatto di questa olimpiadi che non dovessere uno spot solo o un'attività economica di rilancio ma andare a investire sui giovani parlevamo proprio ieri che la percentuale dei ragazzi che fanno sport in Trentino è superiore quasi del doppio rispetto altre realtà italiane quindi questo penso che sia e quindi io proporrei che l'anno prossimo se le autorità qui presenti potremmo ritrovarci qui a Trento a continuare questo discorso. Si cogliamo questa sua iniziativa e cerchiamo di metterla a terra sul territorio sono un provocatore nato ma va benissimo abbiamo qui appunto anche i soggiati del territorio per cui sono spunti preziosi per future collaborazioni anche appunto sul territorio e agganciandoci appunto alla questione della territorialità vi presento dottore Emanuele Torri direttore servizio di governance clinica dell'azienda sanitaria benvenuto e dottor Torri lei gestisce all'interno dell'azienda sanitaria gli strumenti percorsi clinici potrebbe descriverci di cosa si occupa. Sicuramente e intanto un ringraziamento per l'invito e anche per i bellissimi spunti che ci state dando prima di parlare di percorsi clinici anche magari per le persone che non fossero del territorio due parole sull'azienda sanitaria che è stata poi direttamente o indirettamente già citata in Trentino esiste un'unica azienda sanitaria locale dal 1995 credo che sia la più quella che ha più storia la vita più lunga all'interno del servizio sanitario nazionale e ma ci tornerò dopo è in procinto tra quest'anno e l'anno prossimo anche una trasformazione in una nuova entità è un'azienda sanitaria che è da sempre con l'unico ente strumentale della provincia in materia di erogazione dei servizi sanitari e quindi alla responsabilità dell'assistenza ospedaliera dell'assistenza distruttuale e della prevenzione e dal compito di erogare i servizi sia in forma diretta come ci accennava il professor bombardelli ma anche mediante lo strumento dell'acquisizione di servizi o di prestazioni da parte di altri soggetti quindi soggetti accreditati che hanno i requisiti per poter operare in nome per conto del servizio sanitario nazionale l'azienda sanitaria di trento a pss come acronimo è una grande azienda da tutti i punti di vista circa 8.800 persone tra dipendenti e convenzionati un finanziamento uno stanziamento annuale che si aggira ad oggi su una cifra superiore al miliardo e mezzo di euro una grande quantità anche di punti di erogazione che sono circa 120 su una distribuzione territoriale che vede anche una grande distanza fisica tra un punto e l'altro e questo peraltro da anche ragione di alcune strategie e modalità organizzative che si portano avanti da diversi anni è un'azienda che anche se andiamo a diciamo a ragionare a guardare dal punto di vista organizzativo ha cercato e cerca di operare in un'ottica di forte orientamento al cittadino e i percorsi clinici o possiamo anche chiamarli percorsi assistenziali o come piace di più a me percorsi di cura che in questo modo si va proprio ad enfatizzare come si diceva poc'anzi il fatto della centralità del malato o della persona non solo rispetto ad una prestazione medica ma anche rispetto ad una serie di altri interventi che nella presa in carico o presa in cura sono assolutamente importanti anzi sempre di più noi andiamo verso una sanità che è basata su percorsi e quindi che deve concretamente cercare di garantire nel miglior modo possibile e nel più breve tempo possibile e ragionevole l'accesso ai servizi ma anche di collegare tra di loro tutti i professionisti tutti gli interventi tutte le risorse sia all'interno che all'esterno della sanità che concorrono a facilitare il percorso di cura il percorso di salute delle persone quando noi ragioniamo sui percorsi clinici naturalmente dobbiamo sempre partire dal approccio interprofessionale e multidisciplinare che riguarda i sanitari quindi anzitutto le diverse discipline mediche ma anche poi l'interazione con tutte le altre componenti professionali perché non dimentichiamoci che oggi in sanità ci sono 22 professioni sanitarie e soprattutto se parliamo di fragilità e di disabilità sappiamo quanto sia importante anche valorizzare e riuscire a esprimere al meglio all'interno del percorso di valutazione e di presa in carico della persona anche la competenza che deriva per esempio dai professionisti della riabilitazione piuttosto che dalle professioni infermialistiche quindi quando si lavora sul percorso è assolutamente fondamentale riuscire ad amalgamare tutti questi contributi lo si deve fare naturalmente con dei chiari riferimenti rispetto a quelli che sono i contenuti tecnico scientifici degli interventi che si devono fare in relazione ai bisogni alle esigenze dei pazienti su cui si costruisce il percorso e si deve cercare di farlo mettendo il più possibile in rete le risorse organizzative che sono presenti sul territorio questo vuol dire che in alcune situazioni auspicabilmente il più limitate possibile però si può anche essere costretti a disegnare un percorso tenendo conto di alcuni vincoli che magari esistono da vari punti di vista compreso per esempio nel nostro caso l'aspetto legato anche al territorio alle distanze alla possibilità di non avere tutti i presidi dislocati per tutti i pazienti per tutte le comunità in situazione di prossimità ma questo naturalmente ci serve anche ci porta a fare dei ragionamenti che siano di rete abbiamo sentito parlare dal dottor Motta dell'approccio sul odonti o donto iatria per persone con disabilità uno dei punti forti credo dello sviluppo di questo servizio nel corso degli anni è stato proprio il fatto di riuscire a fare fortemente rete sia all'interno dell'azienda con altre unità operative altri specialisti ma anche con tutto il territorio al di fuori di esse quindi riuscire anche a delineare un punto di accesso e una modalità di assistenza e di supporto alle persone molto chiara per tutti i portatori di interesse rispetto ai percorsi un altro aspetto che mi preme mi piace sottolineare il fatto che sempre di più nei percorsi si lavora a fianco a fianco con i pazienti e le loro organizzazioni di tutela rappresentanza proprio perché questo serve a riuscire a disegnarli al meglio anche proprio dal punto di vista dell'accessibilità di alcuni aspetti anche pratici che magari non è detto che i professionisti o l'organizzazione che eroga i servizi riesca a cogliere ma anche per dare sviluppare appieno la cosiddetta dimensione non solo professionale ma anche esistenziale del percorso e questa comunione di punti di vista e gli intenti poi è anche importante nell'andare a definire il sistema di monitoraggio perché poi il percorso lo si progetta anche per attuarlo con l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile poi di qualità e di performance. Collegandomi alla valorizzazione proprio delle cure per le persone fragili all'interno appunto della della PSS vi sono delle risorse dedicate a tale cure? Allora questa è sicuramente una domanda un po' ostica ma può interessare la nostra audience anche. Allora su questo diciamo che ecco si può sicuramente c'è un principio che va tenuto presente cioè che il sistema pubblico le aziende sanitarie in un modello universalistico rispondono ai bisogni delle persone in base all'entità di questi bisogni secondo un criterio di efficacia efficienza ed equità quindi questo per dire che la persona fragile anche laddove come è il caso nostro esistono dei servizi dei percorsi delle modalità di assistenza dedicate tuttavia sono poi come tutti gli altri cittadini come tutti noi frutori di qualsiasi servizio di cui dovesse avere bisogno e quindi sapendo anche che spesso il fragile è anche un cosiddetto alto utilizzatore dei servizi andare a ragionare solamente tra virgolette su su budget su risorse che sono impiegate rispetto ad alcune tipologie di assistenza può essere riduttivo se però noi facciamo un esercizio di questo tipo anche tenuto conto di quelli che sono i criteri di di erogazione dei livelli essenziali di assistenza perché poi il punto di riferimento è quello anche per andare a categorizzare le tipologie di prestazioni e servizi e il loro costo vi posso riportare alcuni dati se noi valutiamo complessivamente il valore economico delle attività di tipo cosiddetto socio sanitario quindi riguardanti le persone con disabilità e che richiedono interventi di sostegno in quanto con gradi variabili di non autosufficienza e andiamo a considerarlo rispetto ai luoghi di erogazione delle strutture residenziali e semi-residenziali del livello dell'assistenza domiciliare e di altre prestazioni e servizi territoriali arriviamo grosso modo a circa il 20% rispetto a quel valore di bilancio di cui vi parlavo poc'anzi quindi siamo molto oltre i 300 milioni di euro questo naturalmente esclude tutta una serie di altri livelli essenziali di assistenza per esempio la farmaceutica per esempio la specialistica ambulatoriale per esempio la riabilitazione ospedaliera dei quali naturalmente queste persone hanno bisogno e che utilizzano costantemente se poi noi provassimo a dare una rappresentazione economica prendendo per esempio l'entità delle risorse che vengono impegnate annualmente dalla giunta provinciale rispetto alla cura delle persone con disabilità intellettiva e questo lo vediamo dal punto di vista delle indicazioni delle direttive e dei servizi che l'azienda deve attivare rispetto a queste persone solamente per ciò che attiene i servizi di residenzialità, semiresidenzialità, progetti di vita e progetti di vita indipendente siamo nell'ordine di circa 22 milioni di euro questo per quanto riguarda il socio sanitario poi andrebbe aggiunta anche tutta la parte socio assistenziale che in Trentino è finanziata in parallelo con servizi che non fanno capo come gestione diretta o indiretta alla PSS ma alle comunità di valle quindi è una grande quantità di risorse e potremmo aggiungere anche altre altre semplificazioni se pensiamo per esempio all'odonto iatria e quindi su questo mi dispiace interromperla ma siamo proprio in chiusura e quindi volevo farle proprio l'ultima domanda collegandomi anche all'odonto iatria e tante volte si è sentito parlare di Trentino come esempio di eccellenza individuando alcuni comparti, alcuni settori ce ne può ci può fare alcuni esempi e si può dire effettivamente che è tale? Anche questa è la domanda a cui rispondo con qualche dato e qualche considerazione sicuramente se noi parliamo di odonto iatria rivolta a popolazione fragile credo che il Trentino abbia consolidato negli anni un ottimo modello anche con un'ingente quantità di risorse impegnate perché nel quadro della disciplina provinciale sull'assistenza odonto iatrica alle persone fragili vengono impiegate ogni anno risorse nell'ordine di oltre 12 milioni di euro comprendendo sia attività che vengono erogate direttamente dalla PSS e quindi in particolare da parte dell'ottima struttura a cui si faceva riferimento ma anche prestazioni che fanno capo a convenzionati e anche ricordo in tema di prevenzione tutta una una progettualità e una serie di iniziative per facilitare l'accesso in età evolutiva. Questo sicuramente è un ambito che mi sentirei di dire è di eccellenza che credo abbia non ne ho certezza assoluta ma pochi esempi simili a livello nazionale e che si è sviluppato anche proprio grazie alle prerogative della provincia autonoma di Trento di poter finanziare dei cosiddetti livelli aggiuntivi di assistenza. Quindi consideriamo come best practice anche come modelli da esportare. Assolutamente sì. Bene vuole in conclusione aggiungere qualcosa altro relativo appunto al suo ruolo e alla PSS dato che appunto è sul nostro territorio e coglierà insomma questa opportunità? Solo un cenno alle tante iniziative che sono in atto oggi in azienda per persone fragili fragili e anche nello specifico per le persone con disabilità penso a tutto lo sviluppo dell'assistenza territoriale in relazione al PNRR in relazione alle case della comunità, le centrali operative territoriali, il potenziamento dell'assistenza domiciliare, ma anche ai programmi di digitalizzazione di telemedicina che molto pragmaticamente consentono di ridurre le distanze e migliorare l'accesso nonché naturalmente all'evoluzione continua che riguarda il miglioramento che riguarda un po' tutto il settore dei servizi per la riabilitazione e l'assistenza sul territorio alle persone fragili che vede anche diciamo delle strutture dei punti di assoluta eccellenza. Qui cito uno su tutti il polo riabilitativo dell'ospedale Villa Rosa che sempre di più non è solo un ospedale di alto livello con tutte le competenze specialistiche ma anche un luogo di inclusione e di vita e un punto di riferimento a 360 gradi sempre di più anche per gli sport paralimpici. Grazie dottor Torri, grazie a tutti i nostri relatori e un particolare ringraziamento questo sembra doveroso farlo a tutto il personale che quotidianamente opera con queste categorie di pazienti. Se ci sono alcune domande questo è il momento altrimenti buon festival a tutti, grazie ancora. Grazie a lei.
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