Le voci del domani - 22 maggio
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Le voci del domani - 22 maggio
Un evento del Festival dell'Economia dedicato alla voce dei giovani e alla lotta per la parità di genere, con focus su disuguaglianze e discriminazioni.
Mi manca una formazione, la mai stringa è tutta bella. Perfetto. Eccoci ragazzi, adesso è veramente il momento di partire. Siete stati pazienti, avete aspettato, avete superato la pioggia, che devo dire, è già un bel lavoro. E quindi siamo pronti per iniziare questo spazio che è uno spazio nuovo all'interno del Festival dell'Economia ed è uno spazio molto più grande del mondo. E' un spazio molto più grande del mondo. All'interno del Festival dell'Economia ed è uno spazio per il quale io ringrazio il Sole 24h che mi ha dato l'opportunità, diciamo, di essere presente in questo spazio e ringrazio voi perché vi posso assicurare che dei 5 eventi che modellerò all'interno di questo festival sarà sicuramente il più bello. Quello di oggi e quello di domani. Perché? Perché viviamo in un mondo dove gli adulti sono veramente ingombranti, poco consapevoli del fatto che dureranno poco e che il futuro è in mano a voi. E quindi direi che le voci del domani, quindi questa iniziativa del Sole 24h del Festival di Trento che avrà tre appuntamenti, questo è il primo, domani ci sarà il secondo, sabato ci sarà il terzo, ha proprio questo scopo. Cioè quello di puntare la luce, io sto urlando troppo, no, va bene, è di puntare la voce sui veri protagonisti della nostra società, che sono i giovani, che però sono sempre meno, ahimè, perché come sapete noi abbiamo un tasso di natalita bassissimo, un figlio virgola 2 per donna, quindi non riusciamo a ricostituire la popolazione esistente, anzi stiamo scomparendo nel tempo perché, appunto, aumentano le speranze di vita perché grazie al cielo la medicina ci sta supportando, ma il mondo sarà sempre più pieno di persone anziane, non il mondo, l'Italia, perché nel mondo non è così, e i paesi, diciamo, le economie avanzate, sarà sempre più pieno di adulti e di anziani e purtroppo meno di giovani. Allora io ho già sprecato troppo tempo per dirvi queste due cose di apertura e lascio subito lo spazio a voi. Il format, immagino, lo conosciate, dei ragazzi affronteranno un tema e poi apriranno il dibattito con voi. I ragazzi che parleranno oggi sono ragazzi che sono stati individuati grazie al lavoro interessante e importante che hanno fatto, quindi essere qui è, diciamo, anche un premio per il lavoro che hanno fatto e io partirei subito con Elisa Rotondo del liceo Marie Curie di Tradate che chiamo sul palco, oggi parleremo di emancipazione femminile, di gender gap, di diversity, comunque la vogliate chiamare un tema, viene Elisa, un tema più che mai attuale, un tema più che mai attuale ahimè, perché nonostante, poi lo sentiremo dalla voce di Elisa, sappiamo che il mondo, cioè, nonostante tutti siano coscienti che il mondo dovrebbe andare in un senso diverso, continuiamo inesorabilmente a schiantarci verso una realtà che non garantisce a tutti gli stessi diritti. Allora, Elisa, a te la parola. Allora, innanzitutto grazie a tutti quanti, buongiorno, grazie a tutti quanti per essere qui. Il tema di oggi, appunto, è la diseguaglianza, la diseguaglianza di genere e la parità tra i sessi. Ma perché oggi è così importante parlare di parità di genere, soprattutto perché è importante parlarne con i giovani? Beh, innanzitutto perché noi aspiriamo a una società più equa, più consapevole e certo, ovviamente, ammettiamo che ci sono stati dei grandi progressi negli anni, per fortuna, ma comunque ci sono ancora tante diseguaglianze da eliminare, da attenuare, diminuire e per questo motivo è molto importante il ruolo delle generazioni future. Generazioni future che noi magari ci immaginiamo in un modo, ma non sono proprio così. Per esempio, il concetto di società patriarcale. Noi crediamo che magari sia un concetto passato, superato, che appartenca semplicemente alle generazioni magari dei nostri nonni, quelli più avanzati, o dei nostri genitori. In realtà vi dico che non è così, perché infatti il 27% dei ragazzi ha una visione abbastanza patriarcale, per esempio, all'interno delle relazioni con le coppie. Per un ragazzo, per un giovane uomo, per esempio, è normale toccare una donna senza il suo consenso, oppure è normale avere una gelosia possessiva, che lui giustifica con amore, ma in realtà non è così. Oppure anche a livello, anche parlando delle donne, anche parlando per esempio del ruolo delle donne all'interno della nostra società, ovvero a livello della politica. Noi crediamo che le donne siano inserite, sì, sicuramente in Italia c'è una grande percentuale di donne all'interno del Parlamento, del Governo, ma in realtà è un'eneta minoranza rispetto agli uomini. In altri stati, all'estero, per esempio, in realtà non è nemmeno concesso il diritto di voto e di candidatura. Quindi le discriminazioni sono davvero tantissime, a partire, per esempio, dal punto di vista lavorativo. Cioè, mentre magari per un uomo è molto più semplice inserirsi all'interno del mercato del lavoro, per una donna non è così. Magari ha un livello di istruzione molto più elevato rispetto a un uomo, ma questo non basta, perché il suo curriculum non viene preso in considerazione così come ha preso in considerazione quello di un uomo. Ciò che vi sto dicendo non è frutto della mia immaginazione, ma ci sono stati degli studi, dei test, che hanno dimostrato, per esempio, che portando due curriculum esattamente identici, ovviamente con nomi fittizi e cambiando semplicemente il sesso del candidato, il curriculum della donna non era stato preso in considerazione rispetto a quello dell'uomo. E questo sottolinea ancora il divario che c'è tra donna e uomo, la disparità di genere, oppure parlando anche delle differenze salariali. Ovviamente in Italia capita molto spesso che le donne abbiano uno stipendio inferiore rispetto a quello degli uomini, soprattutto anche dettato da dei sopprusi da parte dei datori di lavoro che sanno perfettamente che le donne sono meno propense al cambiamento, a cambiare il proprio lavoro, proprio perché devono prendersi cura dei figli, devono prendersi cura della famiglia, dei genitori che magari stanno invecchiando, sono più anziani e quindi hanno bisogno di sostegno. Quindi non si tratta più semplicemente del nucleo familiare, ma della famiglia in generale. Tutte queste sono azioni di cui solitamente si occupano le donne perché deriva da una tradizione ben radicata. Noi abbiamo una mentalità molto radicata nella nostra tradizione e quindi i datori di lavoro ne approfittano proprio per proporre salari più bassi rispetto a quelli che magari darebbero ad un uomo, un uomo che invece ha la possibilità di cambiare lavoro molto più facilmente. E poi parliamo ovviamente di gap salariale. Gap salariale infatti significa la proposta di salari. Infatti una donna che entra all'interno del mercato del lavoro ha un gap salariale del 7-9% rispetto ad un uomo nonostante abbia un'istruzione più elevata. E questo percentuale può aumentare addirittura durante la sua carriera. Oppure anche parlando dei sopprusi che possono esserci all'interno dell'ambiente lavorativo. Per esempio alcune donne è capitato che subissero delle violenze da parte dei colleghi. E la cosa più assurda è stata proprio che la reazione che hanno avuto magari i datori di lavoro, ovvero non se la sono presa con il collega che ha violentato la donna, ma al contrario è stata la donna essere licenziata e questo dimostra come viene affrontata e come vengono affrontate le violenze in base se siano verso dei colleghi o delle colleghe. Noi ci siamo sempre chiesti inoltre come sia la visione della donna in Italia, ma non ci siamo mai chiesti cosa sta succedendo all'estero, cioè cosa succede al di fuori dell'Italia, fuori in altri paesi come per esempio in Colombia. In Colombia hanno appena approvato un disegno di legge chiamato non sono mogli ma sono solo ragazze che appunto vieta i matrimoni al di sotto dei 18 anni, un grandissimo progresso per il paese che infatti conta 4,5 milioni di ragazze che si sono sposate al di sotto dei 18 anni, ovvero un quarto del paese. Questo è stato un grande sviluppo per la Colombia e speriamo che coinvolga, insomma, dia una grande speranza anche per i paesi attorno perché in America Latina si contano ben 21 paesi che invece approvano i matrimoni con i minorenni e quindi aumentano ancora di più il fenomeno delle spose bambine, quindi donne che non hanno la possibilità di accrescere la propria istruzione, di istruirsi, di avere indipendenza economica, indipendenza economica che è fondamentale nella vita. Infatti spesso non ci pensiamo, ma molte violenze che accadono magari in ambito familiare, quindi il partner che violenta la moglie, accadono e la donna non riesce nemmeno a uscire dalla casa, da quel tetto, è costretta a rimanere lì proprio perché non ha indipendenza economica, cioè lei non ha altre possibilità se non rimanere lì. Un altro punto è per esempio l'Argentina che invece ha deciso di togliere tra i reati penali il femminicidio proprio perché credeva che il femminicidio tra i reati penali, quindi nel codice penale, fosse motivo di aumento delle disuguaglianze di genere. Cioè questo invece di togliere le disuguaglianze di genere secondo loro andava ad aumentarle e questo ovviamente ha creato diverse divisioni all'interno di opinioni, all'interno del paese. E infine invece parliamo del Giappone. Il Giappone ha deciso di introdurre la paternità. La paternità possiamo definirla tra virgolette come la visione maschile della maternità e è incredibile come abbiano adottato delle politiche che hanno funzionato molto bene proprio sulla paternità, ovvero alcuni siamo passati dall'inizio quando ancora era stata appena approvata questa legge che solamente il 13% della popolazione maschile adottava la paternità, mentre tuttora siamo passati al 30%, quindi un grandissimo sviluppo. Magari ricordiamo anche alla luce dei dati dell'Ox e diciamo quali prospettive invece ci sono in un ambiente che accoglie le donne nel mondo del lavoro? Esatto, infatti l'Ox ha proprio fatto degli studi per dimostrare come in realtà la nostra mentalità che la donna debba rimanere a casa, prendersi cura dei figli, prendersi cura di tutto quanto, quindi attività che in realtà ha sempre fatto la donna e non le hanno permesso di dedicarsi quindi all'attività lavorativa, in realtà andassero anche a sfavore del paese stesso, ovvero se le donne impiegassero la loro attività lavorativa alla pari rispetto agli uomini aumenterebbe anche il PIL del nostro paese del ben 26% che è tantissimo. Sessa cosa invece in Africa, infatti secondo la banca africana in Africa c'è un'altissima percentuale, la più alta percentuale di donne imprenditrici, ovvero possibili donne che potrebbero fondare le loro imprese, le loro aziende ma che non lo fanno perché sono costrette a prendersi cura delle famiglie, a prendersi cura dei bambini, tutte attività che non sono remunerate, non prevendono una remunerazione e quindi di conseguenza non aumentano neanche il PIL e queste donne sono quindi in una situazione di svantaggio. Grazie Elisa, sei stata bravissima, hai fatto una presentazione molto completa perché hai presentato il problema, hai rappresentato anche coi numeri, con l'Oxie appunto che è una fonte più che attendibile, quali invece potrebbero essere i vantaggi, hai raccontato diciamo che quando parlava di violenza, Elisa non si parla sempre e solo di violenza sessuale grazie al cielo, però ci sono violenze molto più sottili, lei ha accennato per esempio alla violenza economica che è quella che rende le donne in una sudditanza psicologica rispetto agli uomini perché è evidente che se non ti puoi mantenere, se non sei indipendente economicamente, sei soggetta a delle pressioni psicologiche, non puoi fare scelte autonome, magari vorresti andartene ma non lo puoi fare. Allora io direi, adesso apriamo il dibattito con i ragazzi che sono qua, vediamo se c'è qualcuno che vuole rompere il ghiaccio per fare delle domande ad Elisa o anche soltanto a confrontarsi su quanto ha detto Elisa. Allora la parola a te, gli damo il microfono, parti col tuo nome perché vogliamo sapere come... Rocco. Rocco, ciao Rocco. Buongiorno, stanno già facendo azioni concrete per diminuire questa disparità di genere? Sì, ci sono molte azioni concrete, per esempio alcune politiche attuate dall'Italia ovvero delle quote di posizioni dedicate alle donne, cioè ci sono in alcuni settori dei posti dedicati proprio alle donne, proprio per dimostrare come il loro contributo lavorativo potrebbe migliorare la società. Cioè sono delle categorie che vengono escluse dalla società ma che potrebbero dare un grandissimo contributo e questo può essere un modo per dimostrarlo. Altre iniziative invece sono magari per le donne madri, infatti uno dei problemi sicuramente è che, o meglio non è un problema avere dei figli, ma viene presentato come un ostacolo e quindi per ridurre questo ostacolo per esempio alcune aziende più importanti, più famose hanno creato degli asili nido in modo tale da poter mandare i propri figli in quell'azienda, tenere vicini la madre e i bambini e questo sicuramente anche migliorato la produttività della donna all'interno dell'ambiente lavorativo oppure altre iniziative sono state ad esempio dal punto di vista della maternità, infatti introducendo anche la paternità viene data più libertà alla donna, infatti si parla spesso di disguaglianze riferendosi solamente alle donne ma in realtà se ci pensiamo è anche dall'altro lato, ovvero così come la madre ha diritto a prendersi cura dei figli anche il padre in realtà ha diritto allo stesso diritto e anzi così facendo si dividono i compiti ed è anche più semplice collaborare e permettersi di lavorare. È bellissimo perché Elisa ha parlato di diritto non di dovere, perché la maternità e la paternità è l'esperienza più bella, forse che le persone possano una delle esperienze più belle, c'è chi sceglie di non viverla ed è più che lecito però è una delle esperienze più belle dell'uomo in quanto essere umano, quindi sia da madre sia da padre, quindi il congedo parentale, il congedo anche dei papà è un ottimo strumento per aiutare i padri anche a vivere delle esperienze che per ora sono appannaggio solo della donna e che poi però la penalizzano nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda la norma lei ha accennato una norma del 2011, la legge golfo che prevede che le aziende quotate in borsa o le aziende a controllo pubblico abbiano nei consigli di amministrazione una quota minima di donne che però Elisa sembrerebbe quasi ingiusto perché tu dici non è in base al merito ma qual è la speranza di questa norma? La speranza è proprio dimostrare che in realtà le donne hanno lo stesso potere degli uomini, cioè dimostrare che l'intervento della donna può migliorare la società, può migliorare un'azienda, un ente pubblico e non al contrario, quindi diminuirne il potenziale e quindi l'obiettivo è infatti è introdurre queste quote e poi una volta che si è capito tutto ciò, diminuirle fino a eliminarle completamente. L'esempio a Trento è stata promossa un progetto di parità di genere dove vengono dedicati dei posti alle donne, viene promesso alle donne di trattare in modo uguale candidati al lavoro, quindi quando io presento una candidatura la mia candidatura viene considerata al pari di un altro ragazzo oppure anche il fatto che le donne possono ricoprire i ruoli di leadership perché infatti un altro punto importante è che le donne molto spesso vengono considerate inferiori e per questo motivo non vengono dati loro ruoli importanti un altro punto invece è per esempio la flessibilità, sempre il ruolo della famiglia garantendo flessibilità di orario oppure coworking potrebbe sicuramente aiutare la donna e poi dei supporti in caso di violenze o mobbing, insomma tutte queste cose. La flessibilità vale per l'uomo e per la donna, aiuterebbe anche l'uomo a essere più presente in famiglia e a condividere questa bellissima esperienza che è la paternità e la maternità. Ci sono altre domande o anche altre osservazioni tra il pubblico? Io vorrei fare una domanda a Lisa in questi pochi minuti che ci restano, tu hai parlato anche di una sorta di subcultura perché poi alla fine siamo tutti vittime di questa subcultura che interviene anche tra i ragazzi nelle relazioni, quindi quanto diventa difficile per un ragazzo non avere anche una sensazione di possesso nei confronti della propria ragazza che poi purtroppo in alcuni casi diventa, non mi viene il termine, cadere nella violenza, ecco, sfocciare nella violenza. Ecco, allora io ti chiedo anche da mamma di una ragazza, che strumenti pensi di poter avere per trovandoti in una situazione del genere, cioè in un rapporto di possesso per invece uscirne o per combatterlo, per diciamo confermare il tuo valore e l'auto autonomia? Allora, sicuramente la domanda è molto difficile, sicuramente appunto, come ho detto l'indipendenza economica è fondamentale, ovviamente dipende dall'età della ragazza, però sia che sia magari una giovane donna, sia che sia proprio donna, l'indipendenza economica è fondamentale perché se io so di avere un mio stipendio sul quale posso contare, quindi io me ne vado da casa mia e dove magari soffro di... cioè mi violentano comunque, non ho una realtà pacifica a casa, io so di poter andare in affitto da qualche altra parte e comunque allontanarmi da quella realtà anche solo per poco e quindi... Mi dà una forza maggiore. Esatto, il concetto della madre penso è la stessa cosa, ovvero che in questo caso consiglierei alla figlia di venire a casa mia. No, però quanto secondo te è anche importante condividere queste riflessioni tra i ragazzi, perché tu parli di indipendenza economica però tu adesso non sei economica, indipendentemente economica e finanziariamente, quindi oggi quanto invece ti aiuta la consapevolezza, quanto secondo te è importante confrontarsi? Confrontarsi è importantissimo secondo me, cioè tra l'altro qualche settimana fa la scuola da me avevano fatto proprio un sondaggio sul tema della violenza, ovvero non proprio violenza, cioè violenza, dei semplici atteggiamenti che magari un ragazzo ha verso una ragazza e quindi che magari all'inizio venivano considerati normali ma dopo la conferenza si è scoperto che erano di diciamo accenni di violenza, possiamo dire così, dei piccoli segnali, quindi il confronto è importantissimo perché ci permette anche di capire, di accorgerci di cose che in realtà da soli non ce ne accorgeremmo, magari io all'interno della relazione alcune cose neanche le noto, magari mia madre che è al di fuori della relazione mi dice ok Elisa, guarda che forse questo atteggiamento non è troppo normale, non è giusto che tu non ti possa vestire in un modo, non è giusto che tu non possa uscire con le tue amiche oppure non lo so, non è giusto, in insomma, una voce esterna, una voce esterna puoi aiutare sia che sia una madre sia che sia un amico, un parente, qualsiasi. Allora ringraziamo Elisa, le facciamo un grande applauso, però magari rimani anche seduta qua perché sono tre i ragazzi che parlano diciamo nella seconda parte che sono, che chiamo subito, sono Maria Miorandi, Gianluca Zocchi e Giulia Zorzon dell'UPT scuola delle professioni per il terziario di Trento, a voi giocate in casa. Tra l'altro poi magari chiacchieremo, chi di voi ha visto la serie adolescenza, adolescenza, non so come si pronuncia, qualcuno l'ha vista? Tu sì, vedi magari un tema di cui potremo parlare dopo se il tempo ce lo consente, allora a voi la parola, chi parte? Io grazie mille, buongiorno a tutti e a tutte, grazie mille di essere venuti, noi siamo gli studenti della 5a BUPT delle professioni per il terziario, io sono Gianluca, io sono Maria e io Giulia. Allora un applauso ancora di incoraggiamento a tutti e a tre. Allora oggi siamo qui per presentare un progetto che ci sta particolarmente a cuore, un progetto che nasce dalla volontà di approfondire e promuovere la parità di genere e un tema di fondamentale importanza della nostra società di ancora ODIENMA. Abbiamo scelto di focalizzare l'attenzione su due realtà emblematiche, una è quella di Lydia Poit e invece l'altra è quella sull'ordine degli avvocati di Bolzano con una collaborazione dell'Università di Trento. Questo progetto è nato all'interno del nostro istituto dove ne abbiamo parlato in molte discipline, dove si è affrontato il tema della parità di genere e del percorso che le donne hanno affrontato durante la storia per prendere questa parità. Non è ancora completa come sappiamo, però ci stiamo riuscendo man mano. Adesso inizieremo con la presentazione, i primi punti principali sono la vita, quello che ha fatto, la storia di Lydia Poit e dopo i riconoscimenti che gli sono stati dati dopo la sua morte. Grazie mille, adesso lascerò parlare la mia compagna Maria. Grazie Gianluca. Buongiorno, sono Maria e racconterò la vita di Lydia Poit che nasce il 26 agosto 1855 attraverso un piccolo comune in provincia di Torino, appartiene ad una lanciata famiglia valdese e dopo aver frequentato il collegio svizzero di Auberg. Sentite? No, devi tenerlo Maria molto più vicino alla bocca. Adesso? Adesso sì. Ma che significa Maggio di Una Ricordata? Maggio di Una Ricordata significa un indно indobbio che benché avesse tutte le carte in regola per ottenere l'iscrizione all'albo degli avvocati, avendo superato tutte le prove stabilite dalla legge, fu cancellata comunque dall'albo. A Lydia Poet fu impedito di esercitare in quanto donna, ciò nonostante lavorò nello studio legale del fratello dove esercitò ugualmente la professione, benché non in modo ufficiale. Lydia non si arrese ed ediccò la vita alla rivendicazione dei diritti di chi non aveva voce, come i minori, le donne e i detenuti. Grazie anche al superato nacquero i tribunali dei minorenni, il cui fine passò dall'infliggere la pena al recupero e al rinserimento nella società. Ad esempio pare che l'avvocata si adoperò per creare un progetto di recupero delle detenute che una volta scarcerate avrebbero potuto lavorare come ricamatrici. Tiene conferenze in molti congresi femminili dove guida le battaglie per ottenere la piena emancipazione femminile, la parità tra i generi e il diritto di voto. Con lo scopo della Prima Guerra Mondiale sceglie ancora l'impegno e diventa infermiera volontaria nel corpo della Croce Rossa Italiana. Ed è membro del Comitato per i Profuchi del Comune di Pinerolo. Riuscì a descriversi all'ordine degli avvocati di Torino solo nel 1920 con l'abolizione dell'autorizzazione malitale. È presidentessa del Comitato Pro Voto di Torino a partire dal 1922. Trascorre gli ultimi anni della sua vita a Dianomarina dove muore il 25 febbraio del 1949. Grazie Maria. Grazie Maria. Ora volevo fare i riconoscimenti che le sono stati fatti. Il 28 luglio del 2021 è stato dedicato un cippo commemorativo nei giardini del Palazzo di Giustizia di Torino. Le è stata dedicata anche la scuola a Pinerolo e a Frossasco. E la città di Livorno le ha dedicato una via. Invece a Milano le hanno dedicato un giardino di fronte al Tribunale. Grazie. Credo sia il momento di Giulia. E ora è il momento di Giulia. Io parlerò di un'analisi che ho posto sull'indagine dell'ordine degli avvocati di Bolzano in collaborazione con l'Università di Trento che parla delle disparità di genere nell'ambito della professione forense, cioè gli avvocati. Quindi non solo in tutti i settori di cui abbiamo parlato, anche nell'avvocatura ci sono differenze di genere. Questa indagine è stata svolta l'anno scorso, dal 25 marzo al 13 aprile, attraverso Google Moduli a tutti i partecipanti dell'ordine degli avvocati di Bolzano. Quindi un'indagine interna. Esatto. E questo è il sito dove abbiamo analizzato... La fonte da cui avete tratto la ricerca. Perfetto. Vediamo se le slide vanno avanti. Dall'indagine emerge che molte più praticanti rispetto agli uomini, ci sono molte più praticanti donne e molte più collaboratrici rispetto agli uomini che per la maggior parte sono titolari di studio. Questo è pazzesco, vuol dire che molte donne cominciano, fanno pratica, ma alla fine gli avvocati sono meno. Cosa vuol dire? Che solitamente viene dato spazio agli uomini. Esatto. Le avvocate si occupano di casi familiari e di minorenni, invece gli avvocati si occupano di casi aziendali che solitamente hanno una retribuzione più alta. Eh sì, certo. Se sei l'avvocato di una grossa banca o di una grossa azienda, guadagni molto di più rispetto all'avvocato che cura un divorzio, per esempio. Infatti, ai professionisti e agli intervistati, gli intervistate è stato chiesto quanto guadagno annualmente. Quasi il 16,8% ha risposto che guadagna più di 85.000 euro, ma la soglia è raggiunta da parte delle donne solo del 13,1% e dagli uomini solo del 20,5%. Invece, di contro, il 25,5% degli intervistati, le donne, guadagnano meno di 15.000 euro e invece gli uomini solo del 17,7%. Quindi sono numeri che fotografano una realtà incontestabile. Secondo voi, qual è la percentuale degli uomini che non hanno consapevolezza delle disparità di genere nella professione francesa? Allora, vediamo cosa rispondono. Vai, allora aspetta che ti porta il gelato e così dici anche come ti chiami. Mi chiamo Mattia e secondo me la percentuale è molto alta. Quindi non c'è consapevolezza. E io allargherai, Giulia, non solo all'ambito forense, ma diciamo, tu, qualsiasi esatto ambito professionale e non professionale. Infatti il 41% degli uomini non ha consapevolezza della disparità di genere dei redditi. Invece solo l'11,2% delle donne non ha questa consapevolezza. Che è comunque grave ragazzi, perché subiamo questa situazione e in alcuni casi neanche ne siamo consapevoli. Questa è una tabella dove sono descritte le risposte che vengono date dagli intervistati riguardo alla domanda che cosa è dovuta questa disparità. Ci sono le varie risposte. Quella che mi ha colpito di più è questa, perché la clientela preferisce rivolgersi a un uomo. Nella maggior parte dei casi gli uomini vengono richiesti maggiormente, perché nella mentalità dell'Italia in generale la donna è inferiore. O comunque ha un ruolo diverso. E questa percezione ce l'ha maggiormente la donna, ma anche l'uomo, anche se in minore quantità. La prossima domanda è secondo voi. Quali tra questi motivi è la ragione principale per la quale le donne dedicano più tempo alla famiglia e alla casa? Chi vuole rispondere? Nessuno vuole rispondere a questa domanda? Beh, ve lo dico io. Queste sono le risposte che hanno dato gli intervistati. E quello che è emerso è che la maggior parte degli intervistati ha risposto perché si sentono in dovere di farlo. Perché appunto solitamente gli uomini si occupano dell'attività lavorativa e le donne invece della casa e della famiglia. Che è una subcultura che abbiamo tutti. Donne e uomini non è solo un tema maschile. La domanda che vi propongo adesso è per quale motivo pensate che gli uomini dedicano più tempo al lavoro? Vediamo. Forza un po' il coraggio. Quali tra queste risposte è la giusta? È quella che hanno risposto maggiormente secondo voi? Vediamo. Nessuno vuole rispondere? Vediamo Giulia. Quella che hanno risposto maggiormente è la prima. Perché qualcun altro si prende cura della famiglia e della casa, cioè la donna. Per fortuna nessuno ha risposto che le donne non sono altrettanto portate per la professione. Però guardate che è una trappola in cui cadiamo tutti. Magari cercheremo di chiacchierare su questo. Qui ci sono raffigurate scritte le varie questioni che cambiano quando un lavoratore ha un figlio. L'impegno delle donne è molto minore perché due su tre riducono il lavoro. Invece gli uomini lo aumentano la maggior parte delle volte. Invece il guadagno delle donne viene diminuito. Invece quello degli uomini viene mantenuto oppure aumentato. La carriera delle donne è molto ridotta rispetto all'arrivo dei figli. Perché quasi sempre si occupano loro dei bambini, soprattutto in piccole età. Invece i padri rimane quasi invariata. Tutto della famiglia se ne occupa la madre. Esatto. E siccome la donna si occupa del bambino, l'uomo lavora anche di più. E fa carriera. I vatti dati confermano che la divisione tradizionale dei ruoli è quello che si tratta tutti i giorni. Quali sono le maggiori difficoltà che incontrano le donne e gli uomini nella professione forense? Vediamo. Nessuno si lancia. Vabbè, questa è anche un po' difficile. Perché voi che ne sapete di quali sono le difficoltà degli avvocati nella loro professione. Vediamo Giulia quale è la risposta. Le avvocate rispondono che le difficoltà principali sono i prigiudizi di genere che sono costanti anche in molti altri lavori. La conciliazione tra vita privata e lavoro. E l'acquisizione della clientela che è molto ridotta rispetto a quella dell'uomo. Invece gli avvocati maschi hanno riscontrato difficoltà nella burocrazia, nella digitalizzazione, nell'incassare e nei sistemi giuridici. Ecco, questa è una fotografia pazzesca perché le difficoltà degli avvocati uomini sono le difficoltà nel merito della professione. Mentre le difficoltà sono quelle delle donne. Sono legate invece a un tema essenzialmente di genere. Quindi gli uomini affrontano i problemi che ci sono in tante professioni. Perché burocrazia e digitalizzazione è un problema che tutti i liberi professionisti per esempio hanno problemi a incassare. Il sistema giuridico diluendo tantissimo il tempo di risoluzione di una causa crea problemi in qualsiasi azienda. Mentre invece i problemi delle donne sono legati soltanto al genere. Inzio principalmente alla famiglia e alla carriera. Al genere. Qui invece abbiamo messo un'ultima frase che fa capire molto in che situazione siamo e cosa abbiamo portato. Cioè non c'è ragione perché una donna non possa esercitare l'avvocatura e segnala capacità. Esatto, non c'è. No, stavo dicendo infatti che non ci bisogna basare su chi è la persona ma su quale capacità ha in poche parole. Quindi a prescindere dal genere, singolarmente la persona che avete davanti è brava o non è brava a portare avanti la propria professione. Esatto. Un applauso? Avete finito la vostra presentazione? Allora io vorrei... Abbiamo finito, abbiamo finito. Avete finito. Allora io vorrei fare una domanda, soprattutto ai ragazzi che sono in sala, che è legata a quello che dicevano sulle crescenti responsabilità dell'uomo. Cioè quando la famiglia cresce e ci sono i figli e l'abbiamo detto, la donna esce dal mondo del lavoro spesso o comunque ne paga d'azio e l'uomo spesso fa carriera. Io vorrei fare una domanda a voi ragazzi. Lo vedete come un vantaggio o come uno svantaggio e motivatemi la risposta. Chi vuole rispondere? Quindi avere più opportunità di carriera grazie al fatto che le donne escono dal mondo del lavoro. È un vantaggio secondo voi? Nessuno ha voglia di rispondere? Allora vi rispondo io. Ma perché tutta la responsabilità di far vivere la famiglia deve pesare su di voi? È una prigione, è una responsabilità che è giusto condividere. Quindi il fatto che in Italia l'uomo abbia tutti questi vantaggi non è solo un vantaggio per lui, è anche un incubo, è anche un vincolo pazzesco perché pone sull'uomo gran parte della responsabilità della sopravvivenza della famiglia. Invece le donne potrebbero condividere la responsabilità economica insieme ai propri compagni, ai propri mariti e i figli potrebbero essere una gioia per entrambi e un'esperienza di accrescimento per entrambi. Quindi sono veramente delle subculture che dobbiamo superare tutti, uomini e donne, perché anche chi crede di esserne estraneo alla fine non lo è. Io direi che se avete finito le domande farei un applauso a tutti i ragazzi che sono stati qua oggi al contributo che hanno dato.
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