La cura del bene: solidarietà e responsabilità sociale delle imprese per generare benessere e condivisione
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La cura del bene: solidarietà e responsabilità sociale delle imprese per generare benessere e condivisione
Un progetto di solidarietà che trasforma vite attraverso l'aiuto volontario, dal supporto ai pazienti oncologici al divertimento per i bambini in ospedale.
Buon pomeriggio, grazie per essere con noi, un applauso a voi. Già a vedervi, oggi parliamo della cura del bene, già a vedervi qui ci fa bene, sì o no? E anche un applauso ai nostri relatori che tra poco vi presenterò. Allora, la cura del bene, quando mi è stato detto che avrei avuto l'occasione di moderare questo incontro, già il titolo mi piaceva perché la cura del bene è già un bel concetto, ma non è solamente un titolo, io credo che sia anche un'occasione per fare una riflessione. È una frase che può sembrare semplice, ma che contiene una verità profonda che è stata dimostrata anche dalla scienza. Perché? Perché prendersi cura del bene, inteso come gesto di solidarietà, inteso come attenzione verso l'altro, e qua i volontari ci possono raccontare tante cose. È dimostrato che non solo generi valore nella società, ma abbia addirittura un potere trasformativo. Allora di questo parleremo perché probabilmente ascoltando le esperienze e i racconti dei nostri relatori a proposito di potere trasformativo, credo che qualcosa si muoverà dentro di noi, in ciascuno di noi, indipendentemente dall'età. Allora intanto do il benvenuto a Paolo Braguzzi, presidente della Forza del Sorriso Italia. Grazie. Ma poi una clac così dove la troviamo? È un'associazione che offre laboratori di bellezza gratuiti alle donne in trattamento oncologico, aiutandole ad avere fiducia in se stessa. Io credo che magari per i ragazzi che sono qua giovani può essere difficile comprendere questo, quanto per una donna malata di tumore, prendersi cura di sé tornare, a prendersi cura di sé sia molto difficile, sfidante, ma faccia parte della cura. Abbiamo con noi Claudia Capurro che è fondatrice e presidente dell'associazione Veronica Sacchi. Grazie. È un'associazione pensate che loro sono il target preferito, perché forma giovani volontari clown a portare un po' di sorriso, un po' di leggerezza in ospedali e casi di riposo, là dove c'è una situazione in cui il sorriso può cambiare la giornata. E chiudiamo con Anna Zanuttini. Grazie Anna. Segretario generale della Fondazione Gaslini insieme. Gaslini lo sappiamo è un centro di eccellenza, è l'Istituto Giannina Gaslini di Genova e attraverso attività di fundraising e progetti di accoglienza per le famiglie di bambine. Il Gaslini è un ospedale pediatrico per cui vede naturalmente bambini e quindi famiglie che devono accompagnare e supportare questi bambini in un periodo difficile. Grazie. Allora intanto io parto dal mio vicino, abbiamo deciso di darci del tu perché i volontari si danno del tu e quindi togliamo i dotti, i prof, i presidenti, eccetera. Come nasce Paolo l'idea della forza del sorriso e in che modo soprattutto coinvolge le aziende nel promuovere il benessere, il reinserimento, il piacere della donna di occuparsi del proprio benessere in un momento difficile come quello del trattamento oncologico? Grazie intanto. La forza del sorriso nasce da un episodio perentemente insignificante. A volte grandi progetti, come credo che questo sia, non necessariamente nascono da una pianificazione o da una visione. In questo caso nasce da un episodio che è quello di un medico nel 1987 negli Stati Uniti che ha chiesto a una persona che aveva lavorato lungo nel mondo della cosmetica, l'ex presidente dell'associazione delle aziende della cosmetica negli Stati Uniti aiuto perché una sua paziente che era purtroppo in terapia era in una fase molto difficile perché subiva gli effetti negativi della terapia da punto di vista morale, da punto di vista fisico, da punto di vista estetico e ha chiesto aiuto a chi si occupava di cosmetica. Quello che è successo è questa persona con un paio di telefonati ha organizzato la visita di un estetista che ha portato alcuni prodotti a casa di questa persona e si è presa cura di lei. Il riscontro è stato talmente positivo, il vedere come questa persona ha anche grazie solo a quell'episodio ha rifiorita e ha cominciato a vivere una malattia in modo diverso da come ne stava vivendo da motivare questo personaggio del settore cosmetico a creare attraverso l'associazione di cui faceva parte una organizzazione che si occupasse di proporre laboratori a gruppi di persone che vivevano quelle stesse circostanze e da allora questa iniziativa si è sviluppata in tanti pesi del mondo, 27 pesi del mondo, l'Italia è uno di questi dove la forza e il sorriso è presente da quasi vent'anni e propone laboratori di questo tipo che come dicevi prima anticipando molto bene il tema aiutano le persone non solo a vivere un momento gradevole in una fase della vita difficile ma a vivere un'opportunità di svolta dal passare diciamo magari una fase di difficoltà nell'accettare i cambiamenti che la malattia comporta, che la terapia genera, a una fase nella quale rafforzare la cura di sé e anche del proprio aspetto che comunque è il modo a tra cui ci rappresentiamo verso gli altri e verso noi stessi e quindi aumentare l'autostima, aumentare la sicurezza e perché no anche affrontare con più forza la fase della malattia. E terapeutico possiamo dire fa parte della cura. Può far parte chiaramente non si sostituisce alle terapie. Assolutamente la chemioterapia non è un cosmetico che può sostituirsi alla chemioterapia ma l'opportunità di prendersi cura e avere persone che si prendono cura di te, che si regalano come hai detto tu un momento in cui... I laboratori sono gratuiti, quello che noi facciamo è organizzarci insieme ai centri che ospitano, sono tantissime in Italia che ospitano questi laboratori e mettiamo di su di sezione delle statiste, sono tutte volontarie che dedicano il loro tempo a prendersi cura di queste persone, a dare anche alcune indicazioni su come possono curare la propria pelle, il proprio aspetto, nella fase della malattia, della terapia che ha una serie di implicazioni specifiche. Il momento in sé è un momento come ho detto gradevole ma soprattutto importante quello che può lasciare. E poi c'è la condivisione tra le donne che partecipano a questo laboratorio. Nel titolo dell'incontro di oggi, se quello l'aspetto della condivisione, che è fondamentale. I laboratori sono organizzati per piccoli gruppi di persone in modo tale che le statiste le possono seguire con grande attenzione ma anche solo il fatto di essere un piccolo gruppo può aiutare a cambiare la prospettiva e passare dall'idea che perché è successo a me, perché solo a me, è il fatto che ci sono altre persone che vivono la stessa esperienza. E quindi il titolo, la forza e il sorriso, racconta bene l'impegno e il ruolo, il valore di questo progetto bellissimo. Riprendo il titolo, la cura del bene, solidarietà e responsabilità sociale delle imprese per generare benessere e condivisione. Claudia, vengo a te. Voi coinvolgete i ragazzi e i giovani nelle attività e attraverso un corso, quindi degli appuntamenti, riuscite a tirare fuori come dici tu il clown che c'è in ciascuno di noi. Ecco, giovane o meno giovane, simpatico, meno simpatico, chiuso, insomma fate un bel lavoro di valorizzazione. Ma quello è l'impatto sociale dei vostri progetti di clown terapia? Ciao a tutti intanto, sono contenta di vedere tutti questi giovani, che sono la nostra forza e il motore. L'impatto sociale è da vedere, nel senso che i ragazzi si avvicinano a noi, noi offriamo questo corso di formazione alla clown terapia, affinché i ragazzi si avvicinino al mondo del volontariato, sempre attraverso la nostra guida. Dopo che hanno fatto il corso, il corso ha l'obiettivo di tirare fuori appunto come dicevi tu Nicoletta, il clown che tutti noi abbiamo dentro. Il clown che ha una visione, insomma, della vita più leggera, nel senso di laterale, di gioia eccetera. C'è qualcuno di voi ragazzi che fa volontariato? Che cosa fai? Il cibo, certo. E la tua esperienza? Il ritorno? Qual'è stato? E ti sei sentita meglio? Poi è una sorta di allenamento, si prova, si vince un po', scusami, mi è venuto dal cuore, scusami. Io so che se lo dico alle mie figlie che ho rivolto già subito una domanda a una ragazza, mi dicono ma ma ma ma ma come ti è venuto in mente? Comunque grazie. Volevo aggiungere una cosa soltanto, è una citazione che secondo me racchiude tanto, è di Platone e Platone dice la mente non si apre se non hai aperto prima il cuore, è molto vero questo e quando nel momento in cui tu apri il cuore non è solo il bene che tu dai ma soprattutto quello che ricevi. Si dice provare per credere, questo è quello che sottolineano tutti i volontari, che ringrassino, dicono ma come bravo che fa volontariato, no sono gli altri che le persone di cui mi prendo cura, che mi danno, mi restituiscono il bene, la cura. Anna, Fondazione Gaslini insieme, come nasce e come collabora con le imprese? Perché noi dobbiamo parlare anche di questo cote che è importante perché non è solamente vogliamoci bene tanto bene, c'è bisogno anche comunque essere efficaci. Buongiorno a tutti, Gaslini insieme. Gaslini insieme è nata, è una fondazione di partecipazione, nata oltre due anni fa, è scritta a runze. I soci fondatori sono da una parte l'Istituto Giannina Gaslini che è un ospedale pediatrico di eccellenza, un IRCS e la fondazione Gerolomo che gestisce i fondi donati dal fondatore stesso, il patrimonio, destina agli utili all'innovazione dell'Istituto. Qual è la nostra missione? La missione di Gaslini insieme è proprio quello di attivarci per la raccolta fondi attraverso iniziative, eventi, concerti e qualsiasi altra progetto, iniziativa che ci viene, che organizziamo noi ma che organizziamo anche in partnership con altri. Quindi raccogliamo fondi e li destiniamo all'Istituto. Per cosa? Per sostenere la ricerca scientifica, è un IRCS, e la ricerca è strettamente collegata alle attività di cura dei piccoli. La cura è l'assistenza dei piccoli pazienti che sono all'interno dell'ospedale, il miglioramento scientifico, tecnologico, digitale, strutturale dell'ospedale stesso ma anche la continua umanizzazione degli ambienti, degli spazi dedicati ai piccoli e poi entrerò nel concreto in questo. Infine le attività di accoglienza, accoglienza delle famiglie, quindi qui ci si prende cura dei piccoli ma si prende in carico anche tutta la famiglia. La parola chiave è Gaslini insieme, sta proprio in questo insieme, è importantissima per noi la partecipazione, il coinvolgimento da parte di tutti gli stakeholder convolti. Infatti il nostro lavoro è quello anche di valorizzare le relazioni con il territorio, valorizzare queste relazioni enti, istituzioni, imprese, famiglie ed associazioni. Questo è estremamente importante perché siamo tutti insieme e l'obiettivo principale è proprio quello di fare rete. Lo vediamo anche nel rapporto con le aziende e le imprese che entrano a far parte di questo grande progetto perché accanto ai soci fondatori, proprio anche nella governance, ci sono i soci sostenitori e i soci partecipanti. I primi sono delle aziende, le seconde sono persone fisiche che decidono di essere insieme a noi, costruire dei progetti per aiutare i più piccoli e per dare sostegno alle famiglie. Le aziende in particolare sono accanto a noi, entrano a far parte di questo progetto e nominano anche i soci partecipanti dei consiglieri all'interno del consiglio. Quindi c'è un'organizzazione attivo e propositivo. Hanno la loro voce, quindi portano la loro esperienza, la loro professionalità, la loro competenza e la loro visione. Insieme progettano anche con noi delle iniziative e attività. Di cui poi ci parlerai, perché magari di quelle più recenti. Ma io chiedo un po' a tutte e tre in che modo la responsabilità sociale delle imprese può diventare un motore per generare benessere e condivisione nella società. Paolo, io partirei di nuovo da te. Qual è la ricetta? Mi permetto una dedizione laterale per qualche secondo. Qui siamo al festival dell'economia. Ma mi rispondi prima la domanda poi facciamo la cosa laterale, ti dispiace? Ma forse rispondo la domanda. Perché bisogna capire di quale responsabilità si parla. Il concetto della responsabilità sociale è un concetto straordinario. C'è anche chi dice, chi di voi studia l'economia e sentirà parlare di un personaggio che si chiama Milton Friedman, che l'unica responsabilità sociale delle imprese è fare profitto. Non è di questo quello di cui stiamo parlando. Tanto è vero che è meglio parlare di responsabilità to-cure, di quello che le aziende possono fare per contribuire al benessere e la prosperità della società. Il che presuppone anche se vogliamo un cambiamento di prospettiva, che è quello che passa dal utilizzare iniziative di volontariato, di solidarietà come strumento di comunicazione con le derive del greenwashing, a invece sposare profondamente una causa fino a farla diventare parte dello scopo dell'impresa. Nel nostro caso il principio è quello, l'esemplarità del nostro progetto. Io non ho tanti meriti, sono presidente da due mesi, quindi tutto quello che è successo in passato lo sto ereditando e cercherò di coltivarlo. Ma loro sono bravi per cui si hanno scelto un presidente come ti vuol dire. La cosa straordinaria è che questo è un progetto portato avanti oggi da 40 imprese che ne parlano con molto pudore, che non lo usano con una leva competitiva per guadagnare vendite, clienti, quote di mercato, ma per dimostrare il fatto che c'è un settore attento a prendersi cura delle persone anche nei momenti difficili. E questa è la straordinarietà del progetto. Nel senso che il messaggio è si può fare. Assolutamente sì. E si può fare insieme attraverso la collaborazione fra le imprese e non attraverso la competizione. Claudia? Scusate, sono molto d'accordo su questo discorso di non le imprese dovrebbero un attimo concentrarsi anche su cambiare un pochino questa cosa, non solo concentrati sul profitto come dicevi tu. Questo è una cosa molto… Però investire anche nel miglioramento delle condizioni etiche, ambientali, eccetera, e soprattutto, secondo una situazione all'interno proprio anche dell'azienda per i lavoratori, ci sia un clima positivo, un clima di collaborazione, un clima io faccio meglio di te insomma di competizione. Un po' l'azienda forse dovrebbe recuperare un po' quello che è stata la filosofia degli imprenditori italiani nel dopoguerra che avevano un atteggiamento rispetto ai loro lavoratori più familiari. E voi come lo riuscite a fare? Noi riusciamo a farlo perché noi collaboriamo ci sono diverse aziende che ci chiedono di fare, noi proponiamo delle piccole formazioni, piccole nel senso in termini di tempo, ai dipendenti delle aziende e dopo questa giornata o due giornate di formazione li portiamo a fare proprio un'esperienza sul campo, li portiamo non so nell'RSA, piuttosto che nei bambini. Questa è una cosa che veramente genera, l'abbiamo proposta anni fa e continuano a chiedercela perché quel momento lì è un momento proprio aggregante anche per il lavoro. Come diceva Anna è la parola chiave insieme, grande esperienza, progetti, imprese, queste tre parole me le unisci Anna insieme per raccontarci la vostra esperienza e per rifacendoci al titolo del nostro incontro capire quanto è importante la condivisione, la valorizzazione. Allora partiamo, questa condivisione, questo concetto chiave appunto che sento molto forte è su dei valori, sui valori della solidarietà in cui ci incontriamo con le associazioni e le imprese con cui collaboriamo, la solidarietà, l'attenzione al bene al bene comune, alla territorialità, al sostegno al territorio, alla comunità e da noi soprattutto l'attenzione alle generazioni future. I piccoli, i bimbi di oggi da noi, oggi sono i piccoli pazienti magari bimbi fragili saranno gli adulti di domani e c'è veramente una grossa condivisione da questo punto di vista. Vi porto alcune testimonianze, sono entrate dei soci sostenitori quindi nell'organizzazione e oltre a aver donato per sostenere appunto magari la parte più tecnologica dell'istituto quindi l'innovazione, ma abbiamo costruito insieme delle pagine di crowdfunding perché per loro la cosa più importante era anche quello di raccontare, portare questa testimonianza a tutti i loro dipendenti e quindi una pagina di raccolta fondi per permettere a tutti quindi di ascoltare questo messaggio, di essere coinvolti e di dare il proprio contributo e devo dire che questa è la parte importante anche delle imprese, il coinvolgimento di tutti gli stakeholder quindi possono essere i loro dipendenti ma anche i fornitori, i clienti e lo vediamo anche in altre partnership per esempio ve ne racconto un'altra per entrare anche nel vivo di quelli che chiamavo i filoni di umanizzazione e entriamo nel vivo, che cosa sono? L'Istituto Gaslinit è uno degli unici ospedali in Europa ad avere uno stabilimento baneale, un centro elioterapico quindi è possibile per i bimbi e in particolare parliamo di bimbi lungo dei genti che sono nei reparti di oncologia uscire dalla propria stanza e poter ascoltare il mare, e questo è fenomenale, è una terapia... Bisogna fare un giretto in un ospedale pediatrico per capire per capire che cosa questo significa. Questo riesce veramente a dare un sorriso, è una terapia che si affianca ai lunghi giorni che in me sono costretti a stare nelle loro stanze e ad affrontare qualcosa che spesso non si rendono neanche conto perché sono veramente piccini e c'è questo stabilimento ed è veramente emozionante vedere che possono respirare l'aria del mare per un'ora, due ore del giorno e vedere anche il sorriso dei loro genitori che spesso anche attraverso i loro occhi esprimono la gioia. Questo stabilimento però tutti gli anni subisce delle mareggiate e quindi bisogna ripristinarlo e bellissimo, ora è in corso ripacimento perché la spiaggia viene mangiata e adesso si sta ricostruendo. E' bello anche questa cosa della ricostruzione perché è un messaggio profondo. In questa ricostruzione vi racconto perché è bello che l'anno scorso ci hanno aiutato aziende che non solo ci hanno donato ma hanno coinvolto, per esempio lo Yachting Club, ha coinvolto poi tutti i ragazzi che erano fuori a fare delle regate, quindi ragazzi e le loro famiglie che attraverso una pagina di crowdfunding insieme ciascuno ha donato una piccola donazione ma tante piccole donazioni hanno potuto veramente fare la differenza. Mi piace pensare già a quest'immagine dei bambini che sono in spiaggia al mare come pensare, e torno a Paolo, al laboratorio di trucco per una donna che sta attraversando un momento molto difficile emotivamente, fisicamente, anche proprio a livello di relazione con gli altri, con il proprio corpo. Paolo, neho presidente ma con tanta esperienza e presidente appunto della Forza del Sorriso che ha fatto scuola, è sicuramente una presenza, una realtà importante. Quali sono secondo te le sfide, le opportunità nel coinvolgere le aziende di cui tu ci hai già in parte parlato ma in iniziative di solidarietà, di condivisione, di aiuto? Devo dire che nel nostro caso almeno la sfida è vinta, il fatto che ci sono 40 aziende di una figliera che insieme sopportano un progetto di questo tipo dimostra già che la sfida è vinta. La vostra forza secondo te qual è? Io devo dire la sensibilità nei confronti delle persone che sono quelle che alimentano quel mercato e a cui qualcosa bisogna restituire proprio nei momenti di difficoltà. Il nostro settore, la grande forza, la forza del sorriso è quello che ho capito in queste primi settimane, in queste settimane in particolare in cui ho partecipato ad un laboratorio, è quella dell'estetista che dedica il loro tempo come volontari e che veramente si prendono cura con un amore incredibile delle persone in cui hanno che fare. Teniamo anche conto Presidente me lo puoi dire che la pelle delle donne che fanno trattamenti che mioterapiche è una pelle molto sensibile per cui è una pelle che va maneggiata con cura come il cuore di queste donne quindi c'è un lavoro di attenzione, di prendersi cura e di cura molto molto delicato ed efficace, il garbo, il garbo del volontario. Certamente è un ingrediente che fa la differenza per la persona che gode del trattamento il fatto di sentire vicino qualcuno che veramente si prende cura di te dà una forza straordinaria. E quello è il sorriso. E io quello che ho assistito in questi in questi primi laboratori è la trasformazione di queste persone che arrivano titubanti spesso anche con una spessa si vede dal linguaggio del corpo quando una persona sta soffrendo ed escono dopo meno di due ore con un sorriso a testa alta si guardano lo specchio e dì ma io sono questa. Claudia come misurate voi l'impatto delle vostre attività prima cioè anticipato dice le aziende dovrebbero ma voi con le aziende ci lavorate per cui vi coinvolgete e soprattutto aziende che sostengono i vostri progetti. Certo, li sostengono in variati modi uno dei più grossi importanti ed è un momento molto bello la Milano Marathon dove le aziende sostengono i progetti delle associazioni facendo partecipare i loro runner eccetera e lì è un momento dove si tocca con mano questo insieme tra le aziende e le associazioni le associazioni che diciamo sono più di mestichezza nella solidarietà nella cura eccetera così e le aziende che spingono e sostengono questa cosa poi altre cose che facciamo sono un'altra cosa molto interessante il family day le aziende ci chiamano nel momento in cui accolgono le famiglie nel posto di lavoro e ci chiamano per andare. Cioè l'idea del clown piace? L'idea del clown piace ma poi il clown cioè intendiamoci non è il clown del circo è tutto un altro clown perché il corso di formazione è molto introspettivo cioè ti fa delle tue fragilità ad esempio dei punti di forza vi faccio un esempio così abbiamo avuto un ragazzo che aveva problemi di balbutie e lui è stato nominato il nostro comunicatore ufficiale nel senso che quando poi doveva dire delle cose la sua balbutia se n'andava via era la sua fragilità invece è diventata la sua forza e comunque poi la cosa molto interessante vi faccio degli altri esempi concreti diciamo innanzitutto i ragazzi che si avvicinano noi si avvicinano sempre in un momento di un po' di fragilità nel senso che non sanno bene dove mettersi ecco dopo che hanno fatto il corso dopo che hanno fatto questa esperienza di volontariato la loro vita vi credetemi è svoltata completamente abbiamo dei ragazzi che ci sono conosciuti si sono sposati adesso abbiamo la seconda generazione dei clown queste cose qua oppure c'è successo che una ragazza che era ricoverata in ospedale per diversi mesi che ci ha incontrato per diverso tempo quando è uscita dall'ospedale sei scritta al corso oggi una volontaria che lei sono ma ti cambiano la vita e anche perché cambiate la vita ce lo state raccontando tutte delle persone a cui i vostri progetti il vostro vuolo il vostro impegno è rivolto anna come vedi evolversi il ruolo della fondazione e delle fondazioni nel promuovere proprio la responsabilità sociale delle imprese e il benessere collettivo voi siete un esempio funzionate molto bene avete dei progetti che hanno avuto una risposta e permettimi hanno anche un po fatto scuola come ciascuno dei dei tuoi colleghi qua cioè abbiamo il piacere di avere tre realtà che sono davvero invidiabili imitabili dei punti di luce ecco come sarà il futuro io credo molto nella forza della rete e sto vedendo veramente che il tema della rete questa condivisione il convolgimento di tutti da dei risultati straordinari vi faccio un esempio di abbiamo parlato prima di maratone prima di dicembre c'è stata una camminata la camminata dei babbo natale e qui parlando di approccio di rete era un'iniziativa portata avanti da un'associazione e le donazioni era finalizzata di nuovo al reparto oncologia in particolare ai bimbi che devono fare un trapianto di midollo e quindi l'area del trapianto midollo quindi devono stare per un po in un periodo separati molto tutelati e chiaramente sono delle realtà molto complesse molto complicata questa è iniziativa della camminata dei babbo natale a un certo punto ci siamo messi in rete con questa associazione e abbiamo coinvolto ho cominciato a fare una campagna di comunicazione abbiamo coinvolto anche tantissimi le aziende sostenitrici le aziende con cui camminiamo insieme ed è stato bello perché c'è stato un tam tam delle aziende con tutti i loro dipendenti alla domenica c'è stata una fattidica domenica in cui l'anno precedente c'erano 900 babbi natali e quest'anno siamo arrivati a quasi 1700 babbo natali quindi è stato veramente un momento di gioia perché vedevi famiglie intere di babbi natale dipendenti delle varie aziende in gruppi vestiti sì l'iniziativa era molto semplice con 15 euro si riceveva il vestito di babbo natale 5 euro venivano donati al reparto di oncologia in quell'immatologia e si eravano ruolati e tutti erano un'occasione di gioia perché vedevi fiumale di babbi natale camminare nelle strade di genova e insieme era stata veramente un momento di gioia ma c'era la consapevolezza in quel momento di camminare per aiutare a dare una mano a qualcuno e vedo qui tanti giovani e mi piace portare anche quest'altro progetto, so ancora un attimo, che è un progetto potentissimo all'interno di gaslini per aiutare sempre i piccoli, è la musicoterapia e attraverso la musica, l'arteterapia, la danzaterapia è stata portata nei tre precedenti anni in reparti come l'oncologia, l'hospice e la neuropsichiatria e mi piace parlarmi e rivolgo a voi perché adesso, in questo momento, la neuropsichiatria in europsichiatria ci sono triplicate le richieste di assistenza e di aiuto perché dopo il Covid ci sono tanti ragazzi della vostra età che soffrono di disturbi alimentari e di patologie e la musica ha una forza incredibile. Ci sono stati dei risultati talmente importanti e mi sono emozionata a vedere come l'arte, il disegno e la musica stanno aiutando bambini che dai tre reparti si passerà a nove reparti, è stata addirittura da una mano in cardiologia nell'area preoperatoria e è una forza e quindi è bellissimo anche poter organizzare un progetto, come stiamo cercando di mettere in pista, di raccolta fondi dove i ragazzi, una sorta di staffetta, sono i ragazzi che danno una mano ai ragazzi dentro attraverso la musica. Andrà molto bene, sarà un progetto che vorremo sentirci raccontare. Paolo, in che modo le vostre esperienze possono dimostrare o dimostrano che la solidarietà e la responsabilità sociale non sono solo valori etici ma anche elementi strategici per il successo e la sostenibilità delle organizzazioni? Diciamo che questo connubio fra l'interesse dell'impresa e i benefici che l'impresa genera è un connubio che può essere virtuoso quando l'impresa si impregna, le persone dell'impresa, quando diciamo l'impresa è un'entità strata, diciamo perché poi l'impresa fatta da persone, esatto, si impegnano a fondo in buona fede per riuscire a dare un contributo, come dicevo prima, di prosperità e di benessere a tutti coloro con cui hanno a che fare, che in ultima analisi sono persone. Diciamo che c'è alla base un concetto di reciprocità che è fondamentale. Quando questo concetto di reciprocità viene applicato in modo fedele, l'impresa ne tra i grandi benefici che non sono coniute a quelli delle vendite, delle quote di mercato, ma sono quelle di offrire un'occasione di senso in più in primis a chi ci lavora. Io sono oggi un pubblico non di manager, magari ma di studenti. Ci sono anche degli insegnanti, però, che coinvolgeremo nelle prossime domande. Il lavoro è un'opportunità per dare uno dei sensi della propria vita. Imprese che si impegnano in progetti di questo tipo offrono un'occasione di senso, che da mio punto di vista è importante cominciare a cercare abbastanza presto e quindi anche seguendo quello che diceva Claudia, non è mai troppo presto per iniziare a impegnarsi in iniziative di volontariato di questo o di altro tipo, perché ci si arricchisce in modo straordinario. Il prima che succede, meglio è. Io volevo chiedere se desiderano agli insegnanti che sono qua insieme ai ragazzi, quante come affrontate questi temi anche a scuola? Quanto può essere l'idea anche di raccontare, aiutare i ragazzi a pensare a un esperienza di volontariato possa in qualche modo anche stringere quella relazione educativa che è importante tra chi insegna e tra gli insegnanti e i ragazzi? C'è qualcuno di voi come esperienza di insegnanti che vuole raccontarcela? No? Vi guardate ma non lo so, anche dei ragazzi, parlate di questi temi a scuola, potrebbe essere un'occasione non solamente per cercare persone che... c'è un ragazzo che vuole parlare con noi? O dei docenti? Io credevo, mi chiedo se a scuola affrontate questi temi e se voi come ragazzi oppure i vostri insegnanti pensano che aprire una finestra sull'importanza del prendersi cura di altri possa essere anche uno degli ingredienti che aiutano i ragazzi di oggi a crescere. Abbiamo una società che sicuramente ha bisogno di voi, ha bisogno di nuova energie, ha bisogno di uno sguardo diverso, quindi mi chiedevo se questi temi sono temi che si portano anche tra i banchi di scuola? Voi che dite? Ragazzi, voi ragazzi da questa parte, noi siamo i boomer, potrebbe essere un'occasione per creare? Noi ad esempio andiamo nelle scuole proprio con questo scopo, cioè per cercare di sensibilizzare i ragazzi e anche gli insegnanti e vi garantisco che nel momento in cui ricevono questa sensibilizzazione da parte nostra perché raccontiamo cosa facciamo poi facciamo anche dei piccoli laboratori pratici alle 5 ce ne sarà uno qua al muse ad esempio che è uno dei dei laboratori che provate per credere. È un ritorno, sì ma veramente bisogna credere, provare perché poi se provate sarete portati a portare avanti questa cosa. Io volevo chiederti, abbiamo pochi minuti, se c'è un gesto, una parola, un incontro, un'esperienza che vi ha particolarmente colpito e ha dato un nuovo significato al vostro impegno. Vabbè sicuramente mi viene in mente quando in ufficio da noi arrivano le mamme con i fratellini piccoli, a cui magari diamo un piccolo giochino, qualcosa, perché sono famiglie che i pazienti che sono da noi arrivano per oltre il 40% da fuori Liguria e da oltre 60 paesi del mondo e spesso sono costretti a lasciare la loro casa e a volte anche il lavoro e da qui si apre questo grande progetto il figlione dell'accoglienza, quindi noi li sosteniamo insieme a tutte le associazioni con cui collaboriamo e li sosteniamo proprio per dare una mano ma anche... Grazie, buon pomeriggio a tutti quanti, grazie a te e buon pomeriggio. Vengo da San Felice di Viedana e da rappresentante di istituto abbiamo trattato di tematica ad esempio sul volontariato, qualche mese fa abbiamo fatto un incontro con la protezione civile parlando proprio del volontariato e ci hanno mostrato anche quello che facevano nelle zone di Viedana o quando andavano per lustrare gli argini ad esempio, quando erano le piene del po e dopo con la professoressa di italiano abbiamo approfondito proprio il volontariato in generale parlando di tutta la tematica e ogni ragazzo in classe ha parlato di una sua esperienza nella vita di dove ha cercato di aiutare qualcun altro, il prossimo per un sorriso con un'azione piccola rendere felice un'altra famiglia che verrà in difficoltà e quella tua piccola azione ha cambiato la giornata del debole nella situazione. Cambia ciascuno di noi perché rendersi... non è buonismo ma si prova una forza grande, ci si sente quasi altri nel momento in cui sai che con un piccolo gesto hai fatto svoltare, una situazione ha dato un contributo. Ragazzi buttatevi, rompete lo schema e buttatevi perché vi garantisco che è una gran cosa, che avrete un ritorno che non vi potete immaginare. Paolo, se tu dovessi lasciare un messaggio anche a un ragazzo giovane in base, adesso è il tuo ruolo di presidente della forza del sorriso, ma anche in base alla tua esperienza professionale. Ecco, volessi lasciare un messaggio a un giovane che vuole fare la differenza attraverso il proprio lavoro, il proprio impegno che adesso la scuola domani sarà un lavoro, quale sarebbe? Che domanda, è molto impegnativa di mettersi sempre nei panni degli altri, quindi cercare di immaginare che quello che tu stai facendo per altri sia quello che vorresti che fosse fatto a te. Comandamento se vogliamo, però è un passaggio fondamentale per affrontare con responsabilità il proprio ruolo nel mondo del lavoro un domani, ma nella società e nella comunità in qualunque momento. Abbiamo ultimi tre minuti, ci sono delle domande? Siamo già felici che con due abbiamo raccolto, sì tre, ma che soddisfazione mi date, ma quanto bravi, bravi, grazie. Buon pomeriggio, volevo fare una domanda al signor Paolo, inerente alla sua associazione, intanto la ringrazio da parte di parente di donne che hanno fatto chemio e quindi hanno subito appunto la perdita dei capelli, eccetera. Volevo sapere, questi corsi che propone, hanno un range di età specifico e di cosa si occupano in generale, se qualcosa di specifico proprio completo? Sono aperti a qualunque fascia di età, stiamo anche studiando delle formule di coinvolgimento in particolare per le donne più giovani che potrebbero avere esigenze e anche aspettative diverse. Convincerevo che sono gratuiti, sono aperti a tutti, non in tutta Italia ma in buona parte dell'Italia e l'accesso avviene molto spesso attraverso la segnalazione a parte degli operatori senatori, sanitari o dei volontari che assistono poi queste persone nel loro cuore. Ho risposto? Dai gli diamo? 9, dove è mezzo? Perché? Gli diamo? Perché poi il 10, tutta l'Italia, tutti i laboratori, però i volontari sono estetisti come tu hai raccontato. I volontari sono estetisti e poi è prevista quasi sempre rappresenta anche di una presenza di uno psicologo. Ecco questa è una figura molto molto importante proprio per la delicatezza del ruolo e dell'intervento. Ci sono altre domande? Chiudiamo con una vostra domanda? Basta, no, anche perché uno poi si allarga, avete ragione. Invece io vorrei sicuramente c'è una sottolineatura, una parola, un dettaglio che non siamo riusciti ad approfondire. Allora in questo ultimo giro di tavola abbiamo un minuto e 29, mandateci una sottolineatura di un aspetto che caratterizza il vostro impegno, il vostro ruolo, la vostra associazione. Anna, parti tu? Di che cosa avresti voluto parlare che non abbiamo citato? No, lancio una cosa. Allora è un momento speciale per il nostro istituto perché c'è un'occasione di grandissimo rinnovamento, perché c'è la costruzione del nuovo ospedale che sarà consegnato il prossimo anno. Quindi è un'occasione straordinaria per rinforzare la rete e consolidare, coinvolgere ancora di più le relazioni con tutti i donatori attuali ma anche i futuri. Quindi è un invito a tutti per aiutarci a sostenere questo grandissimo progetto che avrà degli impatti duraturi nel tempo. E questo sottolinea che le sfide, perché non finiscono mai e nella vostra età sembrano molto più grandi, le sfide aiutano a crescere e a risaldare, quindi ben vengano. Claudia, poi chiudiamo con Paolo. Claudia dice portiamo sorrisi in giro perché quelli ci ritornano sempre, curano gli altri ma curano tanto anche noi. Le aziende che ci aiutino a fare questo. A regalare sorrisi. Paolo. Noi le imprese che ci aiutano le abbiamo già, quindi abbiamo questa fortuna, anzi questo merito della credibilità del progetto. Ci piacerebbe magari a un tema per il futuro, costruire la cultura della cura. E noi siamo qua. Ecco. E abbiamo anche i ragazzi che ci sostengono. Grazie a voi, grazie ai relatori. Continuate a seguirci. Grazie, buona giornata. Grazie.
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