Garantire l’autonomia energetica
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Garantire l’autonomia energetica
Discussione su infrastrutture energetiche, consultazioni per risolvere problemi di rete, e lezioni dall'incidente spagnolo per migliorare la sicurezza energetica.
In questa serie di sottotitoli Vengo da lei perché la strada poi che si è scelta è una strada diversa, cioè quella di aprire un tavolo in cui ovviamente siederà a Terna ma siederanno anche gli operatori a cominciare da Enel. Anche su quello lei aveva auspicato tempi rapidi, volevo capire se nel frattempo quel tavolo si è riunito e che tipo di cronoprogramma ci siamo dati visto che comunque il tema c'è, va risolto perché insomma può impattare e non poco proprio sul raggiungimento degli obiettivi. Il tavolo si è riunito, è partito una consultazione aperta per 15 giorni, raccolta le osservazioni e praticamente sono pronto con il provvedimento da inserire nel primo veicolo utile. Ma in questo provvedimento la solicitazione che arriva da Terna verrà in qualche modo tenuta in considerazione oppure andiamo verso una soluzione totalmente diversa? No, in fin dei conti il fermo dell'emendamento da parte mia è venuto perché l'emendamento riguardava la rete alta, quella di Terna, ma chiaramente c'è tutta la rete più bassa, chiaramente di dettaglio e di conseguenza sono stati i soggetti rappresentati a rete di dettaglio a partire da Enel che ha detto anche noi abbiamo un problema di intasamento virtuale perché poi la questione sostanziale è quella che la rete di Terna e a sua volta ribaltamento, la rete che sta sotto si trova ad essere intasata virtualmente, non da corrente che passa ma usiamo un termine che funzioni prenotazioni che però poi non si attuano e ora è stato definito con tutti e pertanto io credo che il primo veicolo utile lo facciamo nascere. Però non ho capito se l'approccio, diciamo, e la divisione in microzone rimane oppure no? Sì, sì, sì, sì, sì, no, no, per quanto riguarda la 76 microzone, questo è anche frutto di una valutazione che ci è stata tra Terna e il Ministero che è durato un anno, non è stata un'invezione dell'ingegnere di Foggia per dare titolo a una notizia, no? No, è stata un'elaborazione puntuale che partendo anche da tante esperienze che ci sono all'estero anche perché l'acqua calda l'hanno inventata tanti anni fa e quindi si sono messe insieme le esperienze, le conoscenze e le professionalità di tutto il paese. Allora ingegnere, attorno da lei perché nelle scorse settimane abbiamo assistito a questo improvviso diciamo, è stupefacente, blackout spagnolo le cui cause almeno ufficialmente non sono state ancora definite e ci sono stati sui giornali, ci mettiamo dentro anche noi diversi e svariati esercizi di tentativi di comprensione in cui però forse si è fatta anche un po' di confusione tra quella che è la tematica dell'adeguatezza del sistema e quello che è invece il principio che diventa sempre più imprescindibile per noi e non solo per noi della sicurezza energetica. Allora volevo appunto, visto che poi lei non è mai intervenuta ufficialmente sul tema, approfittare della sua presenza per fare anche un pochino di ordine rispetto a questa confusione che si è ingenerata anche in relazione a un evento che oggettivamente diciamo ci ha molto colpito, insomma ha riguardato la Spagna che per molti rappresenta un benchmark ma assomma sicuramente ci ha fornito tante lezioni diciamo di cui tener conto per il futuro. Sì, è ragione, non sono intervenuta ufficialmente perché in questi casi poi si lavora di più e chiaramente ringrazio anche la sensibilità di quanti non hanno diciamo sollecitato la struttura con domande perché in quel momento si è intenti a risolvere i problemi, aiutare e supportare i colleghi all'estero e naturalmente fare ulteriori check. Ci sono stati tra l'altro anche tanti tavoli congiunti proprio con il ministro in persona e proprio perché noi volevamo verificare che lato nostro fosse e tutto a posto ed ha ragione anche quando dice che sono state adotte diciamo sono state fatte varie potesi e spesso si è parlato di adeguatezza piuttosto che di sicurezza confondendo i due termini. Ora non vorrei essere diciamo fare la maestrina ma però appunto come ha detto benissimo lei bisogna precisare la differenza tra i due concetti quando parliamo di adeguatezza si intende la capacità di coprire il fabbisogno energetico attraverso la generazione o l'import mantenendo chiaramente una riserva, un margine di riserva operativa. Si parla invece di sicurezza quando il sistema è capace di mantenere l'integrità a fronte di una perturbazione che può interessare la rete come è stato il caso spagnolo neppure non abbiamo se non i dati che abbiamo potuto rilevare perché facciamo parte comunque di un sistema interconnesso a livello europeo ancora non sono note diciamo le cause ufficialmente dal tesso che è stato coinvolto ma possiamo con certezza dire che si è trattato di un problema di sicurezza per cui è venuta meno la stabilità della rete spagnola e poi sono corsi una serie di venti in successione che hanno portato al blackout. Un'altra cosa se mi permette di precisarla perché se ne è parlato tanto della relazione tra l'accadimento in spagna e le rinnovabili è stato anche imputato appunto alle rinnovabili la causa di quanto è successo. Ecco io vorrei fare una precisazione è chiaro che entro certi limiti e questo lo preciso e lo sottolineo diciamo la vecchia generazione le centrali permettono una compensazione quando si verificano episodi di stabilità come quello occorso in spagna però questo accade in certi entro certi limiti le rinnovabili che nel mix energetico spagnolo hanno una diciamo rilevanza importante non sono programmabili sono intermittente per di più non permettono questa autoregolazione è chiaro però che quando una rete un'infrastruttura evolve e come è il caso appunto anche della nostra infrastruttura con le rinnovabili ci sono dei compensatori che vengono inseriti nella rete proprio per esercitare quel tipo di compensazione quando si crea un problema di stabilità come quello occorso in spagna. Ministro vengo a lei invece perché quello che è successo lì chiaramente richiama anche noi peraltro noi abbiamo già vissuto un episodio non simile ma insomma un grosso problema in passato allora da quello che è successo in spagna che lezioni dobbiamo trarre come paese. Dobbiamo trarre lezioni che dobbiamo essere sempre più moderni che arrivando ad aumentare avendo come obiettivo l'aumentare in modo rilevante le rinnovabili e deve fare il paio tutto questo con quelle compensazioni che citavo prima all'ingegner di Foggia che nel senso di essere pronti sempre a compensare là dove sappiamo bene il fotovoltaico prodotti di giorno non di notte, sono dei periodi dell'anno dove la produzione addirittura eccede quella che è la domanda cioè quiddici d'agosto probabilmente lo buttiamo a mare l'energia che proveniente dal fotovoltaico in alcune parti d'Italia peraltro e quindi si tratta di avere una rete come Terna si sta adeguando proprio che permetta la gestione e la compensazione di queste situazioni che altrimenti ecco il rischio è notevole. Noi accennavo prima al fatto che appunto nel 2003 come paese abbiamo vissuto diciamo un blackout in quel caso ci fu un problema lungo la linea Italia-Svizzera che mandò insomma in tilt il paese rispetto a quello abbiamo messo in campo ovviamente delle contromisure allora mi chiedo se alla luce anche di quello che è successo in Spagna c'è magari qualcosa che noi dobbiamo rivedere barra potenziare rispetto appunto a quello che è il nostro sistema che non ha lo stesso livello diciamo di come dire peso delle rinnovabili ma insomma come diceva giustamente lei aspiriamo ad aumentare questa sticella. Io credo che il piano di investimenti di Terna anche è quell'obiettivo oltre che raggiungere rete l'asta che ci sarà a settembre per il max e l'asta max per gli accumuli ha quella funzione perché se io accumulo energia che mi proviene da olico fotovoltaico da quelle produzione terminenziani riesco ad accumularla automaticamente regolo il rilancio ecco usiamo questo termine è tutto un insieme che deve deve andare avanti pari passo perché altrimenti il rischio davvero che questi sbalzi che se cedono determinati valori i tecnici mi dicono 10% in più 10% in meno si regola automaticamente ma se lo sbalzo supera 10% in più 10% e meno comunque diventa rilevante automaticamente scatta questo sistema che è un sistema cascata un po' come il gioco dei mattoni che se casca al primo lo buttaggio secondo e quindi si crea questa situazione. Vedevo ingegnare che annoiva mentre il ministro faceva riferimento al piano di investimenti forse lei vuole magari dettagliarci un pochino meglio perché poi rispetto a quel blackout ci fu all'epoca un decreto ad hoc che fu appunto ribattezzato decreto anti blackout che ha fissato tutta una serie di paletti anche alcuni obblighi in capo proprio al gestore dell'aria elettrica perché insomma volevamo provare come dire a evitare di trovarci in quella condizione quindi ha stabilito anche per voi come dire il fatto che poi la terna debba mettere appunto un piano proprio di resilienza diciamo ed irripristino nel caso in cui malaguratamente insomma si ripresenti un'emergenza di quel tipo. Sì annoivo e sorridevo perché con il ministro ci vediamo periodicamente per verificare appunto la situazione perché la sicurezza è un punto che ci sta particolarmente a cuore tra l'altro quando ero giovane appunto me ne sono occupata in prima persona e ho vissuto diciamo situazioni che magari non vengono percepiti dall'utente finale che però appunto vengono vissute da chi lavora nell'ambiente in maniera abbastanza drammatica perché si capisce anche che rischio si è corso e quindi diciamo prima che questo incidente in Spagna accadesse c'eravamo già ben predisposti perché ricorderete che nel piano di sicurezza presentato a maggio 2024 avevamo previsto 1,3 miliardi sui sedici e mezzo di investimenti solo per la sicurezza questo 1,3 miliardi sono diventati 2 miliardi a marzo quando abbiamo presentato la rivisitazione del piano industriale e questo si concretizza poi dal punto di vista proprio specifico con appunto investimenti su quelli che abbiamo definito compensatori e quindi delle macchine che servono proprio a stabilizzare la situazione quando si creano situazioni come quelle in Spagna molti sono già installati e molti ne installeremo investimenti dal punto di vista della cyber security perché quanto più noi digitalizziamo la rete la stiamo digitalizzando per risolvere la difficoltà e la complicazione che le rinnovabili comportano tanto più poi dobbiamo evitare delle debolezze dal punto di vista cyber e stiamo investendo anche nella resilienza della nostra infrastruttura per far fronte ai venti meteo estremi nonché poi con mettendo sensori in tutta l'infrastruttura e quindi con particolari tool che abbiamo sviluppato per prevenire dei problemi e quindi intervenire a priori così si limitano anche i danni questo dal punto di vista degli investimenti specifici se mi permettete anche volevo evidenziare e sottolineare due aspetti che ha ben detto il ministro e mi riferisco alla regolamentazione tecnica di mercato mi fa piacere mettere in evidenza la situazione in cui si trova l'Italia rispetto alla Spagna avendole l'occasione oggi perché per quanto riguarda la regolamentazione tecnica ricordiamoci che noi in Italia abbiamo facoltà di intervenire anche sugli impianti da rinnovabili modulando le frequenze a ettenzione questo consente appunto in casi come quello spagnolo chiaramente di poter modulare il loro comportamento e poi per quanto riguarda invece la regolazione di mercato ricordiamoci come stava dicendo il ministro che in Italia noi abbiamo la facoltà sia di interrompere senza provviso la produzione voi non ve ne siete accorti ma c'è successo durante il ponte un eccesso di produzione abbiamo quindi disattivato 7.000 megawatt per evitare il problema allo stesso tempo possiamo interrompere anche la fruizione di energia da parte di alcuni energivori e ci sono dei gruppi industriali che in 200 millisecondi vengono staccati dalla rete quindi l'Italia grazie alla sua regolamentazione all'attenzione particolare diciamo si trova in una situazione levemente perché io sono sempre molto non si azzererà mai diciamo la probabilità di riservizio quindi voglio essere cauta comunque ci troviamo situazione migliore e voglio poi chiudere dicendo che abbiamo anche un'altra situazione scusate se bevo un attimo che ci rende diciamo fra virgolette più sicuri rispetto al paese spagnolo la nostra rete è più interconnessa di quella spagnola perché noi siamo un'abba naturale e ad oggi sono attive 30 interconnessioni con l'estero è chiaramente una diversificazione del genere e laddove c'è un problema interviene l'altra fonte 15 ci tutela e del piano abbiamo previsto di aumentare ancor più la capacità di trasporto con l'estero e abbiamo previsto un aumento di capacità del 40% proprio per e non solo per motivi di sicurezza in ultimo terna appunto negli ultimi due anni si è dotata di una organizzazione volta a garantire proprio la sicurezza dei nostri asset da tutti i punti di vista fisico cyber eccetera eccetera e appunto che abbiamo costituito e che lavora insieme a tutte le istituzioni che a livello nazionale sono preposte alla sicurezza del nostro paese lei peraltro accennava diciamo alle nostre differenze rispetto agli altri paesi noi abbiamo insomma all'interna la possibilità di intervenire sulle rinnovabili laddove lo ritenga diciamo funzionale a garantire insomma sicurezza stabilità mentre per esempio altri paesi posso mi viene in mente la germania possono intervenire solo se ci sono situazioni di emergenza e questa è già come dire una differenza importante insomma che ci consente diciamo di di metterci di metterci a riparo peraltro mi pare di ricordare che proprio i vostri sensori che sono anche non solo sulla rete italiana ma anche sull'infrastruttura europea avevano rilevato che c'erano dei problemi insomma diciamo dai cugini spagnoli insomma prima che poi come dire avvenisse diciamo il l'incidente che ha fatto che ha fatto saltare saltare un po tutto insomma. La mia cremazione che possiamo escludere un problema di adeguatezza ma ho appunto imputato alla sicurezza e all'istabilità in alcuni momenti che abbiamo misurato viene proprio da questi dati da questi sensori per il resto la Spagna il TSO spagnolo non ci ha fornito ad oggi i dati che ci fanno andare ancora più in dettaglio nell'analisi del caso. Speriamo insomma li fornisca anche perché sarebbero d'aiuto insomma anche per la comprensione più generale. Allora Ministro torno da lei perché ieri in questa stessa sala è stato ospitato un convegno sul nucleare dove tra le altre cose insomma si diceva l'Europa rischia di restare indietro potrebbe retrocedere in serie B deve oggettivamente accelerare perché altri paesi venivano citati i casi di Russia e Cina sono più avanti l'Italia da par suo deve accelerare sia dal punto di vista diciamo della tecnologia ma deve anche mettere diciamo definitivamente a posto il quadro normativo e qui scatta la domanda perché ieri si evocava appunto il disegno di legge delega e il professor Ricotti insomma che è un'autorità riconosciuta in questo campo diceva lì bisogna uno arrivare a un'approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri ma soprattutto deve partire questo auspicato anche da lei di battito parlamentare affinché insomma come dire anche il Parlamento si possa confrontare sul tema. Allora volevo capire anche qui quando questo disegno di legge delega arriverà in Parlamento e che tipo di auspicio lei fa rispetto a quello che poi è il dibattito perché insomma il tema è come sempre accade spesso per questioni legate all'energia molto divisivo e quindi si procede spesso per contrapposizioni che non consentono di valutare con attenzione come in questo caso però è contro di una tecnologia. Allora partiamo dal disegno di legge, il disegno di legge approvato al Consiglio dei Ministri è per i pareri delle regioni e quindi credo che a giorni dovrebbe essere matura il passaggio al Parlamento poi i tempi al Parlamento se li detta da solo il Parlamento e quindi non li può dettare il governo ma io quello che spero è che ci sia un dibattito più ampio possibile perché il dibattito più ampio possibile è parte di un'altra questione della questione della trasparenza di dire cosa vogliamo fare di qual è il nucleare di cui parliamo e quindi creare anche un consenso nell'opinione pubblica quindi che non basta accelerare sul disegno di legge, il disegno di legge può accelerarsi poi bisogna naturalmente ci sono i dodici mesi per le norme attuative e quindi strutturare, mettere il paese nella condizione giuridica di rispondere, quando dico di rispondere cosa vuol dire? Vuol dire che nel mio disegno e fine di questo disegno inizio del prossimo chi vuole un piccolo reattore, un mon reactor deve sapere dove andare a presentare la domanda può essere dal parroco, dal vescovo, dal presidente della regione, dal ministero, quali garantisi, chi è l'intercertificatore e questa è tutta una parte giuridica importante ma altrettanto importante è far crescere la gamba della competenza, la gamba della competenza, il filone di competenza che vede il nostro paese con competenza molto alta o con l'alta competenza molto alta, usiamo il gioco di parole, mentre però abbiamo dobbiamo costruire tutto con la fascia se vogliamo che la fascia produttiva che è vero, abbiamo imprese nazionali, gene nazionali che sono i primari fornitori e quindi hanno mantenuto un'esperienza, i primari fornitori del sistema nucleare europeo perché su una parte alta guidiamo ITER sulla fusione però c'è tanto da fare su quel percorso e su questo io credo che quindi dobbiamo, i fronti sono tanti, la norma, la comunicazione più trasparente possibile con le garanzie di sicurezza, la crescita delle competenze per quanto riguarda la parte tecnologica e quindi tutto questo per essere pronti al momento in cui ci sia lo strumento perché poi l'altra valutazione che viene da dire, qualcuno ha la domanda ma dove, com'è, dove lo facciamo oppure non conviene e costa troppo, questa sarà una valutazione da fare in quel momento se in quel momento costa troppo ci faranno altre valutazioni, quello che però io ripeto ovunque dico signori noi consumiamo 300, 310 terawatt all'anno di energia con il quantitativo di energia che consumiamo anche solo con la nostra trasmissione anche in questo momento o anche con i collegamenti ma con le ricerche su google, una ricerca su google sono nove minuti di una lampadina da 40 watt e credo che in salenco più che altro quelle che si annoiano quando parlo io cercano su google qualcosa e quindi voglio dire ad ogni ricerca tutto quello. Le previsioni per i prossimi 10-15 anni sono quelle di avere una domanda praticamente doppia, arrivare 600, 700 terawatt ora, noi dobbiamo essere pronti a dare la risposta se vogliamo mantenere questo paese nella squadra di testa del mondo, nel fronte dei ricchi e dei produttori a quel punto e a fine energia devo avere il mix di tutto, quando il nucleare, il nuovo nucleare usiamo questo termine non deve sostituire, non è in sostituzione di qualcosa, va in sostituzione dei fossili ma non certamente del fotovoltaico, dell'eolico, dell'idroelettrico, del geotermo, è una delle tante fonti che devono creare il mix nazionale per essere in grado di soddisfare la domanda nazionale. Per ricordare che già oggi che consumiamo dato 2024 è 305 terawatt ora circa, noi ne abbiamo prodotti l'80% solo, il 20% l'abbiamo importato principalmente dalla Francia, da fonte nucleare, quindi se pensiamo di arrivare a 600, automaticamente dobbiamo coi piedi per terra fare un ragionamento tutto tondo, ma con un passo per volta in modo molto concreto, perché dobbiamo arrivarci? Perché è l'unico modo che conosciamo per creare le condizioni, perché i giovani abbiano un futuro. Ingegnere, non so se qualcuno aveva accennato, forse il giovane della sala aveva accennato un timido applauso, i meno giovani erano un po' più rilottati. No ma perché i meno giovani, e qui il ruolo è della comunicazione, ma non mi guardi però, Giacomo non farei, non voglio attaccare troppo alla comunicazione perché qui è pieno di giornalisti, esatto che l'aspettano poi fuori, esatto poi l'aspettano fuori, ma in realtà i meno giovani, c'è ancora che quando siete parlare del nucleare qualcuno che dice che è la bomba atomica, no? Il nucleare è un nucleare civile, è il nucleare sanitario, l'attacca, la sintigrafia, è nucleare anche l'antifumo che ci sono negli uffici, è il gran elino nucleare dell'antifumo degli uffici. Sì, sì, c'è sicuramente da parte anche della, ci metto dentro anche noi medi, insomma ci deve essere un'assunzione di responsabilità per fare una buona comunicazione sul tema. Ingegnere, io a lei chiedo più il parere del tecnico, come amministratrice dedicata ad ITERNA, rispetto a tutto il dibattito che è conflittuale, che solleva il nucleare, lei da tecnico che idea si è fatta, insomma è necessario procedere a valutare anche questa strada oppure no? Allora innanzitutto mi prendo io l'attributo di meno giovane con piacere quello del ministro perché mi ha ricordato che quando mi sono iscritta a ingegneria, siccome c'era appena stato il referendum che aveva decretato il no al nucleare, io ho dovuto studiare ingegneria elettronica, però vi ero ragioni, non vedendo sbocchi eventualmente. E quindi questo è un dibattito che, insomma, probabilmente oggi non staremmo in questa situazione se si fosse risolto, quindi sono d'accordo che va chiuso. E soprattutto dal punto di vista tecnico rilevo che per un operatore come ITERNA sarebbe più semplice gestire una fonte programmabile, una fonte di generazione costante. Nonostante, dico anche che quando si programma un'infrastruttura, una rete, i tempi sono tali che sono d'accordo ancora col ministro quando dice non si può rinunciare alle rinnovabili, alla propulsione che va data in quell'ambito. E anche perché noi nel breve abbiamo bisogno di mantenere, cioè di più che altro incrementare una certa indipendenza dall'import di gas e quindi questa è la strada, nonché anche ridurre i costi dell'energia. E quindi, dal punto di vista tecnico, il nucleare è auspicabile e dall'altra non ci possiamo fermare sulle rinnovabili. Quindi uno giudice che non sono sicuramente tehonggich�동 갖고 anche una tutellalaisca словlusi, lei è foundistica quindi, non ogni attività con la realità di di Terna noi dobbiamo essere neutrali rispetto alle fonti auspico che si si chiuda questa questa discussione e intanto continuiamo con le installazioni da fonti rinnovabili. Ministro lo accennava anche anche la Ministra Delegata di Terna noi abbiamo sicuramente in Italia un tema di coste dell'energia le imprese continuano a sollecitare una riduzione lei diciamo è intervenuto rassicurando sul fatto che il tema è all'attenzione del governo e diciamo citando evocando diverse misure ho visto che anche i colleghi a Margine gli hanno fatto una domanda io però le fare una domanda un po più precisa perché insomma tra gli strumenti che voi avete messo a punto per tentare di fronteggiare il tema c'è l'energi release che però ha avuto una gestazione molto complessa le aspettative delle imprese sono enormi e calato un po il silenzio allora volevo capire se appunto visto che quella è una risposta concreta alla richiesta di diciamo come dire disaccoppiare il prezzo quanto meno rispetto a quel pacchetto diciamo di energia insomma a disposizione del GSE che tempi insomma mi dà per una entrata diciamo in campo un'operatività dello strumento che comunque ha avuto un parto molto lungo insomma ci sia al lavoro da tanto tempo varie di rinvi insomma quando lo vedremo realmente operativo visto che le imprese insomma lo aspettano Allora sì grazie grazie anche perché mi permette di fare il punto finale la sintesi sull'energi release l'energi release è stata vista anche con molta attenzione a livello europeo dalle direzioni d'energia e poi è stata messa sotto l'alente ingrandimento da parte della direzione concorrenza per valutare ipotesi di aiuto di stato devo dire che la cosa è stata affrontata dagli uffici a lungo e poi è stata chiusa favorevolmente con un accordo io ho visto il commissario europeo l'altro ieri Teresa Ribeira che è la vice presidente della commissione e abbiamo chiusa l'energia release è chiusa c'è l'accordo europeo quindi credo che adesso la tempistica essenzialmente una tempistica gs e che credo non si protragga più per mesi quindi le 4000 circa 4000 imprese ultra energivole sotto flotta energia elettrica in questo caso possono ottenere per tre anni il beneficio di energia elettrica ad un prezzo praticamente alla metà di quello che è il prezzo finale di mercato con un impegno a installare doppia quantità di rinnovabile nel periodo successivo di quello a posto la valutazione successiva dovremmo farlo sul gas release che è molto più complicata ci stiamo lavorando dobbiamo trovare anche qui un percorso che funzioni ma sostanzialmente noi purtroppo stiamo pagando oggi la procedura di determinazione del prezzo che ci ha fatto ci ha dato favore nei vari anni precedenti poi si dimentica anche il passato ma che adesso ci penalizza tantissimo a sostanza questo meccanismo che da la determinazione del prezzo sul peggior impianto nella peggior ora della giornata fa sì che il gas che produce il 40% dell'energia italiana il 40% dato 2024 determina il 70% del prezzo le soluzioni prima ho accennato anche i suoi colleghi giornalisti che mi chiedevano potrebbe essersi una soluzione tener fermo il sole un paio d'ore alla sera ma mi hanno detto che non è nemmeno in fotteria anche se faccio il decreto mi dicono non funziona quindi non riesco né a tener fermo il sole né a fermare anche la terra nella rotazione pertanto l'operazione è quella di andare avanti e di scavallare alcune operazioni più puntuali vogliamo farle però sull'energia compreso utilizzare bene il cosiddetto ferrex fare contrattualizzare aste che delle rinnovabili per poi cederle al sistema dell'impresa ma sono tutte operazioni una somma di operazioni chirurgiche per superare questo terribile periodo e arrivare dove dobbiamo arrivare a standardizzare un qualcosa dove non ci sia più questo perverso sistema dove non funzioni più o comunque si riequilibri questo perverso sistema che porta il gas a produrre il 40% e determinarlo il 70% del prezzo dobbiamo fare anche per una transizione più giusta più equa anche per quella bambina che sta lì insomma in braccio al padre insomma che dovrebbe avere un mondo diverso da quello che è decarbonizzato senz'altro. Allora ingegnere le faccio un'ultima domanda poi la congedo e la ringrazio veramente tanto per la sua disponibilità il costo delle energie il fatto di avere un sistema più equo più stabile e sostenibile è senz'altro legato anche alla capacità come diceva prima lei di diversificare le fonti che tradotto per terna significa infrastrutturare ancora di più il paese sbottigliare ulteriormente laddove ci sono ancora delle problematiche qualche giorno fa proprio come terna voi avete completato la posa del ramo est del tyrannia link che è questa grossa grossissima opera che collegherà a campagna Sicilia e Sardegna che è forse l'investimento più importante se guardiamo alle infrastrutture energetiche che il nostro paese dovrà costruire allora volevo chiederle un ultimissimo passaggio su questo insomma che tempi e che benefici darà al nostro al nostro paese. Sì come ha detto benissimo lei la transizione energetica nel nostro paese sarà aiutato sicuramente anche dal ready for service di questa opera che è anche sarà anche un gioiello dal punto di vista tecnico perché sarà il collegamento sottomarino in corrente continuo più lungo mai realizzato da terna ha detto benissimo in due mesi sono stati installati 490 chilometri di elettrodotto e nel 2028 intererà in esercizio anche il ramo ovest tra Sicilia e Sardegna quindi siamo contenti così di contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi del PNEC anche non solo con con quest'opera. Grazie grazie l'ingegnere di Foggia, grazie mille per essere stata con noi e buon recupero insomma dal suo dal suo problema grazie. Grazie ancora a voi, la prossima volta sarò di per te. Allora ci sono ancora qualche c'è ancora qualche minuto anche se abbiamo leggermente sforato nell'inizio allora se c'è qualche domanda dal pubblico non siate timidi potete chiedere al ministro anche cose legate al calcio io mi riservo di fargli una domanda a trabocchetto alla fine della discussione. Prego vedo che c'è arriva un microfono dal prode Marco Ronchetto che insomma dobbiamo salvaguardare perché deve ancora fare una giornata domani e quindi ci serve ancora per un approgio. Tema idroelettrico che non abbiamo citato. Vede come sono bravi questi partecipanti che fanno meglio il lavoro dei moderatori. Uno ci dicono gli addetti ai lavori che tra l'altro il tema di sicurezza l'idroelettrico invece svolge un ruolo ci sono delle centrali 50 centrali in tutta Italia che in caso di emergenza. Sarà interpretare una centrale idroelettrica secondo me lui. A qualche quota. Esatto a qualche quota sparsa. Sì è probabile. Secondo a che punto è la discussione con l'Europa su rinnovo delle concessioni c'è tutto il tema diciamo del rinnovo dell'idroelettrico. Due domande facili facili. Certo il tema idroelettrico. Certo il tema idroelettrico l'ho detto prima è una delle forme di accumulo e pertanto è una delle valvole fondamentali per produrre per quanto riguarda la produzione qualora venga meno la produzione delle fonti rinnovabili o ci siano altre situazioni e naturalmente fa parte la sicurezza del Paese. Tra l'altro noi abbiamo un idroelettrico importante. Problemi delle rinnovo delle concessioni. La norma prevede attualmente le gare, gara semplice, progette e così via da più parti ma il interesse nazionale è anche valutare forme diverse di rinnovo di queste concessioni. Significa contratti che prevedono un serie di investimenti. Se noi modernizzassimo l'idroelettrico vuotare pulire le dighe smelmare le dighe e modernizzare il sistema potremmo aggiungere dai 10 ai 12 TWh all'anno che è la cifra davanti al 3% di quello che l'attuale consuma. L'idroelettrico non ha un vincolo europeo. La procedura dell'assignazione dell'idroelettrico non ha un vincolo europeo ma ha un vincolo contrattuale di PNRR. Quando l'Italia ha firmato il PNRR che è un contratto ha previsto una serie di milestone o di target a seconda del senso finanziario dove uno dei riferimenti era il fatto di procedere al rinnovo del PNRR dell'idroelettrico con Gare. È chiaro che riguardava la terza rata, una rata già incassata. A questo punto lo sta facendo il Ministero delle Politiche Comunitarie. Come è giusto e in sede di ridefinizione valuteremo in quell'ottica. Quello che io ritengo è il mio dovere e interesse come Ministro che si occupa di energia o il timore se volete. A gara pure semplice i nostri impianti possono finire in mano a fondi mondiali da qualsiasi parte provengono dove non è possibile venire con la golden power e trovarci su un luogo di risposta. E' un luogo di risposta che ha proprietà che fanno riferimento solo al margine finanziario e non hanno interesse alla produzione di energia elettrica oppure che acquisiscono una quota tale di produzione di energia elettrica da essere interlocutori troppo forti anche nei confronti dei governi. Questa è la considerazione e la valutazione. Però il proletto è decisamente qualcosa di importante. C'era un'altra domanda qui davanti. Ronchetto mi si è distratto. Volevo chiedere entro quanti anni pensa sia operativa la prima centrale nucleare? Se tra dieci anni si inizia a partire coi lavori o sarà operativa? Se entro dieci o quindici anni è possibile che si operativa in dieci anni? E' bella come domanda perché serve a far trasparenza. Io credo, sono convinto, la laurea ce l'ho in economia, in ingegneria, non ho fatto il fisico nucleare, sono una gran passione in merito, sono uno dei perdenti nel referendum dell'87 dove io ho fatto campagna elettorale allora convinto di mantenere il nucleare perché ero anche dell'unico partito della prima repubblica totalmente nuclearista per dogma, per il delizio politico era un partito repubblicano che non c'è più e quindi io credo che noi non faremo centrali nucleari nel senso della centrale nucleare come ogni tanto si dice. Quando parliamo di futuro del nucleare siamo in un momento in cui siamo parlando di cosiddetti small reactor nella prima fase e advanced reactor nella seconda fase. Small reactor va da quelli a 20 megawatt che avremo sulle nostre navi mercantili, fin cantieri sta andando su quella direzione, fin cantieri è interessato il nucleare perché vuole dotare le nostre navi, dapprima le mercantili e poi vedremo più avanti come sarà a quelli da 200, 300, 400 megawatt, Wastegown è uno da 1.200 che è già molto grande, quello è già più uno centrale, ma 300 megawatt che è, vado sulla misura degli advances addirittura, quello che è un raffreddamento a piombo, 6x6x6 cos'è? Un raffreddamento a un container, poi mettiamo pure che lì ci sarà la mia parte di ministro dell'ambiente che dico calma tutela, ci mettiamo la recensione, l'eye wall, il lago con i pesi rossi, la piantumazione per 3 ettari, 5 ettari, così ma è un container, uno centrale a 300 megawatt. Vorrei far presente che l'energia che produce uno smorriato da 300 megawatt è pari all'energia che producono 2.500 ettari di fotovoltaico. Dico questo per precisare che dobbiamo stare anche attenti ad occupare tutti i territori, perché questo è un paese che è due terze montaneo e collinare e la pianura è destinata all'agricultura, se dobbiamo arrivare a quei numeri che ho detto prima, dobbiamo un attimino anche equilibrare il tutto, tenere i piedi per terra, con buon senso. La sostanza è questa, quando ci sarà? I tecnici, gli analisti, le varie società, Edi F mi ha detto 2029-2030, altri 31-32, quelli a fissione terza generazione avanzata ad acqua, Nucleo buono, che non è un'acqua, che non è un'acqua, che non è un'acqua. La sperimentazione con brevetti Enea nostri che c'è a Brazimone si pensa verso il 35, ma il dato relevante è quando saranno prodotti in serie questi small reactor ed è l'agnuco che è stata costituita questa settimana tra un saldo nucleare, Enel, a guida Enel e Leonardo, perché quello è l'avvio di una valutazione per creare un settore produttivo, una gamba produttiva con riferimento agli small reactor, che io credo saranno alla fine di iniziativa dei consorzi industriali, potrebbero essere di città anche, ma quella sarà tutta la parte successiva da valutare sulla sicurezza, prima di tutto e sul costo dell'energia. Un ultimissima domanda qui davanti, non la interrobiamo, sia tranquilla. Due domande velocissime, la prima è sulle auto elettriche, le poche che ci sono oggi sono in mano largamente a famiglie che hanno il garage e quindi la necessità di avere dei punti di ricarica distribuiti oggi è relativamente bassa, il 60% delle auto italiane sono in mano a famiglie che non hanno il garage, al di là della regola del 2035, dell'Europa in cui tutte saranno elettriche, appena le auto elettriche costeranno di meno rispetto alle auto a benzina, arriveranno. La domanda è se lo stato italiano sta gestendo questo problema o sta lasciando semplicemente i privati vedere dove ci sono le opportunità e dove entrare. Seconda domanda velocissima, per fare l'AI e per fare l'allenamento delle reti c'è bisogno di server che ormai in tutto il mondo si dotano di fonti di energia create ad hoc di fianco ai server, oggi come oggi sono in larga parte delle centrali a gas, l'Italia da questo punto di vista pensa di fare qualcosa oppure lascia chi si occupa di informatica a se stesso cercando di attaccarse alla rete ma non è mai abbastanza la quantità di energia puntuale che c'è in quel punto. L'ultimo grande piano di parcheggi in Italia è stato fatto da Tognoli, 30 anni fa credo, 40, è un fatto urbanistico, competenza regionale chiaramente ma è comunale poi nelle programmazioni ai pieni regolatori, noi non siamo come Tokyo dove il vincolo è poi comprare l'auto solo se mi dimostri di avere il garage ma non siamo nemmeno ancora nella fase dove se costruisci la casa hai l'obbligo di fare due garage o tre garage e certo è un tema che va però al tema autoelettrico messo a fianco di un'altra questione, il futuro dell'autoelettrico, io sono un grande avversario del feed for feed free file al 2035 perché ero un'idiozia, il vincolo sullo strumento motore nel dire deve essere no all'endotermico, ma io sono convinto che la parte alleone lo fa il motore elettrico perché per me il motore è più facile in assoluto, quindi la norma doveva riguardare l'emissione e non lo strumento. Il futuro sarà il cambio di batteria nel distributore nel senso che come fare benzina adesso per il settore elettrico e naturalmente il futuro sarà anche quello di avere dei prezzi compatibili con quello che è il reddito pro capita nazionale perché fin quando non c'è una compatibilità, fin quando l'autoelettrica ha un costo eccessivo rispetto a quello che è il salario medio annuale è chiaro che incontra delle difficoltà, bello idealizzata la questione di dire ci vorrebbero tutti i garage con la presa. La seconda è una votazione che si sta facendo con Terda che riguarda anche i data center, quindi riguarda la partita data center, noi non possiamo lasciare e collocare i data center a caso ovunque ma dobbiamo andare su quelli che sono i nodi Terna con la grande linea e i luoghi di produzione e anche il interesse degli operatori la collocazione a ricerca, in questo momento Terna sta facendo una mappatura di queste iniziative, significa essere e razionalizzare per essere più efficienti, mi dà l'occasione anche per dire questo, adesso ho citato i data center, fino a oggi il ministero, chiamato ministero, la parte ministero dell'energia in Italia non si è mai occupata del consumatore d'energia, cosa significa? Significa che il consumatore d'energia andava dal gestore, non so chi è qui, attraente di Enel, gli metteva il contatore, attaccava il contatore ed era risolto, l'impegno del ministero dell'energia cos'era? Era la produzione d'energia, la produzione, la regolazione, quello che vogliamo, con i data center si è posto il problema di ci si è accorto, è diventato evidente la mancanza di regolamentazione per l'assediamento di data center, per grandi consumatori d'energia, di colpo i nostri uffici adesso hanno definito una norma anche, perché si è detto, inutile che si autorizzino data center a 20 km della grande linea, quindi poi ci dicono questo ha bisogno di un terawatt l'ora di energia e non c'è la linea per portarla, però questo è un tema di estrema sensibilità e sono questi i temi di sviluppo che creano anche qualche difficoltà a livello territoriale, perché quando abbiamo previsto per norma che sia anche spropriabile l'area dove devi fare le centrali, lascio immaginare voi quante proteste, perché va bene l'impostazione della norma, ma a quel signore che mi ha fatto così, se il terreno era suo, vedevi quante problemi avevi. In realtà mi dicono che devo chiudere, quindi mi spiace, ma purtroppo... L'ultima domanda la faccio io e Marco Ronchetto mi ucciderà, perché voi dovete sapere che sul palco ci sono in questo momento un interista, che sono io e uno Juventino, allora io a Pichetto ogni tanto lo devo anche... il 31 maggio cosa ti fii? Vedo una serie TV come qualcuno ha detto, perché mi sembra una risposta banale. Io sono italiano, io ti ho fatto inter e per me costa tanto. Che te ti costa certo, perché dai Juventino... Però ti ho fatto inter già a Barcellona, ti ho fatto inter a Milano e ti farò inter. Allora forza inter, grazie al ministro Pichetto-Fratini e grazie a tutti voi. Grazie.
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