Falchi, colombe e gattopardi: le nuove rotte della politica monetaria di Federal reserve e Banca centrale europea
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Falchi, colombe e gattopardi: le nuove rotte della politica monetaria di Federal reserve e Banca centrale europea
La stampa di moneta può risolvere problemi ma genera inflazione. La gestione della moneta richiede controllo e trasparenza per evitare crisi.
Stampar moneta è facile. È facile e ti può aiutare a risolvere momentaneamente dei problemi. Hai problemi di disoccupazione? Assumi. Come li paghi? Stampi in moneta. Hai problemi di deficit, di bilancio? Stampa in moneta. Non è un pasto gratis. Prima o poi, a furia di stampar moneta, qualcosa succede. La moneta non è che svanisce. La moneta va da qualche parte. Ci sono le bolle. Una bolla si chiama inflazione. A un certo punto i prezzi salgono. Un'altra bolla si chiama di inflazione. Un'altra bolla si chiama di salgone. Un'altra bolla si chiama di salgone. Un'altra bolla si chiama di salgone. Ma le bolle scoppiano. Le bolle o scoppiano, si sgonfiano. Quando si scoppiano, sono guai. Come racconteremo tra un attimo. Quindi, i politici non devono controllare la moneta. La moneta la devono controllare dei soggetti che, non avendo le elezioni, possono utilizzare la moneta senza doverla stampare a ogni costo per risolvere un problema ed essere rieletti. Però è un diritto dovere. Loro devono anche spiegare quello che fanno. La moneta ha due facce. L'indipendenza dei banchieri centrali, però il render conto di quello che fanno. I tempi normali, Ithaca è un sistema in cui la banca centrale è un obiettivo stabilizzare l'economia con una attenzione all'inflazione. C'è uno strumento di tassi di interesse. Poi ci sono loro, i commander in chief. Tutto quello che fanno e dicono condiziona l'equipaggio. Le famiglie, le imprese e i mercati. Questi tempi normali si rompono traumaticamente nel 2008. Nel 2008 scoppia una bolla. Perché è nata la bolla? Io cero, ma secondo me qualcuno dei presenti, mi auguro che nel 2008 non si occupasse di economia e finanza. Sono soprattutto i più giovani. Tu in seconda fila nel 2008 dovevi? No, dovevi come? Non voglio rovinare la privacy, ma dovevi? Eri a scuola. Che classe facevi? L'asilo. Non ti occupavi di economia e finanza. Normale. Poi ci sono delle patologie. Ricordo due bambini, erano i miei figli. A un certo punto vedo il grande che parla col piccolo. Il grande aveva un mestierino da fare, pulire nel prato il giardino. Vedo che il piccolo sta pulendo. Il grande l'aveva convinto, perché avevo promesso dei soldi. Aveva convinto il piccolo a farlo lui. Ovviamente si teneva una percentuale che era oltre il 50%. Qualcuno di voi non si occupava di economia e finanza. La politica monetaria della Fed diventa troppo espansiva da un lato. Troppa moneta in circolazione. Nel mio tempo, nel cinema si proiettava Wall Street. Wall Street è l'inizio di un periodo in cui la finanza è diventata una specie di leitmotiv. Non solo in economia. C'era un sistema in cui c'era tanta moneta e le regole furono allentate. Il mix tossico fu tassi troppo bassi e regole troppo lasche. Ricordatevi questa chimica. Tassi troppo bassi e regole troppo lasche. Scoppia la crisi finanziaria e si entra in quelli che poi sono stati chiamati i tempi straordinari. Perché un solo strumento non funziona più. Le banche centrali si devono inventare qualcosa altro. La loro cassetta degli attrezzi si amplia. Invece di avere uno strumento, ne hanno almeno tre. Il primo sono tassi di interesse straordinariamente bassi. Da un punto di vista storico, noi abbiamo vissuto un periodo eccezionale nel senso letterale del termine. Nei libri di testo i tassi di interesse negativi non erano previsti. E li abbiamo utili per due decenni. Poi il sistema non reagiva e allora tanta emissione di liquidità, comprando sui mercati non i soliti titoli di Stato a breve termine, sono quelli a basso rischio, comprando tutto. E terzo, per influenzare nella direzione giusta l'equipaggio mercati, imprese, famiglia, annunciare quello che si fa. L'idea era, dobbiamo utilizzare anche le parole per influenzare i mercati, famiglie, imprese. C'è Ben Bernanchi, governatore della Banca Centrale, poi Nobel per l'economia nel 2023, personalmente inopinato. Sorpreso, a sorpresa quantomeno. Già diceva da qualche anno, ormai la politica monetaria è 95% parole e 5% fatti. Non è un caso che, adesso quando, i momenti in cui ci sono le decisioni, in realtà sono momenti in cui le decisioni sono sempre seguite da una press conference in cui poi si vuole capire che cosa fanno. E allora si inaugurò questa, la vera Novità, gli annunci di politica monetaria. Cioè io ti dico quello che farò, sperando che tu mi creda. Io sono trasparente con te, se tu mi credi, vai nella direzione giusta. E quindi la nave va nella direzione giusta. Annuncio monetario, cito quello che ormai è entrato anche nella Treccani, whatever it takes. Mario Draghi, luglio del 2012, il rischio è che l'euro salti. C'è una definizione più elegante, il rischio di inconvertibilità dell'euro, ma era quello. A mercati aperti, in maniera inattesa, Mario Draghi, allora presidente della B.C., dice a noi, preoccupate, noi faremo whatever it takes. E sarà abbastanza, credetemi. I mercati gli hanno creduti, quindi scesa la pressione sull'euro. Penelope, e siamo al 2012, poi piano piano, perché Penelope in realtà pensava che il viaggio fosse più breve, perché la crisi del 2008, la crisi del 2008 negli Stati Uniti dura un anno. Il problema è che in Europa parte un'altra crisi, parte la crisi dei debiti sovrani. Quindi, come quando nell'Odissea si apre e escono tutti i venti, ci si allontana di nuovo. Quindi, 2014, 2016, 2018, 2019, Itaca si rivede. Itaca si rivede e invece si allontana di nuovo. Pandemia, un'arriccione pandemica che si fa, si deve continuare a utilizzare la cassetta degli attrezzi straordinari. 2020, 2021, 2020, pandemia, ricesione. 2021 sta finendo, febbraio 2022 emerge un altro shock, shock geopolitico. All'inizio, quello fu l'aggressione russa ai danni dell'Ucraina. Qualche mese dopo inizia quella che potremmo chiamare, perché all'inizio aveva più focolai la crisi del Medio Oriente. Quindi Itaca continua ad allontanarsi. Poi succede qualcosa che nessuno si aspetta, ricompare l'inflazione. Era sparita, i miei student in classe non sapevano neanche cos'era. Hacevo fatica a parlare dell'inflazione, perché quando l'inflazione è 1, 2, 0 non conta. Poi improvvisamente inizia a salire. Ricordo uno student che mi disse, professore l'inflazione sta galoppando, era al 4. Io gli ho spiegato che ho visto l'inflazione al 20, ricordo papà e mamma nelle anni 70, a cena, cercammo di capire qual è il momento giusto per comprare il frigorifero. Quando l'inflazione va a doppia cifra, conta quello che fai. Allora, che cosa significa quindi, Itaca l'abbiamo raccontata, questo viaggio che deve finire? Perché poi loro, dal 2019, hanno continuato a dire, ma adesso dobbiamo tornare alla normalità. Che cosa significa tornare alla normalità per loro? Beh, significa smontare tutti quella cassetta degli attrezzi straordinari che avevano montato. Quindi, che cosa erano? Erano tre strumenti. Il primo, i tassi a zero negativi, è anomalo, bisogna tornare. I tassi nominali devono essere positivi, poi possiamo discutere sul livello, ma devono essere positivi. L'iniezione di liquidità sistematica quotidiana non va bene, perché crei tanta liquidità e prima o poi da qualche parte andrà una bolla, due bolle, tre, se siete bravi le fate intrecciare tutte e tre, e poi scoppiano tutte e tre magari insieme. Il terzo strumento, invece, chi vi parla, pensava che sarebbe rimasto, perché l'idea che tu annunci quello che fai è utile. È utile, perché soprattutto nella prospettiva che torni alla normalità, quando poi il tema diventa ma qual è la rotta? Beh, all'interno di ogni nave, è vero c'è un comandante, ma c'è anche sulla tolda, ci sono un gruppo di ufficiali. Continuiamo con la metafora, il gruppo di ufficiali è il board, e all'interno del board ci possono essere idee diverse su come si conduce la politica monetaria. Quindi, magari qualcuno ha letto il titolo e ha detto, ma questo sta parlando da un quarto d'ora, i falchi e colombe, ecco i falchi e colombe, chi sono i falchi e colombe? All'interno dell'equipaggio. Ci possono essere taluni che hanno in mente politiche monetarie più espansive, e altri che hanno in mente politiche monetarie restrittive. È sempre successo, sempre ci sarà. Non è un caso che io, insomma, credo siano sette anni che ho questa sistematica rubrica settimanale, devo citare chi mi ha invitato, quindi il sole 24 ore, ecco giusto, non l'ho neanche ringraziato, lo ringrazio, perché è tutto registrato, quindi che rimanga agli atti che ho registrato anche che ho organizzato. Quindi la ragione del mio intervento settimanale, falchi e colombe, perché è un dibattito che può essere, che è fischiologico, perché le idee possono essere diverse. Quindi si annunci quello che fai, devi anche spiegare perché lo fai, e questo rende anche più esplicito un dibattito. E invece gli annunci si fermano nel 2022, io sono sorpreso perché non si fermano in BCE, si fermano nella Fed, ma ci sono altre banche centrali che hanno continuato a fare gli annunci, io cito sempre qui quella relativamente più grande e più vicina all'Europa, che è la banca centrale svedese. Per la verità sono quattro in tutto il mondo, sono neozelandese, sono tre scandinave, neozelandese, australia e due scandinave, ma loro hanno continuato a farlo, e l'idea è proprio questa, dove dobbiamo essere trasparenti, noi ci prendiamo la responsabilità di dire, loro annunciano gli tassi a due anni. Aggiungendo anche che questa è la rotta per i due anni, ma non siamo stupidi, se vediamo che c'è qualcosa di rilevante e cambiamo la rotta, ve lo diciamo. Quindi loro aggiornano questi loro annunci, queste loro previsioni. Invece no, Fed e banca centrali hanno in strambi utilizzato praticamente negli stessi mesi la stessa formula, la formula è noi decidiamo meeting by meeting, riunione per riunione, noi decidiamo sulla base di on data availability, sulla base dei dati, e alla naturale domanda, ma quali dati sono rilevanti? La risposta è stata soprattutto in BCA, we are going to use an holistic approach, un approccio holistico, che l'unico maniera per tradurla è la supercazzola, perché se voi dite, è divertente quando utilizzo questo nelle mie classi, ormai noi incendiamo solo in inglese, gli stranieri guardano, gli italiani già ridendo, perché anche se non sanno che cos'era supercazzo, hanno capito che è qualcosa, insomma è un'affermazione, poi la dico tecnicamente, senza alcun contenuto informativo, meglio una comunicazione senza alcun contenuto informativo, di realistic non significa niente, significa parlare ma non dire nulla, hanno scelto questo approccio, hanno scelto questo approccio da 2022 che è ancora in corso, non credo si modificherà anche se ci sono state singole aperture, mi piace citare il governatore della nostra banca centrale, Fabio Panetta, lo scorso dicembre in una lecture tenuta all'Università Bocconi, dove insegno così il conflitto di interesse è trasparente come sempre, sono un conflitto di interesse che cammina, parlo del sole 24 ore e scrivo nel sole, parlo della Bocconi e scrivo nella Bocconi, vabbè l'importante è chiarirlo, così voi pensate le parole che dico, ormai tanti parlano di tutto, e allora io mi faccio sempre tre domande, uno quanto ne sa, due che interesse ha, la terza è qual è la sua propensione al rischio, perché è curioso voi potete trovare persone molto competenti che non hanno alcun interesse però su una stessa cosa, dicono cose diverse perché hanno una propensione al rischio diversa, quindi loro vedono uno scenario, però lo tarano rispetto alle preferenze, bastano i primi due criteri, se è competente e se non ha un interesse per dirti certe cose, poi la sua propensione al rischio da come parli e la comprendi, però anch'io come Penelope mi sto allontanando dalla rotta, quindi torno nella rotta, loro smettono di parlare, perché smettono di parlare? Allora c'è una ragione ufficiale e una ragione alternativa, la ragione ufficiale è che c'è troppa incertezza, quindi c'è a parità di altre condizioni, con troppa incertezza è meglio non parlare, giusto? Ma perché la Banca Svedese parla? Perché la Banca Svedese parla perché dice nonostante l'incertezza sia cresciuta, noi riteniamo giusto dire la rotta che facciamo, aggiungo io perché sono pagato per fare quello, dove andiamo non lo so possiamo dirlo noi qui al bar, ma uno che fa quel mestire lì si prende la responsabilità, di essere una bussola, se no sei un galleggiante, se no sei un gatto pardo, sei un gatto pardo perché l'altra spiegazione alternativa è che quando per due anni sbagli sistematicamente in buona fede le previsioni sull'inflazione, poi ti trovi improvvisamente a dover rincorrere un'inflazione che galoppia utilizzando il termine dello student. Io immagino una riunione in cui una dice signore sono due anni che sbagliamo le previsioni, poi uno alza la mano e dice io ho un'idea per non sbagliarle più, non ne facciamo ma se io un genio decisiona all'unanimità non si parla più, non si parla più tanto comunque ci ascoltano, ci vogliono interpretare, studiano i nostri sguardi, schiudano il tono della nostra voce, adesso ci sono paper che schiudano quello, se alzano il sopracciglio o non alzano il sopracciglio perché se tu non parli mi costringi ad interpretarti e qual è il problema dell'interpretazione? Che ce ne può essere più di uno e a parità di altre condizioni aumenta l'incertezza e quindi alla fine il tuo comportamento è opportunistico perché tu non rischi niente e però stai aumentando l'incertezza, non sei una bussola, diventi un catalizzatore di incertezza. Quindi Itaca si allontana, abbiamo visto una serie di shock, l'ultimo shock in ordine di tempo è quello del novembre del 2024 in cui viene eletto alla Casa Bianca Donald Trump, viene eletto e al secondo mandato, devo dire che egoisticamente sono stato molto contento. Perché da un punto di vista pedagogico nel primo mandato per me Trump è stato fantastico, un populista così cristallino è difficile trovarlo, se fossi uno storico sarei felicissimo perché non ci sarebbe più il problema che c'è. Però da un punto di vista, da quando c'è di nuovo Trump con gli student noi ogni settimana commentiamo perché parla ogni sera. Quando mango gli articoli al sole mi raccomando rintracciabile perché il biondo parla la sera, lo chiamo io il biondo, non mi permetterei mai. Da un punto di vista macroeconomico cosa è Trump? È un fattore di incertezza. Quali sono gli effetti di un fattore di incertezza? Tipicamente due, aumenta i rischi di recessione e può aumentare anche i rischi di inflazione. Il può aumentare dipende da che tipo di politica implementa. Prendiamo l'esempio della politica tarifaria, una politica che a parità di altre condizioni può aumentare il rischio inflazione. È un fattore di incertezza e quando la domanda è perché lo fa bisogna ricordare che rispetto all'analisi macroeconomica, quella che ancora discuto nelle classi, c'è la geopolitica. La geopolitica è un modo di analizzare diverse le scelte di politica economica. Nel racconto che vi ho fatto finora, i soggetti di politica economica utilizzano gli strumenti di politica economica per obiettivi di politica economica. Io finora vi ho detto strumenti di politica monetaria con obiettivi che sono economici, inflazione, crescita, occupazione. E' così organizzata la macroeconomia. Che cos'è la geo-economics? La geo-economia è un guardare le stesse cose ma con un'idea diversa. Cioè che il responsabile politico utilizzi le politiche economiche per ragioni non economiche. In buona sostanza la politica tarifaria può essere interpretata come ho appena finito di raccontarvi, uno shock, un rischio di recessione e questo è macroeconomia standard. Ma se la domanda è qual'è l'obiettivo della politica tarifaria, potrebbe non essere economico. C'è un problema di geopolitica, ci sono gli Stati Uniti, c'è la Cina e poi potremmo allargare. Notate che da questo punto di vista altre scienze, la scienza politica, ha sempre studiato questa cosa. Per non parlare degli storici, quando gli racconti questa cosa ti guardano, ma bravi, ci siete arrivati finalmente. Noi veramente l'impero romano lo studiamo così da sempre. Fai certe cose economiche ma per estendere i confini dell'impero. Le sanzioni, che cosa sono? Le sanzioni sono uno strumento economico ma non serve per ottenere obiettivi economici, serve per obiettivi politici. Perché se fossero obiettivi economici tutti sanno che l'efficacia di una sanzione è inversamente proporzionale alla durata della sanzione stessa. Perché ci sono i meccanismi di illusione. Per cui se vuoi continuare ad essere efficaci devi continuare a rafforzare le sanzioni. Però dal punto di vista economico quello può essere un problema perché le sanzioni sono una spada a due lame. Tu vuoi far male a qualcuno ma ti puoi fare male anche tu. Perché le tue imprese non esportano più. L'ultimo fattore di incertezza è il nuovo inquilino della casa Bianca che probabilmente ragiona, utilizza il modello macro tradizionale, unizia la geopolitica. Non escludiamo nessuno dei due anche perché si intrecciano. Vi do una buona notizia, sto per terminare. Non posso non commentare da questo punto di vista il presidente Trump ha un progetto sui conti pubblici che le ultime notizie di ieri ci dicono sta andando avanti nel Senato americano. Che è un progetto, lui l'ha chiamato Big Beautiful Bill. Come potremmo tradurlo? Per trenere le tre B. Potremmo dire è un bilancio di grande bellezza. No, no, ho due B e la G. Ecco è un bilancio di boteriana bellezza. Così ce l'abbiamo tutte e tre. Allora questo 3B ha una caratteristica, tema debito pubblico. Il debito pubblico americano è stato declassato, qui sto andando a memoria, vediamo se ci riesco, nel 2011 da Standard & Poor's, nel 2023 da Fitch e qualche giorno fa da Moody's. Perché è stato declassato? Perché sono cattivi, no? Perché guardano i dati. Il debito pubblico americano ha un Stato Unitense, ah non è solo quello, stiamo parlando di quello, ma non è solo il suo, è su un sentiero di crescita non sostenibile. Questo lo sapevano entrambi i candidati, quello democratico e quello republicano, che hanno omesso l'argomento entrambi e nessuno gliela ha chiesto, perché nei fatti hanno colluso, perché l'elettore, che è mediamente ignorante, non solo quello americano, ischema del debito pubblico. Lui guarda al costo delle uova, e il costo delle uova lo fa arrabbiare il debito pubblico. E allora il presidente Trump ha un problema di debito pubblico. E come lo risolvi il problema di debito pubblico? Puoi aumentare le tasse, puoi ridurre le spese o puoi non far nulla. Allora queste tre opzioni, di nuovo, qui ci sono student che studiano in economia, si analizzano delle tre possibilità che ho raccontato, quali sono gli effetti sulla crescita e sull'inflazione. Poi però c'è un altro modo, l'analisi costi benefici politica, che cambia. Perché quelle tre cose che ho detto, se per esempio siete sotto lezioni o volete aumentare il consenso, ci sono lezioni tra due settimane, abbiamo un problema di deficit, faccio finta di essere l'advisor e dico aumenta le tasse, no, riduci la spesa pubblica, tagli stipendi dei dipendenti pubblici a partire dai professori universitari, ma sei matto. E allora non facciamo niente, poi si vede. Poi si vede, nel libro di testo non c'è perché prima o poi è meglio il problema, ma nel libro di testo c'è un'analisi costi benefici economica, non politica, perché prima o poi è fondamentale nel ragionamento politico. Crei troppa moneta, prima o poi ci sarà inflazione, ma se tu ragioni in termini politici l'avverbo prima è irrilevante. Importante poi, sì, poi ci sarà un problema, poi ne parliamo. Quindi nei fatti hai un problema di deficit e allora che cosa puoi fare? Allora c'è la parola debito, una carta debito, allora c'è un'altra carta che è moneta, perché con problemi di debito i tassi di interesse sono bassi, ma le non fa. Notate che il presidente attuale è storicamente innamorato dei tassi bassi perché lui ha sempre avuto questa equazione, se i tassi sono alti il dollaro è troppo forte, se il dollaro è troppo forte il settore che io più amo, la manifattura soffre. Quindi in base a questo Sinalagma lui ha sempre chiesto anche durante il primo mandato tassi bassi, ha smesso solo quando durante la pandemia anche negli Stati Uniti i tassi sono andati a zero e quindi lui ha smesso di chiedere. Ma lui ha endemicamente questa preferenza e adesso c'è una ragione in più perché con tassi bassi è più facile finanziare un debito. In più la banca centrale può comprare i titoli, li può comprare sul mercato, la Fed a differenza della BCE li può anche comprare l'emissione. E quindi voglio i tassi bassi e metto in pratica la stessa strategia che ho inventato, perché l'ha inventata lui, di pressione quotidiana sul banchiere centrale, quotidiana perché lui ha iniziato nel primo mandato i tweet contro Powell. Sono sistematici, pensate di essere il governatore della Fed, vi svegliate al mattino, non siete la gazzella, il leone che deve correre comunque, no, cioè il presidente degli Stati Uniti che ti insulta. Cioè non è un bel modo di iniziare la giornata. Nell'ultima fase oscilliamo tra stupido e Mr. Too Late, ritardatario ecco, perché il termine ritardo ricorda anche una brutta espressione, invece no è proprio too late, arriva sempre troppo tardi. Quindi lui sta disegnando una BBB, le cronache dicono che abbassa le tasse per la parte più abbiente della popolazione e riduce la spesa per la parte meno abbiente, che non è il discorso macro, è che tu fai l'abito su misura sui tuoi elettori, perché ragiona in termini politici. Se i tassi bassi a te, che prima o poi ci sia inflazione, non interessa perché ragiona in termini politici. Nel gioco delle tre carte poi c'è sempre una terza carta per distrarre chi gioca. La terza carta è la deregolamentazione. Trump non è un mistero per nessuno, ama tanto le cosiddette criptovalute, le cosiddette pseudomonete, li ama talmente tanto che parte della sua famiglia è coinvolta direttamente in quel business. Cosa che in Europa e anche in Italia farebbe un po' rumore. Criptovalute, criptovalute, criptovalute, in particolare indegnerale deregolamentazione. È tornato il motto degli anni 80, let's market work, lascia lavorare i mercati, lascia lavorare le banche. Quali sono le tre carte? No adesso devo lo smettere perché poi abbiamo appena sei minuti e mezzo quindi in realtà sono, spero di aver suscitato qualche curiosità e qualche domanda. Allora il gioco delle tre carte è il debito, poi c'è la moneta e poi c'è la deregolamentazione finanziaria. Quello che voglio ricordare è che quando qualcuno ha giocato con un eccesso di moneta e con la deregolamentazione c'è stata la crisi finanziaria del 2008. Chi non impara dai suoi errori è destinato a riviverli. E con questo ennesimo inno alla scienza triste, grazie per la vostra attenzione. Abbiamo sei minuti per le vostre curiosità, domande e se finiamo i sei minuti avete qualche altra curiosità. Io non devo grazie al cielo parlare subito dopo quindi sono available for. I'm not lending money ma se avete curiosità a vostra disposizione. Grazie, adesso dovete fare l'applauso. Io ho sempre amato i gesti spontanei. Qualcuno? La signora. Buongiorno. Il suo nome? Renata Casaro. No, solo il nome. Settora automotive Germania così situiamo già il disettore. Ok, Renata. Io poi sono anziano, sento solo le prime parole. Renata, prego. E se cambiasimo il titolo e dicessimo Faki, Colombo e Yes Man, quindi qual è la probabilità secondo lei che non Jay Powell ma insomma altri banchieri centrali, anche in Europa tra le varie paesi dell'est, incominciassero veramente a essere schiavi della politica? Vede questo trend? Grazie. Grazie signora Renata. Io provo a vedere se c'è un'altra curiosità perché se le metto insieme... No, non tutte insieme, non alzate la mano tutte insieme perché poi non si capisce a chi dare il microfono. Allora, reagisco al quesito della signora Renata. Yes Man però non è una bestia. Allora, qual è un possibile punto di accordo tra i due? Perché poi la Banca Centrale americana non è indipendente come la Banca Centrale Europea. Vi do solo un esempio, anzi, ve ne ho due di esempi. Il primo esempio è che la Banca Centrale Europea ha un obiettivo specifico, principale anche se non unico. Attenzione al tasso di inflazione. La Fed no. La Fed ha un obiettivo in cui deve trovare un equilibrio sempre tra inflazione e occupazione. E voi sapete meglio di me che se dovete fare i due lavori e dovete render conto di questi lavori, se qualcuno vi può far pressione è più facile. Il secondo tema è che lo statuto della Fed è molto più debole di quello della BCE. Lo statuto della Fed è una legge normale dello Stato americano che può essere cambiato da un voto con maggioranze normali nelle Camere americane. Quindi è una legge. E se uno, oltre ad essere il presidente degli Stati Uniti, ha in una fase storica, cioè questa, sia la maggioranza in una Camera sia la maggioranza nell'altra, è credibile e dice guarda che io ti cambio la legge. La BCE no. Il trattato, la BCE, lo statuto della BCE è parte del trattato europeo. Per cambiare il trattato europeo occorre un'unanimità del voto. La probabilità che qualcuno oggi voti all'unanimità contro il mandato attuale è zero. Christine Lagarde. Io dico sempre Christine Lagarde, ma è il comandante. Però vorrei sempre dire che Christine Lagarde nel giusto, nel bene e nel male rappresenta un consiglio. Lei è la portavoce. Sono a uno statuto molto solido. La Fed no. Quale può essere il compromesso? Il compromesso può essere che a un certo punto la politica monetaria diventa veramente accomodante, tassi bassi come vorrebbe Trump. Basta dire che è saluto il rischio di inflazione. Poi soprattutto se non annunci quello che fai prima, cioè non ti leghi le mani, puoi decidere che il rischio di inflazione sta diventando troppo pericoloso. Ci sono altri due temi su cui già adesso vanno d'accordo. La Fed sarà casuale, ma dopo l'autunno del 2024 ha iniziato a prendere una posizione sulle regole molto let's market work. Hanno iniziato a criticare questa cosa che le regole si decidono tutti insieme a Basilea. La Fed ha assunto una postura del regolamentare. Poi c'è un altro campo, la green economy. Da sempre mentre l'ICB è stata molto sensibile al tema del cambiamento climatico nella politica monetaria, la Fed ha sempre avuto un atteggiamento più freddo. La città è una tipica frase di Trump, il cambiamento climatico non è il mio lavoro. Però guarda caso, è accaduto credo in maggio, loro sono usciti dal network informale delle banche centrali sensibili al cambiamento climatico. Loro sono proprio usciti. Non mi sembra che l'attuale inquilino della Casa Bianca sia un atteggiamento molto propenso al tema del climate change. Quindi nei fatti delle posizioni vicine già ci sono. Grazie. Allora siccome abbiamo 16 secondi e che alzasse la mano in questo momento diventerebbe il più impopolare di tutti, facciamo così. Io devo ringraziarvi di nuovo di avermi sopportato. Se qualcuno ha delle curiosità io sono qui. Grazie e arrivederci all'anno prossimo. Grazie. Grazie. Grazie.
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