Data Eye: l’Intelligenza Artificiale contro la criminalità organizzata
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Data Eye: l’Intelligenza Artificiale contro la criminalità organizzata
Trentino Digitale collabora con la Procura e forze dell'ordine per combattere la criminalità organizzata tramite infrastrutture digitali e analisi dati avanzate, migliorando la sicurezza e connettività in Trentino.
laboratorio nazionale, lo vediamo nel settore della ricerca delle università. Anche il progetto da Thai, la proposta è stata quella del procuratore Raimondi, che è un po' il tema di oggi, è sicuramente un esempio pratico e unico in Italia di collaborazione istituzionale tra un ente pubblico territoriale che è la provincia autonoma di Trento e una procura della Repubblica e le forze dell'ordine, volto a massimizzare le sinergie nel rispetto dei singoli ruoli anche al fine di rafforzare la prevenzione e il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata su un territorio. Trentino Digitale è la società in house della provincia autonoma di Trento, del sistema pubblico Trentino, che gestisce le infrastrutture digitali, i data center, i servizi digitali della pubblica amministrazione. Trentino Digitale gestisce e proprietaria delle autostrade digitali, delle stradine di montagna, ha una rete dorsale, è una rete in fibra ottica di 2500 km su tutto il territorio Trentino, quindi noi arriviamo anche al più piccolo e più lontano paese del Trentino dando connettività e sicurezza alle infrastrutture. Non dimentichiamo una cosa che è fondamentale per riuscire a capire anche un po' il contesto dell'accordo del progetto datai. Il Trentino ha una periferia che è ricca, cioè il cuore economico del Trentino è la periferia, in periferia si trova il turismo, si trova l'agricoltura, si trova, pensiamo, il vino, le mele, troviamo le aziende e l'industria che si trova, quindi l'obiettivo numero uno per la provincia di Trento è quella di rendere sicura e sotto un profilo della sicurezza ma anche della connettività la periferia. Da questo punto di vista noi diamo connettività a 2000 sedi della pubblica amministrazione, gestiamo una rete radio dell'emergenza e della protezione civile, oltre 100 nodi e 10.000 terminali di radio dell'emergenza. Disponiamo di due data center certificati dall'agenzia nazionale per gestire dati sia critici che ordinarie, gestiamo i sistemi applicativi della pubblica amministrazione, più di 300 applicativi che fa funzionare tutta la pubblica amministrazione e diamo anche connettività a tutti gli eventi nazionali e internazionali tra cui anche il festival dell'economia. Da questo punto di vista, i due anni fa abbiamo sottoscritto, cioè la provincia di Trento ha sottoscritto un accordo con il commissariato del Governo, con il Consiglio delle Autonomie Locali, è un protocollo per la sicurezza del territorio nella quale Trentino Digitale ha il compito di garantire con le forze dell'ordine le modalità operative dei sistemi integrati dei controlli dei 46 valichi, di fatto tutti con tutti i confini del Trentino con 92 telecamere di Trentino Digitale. Ecco all'interno di questo, e vado al progetto di datai che nasce dall'intuizione dell'esperienza del procuratore Raimondi condivisa dalla provincia di Trento, insieme alla Direzione Generale, alla Presidenza e all'unità di missione semplice, l'UMSE, volta a mettere a disposizione quelle competenze tecniche, tecnologiche avanzate per gestire l'otta anche alla criminalità organizzata. Una cosa importante ed è questo che il Trentino, che è una provincia autonoma, vive delle proprie autonomie, quindi è fondamentale sotto un punto di vista tutelare il territorio, proprio perché le risorse finanziarie che vengono generate dal PIL sul territorio alimentano questa autonomia. Credo che da datai, che io lo chiamo il progetto condiviso dalla provincia insieme alla Procura della Repubblica, Trentino Digitale è soltanto il braccio tecnico operativo che dà quel supporto, quella competenza tecnica, penso sia, e l'ho detto prima, un po' unico in Italia, è importante perché è una collaborazione istituzionale tra un ente territoriale pubblico e una procura e anche le forze dell'Ordigo. Ecco, vediamolo nella sua adozione pratica da datai con il Comandante Platzgummer. Come lo state utilizzando nel vostro lavoro? Buongiorno a tutti intanto. Io intanto sono prestato a questa funzione perché normalmente non ho questo ruolo, quindi ringrazio il Procuratore e gli altri relatori di avermi accettato tra loro. Però è stato un entusiasmo che è iniziato quando il Procuratore è arrivato a Trent, quando ci siamo posti. Io ero da più tempo, per certi versi purtroppo, rispetto a lui, qui sul territorio e quindi quando mi ha interrogato e mi ha convocato per avere un'idea di quelli che erano i fenomeni criminali qui sul territorio, quelle che erano le sfide che noi avremmo dovuto affrontare insieme per costruire una strategia, una delle minacce più importanti come ha detto il Signor Prefetto, era sicuramente quella della capacità con risorse ristrette di poter affrontare grandi sfide e di poter affrontare quello che il territorio poteva sia aver già rappresentato rispetto alle infiltrazioni storiche, perché ne avevamo già avuto sentore nel passato, ma anche quelle che erano le possibilità del futuro. Ci siamo iniziati a porre con le metodiche tradizionali, le intercettazioni, l'attività di pedinamento, l'uomo al centro di tutto quanto ed eravamo insomma noi con gli altri colleghi delle Forze di Polizia, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza a cercare di dare un'immagine di quelle che potevano essere i pericoli delle infiltrazioni su tutto il distretto, quindi su tutta la regione, il Trentino e l'Alto Adige. La possibilità di poter sfruttare le informazioni, tutti i dati raccolti dalle diverse istituzioni ci ha posto di fronte alla difficoltà di fare l'analisi con il righello e la matita e quindi di dotarci di uno strumento che invece potesse automatizzare questa cosa. Mi collego a quello che ha detto il signor prefetto rispetto alla centralità dell'uomo, quindi abbiamo detto come possiamo supportare le risorse che abbiamo a disposizione e lì è iniziato l'uomo con questa centralità a prendere tutte le parti sane del territorio e delle istituzioni, quindi c'è stato, ricordo, le prime riunioni con il Centro Indagini e Tecnologie della Procura, i rappresentanti della provincia, la parte dell'intelligenza e noi mettendo a disposizione alla nostra esperienza e le nostre necessità, cioè che cosa noi possiamo chiedere alla macchina e che cosa la macchina può restituirci come dato che doveva essere riscontrato poi da ulteriori elementi. Questa cosa ci ha permesso di iniziare sulla base dei dati già presenti, quindi una grande base dati, le informazioni anche provenienti dai sequestri delle prove digitali, delle evidenze digitali nei diversi procedimenti penali e come diceva il signor procuratore la capacità e la possibilità non con un click ma con 3, 4, 5 click di riuscire a piegare il carabinieri, il poliziotto e il finanziere a sviluppare delle capacità di analisi di quello che anche l'uomo non riusciva a vedere. Quindi noi siamo riusciti nel tempo, come diceva il procuratore veramente tanto tempo fa già quando si iniziava a parlare dell'utilizzo delle forze di polizia dell'intelligenza artificiale a creare un ambiente comune che permettesse di individuare dei fattori di rischiosità, dei fattori degli elementi diciamo criminogeni per indirizzare le nostre attività di indagine e anche per favorire quelle che già erano in atto. Quindi l'analisi, per essere pragmatico nella risposta, l'analisi di quello che erano ciò che avevamo sequestrato, i 40 tera di dati, 32 tera di dati e trovare delle connessioni che non erano note o non erano evidenti perché sfruttate come è già stato detto dalla criminalità per evitare, per mimetizzarsi e individuare degli it, individuare attraverso l'individuazione di it, attraverso l'interloguazione con la macchina quelli che erano diciamo le prove da portare al processo. Una curiosità rapidissimo, qual è la curva di adattamento di chi poi utilizza questi tool nelle forze di polizia? C'è importante la formazione, è stato un percorso come dire immediato o richiede un accompagnamento? Lei tocca un dato importantissimo di cui abbiamo parlato anche con il prefetto e il procuratore, la formazione fondamentale, la base dati così come è importante riuscire a omogenizzare i dati dalle fonti eterogenee dalle quali vengono prese, immagini, dati telefonici, dati bancari, tutto quello che è diciamo indicizzabile rispetto alle nostre esperienze oramai insomma di tanti anni e soprattutto del personale a nostra disposizione. Devo dire che c'è stato entusiasmo da parte dei nostri collaboratori di riuscire a imparare il linguaggio e il lessico degli ingegneri e degli scienziati diciamo che hanno lavorato insieme a noi. Grazie dottoressa ciardi, è l'occasione, mi piaceva che lei spiegasse un po' quali sono le attività dell'agenzia, come interviene rispetto a quelle che sono le minacce principali, poi ci dirà lei però, insomma a vedere le cronache ingegneri grandi attacchi vanno su fornitura di luce, gas, elettricità oppure attacchi ai grandi data center, mi sembra che queste siano un po' le minacce principali almeno per quanto posso scrivere sui giornali. Come interviene l'agenzia rispetto a questo? A che livello e in che modo? Buongiorno a tutti, intanto grazie per quest'opportunità. Prima di entrare in media stress nello specifico di quello che fa l'agenzia, mi rifarei agli interventi interessantissimi fatti finora per descrivere il mondo in cui noi ci muoviamo, del quale spesso non abbiamo la necessaria consapevolezza. L'agenzia nasce in un contesto, nasce in ritardo, in grande ritardo rispetto ad altri paesi europei dove analoghe agenzie nascono 10 o 20 anni prima, però per fortuna nasce e sta accelerando. Ci viviamo in un contesto in cui ogni nostra azione, anche quando non ce ne rendiamo conto, ogni nostro interfacciarci con qualunque servizio, con qualunque istituzione è mediata da un algoritmo, da un'infrastruttura informatica, da una digitalizzazione del dato. Io dico sempre, quando sono davanti a platee come questa, invito ciascuno di voi a cercare di pensare a un proprio dato non digitalizzato, non esiste. Anche chi mi risponde, io non uso i social o io non uso molto internet, eccetera, io rispondo perché non vai in un pronto soccorso, non dai i tuoi dati quando vai in un ospedale o se vai all'anagrafe non dai i tuoi dati, dove pensi che finiscano quei dati se non su server, su infrastrutture informatiche, noi abbiamo una marea di dati prodotti ogni giorno e che sono dati digitali, che sono una risorsa preziosa, ma sono anche un rischio per la nostra vita, che è completamente digitalizzata, ovviamente non parlo del nostro Paese, ma parlo di tutte le società avanzate tecnologicamente e non potrebbe essere diversamente perché oggi la digitalizzazione e la tecnologia sono elementi fondamentali per competere sul piano politico, sociale, internazionale. Io vi do qualche dato proprio grossolano, però per farci rendere conto di quanto questa produzione di dati sia enorme e quindi Ben si sposa con quello che è stato fatto, con una piattaforma per le investigazioni nello specifico settore, ma potremmo avere miliardi di queste piattaforme, Ben si spiega con l'uso massiccio oramai dell'intelligenza artificiale perché solo l'intelligenza artificiale con la sua capacità enorme computazionale, capacità che una mente umana non può neanche immaginare, può processare l'enormità dei dati che vengono prodotti. Voi pensate che al mondo noi siamo più o meno 8 miliardi di persone? Ben, su 8 miliardi di persone ci sono 8,78 miliardi di dispositivi mobili connessi 24 ore su 24 che incessantemente producono dati. Oltre 5 miliardi della popolazione mondiale usa sistematicamente i social network, oltre 40 miliardi di dispositivi sono perennemente connessi a internet, parliamo dell'internet delle cose, dalla spira polvere in casa, la stoviglie connessa a internet, ai dispositivi medici, ai dispositivi industriali. Si valuta che entro il 2030 questi dispositivi diventeranno 70 miliardi, dispositivi che colloquiano tra di loro senza nemmeno passare per le mani umane e continuano a produrre dati. In Italia, questo è il dato globale, in Italia quasi il 90% degli italiani è connesso ad internet e in questa statistica ci sono i neonati e gli anziani gli ultranovantenni, quindi il 90% è connesso a internet, oltre 42 milioni di italiani usano sistematicamente i social, la media dei dispositivi connessi ad internet supera il 140% della popolazione, ossia il 140% della popolazione significa che molti di noi hanno più di un dispositivo connesso 24 ore ad internet. Pensate che nel 2009 gli smartphone, cioè i dispositivi in tasca agli italiani che erano connessi ad internet erano il 15%, il 2009 è l'altro ieri per noi, nessuno di noi è un adolescente a occhio mi sembra di capire, quindi il 2009 lo ricordiamo perfettamente tutti, però magari lo ricorda il 2009 e il telefono era usato per telefonare, oggi siamo connessi 24 ore su 24, il tempo medio che l'italiano trascorre su internet, la metà del quale su cellulari è di oltre 5 ore contro le 3 ore trascorse sulla televisione tradizionale, questo ci dice tanto sul cambiamento epocale, sulla rivoluzione antropologica che c'è stata, quindi tutto questo richiede delle misure diverse. L'agenzia, perché nasce l'agenzia? Allora quando parliamo di cybercrime, di attacchi, abbiamo detto che oggi tutti i servizi essenziali sono digitalizzati, gli ospedali, la produzione di gas, di luce, trasporti, se si ferma uno di questi sistemi informatici si ferma un servizio essenziale per la collettività, per lo Stato, per i cittadini. Che cosa succede? Vi faccio l'esempio di un ospedale, perché purtroppo è un esempio che ci viene facile, abbiamo avuto 50 ospedali attaccati negli ultimi due anni, ripeto non è un problema del nostro Paese, gli Stati Uniti hanno avuto dei danni enormi sul sistema sanitario, eppure gli Stati Uniti sono un Paese avanzatissimo tecnologicamente, questo significa che è un Paese che attiene a tutte le società digitalizzate. Che cosa succede se un ospedale ha un attacco ransomware? Cioè un attacco in cui viene bucato un sistema informatico, viene inoculato un malo, era un virus che cifra tutti i dati, li rende indisponibili a chi li detiene, gli operatori vanno su questi sistemi, si trovano davanti a uno schermo nero, non possono fare più niente e non appare se non una richiesta di riscatto, la ransom note che chiede dammi tot mila euro in bitcoin o in qualunque altra criptomoneta, sempre di criptomonete si tratta, di criptovalute si tratta, altrimenti non ti restituisco i tuoi dati, anzi non solo non te li restituisco ma te li pubblico, questo significa che in un ospedale si chiude il pronto soccorso, le sale operatorie non funzionano, le radioterapie sono interrotte, io ho visto in ospedali malati oncologici che dovevano cambiare di stretto sanitario per curarsi, non si può più prenotare online una prestazione medica, chi si serve gli anziani della telemedicina non la possono più usare, i laboratori di le trasfusioni di sangue e per dirvi che non è un problema nel nostro Paese alcuni mesi fa nel Regno Unito c'è stato un attacco grave a diversi ospedali per cui le barre, il codice a barre sulle sacche di sangue non era più leggibile, per cui non potevano essere più utilizzate tanto che è stato fatto un appello alla popolazione per i donatori universali perché scarseggiavano le sacche di sangue, perché pur essendoci non potevano essere lette dal sistema informatizzato, bloccato. Questo che significa che mentre fino ad oggi la logica normale dell'apparato di cybersicurezza, della geografia della cybersicurezza in Italia prevedeva le forze di polizia che indagavano, la cyber intelligence, la cyber difesa, mancava un sistema di resilienza che oggi è l'agenzia. Che cosa significa? C'era un attacco del genere in ospedale? La polizia postale, parlo della polizia postale perché io sono stata a capo tanti anni della polizia postale e quindi ho fatto contrasto, ma qualunque altra forza di polizia andava in questo ospedale e cercava di capire chi era stato, raccoglieva elementi per capire chi era stato, che sono indagini come quegli addetti ai lavori mi possono confermare, lunghe, complesse perché quasi sempre gli attacchi sono transnazionali, le reti anonymizzate richiedono molto tempo, ma intanto alle sale operatorie, alle trasfusioni di sangue, al pronto soccorso, chi pensa, chi ripristina questi servizi. La continuità del servizio diventa decisiva. La continuità alla quale la collettività ha diritto. Certo. Quindi insieme all'investigare occorre anche qualcuno che vada lì e che assista un tecnico, due tecnici, perché di questo parliamo, che sono lì completamente paralizzati perché hanno tutti i sistemi fermi e non sanno cosa fare. Quindi i nostri tecnici sono andati sul posto in tutti questi attacchi a cercare di ripristinare il prima possibile i sistemi che sono stati colpiti e quindi riattivare la sala operatoria e quindi permettere ai malati oncologici di curarsi nuovamente, di ripristinare tutti questi dati. Poi l'agenzia fa tante altre cose, per esempio ho detto i due tecnici in un ospedale sono già tanti, professionisti per lavorare in questo settore non si trovano, nel mondo ne mancano 4 milioni, in Italia si stima 100 mila. L'agenzia ha anche il compito di stimolare la crescita di queste professionalità necessarie a lavorare in un ecosistema che oramai si basa totalmente sulla digitalizzazione. Ha anche il compito di curare un'autonomia strategica, oggi i sistemi informatici sono quasi tutti di altri paesi, noi ne usufruiamo ma non sono nostri e questo significa mancanza di sicurezza, mancanza di libertà, soprattutto in uno scenario geopolitico così mutevole come quello di questi giorni. Quindi l'autonomia strategica che noi cerchiamo, la preparazione di professionalità e mi piace citare un'ultima cosa, ultima ma non per importanza la diffusione di una cultura e di una consapevolezza che deve appartenere a tutti perché una quota di questa cyber sicurezza grava su ciascuno di noi come dipendente, come cittadino, come appartenente alle forze dell'ordine, appartenente alle istituzioni, siamo pieni di esempi di aziende o istituzioni che hanno investito in cyber sicurezza e sono stati vanificati questi investimenti dal comportamento non congruo di un dipendente che non ha messo in atto le regole necessarie per stare in sicurezza. Quindi il mio messaggio è ci piace o no questo è il mondo in cui ci è dato vivere per cui è necessario che ciascuno di noi abbia la consapevolezza di questo e sappia difendere se stesso e la collettività a cui appartiene. Grazie dottoressa Ciardi, si è sollevato grandissimi temi, sicurezza strategica che per l'Europa è un tema, la formazione anche per i giovani che sono qua e che vengono a questo festival diventa molto importante per i lavori che servono e come prepararsi e ripartiamo per il secondo giro che sarà un po' più rapido con il procuratore Raimondi, abbiamo parlato di locale come soluzione da Thai ma guardiamo anche al resto del Paese e magari non solo al resto del Paese, quindi la domanda che le faccio, questa soluzione da suo punto di vista è scalabile, potrà essere utilizzata anche in altre regioni, in altri contesti? Assolutamente sì, esportabile in qualsiasi contesto, un esempio l'abbiamo già fatto, io ho coinvolto nelle indagini preliminari qualche anno fa un'agenzia federale americana che si chiama Homeland Security Investigations che è una metastrada tra la CIA e l'FBI, abbiamo lavorato insieme, condiviso insieme strumenti investigativi e ho contattato anche i tecnici di Leonardo, abbiamo fatto delle procedure, abbiamo fatto dei documenti che possono essere tranquillamente indirizzati a qualunque altra autorità ma soprattutto l'elasticità e l'adattabilità di queste piattaforme è straordinaria, ho bisogno, necessito di un'investigazione ma non soltanto penale, anche per trovare delle anomalie amministrative, ho bisogno di un particolare settore, otellerie piuttosto che gioielleri, piuttosto che ristoranti, studiamo l'adattabilità e sì, non solo cominci a partire, quindi assolutamente sì. Bene, bene, questo è molto interessante. Prefetto Petronzi, abbiamo parlato di intelligenza artificiale che ci sta semplificando la capacità di intervenire in questo contesto, chiaramente quando si parla di intelligenza artificiale il grande tema è che ruolo resta per le persone che fino a prima lavoravano con righello come ha detto qualcuno e quindi nel caso specifico delle indagini queste soluzioni comportano la sparizione del lavoro di chi fa fisicamente le immagini e questa è una domanda se vuole anche un po' trancianto, un po' provocatoria e è anche interessante capire quale qualità umana nel lavoro di indagine resta prioritaria in un contesto dove le macchine ci aiutano alla gestione di grandi dati e essere più tempestivi. Sì, è chiaro che noi non possiamo sfuggire alla complessità, ascoltare i numeri che ha declinato la dottoressa Ciardi chiaramente ci impone di sottometterci alla complessità, chiaramente bisogna trovare quel punto di equilibrio per non accedere ad una bulimia di semplificazioni perché è logico che tu di fronte a questa immensità sei alla ricerca di una soluzione e chiaramente rimane il fattore umano perché ritengo che nessuno possa immaginare che l'inseguimento possa essere fatto soltanto da una macchina, no, anche perché immagino questa macchina che possa procedere sia in un senso retrospettivo quindi come organizzatore dei dati, delle informazioni, del patrimonio che noi abbiamo in termini di monitoraggio, per me è sempre importante il tempo, quindi una valutazione in retrospettiva, una valutazione in tempo reale e quella che ritengo più affascinante ma complessa è sicuramente quella prospettica, nel senso che tu cerchi nella macchina quel doping che ti possa permettere di intercettare e di non rendere possibile il danno che per esempio d'ho scritto prima la dottoressa Ciardi. È logico che a questo punto io mi sono sempre chiesto all'interno delle strutture investigative, si è sempre detto, si è fatto così, hai tanta esperienza ma penso che succeda nel mondo del giornalismo, succeda un po' in tutti quanti posti. Per tutti i mondi sono coinvolti da questa rivoluzione. Esatto, una rivoluzione che secondo me corre il rischio dell'equivoco della specializzazione, nel senso che ci piace definirci specialisti, ci affascina definirci specialisti ma non dobbiamo mai perdere il senso della radice prima, cioè credo che in un mondo di grande specializzazione potremmo fare un'analogia nel mondo medico. Ritengo che un grandissimo neurologo non possa negare di essere anche un buon medico di base perché comunque i principi fondamentali devono essere quelli per uno e più ragioni. È chiaro che l'elemento esperienziale forse ha diminuito la percentuale all'interno del fattore umano che deve essere messo in campo nell'azione di contrasto. Chiaramente questo esige, lei prima aveva fatto la domanda al colonnello Platzgummer sulla formazione. La formazione chiaramente deve essere completamente aggiornata, estremamente veloce perché il tempo gioca un fattore importante quanto lo gioca nelle risposte che noi dobbiamo dare, mi verrebbe da aggiungere tante cose però vedo che scorre e quindi cedo a simili segue. Proprio sul tema di come corre velocemente vedevo che ad esempio alcuni corsi di data scientist, di data science alla fine di 5 anni devono essere rimodulati in maniera completamente diversa perché il contesto poi dall'arrivo di OpenAI a GPT poi ha preso una rapidità ancora più elevata rispetto a prima, un contesto già molto veloce. Pannante Platzgummer, una soluzione come DataEye vi può servire anche per indagini internazionali quindi con altre realtà state collaborando anche? Assolutamente sì, come ha detto la dottoressa Ciardi prima, se l'agenzia è arrivata in ritardo però poi come sistema Paesi Italia abbiamo recuperato il tempo con veramente italico orgoglio perché io che nel contesto della mia struttura spesso mi confronto con le altre forze di polizia anche a livello internazionale su fenomeni transnazionali perché è evidente che sia superato il concetto di confine poi mi rendo conto che anche all'estero c'è grandissima attenzione sulla policy di gestione del dato e sul rispetto della privacy e quindi questo è un elemento importantissimo ma l'esperienza che l'Italia riesce a portare nel contrasto alla criminalità, nella capacità di formare un dataset di origini e di fonti differenti è proprio provato nel senso che noi spessissimo ci troviamo nel contesto internazionale sia sul terrorismo che sulla criminalità organizzata, l'analisi che l'intelligenza artificiale ci può permettere, i cross match, gli hit con collegamenti internazionali, la capacità di individuare in tempi velocissimi convergenze internazionali, favorisce proprio questo, favorisce gli strumenti di cooperazione internazionale, favorisce il travaso di dati e mi permetto di dire che forse il controllo dell'autorità giudiziaria nell'ambito delle nostre attività di indagine è una garanzia proprio anche di tutela del dato, tutela del risultato e di verifica del procedimento che l'intelligenza artificiale facilita, questo per noi è veramente fondamentale, la centralità dell'uomo, sono d'accordissimo con il signor prefecto, è proprio effettivamente quello, il fatto di fornire poi il tipo di procedimento al dibattimento, al confronto della genuinità del percorso fatto. Ha toccato il tema della sicurezza su cui volevo interrogare il presidente dell'Adio, perché abbiamo tantissimi dati, tutta la nostra vita l'abbiamo visto, da quando ci svegliamo a dormire chiaramente la sicurezza diventa un tema chiave rispetto alla loro tutela. Da questo punto di vista come vi muovete come Trentino Digitale? La provincia di Trento in questi ultimi anni ha puntato soprattutto sulla sicurezza dei dati, prima la dott. Giardini lo diceva, i numeri sono impattanti, da questo punto di vista la provincia di Trento in ultimi anni ha innovato completamente dopo 15 anni la fibrotica su tutto il territorio. La provincia di Trento ha sottoscritto l'unica realtà in Italia, il protocollo tra la provincia di Trento e la Procura della Repubblica proprio su il progetto DATAI, ha sottoscritto un protocollo con la provincia di Trento e Confindustria Trentina proprio perché sotto un profilo istituzionale noi diamo anche quell'apporto di consulenza ma a protezione delle società che operano sul territorio. Trentino Digitale ha sottoscritto l'accordo con la Polizia Postale, abbiamo sottoscritto prima in AUS in Italia l'accordo col Polo Strategico Nazionale, stiamo collaborando proprio sulla sicurezza dei dati perché è stato detto i dati sono fondamentali e la pubblica amministrazione ha il dovere di proteggere i dati dei cittadini, sono dati della sanità, sono molto sensibili, quindi da questo punto di vista abbiamo investito tantissimo su questi due data center che abbiamo ottenuto la certificazione dell'agenzia nazionale e saremo la prima a breve, la prima in AUS, in Italia, in Italia, in Italia, in Italia, ad adottare le chiavi quantistiche proprio perché le stiamo sperimentando a protezione dei dati del territorio per cui prima parlavo dell'esempio del Trentino come un esempio nazionale, sono state fatte tante cose, tante convenzioni, tanti rapporti, abbiamo costituito un accordo di rete tra Trentino Digitale, Lepida, Emilia Romagna, l'Alto Adige, l'Alto Trentino, proprio perché eravamo troppo piccoli da questo punto di vista, quindi abbiamo creato questo accordo di rete che si chiama LCT, del cerchio dell'ICT, proprio per crescere insieme e stiamo puntando alla provincia di Trento, da questo punto di vista sta investendo tantissimo su questa digitalizzazione della pubblica amministrazione ma soprattutto sulla sicurezza del dato perché è fondamentale, proprio perché, e l'ho detto prima, l'autonomia dell'alto si difende da questo punto di vista proprio dando un territorio sicuro, pulito, ma anche, sotto certi punti di vista, efficiente, efficace e sicuro da questo momento, per cui su questo negli ultimi anni ci stiamo investendo tanto e ricordo e ringrazio la vice direttrice dell'Agenzia Nazionale perché la digitalizzazione è stata una delle poche in house nel 2022 a partecipare all'evento CyberIriup 2022, quindi abbiamo avuto l'opportunità, da questo punto di vista, di crescere perché non si trovano persone e quindi abbiamo investito tantissimo sulla formazione, abbiamo sottoscritto dei protocolli con l'Università di Trento e FBK, proprio da questo punto di vista, per crescere insieme e per dare anche delle risposte ai cittadini e alle imprese che vivono nel nostro territorio. Concludiamo con la dottoressa Ciardi, poi vediamo se c'è qualche domanda. Abbiamo a che fare con tecnologie estremamente pervasive? Con l'intelligenza artificiale mi vien da dire ancora di più perché è una tecnologia orizzontale abilitante, quindi una volta che si insedia, le applicazioni sono tantissime. Come si muovono le attività criminali in questo contesto che va ben oltre gli Stati e quindi anche il suo contrasto? Questo è un tema, direi che uno dei temi fondamentali delle moderne società digitalizzate. Sull'intelligenza artificiale poi ci sarebbe tantissimo da dire, oggi i tempi sono pochi, però l'intelligenza artificiale, lo abbiamo detto, è una risorsa preziosissima, quello citato è uno degli esempi virtuosi, ma l'intelligenza artificiale richiede anche tantissima attenzione perché è uno strumento talmente potente che richiede una costante attenzione affinché la centralità dell'uomo non venga mai meno. Noi oramai abbiamo algoritmi di intelligenza artificiale che si auto-addestrano, quindi senza nessun intervento umano riescono a migliorarsi. Ancora oggi i processi di intelligenza artificiale sono delle black box, cioè noi non sappiamo perché interrogando l'intelligenza artificiale ci venga fuori un risultato, se per esempio chiediamo, possiamo dare un prestito a questa persona, noi non sappiamo perché ci dice sì o no, quali elementi abbia effettivamente individuato, questo perché la complessità delle operazioni che avvengono all'interno degli algoritmi di intelligenza artificiale sfuggono anche ai tecnici che hanno allestito quell'algoritmo, quindi questo è un tema da tenere sempre presente, fermo restando che l'intelligenza artificiale è una risorsa preziosa per la quale non si può non competere tra stati. L'abbiamo visto anche oggi tra l'altro. L'abbiamo visto anche oggi. Detto questo, il crimine cyber, il crimine cyber oggi è un tipo di criminalità che costi-benefici non ha eguali. Pensate che nel 2025 alcuni studi stimano che il costo globale del cybercrime supererà i 10,5 trilioni di dollari, cioè se il cybercrime fosse un'economia sarebbe il terzo paese del mondo dopo Cina e Stati Uniti. Questo per dire quanto, perché? Perché è una criminalità strutturata, io non dico organizzata perché altrimenti pensiamo sempre alle nostre organizzazioni tradizionali, in realtà qui si parla di organizzazioni criminali strutturate quasi sempre transnazionali. Ovviamente anche le nostre organizzazioni criminali si sono rese conto di quanto questo sestore sia redditizio, di quanto sia a basso rischio, perché purtroppo il contrasto è ancora molto difficile e quindi hanno creato una sorta di ecosistema criminale che prevede addirittura la compravendita sul dark web di professionalità. In altri termini, se un'organizzazione criminale strutturata non ha gli ingegneri per fare un determinato attacco o non ha il malware, se li compra sul dark web a prezzi assolutamente concorrenziali ed è una criminalità liquida, polverizzata, spesso non si conoscono tra di loro, si riuniscono e lavorano su una piattaforma per un attacco e poi si separano rendendo il contrasto ancora più difficile. E poi ci sarebbe tanto da dire, ma una cosa importante, in questo campo chi investiga, chi fa contrasto ma anche chi a vario titolo si occupa di questo tipo di attacchi, e voglio dire per esempio che gli attacchi alla sanità perché sono frequenti, perché i dati sanitari sono appetibilissimi, pensate, faccio sempre l'esempio con tutte le fluttuazioni che si possono avere perché è un mercato criminale, una carta di credito vale molto meno di una cartella clinica, una carta di credito rubata sul dark web vale 30 dollari, 35 dollari, una cartella clinica viene pagata fino a 1000 dollari perché sono dati scottanti, sono dati immutabili, mentre la carta di credito la puoi utilizzare un certo numero di volte, poi la cambi, il dato sanitario no, e si presta tutta una serie di reati, sostituzioni di persone, assicurazioni sanitarie, frodi, ricatti, ci può essere di tutto col dato sanitario. Io ho visto sul dark web cartelle cliniche di bambini con le patologie psichiatriche, con i farmaci presi, con tutti i dati e ripeto non soltanto nel nostro Paese. Rispetto a questo quello che voglio dire è che è molto difficile stabilire di che tipo di criminalità si tratti, noi parliamo di criminalità to court, ma c'è una criminalità pura, come dire, la criminalità quella per fare denaro, c'è una criminalità tollerata da stati ostili compiacenti, c'è una criminalità francamente sponsorizzata da stati ostili che per esempio hanno tutto il vantaggio di interrompere servizi essenziali di un Paese considerato non amico, c'è una criminalità industriale, quella che vuole scoprire segreti industriali, segreti sanitari a vantaggio di altri Stati, è un mondo, come diceva l'amico Petronzi, molto complesso che non si può semplificare, quindi va compreso nella sua grande sfaccettatura e nella sua grande pericolosità. Dovremmo avere una domanda, abbiamo tempo per una domanda. Una domanda? C'era forse di là? C'era un tempo per una domanda. Capire in anticipo la minaccia. Grazie per la domanda, chiarissimo. Vuole rispondere dottoressa a lei? Grazie per questa domanda che è assolutamente interessante, perché noi stessi come agenzia utilizziamo algoritmi di intelligenza artificiale, non tanto per individuare il gruppo, che è un discorso un po' diverso, ma anche lì si possono trovare elementi utili, quanto perché l'intelligenza artificiale ci consente di intercettare delle anomalie talmente impercettibili all'occhio umano e per l'intelligenza artificiale sono già segnali di una minaccia, di un attacco imminente o di una progettualità di un attacco. Per cui, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, è possibile monitorare costantemente 24 ore al giorno, cosa che un operatore dell'intelligenza artificiale non si stanca, non fa i turni, processa continuamente tutto quello che le arriva, può intercettare anche elementi, ripeto, impercettibili all'occhio umano che consentono una difesa precoce. Non solo può addirittura in autonomia mettere in atto alcuni comportamenti iniziali difensivi per fermare quella minaccia incombente. Posso aggiungere un piccolissimo commento? La vera sfida oggi per tutti, quindi non solo per le forze di investigazione, ma per tutte le forze istituzionali, ma anche private, è quella di dare un volto all'anonimo, perché il pericolo di chi utilizza il modo criminale dell'intelligenza artificiale e non vengono mai scoperti, l'abbiamo sentito appena adesso dalla dottoressa Ciardi. E si può fare, avevamo studiato insieme ad altre strutture della Polizia di Stato e dell'agenzia federale americana, le possibilità di intervenire con il vecchio poliziotto, il fatto rumano, e la nuova tecnologia. E stavamo andando avanti, poi andremo avanti, andranno avanti, ma il vero obiettivo, diamo un volto, nominiamo l'anonimo. C'è la borsa giornaliere dei bitcoin, io so quanti bitcoin vengono venduti, non so a chi riferirli. Ecco, questa è la sfida che riguarda economia, società, dati sensibili, gli attacchi alla sanità sono mostruosi. Gli Stati Uniti hanno avuto una devastante situazione dopo gli hackers che sono entrati nel loro sistema. Allora, questo è dove, secondo me, lo Stato italiano deve investire, perché investendo, spendendo, riusciamo che abbiamo i migliori investigatori, i migliori agenti segreti, i migliori servizi, i migliori, i migliori, i migliori. Bene, ci lasciamo con questa riflessione che è anche un auspicio, grazie ai relatori per averci tenuto con interesse, con esperienza, raccontandoci la loro esperienza. C'è una domanda, siamo tiratissimi, purtroppo non riusciamo a farla, però potete farla a margine qua, noi siamo qua, soprattutto dovete farla loro, possiamo aspettarla. Grazie a tutti e buon Festival dell'Economia.
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