La crisi della famiglia 50 anni dopo la riforma
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La crisi della famiglia 50 anni dopo la riforma
La Corte Costituzionale affronta due sentenze contrastanti su diritti familiari, equilibrando interesse del bambino e valori giuridici. Il dibattito riguarda adozioni omosessuali e maternità surrogata, con implicazioni etiche e legali.
Un'opera di E' come, intanto, diciamo, se può ricapitolarci brevemente, diciamo, la vicenda e qual è il principio di diritto e poi anche un vedremo anche un po' un giudizio, no, rispetto a quello che può essere la prospettiva aperta da queste due sentenze. Grazie, sì, diciamo che questo incontro casca in un momento molto sensibile per il diritto di famiglia, il diritto di famiglia su tutti i giornali, cosa che non succede sempre, e su tutti i giornali non per l'intervento del legislatore ma per l'intervento di due sentenze della Corte Costituzionale che incidono però, l'una incide, l'altra non incide, tesantemente sulla nostra legge in materia di procreazione. Questo rischia di essere un po' un filo rosso della nostra discussione di oggi, il nostro legislatore non c'è, brilla per la sua assenza, poi però la società va avanti, pone nuovi problemi e i vuoti si riempiono e qui purtroppo è chiamata a riempirli la Corte Costituzionale. Due sentenze, non una, la Corte Costituzionale ha voluto tenere separate due vicende, quasi lanciando un messaggio proprio di terzi età e di neutralità, perché una delle due decisioni va in un senso, se vogliamo leggerla con lo sguardo politico, con quello sguardo abituato a distinguere tutto tra sinistra e destra, una è una decisione di sinistra, l'altra però resa allo stesso giorno è sicuramente una decisione di destra. La Corte Costituzionale è un po' stupefacente, quindi vediamo appunto di che cosa si tratta. Primo problema, la legge sulla propriezione assistita vieta in Italia di ricorrere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita appunto persone che non appartengono ad una coppia di sesso diverso, ma che cosa accade se due donne si recano all'estero in un Paese in cui invece sono ammesse alle tecniche di propriezione assistita anche persone dello stesso sesso e due donne in particolare, che cosa accade se all'esito di questo percorso compiuto in un Paese dove questo percorso è ammesso nasce un bambino che quindi è figlio di una madre che lo ha partorito e in qualche modo appunto è figlio di elezione di un'altra donna che con la prima ha partecipato a questo progetto? Ebbene il problema è aperto in Italia da qualche lustro diciamo così. La sorte di questi bambini è spesso stata affidata al caso nel senso che il fatto che venissero registrati come figli di entrambe le madri dipendeva dall'ufficiale di stato civile casualmente competente o dalla presenza o non presenza di un pubblico ministero che eventualmente impugnasse la registrazione di come figlio di entrambe le madri. Pensate che addirittura, e questo dà l'idea della follia del Paese in cui viviamo, nella vicenda in esame queste due signore avevano due figli, uno era registrato come figlio di entrambe, al secondo si è negata questa possibilità, due vicende assolutamente identiche, figli delle stesse donne. Ebbene la Corte Costituzionale ha detto che il bambino, la prospettiva parte dal bambino, il bambino ha diritto ad avere due mamme perché quel bambino vive in quella famiglia, di fatto le chiama mamma tutte e due. Qui appunto è la Corte Costituzionale che prosegue in un filone suo, cioè l'orientamento è molto costante e cioè si parte dal bene, da quello che è il bene per il bambino e questo sicuramente è un orientamento molto costante da parte della Corte Costituzionale dei nostri giudici. La quale Corte però pone essa stessa il limite a questa prospettiva perché l'interesse del bambino può anche essere tiranno nel senso che se noi diciamo partiamo dalla logica per cui l'interesse del bambino prevale su tutto, rischiamo di creare dei mostri dal punto di vista del diritto e quindi la Corte Costituzionale stessa a dirci attenzione perché l'interesse di quel bambino che è già nato prevale su qualunque altra considerazione salvo che non ci siano interessi di pari grado che possano portare a ritenere di far soccombere l'interesse del bambino ed è la Corte stessa che ci dice quando questo accade, tra l'altro quindi mettendo la parola fine a molti commenti che abbiamo visto tra ieri e oggi soprattutto commenti politici di persone che evidentemente la sentenza non l'avevano letta, la sentenza dice questo ragionamento non funziona per la maternità surrogata, non funziona per il figlio di due padri, perché funziona per il figlio di due madri e non funziona per il figlio di due padri? Perché il nostro ordinamento considera e la Corte Costituzionale dice, lo ha considerato il legislatore, il legislatore è sovrano, io non posso sovrappormi a una valutazione del legislatore, considera un male assoluto la maternità surrogata perché la maternità surrogata equivale alla vendita di un bambino soprattutto nel caso in cui il cosiddetto utero in affitto sia appunto un affitto e cioè venga effettuato a pagamento e quindi la Corte Costituzionale dice in questo caso riconoscere il bambino nato da maternità surrogata come figlio di due padri significa incentivare il ricorso a questa pratica per il futuro e quindi significa incentivare la compravendita di bambini se riteniamo che la maternità surrogata sia un tipo di compravendita. Quindi la Corte stessa mette un paletto, quindi quando ieri abbiamo letto che qualcuno ha detto ma allora questo stesso ragionamento si applicherà anche alla maternità surrogata la risposta è ovviamente no perché per la fecondazione artificiale eterologa, omosessuale e femminile l'interesse del bambino di quel singolo bambino non ha un antagonista nella maternità surrogata invece l'interesse del bambino già nato è contrapposto all'interesse che la stessa nefandezza chiamiamola così non venga compiuta in futuro. Ecco allora quindi diciamo la Corte è stata molto chiara e articolata da una parte diciamo c'è la prevalenza dell'interesse del bambino e c'è anche diciamo la considerazione di questo progetto genitoriale di questa responsabilità genitoriale, d'altra parte sulla maternità surrogata la Corte dice è diciamo il legislatore che dice che la maternità surrogata è un male. Ecco rispetto a questo forse la Corte Costituzionale non è in solitudine perché la Corte di Strasburgo la CEDU in qualche modo come dire investita della questione sia in qualche modo sottrata, la CEDU abbiamo visto come in tanti anni sia stata paladina di molti diritti di molte aperture in questo caso si è fermata è così? Esattamente così la CEDU guarda i nostri problemi sotto la lente dell'articolo 8 della convenzione sui diritti dell'uomo che è la norma che tutela l'individuo all'interno delle relazioni familiari e tutela il diritto di ciascuno di noi ad avere una famiglia ma la Corte è attenta alle sensibilità dei singoli stati e di fronte alla maternità surrogata così come di fronte al matrimonio omosessuale la CEDU ha lasciato libertà assoluta a ogni singolo stato di decidere nella sua legislazione quale siano le scelte più opportune da fare in questi temi che sono politicamente molto sensibili quindi c'è una linea di confine tra la sensibilità politica che va lasciata al legislatore e l'ingiusta discriminazione o l'ingiusta soppressione di un diritto fondamentale che invece viene tutelata dalle corti fondamentali siano esse la Corte Costituzionale o la CEDA. Professora lei ha accennato al fatto che la Corte Costituzionale e i giudici in generale si sono ritrovati in quest'ultimo caso ma questo appunto è solo l'ultimo di una serie a dover supplire diciamo le mancanze o il silenzio talvolta un po colpevole del legislatore e lo ha fatto molte volte la Corte lo ha fatto soprattutto rispetto al diritto dei bambini come ricordavamo prima ma intanto prima di lasciare la parola insomma su questa notazione volevo partire un po' da quello che è il nostro fondamento e cioè l'articolo 29 della Corte Costituzionale della nostra Costituzione scusate la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società fondata sul matrimonio il matrimonio ordinato sull'ubalianza morale e giuridica dei coniugi con i limiti stabiliti dalla legge e le garanzie per l'unità familiare. Allora questo diciamo è quanto stabilito dalla nostra carta costituzionale come è cambiata la famiglia rispetto a quello che hanno scritto i padri costituenti intanto io la trovo comunque una definizione di famiglia molto aperta perché come dire si dice famiglia si dice che appunto è la cellula base la nostra cellula base sociale si dice che la famiglia è fondata sull'uguaglianza ecco poi il legislatore ci ha messo un po' di tempo a riempire diciamo di significato di diritti reali questa definizione. Allora sì la norma è arrivata in anticipo rispetto alla società la norma si fonda su due pilastri l'affermazione del fatto che il matrimonio è il centro della famiglia non si definisce che cosa si intende per matrimonio è banale osservare che ovviamente il legislatore costituente pensava al matrimonio fra due persone di sesso diverso. Però non l'ho scritto eh? Però non l'ho scritto perché era un legislatore attento alla necessità che il testo scritto potesse essere flessibile potesse essere adattato all'evoluzione della società. Tra l'altro voglio dire che il linguaggio è molto è molto semplice, può essere capito da tutti. E l'altro pilastro è il principio di uguaglianza tenete conto che quando la costituzione è stata scritta e fino al 1975 noi oggi anzi lunedì scorso festeggiamo festeggiamo i 50 anni esatti della riforma dei diritti di famiglia quindi fino al 1975 la nostra legge ordinaria era una legge rigorosamente mi verrebbe da dire odiosamente patriarcale. Se noi andiamo a rileggere il testo delle norme che la riforma 1975 ha riformato che sono le norme del matrimonio del tempo dei miei genitori quindi non stiamo parlando di un'era geologica fa, erano norme semplicemente orrende lette con lo sguardo di oggi. Il marito è il capo della famiglia, la moglie gli deve obbedienza e sottomissione, lo deve seguire in qualunque luogo e gli decida di fissare la sua residenza. La moglie è tenuta la crescita quotidiana dei figli fermo restando che invece le scelte importanti le faceva il padre. Il marito per contro in una sorta di scambio, il marito è tenuto a mantenere la moglie però attenzione perché evidentemente si riteneva che il mantenimento avesse un po' più di valore rispetto ai compiti domestici della moglie e quindi si prevedeva un conguaglio come in ogni scambio, quel conguaglio si chiamava dote che la moglie conferiva al marito per essere mantenuta per tutta la famiglia, meglio la famiglia della moglie conferiva al marito. Tutto ciò fino al 1975 quindi vedete quanto la nostra società era più indietro della nostra costituzione, poi c'è stato il 68 anni di innovazione sociale unica, l'aria nuova è arrivata nella nostra società e il nostro legislatore il 1975 ha finalmente introdotto nella legge ordinaria il principio di ugualianza fra i coniugi. L'aspetto, il corollario di quel principio di ugualianza in relazione ai rapporti patrimoniali fra coniugi doveva essere la comunione dei beni che si sostituiva alla dote, nel Sanchire l'ugualianza anche patrimoniale indipendentemente dalle scelte di ciascuno, quindi scelte di lavoro esterno o prevalentemente esterno, interno alla famiglia o prevalentemente interno, il patrimonio doveva essere unico, entrambi i coniugi dovevano essere titolari del medesimo patrimonio, questo era il nuovo regime patrimoniale legale della famiglia in Italia. Parlo al passato perché in realtà non ha funzionato. Ma perché non ha funzionato? Perché gran parte delle coppie scelgono la separazione dei beni? Non ha funzionato per due ordini di ragioni che come spesso succede sono mescolate l'una nell'altra. La prima ragione è che si tratta di una mentalità più che di regole giuridiche totalmente strane a quella nostra tradizione che era la dote, era la sottomissione. In Italia, l'Italia era l'unico paese occidentale fino al 1975 in cui non esisteva un regime di comunione dei beni come pratica diffusa. La comunione dei beni c'era in Francia, c'era in Spagna, c'era seppur con regole diverse in Germania, c'era da grandissimo tempo in Inghilterra con regole ancora diverse, ma la logica comune a tutto il sistema giuridico europeo era la regola della condivisione. Il matrimonio è una collettività, è una sinergia anche economica, è condivisione anche di un patrimonio. In Italia c'era la dote, non voglio dire che quella mentalità patriarcale è magari all'origine di problemi che ancora oggi sono drammaticamente attuali nella nostra società, però rendiamoci conto che la separazione dei beni come nostra cifra culturale è un dato totalmente eccezionale in Europa. Non ha funzionato quindi, perché era estranea la nostra tradizione giuridica, non ha funzionato perché il legislatore italiano del 1975 era consapevole di fare una cosa che sarebbe suonata un po' strana e lo ha fatto col freno a mano tirato. Il freno a mano tirato è una regola che abbiamo solo in Italia e cioè la regola per cui si può scegliere la separazione dei beni con una semplice dichiarazione resa durante il matrimonio, cosa che appare rivoltante a qualunque giurista di qualunque altro paese occidentale. Ma come fate a fare una cosa così importante come cancellare tutto l'apparato di tutele che rappresenta la comunione dei beni con una dichiarazione che viene fatta quando ci sono gli invitati in chiesa, senza nessuno che spieghi che cosa vuol dire, senza nessuno che spieghi quali sono le conseguenze. Invece in Italia è così, ed è così perché probabilmente il nostro legislatore sapeva che era un'idea che probabilmente sarebbe stata un po' rigettata. La terza per cui non ha funzionato è che le nostre norme sono di un livello qualitativo disastroso. La riforma del 75? No, questa parte della riforma del diritto di famiglia, cioè la parte sulla comunione dei beni. Vi racconto un episodio di cinque minuti fa, abbiamo incontrato una copia di notai qua sotto, sapevano che io mi occupo di diritto di famiglia, e la notaia mi ha chiesto ma professore, ma mi dica, ma come si risolve questo problema se cadono in comunione le quote di SRL e le quote di SNC? Allora, io nella vita ho passato dieci anni a studiare la comunione dei beni, sono diventato professore universitario studiando la comunione dei beni, e io ho risposto, ma non lo so, ma non c'è una risposta, perché se io le devo dire quello che io penso, io le rispondo in un modo, adesso non voglio annoiare il pubblico rispondendo, se le dico quello che ha detto la Cassazione sei mesi fa le rispondo in un altro modo, ma il notaio uomo ha risposto, beh sì, ma quello che ha detto la Cassazione sei mesi fa però potrà essere smentito da quello che dirà la Cassazione fra altri sei mesi, e tenete conto che quello che ha detto la Cassazione sei mesi fa porta a conseguenze sostanzialmente inapplicabili e incomprensibili. Allora, i penalisti dicono che la coscienza di un reato, del fatto che un comportamento è un reato, poi viene tradotta dai codici e dai giuristi al senso comune, qui succede la stessa cosa, quella che i giuristi chiamano la conoscenza parallela nella sfera laica, tra i non giuristi che le regole sulla comunione dei beni non funzionano, è una cosa che ormai sanno tutti, e quindi lì davanti o all'ufficiale di Stato Civile o al prete del matrimonio dice comunione o separazione dei beni, no no no per carità separazione perché è più semplice, poi si fa una croce su un modulo, quella croce prende l'apparato fondamentale di tutele, l'apparato che doveva realizzare quella sinergia della famiglia come collettività anche dal punto di vista patrimoniale lo cancella, lo passa al cesto, non ne resta più niente e questo è un problema. Ecco come se ne può uscire allora da questo cul do sac? Se ne può uscire riformando, facendo una riforma da più parti invocata, un nuovo codice della famiglia che parta magari dalla riforma della comunione dei beni, creando un nuovo modello di comunione dei beni magari un po' meno ostico per la nostra gente che ancora, scusate non vi ho detto una cosa prima, dal punto di vista dei numeri questo significa che in italia ormai l'85% dei matrimonio sono in separazione dei beni, quel 15% di matrimonio in comunione dei beni sono costituiti o da coniugi stranieri che quindi non hanno la nostra mentalità oppure da coniugi che non hanno nulla da condividere quindi non si pongono il problema. Negli altri ordinamenti, guardiamo la Francia, noi abbiamo sostanzialmente copiato male il sistema francese, quindi il sistema francese è il più simile al nostro, anche i giuristi francesi si interrogano sulla crescita dei matrimonio in separazione dei beni in Francia, dopodiché però i matrimonio, questa grande crescita porta che siamo arrivati all'11% e sono i super ricchi che in Francia scelgono la separazione dei beni. Come se ne esce? Beh adottando un altro sistema, non quello francese mal copiato ma probabilmente il sistema tedesco, i tedeschi sono dei grandi giuristi. Per forza hanno una lingua particolarmente razionale, sono grandi filosofi e grandi giuristi, sono dei grandi interpreti nel terzo millennio del diritto romano che difendono con forza e il sistema di comunione dei beni che non è come il nostro, non è una vera immediata comunione dei beni tedesco funziona benissimo e tutela benissimo l'equità nella famiglia quindi questo andrebbe sicuramente fatto, poi altre riforme dovrebbero essere fatte. E cioè? Beh un'altra cosa che noi, non so, lei mi ha sfrucugliato prima su questi luoghi. Ho visto che era andati in giro a vedere, a visitare. Questi luoghi non sono neutri dal punto di vista del diritto di famiglia perché il nostro diritto di famiglia e i problemi che oggi viviamo nel nostro diritto di famiglia sono figli del concilio di Trento. Voi sapete che nelle chiese riformate si era diffusa l'idea che tutto sommato il matrimonio poteva sciogliersi, poteva sciogliersi per colpa di un coniuge, oppure dopo, più tardi, anche perché entrambi i coniugi erano d'accordo, ma originariamente era proprio la colpa a sciogliere il matrimonio. Nell'ambito dei lavori del concilio di Trento, nel concilio di Trento ci fu una feconda discussione, quando fra cardinali si parla di feconda discussione di solito volano parole grosse, in quel caso pare che si scagliarono delle sedie l'uno contro l'altro, perché c'era chi diceva che in effetti la scelta luterana era una scelta saggia perché la colpa andava punita con lo scioglimento del matrimonio. C'era chi diceva che il matrimonio invece non poteva essere sciolto per nessuna ragione perché era un sacramento. Finì con una costituzione che ha un nome improbabile, si chiama Tamezzi, perché dalla prima parola è ben sì. Tamezzi dice a un certo punto se qualcuno vi dirà che il matrimonio può essere sciolto per colpa di un coniuge e poi c'erano due lettere a-s, anatema sit. Quell'anatema, anatema sit, noi ce lo siamo portati avanti dal 1537 al 1970, ma anche nel 1970 quando il partito di maggioranza relativa, che appunto si chiamava democrazia cristiana, si è fatto imporre il divorzio e però la scomunica non l'ha voluta e quindi che cosa ha fatto? Ha introdotto uno stranissimo divorzio allora completamente eccentrico rispetto ai modelli europei senza colpa e quando nei film americani le sentivamo, adesso la sentiamo un po' meno, ma questo è causa di divorzio, questo comportamento tipicamente l'agulterio è causa di divorzio. In Italia non vuol dire niente perché si divorzia per fatti oggettivi, la separazione che allora dovevano essere tre o cinque o sette anni e poi diventati tre, adesso diventati sei mesi o un anno a seconda dei casi. Allora perché ho preso la strada così lunga per arrivare alla risposta sia perché siamo a Trento, sia perché noi non siamo stati preparati a gestire lo scioglimento del matrimonio dal punto di vista economico perché fino al 1970 il matrimonio era incindibile e quindi il coniugio più debole veniva protetto dal matrimonio stesso, non si scioglieva, basta. Quando nel 1970 il legislatore ha introdotto il divorzio a quel punto che cosa si è reso conto del problema? Cioè va bene ma se un coniugio ha fatto dei sacrifici per la famiglia poi il matrimonio si scioglie che succede. Ha introdotto l'assegno di mantenimento che era una specie di prolungamento dopo il divorzio del matrimonio dal meno dal punto di vista economico. Ma la cosa? Il giorno d'oggi non funziona più. Perché non funziona più? Ma perché nessuno vuole essere mantenuto per tutta la vita da uno con cui non va tanto d'accordo e questa è una cosa che oramai è nota a tutti, infatti negli altri ordinamenti che dal 1500 gestiscono lo scioglimento del matrimonio che poi si è evoluto senza avere l'oppressione contro riformista che invece abbiamo noi. Un po' come la differenza tra i quadri che sono lì fuori e le nature morte fiamminghe o i quadri dei pattinatori di Bruegel è un po' la stessa cosa come dire, uno si sente un po' oppresso. Noi siamo un po' stati oppressi da questo e questo assegno di mantenimento era il marchio di questo matrimonio indissolubile, ma oggi non funziona. A nord delle Alpi da tempo immemorabile quando un matrimonio si scioglie passano dei soldi dall'uno all'altro in termini di capitale e questo capitale è in qualche modo la compensazione dei sacrifici fatti durante il matrimonio e in parte dovuto al regime di comunione dei beni, allo scioglimento del regime patrimoniale, in parte invece è una compensazione, una prestazione compensativa Sente, pure la sentenza Grilli del 2017 ha fatto grande scalpore, no? L'Adove appunto la Cassazione ha detto vabbè insomma non è che bisogna garantire lo stesso tenore, se c'è indipendenza, se c'è possibilità appunto di mantenersi da soli insomma. Eh sì però un problema è capire che cosa si intende per mantenersi da soli perché la sentenza Grilli diceva autosufficienza economica significa denari per avere una vita dignitosa dignitosa significa appunto un reddito di sufficienza il che soprattutto per le famiglie di censo medio poteva essere un dramma appunto è proprio quella sentenza è stata il punto finale di un percorso cioè l'idea era il matrimonio indissolubile l'assistenza eterna va anche dopo la morte anche su questo poi magari ne parliamo un attimo quindi diventa un baluardo per l'eternità anche a favore del coniugge debole poi però il matrimonio invece nel 1970 si scioglie per un po' siamo andati avanti con un assegno che consentiva il mantenimento effettivo del tenore di vita ma poi la società quel mantenimento periodico assistenziale non l'ha tollerato più ed è arrivata la sentenza Grilli a dire ma no ma che senso ha devo dire che le vicende della separazione prima del divorzio Berlusconi poi hanno contribuito la spallata finale perché siamo pazzi un assegno di 1 milione e 500 mila euro al mese allora quindi diciamo c'è stata questa evoluzione e quindi come dovrebbe essere regolato nel nuovo diritto di famiglia visto che prima ho detto che il regime patrimoniale dovremmo copiarlo dai tedeschi il posto di divorzio dovremmo copiarlo dai francesi i francesi prevedono che al momento del divorzio il giudice attribuisca una cosa che loro chiamano prestazione compensativa a favore del coniuge che è più debole ma non è più debole per capriccio è più debole perché ha dedicato le proprie energie alla famiglia al momento del divorzio questa dedizione i feni come dicono gli inglesi cioè se c'è va compensata e questa prestazione riequilibra questa prestazione che è generalmente una somma capitale quindi una certa quantità di denaro non un assegno mensile che è il mantenimento questa somma capitale compensa dei sacrifici fatti naturalmente laddove invece il regime patrimoniale della comunione dei beni non sia una compensazione sufficiente quindi abbiamo consumato una buona parte del tempo e vorrei riflettere su due questioni innanzitutto il riconoscimento dell'uguaglianza tra figlie questa è l'unica riforma che si è fatta nel 2012 quindi per ora la sensazione che si ha per tirare un attimo le fila di questo discorso è che nel 1970 è venuto a meno seppur con cautela l'indissolubilità del matrimonio affermata nel concilio di Trento nel 1500 nel 1975 viene finalmente implementata l'uguaglianza tra i coniugi tra i coniugi nel 1975 poi però non è più successo nulla il nostro diritto di famiglia è stato abbandonato a se stesso con la società che cambiava l'unica riforma che è stata fatta nel 2012 è quella che ha sancito l'uguaglianza dei figli indipendentemente del fatto che siano figli nati nel matrimonio come si diceva allora i figli illegittimi che stava perché gli altri erano illegittimi cioè in qualche modo persino contraria alla legge quelli fuori dal matrimonio nel 2012 devo dire per merito della tenacia di un giurista peraltro profondamente cattolico che era Cesare Massimo Bianca uno dei più grandi giuristi italiani del 900 un uomo di rara testardaggine con grandi però connessioni politiche finalmente è stata fatta una legge sullo stato unico dei figli che è stata la pietra tombale sul matrimonio perché le persone ormai si sposavano in Italia solo quando avevano figli i giovani perché dicevamo che abbiamo dei figli e allora dobbiamo sposarci adesso i giovani non si sposano neppure per rendere legittimi figli perché i figli sono tutti uguali e questa è la ragione per cui l'Italia è il quint'ultimo paese al mondo per persone al matrimonio cosa che qualche cosa vorrà dire la legge sulle unioni civili, la legge Cirinna e parti invertite domani passo io con il mio libero no ma abbiamo iniziato con lo taglio là sotto con le quote di SNC e la comunione dei beni non è la mia giornata fortunata allora le leggi sulle unioni civili il nostro legislatore ha fatto una scelta molto sofferta ha finalmente introdotto una legge che disciplina le unioni civili in modo quasi sovrapponibile al matrimonio in questo quasi ci sono tre sostanziali differenze la prima è di linguaggio che non è cosa da poco nel diritto per il diritto il linguaggio è importante poi per fortuna la prassi ormai fa sì che le persone omosessuali che contraggono le unioni civili si chiamano reciprocamente coniugi mi sono sposato dico non mi sono unito civilmente ma addirittura il legislatore è diabolico cioè non parla di celebrazione dell'unione civile ma di stipulazione dell'unione civile quindi ci sono alcune differenze lessicali brutte un'altra differenza brutta ma sostanzialmente ininfluente che non so se qualcuno sa gli uniti civilmente non sono tenuti alla fedeltà reciproca cioè dal matrimonio deriva l'obbligo di fedeltà ma dall'elenco dei doveri che derivano dall'unione civile il legislatore ha malvagiamente cancellato la fedeltà la idea è messa sui linguaggiomosessuali adesso che se siano anche fedeli reciprocamente anche no o la cosa è totalmente irrilevante perché ormai anche l'infedeltà all'interno del matrimonio non ha più nessuna conseguenza per cui stiamo a discutere del nulla cosmico però è brutto la terza differenza è relativa all'affiliazione nel senso che gli uniti civilmente non possono, non vengono trattati come coniugi dal punto di vista dei figli e torniamo al punto iniziale e soprattutto dal punto di vista della possibilità di adottare figli se non, allora se ne discusse a lungo oggi la cosa pare ormai sdoganata se non facendo ricorso alla cosiddetta adozione in casi speciali la stepchild adoption che al giorno d'oggi è ammessa anche per le copie omosessuali maschili, perché ormai sappiamo che quelle femminili allora, quindi abbiamo l'unione civile e il matrimonio ma avrebbero potuto equiparare cioè il legislatore avrebbe potuto arrivare al matrimonio omosessuale? questa è una domanda interessante perché la risposta è no perché la Corte Costituzionale cioè quella Tana di Bolshevichi che leggiamo oggi sui giornali per avere consentito la maternità delle due mamme alcuni anni fa ha detto una cosa che è passata quasi sotto silenzio perché in realtà non è affatto una Tana di Bolshevichi ma è attentissima alla sua neutralità per cui quando continuava a dire al legislatore svegliati a introdurre una disciplina dell'unione omosessuale perché altrimenti lo devo fare io e si sa ormai che la Corte Costituzionale fa un secondo avviso e poi come accaduto l'altro ieri la terza volta fa lei e quindi però nel fare il secondo avviso la Corte Costituzionale prudentissima dice il legislatore dovrà introdurre una legislazione che tuteli l'unione omosessuale diversa dal matrimonio quindi la nostra Corte Costituzionale ha imposto al legislatore di non introdurre il matrimonio omosessuale cosa davvero bizzarra per cui oggi se per caso a qualche legislatore venisse in mente credo a questo ma futuro può anche essere di introdurre un matrimonio omosessuale allo stato di quella sentenza sarebbe incostituzionale bene abbiamo il tempo per una domanda perché prego spero di non essere fuori tema negli ultimi decenni abbiamo visto che le maggiori libertà portate dal divorzio, dagli anticoncezionali più facili, da tante cose hanno progressivamente portato uno sgretolamento della famiglia tradizionale e non solo in Italia ma anche da altre parti nel contempo negli ultimi decenni alcuni scienziati hanno detto che le nostre caratteristiche fisiche sono multipartner non monogame e non neanche da harem perché continuiamo a ignorare che questo declino della famiglia tradizionale ha delle motivazioni molto più interne direi dal nostro inconscio oltre che altre motivazioni economiche e di altro tipo ma io non sono così sicuro che negli altri ordinamenti la famiglia tradizionale sia in declino cioè la libertà dei costumi la propensione a unioni familiari non ortodosse secondo i canoni classici e comuna a tutta la società occidentale ma la crisi del matrimonio è una caratteristica della società italiana ripeto l'italia è il quint'ultimo paese al mondo per propensione al matrimonio negli stati uniti che tradizionalmente vengono considerati una società dei costumi molto aperti ci si sposa la propensione al matrimonio è il doppio che in italia cioè il numero di matrimoni per mille abitanti negli stati uniti è il doppio che in italia allora io non credo che la crisi del matrimonio dipenda dal dal fatto di aprire la famiglia ad aria nuova io credo che in italia dopo la crisi della famiglia tradizionale non si sia creata l'idea che possa esserci una comunità di due persone di sesso diverso ma eventualmente anche delle due persone dello stesso sesso che è legata da una solidarietà reciproca, da una comunione molto forte io credo che questo sia un peccato poi per carità magari il futuro sarà un futuro senza famiglie, non ho idea però ho l'idea che questo possa essere un po' un peccato e forse anche un problema dal punto di vista sociale, perché abbiamo visto come la famiglia omosessuale o con persone di sesso diverso in qualche modo è la prima cellula, ma è una cellula in cui c'è un progetto di solidarietà e quindi naturalmente è una società più forte delinea una società più forte bene, a questo punto noi abbiamo finito il tempo ringrazio il professor Carlo Rimini ringrazio voi che ci avete accompagnato dal concilio di Trentin poi
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