Cucinare sogni: storie di talenti senza frontiere
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Cucinare sogni: storie di talenti senza frontiere
Anna Zang e Emin Azziri condividono progetti culinari innovativi e sogni di connessione tra cultura, natura e imprenditoria.
Buongiorno a tutti e a tutti, bentornati al Festival dell'Economia di Trento 2025. Parliamo in questo appuntamento di cucina e di sogni, parliamo di culture diverse che si incontrano, che si mescolano e parliamo anche di futuro e di progetti al confine tra il mondo della cucina e quello dell'imprenditoria e lo facciamo insieme ai nostri due ospiti che sono Anna Zang che tutti conoscete, buongiorno a tutti, vincitrice della più recente edizione di MasterChef, grazie di essere qui con noi a Trento e Emin Azziri executive chef del ristorante Procaccini di Midan. Grazie a tutti. Grazie a entrambi, è bello avervi qui anche perché con le vostre storie anche personali raccontate quello che oggi possiamo guardare come un progetto che parte dalle vostre radici, dalle vostre famiglie con anche dei percorsi che sono diversi che vi portate dietro e che vi proiettano nei sogni di cui anche il titolo del panel di oggi parla. Se siete d'accordo io invertirei un po' l'ordine che si segue spesso in queste occasioni partendo un po' dalla fine, proprio dal futuro e dai sogni per capire che cosa avete oggi nelle vostre progettualità di vita, imprenditoriale e culinarie. Anna vuoi partire tu? Parto io? Buongiorno a tutti. È strano partire dalla fine comunque. Siamo al testo dell'economia, tutto può succedere. Tutto può succedere, ma anche il master chef farà così. Allora direi che i miei progetti futuri sono in due direzioni. Io ho un sogno molto grande che è quello dell'osi e dove ho raccontato più volte anche durante il programma in cui mi piacerebbe proprio riuscire in un certo senso a riconnettere l'uomo alla natura attraverso alcune attività che non comprendono solo la ristorazione, ma anche proprio attività come l'arte, ma l'arte intesa come pittura con le mani, cose che facciamo proprio in modo manuale, perché quello secondo me fa la differenza e musica inteso come strumentazione antica. Per esempio io sono sempre stata affascinata dall'arpa cinese che in qualche modo ti richiama il suono della natura piuttosto che vedevo un po' di tempo fa questo percorso che vanno fatto con dei tronchi incisi, incavati in un certo modo e il vento in base a come tirava faceva dei suoni diversi e faceva musica. In qualche modo quei suoni li ti fanno tornare all'origine, quindi un posto, un oasi, per questo il nome, un Eden contemporaneo in cui proprio torni all'origine, torni a fare quel tipo di attività, perché al giorno d'oggi c'è bisogno di tornare. Purtroppo la vita è sempre più frenetica, siamo bombardati da proprio tecnologia e non è che non vada bene, è semplicemente mezzo e dipende da come li usiamo. Spesso parlo anche sull'alimentazione, è sempre un 80-20, non è mai un 100%, quindi in questi casi magari la tecnologia sì, ma non per il 100%, bisogna ritagliarsi uno spazio per tornare alle origini. Oggi si parla molto di benessere, dello stare bene, di una longevità che sia anche una longevita sana, che sappiamo passare dalla cucina, dall'alimentazione, ma riguarda anche il nostro stile di vita. Perché parte tutto da qui e quindi in questa visione di questo oasi il mio sogno, insomma, che spero di realizzare invece più brevemente, è quello proprio di condurre un programma di cucina a scopo anche divulgativo, perché è l'informazione che cambierà. In qualche modo la conoscenza è potere ed è anche prevenzione e al giorno d'oggi c'è necessità di prevenire, perché curare a volte succede, a volte non succede, però tutti siamo in grado e abbiamo il potere di poter prevenire sapendo le cose. Il cibo è un modo di fare cultura, una cultura che si trasmette attraverso il sapore, l'esperienza, ma anche attraverso il racconto di tutto quello che ci sta intorno. Continuiamo a parlare di cucina con te, Emin, per parlare proprio di quello che stai facendo e dei tuoi progetti, perché so che hai in mente un percorso che è già stato molto ricco fin qui, ma con delle ambizioni importanti. Buongiorno a tutti, sono Emin Aziri e sono l'executive chef di Procaccini Milano, un progetto dove nasce un anno intero, scusatemi, il 7 giugno, facciamo un anno e quindi è un mio obiettivo, nel senso che oltre a essere mio è uno dei miei obiettivi andare su Milano, prendere la stella Michelin, quindi uno dei questi obiettivi di quest'anno. Poi un altro obiettivo è ritornare nel mio paese, quindi portare un po' la cultura della cucina, portare un po' quello che in questo periodo, in tutta la mia vita ho imparato, nel senso che mi hanno insegnato qua in Italia e l'idea mia è quella di portare un po' di cultura sia a livello di cucina che comunque nel mio paese siamo ancora un po' dietro e quindi questo è un po' sono i miei due obiettivi. Ecco, Emin, ci racconti qualcosa anche di come tutto è iniziato, quindi anche della tua storia, perché in qualche modo il tuo percorso parte e questo ci riporta anche all'attualità da tensioni, problemi, conflitti geopolitici internazionali che ti hanno portato poi a spostarti, ad arrivare qui in Italia. Ecco, ci riassumi un po' la tua storia. La mia storia è difficile, però parto da una famiglia no umile di più, nel senso che l'idea dopo la guerra e dal Kosovo e soprattutto mio padre e mia amma avevano in testa di portarci in Europa, quindi prende me e mio fratello, che comunque nel 2002 io avevo sette anni, quindi ancora no piccolo di più e come tutti fanno il tragitto, io l'ho fatto a piedi, chi lo fa con la barca e quindi dal Kosovo parti piano piano, dopo una settimana arriviamo a Trieste, dove ben o male adesso è la mia casa e con mille difficoltà, come tutti all'inizio, nel senso che comunque la difficoltà di entrare in un paese nuovo dove non conosci nessuno, quindi la difficoltà anche a livello economico, poi come tutti fanno la richiesta dell'asilo politico e da lì un po' passano sette otto anni dove richiedi sempre questo permesso, dove mio padre comunque lavorava, sono comunque una bella famiglia e vedevi comunque un'altra cosa che secondo me era un po' sbagliata, il fatto di vedere tutti che prendevano i documenti e la mia famiglia no, wow, e dentro me dicevo, cavoli, come mai questo? Passano gli anni, poi ben o male il mio sogno era diventare chef, cuoco, nessuno nella mia famiglia che lavora in cucina e quindi mano a mano che finisco le scuole vado da Miami e gli dico guarda io voglio fare il cuoco o il calciatore il cuoco come tutti, da lì poi Miami giustamente siamo una famiglia umile quindi il suo sogno, il primo maschio di casa o avvocato dottore, per lei non esiste, quando sono andato a dirgli guarda voglio fare il calciatore no, non ha senso, non studi, ti ho portato qua in Italia per studiare e quindi questo, cerco di convincerla a fare il cuoco giustamente perché comunque questa era che mi piaceva, solo che giustamente in tutte queste scuole i peggiori di tutte le scuole si riuniscono nel alberghiero e convinco mia mamma, va bene, il primo anno il professore di cucina mi prende male, non so il perché e quindi guardi come va, mio figlio, il suo figlio non farà mai questo mestiere, torno a casa, mamma come è andata qua, guardi il professore di cucina dice no, va bene e quindi dico ok non perdo l'anno, finisco la scuola e poi faccio quello che vuoi, da lì poi invece mano a mano vedevo che mi piaceva, mano a mano vedevo che comunque ero portato per quello, ad oggi sono solo portato per quello perché poi su altre cose no, finisco l'alberghiero, inizio a lavorare nel mondo della ristorazione, quindi nella mia testa c'è sempre stata il raggiungere un obiettivo, cambiare vita ai miei genitori, quello che mi faceva andare avanti, quello che mi fa tuttora andare avanti e raggiungere certi obiettivi perché comunque parliamo di un mestiere molto difficile, sei sempre in cucina soprattutto quando inizia a entrare in certe cucine importanti dove non vedi mai una luce, non vedi mai una fine, sei sempre dentro di cucina e lo stress, poi comunque la tua vita privata, lì fuori, quindi però il mio obiettivo era quello di cambiare vita ai miei genitori e quindi da lì in poi ho iniziato a lavorare con grandi chef. Ecco ci hai raccontato di quanto sia forte anche il legame con la tua famiglia, con il tuo territorio di origine, che tipo di eredità ti sei portato dietro e che cosa magari ti piacerebbe restituire? Allora io nel senso che comunque mi ero molto fortunato perché comunque in tutto questo tragito adesso parliamo di un percorso dove è finito in bene nel senso che sono riuscito a arrivare a certi obiettivi che mi sono messo davanti e i miei genitori sono tranquilli e questo era un po' il mio obiettivo. Vedendo un po' perché comunque io rimango sempre costovaro quindi sai le mie origini, l'idea mia è quello di dare una mano, quello che non sono riuscito io a avere da piccolo è proprio quella di dare qualcosa in più ai miei giù nel mio paese per cercare un po' di aiutare nel mio piccolo. Grazie e complimenti per il tuo bel percorso. Ecco forse la tua storia così come quella di Anna sono storie che raccontano di unione, di culture, della possibilità anche di creare forme di dialogo, di rapporti, di relazioni tra parte del mondo diverse. Ponte poi so che a te Anna piace molto parlare di cucina fusion. Non è vero perché prima gli ha detto che è una parola che odio quindi mi sta stuzzicando. Però come le metti insieme le tue origini della cucina, della cultura dell'Asia? Io poi sai parlare di origini nel mio caso un po' è differente perché io sono nata qui quindi per me è per quello che odio la parola fusion, per me non c'è il fusion, io sono nata con le melanzane alla soia, l'origano perché mia madre per esempio le erbe armoatiche, l'origano e il basilico le mette ovunque e non manca mai il parmigiano a casa, l'olio extravergine. Io ci sono nata in questo quindi un po' anche rilacciandomi a quello che diceva ieri Chef Locatelli, cioè il futuro della cucina italiana è contaminata ma noi arriviamo da cucine contaminate. E che adesso ci mettiamo più attenzione, ci poniamo più attenzione perché stiamo parlando di cucine molto distanti tra di loro, stiamo parlando di Italia e Asia e Cina che sono totalmente il lato opposto del mondo ma la cucina mediterranea non arriva solo dall'Italia, arriva da tutti i paesi che toccano il mediterraneo e questa è una delle cose che spesso quando si parla di fusion sembra che stiamo mettendo insieme in modo forzato due cucine ma non è così, è il ponte tra culture, c'è sempre stato, è una cosa del nostro passato, del nostro presente, del nostro futuro, è che ci sono dei mezzi al giorno d'oggi tra cui la tecnologia che ci rende sempre più distanti e quindi in qualche modo la cucina può essere il mezzo invece per riavvicinarci quando ci sentiamo in un certo senso poi distanziati anche perché un po' come dicevamo prima intranos io sono convinta e non sono l'unica che lo dice per esempio una delle maggiori esponenti in questo senso è Alice Waters non so se avete visto adesso è uscito anche la sua puntata su Netflix lei è la pioniera del chilometro zero perché perché le verdure mangiate appena raccolte in un certo senso ti danno del pensieri positivi ti caricano di energia e l'essere umano mangiando bene è contento è felice è meno stressato è meno nervoso è meno arrabbiato no in un certo senso ora non è per fare polemica ma stiamo un po' raccogliendo secondo me poi io sono natale nel 91 ma insomma mai voglio andare contro a chissà chi istituzioni però il confezionato sono le merendine che ci stanno portando in un epoca anche di così tanto stress perché non facciamo più niente con mano andiamo a comprare al supermercato le buste le apriamo dentro all'insalatiera via giriamo pronta l'insalata ma come dicevo prima cioè raccogliere una ciospa di ciospa ogni tanto escono alcune parole un po così nel dialetto però raccogliere la lattuga e mangiare quella lattuga e mangiare una busta di insalata cioè se noi le mangiamo le mangiamo separatamente perché magari uno la mangiamo al ristorante l'altra la casa via la busta di insalata se le mangiamo una dietro l'altra ci accorgiamo quanto la busta di insalata non sazzi non ci soddisfi a differenza cioè io lo vedo anch'io abbiamo comprato tantissime di buste quindi figurati cioè me ne sono proprio resa conto di questo ma anche perché il confronto che ci fa rendere conto tante volte no dico sempre noi possiamo scegliere dove porre l'attenzione ora tutto è fatto di 80 20 non è mai il 100% quindi è chiaro il giorno d'oggi noi lavoriamo tanto abbiamo poco tempo rispetto a una volta perché facciamo lavori che non sono in casa non no sempre meno casalinghe sempre meno anche uomini che che che che lavorano vicino casa per tornarci a pranzo tutti noi siamo abbiamo questa vita frenetica però possiamo scegliere nell'ottanta di mangiare in un certo modo e nel venti nell'altro cioè il fatto per esempio che noi stiamo comprando le carote tagliate a rondelle sotto vuoto cioè a me sembra una cosa assurda perché tanto ci venti allo stesso tempo da prendere la confezione a buttarle in padella un filo d'olio a rosolarle a sto punto cioè peli la carota fresca la tagli e una mia amica quando io una volta le ho detto una cosa del genere che lei veramente tutto solo confezionato ma sai che le ho fatte le carote erano buonissime perché le hai fatte tu con le te mani cioè non è una scoperta perché quella carota arrivava da chissà dove cioè nel senso no poi è anche vero che poi quando che ne so il fatto di ultimamente per fortuna stiamo tornando anche sul comprare dall'ortofrutta ma perché perché quando andiamo al supermercato poi anche io ero così ero così scegliamo sempre la zucchina più bella la lattuga più bella e quindi no due minuti di girare di girare vedere se questo è più bello dell'altro perché è una vetrina di fatto e va bene va bene anche che siano queste vetrine perché servono in alcune situazioni ma l'ortofrutta quando vai dal tuo fruttivendolo cioè il pomodoro può essere anche un po' ammaccato che è buonissimo lo stesso e quindi secondo me in questo senso riusciamo anche a dare più attenzione a quello che al giorno d'oggi è sempre più ricorrente la parola sostenibilità no e l'antispreco l'antispreco arriva anche da questo perché nel momento in cui scartiamo i brutti ma buoni e già stiamo sprecando perché quante volte andiamo al supermercato e vediamo la frutta che hai i moscerini è tutta ormai marcia e quindi poi il giorno dopo per un carico nuovo è tutto splendente ma quella lì va buttata e allora siamo noi che facciamo queste scelte che diciamo questo no e questo sì come dicevi Anna ogni momento storico forse riflette anche delle esigenze delle opportunità tecnologiche sì esatto il momento storico che stiamo vivendo d'oggi è il risultato di 10 anni fa delle scelte di 10 anni fa tutto no purtroppo non si vede subito è chiaro perché se noi come tutte le cose in tutti gli aspetti nella vita anche nel lavoro se noi pensiamo di fare una cosa ed essere gratificati il giorno dopo come anche nello sport perché si vuole costanza perché il risultato non arriva il giorno dopo in questo caso soprattutto in un sistema così grande come quello dell'alimentazione si vede tra 10 anni tra 20 e come cambiano no e l'e-swater se la per esempio il chilometro 0 l'ha portato nel suo ristorante cioè tra l'altro negli anni 90 e noi ne siamo sentiti parlare adesso qualche anno la sostenibilità è uno dei grandi trend di questi anni insieme anche ad altri tipi di sensibilità delle persone nei confronti del cibo penso alle scelte alimentari penso a diete particolari eccetera ecco in che modo due persone come voi che lavorano nell'innovazione all'interno del mondo del cibo si pongono verso queste queste sensibilità queste attenzioni come si riflette tutto questo nel vostro lavoro nel mio per esempio io faccio un posto indietro voglio tornare perché se parliamo di sostenibilità per me è tutto ciò che è raccolto con le mani quindi se non lo posso raccogliere io vado da chi lo raccoglie e quello che è raccolto fei fatica quando lo vedi a dire questo no questo sì capito perché sono belli uguali perché arrivano dalla stessa pianta è proprio una questione anche di energia di vedere le cose con i nostri occhi dal vivo no e sentirli quindi per me è fare un passo indietro è il ciclo della vita è così quando no si arriva a un punto si torna sempre bisogna sempre tornare un attimo indietro perché sicuramente se è da lì che nasce il mondo c'è un motivo ripartire dalla scelta degli ingredienti ripartire dall'origine ogni tanto secondo me quando si va tanto avanti poi c'è sempre bisogna di riatingere le origini perché noi nasciamo delle origini grazie anna emin dal tuo punto di vista come come sta cambiando il modo di di costruire un piatto un menu ma allora adesso parlo di me nel senso che comunque quando vado a creare un piatto quando vado a creare un menu l'idea è quella proprio di guardare un po la stagionalità ok il vedare vedere cosa in questo momento ci offre la natura il puntare tanto almeno nella mia cucina sulle verdure quindi questo e poi cercare di far meno scarti possibili quindi dal organizzare più cose e far meno scarti questo è un po la mia cucina in questo momento ecco oggi la cucina è quello che accade in cucina ma è anche un modo di fare narrazione di portare il proprio lavoro al di fuori utilizzando le vie di comunicazione più varie tu anna hai appena pubblicato il tuo primo libro hai un'attività social sui social importanti anche tu e mi ovviamente sono anche in occasione come queste no il raccontare quanto oggi il mestiere di chi cucina sogni come voi e avviene anche al di fuori della cucina stessa ma allora e magari stai sempre in cucina non lo so no ma ad oggi da una parte più facile da altra parte comunque bisogna nel senso ci sono tutti i social cioè sono persone magari che ti ti affidi a loro e ti guidano quindi ormai o stai al passo con il tempo e con tutte queste cose che comunque deve essere una cosa di d'aiuto ok per me questo grazie anna ma sicuramente il mezzo di comunicazione è importante cioè il fatto di riuscire a dare le informazioni su quello che si sta facendo in cucina ma anche nei dintorni di cucina perché poi noi quando parliamo di cucina lo colleghiamo subito al mestiere da chef da cuoco c'è tutto nintorno della cucina non è solo quello no per esempio io che sono uscita adesso da un talent culinario spesso mi chiedono ma adesso quando apri il tuo ristorante ma innanzitutto non sono pronta da aprire un ristorante perché il mestiere da chef come diceva anche emin è molto duro è tanta dirizione tanto sacrificio e sicuramente io non sono una chef cioè sono ho vinto un talent culinario ma sono una cuoca amatoriale prima di intraprendere una figura professionale come quella dello chef devo fare comunque le mie esperienze devo lavorare devo studiare innanzitutto imparare anche delle sicuramente delle tecniche culinarie che ancora non ho quindi c'è un percorso da fare però sia questo che parlare di cucina quindi in termini di conoscere non solo il piatto ma gli ingredienti è un altro mestiere è sempre cucina che è un po' quello che io sognerei poi di riuscire a fare di riuscire a portare perché conoscere le cose te le fa apprezzare no al giorno d'oggi qualcosa si è anche inserito nelle nostre cucine senza che noi ne ce ne accorgessimo non so l'avocado l'humus piuttosto che però magari una volta l'humus cioè uno diceva ma cos'è l'humus ormai ormai sappiamo tutti la cottura bassa la cottura bassa temperatura di cosa si tratta che tra l'altro è una cottura che fa benissimo c'è un modo in cui i ristoratori stanno cuocendo le carni e le proteine che fa bene e tiene no tutte le proprietà argonaletiche e lo sappiamo tutti ma perché perché ne parlano quindi secondo me il social per esempio in questo momento è importante però sta prendendo una direzione un po' forse fuori tema cioè noi vediamo più piatti che altro sono tutti i piatti bellissimi io stessa faccio i piatti sto facendo dei contenuti per instagram su piatti belli però mi sono anche rendendo conto che però le persone vedono il piatto bello ma non vedono le tre ore di preparazione che c'è dietro tutte le padelle sporcate piatti le salse in giro invece c'è bisogno di vedere anche quello quindi ho deciso adesso che farò i contenuti dove farò vedere anche quello perché in un minuto vedere che il piatto è così bello fantastico non è realistico e soprattutto non dà nemmeno la giusta importanza ai mestieri che facciamo come content creator e come chef e soprattutto non si passa giusto il messaggio che dietro quei piatti ci sono tantissimi fallimenti ci sono tantissimi tentativi e quando noi siamo bombardati di cose belle da vedere abbiamo sempre più paura poi di non riuscire a farle e prendiamo di stacco da queste cose tante volte mi chiedono no ma io tu i piatti non li fai non riuscirò mai ad arrivare ma io sono cioè io non ho studiato come lui arrivo veramente da la cucina di casa quindi se ci sono arrivata io ci possiamo arrivare tutti nel senso però ci sono tanti tentativi dietro cioè l'unico posto dove è buona la prima è masterchef ve lo dico lì proprio sono i quei 45 minuti e non ci sicuramente non ti danno un'altra possibilità di piatto però nelle nostre mura casalinghe noi dobbiamo provare quando se vogliamo intraprendere anche so anche che chi sa quante volte avrà provato riprovato riprovato ma forse n volte neanche no misurabili certo confermi perché poi sembra va beh tante volte c'è anche lo chef quando dice no perché è un lavoro duro stressante noi non capiamo veramente quanto è duro e stressante quanto lo sia ma è stressante perché a volte non viene capito cioè quindi una parte di questo stress avviene anche dal fatto che le persone ignorino o perché non lo sanno perché non c'è divulgazione su questo su quanto realmente c'è sacrificio poi dici sì va beh tutti comunque fatichiamo perché lavoriamo fatichiamo nel nostro mestiere è vero ma il mestiere dello chef è un mestiere di dono la cucina è un donno è il donarsi agli altri il fatto di lavorare anche in orari che non sono orari in cui un essere umano dovrebbe essere sveglio perché dalle 4 5 di pomeriggio derivante dalle mie della mia cultura asiatica si dice che il corpo umano comincia a chiudersi cioè lo chef che va a dormire a mezzanotte l'una se gli va bene ma se no alle tre di notte e questo è tutti i giorni ragazzi non riposa come non è un essere umano normale che va all'ufficio e fa gli orari all'ufficio e quindi loro dedicano una parte della loro vita a noi ai clienti grazie importante sottolinearlo anna e mi vorrei riportarvi un po anche verso il titolo di questo panel che fa riferimento alle frontiere noi siamo in un momento storico sono lo si sta ripetendo un sacco di volte anche in questi giorni qui a trento in cui ci stiamo un po rendendo conto che il modello globalizzato del mondo non sta funzionando come si è immaginato un certo punto sappiamo insomma delle tensioni geopolitiche internazionali delle difficoltà di comunicazione prima parlavi della cucina come esperimento allora mi è venuto in mente che tanto il mondo culinario come quello scientifico sono forse i mondi in cui si riesce più facilmente a creare collaborazione comunicazione tra aree del mondo diverse popoli culture differenti ecco secondo voi la cucina può essere una via tu dicevi prima di ponte in particolare tra italia e mondo asiatico può esserlo in generale può dare una mano e come chi fa il vostro mestiere che anche alla fine una responsabilità nel senso culturale no che manda un messaggio alle persone come si può dare una mano ma allora e vi racconto questo aneddoto io ero lavorato al nome di copenaghen ok per cinque anni è stato il ristorante migliore al mondo ok quando il primo giorno sono entrato dentro eravamo i tre italiani e poi aveva a che fare con qualsiasi persona e lì e lì capisci che effettivamente eravamo in sessanta in cucina e tutti lavoravano insieme per arrivare allo stesso obiettivo quindi lì capisci che comunque la cucina è proprio ti dà il senso di di unione perché comunque alla fine è una squadra grazie mi anna io penso che la scelta no di dire che siamo poi scelta siamo popolo differenti perché nasciamo in paesi diversi ma se noi pensiamo a dove nascono gli ingredienti noi non pensiamo che gli ingredienti no devono fare ponte tra di loro cioè non è che l'ingrediente cresciuto nato di qua è diverso quando invece intendiamo le persone noi diciamo che siamo diverse perché c'è un problema qua perché non è che siamo diversi noi semplicemente nasciamo in zone differenti del mondo ma come la natura d'altronde è così no e quindi se noi riusciamo a riconnetterci con la materia prima in generale quindi a da non anche quasi non non dire solo capito i nostri prodotti sì è vero dobbiamo valorizzare i prodotti del nostro territorio ma lì è un prodotto del nostro territorio non è nostro ok quindi dove dipende appunto anche dal clima delle condizioni del territorio il territorio è terra è mondo quindi ognuno poi valorizza i prodotti del proprio ma non è che l'altro è diverso come dire no vabbè il mio sì il tuo no bisognerebbe proprio fare ponte tra ingredienti quindi cercare come stanno d'altronde cioè l'avocado non asce qua ma adesso lo stanno piantando insieme adesso perché io sono spugna quindi quando sento alcuni modi di parlare che mi piacciono l'introduco nel mio linguaggio e l'avocado non nasce in sicilia adesso lo stanno ci sono varie piantazioni l'avocado di fatto è cile no paesi esotici tra l'altro per esempio lo consumiamo tantissimo ma è una pianta che ha bisogno di 65 litri d'acqua al giorno ok su sempre netflix perché per esempio quello che diciamo prima la comunicazione è importante quindi anche i social mezzi di comunicazione a giorno d'oggi sono importanti tra cui netflix ha una serie di documentari stupendi rotter rotten mi sembra e una delle puntate di questo parla proprio dell'avocado c'è 65 litri d'acqua al giorno sono tantissimi noi l'abbiamo introdotto nella nostra dieta quotidiana tra un po io sono la prima sono un amante dell'avocado però adesso ci sto pensando di più a comprarne probabilmente una settimana che a mangiarne uno al giorno perché perché l'avocado in cile per esempio c'è un discorso proprio anche politico chiaramente commerciale lì chi distribuisce l'acqua è lo stesso che la dà all'avocado e non la dà le persone ok quindi c'è una scelta in quel senso perché l'avocado produce soldi e le persone no e queste sono tutte cose che però l'avocado è entrato nel nostro c'è già da fruttivendolo che vende prodotti del nostro territorio ma di fatto l'avocado non ende il nostro territorio cioè almeno per lo meno insomma pochi avranno quelli siciliani perché se no la sicilia già è secca già è a poca acqua immagino che lì non la danno all'avocado piuttosto che le persone no e quindi in questo senso c'è il ponte tra culture c'è di natura perché basta essere curiosi a provare fare brigare e se riusciamo a in questo caso l'avocado magari no però a introdurre come le spezie la paprika la cannella la curcuma sono tutte spezie che non è che le vediamo qua non nascono qui però se noi ce le abbiamo nella cucina già quello è un ponte se le utilizziamo già nelle nostre cucine casalinghe è un ponte e quindi apriamo questi limiti soprattutto innanzitutto dagli ingredienti perché allora lì non vedi più la diversità di chi li consuma del popolo di culture diverse io parlo così perché appunto ripeto sono nata col melanzane d'osso io io rica quindi cioè io questa differenza non l'ho mai vista partendo proprio dagli ingredienti in qualche modo se tutte le figliere alimentari si adattano anche per regole di mercato ai desideri no delle persone si ma poi sai sempre di più adesso io per esempio che sono figlia di una seconda generazione un po penso che insomma sappiate nella mia storia che ha seguito master cioè se no altrimenti un po in breve ve lo spiego i miei genitori sono venuti in italia per avere me hanno scelto l'italia come paese per farmi nascere perché in cina c'era la legge del figlio unico io sono una seconda genita in un viaggio all'anniversario in qualche modo sono dalla costa d'autora sono arrivati in toscana che era uno dei due punti dove c'erano la comunità di cinesi hanno visto l'italia chiaramente se ne sono innamorati e anche in una visione come i suoi genitori di un futuro migliore tra virgolette ma in termini proprio di benessere perché qua c'è la dolce vita c'è ma si respira quest'aria non è che uno lo deve per forza vedere alla forta dei marmi e quindi sono tornati in cina in sei mesi hanno fatto valigie bagaglie tutto perché entrambi lavoravano sotto stato quindi figura tira disonore se mai pur capitasse una cosa del genere per non la famiglia stessa ma anche proprio tutte le persone circostanti hanno deciso di venire in italia poi sono nata a milano perché c'era l'altra parte della comunità dove comunque c'erano anche più settori in cui no immettersi e dico sempre magari anche un po differente da emil la mia è una storia d'amore è una storia di è una storia da felice io perché sono nata qua io non ho dovuto attraversare fare quindi la difficoltà l'hanno un po vissuta i miei in un certo senso perché arrivare in un paese dove tu non conosci assolutamente la lingua ragazzi c'è una cosa spaisata ciò ti trovi veramente in un e soprattutto in in un in una generazione che quando veniva veniva per lavorare non veniva per godersi la vita per mangiare la pizza buona e lo spaghetti al pomodoro fatto da mamma rita cioè capito veniva e lavorava come si diceva detto a manetta in quel senso lì uno non poi non è che va a fare la scuola al corso di lingue e quindi un po da un certo punto di vista non si sono goduti le circostanze che noi invece secondo generazioni o comunque giovani che sono immigrati abbiamo la fortuna di fare quindi in questo senso poi appunto io sono nata in italia sono cresciuta con mia madre che per forse io dico sempre la mia fortuna è stata lei e mio babbo ma mia mamma di più scusa papi però perché mi ha proprio cresciuta in un ambiente di culture con di ponti tra culture il pomigiano io me lo ricordo da sempre nel mio frigo cioè la pianta di basilico vicino a quella del coriandolo sempre le baci bollina e l'origano sempre capito quindi in questi termini non mi sono mai sentita diversa poi chiaro mi sono sentita dire che ero diversa dagli altri soprattutto quando sei bambino cioè chiaro no mamma mamma la cinese la cinciulla quale assaggio ci sto al giorno d'oggi è già discriminatorio e razzismo all'epoca cioè figurati se la mamma diceva no sei razzista no anche la madre gli anni passano non ci ho mai fatto l'abitudine perché per me era veramente strano sentimi dire queste cose poi mi sentivano al telefono no e si faceva l'appuntamento nome anna poi mi vedevano ma sei tu anna sì sono io anna ma parli italiano meglio di me ma sono nata qui perché lo devo parlare diversamente capito quando mi dicono parli in italiano perfetto meglio di me quasi ma sono nati nel paese cioè io ho scritto anche tante volte scrivo di ari quindi il libro è stato uno dei miei sogni da fin da bambina però gli direi questo quindi io sono nata in questo e questo è quello che portato master chef grazie anna allora abbiamo ancora qualche minuto se ci sono delle curiosità possiamo anche raccogliere volentieri un paio di domande prima però volevo andare da emin questo panno si chiama cucinare sogni c'è invece qualche incubo culinario che hai nel nel nel modo in cui vedi non so l'uso degli ingredienti una ricetta che proprio non riesci a sopportare la tua nemesi culinaria no ma incubi no dai su a livello di cucinare no su questo no no qualche bufala sul cibo che ti fa arrabbiare no no no no no solo cose belle quindi cucina sì dai cucinare se che è un bel messaggio non da poco c'è qualche domanda qualche curiosità direi di no allora facciamo e perché abbiamo parlato di un sacco di cose anna mi raccontavi prima insomma che hai scritto ovviamente nel giro di poco tempo il tuo primo libro ecco ci racconti ci racconti un po come mettere insieme le idee in un in un prodotto editoriale che possa piacere funzionare devo dire che è stato è stato bellissimo per me perché mi dilungo molto a parlare e quindi anche a scrivere quindi sono trovata quando ho cominciato a dire alla casa di trici a vorrei scrivere questo questo questo mi fa anna le pagine sono queste cioè il libro di master che è sempre stato da totale di pagine quindi guarda te ne possiamo dare venti in più ma non è che adesso puoi fare un un coso no un mattone e quindi io tra l'altro sapendo della vittoria insomma noi lo sappiamo da un po non è in diretta master chef quindi sapendolo da un po sai quando sai tanto tempo si madonna tempo tempo tempo poi in certo punto mancava un mese e mezzo forse mi devo un attimo mettere il primo libro mese e mezzo e alla fine che a casa editrice mi chiama il mio edito mi fa anna ma allora come sei messa sai che mancano 21 giorni no come sei messo si dai lascio inizio perché insomma è giunta l'ora penso che devo iniziare no e mi fa come devi iniziare un mese e mezzo ce la faccio no ma mancano 21 giorni quindi dico sempre che con questo libro io ci ho dormito e non dormito tantissime notti perché la mia fortuna è stata che ho una nota dal 2017 proprio nota sul telefono dove mi segno un sacco di ricettine magari di più che di ricette di ingredienti di sapori che voglio unire o che ho assaggiato che mi sono piaciuti e quindi tanto deriva da quello non tantissimo ma insomma una buona parte e poi la maggior parte deriva da una fortuna penso di avere che non so adesso poi voglio sapere anche da Emin perché la mia fortuna è che io vedo i piatti quando creo le ricette vedo i piatti vedo i colori dei piatti quindi io parto da lì parto dai colori che voglio mettere nel piatto un po perché sono amante anche dell'arte dell'impressionismo quindi sono molto sui colori vedo prima quello e poi ci costruisco sopra la ricetta e con gli ingredienti che voglio usare le consistenze che voglio dare e quindi in qualche modo è successo tra l'altro hanno avuto a un certo punto tipo gli ultimi 4-5 giorni io continuavo a mandarmi la bozza e continuavo a rimandarla con i cerchietti rossi perché come mi si è visto in massa c'è sono una precisa che forse a volte rompo e quindi tipo a tre giorni dalla propria la mi la mandata in pubblicazione non me la non me l'hanno più rimandato e mi fa sì per forza perché hanno paura che lo rimandi fino all'ultima sera in un certo punto la stampato ma anche per le immagini cioè perché volevo che fosse proprio anche se il primo libro è la prima creatura è emozionantissimo volevo che fosse anche immagini perfette e poi devo dire che è stato un super lavoro proprio anche livello di fotografia perché fotografo bravissimo un fotografo d'arte tra l'altro avuto la fortuna che fosse il primo progetto che faceva per master chef anche casi di trice super collaborativi quindi però posso dire che sto pensando a un secondo già sì mi è piaciuto talmente tanto poi ho talmente tante cose da dire che cioè almeno lo dico nel mio libro così è una buona soluzione di vivere in più libri grazie a nna e abbiamo poco più di un minuto però ci tenevo a chiederti un ultima cosa visto che tu hai sei passato per le cucine di tanti grandi ristoranti hai visto immagini tanti colleghi anche di diverse età ragionando su chi vuole iniziare una carriera come la tua cercando di fare anche proprio la differenza e distinguersi c'è qualche consiglio che daresti e che nel modo di lavorare in cucina oggi è importante teneramente ma allora il consiglio è quello di avere la passione e tanta dedizione perché ad oggi soprattutto adesso i giovani entrano in una cucina hanno la possibilità di entrare anche in grande cucine prima io avevo paura di perdere il posto magari perché comunque mentalmente era diversa cioè ci tenevi al posto ci tenevi a crescere adesso il ragazzo di oggi entra in cucina dopo due giorni va via se non momento dove se non funziona a cambi lo butti quindi non dando proprio il senso alla vita invece a un ragazzo cosa posso dire dedizione partire da zero inizia a studiare e far tante esperienza però esperienza seria nel senso non dopo due giorni lasciar il posto cambiare e non dare un senso alla vita perché alla fine quello ma ma ad oggi soprattutto con i tiktok troppi pensano già di essere il canavaccio il caracco quando dietro c'è c'è un c'è da fare tanto ecco perché noi adesso vediamo lo chef in tv ma prima ha lavorato ha fatto le sue esperienze ha fatto tutta una sua gavetta importante per arrivare a un posto così importante ecco insomma serve il talento ma anche la dedizione e la costanza grazie allora è Emina Ziri, Anna Zhang, grazie a voi vi ricordo che ci sono disponibili le coppie del libro di Anna se vi fa piacere e buon proseguimento con il festival dell'economia buon pranzo e grazie a tutti
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