Cerimonia inaugurale
Incorpora video
Cerimonia inaugurale
Il Festival dell'Economia di Trento celebra 20 anni e il 160° anniversario del Sole 24 Ore, unendo scienza, cultura e sviluppo sostenibile per affrontare i grandi temi del presente e del futuro.
La Presidente del gruppo 24 ore Maria Carmela Colaiacovo il Rettore dell'Università di Trento Flavio Deflorian L'amministratore delegato del gruppo 24 ore Federico Silvestri Federico Silvestri Federico Silvestri Federico Silvestri Il sindaco di Trento Franco Ianezelli E l'amministratore delegato di Trentino Marketing Maurizio Rossini Ben arrivato anche a lei. Allora, partiamo col direttore, ti ho voluto vicino, perché io direi che è interessante presentare il titolo di questo evento che ha ricordato Marta all'inizio, rischi e scelte fatali l'Europa al vivio. Avete usato una sfera di cristallo quando avete deciso questo? Intanto devo dire che la scelta è stata collettiva, è una scelta che ha fatto l'advance board e l'advance board questa volta ha lavorato davvero collettivamente, ognuno ha messo un tassello e alla fine è saltato fuori il titolo, lo abbiamo fatto nell'autunno scorso, penso di poter dire senza timore di smentitità che abbiamo azzeccato, ma aggiungo anche, e poi la chiudo qui perché sono tanti interventi e quindi non voglio annoiare il pubblico anche perché dopo ci sarà il sempre straordinariamente interessante intervento del Cardinal Lavasi e quindi dobbiamo essere tutti attrezzati alla bisogna, beh le cronache degli ultimi mesi e delle ultime settimane mi permettono di dire, ripeto, senza timore di smentita che quello che è successo è andato al di là di quello che immaginavamo, lascio a voi l'opinione se nel bene o nel male, ma diciamoci la verità, ne stiamo vedendo di tutti i colori e occasioni come questa del festival dell'economia di Trento sono un'occasione di carattere straordinario, l'ho detto l'anno scorso e lo ripeto, Trento, Caput Mundi in questi giorni abbiamo qui un tasso di conoscenza del mondo davvero significativa a disposizione dei Trentini e anche dei non Trentini. Cogliamo l'occasione, la stiamo cogliendo, oggi la giornata è stata davvero entusiasmante e sono assolutamente certo che lo saranno anche le altre in programma venerdì, sabato e domenica come da tradizione. Grazie a tutti per la partecipazione. Grazie al direttore delle 24 ore di Radio Corre di Radio 24, sono un po' autoreferenziale ed di Radio 24, a ragione. Passiamo al presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugati, allora abbiamo detto ventesima edizione, questo festival ha sempre saputo cogliere i grandi temi dell'attualità, viviamo in un contesto geopolitico sempre più complesso e anche le amministrazioni a ogni livello sono chiamate a compiere delle scelte proprio in relazione a questo mondo che ci circonda e che ruolo gioca il Trentino in questo grande confronto che animerà il territorio per questi quattro giorni? Anzitutto buonasera a tutti i presenti, a tutti coloro che partecipano a questo evento di inaugurazione ma sappiamo che abbiamo cominciato stamattina e quindi il festival è già entrato nella sua centralità con tante sale piene e tanto dibattito nonostante la pioggia e credo che l'orgoglio di Trento e del Trentino in questi giorni sia quello di essere al centro del dibattito economico internazionale, del dibattito istituzionale, del dibattito culturale perché i 320 circa che ci sono con queste grandi personalità che Fabio Tamburini sulle 24 ore è riuscito a portare qui credo che sia sia emblematico. Quest'anno oltretutto il ventesimo anno abbiamo avuto anche il governatore della Banca d'Italia qualche settimana fa, siamo stati dal Presidente della Repubblica nei giorni scorsi quindi voi potete capire qual è l'orgoglio l'orgoglio che abbiamo però una parte centrale che devo dire questo festival sta avendo questa tendenza che avete voluto introdurre in questo festival è il mantenere l'aspetto diciamo scientifico con una grande presenza di personaggi del mondo della scienza, di personaggi di premi Nobel e quindi mantenere quello che giustamente il Rettore ha sempre tenuto a voler centrare come festival, dall'altra però riuscire a parlare riuscire a parlare al popolo e al territorio. Io stamattina sono stato ad un momento di conf cooperative con tutti gli attori trentini del mondo della cooperazione ecco che allora riusciamo a parlare di grandi temi anche internazionali, scientifici, però poi riusciamo a rimantenere le radici per terra anche legate al nostro territorio. Allora quando si è parlato l'anno scorso di una Davos popolare ecco che quindi credo che continua questo percorso e voglio fare i complimenti al Sole 24 ore al Comitato scientifico che ha lavorato che ha lavorato su questo per come stiamo approcciando questa edizione. Grazie. Presidente Colaiacov, abbiamo ricordato i vent'anni del festival e ricordiamo i 160 anni del Sole 24 ore. Tanti anni, quindi una tradizione forte, però anche, anzi forse soprattutto, una voglia di cambiare e una spinta verso il cambiamento fortissimo. Ecco che elementi in comune vede tra questi due compleanni importanti? Allora buonasera buonasera a tutti io per prima cosa devo fare i miei complimenti e congratulazioni perché avendo nel DNA la mia matrice turistica, vedere questi flussi è veramente una cosa importante per un territorio che portano ricchezza, che portano occupazione e poi ovviamente portano cultura. Mi sembra un matrimonio ben riuscito, voglio dire. Solo 24 ore e Festival di Trento sono due eccellenze, 20 anni di festival 160 anni del Sole. Ovviamente per il Sole è una grande responsabilità, c'è bisogno appunto il lavoro è quello di amplificare, quello di valorizzare i contenuti, c'è questa capacità di attrarre anche voci diverse, quindi farlo diventare un punto di riflessione proprio per le scelte che si devono fare per il futuro del nostro Paese. È un patrimonio importantissimo, è un patrimonio il festival, è un patrimonio il Sole per appunto è anche un ponte tra le istituzioni, la società civile, la cultura e l'economia. Io auguro a tutti buon lavoro, sono stata da poco insediata e veramente sono tanto orgogliosa e tanto contenta di essere in questo grande gruppo. Grazie, grazie alla presidente del gruppo 24 ore Maria Carmella Colaiacovo e adesso passiamo a uno dei punti di riferimento della cultura italiana, ma non solo, qual è l'università di Trento e con noi c'è il rettore Flavio de Florian. Allora università da sempre un punto di riferimento non solo appunto per l'Italia, quindi la domanda è in relazione a questa Europa sempre più importante ma anche alla costruzione del capitale umano del futuro. Abbiamo sentito parlare dei ragazzi che verrano addirittura in gita al festival dell'economia di Trento, quali sono gli obiettivi della Teneo Trentino? Grazie, un saluto a tutti e a tutte anche da parte mia. Beh la domanda è difficile insomma, gli obiettivi, noi vediamo passare attraverso l'università di Trento tante ragazze e tanti ragazzi che si preparano alla vita professionale che verrà ma anche la vita di cittadini. È chiaro che vediamo molte nubi all'orizzonte e qualcuna spaventa. Gli obiettivi che noi abbiamo non sono soltanto quelli magari più scontati di dare una preparazione, una cultura che gli aiuti a inserirsi in un mondo del lavoro sempre più complesso e sempre più in evoluzione, ma anche di dare quegli strumenti di base, quella cassetta degli attrezzi che ogni uomo e ogni donna porta con sé per tutta la vita di pensiero critico, di capacità di adattarsi ai cambiamenti che se pensiamo a quanti ne abbiamo vissuto negli ultimi decenni possiamo immaginare quanti ne vedrà un ventenne nei prossimi 60-70 anni. Quindi noi abbiamo un obiettivo molto ambizioso che è quello di fornire a questi ragazzi e queste ragazze qualche strumento utile nel futuro della loro vita e attraverso la cultura, attraverso la conoscenza e la conoscenza ha un vantaggio e un pregio che non conosce i confini, non esiste per la scienza, non esiste per la cultura in generale un confine che separi noi dagli altri. Quindi la cultura e la scienza sono un terreno di cooperazione per definizione, sono un terreno di confronto, sono un terreno in cui la violenza non trova mai posto. Per questo noi crediamo che le università, la cultura, la scienza, la ricerca siano importanti dei tempi in cui viviamo, tempi di divisioni, tempi di conflitti perché devono diventare un terreno che prepara quello che verrà perché tutti i conflitti prima o poi finiscono, tutte le situazioni prima o poi evolvono e noi dobbiamo preparare le persone del futuro ad affrontare i tempi che verranno. Non vorrei dire con ottimismo perché è una espressione che non è quello che intendo dire ma con la capacità di guardare avanti senza scoraggiarsi e pensando che comunque c'è sempre qualcosa che si può fare per rendere la nostra società migliore per tutti. Guardare al futuro con consapevolezza e strumenti. Amministratore del delegato del gruppo 24 ore Federico Silvestri, noi in realtà siamo co-organizzatori di quest'evento da quattro anni seppur diciamo il festival compia quei 20 anni quest'anno, allora visto che è un compleanno anche per loro noi cosa abbiamo aggiunto, cosa abbiamo puntato per diciamo una edizione di compleanno? Intanto buonasera a tutti e benvenuti. La risposta secondo me in grande sintesi l'hai data tu prima, quando hai raccontato della classe che ha deciso di venire in gita al festival, questo è l'obiettivo che ci siamo dati quando abbiamo immaginato un'evoluzione del festival cioè dare un senso compiuto alla parola festival, coinvolgere tutti, spiegare argomenti difficilissimi, importantissimi in maniera tale che potessero interessare a tutti perché il futuro si costruisce a quattro mani, noi diciamo da quattro edizioni che il nostro obiettivo è coinvolgere i ragazzi, però questo non vuol dire de-responsabilizzarci, noi siamo gli attori del presente quindi è proprio insieme alle prossime generazioni ma senza tradire il senso di responsabilità a cui dobbiamo far riferimento che insieme possiamo contribuire a costruirci un futuro migliore, noi lo facciamo portando questo contributo, cercando di dare gli strumenti per interpretare i cambiamenti del mondo e la missione è compiuta, no la missione è iniziata e quindi la sfida è continuare a farlo, continuare a farlo sempre di più e quindi ci piace pensare, poi lo giudicherete voi al termine questa edizione, che in questo percorso ogni anno cerchiamo di aggiungere qualcosa, naturalmente non lo facciamo da soli, lo facciamo grazie ai nostri ospiti, ognuno dei quali porta contributi straordinari, lo facciamo insieme al pubblico perché non dimentichiamoci che questo festival ha come tradizione una grande interazione tra chi diciamo porta la sua opinione e chi ascolta e l'ascolto poi si traduce in domande, in stimoli e in ulteriori approfondimenti, quindi questo è un po' quello che noi ci immaginiamo per rendere onore e merito alla parola festival e infine credo che sia importante anche da parte del gruppo 24 ore ricordare come il festival ha conosciuto un'esportazione, noi abbiamo portato uno spin-off del festival un po' in giro in tutto il mondo, in tutta Europa ma anche a Nuova Adelia, a Johannesburg, a San Francisco e tanti altri luoghi di straordinaria importanza e questa iniziativa non l'abbiamo chiamata Road to Economy, l'abbiamo chiamata Road to Trento, proprio perché questo territorio straordinario ci ha dato tanto e noi cerchiamo di dare anche in cambio una restituzione facendo conoscere in tutto il mondo questa iniziativa e questo territorio. Grazie, grazie a Federico Silvestri, amministratore delegato del gruppo 24 ore quindi Road to Trento e andiamo quindi alla città di Trento, abbiamo parlato del mondo che ci circonda, no? Tensione sociale, geopolitica ma alla fine i cittadini come istituzione più vicina hanno proprio la città e quindi come si evolve, come si è evoluto finora il ruolo delle città proprio per rispondere alle preoccupazioni e le istanze che arrivano dai cittadini dal basso. Buonasera, a me è capitato questa mattina di incontrare un cittadino che mi ha detto sindaco stiamo diventando come Cernobbio, io ti ho risposto no noi siamo Trento nel senso che la formula del festival è quello certo e questo va detto da quando in gestione a sole 24 ore qui c'è tanta classe dirigente e io so che la questione anche sul numero dei dibattiti è che tutti vogliono essere a Trento però noi siamo il festival delle classi dirigenti e delle classi scolastiche assieme e ci teniamo tantissimo ad avere quindi queste giornate nelle quali c'è un paese che discute del proprio futuro però lo facciamo con i giovani con gli studenti con le persone che vogliono approfondire l'altro giorno quando eravamo assieme dal presidente della Repubblica Mattarella lui ci ha ricordato quello che Papaleone ha detto ai giornalisti citando Sant'Agostino i tempi siamo noi i tempi siamo noi per caso questa mattina mi è capitato di andare all'ultima lezione di un professor universitario di sociologia Salvatore Abruzzese, lui era un esercitatore quando faceva sociologia e il monitor che lui dava a noi studenti era non siate uomini del vostro tempo che sembra una contraddizione ma il senso invece era non siate schiacciati sul presente occupatevi della storia del pensiero lungo delle riflessioni e io credo che il festival in questo senso è un'occasione enorme grazie Posso fare proprio una battuta un po' fuori degli schemi ma noi in questi giorni del festival di Trento ricordiamo un altro grande professore Trentino Franco Ferrarotti, venite a sentire questo ricordo di Ferrarotti ci sarà Davide Tabarelli che è un suo estimatore e quindi onore anche ai professori Trentino, Franco Ferrarotti è stato un grande professore proprio della facoltà che tu hai fatto quella di sociologia anche a Milano Maurizio Rossini amministratore delegato di Trentino Marketing diciamo oramai il festival di Trento è un evento più che consolidato noi siamo abituati a grandi palcoscenici il pubblico abituato a un livello altissimo diciamo di eventi però dietro a tutto questo c'è una impegnativa impegnata forse macchina organizzativa. Sì buongiorno anche da parte mia Certo lo ricordiamo ogni anno sono quasi 500 le persone che lavorano durante i quattro giorni del festival ma molti di loro hanno lavorato come ha ricordato prima il direttore del solo 24 ore ha lavorato per tutto l'anno perché mentre facciamo questa edizione la testa comincia già ad andare su l'edizione prossima e quindi io ne approfitto davvero per ringraziare tutte queste persone ma tutte le persone che hanno lavorato in questi 20 anni chi ha ideato questo festival e le persone che con tenacia hanno portato avanti edizione dopo edizione una sfida davvero molto alta perché come avete ricordato prima ormai è un grande riferimento anche a livello nazionale e non nasce qui per caso le terre di confine sono innanzitutto terre di incontro di confronto di scambio sono state da sempre terre di grande innovazione tutte le alpi e nelle alpi mettiamo il Trentino e il sud Tirolo e quindi è quasi naturale immaginare che qui molte persone si possano ritrovare per confrontarsi partendo anche da punti di vista diversi ma che tutto questo lo si possa offrire davvero al mondo e quindi le 40.000 persone che frequentano il nostro festival ma ormai moltissime che lo frequentano attraverso lo schermo perché siamo online siamo in diretta i video di queste di questi bellissimi incontri possono essere poi rivisti anche durante l'anno e quindi abbiamo una platea davvero davvero grande a livello nazionale non solo e ci piace pensare che questo sforzo lo facciamo proprio per arrivare ad una platea molto ampia quindi incontro, confronto, scambio per essere tutti più consapevoli e per poter decidere nel modo nel modo migliore ecco le 500 persone che lavorano sono consapevoli di tutto questo lo fanno con entusiasmo lo fanno con impegno siamo riusciti a creare un sistema davvero molto bello tra le istituzioni tra tanti volontari e qui insomma mi permetto proprio di ringraziare chi lavora nella provincia autonoma di Trento nel comune di Trento nella pt di Trento la nostra camera di commercio che ogni anno è così generosa con noi mettendoci a disposizione gli spazi l'università di Trento le forze dell'ordine e i ragazzi di Trentino marketing e tutto il gruppo del solo 24 ore grazie di cuore e speriamo che il percorso sia ancora molto lungo. Allora ringraziamo tutti i protagonisti diciamo di questo festival perché adesso partiamo io lascio la panola a Marta. Grazie a tutti vi lasciamo abbandonare questi sgaveli che non sono proprio più comodi del mondo ma insomma potete ritornare un po più comodi sulle poltrone adesso sono molto contenta delle parole chiave che sono venute un po' fuori che io ho perso ovviamente ma adesso le recupero qui bisogna anche essere un po' atleti cosa che io non sono le parole chiave che sono venute fuori da questi interventi. Allora la gioia e la responsabilità favoloso. Siamo chiamati alle riflessioni e poi abbiamo domande e stimoli che sono più importanti delle risposte. Il festival come patrimonio, il fatto che ci siano voci diverse, la presenza dei giovani, l'ascolto e io sono impazzita per questa compresenza di classi dirigenti e classi scolastiche che ruberò per l'introduzione dell'anno prossimo. Mi è piaciuta moltissimo. Allora intanto stanno apparecchiando il palco per quello che è un momento estremamente atteso da tutti perché ormai è una un'abitudine molto bella di questa cerimonia di inaugurazione del festival dell'economia. Una presenza che ci arricchisce sempre con le sue riflessioni. Noi stesse siamo sempre molto contenti di poter ascoltare da dietro le quinte quello che stanno per raccontarci i nostri ospiti. Con noi ci sarà una collega del Sole 24 ore ma anche una delle personalità più amate del mondo della cultura. Io intanto intanto guardo indietro per capire come sta andando la preparazione del palco. Credo che sia al punto giusto. Io svelo sempre quello che sta succedendo perché così si capisce perché stiamo perdendo tempo. Allora diamo il palco e soprattutto siamo molto contenti di ascoltare la collega del Sole 24 ore Lina Palmerini e il cardinale Gianfranco Ravasi. A voi il palco. Intanto buonasera a tutti. Buonasera su Eminenza. Come sta? Le do prima il microfono e poi la mano. Grazie come dicevo buonasera a tutti, buonasera a lei su Eminenza. Io rinnovo il ringraziamento da parte del festival per aver accettato di essere con noi anche quest'anno e per aprire con le sue riflessioni questa edizione, la ventesima è stata ricordata, che ha il titolo rischi fatali. In qualche modo la traccia della nostra conversazione, del nostro dialogo sta dentro il concetto di rischio perché bulimia di mezzi, anoressia di fini. Ecco per parlarne però io vorrei partire da quello che è successo in queste settimane, in queste ultime settimane. Mi riferisco a quella marea di persone che era fissa a guardare un comignolo e ancora prima che ha partecipato al dolore per la morte di Papa Francesco ai funerali e poi all'elezione di Papa Leone XIV. Intanto le vorrei chiedere la sua impressione. E' stato colpito, sorpreso come lo sono stati molti e poi questa onda emotiva popolare così massiccia ha un po' a che fare con la traccia della nostra conversazione, cioè bulimia di mezzi, anoressia di fini. C'è una fame di punti di riferimento, una ricerca di senso che le persone consegnano quasi in maniera impetuosa la chiesa? Innanzitutto vorrei ricordare quel saluto che avevo fatto come addio lo scorso anno. Poi c'è stata l'insistenza del direttore Tamburini e poi anche questa atmosfera un po' particolare perché è veramente sorprendente che nell'interno di un orizzonte come quello dell'economia, in realtà la parola economia è già molto nobile, è una parola umanistica dal punto di vista etimologico, è la legge della casa nomos, della casa oikos o iqiya del mondo. Nell'interno però comunque di questo orizzonte che sembrerebbe essere quasi dominato da elementi come mercato, finanza, realtà che sono estremamente concrete e immediati, si sia sempre voluto lasciare questa specie di oasi di meditazione. Tra l'altro non so se mai avete pensato questa parola meditazione, meditare è una parola che deriva dal latino come ovvio spesso per noi ma la radice è col verbo latino medeor che vuol dire medicare, che vuol dire curare, che vuol dire anche sanare. Ecco c'è qualcosa che è una sorta di terapia dell'anima, di dieta anche dell'anima e nell'interno della domanda io vorrei questa domanda poi è vastissima ed è molto suggestiva peraltro, vorrei soltanto rispondere per quanto riguarda il primo filo della domanda a chi ho partecipato, io non ero più nel conclave come nella volta precedente per ragioni di cronologia, di anagrafe come potete ben immaginare, ho seguito anch'io e che impressionava era però un aspetto in tutti queste vicende è che l'umanità ancora in genere, vedevo anche dal vivo, anche da dove abito perché io m'affaccio proprio sulla piazza San Pietro come residenza, ebbene l'impressione era questa che c'era il bisogno comunque di un simbolo, questi simboli anche poveri che però hanno una carica in sé, immaginate tutti gli schermi televisivi che se non avevano al centro avevano lateralmente quel riquadro con un comignolo insignificante verso il quale convergeva lo sguardo, oppure quella curiosità di vedere questo orizzonte prima certo la celebrazione funebre solenne durata nove giorni del pontefice amato Francesco ma dall'altra parte anche questo ingresso solenne a cui io ho partecipato ancora col rituale rinascimentale dei cardinali che entrano in conclave e che quando esprimono il loro voto tenendolo alto in mezzo con una scheda in mezzo a tutti gli altri vanno sotto lo sguardo del Cristo di Michelangelo e pronunciano una sorta di automaledizione, se io non sceglierò chi è degno quasi sia condannato da quell'imponente figura di giudice dell'universo del cosmo e della storia e la seconda invece il secondo filo di riflessione che è quello molto più vasto e che parte proprio dall'aver dal titolo, il titolo che è piaciuto in maniera particolare al direttore Tamburini che ha voluto e che è un po' anche nello spirito dell'alto del titolo generale e questo è il riassunto che io ho fatto in realtà di un articolo di un un articolo in verità di un filosofo del secolo scorso vissuto anche l'inizio di questo ma francese Paul Ricur il quale sostanzialmente diceva questo ed è quello che voi tutti potete in questo momento testimoniare basta soltanto adesso non lo fate in questo momento ma tutti inesorabilmente a partire dai nativi digitali che sono i ragazzi, i giovani c'è quella mano che regge sempre il cellulare e lì c'è tutto un mondo che si muove un'infinità di mezzi per riuscire a conoscere pensate alla mia lontanissima generazione ormai è come parlare di qualcosa nel neolitico che aveva bisogno di ricorrere invece a lunghi percorsi per poter avere una conoscenza ecco invece spontaneo immediato la ricchezza non parliamo poi di quella sterminata possibilità che offre per esempio l'intelligenza artificiale la tecnologia ma qui a questo punto c'è quell'altra parola saremo pur bulimici su questo ma la atrofia l'anoressia dei nostri tempi è proprio sul senso ultimo o penultimo della vita certe quasi branchi di giovani che vanno mossi così certi figure di drogati che si lasciano cadere ai margini delle strade molte persone che ormai sono alla deriva ci fanno capire che in verità per loro tutte queste ore mesi anni che hanno davanti e che sono stati o devo riconoscere per me un fascino pieni di intensità si stanno letteralmente estinguendo e gettando per terra e allora finisco ricordando vorrei mettere insieme due testimonianze di due figure diverse farò le altre risposte più brevi perché questa è veramente estremamente rilevante come domanda questa di senso io scopro sempre questo vuoto c'era un signore prima che mi diceva si ricordava il mio primo intervento quando io ho fatto la distinzione tra assenza e vuoto il vuoto è nulla non fisicamente si intende ma l'assenza è invece una non presenza è sempre una nostalgia di un altro che non c'è e che c'è stato ebbene due figure che vorrei ricordarvi da un lato pensate era un filosofo dell'ottocento stiamo ancora in filosofia si chiamava zoren kirkegaard gli studenti di liceo forse fanno in tempo a studiarlo questo pensate nell'ottocento tonno 840 scriveva nel suo diario questa specie di parabola sentitela la nave ormai è in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani il mondo di oggi pensate soltanto schermo televisivo la comunicazione ci dice tutto su come dobbiamo mangiare come vestire però detto questo costretti ormai a più a interessarsi di questi che non sono sensi significati e sopravvivere non il vivere vorrei però ricordarvi un'altra voce che va bene proprio su un palco su una ribalta è anche una testimonianza in questo senso mio un po strana io sapete che mi interesso molto dei non credenti il cortile dei gentili tra credenti e non credenti di dialogo io dico spesso che metà dei miei amici quelli che ho anche con quali dialogo non sono credenti ebbene questo non credente era fieramente ateo fieramente anche antichristiana eberto brecht io ho fatto a berlino una volta il cortile dei gentili e c'erano durato quattro giorni c'erano molti eventi uno di questi eventi lo si celebrava al dois testa al teatro suo e sono salito anch'io sul palco il direttore del teatro mi ha detto in questo momento sento fremere le ossa di brecht nella tomba vedendo un cardinale che sale sulla sua sulla sua ribalta e lui però ha lasciato una poesia che lascio a voi nella sua semplicità voi sono famosi come sapete i suoi testi teatrali dram e scriveva sono seduto ai bordi della strada l'autista sta cambiando la ruota io non so da dove vengo non so dove vado e allora perché attendo con tanta impazienza il cambio della ruota senta ha descritto così bene un'atmosfera esistenziale che stiamo vivendo in questa fase però una fase nuova perché accanto c'è la bulimia di mezzi e quindi lei ha citato per un attimo l'intelligenza artificiale la rivoluzione di questo nostro tempo sono le tecnologie che si sviluppano in un modo che non sappiamo non sappiamo controllare non sapremo non sappiamo come e se potremo controllarle allora io le chiedo questa atmosfera esistenziale è il terreno fertile perché la tecnica si separi dall'umano e l'intelligenza a proposito di intelligenza artificiale si parla già di transumanesimo di epoca del post umano ci sono società già che sono avanti su questo ne cito una forse la più famosa conosciuta Neuralink arriveremo al punto di mettere in discussione la natura umana cioè di chiederci dove comincia dove finisce questa la nostra sfida è la sfida della chiesa? Lina Palmerini mi sconcerta per certi versi e fa venire in mente una battuta di Oscar Wilde terribile come sempre che diceva le risposte sono capaci di darle tutte e a fare le vere domande che ci vuole un genio e questa è una domanda questa è una domanda ardua io tenterò una qualsiasi risposta ma in realtà la domanda artiglia artiglia le coscienze d'altra parte è fuori di dubbio che non possiamo assolutamente ritirarci nell'interno di un oasi o di un eremo lontano dal mondo noi siamo immersi Cristo stesso lo dicevo voi non siete del mondo ma nel mondo e nell'interno di questo orizzonte che si vive l'esperienza umana e allora è vero da un lato c'è la grandezza io direi che dobbiamo esaltare in maniera straordinaria la grandezza della scienza e della tecnologia che cosa sanno escogitare è vero nascono dalla grandezza pur sempre dell'uomo che li crea però sanno raggiungere vertici che sono impressionanti però ecco detto questo quindi assolutamente non dobbiamo essere persone sempre ipercritiche che ritengono che comunque sia una maledizione stiamo andando lentamente verso un abisso però compito delle religioni autentiche della spiritualità e penso anche di questa realtà che è un po più muta a cui anch'io appartengo la cultura sarebbe quello di ricordare però di mettere una sorta di segnale vedete faccio appunto è stato fatto l'esempio dell'intelligenza artificiale ma non vorrei parlare di questa perché porterebbe veramente via un capitolo sterminato di domande proprio sul transumanesimo sceglierò invece due altre discipline sulle quali mi sto interessando per curiosità io di da umanista e poi ritorneremo al tema dell'umanesimo. Primo la genetica pensate che cos'è questa ammirabile scoperta che tra l'altro la fatta anche un ecclesiastico Lemaitre era un ecclesiastico insieme al collega il DNA l'elica del DNA ed è una cosa strepitosa riuscire anche non solo a seguirla ma anche eventualmente a imprimere qualche segno per impedire una degenerazione dal punto di vista della malattia per una terapia stessa cosa vale per l'intelligenza artificiale la robotica. Ma qual è forse sotto sotto e qui arriviamo tutto un capitolo anche questo transumanesimo e post umanesimo non c'è forse sotto sotto la possibilità di tentare quello che Faust di Goethe diceva di creare l'omunculus quello che si diceva la tradizione giudaica nel medioevo anche Kafka poi lo riprende quello della Golem cioè creare alla fine un fenotipo antropologico diverso e questo è terribile quando ci si affaccia a questo orizzonte e bisogna segnalarlo la genetica secondo l'altra realtà che affascina a cui tutti voi di voi avete conoscenza le neuroscienze le neuroscienze sono uno verso cui convergono anche tante altre discipline voi vedete in questo momento provate a prenderli questo lo insegnavano sapienti cinesi le con le mani il vostro cranio sentite già il teschio dicevano i cinesi ebbene è una scatola minima nell'interno di questa scatola però ci sono come ben sapete dagli 80 ai 100 miliardi di neuroni 80 100 miliardi non parliamo delle synapsi che sono i collegamenti tra di loro un numero sterminato quante sono queste questo numero che cosa ci dice? Democrito sapienti sette sapienti dell'antichità greca voi non sapete il greco molti di voi non lo sanno molti lo sanno perché hanno studiato in riceo ma capite questa frase sua è un detto suo detto 54 antropos micros cosmos l'uomo è un microcosmo è un p la stella la galassia nostra sono 100 miliardi di stelle ecco allora di fronte a questa realtà mirabile e l'intervento è solo una questione meramente fisica elettronica che può ammettere quello che si dice il physicalismo o c'è qualcosa di oltre da cercare? L'io l'arte il simbolo la coscienza la responsabilità le emozioni sono tutte semplicemente meccanismi puramente materiali e quindi alla fine è chiaro che solo la tecnica che ci interessa e qui allora concludo in questo caso e lascio la parola a uno che è ineccepibile su questo tema siamo nel 2005 siamo in una università americana famosa Princeton c'è un personaggio giovanissimo morirà però di lì a poco nel 2011 ha inventato una cosa che se io dico questa parola tutti se lo dico in italiano tutti pensano caso mai ad adamo ed eva o ad altro mentre se lo dico in inglese apple aveva inventato questo strumento e lo presentava a questi studi e studenti studenti che erano lì adoranti perché sarebbe diventato tutto quello che si diceva proposita la tecnologia questa bulimia e lui alla fine conclude così il suo discorso e la sostanza è questa in pratica il mio sogno però è l'ingegnere rinascimentale e pensava leonardo da vinci massimo della scienza ma che ti crea capolavori d'arte e concludeva è necessario il connubio tra scienza e umanesimo è necessario il matrimonio tra tecnologia e scienze umane e spirituali perché possa dal cuore sorgere un canto d'amore mi porta sì lo sto guardando mi porta a chiedergli un'altra cosa a proposito di microcosmo a proposito di tecnologia apple la mettere in comunicazione gli altri ma non c'è un grande paradosso cioè noi cerchiamo la comunicazione con gli altri ma si è spezzato un legame tra l'individuo e la comunità la crisi di oggi non è anche una crisi di relazioni per la chiesa che rappresenta la fratellanza questo che cosa vuol dire e come può dare una narrazione diversa se prendiamo dal la base di questa domanda è una domanda sulla natura umana pensate fino non tanto tempo fa tutti sapevano che cos'è la natura umana pensate agere sequitur s aristoteli attraverso tomaso da quino lontologia precede la deontologia cioè l'essenza nostra guida anche il nostro agire ancora la verità pensate platone quel dialogo stupendo che è il fedro quando immagina che noi siamo su un cocchio due cavalli la ragione i sensi e cominciamo a correre ma dove corriamo corriamo nella pianura della verità che è sopra tra l'altro nell'ipero radio corriamo nella pianura che vuol dire che la verità ci precede compito nostro come diceva il maestro lo dice platone in verità nell'apologia di socrate il maestro suo socrate una vita senza ricerca non merita di essere vissuta la ricerca nostra ecco allora la natura umana allora era facile riuscire a stabilire anche bene e male le relazioni essere insieme l'individuo che si apriva ai nostri giorni invece assistiamo a una fluidità assoluta concetto di natura umana è inconsistente come il concetto di verità è stato detto giustamente è simile a una regna tela provate un momento a pensare come il ragno fa la regna tela la fa uscire da sé e costruisce come una sorta di grande disegno il ragno che ci vicino ne fa un altro arriva un colpo di vento allora fa da capo magari anche diversa c'è questa elaborazione soggettiva per cui ecco l'individualismo che non è la persona la persona vuol dire avere invece un dialogo lasciamo stare il termine persona perché non è felice in questo perché sapete che deriva dal latino persona e latino la dire maschera e pensate il francese è arrivato al paradosso person è nessuno prendiamolo invece della maniera nobile la persona è la relazione e il compito adesso ai nostri giorni le relazioni si interrompono si spezzano si ricostruiscono non hanno fondamento e soprattutto abbiamo quell'esempio terribile epifanico della morte della relazione umana che è la guerra striare di sangue le pietre sangue delle persone che neppure si conoscono e che vengono odiate e distrutte ha detto il direttore tamburini che ci sarà una testimonianza da gazz a impressione questo enorme questo enorme quasi sacrificio di carne umana che è la morte della come tutte le guerre possiamo ritornare alle altre che la morte della relazione che è la componente fondamentale ed ecco allora il compito ritorniamo appunto al compito della legione se ha da fare qualcosa e non solo della religione può essere anche dell'educazione è quello proprio di ricomporre ancora il legame qui permettetemi ancora di tornare alla filosofia levinas questo filosofo francese di origine lituana il quale diceva è fondamentale che ci guardiamo nei volti perché scopriamo non soltanto la stessa carne la stessa ad amicità tutti i figli di adamo ma anche la comune indigenza ed è per questo che allora è necessario che ritorni ancora la capacità di guardarsi si dice sempre un altro proverbio indiano che il boia quando sta per calare la sua mannaia per tagliare la testa non guarda mai la vittima siamo siamo alla fine io alla fine vorrei continuare questo suo ragionamento e mi viene in mente un passaggio di un suo intervento che mi ha molto colpito ecco lei appena parlato di guerra di pace di gaza ha parlato anche del compito della religione però in un passaggio di un suo intervento mi ricordo lei disse compito della religione e della cultura è sta per declinare l'utopia che vuol dire lo sguardo altrove ora perché mi ha colpito perché utopia è una parola che non si usa più cioè una parola generazionale forse i ragazzi non sanno neanche cosa cosa significa inventata ecco allora io vorrei chiederle cosa vuol dire oggi parlare di utopia? Beh adesso la parola che più si conosce è paradossale, è il contrario che più usata distopia che è l'esatto contrario evidentemente utopia proprio è quanto si diceva è guardare oltre, Tommaso Mori immaginava appunto questo sguardo verso l'oltre verso l'altro verso l'infinito, lui diceva anche molto bene non accontentatevi delle cose piccole perché non sarete mai più capaci di fare le cose grandi, un grande grande personale e vediamo che questa accontentarsi del minimo è dappertutto a partire dalla politica tutto il basso livello sempre anche nella stessa comunità ecclesiale io dico tante volte non c'è il coraggio per esempio di proporre anche a proposito dei fini anche il fine ultimo oltre la faccia altra della vita rispetto a quella rivolta verso di noi ora e c'è questo e quindi io credo che allora ci sia, è come si fa se questa parola neppure l'idea non c'è più perché si preferisce risolvere tutto sull'immediato e io penso che allora la minoranza di quelli che ancora credono in tutto quello che ho detto finora che vedo d'altra parte e condiviso anche da voi perché è veramente mi impressiona il vostro silenzio quando io parlo che vuol dire che c'è l'ascolto che è un esercizio molto difficile come il parlare e bene è necessario ricordare che questa minoranza che è convinta ancora dei grandi valori della necessità di puntare alto di rischiare della sfida ecco questi siano come una spina nel fianco continuino a ricordarlo e qui io credo guardate non è che perché io sono un ecclesiastico devo dirlo ma siete d'accordo anche voi il Vangelo il discorso della montagna è di una potenza tale che se uno la legge per questo che dobbiamo farlo leggere dobbiamo creare il linguaggio che sia dovrebbe in qualche modo fremere reagire purtroppo io ho avuto la fortuna di fare un dialogo due volte con un famoso sociologo a canadese Charles Taylor che ha scritto quel famoso volume grosso tra l'uoto a Feltrinelli l'età secolare e lui durante questa conferenza dialogo che abbiamo fatto certo momento dice sì obiettando ed è la triste considerazione la malattia dell'indifferenza della superficialità della banalità che era nell'interno della domanda che l'ina mi ha rivolto questa nebbia per cui non c'è più né bene né male né alto né basso ma questo e bene lui dice se dovesse lui era convinto se dovesse arrivare Cristo a pronunciare ancora non dall'alto di un monte ma nell'interno di una piazza di una città queste parole estreme vehementi roventi che cosa accadrebbe? Accadrebbe che arriverebbe un poliziotto a chiedere gli documenti non lo condannerebbero a bordo ecco è questo che allora noi dovremmo invece fare in modo che queste parole inquietino ancora ecco questo è il verbo che forse direi allora finisco anche se siamo un po' fuori tempo mi concedete ancora due minuti o tre perché vorrei finire allora in questa maniera prima ricorrendo la grande classicità quando appunto c'era l'idea delle cose grandi e noi adesso abbiamo tre i si usavano dire tre i fino a un po' di tempo fa che sono importantissime che sono qui confermati in maniera nobile l'impresa l'internet l'inglese e io vi propongo tre i invece del passato le dico in latino tanto si capisce benissimo primo interrogare non ci si interroga più anche nella coscienza interrogare per sapere secondo intelligere in tus leggere intelligere scavare andare oltre la superficie la banalità e l'ovvietà lo scontato interrogare intelligere invenire la bellezza di una scoperta anche minima anche l'operaio che trova una realtà che è riuscita lui a plasmare ecco questi tre queste tre i riproponiamole ancora per combattere questa deriva e alla fine invece una frase questa è la frase che non è mia di un altro perché penso citato parecchi che dicono meglio quello che dovrei dire io ho avuto la fortuna di conoscere lo citto spesso questa frase conosce uno scrittore francese che è vissuto tutto il novecento è nato nel 1900 e morto nel 98 l'ho incontrato per caso una volta passaggio da milano dove vivevo allora e allora si chiamava julienne green non è graham green che inglese julienne green ha scritto molti romanzi eccetera di origine inglese protestata ateo protestante poi convertito al cattolicismo e io ho detto guardi io ho letto quasi tutto di lei ho letto anche il suo diario lunghissimo proprio quotidiano che scriveva pubblicava qual è alla fine la sintesi di tutto questo penso che sia un po il suggello che possiamo mettere un po' tutti voi come invito ad andare lungo quel percorso che è stato delineato e lui sulla cia di sant'agostino così ricordiamo anche leone decimo quarto quell'inizio delle confessioni vi ricordate in quietum est cor nostrum don e quintera qui escat quella parola iniziale in quieto è il nostro cuore e benedetti mi ha detto guardi io penso che sia questa frase che devo aver scritto finché si è inquieti si può stare tranquilli grazie grazie quindi lei sono quattro perché c'è anche inquietare grazie a tutti grazie monsignore grazie suonienza grazie suonienza grazie grazie al cardinale ravasi grazie ovviamente alina palmerini cardinale che ci fa sempre ci dà la possibilità di spingere veramente lo sguardo verso l'infinito in questi colloqui in apertura del festival dell'economia di trento se magari posso aggiungere qualcosa però visto che quest'anno puntiamo anche tanto sulle scuole forse il termine interrogare lo terrei un po' basso ecco per non spaventare i ragazzi che invece stanno arrivando allora io adesso devo consentire ovviamente che il palco venga liberato nuovamente però è arrivato il momento di presentarvi veramente il festival con quello che che c'è che c'è già stato stamattina che ci sarà ovviamente nei giorni successivi per cui chiamo ancora sul palco il direttore del sole 24 ore e di radio core di radio 24 come giustamente ha ribadito marta e io stavo parlando in realtà con due microfoni te lo do io eccolo qua perché nono io sono microfonata quindi l'avevo per te lo tenevo per te allora abbiamo ricordato un po questa mattina ma geopolitica dazzi rapporti usa e cina il ruolo dell'europa intelligenza artificiale di tutto di più so però me lo ricordo perché la conferenza stampacero che tu quello che c'è lo racconti con grande entusiasmo io non ti voglio togliere questa opportunità adesso son fregato perché dopo l'intervento del cardinale da vasie dopo questa presentazione posso salutarvi tutti e andare a casa che faccio una figura migliore non è così comunque io vorrei con leggervi poche righe non vi spaventatevi non spaventatevi cerco di esercitare la virtù della sintesi ho ricevuto questa mattina una lettera io credo che la saggezza che segue l'esperienza una vita vissuta siano valori davvero significativi questa mattina ho ricevuto una lettera da un grande amico oltre che del sottoscritto è una delle prime persone che ho conosciuto facendo questo in un'immestia di giornalista ma è anche un grande amico del festival di trento Enrico Salsa ormai ai suoi anni ma è un torinese che resta assai combattivo e straordinariamente fecondo e ha vissuto una vita di straordinaria coerenza vi leggo un paio di passaggi perché penso che mi hanno colpito perché fotografano perfettamente l'essenza di questo festival così come lo stiamo organizzando Da uomo ostinamente incline alla fiducia nelle persone continua a pensare che siano le conoscenze a fare la differenza e che da queste possano dipendere le scelte migliori che sia dato fare e continua ad avere fiducia e passione per l'intelligenza dei sentimenti e dell'umano che non sarà mai eguagliata da alcun artificio Benvenuto dunque a questo festival 2025 che si ispira alla volontà di conoscere e capire per deliberare al meglio non rifugendo il confronto aperto e costruttivo sono poche righe ma credo che davvero fotografano l'essenza di questa iniziativa Ci sono due parole da cui che voglio sottolineare Una è superficialità e l'altra è ascolto la prima ve la regalo io la seconda ne ha sottolineato il valore nell'intervento che abbiamo appena sentito il Cardinale Ravasi Ecco questo festival è la negazione della superficialità che è un peccato mortale dell'epoca che stiamo vivendo da questo punto di vista il primo colpo lo hanno dato le televisioni commerciali il primo colpo alla sette di conoscenza il secondo lo ha dato interna grande speranza di democrazia ma poi tante notizie troppe notizie nessuna conoscenza vera l'ultimo colpo l'hanno dato i social e qui sono un po di una posizione supposizione un po diversa da quella del Cardinale Ravasi qui il peccato mortale di questa epoca che stiamo vivendo e lo ripeto è la superficialità e queste quattro giornate del festival sono un nostro contributo per andare nella direzione esattamente opposta perché la testa ce l'abbiamo per utilizzarla e le conoscenze devono essere alla base di ogni scelta come è stato appena sottolineato dalla lettera che ci ha mandato Enrico Salsa grande banchiere lui è stato anche alla base della nascita di Banca Intesa prima Banca Italiana tra le maggiori d'Europa la seconda credo ora e Ugandis anche imprenditore. Bene, questo festival è il nostro contributo anche per andare in questo caso per sottolineare la positività dell'ascolto qui noi siamo anche qui in un momento difficile dell'epoca che stiamo degli anni che stiamo attraversando, si è persa la capacità di ascoltare oltre che quella di ragionare e anche questo è un peccato grave ecco la rivalutazione dell'ascolto qui ognuno parla alla propria platea nei social ci sono le comunità di frequentazione gente che ognuno se la canta e se la suona come vuole lui ma questa è la negazione anche della democrazia oltre che delle conoscenze ecco questo festival è nel nome dell' ascolto oltre che della dialettica ma è riferimento alla dialettica motore del mondo l'ho già fatta l'anno scorso e quindi ve la risparmio ma l'importanza dell'ascolto è decisiva ecco noi abbiamo colgo fiorda fiore anche perché sennò poi vado oltre i tempi che abbiamo e vengo meno la dichiarazione di intenti iniziale cioè di esercitare la virtù della sintesi. Cito alcuni titoli Cambiamento conservazione si è appena concluso professora Giulio Tremonti l'ingegnera Francesco Gaetano Calta-Gironne sta scarando Medio Banche Generali hanno fatto un duetto di straordinario interesse perché oggi stiamo vivendo una discontinuità totale allora è davvero un cambiamento o in realtà è conservazione chi non era a sentirlo se lo vada a vedere in ripresa visto che l'abbiamo registrato è stato davvero straordinariamente interessante così come sarà straordinariamente interessante domani mattina qui al teatro sociale il cardinale Zuppi. Io rientro nella categoria degli atei e quindi però devo dire che in momenti difficili come quello che stanno attraversando il mondo beh tra i pochi che hanno tenuto la bussola nella direzione giusta ci stanno proprio gli esponenti della chiesa e qui domani mattina abbiamo il cardinale Zuppi verrà intervistato su un tema che abbiamo scelto la pace valore universale credo che le parole vanno ascoltate le sue parole vadano ascoltate con attenzione poi abbiamo un'intervista nei prossimi giorni a Romano Prodi quella gliela farò io il titolo che abbiamo scelto è nuotare nell'incertezza e davvero bisogna saper nuotare bene tenendo conto di come va il mondo vi cito un altro titolo e poi la chiudo così questo è un po difficile per cui è uno scioglilingua ma guardate riflettetici perché è uno scioglilingua di straordinaria capacità di fotografare la realtà tempi facili creano uomini deboli tempi difficili creano uomini forti titolo non è med tamburini ma è di giuglio tremonti che farà una conversazione proprio su questo argomento e credo che vada in sentita con la necessaria attenzione e poi il festival è politiche monetarie falchi colombe gattopardi nelle scelte della federa reserva americana e della banca centrale europea e tanti tanti eventi sull'energia sull'intelligenza artificiale sulla demografia guardate che ieri listat ha diffuso un dato che davvero colpisce 1,18 è la media dei figli per che le donne italiane hanno ma 1,18 è un record negativo impressionante un panel del festival dei prossimi giorni l'abbiamo chiamato nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni ma vi rendete conto di cosa c'è dietro questa previsione condivisa da tutti i demografi ci sarà qui a parlarne francesco billari demografo tra i più esperti oltre che rettore dell'università bocconi e poi la grande fuga ma anche questo è un dato che ha diffuso ieri listat non era sorprendente però listat gli ha messo il timbro cento quasi poco meno di 100 mila giovani negli ultimi dieci anni hanno lasciato l'italia giovani intendisi studenti universitari noi abbiamo formato conoscenze che poi su cui poi almeno per qualche tempo non potremo più contare come sistema paese l'italia non è più un paese attrattivo per molti giovani e questo è davvero un problema non non banale chiudo con due con un evento che mi permetto di sottolineare perché mi è costata fatica perché ci ho lavorato 4-5 mesi e devo dire che mi ha dato una mano la Barbara Carfagna che è la giornalista RAI che segue questo in particolare l'argomento dell'intelligenza artificiale e l'Arabia Saudita sarà qui il capo domenica mattina alle 9 e mezza il capo economista del ministero dell'economia e della pianificazione dell'Arabia Saudita il tema che abbiamo scelto l'abbiamo convinto a parlare come regnare con l'intelligenza artificiale l'Arabia Saudita è l'unica parte del mondo a parte la polarizzazione che c'è tra Cina e Stati Uniti sono gli unici che investono massicciamente nell'intelligenza artificiale credo che sarà molto interessante ascoltarlo e infine in chiusura e questo mi esce proprio dal cuore oggi lo scontro è tra la forza e la ragione la forza può prevalere nel breve periodo ma noi tutti dobbiamo sentirci impegnati a far prevalere la ragione considerare la guerra le guerre come strumento di soluzione dei conflitti è davvero un errore grave un peccato gravissimo grazie grazie al direttore Fabio Tamburini io chiamo Marta Cagnola subito sul palco perché oltre al festival c'è anche un dopo festival e allora ti lascio il fori festival che è uno dei momenti più attesi e io chiamo accanto a me l'amministratore legato il gruppo 24 ore Federico Silvestri eccoci allora Federico non posso che chiederti quali sono gli appuntamenti più attesi a parte quelli in cui ci sono io ma quali sono gli appuntamenti più attesi del fori festival? intanto sono tantissimi gli appuntamenti perché la somma degli appuntamenti del festival con quelli del fori festival fanno quasi 350 appuntamenti 350 appuntamenti in quattro giorni questa è di nuovo una delle caratteristiche del festival perché da una parte è un peccato perché è impossibile evidentemente seguire tutti gli eventi dall'altra però è anche un accorgimento per cercare di toccare l'interesse di tutti e quindi ognuno si compone diciamo così il suo menu il fori festival lo sappiamo è nato proprio per questo e c'è la opportunità di allargare il target di coinvolgere sempre più le famiglie e in particolare i ragazzi quindi la prima grande novità di quest'anno l'abbiamo accennata prima è il maggior coinvolgimento dei ragazzi quest'anno abbiamo lanciato un'iniziativa che si chiama voci del futuro call for ideas quindi abbiamo chiesto come comitato scientifico ai studenti universitari e come fuori festival a tutti i ragazzi dai 16 e 26 anni di proporre i propri argomenti quali sono gli argomenti che nella sensibilità dei ragazzi devono essere maggiormente all'attenzione ma non ci siamo accontentati di questo abbiamo chiesto ad alcuni di loro che si sono candidati di venirne a discutere a parità evidentemente di interesse e dignità con tanti opinion leader quindi è questo lo scambio che evidentemente porta valore questa è una delle novità più significative perché coinvolgere vuol dire naturalmente anzitutto far partecipare quindi noi cerchiamo di offrire ai ragazzi dei contenuti però siamo molto interessati a ricevere da loro il maggior contributo oltre a questo naturalmente nella cifra del fuori festival c'è anche l'opportunità di trattare temi diversi o gli stessi ma con altre voci con un altro approccio e quindi teniamo molto a una sezione che si chiama i visionari li abbiamo chiamati così che naturalmente vuol dire l'abbraccio con tante esperienze tante sensibilità diversi soprattutto in rappresentanza di tanti mondi da quello scientifico accademico al mondo evidentemente di chi lavora con i social noi non siamo certo ostili ai social noi soltanto invitiamo ad utilizzarle nel migliore dei modi e quindi quel meglio lo importiamo anche al festival attraverso appunto i protagonisti di queste piattaforme visionari vuol dire chi ha una visione tridimensionale e cerca di indovinare quali potrebbero essere i percorsi rivolti al futuro naturalmente in una kermesse come questa quattro giorni è importante ogni tanto anche alleggerire un pochino e quindi abbiamo pensato anche quest'anno a un'offerta musicale e di nuovo lo abbiamo fatto cercando di toccare tutti i gusti e tutte le sensibilità quindi sicuramente la grande musica pop diciamo così con brunoris as che è appena stato reduce al grande successo di san remo gaia che è un artista davvero straordinaria crescita anche a livello internazionale e poi abbiamo manuel agnelli che oltre naturalmente ad essere un grande protagonista della musica viene quest'anno con una bella iniziativa porta una sua academy di giovani talenti e quindi oltre come dire a condividerci la sua musica ci aiuterà a scoprire un po' che cosa sta facendo emergere il mondo musicale musica pop ma non solo quest'anno grande onore avremo tra gli altri il maestro uto uchi quindi la grandissima musica classica con uno dei maggiori interpe un orgoglio del nostro paese naturalmente avremo uno spazio per la come ci comicità con un'offerta evidentemente diversificata grandi personaggi che conosciamo attraverso il mondo televisivo ma anche quest'anno una novità perché abbiamo voluto dedicare una sezione della comicità diciamo al mondo femminile quindi una comicità femminile tante e importanti artiste diciamo ci ci ingaggeranno in una visione appunto tridimensionale del rapporto appunto tra uomo e donne quant'altro una cosa a cui teniamo molto che l'anno scorso l'abbiamo detto anche in conferenza stampa grazie al comune di Trento al sindaco siamo stati chiamati a dare un contributo a un importante appuntamento in cui trenta è stata capitale del volontariato e ci siamo accorti che chiamiamola così l'economia sociale e cioè il mondo di chi si spende per per aiutare è un mondo molto sentito e sta molto bene in questo festival quindi abbiamo voluto dare continuità a questo quindi abbiamo tantissime iniziative che ci coinvolgeranno in questi giorni una ci rende particolarmente orgogliosa abbiamo invitato e accettato paolo ruffini con i suoi ragazzi lo spettacolo di in don down che è stato uno straordinario successo ha girato tutti i teatri italiani e quindi verranno a trento sia per raccontarci come è nata e cosa ha significato questa esperienza sia per farci evidentemente godere del loro spettacolo abbiamo organizzato tantissime attività col muse che ringrazio per i più piccoli quindi coinvolgere le famiglie vuol dire anche trovare dei contenitori per accogliere appunto i bambini coinvolgere attività laboratori e come dire consentire anche a loro di dare il loro contributo e di partecipare divertendosi e infine naturalmente credo che sia doveroso ringraziare chi ha contribuito e contribuisce in maniera significativa a rendere possibile un festival sempre più importante sempre più bello e sono questi partner non li leggo tutti perché sono 53 questo è un grande orgoglio perché vuol dire che abbiamo parlato prima di coinvolgimento voglio dire di grandi capitani di industria degli stakeholder però questo vuol dire anche il coinvolgimento fattivo del mondo dell'impresa delle istituzioni in una rappresentazione straordinaria ci sono delle imprese eccellenze del made in italy ci sono delle grandi multinazionali ognuno non solo come dire da un contributo per sostenere la costruzione del festival ma è portatore di contenuti di contribuzione questa diciamo è un po una quadratura del cerchio che rende il nostro festival credo un po unico fatemelo dire quindi questo è tutto quello che abbiamo preparato per voi ma sarà bello scoprirlo insieme in questi quattro giorni grazie grazie a fedrico silvestre amministratore delegato del gruppo 24 ore rosabba abbiamo capito che l'unico problema sarà scegliere esatto io ce l'ho già il mio programmino possiamo dire solo buon divertimento buona visione buon ascolto soprattutto subito correte ci sono un sacco di eventi bisognerà non perderne anche uno ma insomma ci saranno veramente tra festival e fuori festival tantissime cose in questi tre giorni fino a domenica a presto buonasera a tutti
{{section.title}}
{{ item.title }}
{{ item.subtitle }}