L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro
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L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro
Consultazione su linee guida per l'AI e formazione digitale: focus su competenze, sicurezza e inclusione nel lavoro.
Mercoledì scorso si è chiusa appunto questa consultazione. Ministro, ci può dare già qualche anticipazione su quelle che sono, diciamo, delle tendenze che sono emerse? Ma io credo che prima di tutto vada sottolineato il fatto che la scelta di pubblicare delle linee guida e metterle in consultazione vuole rispondere a una esigenza, quella di non gestire un argomento così delicato e così impattante come l'intelligenza artificiale e il suo impatto nel mondo del lavoro partendo dalla posizione di chi è convinto di sapere tutto. In questo caso io credo che scegliere invece di fare delle linee guida aperte e quindi aprirci alla consultazione, invece dia la dimostrazione del fatto che dobbiamo tener conto di tutte quelle che sono le sensibilità che vengono da stakeholder qualificati, sono oltre 90, i contributi li stiamo valutando, li abbiamo raccolti tutti, sono, devo dire, tutti di grande qualità, almeno questo è quello che noi rileviamo e soprattutto quello che emerge è un'attenzione nei confronti del tema in termini anche di attenzione positiva e non di paura perché poi alla fine bisogna anche comprendere come accompagnare un tema che è determinante per quelle che poi saranno le scelte future, anche lo scenario in cui andremo a gestire anche le nostre politiche per il lavoro, dobbiamo accompagnare questo tema tenendo conto del fatto che magari ci può essere anche invece un approccio negativo o paura per quello che succederà. A me sembra invece di poter in questo caso dire che c'è molta aspettativa e anche la consapevolezza che ormai non si possa fare a meno di parlare di tecnologia e di parlare dell'intelligenza artificiale, avrà visto che io non mi sono presentata col foglio di carta o un oggettino, vabbè ma perché amo la tecnologia, un oggettino che mi consente di scrivere e di prendere appunti, ma ecco credo che sempre di più anche i supporti interattivi debbano diventare gli interlocutori di vita. E allora sai io vengo da un tavolo recente e aperto con le parti sociali su un tema assolutamente dedicatissimo come quello della sicurezza nei luoghi di lavoro e di quelle che dovranno essere anche le scelte per ulteriormente intensificare le nostre azioni in termini di prevenzione e tutti, proprio tutti, hanno rappresentato anche l'esigenza di utilizzare l'intelligenza artificiale come strumento per rendere più sicure le nostre attività lavorative, per rendere più sicuro e quindi anche maggiormente presidiato il lavoro. Allora ecco che si aprono mille percorsi e mille scenari perché come dice giustamente lei è un tema di competenze, è un tema certamente anche di visione e quindi anche di matching tra domanda e offerta di lavoro ed è un tema legato a quelle che possono essere anche le scelte che si fanno per fare in modo che il lavoro sia buono e sia soprattutto sicuro. Ecco infatti lei sempre stando nel tema di competenze, l'Istat due giorni fa ci diceva che c'è un ritardo storico sul tema proprio delle competenze digitali. Nel 2023 solo il 45-8% degli italiani in la fascia 16-74 anni aveva delle competenze digitali di base rispetto a una media europea del 55-5%. Ora l'Unione Europea ha fissato un target dell'80% al 2030 quindi c'è un grosso problema storico, ritardo storico ovviamente non è un ritardo degli ultimi anni, di aggiornamento diciamo di queste competenze digitali. Da questo punto di vista voi come governo avete messo anche in piedi poi le politiche attive, goal eccetera. Ci sono dei progetti diciamo che riguardano proprio l'aggiornamento delle competenze digitali? Mi faccio dire una cosa preliminare perché ci tengo, quando ci siamo insediati ogni ministro ha preso in mano quello che è la sua porzione del piano nazionale di riprese e resilienza e quindi anche tutte le azioni che erano state previste. Per quanto riguarda goal, garanzia e occupabilità dei lavoratori lei ricordava anche l'interazione tra goal e le competenze digitali. All'epoca c'era scritto che noi avremmo dovuto prendere in carico nell'ambito del percorso di durata del programma 3 milioni di disoccupati, giovani e donne, e avremmo dovuto garantire formazione a circa 800 mila persone, 300 mila di queste avrebbero dovuto avere una formazione per quel che riguarda le competenze digitali. Ognuno di voi in questa sala, i ragazzi che sono seduti, può dire come è possibile oggi, al di là di quella che può essere la complessità della singola mansione, che ci possa essere una differenziazione così ampia tra quelle che sono le attività formative previste e il numero di soggetti che deve acquisire competenze digitali. In questo caso, oggi non esiste un lavoro che non abbia anche una componente digitale in sé. Allora noi in questo abbiamo, come Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, deciso di adottare invece una strategia differente. Quindi abbiamo bisogno di alzare il livello di competenze digitali della nostra popolazione in età di lavoro. Per cui abbiamo lanciato qualche giorno fa, il 19 di maggio, un piattaforma, un progetto educativo che si chiama Edo, educazione digitale per l'occupazione. E il nostro obiettivo è un'attività che facciamo insieme al Dipartimento per l'Innovazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il nostro obiettivo è di coinvolgere in un processo formativo che sarà fatto attraverso la formazione e learning, circa un milione di persone entro il 2025. Quindi con l'ambizione di raddoppiare i numeri e di arrivare a due milioni di persone, abbiamo praticamente una formazione che è divisa in quattro aree tematiche e nell'ambito di un percorso predefinito di tempo, chi frequenta questo corso in e-learning, poi avrà una certificazione riconosciuta e rilasciata dalle regioni che può essere spendibile sul fronte delle competenze certificate. Questa è una prima fase e un primo passaggio necessario, costruiamo il pavimento su cui poi andiamo a edificare quella che è la casa in cui andiamo a mettere tutte le competenze necessarie per rispondere a quelle che sono le proposte di lavoro che esistono. Perché noi abbiamo bisogno anche di adeguare quella che è l'offerta formativa e l'offerta formativa finanziata anche dai canali regionali con quelle che sono le reali esigenze del mondo del lavoro e soprattutto le ricerche di personale che fanno le aziende. Parliamo spesso di mismatch e diciamo che rispetto a quelli che sono i lavori che ci sono invece non riusciamo a trovare i lavoratori e le lavoratrici, non perché non ci siano, noi abbiamo tanti ragazzi e ragazze che oggi non studiano, non lavorano e non si formano. Allora anche per quello ci vuole una strategia doc. Per i cosiddetti NIT, scusi se lo interrompo, visto che li abbiamo citati, NIT ragazzi appunto che non studiano, non si formano e non lavorano, che in Italia sono oltre un milione e tre, è migliorato molto il dato degli ultimi anni però siamo un fanalino di coda tra gli ultimi paesi e l'europeu. C'è qualche progetto mirato per intercettare questa fascia di ragazzi che appunto sono più lontani dal mondo del lavoro per formarli? Guarda, noi in questo stiamo procedendo con tutta una serie di attività e di supporti che ci accompagnano dal 1° settembre del 2023. A volte saprete, molti di voi sapranno che noi a maggio del 2023 col decreto 1° maggio da un lato abbiamo riformato il reddito di cittadinanza introducendo la segno di inclusione e il supporto per la formazione del lavoro, nell'ambito di quel intervento riformatore abbiamo inserito anche quella piattaforma che va sotto il nome di SISL, che è il sistema per l'inclusione sociale e lavorativo, che è la nostra piattaforma di incroscio tra domande e offerta di lavoro e di formazione all'interno della quale interagiscono tutti quei soggetti che in Italia hanno competenze in materia di lavoro. Cioè vuol dire certamente il Ministero del Lavoro, l'INPS, l'INAIL, ma anche le agenzie per il lavoro, l'Ispettorato nazionale del lavoro, le regioni, gli enti formatori, le agenzie per il lavoro, io le voglio sottolineare perché oggi poi abbiamo fatto un ulteriore passaggio, abbiamo ampliato oltre a chi fa il matching professionale dell'incroscio tra domande e offerta di lavoro, aprendo anche alle aziende e aprendo anche ai cittadini che vogliono inserire il curriculum. Abbiamo creato e stiamo creando il grande ufficio del lavoro virtuale che vogliamo portare a casa dei cittadini, ma perché questo? Non tutti siamo nelle stesse condizioni e soprattutto laddove abbiamo dei lavoratori e delle lavoratrici che si trovano in una condizione di diversa abilità al lavoro e soprattutto con la necessità di avere un sostegno differente anche nel rapporto con la pubblica amministrazione, noi portiamo loro proprio la piattaforma che dovete pensare che sia un ufficio del lavoro. Nell'ambito della piattaforma che abbiamo creato, poi abbiamo collegato altri percorsi e uno che stiamo sperimentando, siamo nella fase avanzata di sperimentazione, invece è il web coach virtuale. Vedo tanti ragazzi in questa sala, mi farebbe molto piacere che partecipaste alla sperimentazione che farà anche la provincia autonoma di Trento insieme alle altre province autonome e alle regioni italiane, perché? Perché il web coach praticamente cosa fa? Vi prende per mano e vi aiuta prima di tutto a comprendere a che punto siete del vostro percorso di formazione e soprattutto quali sono le competenze che avete acquisito, qual è in quel caso la valutazione e la presa del curriculum della persona rispetto a quelle che sono le offerte che le aziende pubblicano e soprattutto ciò che chiede il mondo del lavoro e laddove si vuole crescere o si vuole investire in ulteriore acquisizione di competenze, quindi il web coach vi accompagna anche a individuare quali possono essere i percorsi formativi e la formazione finanziata più adeguata, il mio obiettivo, il mio sogno, qual è? Nel momento in cui un'azienda cerca un lavoratore, una lavoratrice, magari non trova chi ha il 100% del curriculum e delle competenze che rispecchia la sua richiesta, poi ci sia la possibilità invece di fare una valutazione insieme di quella che è la formazione aggiuntiva, se loro scommettono sui ragazzi noi scommetiamo sull'azienda e li accompagniamo con la nostra formazione finanziata, perché io da ex professionista del mondo del lavoro, ex perché non posso esercitare non perché non sia ancora un consulente del lavoro, però ho sempre avuto come obiettivo quello di fare in modo di non vendere fumo, perché i professionisti non lo possono fare ovviamente, e quindi non vendere fumo vuol dire non vendere anche delle false aspettative ai ragazzi, ma invece accompagnarli a realizzare le loro aspettative e i loro talenti, perché è questo che poi ci chiedono anche le imprese, quello di poter avere delle risorse umane di qualità formate, ma formate non sulla base della formazione che fa la fortuna dei formatori, ma invece di quella che fa la fortuna di chi poi la deve spendere giorno per giorno in un posto di lavoro. Questo è il grande tema, il grande tema di chi si occupa, chi studia i dati del mercato del lavoro, il mismatch è il tema dei temi, una offerta di lavoro, ogni due offerti di lavoro, una rimane in evasa perché non si presentano candidati, e perché appunto i candidati che si presentano non hanno le competenze che servono all'impresa. Questo è il tema a cui anche voi come Governo siete chiamati a ragionare, eccellente. Sicuramente uno degli aspetti è il potenziamento di una formazione che sia mirata alle esigenze del territorio, da questo punto di vista un grosso sforzo, un grosso investimento è stato fatto per esempio sugli ITS, che sono una realtà che hanno un livello di placement altissimo, 85-90%, il più delle volte poi, quasi nel 100% dei casi, coerenti con quelli che sono i percorsi dei studi ragazzi. Il problema di queste iniziative è che sono tutte legate al PNRR che finisce tra un anno e mezzo. Ecco vi state ponendo il tema anche di dare continuità post 2026 a queste iniziative politiche attive del lavoro, ITS, finanziamenti stabili alle realtà degli ITS, che anche peraltro in questa provincia, proprio allo scorso anno, ho moderato un convegno, c'erano i ragazzi dell'ITS del turismo che erano preparatissimi, e molti attraverso il ponte che c'è con l'università, la cosiddetta passarella, avevano fatto prima esperienze universitarie e poi si erano spostati sugli ITS per avere una formazione ancora più specifica. Prego. Guardi, lei mi chiede se ci stiamo ponendo il problema. Io me lo sono già posta devo dire, perché lei sa che il Ministero del Lavoro è competente per quanto riguarda la formazione professionale, soprattutto quella di espressione di derivazione regionale o provinciale, per cui per tutto quel che riguarda la IFP, noi abbiamo già fatto per legge il passaggio, anche attraverso la legge di bilancio 2025, del collegamento e quindi della stabilizzazione dal PNRI verso quello che deve essere il percorso di proseguzione e di normalizzazione di un investimento che sta avendo dei risultati e ci sta dando dei risultati eccezionali. Perché lei faceva riferimento agli ITS? Sottoscrivo perché i numeri ci dicono che è un percorso di formazione in cui la formazione di qualità, il livello di soddisfazione dei ragazzi è altissimo, il livello di soddisfazione delle aziende altrettanto, sono praticamente a piena occupazione perché tutti i ragazzi che poi concludono il percorso e vogliono entrare nel mondo del lavoro hanno già l'azienda che li aspetta e che li ha, se volete, prenotati in anticipo. Però la stessa cosa ce l'abbiamo sulla IFP, sulla formazione professionale, laddove anche in questo caso i risultati sono estremamente interessanti, anzi rischiamo, rischiamo poi soprattutto sulla IFP che durante i percorsi di alternanza scuola lavoro, magari molti giovani perché le aziende hanno interesse ad averli subito, poi possono essere colti e quindi attrati in azienda prima della fine del percorso formativo. Questo anche per effetto del fatto che le risorse di qualità sono talmente ricercate che ovviamente la spendibilità è immediata. Allora noi nel dire che la formazione professionale e la formazione tecnica superiore sono dei percorsi di studio assolutamente validi e con la stessa dignità rispetto ad altri percorsi se volete più tradizionali, però dobbiamo anche sottolineare che la cosa importante è che ai giovani sia data la possibilità di scegliere, quindi di costruirsi il loro percorso di vita e di lavoro e soprattutto anche scegliere a un certo punto se continuare gli studi e quindi affrontare anche il percorso universitario oppure inserirsi in un contesto lavorativo che deve essere soddisfacente sotto tutti gli aspetti, però puntare sulle competenze vuol dire anche migliorare il livello di produttività delle aziende e contemporaneamente anche il livello retributivo e quindi il ritorno economico per le persone. È fondamentale da questo punto di vista l'orientamento scolastico e poi bisogna secondo me anche cambiare molto la mentalità delle famiglie italiane. Noi diciamo nel nostro piccolo come solo 24 ore da tempo stiamo facendo una campagna proprio per diffondere le migliori pratiche appunto di ITS, IFP, per dare anche diciamo alle famiglie la consapevolezza che esistono anche altre strade altrettanto valide e non c'è diciamo bisogna superare anche dei pregiudizi secondo me appunto radicati, ma fino ad ora abbiamo parlato di competenze per chi deve entrare nel mondo del lavoro, poi c'è il tema dell'aggiornamento delle competenze per chi il lavoro ce l'ha. Ecco è di oggi la notizia che avete aumentato la dota del fondo nove competenze per spiegare brevemente il fondo nove competenze si possono fare gli accordi collettivi aziendali quindi sindacati e azienda e per aggiornare appunto le competenze soprattutto digitali diciamo dei lavoratori e questo fondo finanzia le ore che sono appunto passate per aggiornare le proprie competenze professionali. Ecco avete aumentato questa dote probabilmente a un miliardo probabilmente come diciamo come sta andando questa terza edizione del fondo quanta è la platea di lavoratori potenzialmente interessata? Guardi sta andando talmente bene che abbiamo aumentato le risorse perché inizialmente erano 731 milioni e adesso sono oltre un miliardo perché abbiamo aggiunto 318 milioni oggi ma il nostro obiettivo è rifinanziare anche la prossima campagna in modo altrettanto significativo anzi vorrei mettere a disposizione ancora più risorse. Il risultato è stato straordinario io credo che sia collegato a una serie di scelte prima di tutto questa edizione del fondo nuove competenze guarda alle transizioni quindi sia la transizione ecologica che la transizione digitale quindi a tutti i cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra società nel mondo del lavoro. Abbiamo più di un milione di lavoratori che sono coinvolti da questa edizione del fondo nuove competenze un milione e 100 mila sono quasi sono più di 23 mila aziende ma la cosa altrettanto nuova è il fatto che abbiamo puntato non solo sul sul progetto della singola impresa ma abbiamo invece lavorato molto sulle filiere formative e sui segretari. E quindi tutti i sistemi formativi cioè sull'azienda che a quel punto diventa anche comunità nel momento in cui coinvolge in un progetto di ristrutturazione di riorganizzazione aziendale con la conseguente formazione e aggiornamento delle competenze anche la sua filiera e quindi tutte le aziende dell'indotto che in qualche modo completano il progetto. Ecco io credo che questo sia determinante lei diceva una cosa molto molto importante prima attenzione al territorio ecco questo vuol dire anche quando si parla di filiere formative di sistemi formativi vuol dire anche poter valorizzare quelle che sono le eccellenze del territorio e soprattutto anche le specificità. Noi abbiamo dei distretti industriali e produttivi di grande grandissima qualità non ce lo dimentichiamo mai che il made in Italy quello per cui siamo famosi nel mondo poi è la storia e la tradizione delle piccole e medie imprese italiane che nel fare qualità fanno costruiscono anche delle reti di qualità e di eccellenza. Allora ecco puntare sulla nostra qualità puntare sull'eccellenza mettere a disposizione degli strumenti che consentano anche di lavorare meglio e soprattutto laddove per esempio parliamo di transizione digitale di fare degli investimenti innovativi sul fronte delle competenze digitali credo che sia il modo migliore anche di accompagnare invece la riprogrammazione la ridefinizione di quelli che sono gli obiettivi invece di aziende che si trovano all'interno di comparti che vivono momenti di difficoltà. Certo e adesso diciamo vorrei fare con lei anche un ragionamento un po sull'andamento del mercato del lavoro perché noi siamo oramai stabilmente sopra i 24 milioni di occupati che diciamo per le rilevazioni istat è il nostro picco massimo sostanzialmente però se diciamo ci guardiamo oltre diciamo il nostro paese noi abbiamo un tasso di occupazione intorno al 62 2% che è circa 8,6 punti sotto diciamo rispetto alla media europea cioè c'è un problema come dire che ci portiamo avanti tantissimo tempo che è quello che troppe poche persone lavorano la platea di lavoratori occupati è ancora troppo esigua rispetto diciamo anche e questo poi bette poi anche ha un impatto molto grande. C'è un impatto anche su le pensioni tantissime altre cose ma adesso vorrei rimanere su questo tema quindi c'è un aspetto noi abbiamo pochi giovani ancora e poche donne che lavorano e poi c'è un problema di occupazione di qualità dell'occupazione se vogliamo perché i comparti che stanno tirando di più sono comparti a basso valore aggiunto penso al turismo penso ai servizi alla persona alle costruzioni sono quelli diciamo che in un momento di crisi dell'industria diciamo sono quelli che stanno alimentando di più il nostro mercato. Ecco come governo quali sono qual è la vostra trilogia le iniziative state mettendo in campo per l'occupazione stabile e per questi due segmenti deboli diciamo del mercato del lavoro che sono donne e giovani? Prima di tutto partiamo appunto da quello che è il risultato attuale cioè avere un record di occupati e di occupati stabili è come dire la base su cui puoi costruire il futuro se noi oggi avessimo da commentare invece i dati di un mercato del lavoro caratterizzato essenzialmente da contratti di lavoro che sono stati in campo. Se non avessimo un lavoro temporaneo avremmo una difficoltà in più invece quello che noi vediamo è che in questo momento ciò che sta crescendo è il lavoro strutturato e il lavoro a tempo indeterminato vuol dire che le aziende investono e investono nella durata della relazione di lavoro ed è un elemento assolutamente positivo anche sul fronte dei giovani e quindi dell'ingresso. Nel resto dei giovani nel mondo del lavoro e delle giovani donne i numeri ci dicono che è in riduzione la fascia dei nits ed è progressivamente in riduzione e negli ultimi anni è stata erosa in modo importante qui io non voglio dire che noi non abbiamo 1.800.000 nits in questo momento però abbiamo come le dicevo anche delle strategie per intercettarli e per renderli attivi e portarli all'interno del mondo del lavoro quello di cui vi parlavo prima al di là del fatto che abbia in sé anche una forte competenza e componente tecnologica come il web coach comunque un modo per Intrattenere una relazione con i giovani e far loro comprendere quanto oggi è importante per il futuro della nostra società per quelli che sono gli equilibri futuri del nostro del nostro paese averli in una condizione invece di piena attivazione. Noi sappiamo che siamo uno dei paesi più vecchi del mondo anzi siamo il secondo paese più vecchio del mondo dopo il Giappone. Io dico sempre che in Italia si vive bene si vive a lungo però questo poi comporta che se non abbiamo un numero di nascite sufficiente per compensare invece il numero dei decessi noi abbiamo uno spostamento anche della popolazione in età lavorativa verso quelle che sono le fasce adulte del mondo del lavoro e questo ovviamente è un modo per imparare a fare. Ovviamente vuol dire rischiare di non avere nuove energie e nuove energie qualificate quindi su questo noi abbiamo investito anche con la nostra politica di coesione per sostenere quelle che sono anche le assunzioni di donne di giovani anche in contesti del nostro paese in cui soprattutto per quanto riguarda l'occupazione femminile mi riferisco alla zona economica unica speciale del mezzogiorno. Ci sono degli indicatori che sono negativi rispetto alla media nazionale noi abbiamo bisogno di fare una forte come dire azione di coinvolgimento dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro partendo anche dalla valorizzazione dell'ascolto e dell'attenzione su quelle che sono i bisogni che vengono manifestati perché oggi io credo che sia importante che ci sia una investire certamente anche in qualità del lavoro e soprattutto anche in quelle che sono tutte le politiche che possono mettere in campo le aziende e che parlano di welfare e di welfare allargato perché oggi non è più strettamente ricercato solo ed esclusivamente lo stipendio e quindi ciò che oggi un ragazzo chiede in un colloquio di lavoro in genere la prima domanda non è mai quanto guadagnerò ma cosa faccio come lo faccio e soprattutto quali sono le politiche di welfare che mette a disposizione l'azienda perché perché si guarda all'esperienza di lavoro come una parte di un'esperienza invece più gratificante che deve essere quella di vita allora ecco costruire un sistema di welfare integrato che consente anche una partecipazione attiva dei lavoratori nelle scelte dell'impresa io credo che sia l'elemento che poi può costituire l'attrattività e poi certamente noi sappiamo anche che invecchiare è una condizione della vita capita a tutti quanti anzi auspichiamo ovviamente che capita anche a tutti i giovani a tutti quanti è lungo però bisogna poter anche vivere questa fase della vita con i giusti supporti noi nel momento in cui diciamo che aumenta la porzione della nostra popolazione anziana dobbiamo essere pronti anche a strutturare tutta una serie di competenze di sussidi e di ausili a fronte di quelli che sono i bisogni che manifestano popolazione anziana abbiamo da attuarci e poi dobbiamo trovare la legge delega anziani che vuol dire portare l'assistenza agli anziani non autosufficienti nella loro nella loro dimora familiare e non costringere invece le famiglie all'ospedalizzazione perché magari non esistono le professionalità oppure non esistono in numero sufficiente le professionalità che possono assistere anche queste figure io credo poi di dover dire che dobbiamo scommettere sul talento dei giovani anche nel promuovere nuove attività di impresa quindi nel fare auto impiego nuove startup giovanili nuove attività professionali nuove nuove società tra professionisti cioè io voglio dire a tutti che per ognuno di noi poi c'è ci sono devono essere ci sono oggi tante opportunità come giocare se non blocchiamo le nostre carte questo dipende anche dalla capacità di incontrare per strada dei buoni modelli e soprattutto anche delle dei soggetti che siano in grado in questo caso anche soggetti pubblici di dare il giusto ausilio il giusto accompagnamento e le giuste dritte su come poter giocare la partita ma in difesa sempre all'attacco e con anche tanta visione un altro degli aspetti diciamo il lavoro è il tema dei salari delle retribuzioni noi ci abbiamo da 30 anni quindi non da ieri da 30 anni c'è un problema grosso di potere contrattuale di retribuzioni appunto che che non che crescono meno diciamo rispetto all'andamento del costo della vita e retribuzioni come dire fermi al palo come anche poi la produttività del lavoro sono due indicatori poi che si muovono insieme poi abbiamo avuto la spirale inflazionistica dopo dopo il covid infatti dati istanti dicono che le retribuzioni contrattuali a marzo l'ultimo dato era ancora l'otto per cento sotto rispetto al livello del 2021 anche se nel 2024 c'è stata una forte accelerazione una forte ripresa sulla scia di diversi rinnovi contrattuali ecco il centro sinistra diciamo la strategia del centro sinistra è quella del salario minimo legale no che voi appunto avete respinto avete un modello che punta più sulla contrattazione avete proprio da esercitare tra l'altro una delega proprio su questo tema qual è ci posso sintetizzare un po qual è la ricetta diciamo appunto alternativa diciamo rispetto per affrontare il tema dei delle retribuzioni basse del governo alternativa rispetto all'idea che invece ha il centro sinistra del salario minimo legale guardi lei ha detto bene ha messo insieme due due elementi che vanno veramente di pari passo i salari e la produttività perché se non aumenta la produttività non aumenta i salari non ecco perché io dico il salario minimo fissato per legge non è la risposta anche perché sappiamo bene se vogliamo fare solo una valutazione di ordine tecnico che là dove il settore è un settore che invece non restituisce produttività e quindi non restituisce valore il fatto di imporre un salario minimo porta a un adattamento con l'utilizzo magari di forme di sorte di contrattazione oppure con l'abuso di alcune tipologie contrattuali là dove il settore o l'azienda non fosse in grado di sostenere quello che è il costo di un salario minimo fissato per legge vedreste aumentare il part time involontario questo per dire e per darle una risposta immediata ma questo vuol dire che noi dobbiamo da un lato puntare sulla produttività dall'altro dobbiamo puntare certamente sul sistema di welfare che vuol dire anche sulla contratazione di prossimità perché poi i dati istat che sono stati pubblicati dicono che a livello di retribuzioni contrattuali abbiamo una erosione del potere d'acquisto superiore perché ovviamente c'è una stardarizzazione del numero là dove invece una buona contratazione di secondo livello è evidente che anche il salario reale di quei lavoratori è maggiormente maggiormente rispondente alla necessità di contrastare invece la spinta inflativa e quindi c'è un maggiore potere d'acquisto noi abbiamo fatto una scelta sia da sin dalla prima legge di bilancio che abbiamo approvato abbiamo abbassato la tassazione dei premi di risultato al 5% io credo si debba lavorare molto molto su questo aspetto si debba lavorare sul fatto che bisogna ampliare come dire il paniere delle voci contrattuali che possono usufruire della tassazione agevolata compreso i rinnovi contrattuali compreso anche tutte quelle voci che sono collegate per esempio alla agli straordinari alle altre tipologie di orario di lavoro e contemporaneamente bisogna anche guardare a come collegare la produttività al welfare e qui nel welfare integrativo credo si debba lavorare anche rispetto a quella che è la posizione per poter fruire della tassazione agevolata sui premi di risultato che è cristallizzata in una circolare dell'agenzia delle entrate ormai molto datata e che attiene tra l'altro l'incrementalità annuale è una cosa che in periodi di crisi per le aziende è molto difficile che ci sia sempre una reddittività incrementale rispetto all'anno precedente e questo frena molto la diffusione quindi voi state pensando anche di rivedere questo principio? Questo è un mio obiettivo perché vede mi piace molto venire ai confronti con i giornalisti del sole 24 ore Pogliotti era un esperto perché parliamo la lingua dei tecnici quindi ci capiamo immediatamente quando io dico guardare a quella circolare dico che oggi legare l'incrementalità a parametri che erano ovviamente anche stati definiti in un'epoca pre-COVID in cui il mondo della lavoro era strutturato in modo diverso non sia oggi rispondente io credo che in alcuni settori anche solo in contesti di difficoltà mantenere le quote di mercato nel contempo investire invece in innovazione quindi anche in nuove competenze sia già un indicatore importante di quello che è uno sforzo dell'azienda per lavorare e intercettare quelle che sono sfide eccellenti quindi su quello io mi riprometto insieme ovviamente ai colleghi del ministero dell'economia delle finanze invece di fare una valutazione perché credo che sia molto importante che si sposi bene anche con quelli intervento che noi abbiamo fatto abbiamo sostenuto che è la legge sulla partecipazione ecco mettere insieme le cose e non guardare invece a interventi spot cioè quando abbiamo prima parlato della piattaforma informatica e abbiamo parlato di tutte le cose che via via si sono inserite che abbiamo messo a bordo e perché c'è un disegno e c'è ovviamente una visione di insieme che quella di un mercato del lavoro moderno dove realisticamente utilizzare la tecnologia vuol dire anche abbattere la barriera del numero degli addetti che noi per esempio possiamo avere nei nostri centri per l'impiego abbattere la barriera anche geografica perché a volte vivere in un piccolo borgo o in un picco in una piccola realtà potrebbe rappresentare come dire una condizione di disfavore rispetto a quelle che possono essere anche delle sfide lavorative importanti invece oggi tornare ai territori e valorizzare le eccellenze del territorio è l'elemento positivo lei prima parlava di settori a basso valore aggiunto come il turismo ecco io credo che invece il turismo e lo dico proprio entrentino a Trento sia uno dei settori che invece potrebbe essere un'elemento positivo per restituirci un grande valore aggiunto perché oggi non dobbiamo pensare al turismo e al settore del turismo come un insieme di realtà improvvisate ma invece dobbiamo valorizzare l'industria turistica e l'offerta turistica che i nostri territori sono in grado di mettere in campo anche per effetto del fatto che l'Italia è un paese che ha tanta eccellenza gastronomiche per esempio o tante eccellenze anche solo perché il paese che ha il patrimonio storico artistico architettonico più importante del mondo ecco imparare a valorizzare dimenticarsi a volte anche di quelle spinte verso l'esterno verso l'estero e guardare invece a quanto noi possiamo rappresentare in termini di eccellenze di espertise ciò che noi stiamo mettendo in campo come Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali sul fronte degli strumenti tecnologici di cui stiamo dotando il mondo del lavoro consentitemi di dire che non è uguali in Europa perché vuol dire anche tener conto che la tecnologia può fare la differenza Lì è molto importante anche il tema della politica industriale che favorisca le aggregazioni per esempio per far fare questo salto qualitativo all'industria del turismo come diceva lei per passare dall'improvvisazione a un'offerta anche più strutturata ecc. Un aspetto molto importante da questo punto di vista è il fatto che un limite grosso è rappresentato spesso dal costo delle case cioè tu imprenditore vuoi assumere dei ragazzi però il problema è che soprattutto nelle città il costo delle case spesso è molto elevato e quindi tutta la retribuzione, una buona parte della retribuzione viene diciamo mangiata dal costo delle case le parti sociali si sono come dire con la contrattata le organizzazioni di prossimità hanno trovato delle soluzioni da questo punto di vista negli accordi aziendali per favorire appunto case in affitto a canone calmirato voi come governo potete fare qualcosa da questo punto di vista per favorire la soluzione di questo problema che avrebbe un grosso impatto proprio sulle assunzioni di giovani? Guardi già è stato fatto perché nei recenti provvedimenti c'è la possibilità per le aziende di usufruire anche della deducibilità fiscale di interventi di sostegni assegnati e dipendenti per il trasferimento dai luoghi d'origine quindi per l'individuazione anche di case e domicili ma io credo che soprattutto su settori specifici si debba fortemente investire su questo allora uno degli impegni che io sento di assumere è quello di sostenere quella che la richiesta che viene per esempio dai datori di lavoro agricoli di poterli aiutare a ristrutturare quelle che sono anche delle realtà degli immobili che sono sui fondi agricoli e che possono essere destinati ai lavoratori alle lavoratrici e che vengono impiegati non solo durante la campagna stagionale ma anche invece perché in agricoltura sta crescendo molto con rapporti di lavoro a tempo indeterminato perché ho parlato dell'agricoltura perché l'agricoltura è l'esempio della prossimità e soprattutto anche del legame con il territorio allora dare la possibilità di sviluppare il nostro il nostro sistema con degli investimenti anche per degli insediamenti rurali e localizzati vuol dire portare ricchezza al territorio e valorizzare quelle che sono le eccellenze del territorio ovviamente queste cose le stiamo studiando insieme al collega Francesco Lolo Brigida che è il ministro dell'agricoltura io guardo a tutti questi temi pensando che il ministro del lavoro deve ovviamente occuparsi di promuovere il lavoro perché poi mi capita anche di dover utilizzare certamente quegli strumenti come gli amortizzatori sociali che devono proteggere il lavoro quando ci sono dei momenti di difficoltà ma la strategia deve essere orientata tutta a promuovere lavoro promuovere lavoro di qualità dare opportunità ai ragazzi e soprattutto dare prospettive di crescita di un mondo del lavoro che deve essere inclusivo e non deve lasciare nessuno indietro bene siamo arrivati diciamo al nostro limite di tempo e quindi io ringrazio il ministro di questa grazie a voi veramente grazie a voi per l'attenzione grazie dell'ascolto grazie
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