Le voci del domani - 23 maggio
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Le voci del domani - 23 maggio
Un dibattito sulle sfide dei giovani, lavoro, precarietà e futuro.
Buongiorno e ben arrivati in questo spazio dedicato ai giovani, una novità del Festival dell'Economia di Trento che da quest'anno ha deciso di dare voce ai giovani, tre appuntamenti. Il primo è cominciato ieri con i ragazzi del liceo di un istituto professionale, oggi invece continua con due ragazzi universitari, Università di Pavia e Università di Bologna. Allora innanzitutto vi presento Riccardo Valle, Università di Pavia e Samuele Nava, Università di Bologna. Benvenuti. Grazie, grazie. Allora, l'obiettivo di questo panel, l'obiettivo di questo spazio è affrontare i temi di oggi ma in maniera diversa, diciamo. Ieri abbiamo ricordato quanto siano ingombranti gli adulti in questa società, è un mondo pieno di adulti, è un mondo pieno di anziani dove non si nasce più e purtroppo i giovani che in realtà rappresentano l'oggi e il domani della società vengono davvero poco ascoltati, forse sono meno interessanti perché rappresentano una quota di voti minore e invece dovrebbero essere il centro dell'attenzione di qualsiasi politica che abbia una visione di medio-lungo periodo. Oggi i temi che i ragazzi affronteranno sono proprio i temi dei giovani, del lavoro e del futuro, quindi io direi partiamo da voi, il format è una presentazione dei due ragazzi e poi l'apertura di un dibattito col pubblico se ha voglia di partecipare o tra di noi qualora non vi fossero interventi dal pubblico. Riccardo parti tu? Benissimo. Allora buongiorno a tutti, è una grandissima emozione poter essere a questo festival che affronta tematiche molto importanti non solo per il futuro ma anche per l'oggi perché il futuro per l'appunto si scorso esce oggi e mi presento in due parole. Sono Riccardo Valle, vengo dall'Università di Pavia ed è da anni che mi occupo in varie forme di giovani lavoro e per l'appunto futuro. Una presentazione bellissima quella della gentilissima giornalista Rosalba Reggio, ci tengo però a dire una cosa, non bisogna affrontare i giovani in opposizione tra virgolette o come una parte staccata della società perché io ho scritto due esagi su questo tema e quello che mi interessa dire è che se i giovani a livello di formazione o a livello lavorativo non hanno la possibilità di costruirsi un futuro come hanno fatto le generazioni precedenti, il problema non è solamente un problema economico ma è anche un problema sociale. Detto in due parole, se noi giovani abbiamo delle vite precarie, innanzitutto non possiamo permetterci di essere indipendenti, formare una famiglia, mettere al mondo dei figli e soprattutto non possiamo contribuire in maniera giusta ed equa alle pensioni, noi abbiamo un sistema pensionistico che si regge sul fatto che ci siano più lavoratori che pensionati. Ad oggi questo rapporto è già molto in crisi, nel 2050 si potrebbe arrivare a un lavoratore per ogni pensionato. Se nascono sempre meno figli come stiamo vedendo, questa situazione peggiora sempre di più. A livello internazionale l'Italia è messa a malissimo sotto tutti questi punti di vista. Nel senso che se qui al festival dell'economia di Trento c'è uno spazio dedicato a noi come giovani vuol dire che siamo una specie protetta perché normalmente non abbiamo la possibilità di far sentire la nostra voce e tutto quello che parte come problema economico, come problema nelle statistiche poi ha degli effetti anche culturali perché se io non posso permettermi a livello economico di costruire una famiglia o anche solamente di andare ad abitare con quello che è il mio partner è ovvio che poi anche a livello culturale cambiano quelle che sono le prospettive perché devo volere una famiglia e quindi contribuire al sistema paese se tanto non arrivo a fine mese mi vengono proposti i stage da 500 euro al mese. Quindi quello che io ci tengo a dire... Più volte aggiungiamo, più volte. Esatto, esatto. E quindi quello che propongo io nei messaggi o tutte le volte che ho l'opportunità di parlare a delle persone sia in serie istituzionali sia in questi bellissimi eventi è proprio quello di non considerare i giovani come una parte staccata perché queste tematiche non vanno affrontate in maniera separata, sono vasi comunicanti. I giovani non possono costruirsi un futuro, i giovani non possono mettere al mondo figli o crearsi una famiglia e questo ha delle ricadute economiche e sociali e quant'altro. Il mio punto è cambiare punto di vista. Come dicevo anche a livello culturale bisogna aiutare certamente chi vuole costruire un futuro, dare questa possibilità come le hanno avuta le generazioni precedenti e soprattutto fare in modo che l'investire sui giovani che decidono di farsi una famiglia, di costruire un futuro non sia visto come un peso ma che ci sia proprio un patto tra aziende, cittadini e stato che favorisce quello che è una problematica comune a tutti noi tant'è che nella maggior parte delle volte quando faccio degli eventi ci sono più adulti che giovani. Io sono contento di questo perché gli adulti sono quelli che ad oggi possono cambiare la situazione perché un domani noi pagheremo le pensioni dei nostri genitori quindi è nel loro interesse che noi dobbiamo avere la possibilità di costruirci un futuro sotto vari punti di vista. Cambiamo un po' il format, in realtà avevamo pensato a questi interventi come interventi slegati però sono diciamo di fatto la stessa tematica e quindi invece farei parlare anche Samuel e poi aprirei il dibattito anche perché Riccardo ci ha dato dei belli spunti. Vai Samuel. Si, ha usato una parola che userò anch'io adesso partendo però da una cosa che conosciamo tutti che è il primo articolo della Costituzione, quindi l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Io qui al Festival di Trento rilancio, l'Italia non è solo una repubblica fondata sul lavoro ma è una repubblica fondata soprattutto sulle famiglie. In Italia chi fa un figlio sa già che dovrà sostenerlo sempre e questo sostegno può avvenire sotto diversi punti di vista sotto il punto di vista economico ovviamente, attraverso i risparmi di una vita, attraverso una raccomandazione, una conoscenza quindi un sostegno in termini lavorativi o in età più avanzata un sostegno legato al tempo quindi banalmente curando i nipoteni per le file aspissianti che si trovano negli asili nido. Quindi nel paese dove uno nasce e sa che non avrà un sistema di base i cittadini quel sistema di base devono crearselo da solo e la famiglia è il nucleo fondamentale su cui tutti si fondano. Tra i sostegni della famiglia c'è chiaramente anche l'università, il diritto allo studio quindi l'accesso allo studio che dovrebbe poi portare a delle professioni e io sono venuto al Festival di Trento per dare la mia opinione ma non tanto per dare le risposte quanto per fare una domanda perché oggi quello che mi chiedo io è come fai a incoraggiare un giovane o un ragazzo delle scuole superiori a iniziare a fare un percorso universitario? Come fai se oltre alle tasse universitarie devi pagare 5-600 euro al mese per un posto letto in una grande città quando va bene? Come fai se hai studiato materie umanistiche e quando finisci ti dicono che devi fare una serie indefinita di stage facendo lo stesso lavoro delle persone assunte, stage che possono durare anche 12 mesi quindi non mi venga detto devi fare la gavetta perché 12 mesi non è gavetta, anche lì non ho retribuito o con un rimborso spese quando va bene. Oppure no magari non hai studiato materie umanistiche hai fatto un percorso più lungo, stressante anche sotto certi punti di vista quindi pensò al percorso di medicino, al percorso per l'insegnamento e poi finisce e dici cavolo in Canada i medici guadagnano 6 volte quello che guadagnano in Italia, gli insegnanti nella vicina a Spagna guadagnano il doppio e non hanno necessità di fare il percorso di abilitazione dei 60 cfu delirante che prevede questo paese e quindi come fai a incoraggiarlo? È una questione che sicuramente è legata al sistema che è sbagliato ma non solo, non basta dire il sistema Italia oggi non va bene, c'è anche una questione più astratta che è legata all'atteggiamento, aveva ragione Montanelli quando diceva se un italiano vede passare una macchina di lusso non pensa come procurarsela ma pensa come rigarglierla perché l'Italia è il paglio di Siena, è fatto di contrade e nella contrada non è importante vincere, è importante che il mio avversario perda un po' come Squid Game la mia vittoria e la tua sconfitta e quindi nel paese che è il paglio di Siena quando uno stagista entra all'interno di un'azienda e dimostra di essere sveglio trovi sempre due tipi di persone, da una parte quelli che ti dicono ma sì questo effettivamente è un ragazzo in gamba ascoltiamo i suoi progetti, ascoltiamo quello che può essere l'evoluzione di questa azienda, ascoltiamo le sue idee, questa parte non ha mai potere decisionale, c'è poi un'altra parte che inizia a dire è un fuoco di paglia ma non è troppo arrogante, in fondo si è sempre fatto così perché cambiare ma nella sua testa queste persone qui che lavorano nelle aziende pensano ma questo è sveglio, io alla sua età non ero come lui e se non ce l'ho fatta io non deve farcela nemmeno lui perché lui potenzialmente può raggiungere un livello più alto del mio quindi nonostante questa persona sia assunta ha dentro di sé questo atteggiamento riluttante nei confronti dell'ostagista sveglio e quindi in questo modo ovviamente non si può creare progresso, questo ovviamente porta poi alla diretta conseguenza che è l'emigrazione, questo è il paese dove si parla solo di emigrazione ma il vero problema è l'emigrazione, ieri sulle 24 ore c'era proprio il titolo dei giovani che scappano che sono aumentati del 20% e c'è una spia che sottolinea quanto l'emigrazione sia una emigrazione veramente forzata che è la lingua ora perché Robert De Niro, Scorsese, Lady Gaga non sanno una parola di italiano hanno discendenti italiani non sanno una parola, una hanno discendenti italiani perché non la sanno perché i loro genitori non gliel'hanno voluto insegnare perché l'Italia è bella quando si parla di vacanze a Capri di cibo di Ferrari di musica ma per quanto riguarda la burocrazia il lavoro e i diritti andale quindi io questo contesto quando faccio questo discorso mi dicono sempre però non sei un patriota non sei non ami l'Italia ma io è proprio perché credo che l'Italia sia caratterizzata da delle eccellenze che faccio questo discorso perché l'Italia è il paese che ha dato in Italia Dante, Alenardo Da Vinci Aritali Vimontalcini, Giovanni Farcone a persone che erano delle eccellenze nei loro settori e ridurre oggi il patriottismo all'islogan prima gli italiani padroni a casa nostra oggi essere patrioti vuol dire questo non vuol dire valorizzare i giovani quindi noi oggi ci stiamo accontentando non di potenziali eccellenze che possono esserci perché il paese Italia l'ha dimostrato non è che ce lo siamo inventati ma ha di sicure eccezioni oggi chi ce la fa in Italia non ce la fa grazie al sistema ma ce la fa nonostante il sistema per questo è considerata un'eccezione non un'eccellenza Allora intanto grazie per gli interventi che avete fatto apriamo il dibattito forse partirei dall'inizio perché Riccardo ha voluto subito evidenziare questa sorta di contrapposizione che viene posta tra i giovani e diciamo gli adulti allora però io ti chiedo e vi chiedo perché vorrei coinvolgervi entrambe in questa domanda e se non è una contrapposizione che cos'è oggi di fatto voi rappresentate una parte minoritaria della società da un punto di vista quantitativo ovviamente e non venite assolutamente ascoltati allora è evidente che un sistema virtuoso è un sistema che rispetta le differenze anche anagrafiche che è in grado di valorizzare la diversità che è sempre un valore ma voglio dire in un mondo in cui questa valorizzazione non avviene e in cui si è costretti costruendo uno spazio le voci del domani a darvi la parola se non siete diciamo vittima di una contrapposizione che cosa siete non vi sentite dimenticati da questa società? Allora aveva assolutamente ragione Samuere quando faceva l'esempio delle aziende dell'ostagista che viene preso mare se prova a fare di più quindi sì essenzialmente nella realtà c'è questa contrapposizione ma come spiegava bene Samuere non è solamente tra adulti e giovani ma è tra giovane e giovane adulto e adulto in Italia purtroppo vediamo il successo delle altre persone come se lui vince io perdo quando in realtà sappiamo che se una persona aumenta il suo reddito lavoro e produce anche io ho più possibilità di alzare il mio reddito produrre e quant'altro sicuramente c'è questa contrapposizione quando faccio qualche evento cerco sempre di smorzarla perché se io vedo in prima fila una signora più adulta di me io non posso andare a muso duro conto di lei certamente provo a farle capire che se io posso avere un lavoro stabile come c'era lei io le potrò pagare un domani la pensione e quant'altro se invece io rimango in stagio da 500 euro al mese dove non ho i miei contributi pagati quindi figuriamoci il pagare quelli degli altri sicuramente un domani sarà un problema anche per lei e anche per la sua generazione però mi piacerebbe che questa comunione tra giovani e adulti prescindesse dalla convenienza anche perché noi avremo problemi sempre sul sistema pensionistico ma con la riforma del sistema pensionistico noi oggi abbiamo un sistema contributivo quindi in realtà non c'è più quel meccanismo che giocava su 4 adulti per ogni giovane abbiamo un sistema che oggi ti darà la pensione e domani in base ai contributi che tu da un certo anno in poi tu hai effettivamente versato il problema è proprio questo se mai ci arriveremo perché non possiamo come altri pagare? Certo perché noi abbiamo costruito un debito che voi generazioni pagherete ma quello che mi piacerebbe sentire da voi è come potete vendere il vostro lavoro cioè io sono innamorata dei giovani sono madre di 3 figli probabilmente la cosa è conseguente o forse è perché sono innamorata dei giovani che ho fatto 3 figli io non lo so quale sia diciamo la radice di questo amore però io vedo tantissimo in voi perché vedo tutto quello che noi non siamo più cioè il potenziale io sono già nel mio 60° anno di età sono in fase discendente ho un grande appagamento e invece voi siete un fuoco un fuoco che può costruire qualsiasi cosa e allora io vorrei che voi in questo contesto mi raccontaste che cosa potete fare come potete convincere questi adulti talmente egoriferiti che non danno nessun tipo di spazio a voi al fatto che invece voi siete il futuro della società vendeteci qualcosa, vai Samuel mi fa piacere che tu sia innamorata dei giovani ma ti assicuro che non è così nell'ambito lavorativo nel senso ripeto è proprio una questione di atteggiamento cioè se io arrivo ho 6 mesi in una grande azienda dove fare uno stagio devo per forza di cose in quei 6 mesi dare tutto me stesso tengo valutato come arrogante non c'è niente da fare è così l'ho vissuto sulla mia pelle, lo hanno vissuto i miei coitani nel paese dove ti dicono che da quando nasci sei destinato a fallire l'unica opzione che ti rimane è che falliscano anche gli altri perché se il fallimento è collettivo il problema è del sistema, se il fallimento è individuale il problema è mio e quindi c'è proprio una questione di atteggiamento che va contrastata noi possiamo star qui a dire i giovani sono bravi, sono belli, hanno il fuoco, hanno le idee ma se poi quelle idee vengono completamente appiattite quando le porti sul tavolo dei progetti, sul tavolo della discussione è finita perché poi si tratta della concretezza a me fa piacere di essere qui al Festival di Trento a parlarne perché non ho avuto grandi occasioni di poter esprimere queste tesi posso farlo con i miei canali, posso farlo adesso indipendentemente grazie alle nuove tecnologie ma non ho questa eco che mi possa permettere di raggiungere un pubblico così ampio da dire sì, uniamoci perché il problema è effettivamente questo, dall'altro c'è un problema secondo me di credibilità importante prima ho fatto la domanda, come fai a incoraggiare un giovane a fare l'università? ma come fai se lo stesso potere esecutivo non prevede la laurea come obbligo per entrare in Parlamento ad esempio? un parlamentare su due non ha la laurea, il ministro ha la cultura, il ministro ha la cultura, è diventato tale senza avere la laurea? io sono d'accordo se decidiamo meglio una persona colta, senza la laurea, piuttosto in una persona che magari non è colta e ha la laurea sono d'accordo ammesso che possa esistere una strategia per poter determinare il grado di cultura di una persona, ammesso che possa esistere visto che non esiste, se nel mercato lavorativo la laurea è un requisito obbligatorio, mi aspetto che lo sia anche per i ministri che sono il potere esecutivo in questo Paese, che prendono delle decisioni anche in termini lavorativi, quindi è il classico esempio del predica bene e razzola male anche perché abbiamo requisiti di ingresso su molte professioni, magari anche meno importanti per il futuro della società come fai a essere credibile? l'italiano generalmente lo stato ha abituato a incontrarlo in due occasioni, quando va a scuola e quando sa mala nelle altre è sempre considerato un ostacolo, è sempre considerato qualcosa che ti mette il bastone tra le ruote nel percorso verso il progresso in questo Paese servono 70 licenze per fare una startup, quindi se io ho un'idea e dico domani faccio una startup, solo il fatto che devo fare le 70 licenze quell'idea diventa vecchia, è proprio una questione burocratica che in partenza è sbagliata, perché se io mi faccio venire un progetto, quel progetto so già che sarà destinato a invecchiare quindi da un lato c'è il sistema che è sbagliato, c'è un problema di credibilità importante, non a caso, pochissimi sono i giovani che vanno a votare la metà di quelli che vanno a votare vanno perché ascoltano i genitori che fanno il loro convivio a tavola, l'altra metà che va, vota sempre il contrario di quello che vanno poi alle elezioni cioè se vince la meloni, i giovani votano contro la meloni, se vince domani, non lo so, a calenda, i giovani voteranno contro calenda, cioè è così i giovani che vanno a votare votano sempre il contrario mi state dicendo che c'è una contrapposizione esattamente, una contrapposizione che però secondo me è dettagliare questi due fattori, da un lato c'è il sistema che è sbagliato, che però si può contrastare perché se io come azienda decido va bene, oggi mi consentono di chiamare non lo so, 10 stagisti al mese e di far far loro al massimo un percorso di 12 mesi io azienda cosa posso dire per contrastare in qualche modo il sistema? No, non chiamo 10 stagisti perché è inutile perché sono troppi, ne chiamo magari 3, scelti bene e poi uno lo assumo dopo 6 mesi, non dopo 12 invece cosa succede? Che ne assumono 10, sanno che ogni mese se ne assumi 10 almeno 2 saranno validi e quindi l'ostagista non diventa più una persona a cui far imparare un lavoro, diventa la persona su cui poggiare la sostenibilità dell'azienda perché sono persone giovani, capaci, che non costano niente e quindi gli conviene, perché io devo assumere un ostagista se ho un ricambio di 10 ogni volta che non mi costa niente? Cosa lo sumo a fare? Sarei stupido, no? Beh, allora no, no perché se tu hai una visione di medio lungo periodo capisci che la persona che hai davanti è una risorsa, dover formare ogni volta qualcuno è una perdita di tempo e una perdita di valore Sono d'accordo, però io sono del'idea, almeno questo ho potuto vedere in maniera concreta, questo può succedere, succede molto raramente però può succedere, ma generalmente se io ho un ricambio di 10 stagisti al mese, 2 validi li trovo, anche 2 che imparano veloce, che non ho bisogno di fare quel percorso all'idipotensia Ma io sono molto più ottimista di te però? Perché solo 2? Allora aspetta, noi ci stiamo infervorando però, visto che c'è un bel pubblico, io vorrei anche che il pubblico si sentisse libero di intervenire, noi chiacchieriamo, se volete dire qualcosa alzate la mano o venite coinvolti subito nella discussione? Volevi tu aggiungere qualcosa su questo? Volevo aggiungere che da un lato lui ha ragione, purtroppo una rondine non fa primavera, quindi servivano tante aziende, poi dall'altro lato il problema culturale è che in Italia preferiamo la convenienza al valore Poi forse anche i nostri manager, che tra l'altro c'è un vostro bellissimo articolo di qualche anno fa che faceva vedere come i manager italiani o proprietari di aziende sono mediamente meno formati, meno istruiti e con un'unità media molto superiore a quella di altri paesi europei Forse non sempre vedono davvero cos'è la convenienza, sennò molte aziende anche una volta che li assumono farebbero di tutto per non perderti, ti darebbero occasioni, ti darebbero benefit e poi se ne rendono conto solamente quando devono di partire da capo a fare 10 stagisti, due sono bravi, li porti avanti, apprendi stato e poi ne assumi uno, forse che vai avanti a sfruttare anche quando è assunto Poi quelli bravi, mettiamo 10 stagisti, un mese vengono presi 10 stagisti, due quelli bravi non li fanno fare solo 6 mesi, non sono stupidi, ne fanno fare 12, i 6 che hanno fatto li hanno fatti bene, gli altri 6 mentre arrivano altri stagisti i due bravi insegnano agli altri stagisti, quindi è così, vi assicuro che è così, potrei farvi gli esemp di aziende, non lo faccio sennò vien giù tutto E dopo due stage vai a casa? A casa, sei obbligato, perché dopo 12 mesi per legge non puoi o viene assunto o non viene assunto Vabbè, allora adesso vi pongo un altro tema, si parla sempre di fuga dei cervelli, è un concetto che io fatico a capire, un po' perché fatico a capire i confini di un paese che ha 160 anni di storia o poco più, cioè noi siamo l'Italia, lo siamo con grande orgoglio, ma siamo anche il Trentino Alto Adige, la Lombardia, piuttosto che Firenze, piuttosto che Milano, cioè abbiamo tante identità All'interno del nostro stesso paese abbiamo delle diversità incredibilino e questa è la bellezza del paese, la bellezza dell'umanità Perché c'è la paura o l'andare all'estero viene vissuto come qualcosa di riduttivo per il paese? Cioè il tema anche per voi giovani dovrebbe essere vissuto al contrario, cioè noi dobbiamo essere un paese che esporta giovani e importa giovani in un flusso continuo perché per voi anche andare all'estero e fare un'esperienza vuol dire tornare in Italia E qui diciamo c'è il grande vantaggio, essendovi tolti questo abito di giovane con tutti i difetti che vengono oggi attribuiti erroneamente ai giovani perché a questo punto diventate persone che hanno fatto un'esperienza internazionale Allora, quanto di questo, cioè il dovere uscire all'estero a voi sembra un limite del paese o può invece diventare un'opportunità? È un grandissimo limite, pensiamo a tantissime regioni del sud che per anni sono state teatro di emigrazione interna In quelle regioni c'è stato un invecchiamento sempre più deciso perché meno giovani che rimangono e soprattutto l'economia è peggiorata Perché meno giovani si apre meno attività, ci si concentra su un tipo di economia per la terza età che è ovviamente meno fruttuosa che un'economia diversificata Soprattutto nel momento in cui una persona emigra per trovare condizioni di vita lavorativa o di equilibrio vita lavoro migliori perché dovrebbe tornare indietro per soffrire Certo, però il mio fuoco era altrove, certo se succede solo questo, cioè se io dal sud vado al nord o se dall'italia vado all'estero il paese si impoverisce Ma noi dobbiamo lavorare perché il paese sia attrattivo, cioè noi dobbiamo lavorare, faccio l'esempio di università, a Milano abbiamo università fortemente attrattive sull'estero Che hanno una percentuale di studenti stranieri incredibile e allora il mio focus era sui giovani, quanto ritenete che invece di passare per quelli che scappano andare all'estero, fare questa esperienza e tornare con un'esperienza diversa anche internazionale può essere un valore per voi? L'ultima cosa che vorrei dire, anche qua purtroppo non è sempre questo il nostro impegno ma lo decide l'azienda, lo decide chi poi ti rinnova per l'ennesima volta lo stage quanto sei un talento Perchè ti dice bravissimo hai laurea, hai atteso di sperimentare, stage, hai lavorato all'estero ma qui siamo in Italia visto che queste sono le condizioni, vai in un'altra azienda, le condizioni sono le stesse, vieni pure in Italia oppure sei libero di tornare all'estero Per me va fatta invece una differenza, giusto quello che dici tu, l'esperienza all'estero è importantissima, fa crescere, permette di imparare nuove cose, permette di imparare anche una lingua molte volte un conto è l'emigrazione legata all'esperienza, alla formazione Un conto è chi emigra e si stabilizza, perché se io, tu giustamente hai detto l'Italia può essere un paese attrattivo, lo penso, penso che l'Italia sia un paese attrattivo per la sua bellezza, per il suo manesimo anche per le sue università Il problema è se la formazione dei giovani italiani avviene in Italia in delle università valide e successivamente avviene un'emigrazione all'estero con stabilizzazione da parte del giovane, quella è una fuga di cervelli perché, ed è un problema che riguarda tutti, perché noi pensiamo si va bene adesso qui parlando di giovani, etc. Le tasse le paghiamo tutti e la formazione di un giovane la paghiamo tutti e quindi se noi paghiamo quella formazione e quella risorsa viene poi sfruttata all'estero è chiaro che diventi un problema, in questo senso un impoverimento E cos'è la stabilizzazione per te, Samuele? Vivere all'estero, quello intendo Ma per quanto tempo? No, no, per sempre, perché se vivi all'estero qui non vieni più, fidati, vieni a fare le vacanze in Sardegna, a Capri, dici è buono, è piena e basta e dopo torni a lavorare via Non è vero, noi dobbiamo credere di più anche nel nostro paese, prima cosa, questa spesso ironia che viene attribuita, che si riversa sul nostro paese è un'ironia quasi sempre politica Quindi su come noi gestiamo il paese sul paese, non lo è sul paese stesso Anche vero che basta che tu vada all'estero e sei in grado di capire che valore viene attribuito al made in Italy, all'industria, noi abbiamo grandi industrie meccaniche, abbiamo esportazioni di grande valore Questa è il paese che ha dato in Natale a Dante, a Leonardo da Vinci, a Ritalio di Montaccini, a questi personaggi qui, non dubito sulla grandezza dell'Italia, sulla mentalità e anche sul paese stesso, dubito da un lato sul sistema che contrasta questa idea di progresso, dall'altro sull'atteggiamento L'atteggiamento dell'italiano è un atteggiamento invidioso, nessuno mi toglie dalla testa questa cosa, poi per l'amor di Dio lo ho potuto verificare su me stesso, ma ti assicuro che lo ho potuto verificare su moltissimi ai coetanei che avvertono questa sensazione quasi di dar fastidio Quindi di fronte ai salari di primi ingresso che sono bassi, ha un atteggiamento invidioso ma chi me lo fa fare di stare qua? Allora il tema salari Non si possono formare o devono fare un ossaggio a 500 euro al mese o di andare all'estero quanti Dante stiamo mandando via dall'Italia o non stiamo sfruttando perché ripeto lo sviluppo di una persona o di una startup, se fosse un po' più semplice porta un valore a tutta la collettività Una domanda a entrambi e poi vorrei veramente coinvolgere il pubblico, che facoltà avete frequentato e state frequentando? Io comunicazione avarese e adesso sto chiudendo la magistrale di italianistica a Bologna Ok, tu? Scienze politiche e poi comunicazione digitale, sempre a Pavia Ok, adesso vi faccio una domanda cattivissima Lo so Cattivissima Prima di iscrivervi all'università, che cosa vi ha spinto alla scelta? Poi capirete perché è cattiva così non sembra proprio cattiva Allora, io ho scelto entrambe le due facoltà che ho frequentato Uno per le possibilità lavorative abbastanza ampie, nel senso che le ho riconosce all'università di Pavia che dà una formazione molto varida anche per quelle che sono spesso erenamente ritenute due facoltà Un po' di scato, scienze politiche, non so cosa fare, vai a fare scienze politiche, scienze da comunicazione uguale scienze delle merendine, nel mio caso fortunatamente posso dire che non è stato così Quindi possibilità lavorative future, tematiche trattate, i professori che sono stati certi, cioè quanti oltre ad essere professori associati Erano anche professori a contratto che vengono dal mondo dell'impresa, che hanno aziende, che affrontano le tematiche che poi vanno a spiegare e poi sicuramente anche le mie predisposizioni Ok, Samuel? Io ho messo al primo posto le predisposizioni e la passione, ho sempre avuto la passione per il giornalismo già alle scuole superiori quindi sapevo che avrei dovuto fare un percorso simile per diventare giornalista ma anche un percorso quello del giornalista che può essere accompagnato allo studio cioè uno può diventare giornalista senza avere una laurea quindi sapevo di avere questo ropio binario e ho deciso di sfruttarlo il fatto dopo di aver potuto fare l'italianistica a Bologna da un lato c'era la questione dell'esperienza perché poi mi sono trasferito a Bologna quindi mi interessava fare un'esperienza da fuori sede ma soprattutto avere un piano B perché chiaramente il mondo del giornalismo tu lo saprai meglio di me è un mondo molto fluido, molto flessibile ormai diciamo esatto oggi ci sei, domani non ci sei ho detto facendo la facoltà di italianistica questa mi permette di poter iniziare l'abilitazione per poter insegnare quindi era proprio un piano B che da un lato mi interessava come esperienza, come facoltà era una facoltà che mi interessava, dall'altra anche in ambito lavorativo mi interessava avere quel piano B in generale tornando un attimo al discorso di prima credo questo che adesso lui ha 26 anni, io 94 siamo proprio in una fase dove c'è il massimo dell'elasticità del cervello cioè noi oggi possiamo veramente crearci la nostra vita in proprio senza veri condizionamenti della società e quindi questo io dico, il fatto che oggi siamo ridotti a fare degli stage di 12 mesi eccetera è uno spreco per il paese allora condivido e a questo punto divento cattiva vai però vi voglio bene lo stesso, ve l'ho detto, figli della vostra età e quindi non posso che volermi allora, voi avete fatto e fate delle facoltà bellissime e il patrimonio culturale italiano è bellissimo voi avete mai letto le statistiche di impiego delle università che avete frequentato? mai, sì allora io vi dico che l'Italia, tra i primati che hai in Europa, uno dei primati è il mismatch tra la domanda di lavoro e l'offerta di lavoro che cosa vuol dire? che noi che siamo un paese che sta morendo da un punto di vista anagrafico quindi facciamo 1,2 figli per donna e ho arrotondato in eccesso perché è un po' meno non abbiamo già in alcune aree del paese i lavoratori perché mancano i lavoratori noi siamo il giornale di Confindustria, l'industria italiana già ha carenza di lavoratori perché non esistono, perché non ci sono fasce di popolazioni disposte a lavorare in più abbiamo l'annoso problema del fatto che abbiamo competenze che il mercato non cerca allora, io vi dico, voi avete grazie all'elasticità che avete, avrete il mondo davanti e potrete costruire qualsiasi cosa ma le difficoltà che incontrate sono anche legate alla scelta che avete fatto perché se oggi ti laure in Italia in ingegneria trovi lavoro se ti laure in Italia in economia trovi lavoro e allora vi dico, grazie all'elasticità e alla capacità di fare più cose e di coltivare magari le vostre passioni anche parallelmente all'università sarebbe stata una scelta più folle guardare anche che cosa cerca il mercato perché avreste sistemato un problema paese che è quello del mismatch e soprattutto a fronte di 3-4 anni di grande soddisfazione in cui avete studiato quello che vi piaceva non avreste affrontato poi gli anni di frustrazione perché fate fatica a trovare lavoro o venite sfruttati è fuori dal mondo per voi questo discorso? Allora, non è fuori dal mondo ma è fuori da quello che farebbe bene al nostro paese nel senso che io ho sempre avuto la fortuna di lavorare e studiare nel mente sia da lavori proprio basici, quelli che vengono definiti umidi, ok a fino a posizioni anche un po' più di prestigio poi ad esempio meno ma... di cosa hai bisogno? Tu hai detto non è quello di cui ha bisogno il nostro paese di cosa ha bisogno? di cosa ho bisogno? Ad esempio io nel mio attuare lavoro non sono ingegnere ma lavoro anche con degli ingegneri la mia fidanzata anche lei ha fatto comunicazione per dei medici quindi magari la comunicazione non sarà quello che salva le vite ma un medico che non sa comunicare che in una determinata struttura c'è una nuova risorsa per curarsi e quantato è fondamentale Riccardo ma noi facciamo tutti questa scelta però il problema non è che deve scomparire questa università il problema è che noi dobbiamo essere in grado di bilanciare le competenze che facciamo uscire dall'università con quello che il mondo del lavoro cerca è assolutamente il problema che il mondo del lavoro italiano è fermo a vent'anni fa rispetto a tutti gli altri paesi europei cioè anche qui stiamo dicendo, voi giovani avete fatto delle facoltà che negli altri paesi sono quello che vi aprono un mondo cioè ad esempio banalmente la comunicazione in paesi come Germania e Francia due a base europei vicino a noi danno accesso a posizioni davvero davvero di prestigio e ben remunerati in Italia diciamo va bene la comunicazione sarà anche il futuro sarà anche necessaria perché ormai passa tutto attraverso la rete però fate un passo indietro occupatevi di altro perché noi in Italia ci dobbiamo occupare di questo che è verissimo, che è verissimo sicuramente non passa in secondo piano non vorrei essere fraintesa però se il mercato cerca due comunicazioni e 80 informatici ragazzi noi dobbiamo fare i conti col mercato non possiamo arrabbiarci col mondo se cerca 80 informatici e solo due persone di comunicazione No ma questo assolutamente ripeto molto spesso però anche quando ci sono questi due posti come comunicatori non vengono date ai giovani o non vengono attivamente... Certo, certo, poi c'è un tema l'abbiamo detto di poca considerazione ed è culturale perché in Italia quando c'è un amministratore delegato di una grande azienda statunitense che ha magari 35 anni tutti dicono mamma mia che giovane e non è così è giusto, è giusto perché le potenzialità che ha un uomo di 35 anni l'energia, anche le idee, la capacità di innovare non è la stessa di un uomo di 65 che invece normalmente sta ai vertici delle società italiane allora vai Samuele, poi però mi raccomando abbiamo detto tante cose anche provocatorie qualcuno che dal pubblico intervenga mi farebbe piacere La tua domanda è molto sociologica, quindi adattarsi in qualche modo al mercato la tua domanda è secondo te fuori dal mondo, la mia risposta è sì secondo me fuori dal mondo perché l'idea che l'individuo, adesso proprio a livello sociologico si debba adattare al mercato e al sistema è aberrante, orwelliano cioè l'idea che l'individuo non possa maturare nella propria vita le proprie passioni e quindi seguire il proprio sogno, la passione è l'elemento che non ti fa fare fatica la passione è l'elemento che produce creatività se io avessi fatto un ingegnere sarei stata una persona completamente piatta non solo perché non lo so fare ma proprio perché non avendo il fuoco dentro quello che abbiamo detto l'elasticità di cervello non produco niente non sono utili al mio paese, sono utili forse a livello di statistiche sì forse abbiamo più ingegneri ma quanti ne abbiamo? ho letto non so se sul solo comunque una statistica che ormai i lavoratori fanno il minimo indispensabile questo è un altro problema, cioè l'idea che la passione non ti spinga ad andare oltre non ti spinga ad essere produttivo, non dia quel fuoco creativo che porta innovazione, che porta progresso è un problema importante quindi io non devo inseguire il mercato, io devo inseguire la mia passione a prescindere per questo è la tua domanda, tu hai guardato le statistiche inerenti al lavoro? no, perché a me piace fare il giornalista, io farò di tutto nella mia vita per fare il giornalista mi sono posto questo obiettivo, sono riuscito a diventare giornalista, vedremo cosa mi riserverà al futuro ma l'idea di poter inseguire la propria passione a prescindere secondo me proprio a livello di umanistico è importante perché io devo fare qualcosa che serve al sistema, farò qualcosa che serve ad arricchire me stesso e se è possibile, se sarò capace di farlo, ad arricchire anche il mio paese però l'idea subito di essere in qualche modo accondiscendenti al mercato del lavoro nel senso rileggo Pasolini che diceva il fascismo degli antifascisti, la società consumistica dove il consumismo, il lavoro è questo mondo nuovo tecnologico che ci comanda, non posso non essere d'accordo allora viva la passione, ma poi però non voglio sentire la mentele se non trovate lavoro e se non c'è, perché allora io posso fare quello che voglio, avere un'autonomia massima e comunque la passione si costruisce, non è mai una ragazzi, il mondo vi offrirà un sacco di cose c'è una persona che vuole parlare qua in prima fila, se si può portare il gelato, per piacere, grazie molte magari ci regaleranno anche qualche minuto in più perché veramente vi ringrazio per questa conversazione che è molto stimolante intanto complimenti a tutti e due perché siete molto appassionati in quello che dite e si vede che ci credete quindi questo è bellissimo, due cose, la prima, anche io e Rosalba che siamo più o meno della stessa età anche per noi non è stato semplicissimo trovare lavoro, quindi questo ve lo dico, non è che tutti gli adulti soprattutto della nostra generazione ha avuto questa grande facilità, quindi vi capiamo molto più di quello che voi possiate pensare poi Samuele una cosa, la passione ed è bellissimo che tu la voglia coltivare, però non è che una cosa esclude l'altra non è che tu devi essere schiavo di un sistema e non puoi coltivare la tua passione, Iannacci ha fatto il medico adesso non ricordo se egli o chi per lui è ingegnere e comunque la passione l'hanno seguita, voi nella vostra passione ci dovete credere sempre adesso al di là di tutto tu hai fatto una scelta che io ti auguro, ti porterà ad avere un lavoro e a darti soddisfazione perché secondo me tu i numeri per farlo e ce li hai tutti, come te non vi manca niente, però questo voglio dire, una cosa non esclude l'altra Cioè oggi a questa età sembra che il mio amore, la mia passione è solo questo, vi assicuro che c'è molto di più nel mondo da vedere, da scoprire Questa è un'analisi corretta che può essere condivisibile o meno, oggi io non dico che uno deve per forza fare quello che gli piace però deve avere quantomeno l'ambizione a fare quello che gli piace, cioè non rassegnarsi in partenza, però poi chiaro, le scelte della vita possono cambiare ci sono mille circostanze, la vita è bella anche per questo perché ci sono veramente tantissimi aspetti da poter tenere però l'ambizione di raggiungere neanche la felicità che è fatta di momenti, ma quantomeno la serenità, essendo la vita, scusami, il lavoro, una componente fondamentale della vita è chiaro che se uno fa un lavoro per cui non ha passione non vivrà in maniera serena condivido pienamente soprattutto sarebbe bello e sarebbe un buon indice se avessimo l'opportunità di fare ciò che amiamo davvero poi per quanto mi riguarda io come raccontavo mi sono sempre adattato, ho sempre fatto un primo lavoro di sostentamento e un secondo che era semplicemente passione anche molte volte ma non è un bel rindice per il nostro paese rispetto a molti altri che più o meno hanno caratteristiche simili alle nostre che certi settori che potrebbero essere davvero trainanti produttivi e quant'altro qui in Italia siano qualcosa di marginare vuole intervenire qualcuno dal pubblico? Altre considerazioni su quello che abbiamo detto? Allora vi lancio un'ultima provocazione. Io sono laureata in lettere, ho fatto il ligeo classico quindi sono esattamente l'espressione della cultura umanistica italiana e lavoro in economia, anzi ho iniziato con la finanza, poi sono andata in economia, adesso in realtà mi occupo di cooperazione internazionale e detto questo, noi abbiamo questa grande passione umanistica e questa grande tradizione umanistica di cui siamo orgogliosi giustamente e che condiziona gran parte delle nostre scelte quando facciamo un'università perché abbiamo ancora tantissimi studenti che scelgono facoltà umanistiche quando però ci approcciamo alla scuola di oggi che ha esattamente tutto quello che aveva 50 anni fa quando l'ho frequentata io ci accorgiamo che nulla è cambiato in quella scuola e io amo prendere ad esempio uno scultore italiano, si chiama Iago se volete andare a cercarlo è uno scultore che ha studiato alla scuola di Frosinone, all'accademia di Frosinone, ad un certo punto Sgarbi lo chiamò per esporre il suo professore universitario gli disse no, tu esporrai solo quando io ti riterrò pronto lui disobbedì, espose e la sua vita diventò un inferno da allora tanto che dovette rinunciare a finire l'accademia questo artista è stato chiamato subito negli Stati Uniti, ha fatto un bambino velato che è a Napoli ispirandosi al Gesù velato ed è esposto al Rione Sanità ha fatto una Vergine Maria Incinta che è stata esposta a Times Square, è stato, ha avuto un successo incredibile e mi ha detto un giorno l'Italia è schiava della sua tradizione perché i grandi classici che noi veneriamo ai loro tempi erano degli innovatori e noi non abbiamo il coraggio di innovare, noi non abbiamo il coraggio di dire che non è solo il greco che io ho studiato che apre le menti perché non l'informatica, perché non il cinese, il mandarino, perché non è solo quello che noi abbiamo deciso che è tradizione e cultura classica che ci salverà, devo chiudere per questo mi guardate male, allora faccio chiudere a loro, quindi ci vuole il coraggio anche di uscire dai preconcetti e questo ve lo dico perché anche il tema della passione, se tu hai la passione per la comunicazione, io non ti dico di fare ingegneria perché sono d'accordo, non sarei stata in grado di farla, però ci sono molte facoltà che hanno magari possibilità di mercato più ampie e che ti danno poi la possibilità con una laurea magistrale magari di specializzarti e di fare qualcosa che ha a che fare con quello ma dandoti competenze che rispecchiano più quello che chiede il mercato, dovo e adesso la conclusione di questo spazio Assolutamente sì, non apro bocca sull'Università di Bologna perché non la conosco, però ripeto, fortunatamente a Pavia io gli sbocchi ne ho potuti avere è ovvio che comunque questi sbocchi sono sempre da confrontarsi con quello che è la realtà italiana, io ad esempio vengo da un territorio che è davvero bello, speciale, però rappresenta nel suo piccolo quelli che sono le mancanze italiane, cioè ripeto noi siamo un territorio bellissimo ma che non ci sappiamo valorizzare, che non ci sappiamo vendere bene, ci sono territori molto meno competitivi del nostro che però invece c'era fun Questo qui potrebbe essere un confronto con l'Italia rispetto all'estero, io non dico che tutti debbano studiare arte, quant'altro anche perché non è la cosa che più mi appassiona nel mio privato però è anche vero che all'estero hanno molto meno arte e si riesce a vivere di questo e ripeto il fatto che qualcuno riesca a viverci non è un vantaggio solo per chi porta casa lo stipendio a fine mese ma per tutto il paese, Germania, Francia, quant'altro Però il patrimonio culturale non va solo comunicato, va anche ben gestito, per ben gestirlo servono manager, non solo comunicatori, vai Samuel Sono d'accordo tanto su Iago che è straordinario, ma soprattutto sul fatto che da un lato bisogna fare i conti con la propria tradizione, questo è innegabile se l'Italia ha una tradizione che soprattutto nel rinascimento ha portato a delle straordinarie bellezze, sotto i punti di vista artistico, culturale, questo è un dato di fatto, non possiamo negarlo Dall'altro sono estremamente convinto che quello che dici tu legato a informatica e ingegneria sia importante ma nella misura in cui noi diciamo che tutto concorre all'elasticità mentale cioè qualsiasi materia nella sua essenza porta a sviluppare idee e sviluppare soprattutto quella che manca oggi a tanti giovani che è l'identità Tanti oggi veramente non sanno chi sono quasi Ma è una strada lunga Samuel No è lunga, però insomma Anche scoprire chi si è è una strada lunga, ognuno lo scopre alla sua età No, quello che voglio dire, prima, ecco, perché dico io sono un po' a favore delle materie umanistiche, non solo perché l'ho fatte, ma perché penso sia più importante penso che le materie umanistiche ti permettono prima di tutto di ragionare su se stessi, cioè su rispondere alla domanda io chi sono poi successivamente se parliamo di progresso, certo che anche ingegneria, eccetera, però allarghiamo un po' l'ambiente, prima capiamo chi siamo, poi parliamo di lavoro E chiudiamo su rispondere alle domande che dovrebbe essere l'obiettivo di ogni tipo di conoscenza con un'ultima polemica, noi lo facciamo solo con tacito, ci sono scuole in Italia che lo fanno con, come si chiama quello che fa i fumetti, ora non mi viene il nome Zero calcare Zero calcare, meno male mi hai salvato la chiusura e le domande dei giovani nella storia dell'umanità sono sempre le stesse, le risposte possono arrivare attraverso tacito o attraverso zero calcare Grazie ragazzi Grazie a tutti Grazie a tutti Grazie a tutti Grazie a tutti
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