Francesco Micheli, il capitalista riluttante: confessioni dal centro del potere
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Francesco Micheli, il capitalista riluttante: confessioni dal centro del potere
Un finanziere visionario che ha rivoluzionato il mercato italiano con operazioni audaci, tra cui la scalata alla B-Invest nel 1985.
lengths Buongiorno a tutti e grazie di essere intervenuti. Abbiamo questa mattina l'opportunità di parlare con Francesco Micheli, appena scritto un'autobiografia con Solferino, il capitalista riluttante, che è stata veramente una delle personalità centrali dell'ultimo mezzo secolo. La cosa straordinariamente interessante di Francesco Micheli è che allo stesso tempo ha visto, conosciuto, guidato, comandato, subito, alcune volte ha vinto, altre volte ha subito sconfitte, dentro la storia italiana. Quindi è una personalità che ha veramente attraversato gli ultimi 40 anni di storia, arrivando da una storia personale, che è una storia che vi invito a leggere nella sua autobiografia, credo che ci sia anche il banchetto dei libri sopra se non sbaglio, ecco, appena sopra l'uscita, perché è una storia incredibile, una storia veramente da primo novecento, da paese che cresce, che evolve con un papà musicista, una mamma che in qualche maniera capisce l'importanza della bellezza e della professione del network che aiuta il figlio a costruire un percorso che è un percorso davvero di ingresso e costruzione di un iter dentro alla borghesia del novecento milanese settentrionale italiana che è unico proprio. Francesco Micheli è un finanziere, è stato un investitore ma soprattutto ha uno sguardo che gli permette di poter raccontare il passato ma allo stesso tempo anche di avere una visione fortissima sul futuro. Inizierei subito a chiedere al dottor Micheli che cosa, visto che appunto il libro è Confessioni di un capitalista riluttante e Francesco Micheli è stato un disraptor, cioè è stato un uomo che ha cambiato le cose, ha fatto operazioni ostili in un mondo in cui non c'era nulla che non fosse concordato o che non fosse basato sulle sottomissioni. Qual è stata la cosa più etero d'ossa, più eversiva strategicamente che ha fatto nella sua carriera? Grazie per questa introduzione, grazie a voi. Io credo sia l'operazione B-Invest nel 1985 quando non esistevano fondi di investimento in Italia. Chiedo scusa, ho la voce e oggi sono un po' fuori giro. Era il 1985 ed era l'anno in cui sono stati creati fondi di investimento in Italia, con 25-30 anni di ritardo rispetto agli altri paesi, i cosiddetti anglosassoni. Quindi il mercato si è improvvisamente allargato perché ogni entità di operativa straniera doveva comunque avere una percentuale di titoli italiani proporzionare la propria dimensione. Per cui arrivarono una quantità di ordini incredibili sul mercato, dall'estero, e le quotazioni cominciarono a salire dopo un periodo di forte tranquillità. Io a quell'epoca tenevo d'occhio una società che si chiamava B-Invest, che era una delle società più importanti quotate, che faceva capo una famiglia molto importante perché il rappresentante era nel consiglio di Mediobanca e Mediobanca allora era una specie di santuario chiuso. Il membri del consiglio, dell'amministrazione sedienti li chiamava debitori di riferimento, per dire. Quindi era la tranquillità del presidente, dell'allora dell'amministratore delegato, poi presidente Enrico Cuccia, che era stato messo da Raffaele Mattioli, che aveva inventato Mediobanca, per sostenere la piccola media industria e lui viceversa ha capovolto il guanto e l'ha utilizzata per sostenere la grande impresa. Tant'è che la battuta era all'opposto di Rubinute, Rub al poveri, per dare a Rikki. E quindi lei vede quella scatola B-Invest che era dentro a quell'orbita e che poteva essere interessante. Era interessante perché in borsa, sto parlando della borsa gridata, quella di Palazzo Mezzanotto dove c'erano più di un milaio di persone in un fumo, perché allora tutti fumavano, perché certe volte non si vedeva nemmeno il cartellone in fondo che segnava le quotazioni, e tutti sapevano della debolezza, perché era piuttosto indebitata questa società, che era la famiglia Bonomi, che veniva da Anna Bolchini Bonomi, che era una donna formidabile dal punto di vista, cioè la nonna dell'attuale Bonomi, che peraltro è molto bravo. Il figlio, che era l'amministratore di Gatto di allora, non era molto veduto da questo punto di vista, e proprio in borsa si diceva che sarebbe prima poi arrivato qualcuno e avrebbe fatto un'operazione che in Italia non si è mai fatta, quella di una scalata. E' arrivata lei. E io che all'epoca lavoravo lì, vedendo la confusione che c'era, ho detto è il momento ideale per farlo. Ovviamente era un'operazione che solo pensarla si commetteva a peccato. Esatto, ma ecco su questo perché c'era un elemento quasi parareligioso di controllo e di sottomissione della finanza e dell'economia italiana a Enrico Cuccia e al sistema Comunale. Sì, erano due o tre sistemi in cui Mediobanca... E' incuneato o ha scelto la frontalità? No, no, io in quel momento ero sempre in borsa, quindi al tavolo degli operatori. Ho capito che in quel momento si poteva fare e ho capito come farla. Era piena estate, ero 85, ero al mare con i miei figli piccoli, una piccola barca vela, avo l'infaccio e prima di iniziare l'operazione dovevo trovare Piga, che era un personaggio mitico. No, no, il figlio forse, no il padre probabilmente, adesso non mi ricordo francamente il nome, era un personaggio di enorme spessore, di enorme, come dire, serie età. E' stato uno dei momenti in cui la Consul ha avuto un Presidente molto molto efficace. Io lo conoscevo molto bene perché avevo avuto attività con lui in precedenza, in Montelison, e quindi sono andato e gli ho detto guardi, io faccio un'operazione incredibile, se gliela racconto, se lei è d'accordo, io tutte le mette... gliel'ho detto e lui ha fatto un sbalzo sulla sedia ovviamente e diceva no ma lei non si rende conto, è una follia, si mette in conto tutto il paese eccetera eccetera, gli ho detto guardi che se non lo faccio io lo farò un altro. Quindi io però gli chiedo una cosa, o le dico una cosa, se lei è d'accordo io lui dirò tutte le mattine un quarto d'ora prima che cosa farò, cioè la borsa apre alle 10, cosa farò durante la giornata? Perché ho fatto questo? Perché altrimenti la Consoba aveva bloccato subito le quotazioni e quindi sarebbe stato impossibile fare l'operazione. Lui ci pensò un po' e mi ha detto la mano e così siamo rimasti. Quindi io tutte le mattine dicevo esattamente in questa operazione che è durata, adesso non ricordo, un mese un mese e mezzo di rastreddamento e la nota di colore è che il porto di Bonifacio è una specialismo molto lungo, in fondo è bellissimo col paese vecchio sopra, è un posto magico, e in fondo avevano messo una una corriera, allora si chiamava così, tolti tutti i sedili e messo tutti i telefoni, non c'erano i telefonini ovviamente, e messi tutti i telefoni sulle pareti per cui c'era una quindicina di telefoni per i turisti eccetera. Per cui il mio problema era acappararmi un telefono e non mollarlo più. Per delle ore? Sì, per almeno un paio d'ore. Quindi c'era la coda di turisti dietro. Esattamente, ma non solo i turisti, avevo i bambini che mi tiravano per il costume perché volevano andare in spiaggia, esattamente, per andare all'isola di Piana che era lì vicino e quindi l'ho fatta in condizioni inarrabili perché naturalmente i turisti si incazzavano, c'era una roba. Io avevo un sacchetto enorme pieno di monete, si andavano con la gettone i telefoni, per fortuna non ci fu mai un incidente perché se fosse caduta la lina sarebbe stata una tragedia. Però si incazzavano, chiedo scusa per la parola, si incazzavano i turisti ma si incazzò anche Cuccia. Cuccia in un primo tempo, era molto curioso perché le prime azioni le vendette proprio lui perché non aveva capito lui, non lo so perché il personaggio era molto intelligente, furbo, però aveva subito un'offesa dal Bonomi che gestiva questa azienda perché lui, dovendo fare un'operazione per un finanziamento, invece di rivolgersi a Mediobanca, come sempre succede, andò da un'altra istituzione. Sempre banca a medio termine, quindi non quelle che hanno gli sportelli per il pubblico ma quelli per il finanziamento. Quindi Cuccia era risentito? Cuccia era, in quel momento non aveva capito bene le cose, però quando ho visto che saliva il titolo, non gli pareva vero, vendere le azioni. Quando mi sono accorto, perché allora si ritira una azione fisicamente e dietro c'era l'intestazione, gli ho capito che era fatta e nel senso che poi dopo, naturalmente, verso la fina ci fu un finimondo. Io ero sissito da un bravissimo avvocato che era Guido Rossi, che era la combinazione, l'avvocato anche di Bonomi, quindi allora si facevano anche queste cose molto borderline e non era un grandissimo personaggio e quindi era, diciamo, nello stesso, si comportava come Cuccia. Cuccia aveva due padroni, che erano i due uomini più importanti dell'Italia di allora. Uno era Agnelli e l'altro era Cefis. Agnelli, se ricordiamo tutto, Cefis non ce lo ricordiamo perché non aveva le coloriture di un principe come Agnelli, ma erano i due poteri forti nell'Italia di allora e quindi noi dicevamo che faceva l'Alecchino servitore ai due padroni e così era. Quindi lui era bravissimo, perché i due si odiavano anche politicamente perché Cefis era su Fanfani eccetera eccetera e Agnelli era su Andreotti. Quindi tutte le differenziazioni sia politiche che economiche finanziarie le metteva in conflitto. Ma lei ha avuto paura facendo quell'operazione? Lei sapeva che faceva saltare il sistema? Perché comunque l'operazione del 1985 era il divertimento. Il divertimento era quello. Ma era anche paura perché poi quelli erano anche anni pesanti. Non in quella cosa specifica ma ci sono state guerre di potere, guerre di destabilizzazione dello status quo che in Italia tra gli anni 70 e gli anni 90 hanno portato anche o alla morte fisica di alcune persone o alla morte sociale. Non so se mi spiego. È chiarissimo, però le dirò una cosa. Nella finanza nessuno uccide l'altro. Qual è l'uccisione? Portare via i finanziamenti? Quando la banca vuole uccidere qualcuno gli toglie i finanziamenti. Ma non c'è mai un... Quando io feci l'operazione con De Benetti Banco Ambrosiano, Calvi, quando Calvi fu trovato appeso al famoso ponte, è chiaramente una cosa di... non ho avuto un nombro di dubbio che era malavita, che non poteva essere, per quanto Calvi avesse fatto delle operazioni estremamente, diciamo, borderline per il sistema eccetera eccetera, perché nella finanza non si usa. Quando ci sono fatti di sangue vuol dire che c'è di mezzo la malavita. E in quella Italia c'era ancora una distinzione netta e quindi il problema era quando il sistema inglobava contemporaneamente la finanza e la malavita, come nel caso del Banco Ambrosiano. Quello c'è sempre stato dappertutto, ma non solo in Italia, anche in America, pensi al caso Madoff, per direne uno. Allora, io posso dire, non vorrei essere frainteso, che quando c'era il Far West, cioè prima degli interventi della Consob eccetera, c'erano delle regole di comportamento come quelle della malavita. Cioè nessuno mai si sarebbe permesso, se uno sgarrava veniva ignorato in borsa. Cioè non si dava lo sta bene. Lei voleva vendere, ed era uno che non andava bene, dei titoli e si rivolgeva a meccanocomprazione. C'era una reputazione formidabile. Io mi sono battuto all'epoca, perché anche l'Italia avesse una Consob, un istituto di controllo del mercato eccetera eccetera, perché era necessario. Devo dire che col senno di poi c'era molto più, tra virgolette, onestà nel Far West con delle regole certe, piuttosto che le regole in una quantità enorme, imposte dalle varie instituzioni, oggi è pazzesco il numero di... in Italia nessuno sa quante leggi ci sono. Si dice più di 200 mila, poi ci sono i regolamenti, gli usi consuetudini, e quindi c'è una vorrecrezia mostruosa e quindi è un rallentamento enorme e quindi le aziende secondo me devono consumare un 10% di produttività per riempire un'illera di dio di carte, di che finiscono la Consob, che nessuno mai leggerà perché non è possibile, però sono leggi che impongono questo. Io sono presidente di Nextalia che è questa società molto attiva. Penso che sia un incubo dal punto di vista operativo. Ogni consulione d'amministrazione sono 10 cm di carte che sono fatte per i controlli, cioè dell'attività vera e propria, si parla a 5 minuti, ma questo da per tutto, quindi c'è stata un'estensione enorme, come è l'Europa rispetto ai vari paesi che va a fare delle... pretende dei controlli vicigliani, ma questo è un problema di tutto il mondo. I grandi fallimenti che ci sono stati anche in America, citavo Madoff che è il più grosso di tutto, che era una cifra mostrosa e che era un personaggio dei più reputati, anzi era addirittura capo della secca, era capo della secca. Quindi dicevo l'eccesso di regole è un invito al malafare. Ok, ma ad esempio visto che lei è stato un pezzo del cambiamento italiano, nel senso di appunto abbiamo descritto quello che è successo nell'85, ma come ha vissuto il passaggio della caduta della prima repubblica di Tangentopoli e delle privatizzazioni? Perché quello è un nodo critico, formidabile, per come sia sestata l'Italia degli ultimi trent'anni. Cioè nel senso che lei vive tre fasi sostanzialmente, la prima fase in cui è parte da funzionario semplice, lo ricordiamo ai nostri convenuti, è in Montedison. Prima era in borsa, poi era in borsa e poi era in borsa e poi era in borsa prima era in borsa, si prima in borsa, poi passò dall'altra parte del tavolo all'IMI che allora importantissimo era il Stato Immobilare Italiano, poi venne fatta una società finanziaria che si chiamava allora Capital Fin, e che era considerato il gotta della finanza, aveva 12 miliardi di lire di capitale, oggi fa ridere, ma allora era una cifra, e la mia fortuna che il Consiglio di Amministrazione era formato dalmeno 10 personaggi che erano rappresentanti di gruppi e banche italiane di vertice. Quindi io mi sono trovato quando sono passato dall'altra parte del tavolo e ho fatto fatica perché non ne potevo più di lavorare in borsa, comprare e vendere titoli. In un primo tempo era una fonte di reddito e anche divertente. Poi pensare di fare per tutto la vita quel mestiere, perché sai fare tutto lì dentro e non sai fare niente fuori. Finalmente sono riuscito a andare lì e lì ho avuto la fortuna di conoscere, perché era una società piccola, dal Vaticano alla borghain gandhi, le banche di allora, la fiat, l'Eni, praticamente tutti. Tant'è che quando nasce il mio primo figlio nel 70-71, io che facevo la scuola a Milano-Roma, perché la mia casa era Milano, fu il momento in cui allora Sim Dona, che era un personaggio di una potenza diabolica, lavorava per il Vaticano soprattutto, e voleva scalare da Bastoggi, che era il cuore del potere allora a Coté di Mediobanca. Ed era una battaglia in borsa. Per questo, un po' per la fama che mi ero fatto, mi hanno chiesto, mi chiamò Corsi, il magistrato delegato di CEFIS, se volevo tornare a Milano in Montelison per gestire questa operazione. Non mi parlo di vero, ci tornai e riuscì a vincere, nel senso che riuscì a bloccare l'operazione, d'accordo allora col cladito italiano, che era la banca del cuore di Cuccia. Questo per dire che stavo dicendo dei passaggi molteplici. Però lei inizia a diventare lei dentro a Montelison. A quel punto veramente inizia a essere centrale nei meccanismi finanziari. Sì, perché per come andavano le cose, e Montelison era appena partita con CEFIS, che all'inizio del libro parla proprio del volo su cui è stata decisa l'operazione tra Cuccia eccetera eccetera, mi ricordo che quando salutai Borri, che era un personaggio del Limi, mi disse ah Michele adesso entra nella porta magica dorata, ma se ricordi che la chimica più importante l'abbiamo noi, perché allora c'era Nino Rovelli con gli stabilimenti. Quindi io mi trovai di colpo nel cuore del sistema del potere e con un incarico incredibile, perché era un momento di sviluppo dell'attività che faceva CEFIS, che rivolta totalmente la società, che era importantissima perché erano delle più importanti, passai i primi mesi, fu una fortuna, nella segreteria, seduto su dei bilanci perché non avevo ancora l'ufficio. Quindi lì feci 6 o 7 quotazioni di società del gruppo, superai il sindone in cui l'operazione e quindi fu nominato appunto responsabile di tutta la parte finanziaria e dovendo dare un dividendo a Montedison che perdeva, ma era molto importante che gli azioni gli si eccetera eccetera, Guido Rossi con Cuccia inventò una società che si chiamava Gemina, geminata, era un diritto appiccicato a ogni azione di Montedison di questa società che avrebbe dovuto fare degli utili e ne fece di straordinari sul mercato finanziario e quindi dare una retribuzione, cose che oggi non si potrebbero fare. E io ho fatto tutto. Però negli anni 80 diventa un soggetto attivo quasi eversivo con quell'operazione per quanto concordata con CONSOV. Poi negli anni 90 ci sono le privatizzazioni e lei cambia ancora e diventa imprenditore. Io ho continuato a cambiare perché mi divertiva, cioè è difficile dirlo perché dice ma questo cosa sta dicendo? Io ho lavorato diciamo per guadagnare, per raggiungere la pace dei sensi dal punto di vista finanziario quando sono andato in borsa all'inizio nel 1960 e ci sono stato per... E lì diciamo... L'avevi pensato sufficiente. Esatto, io da quel momento che non volevo stare lì perché proprio non mi divertiva e ho cominciato ripeto lo stesso termine a divertirmi, a fare delle operazioni che viste col senno di poi non so come erano veramente sempre più complesse e per fortuna praticamente 8 su 10 sono andate bene. Ma cosa è successo durante i Tangentopoli? Durante i Tangentopoli? Beh diciamo la frase poi del magistrato era ma avete troppo esagerato. Perché? Perché fu fatta una... come dire era talmente fisiologico il fatto che i partiti avessero dei finanziamenti trasversali e certamente Montellison era una delle società anche per conto di Mediobanca che non poteva farla direttamente perché era normale. Qualcuno che non mi ricordo se era Cefiso Mattei dicevo che lui usava come taxi. Come taxi? No, che era... Ecco no ci fu una cosa necessaria. Cosa necessaria a Tangentopoli? E' partita come necessaria per fare piazza pulita nel senso di togliere questo mal costume. Era ormai fisiologico però esagerarono, ci andavano con mano estremamente pesante, addirittura arrivando a un certo punto di porsi come il capo del team, di porsi come premia del Paese. Si ricorda? Borelli. Che ci fu un'impotesi. Che era una persona estremamente perbene col quale aveva un rapporto peraltro ottimo perché io poi ero presidente e conservatore di Milano e lui mi succedette. Il conservatorio? Il conservatorio di Milano. Dal 2000 al 2006 più o meno e però 10 anni prima, 8 anni prima quello che fu fatto era la rivoluzione francese. C'erano giornalisti fisi in televisione, dei grandi giornalisti che vivevano proprio come l'elettricottero davanti alla gugliottina perché tutti i giorni c'era questa battaglia, Sembravano arrivare sulla carretta della gugliottina ed erano i capi, i vertici del liri eccetera. Ma lei non aveva mai avuto paura in quel periodo? No, non mi sono mai trovato in una situazione, mi ha sfiorato il sistema perché ovviamente a livello di Montenizio ma non ero io. E' già uscito da Montenizio? Io ero già arrivato ma diciamo tutta la successione partiva da lì. Cioè quando Craxi fa il discorso in Parlamento e punta il dito e nessuno reagisce dicendo o ognuno di voi ha fatto quello che si ha debito a me, che fu un momento tragico veramente, perché ripeto l'aspetto malavito era che tra quello che pagava un'altra gente e quello che la riceveva c'erano dei personaggi che facevano la cresta, questo è stato il non se ne parla abbastanza, ma c'era questo doppio mercato perché c'era proprio questo tipo di cosa. Ecco e certamente è stato un momento drammatico perché quando il presidente dell'ENI di allora è in carcere si uccide Gabriele Cagliari che era un carissimo amico. Io mi ricordo allora si usava avere un ufficio particolare fuori dalla società, via Senato c'era l'ufficio dell'ENI e mi chiamava per dirmi ma tu come faresti questo tipo di operazione eccetera eccetera e io dicevo quello che avrei fatto, poi succedeva che la faceva fare qualcun altro e io veramente diciamo cacchio ormai è possibile. Ma secondo me perché queste operazioni avevano sempre qualcosa di borderline e essendo amico col senno di poi ho capito che non mi ha messo nella condizione magari, uno fa un'operazione la fa per un grande gruppo e poi ci resta dentro perché resta... Come amicizia personale. L'ho capito dopo ma lui è quello che si suicida con un sacchetto di plastica che era il momento più drammatico perché è il momento in cui Gardini fa la stessa fine. Io l'ho visto Gardini con cui avevo un ottimo rapporto proprio la sera prima partivo per raggiungere la barca in vacanza lontano lui mi ha chiamato e sono andato a trovarlo in via del gioioso. La sera prima lui si è sparato la mattina. La mattina all'alba. Io nel frattempo ero arrivato non mi ricordo in quale parte dell'altra parte del mondo e mi è arrivata la notizia che lui si era suicidato. Perché? Perché era in una stazione indifendibile. Ma lei l'ha visto quando? Io l'ho visto del pomeriggio alle 18. Si alle 18. Era in via del gioioso dove aveva questo ufficio milanese che in realtà era un appartamento e lui era un uomo molto bello, bronzato, ricordo che aveva questo vestito tipo coloniale che si usavano allora ed era totalmente depresso su una poltrona ma era per un dubbice fatto perché sapeva che Di Pietro lo avrebbe interrogato il giorno dopo e sapeva anche cosa sarebbe successo da una parte e dall'altra perché ci fu a quel momento un problema grande nella famiglia per cui Sama che era il suo assistente era diventato membro della famiglia avendo scusato la sorella della moglie quindi di fatto fece un'operazione che indeboli molto la parte di Gardini. Allora io che lo vedevo così depresso ma mai più pensavo perché il costello di poi poi la storia della mogliola la puoi fare ma vivendola in prima e per tutta lì lo vedevo veramente disperato e a un certo punto gli ho detto guarda Raul ma tu rispetto a tutti questi imprenditori che nel momento in cui sono chiamati dal tribunale sono come giocoglieri che hanno tre palline che fanno ballare e ne cade uno si fermano. Dico tu invece se ti cade una pallina ne prendi due per cui alla fine ne fa girare cinque sette perché aveva questa e lui mi ha detto guarda questa capacità è la sua risposta veramente molto anche colorita mi sembra ormai non ho più la moltiplica. La moltiplica è nella bicicletta la ruota grande che è quella che moltiplica sulla ruota piccola dietro no il si chiama la moltiplica e lui da buona venna a dire la moltiplica perché tutti allora andavano in bicicletta per dire non ho più la possibilità e ci siamo salutati il mattino dopo è successo quello che è successo. Montanelli scrisse un mi ricordo un fondo come era molto acuto che in cui diceva Gardini come un giocatore di poker che perde ha una unica prospettiva quella di suicidarsi. E fu assolutamente quasi profetico ecco. No no lui l'ha detto sapendo era l'articolo di fondo del giorno dopo della morte. Lui commentando giustificò in questo modo. Invece una domanda esistenziale questa è tutta esistenza questa è tutta vita tutta storia ricordiamolo appunto alle persone che sono appena arrivate l'autobiografia è anche sopravdisponibile per la vendita pubblicata da Solferino editore e quindi questa è tutta una storia esistenziale ma le ha detto si è divertito ma c'è stato un momento in cui per divertirsi cioè per riuscire a fare quella operazione ha fatto un patto col diavolo diciamo tutti anche il chirurgo che opera e si accorge che quello che ha imparato la università non va bene salve la vita al paziente se passa ad un'altra parte ecco in tal senso io ho fatto ho sempre diciamo ce l'ho fatta sempre io ho sempre detto se avessi applicato regolarmente quello che avevo studiato la università sarei fallito cinque volte l'università di allora non so oggi e quindi ho fatto sempre delle operazioni diciamo che avevano anche di metafisico rispetto al meccanismo normale perché se non sarebbero state eversive o innovative diciamo allora si non si chiamava uno startup io ho fatto molte operazioni che erano startup le ultime due più famose sono state fast web e una società con Umberto Veronesi nel campo delle tecnologie e però io lo dico sempre un po' con cautela perché non vorrei fare la figura di quello che io tutte le operazioni che ho fatto dopo che ho lasciato la borsa l'ho fatta sempre perché mi divertiva conseguentemente avevo delle utilità se l'operazione andava bene ma non l'ho fatta per scusi guadagnare mi vergogno un po' di questo modo perché da un senso l'ho fatta perché mi sembrava talmente fantastico scoprire James Cook e quando ero in Pacifico che doveva scoprire le isole che nessuno sapeva che esistevano per la Royal Navy secondo me si divertiva ecco io mi sono divertito a fare delle operazioni che non erano contro qualcuno ovviamente il concetto dialetico è ovvio che dall'altra parte c'era qualcuno però non l'ho mai fatte per guadagnare su quello e l'ho fatta perché mi divertivo divertendomi secondo me sono riuscita meglio è un concetto mi imbarazza dirlo ma non riesco a rendere l'idea no no no no ma è chiarissima la meccanica il tema è se esiste in questo divertimento anche un aspetto oscuro no perché diciamo anche se ci fosse uno non lo racconta però non sarei stato diciamo noto per insomma ci sono trettissime operazioni guardi di tante persone che conosco una delle battute è come le mosche se c'è una cacca si vanno sempre sopra ecco io questo non ho mai fatto ok capito però ho fatto io quando ero in Montedison ho diciamo come be invest prodotto avevo tutto il piano basso della Montedison era il mio ufficio avevo cambisti operatori eccetera eccetera e abbiamo fatto delle operazioni incredibili perché l'amministratore legato a corsi mi dette carta bianca io avevo che era la ministra legato della parte finanziaria in quel momento ce n'erano due per la parte finanziaria con l'assenso di cefis certo per quale aveva un ottimo rapporto allo stesso e quindi abbiamo fatto tutte le operazioni più pazzesche e procurando fa dargli dividendo monteggio è una società molto grande ma abbiamo fatto operazioni sull'oisho mark sull'argento sui titoli di bolsa eccetera eccetera e la cosa curiosa per dirle come vanno le cose e che le facevamo spesso in sociale con l'operatore di sindona che era il nemico mortale cioè in alto c'era il conflitto mentre operativamente quando uno è bravo dall'altra parte e si fanno l'operazione è meglio quindi c'era anche una certa riluttanza se vogliamo c'è sempre stata anche in questo caso e il paradosso divertente di alcune forme di capitalismo questo anche e le dico ma oggi oggi le donano tricolore quando abbiamo fatto un'operazione sull'oisho mark che allora era cartaceo ed erano biglietti molto belli quelli dei soldi diciamo tedeschi perché erano di un marroncino coffee and cream molto bello io ho fatto dipingere tutti gli uffici con quel colore perché portava bene perché ha portato benissimo e mi ricordo che quando un mio collega che si occupava appunto di delle merci sul chicago del commodities sul mercato del commodities di chicago facendo un'operazione sull'argento andò benissimo e lui chiamò la sua figlia appena nata argentina cioè si giocava sempre su queste cose ma questo lo dicono ma all'importanza perché era il gusto di divertirsi che si trasmetteva tra di noi ecco oggi è cambiato penso anche il concetto del divertimento della sconfitta per chi fa questo business ma ad esempio un uomo che ha fatto le cose che lei ha fatto che ha visto le cose che ha visto che che impressione ha quando vede ad esempio il fenomeno dei bitcoin che è una cosa per cui siamo già passati a una dimensione quasi la che le persone ne parlano nei bar e all'ufficio postale ecco in questo momento e diciamo è quanto di più popolare possa capitare perché con un piccolo avversamento se uno ha fortuna può avere però non c'è nessuna come dire garanzia di nessun genere dietro e poi c'è l'audiosità di chiamarsi coin coin vuol dire moneta la moneta è un riferimento come il metro di parigi non può avere oscilazioni terrificanti perché la moneta è proprio fatta come quindi io se dico è un asset finanziario mi va benissimo è un asset finanziario dei più rischiosi che ci possano essere però è di grande popolarità perché oggi se uno ha una piattaforma e ha due milioni di followers e dice comprate 100 euro ciascuno di questo titolo il titolo fa più del 1000 c'è stato 1500 per cento in rialzo se non una grande flottante quindi beh questo è un fenomeno che trump ha fatto più volte lo sta facendo adesso lo sta facendo anche magari lo sta facendo in questo momento ecco perché poi la proglia di trampe che ha una domantico trampe è come sisifo deve tutte le volte fare una fatica bestiale per fare un'operazione di cui non importa niente ma serve per fargli capire che lui è il vetice di tutto perché è un narcisista pazzesco ma l'ha conosciuto no ma diciamo di una semplicità assoluta la sua elementare ma il suo piacere è proprio di fare quelle robe lì non è riuscito a farne una perché il giorno in cui è stato nominato ha detto io ho netto che il groenlandia il canadale niente anzi in canada è stato eletto un suo avversario per dire ma lui la sua bravura è riuscire a uscire dall'impiccio che ha fatto facendo un'operazione folle questa dei dazi vi costerà molto cara perché i dazi poco si sa dei dazi ma una cosa è certa che sono delle tasse allora mettendo i tassi queste tasse colpiscono anche i grandi ricchi ma non ne importa nulla perché sono insignificanti i costi di queste itali al di là del fatto aziendale ma dal punto di vista personale patrimoniale e se diciamo è un membro di classe media da guardare non so 100.000 150.000 dollari inizia a secca un po ma quelli che hanno 30 40.000 che sono gli elettori di trump che proprio lo spaccato questi non sopravvivono ecco perché tra un anno e mezzo le bit term cioè alle elezioni di metà è molto probabile che il congresso che in questo momento è repubblicando ritorni ad essere democratico in questo caso il congresso può abolire è l'unico che ha il potere per abolire qualunque dazio sia in essere quindi c'è un d d e i anche per questo nel frattempo lui effettivamente fare le operazioni ma quelle un po virchine a cui lei accennava lui se ne fa vanto cioè ci sono i video in cui lui parla con gli amici e dice e dice guarda ho fatto questa operazione che belle eccetera eccetera e poi il giorno della rincolonnazione lui fa due società di bitcoin il nome della moglie dei figli in cui diciamo non tanto i titoli ma le commissioni percepite sono state calcolate sui 400 milioni una cosa pazzesca e siamo presidente ecco volevo capire una cosa per lui ha una maestosa incompetenza ok proprio visto che stiamo parlando appunto a ruota libera di stati uniti è un elemento invece di stabilizzazione ad esempio il fatto che la chiesa universale che è una struttura fondante dell'occidente del mondo abbia scelto un papa americano con una laurea in matematica villanova diciamo che uno che riesce a fare più concretamente quello che diceva già il predecessore cioè c'è una linea di continuità ed effettivamente può avere un ruolo forte è chiaro che i personaggi che oggi trampe ha mandato via tutti quelli che lui pensava fossero nemici e gli ha sostituiti quindi lui ha un potere effettivo molto forte e diciamo e non è facile solo solo qualcosa di esogeno diciamo lo può far saltare in questo momento trampe questo ecco tant'è che anche con masca che giorno dell'incolonnazione erano due gari nel pollaio quando lui ha fatto i dazi e masca ha visto quanto gli pesava sulle macchine e ha mollato tutto ha cominciato a coparsi a parte che masca per me è un alieno come amo dire che è venuto giù da un ufo non lo so ma comunque intelligentissimo con una capacità enorme con un cervello di chiamarlo disalineato però sempre lui è costretto per lui a dolcito e come il cervello di se lo ricorda franchesi junior abdorme e lui deve prendere droghe per nutrire un cervello così ma peccato che lo faccia nei video mostrandosi dando un esempio terribile ai ragazzi esatto che già tendono a usare le cose abbiamo ancora un minuto vorrei chiedere una cosa di altro genere lei è conosciuto come melomani micenate qual è stata il concerto che non nella vita ma negli ultimi anni la più emozionata o concerto opera lirica ecco ma guardi negli anni 90 ho lanciato un concorso pianistico con pollini e lucciano berio formidabile nel senso che era quanto di più difficile complicato eccetera eccetera gli scritti era l'elite assoluta e si scrivevano 40 50 disgraziati che dovevano preparare dei programmi mostruosi e come lei sa dai tempi di list pianista deve suonare senza partitura senza partitura questo quindi fatto a monemonico mostruoso e abbiamo fatto tre edizioni veramente meravigliose delle giurie strepitose mentre i grandi concorsi hanno 500.000 che si presentano questa è quella più bella e ha funzionato molto bene questo da un punto di vista complessivo ma invece intimamente cioè l'ultima volta che ha veramente senti che cosa ha sentito che l'ha colta la colpita la è emozionata ecco musicalmente per musicalmente parlando proprio e dove ecco negli stati uniti in italia l'ultima cosa adresda gatti che ha fatto il requiem di verdi adresda nel anniversario degli 80 anni dei bombardamenti ecco e la cosa che mi ha colpito lui ha fatto il concerto con verdi in adresda e la sera dopo a milano con maler quindi maler ha invertito le cose ma la cosa che mi ha stupito gatti che secondo me numero 1 daniele che alla fine del requiem si è fermato e tutti hanno capito che non andava applaudito tanto magico era come dopo il par si fa dopo il par si fa una notte che non si può applaudire perché il sublime vagneriano e lui appunto c'è un'emozione bellissimo pazzesco veramente bene bene allora ringraziamo tantissimo il dottor micheli ringraziamo le persone che hanno partecipato grazie davvero ora
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